C’era una volta l’Africa

dagli 8 ai 10 anni – scuola primaria
dalle storie di Bakary Diaby
di Stefania Marrone e Cosimo Severo
regia Cosimo Severo
con Bakary Diaby
voce Rosalba Mondelli
scene e luci Cosimo Severo e Luca Pompilio
collaborazione tecnica Domenico Cotugno
animazioni Giovanni Antonio Salvemini
edit e sound design Amedeo Grasso e Domenico Grasso
assistente di produzione Micaela Granatiero
produzione Bottega degli Apocrifi – Manfredonia
durata: 50 minuti
teatro d’attore
C’era una volta.
Cominciano così le storie di chi racconta ciò che è stato, che non è più e che sarebbe bello fosse ancora.
Bakary è nato piccolo e nero in un villaggio di bambini neri, di papà neri e di mamme nere, grandi mamme, grosse mamme, belle mamme.
La prima cosa La prima cosa che devi imparare al villaggio è non farti scoprire dalla mamma perché le mamme nere ad Arfamoussaya, Guinea, Africa sono molto intelligenti.
C’era una volta una capanna di erba e terra. Quella era la casa di Bakary. E da lì inizia la storia di una terra dove i bambini, come i bambini a tutte le latitudini, saprebbero giocare tutto il giorno, senza lavarsi e senza mangiare.
No, senza mangiare no, non Bakary, il bambino più affamato del villaggio, che passa la notte a escogitare un piano per rubare la polenta che è avanzata al mercato.
Un’Africa felice, che forse è ancora lì, al riparo da sguardi indiscreti. O forse non c’è mai stata. O forse Bakary, a forza di avere fame, è cresciuto troppo per starci ancora dentro. Fino a non entrare più nella capanna, nella scuola, nel villaggio, fino a dover cercare per sé una nuova strada.
Un racconto di immagini, suoni, e almeno due lingue: il bambara, lingua della sua infanzia, e l’italiano, che Bakary parla come una lingua bambina, donandogli colori nuovi.
