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C’ERA UNA VOLTA MIA MADRE

10 Gennaio alle 18:00
Cera una volta mia madre

sab 10 ore 18 e 20.30
dom 11 ore 17

INGRESSO: Intero 7,00 euro Ridotto 5,00

C’ERA UNA VOLTA MIA MADRE
(MA MÈRE, DIEU ET SYLVIE VARTAN)
di Ken Scott
tratto dal romanzo di Roland Perez «Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan»
Vincitore del Prix Littéraire du Cheval Blanc 2022
Nel cast di altissimo livello Jonathan Cohen, Naïm Naji e Sylvie Vartan nel ruolo di se stessa.

TRAMA Parigi, anni ‘60. In una numerosa famiglia di origine marocchina arriva un nuovo figlio, a cui viene dato il francesissimo nome Roland. Il bambino però ha un problema: è nato con una malformazione che secondo i medici gli impedirà di camminare da solo. La madre Esther non si arrende a questa diagnosi e comincia a percorrere ogni strada per permettere al suo Roland di guarire e poter essere indipendente. Dopo molte fatiche ce la farà: Roland si dedicherà alla danza, farà l’attore, poi l’avvocato e infine il giornalista, sempre seguito dall’ombra amorevole ma a tratti invadente di Esther.

COMMENTO Tratto da Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan, romanzo autobiografico di grande successo scritto dal giornalista francese Roland Perez, il film di Ken Scott si pone il chiaro obiettivo di adattare in maniera estremamente fedele il libro, operazione non facile trattandosi di un’opera autobiografica. Il titolo italiano C’era una volta mia madre, modellato su quello internazionale in inglese Once Upon My Mother, aiuta a capire subito su quale elemento della triade formativa madre-Dio-Sylvie Vartan il regista canadese ha deciso di concentrare la sua attenzione.

La pellicola infatti si mostra fin da subito come una celebrazione spassionata della determinazione di Esther Perez, ottimamente interpretata dall’attrice franco-algerina Leïla Bekhti, la quale ricorre a ogni ritrovato medico e non per cercare di curare il figlio, il quale non a caso pare guarire quasi per miracolo. A questo punto forse entra nell’equazione anche il secondo elemento della triade succitata, Dio, nello specifico il Dio incostante della tradizione ebraica sefardita che è quella di origine del protagonista, sebbene l’elemento religioso non venga molto esplorato nel film di Scott. Ha un ruolo più marcato il terzo elemento della triade, ovvero la leggendaria chanteuse Sylvie Vartan, le cui canzoni affollano la colonna sonora, soprattutto nelle sezioni dedicate all’infanzia e alla giovinezza di Roland, e che non a caso compare anche in un cameo durante una delle scene più importanti del film, quando Roland, divenuto giornalista, intervista la cantante che ha tanto contribuito alla sua formazione.

Inserendosi con convinzione nel filone dei cosiddetti feel good movie, C’era una volta mia madre propone un racconto tratto da una storia vera e con un lieto fine, una combinazione che di questi tempi può parere poco credibile, ma che qui colpisce per il modo convincente con cui è resa, ribadendo, nel suo piccolo, la forza del cinema. REGISTA Cineasta canadese che ben rappresenta la natura bilingue di quel paese e anche della sua industria cinematografica, Ken Scott per molto tempo è stato noto soprattutto come membro del gruppo comico Les Bizarroïdes e per aver scritto alcune sceneggiature molto apprezzate. Affermatosi nel corso del decennio scorso grazie ad alcune commedie di successo realizzate a Hollywood, negli ultimi anni Scott è tornato alla regia di pellicole più variegate per genere, passando dall’avventuroso L’incredibile viaggio del fachiro (2018) al più drammatico Goodbye Happiness (2021), senza dimenticare C’era una volta mia madre, che mostra tutte le anime del suo cinema.

 

Dettagli

  • Data: 10 Gennaio
  • Ora:
    18:00 22:30
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