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SUMMARY:XXIX Rassegna Regionale Teatro della Scuola del Friuli Venezia Giulia
DESCRIPTION:Rassegna Regionale Teatro della Scuola del Friuli Venezia Giulia – 29a edizione\n\nDal 6 al 17 maggio si svolgerà la 29ª edizione della Rassegna Regionale Teatro della Scuola del Friuli Venezia Giulia\, un appuntamento ormai storico per il territorio e che rappresenta un’importante tradizione per la nostra comunità.\nNata nel 1996 a Fiumicello e divenuta nel 2006 un vero e proprio progetto territoriale\, la Rassegna rappresenta oggi l’unica iniziativa a livello regionale dedicata alle scuole di ogni ordine e grado\, oltre che a gruppi extrascolastici impegnati nel Teatro Educazione.\nA sostenere e organizzare l’evento sono le Amministrazioni Comunali di Fiumicello Villa Vicentina (nella sua qualità di capofila del Progetto)\, Cervignano del Friuli\, Aquileia\, Terzo di Aquileia\, Ruda\, Aiello del Friuli e San Vito al Torre\, Palmanova in sinergia con gli Istituti Comprensivi di Aquileia\, Cervignano del Friuli e Palmanova Destra Torre\, e con l’Istituto di Istruzione Superiore “Bassa Friulana” di Cervignano del Friuli.\nNel corso della manifestazione\, in programma spettacoli teatrali sia al mattino – riservati alle scuole del territorio – sia al pomeriggio e in fascia serale\, aperti invece al pubblico. Un’occasione preziosa per assistere alle performance di ragazze e ragazzi che\, grazie al teatro\, sviluppano creatività\, consapevolezza e spirito di collaborazione.\nLa Rassegna si concluderà domenica 17 maggio al Teatro “Pasolini” di Cervignano del Friuli e nel corso della serata saranno comunicati i riconoscimenti della Rassegna. \nCALENDARIO\n\nMERCOLEDÌ 6 MAGGIO\nPALESTRA COMUNALE di PERTEOLE\nore 10 – Scuola Secondaria “U. Pellis” di FIUMICELLO (UD)\nNOI\, OGGI\, SCEGLIAMO DI FARCI SENTIRE\n\nGIOVEDÌ 7 MAGGIO\nSALA “Bison” di FIUMICELLO VILLA VICENTINA\nore 10 – Scuola Primaria “M. Montessori” di VISCO (UD)\nBARBARA\, UNA STORIA DA PAURA\nPALESTRA COMUNALE di TERZO DI AQUILEIA\nore 14.45 – Gruppo “Palco libero” della Scuola Secondaria “P. Paschini” di AQUILEIA (UD)\nDOVE SI APRE UN VARCO\nSALA “Bison” di FIUMICELLO VILLA VICENTINA\nore 20.30 – Gruppo “Teatroabusivo” degli ISIS “P. Paschini”\ne “F. Solari” di TOLMEZZO (UD)\nSIEPE A NORDOVEST\n\nVENERDÌ 8 MAGGIO\nSALA “Bison” di FIUMICELLO VILLA VICENTINA\nore 9 – Associazione “Teatro Studio” di LANCIANO (CH)\nGLI UCCELLI\nore 11 – Scuola Sec. “G. I. Ascoli” e Scuola Prim. “G. Ungaretti” di GORIZIA\nGLI INVINCIBILI 4\nore 12.30 – Compagnia “Lorem Ipsum” dell’ITG ” Marinoni” di UDINE\nMERAVIGLIE NEL PAESE DI ALICE\nore 18.30 – Scuola Primaria “G. Leopardi di VILLA VICENTINA\nWILBUR E CARLOTTA. UN’AMICIZIA GENTILE\n\nSABATO 9 MAGGIO\nSALA “Bison” di FIUMICELLO VILLA VICENTINA\nore 9.45 – Scuola Primaria “V. da Feltre” di RONCHI DEI LEGIONARI (GO)\nCASE\, MATTONI\, BAMBINI\nore 11 Gruppo “In Scena” della Scuola Sec. “L. da Vinci” di RONCHI DEI L. (GO)\nDIECI RAGAZZI E QUATTRO CITTÀ\nore 20.30 – Laboratorio “Docenti in Scena 5.0” di FIUMICELLO VI. VI. (UD)\nLA STRADA\n\nDOMENICA 10 MAGGIO\nSALA “Bison” di FIUMICELLO VILLA VICENTINA\nScuola Secondaria “U. Pellis” di FIUMICELLO (UD)\nNOI\, OGGI\, SCEGLIAMO DI FARCI SENTIRE\n\nLUNEDÌ 11 MAGGIO\nSALA CIVICA di AIELLO DEL FRIULI (UD)\nore 9 – Scuola Primaria “G.Marcotti” di CAMPOLONGO TAPOGLIANO (UD)\nACCORDI\nore 10.30 – ISIS “I. Bachmann” di TARVISIO (UD)\nNUNSENSE IL MUSICAL\nSALA “Bison” di FIUMICELLO VILLA VICENTINA\nore 20.30- Gruppo “Mattiammazzo” del Liceo Scientifico “G. Marinelli” di UDINE\nIL GIARDINO DEI CILIEGI\n\nMARTEDÌ 12 MAGGIO\nTEATRO “G. Modena” di PALMANOVA\nProgetto INCROCI\ndalle ore 11 alle 13.30\nGruppo TAS (Teatro a Scuola) della Scuola Sec. “P. Zorutti” di PALMANOVA (UD)\nSBAGLIANDOSI: IN PARA\nGruppo “Palco Libero” della Scuola Secondaria “P. Paschini” di AQUILEIA (UD)\nDOVE SI APRE UN VARCO\nScuola Secondaria “C. Cavour” di PALAZZOLO DELLO STELLA (UD)\nLIBRARSI\ndalle 14 alle 18 – Laboratorio “INCROCI”\nore 18.30 – Performance conclusiva del Progetto “INCROCI” \nMERCOLEDÌ 13 MAGGIO\nPALESTRA di AQUILEIA (UD)\nore 9.30 – Gruppo “Palco Libero” della Scuola Secondaria “P. Paschini” di AQUILEIA (UD)\nDOVE SI APRE UN VARCO\nore 11 Gruppo “I Viandanti” dell’Associazione “Don Chisciotte” APS di PORCIA (PN)\nSCAPPA CONSAPEVOLMENTE\nOre 12.30 – A.S.D. Spazio Sport di MANIAGO (PN)\nI BAMBINI INVISIBILI\nSALA “Bison” di FIUMICELLO VILLA VICENTINA\nore 20.30 – ISIS “E. Mattei” di LATISANA – LIGNANO SABBIADORO (UD)\nBACKSTABBERS\n\nGIOVEDÌ 14 MAGGIO\nSALA TEATRO di SAN VITO ALTORRE\nore 10 – Scuola Primaria “G. Leopardi” di VILLA VICENTINA (UD)\nWILBUR E CARLOTTA. UN’AMICIZIA GENTILE\nTEATRO “Pasolini” di CERVIGNANO DEL FRIULI\nore 20.30 – Gruppo “Forse Speciali” di CERVIGNANO DEL FRIULI (UD)\nTROADI\n\nVENERDÌ 15 MAGGIO\nTEATRO “Pasolini” di CERVIGNANO DEL FRIULI\nore 9 Gruppo “Krilati Oreh” dell’ISIS “Trubar Gregorcic” di GORIZIA\nil titolo non è’ stato ancora scelto\nore 10.45 ISIS “Polo Amiata Ovest” di ARCIDOSSO (GR)\nEUE! ERRARE UMANO EST!\nore 12.30 – Cooperativa Sociale Trieste Integrazione Anffas di TRIESTE\nDILLO SEMPLICE\nore 18 – Scuola Secondaria “A. Venier” di AIELLO DEL FRIULI (UD)\nCOME ERAVAMO… COME SIAMO… COME SANREMO\nore 19 – Scuola Secondaria “C. Deganutti” di PERTEOLE di RUDA (UD)\nLA SCELTA\n\nSABATO 16 MAGGIO\nTEATRO “Pasolini” di CERVIGNANO DEL FRIULI\nore 8.45 – Compagnia Teatrale “RECIT\and/ANDO liberaMENTE” dell’IPA “S. Fobelli” di CRODO (VB)\nIL BOSCO DI LIBRI\nore 10.30 – Progetto Idra APS di MASSA e COZZILE (PT)\nROSSA\nore 12 – Laboratorio Teatrale “Poiesis” del Liceo Artistico “E. Galvani” di CORDENONS (PN)\nCOME TU MI VUOI\nore 18 – “Break Every Wall” Ensemble Teatrale dell’ISIS “Bassa Friulana” di CERVIGNANO del Friuli (UD)\nPSYCHE-KILLERS – OLTRE LA TERRA DI ORWELL\nore 20.30 – Liceo Classico e Linguistico “F. Petrarca” di TRIESTE\nIPPOLITO\n\nDOMENICA 17 MAGGIO\nTEATRO “Pasolini” di CERVIGNANO DEL FRIULI\nOre 20 – Scuola Secondaria “G. Randaccio” di CERVIGNANO del Friuli (UD)\nLA CURA DEL MONDO\nAl termine della rappresentazione: cerimonia di chiusura e comunicazione dei riconoscimenti della rassegna\n\nTutti gli eventi sono ad ingresso gratuito
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SUMMARY:UN ANNO DI SCUOLA
DESCRIPTION:venerdì 1 e sabato 2 ore 18.30 e 20.30\ndomenica 3 ore 18.30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nUN ANNO DI SCUOLA\nItalia\, Francia\, 2025\, 102′\ndi Laura Samani\ncon Stella Wendick\, Giacomo Covi\, Pietro Giustolisi\, Samuel Volturno \nSettembre 2007\, Trieste. Fred\, diciottenne svedese esuberante e coraggiosa\, arriva in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico. Si ritrova ad essere l’unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l’attenzione di tutti\, in particolare quella di tre amici: Antero\, affascinante e riservato; Pasini\, seduttore istrionico; Mitis\, bonaccione protettivo. I tre si appartengono da quando hanno memoria. L’arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità\, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé\, Fred vuole essere ammessa nel gruppo\, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro. \nLiberamente tratto dal racconto “Un anno di scuola” (1929) di Giani Stuparich. Presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia\, Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile a Giacomo Covi. Opera seconda della regista del pluripremiato “Piccolo Corpo”\, il film è stato prodotto dalla casa di produzione cinematografica friulana Nefertiti Film con Rai Cinema\, con il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’Audiovisivo FVG.
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SUMMARY:Incontro con Toni Capuozzo - Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli
DESCRIPTION:Aspettando La notte dei Lettori\nUNA PICCOLA GUERRA. IL 6 MAGGIO DEL FRIULI\nEdizioni Biblioteca dell’Immagine\nIncontro con TONI CAPUOZZO\nDialoga con l’autore Martina Delpiccolo\nEvento ad ingresso libero\nin collaborazione e nell’ambito del partenariato con il Comune di Cervignano del Friuli e delle Anteprime del Festival del Coraggio 9a edizione \nTeatro Pasolini\, Cervignano del Friuli\nmartedì 28 aprile 2026 ore 20:30\n\n“Un libro che può aiutare a ricordare. Gli articoli che scrissi provando a spiegare agli italiani la protesta delle tendopoli prima e l’epopea della ricostruzione dopo… Il terremoto\, in fondo\, è stata la piccola guerra della nostra generazione: un evento che segna tutti e ciascuno\, che ti obbliga a decidere quali sono le cose importanti e quali vuoi conservare\, che ti costringe a cominciare daccapo…”
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SUMMARY:NORIMBERGA
DESCRIPTION:venerdì 24\, sabato 25 e domenica 26 ore 20\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nNORIMBERGA\nNuremberg\nUSA\, 2025\, 148\ndi James Vanderbilt\ncon Russell Crowe\, Rami Malek\, Michael Shannon \nAll’indomani della Seconda guerra mondiale\, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell’Olocausto\, al tenente colonnello Douglas Kelley (il premio Oscar Rami Malek)\, psichiatra dell’esercito americano\, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring (il premio Oscar Russell Crowe)\, il famigerato ex braccio destro di Hitler\, e di altri alti gerarchi nazisti.\nAllo stesso tempo\, gli Alleati — guidati dal giudice Robert H. Jackson (Michael Shannon)\, affrontano l’impresa titanica di istituire un tribunale internazionale\, per far sì che il regime nazista risponda dei propri crimini di fronte alla storia. Nel silenzio delle celle\, Kelley ingaggia un intenso duello psicologico con Göring\, uomo carismatico e manipolatore. Da quello scontro emerge una domanda che ancora oggi tormenta la coscienza del mondo: stavano eseguendo ordini\, erano pazzi… o semplicemente malvagi?\nSul palcoscenico della storia si apre così il processo di Norimberga\, un evento che ha cambiato per sempre la storia e l’umanità.\nIl film è tratto dal saggio “Il nazista e lo psichiatra” di Jack El-Hai (Rizzoli). \n 
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SUMMARY:RENTAL FAMILY - Nelle vite degli altri
DESCRIPTION:sabato 18 aprile: ore 18:00 e 20:30\ndomenica 19: ore 18:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nRENTAL FAMILY – Nelle vite degli altri\nGiappone\, 2025\, 110′\ndi Hikari\ncon Brendan Fraser\, Takehiro Hira\, Mari Yamamoto\, Akira Emoto\, & Shannon Mahina Gorman \nAmbientato nella Tokyo dei giorni nostri\, Rental Family – Nelle Vite degli Altri segue le vicende di un attore americano (Brendan Fraser) che fatica a trovare uno scopo nella vita fino a quando non ottiene un lavoro insolito: lavorare per un’agenzia giapponese di “famiglie a noleggio”\, dove interpreta ruoli diversi per persone sconosciute. Man mano che si immerge nel mondo dei suoi clienti\, inizia a stringere legami autentici che confondono i confini tra performance e realtà.\nAffrontando le complessità morali del suo lavoro\, ritrova uno scopo e un senso di appartenenza scoprendo la bellezza dei legami umani. \n 
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SUMMARY:Roberto Anglisani / RIBELLIONE
DESCRIPTION:dal romanzo La Ribellione di Joseph Roth\ndrammaturgia Francesco Niccolini\ncon Roberto Anglisani\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia \nLa ribellione – Contro Dio e la sua ingiustizia… e la grazia?\nLa storia narra le vicissitudini di Andreas Pum\, un reduce di guerra storpio\, a tratti ingenuo\, che crede ciecamente nello Stato e nella sua Giustizia. È uno che non si ribella\, che tira per la sua strada\, un timorato di Dio. Tutti gli altri\, per lui\, sono dei pagani\, dei senza Dio e dei ribelli.\nPoi\, per caso incontra un uomo che distrugge la sua vita\, lo trasforma e gli fa perdere ogni speranza nello Stato\, nella sua Giustizia\, nella bellezza della propria esistenza già precariamente ricostruita dopo l’orrore della guerra.\nDov’è Dio di fronte a tutto ciò che gli è accaduto?\nRoth pone l’uomo di fronte a un Dio che dona la grazia anche a chi gli chiede l’inferno\, in un racconto che emoziona e lascia il fiato sospeso. Roberto Anglisani\, abilissimo narratore\, amato dal pubblico del Teatro Pasolini in Giobbe\, sempre di Joseph Roth\, incarna magistralmente i personaggi di questa nuova sfida. \nDurata: 70 minuti
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DESCRIPTION:sabato 11 aprile: ore 18:00 e 20:30\ndomenica 12: ore 18:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nSENTIMENTAL VALUE\nAffeksjonsverdi\nNorvegia\, Francia\, Germania\, Danimarca\, Svezia 2025\, 135′\ndi Joachim Trier\ncon Renate Reinsve\, Stellan Skarsgård\, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas \nNora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas) sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav (Stellan Skarsgard) – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Conoscendo il talento di attrice di Nora\, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood\, Rachel Kemp (Elle Fanning). Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato. \nVincitore dell’Oscar come Miglior Film Internazionale\, il nuovo film di Joachim Trier (Thelma\, Segreti di famiglia\, La persona peggiore del mondo) è stato premiato con il Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes\, per il Miglior film e Miglior regia agli European Film Awards\, e con il Golden Globe per il Miglior Attore Non Protagonista a Stellan Skarsgård. \n 
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SUMMARY:IL BENE COMUNE
DESCRIPTION:sabato 4 e domenica 5 aprile: ore 18:30 e 20:30\nlunedì 6: ore 20:30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nIL BENE COMUNE\nItalia\, 2026\, 103′\ndi Rocco Papaleo\ncon Rocco Papaleo Con Claudia Pandolfi\, Rocco Papaleo\, Teresa\nSaponangelo\, Vanessa Scalera\, Andrea Fuorto\, Livia Ferri\, Rosanna\nSparapano \nUna guida turistica e un’attrice di “insuccesso” accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino\, alla ricerca del secolare Pino Loricato\, simbolo di resilienza. Il cammino diventa presto un viaggio di trasformazione\, fatto di incontri e cambiamenti\, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo\, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi\, emozioni e storie diverse.\nIn una natura dura e bellissima\, attraversata da una solidarietà inattesa\, emergono frammenti di vite complesse\, ferite ancora aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate. Parlare\, cantare\, dare un nome a ciò che si è vissuto diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare un senso di appartenenza\, almeno finché un evento improvviso non rimette tutto in discussione. Perché\, a volte\, raccontarsi è già un primo passo verso qualcosa di più grande. \n 
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SUMMARY:Teatro Partecipato / A LIBRO APERTO
DESCRIPTION:ingresso libero \nun progetto di Teatro Partecipato a cura di Ada Delogu\npartecipanti al laboratorio: Patrizia Bojkow\, Sandra Buttignon\, Daniela Fiorin\, Eleonora Gregorat\, Paola Iuri\, Marisa Mariuzzi\, Romeo Mischis\, Alice Moretti\, Luca Paro\, Annamaria Pennella\, Gian Mauro Sica\, Raffaella Tavagnacco\, Sonia Tomasin\, Agnese Zanirato\, Francesco Zorzenon\nscene Luigina Tusini\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\n \nPartendo dalle riflessioni di Massimo Recalcati in A libro aperto\, una vita e i suoi libri\, cercheremo di rispondere insieme a domande come:\nQuale segreto è custodito in un libro? Quali sono i libri che non abbiamo dimenticato e perché? Come può un libro essere un incontro? Perché l’incontro con un libro può cambiare la vita?\nTutti questi interrogativi tracceranno le vie lungo le quali i partecipanti e le partecipanti di ogni età si racconteranno\, ponendo lo sguardo sulle tappe della propria formazione\, sugli avvenimenti importanti e sui cambiamenti della loro vita.\nSi cercherà così di riportare\, nella restituzione pubblica finale\, un intenso spaccato autobiografico di cosa può significare per una vita l’esperienza della lettura\, attraverso un grande e appassionato elogio del libro in un’epoca che sembrerebbe decretarne la scomparsa. \nIl 17 ottobre il laboratorio è stato presentato alla Casa della Musica alle ore 16.30\, nell’ambito del Festival del Coraggio\,\nè proseguito con il seguente calendario\, con orario 17.30-19.30:\n22 e 29 ottobre al Teatro Pasolini;\n12\, 19\, 26 novembre\, 3\, 10 e 17 dicembre\, 14\, 21\, 28 gennaio\, 4\, 11\, 25 febbraio\, 4\, 11\, 18\, 25 marzo alla Casa della Musica. \nper info: partecipa@cssudine.it \n  \n 
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SUMMARY:Ettore Bassi / TRAPPOLA PER TOPI
DESCRIPTION:di Agatha Christie\ntraduzione e adattamento Edoardo Erba\nregia Giorgio Gallione\ncon Ettore Bassi\, Claudia Campagnola\, Dario Merlini\, Stefano Annoni\, Giulia Ricciardi\, Marco Casazza\, Matteo Palazzo\, Raffaella Anzalone\nscene Luigi Ferrigno\ncostumi Francesca Marsella\nmusiche Paolo Silvestri\nluci Antonio Molinaro\nproduzione La Pirandelliana \n“Il 25 novembre 1952 all’Ambassadors Theatre di Londra andava in scena per la prima volta Trappola per topi di Agatha Christie. Da allora\, per 70 anni ininterrottamente\, il sipario si è alzato su questa commedia “gialla” senza tempo e di straordinaria efficacia scenica.\nTrappola per topi ha un plot ferreo ed incalzante\, è impregnata di suspense ed ironia\, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere\, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché.\nNonostante l’ambientazione d’epoca e tipicamente British\, il racconto e la trama possono essere vissuti come contemporanei\, senza obbligatoriamente appoggiarsi sul già visto\, un po’ calligrafico o di maniera\, fatto spesso di boiserie\, kilt\, pipe e tè. Credo che i personaggi di Trappola nascano ovviamente nella loro epoca\, ma siano vivi e rappresentabili oggi\, perché i conflitti\, le ferite esistenziali\, i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell’uomo contemporaneo\, dell’io diviso\, della pazzia inconsapevole. E credo riusciremo a dimostrarlo grazie alla potenza senza tempo di Agatha Christie\, ma anche e soprattutto con il talento e l’adesione di una compagnia di artisti che gioca seriamente con un’opera “chiusa” e precisa come una filigrana\, che però lascia spazio all’invenzione e alla sorpresa\, una promessa di imprevedibilità e insieme di esattezza. E poi c’è la neve\, la tormenta\, l’incubo dell’isolamento e della bivalenza\, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice può essere superato in qualsiasi momento. Ingredienti succosi ed intriganti che spero intrappoleranno il pubblico.”\nGiorgio Gallione\n\nDurata: 120 minuti con intervallo \n        \n  \n 
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SUMMARY:OVERMILES
DESCRIPTION:venerdì 20 marzo 2026\, ore 20.45 \nOVERMILES\n \nGianluca Mosole – chitarre e tastiere\nPaolo Carletto – basso\nMichele Todesco – tromba\nNicholas Kocks – batteria \nDotato di uno stile inconfondibile ed una incomparabile gamma espressiva\, per quasi trent’anni Miles Davis è stato una figura chiave del jazz e della musica popolare del XX secolo.\nÈ difficile non riconoscergli un ruolo di innovatore e genio musicale: dopo aver preso parte alla rivoluzione bebop\, Davis fu fondatore di numerosi stili jazz\, fra cui il cool jazz\, l’hard bop\, il modal jazz e il jazz elettrico o jazz-rock.\nNel 1987\, Gianluca Mosole e Paolo Carletto hanno avuto l’onore di aprire i concerti di Miles Davis al Pala Trussardi di Milano e al Palaeur di Roma\, un anno fondamentale nella loro vita musicale: i due musicisti rimasero folgorati da quel “modo” di concepire la musica\, che mescolava la cultura e i colori del jazz e del funk\, sonorità che già scorrevano nelle loro vene e che continuano ad echeggiare senza mai risentire del tempo che passa.\nDoveroso\, quindi\, rendere omaggio a Miles e al suo genio a cent’anni dalla nascita\, con questa concept band che ha origine dal suo suono a partire dagli anni ottanta e che riproduce l’assoluta modernità del suo linguaggio e della sua eredità musicale. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
DESCRIPTION:sab 14 febbraio ore 18 e 20.30\ndom 15 marzo ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nHAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO\nRegia di: Chloé Zhao\nAnno: 2025\nPaese: USA\nAttori: Jessie Buckley\, Paul Mescal\, Emily Watson\, Jacobi Jupe\, Noah Jupe\, Joe Alwyn\, David Wilmot\, Bodhi Rae Breathnach\nDurata: 125′ \nFra i film più interessanti della stagione dei premi 2026\, Hamnet — Nel nome del figlio segna il ritorno di Chloé Zhao a pellicole più drammatiche\, narrando con uno stile realistico ed evocativo un evento della vita di William Shakespeare che ha contribuito alla creazione delle sue opere più famose. \nDalla sceneggiatrice e regista premio Oscar Chloé Zhao\, Hamnet. Nel nome del figlio racconta la potente storia d’amore e perdita che ha ispirato la creazione dell’intramontabile capolavoro di Shakespeare\, Amleto. \nInghilterra\, 1580. William Shakespeare\, insegnante di latino che vive in povertà incontra Agnes\, una ragazza dallo spirito libero e\, affascinati l’uno dall’altra\, iniziano un’appassionata relazione che li porterà al matrimonio e alla nascita di tre figli. Mentre Will persegue una promettente carriera teatrale nella lontana Londra\, Agnes da sola si occupa della sfera domestica. Di fronte ad una tragedia che li colpisce\, il legame un tempo indissolubile della coppia viene messo a dura prova\, ma la loro esperienza condivisa pone le basi per la creazione del più grande capolavoro di Shakespeare. \n 
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SUMMARY:The Kitchen Company / RUMORI FUORI SCENA
DESCRIPTION:di Michael Frayn\ntraduzione Filippo Ottoni\ncon Daria D’Aloia\, Fabrizio Careddu\, Mauro D’Amico\, Susanna Valtucci\, Lidia Castella\, Lorenzo Tolusso\, Caterina Cottafavi\, Fabio Facchini\, Marco Zanutto\nregia Massimo Chiesa\nproduzione Dada\nin collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito \nRumori fuori scena è un’irresistibile e pluripremiata commedia inglese. Dal suo debutto ad oggi ha fatto divertire milioni di spettatori e ha raggiunto un numero di messe in scena e di repliche tale da spingerla in vetta alla classifica delle commedie più rappresentate al mondo. Considerato il capolavoro comico per eccellenza\, è scandita da un ritmo inarrestabile che porta lo spettatore a ridere fino alle lacrime. Suddiviso in tre atti\, è un riuscitissimo osservatorio sul mondo del teatro e sulle sue infinite\, sorprendenti\, e rocambolesche dinamiche interne.\nRumori Fuori Scena è il cavallo di battaglia della The Kitchen Company. Rappresentato a Genova per ben 212 serate\, ha totalizzato 55.628 spettatori. Molti di questi lo hanno visto più di 1 volta\, alcuni lo hanno visto per più di 5 volte\, e alcuni “folli” lo hanno visto più di 10 volte! Uno spettacolo imperdibile!\n\nDurata: 140 minuti con intervallo \n      \n  \n 
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SUMMARY:Laboratori Fare Teatro 2025-2026
DESCRIPTION:LABORATORI FARE TEATRO 2025-2026\nFormazione per insegnanti\, bibliotecari\, lettori volontari ed operatori culturali ed educativi \nIncontri di presentazione della Stagione ContattoTIG 2025-2026\na cura di Rita Maffei\nlunedì 29 settembre 2025\nUdine\, Teatro Palamostre – Sala Carmelo Bene / dalle ore 17 alle ore 19 \nmartedì 30 settembre 2025\nCervignano del Friuli\, Teatro Pasolini / dalle ore 17 alle ore 19\nmercoledì 1 ottobre 2025\nS. Giorgio di Nogaro\, Biblioteca Villa Dora / dalle ore 17 alle ore 19 \nIncontro con Claudio Milani\nFormazione sul potere delle narrazioni e degli oggetti in relazione all’infanzia\n17 novembre 2025\, dalle ore 16.30 alle ore 19.00\nUdine\, Teatro Palamostre\n19 novembre 2025\, dalle ore 16.30 alle ore 19.00\nCervignano del Friuli\, Teatro Pasolini\n\nFRAMMENTAZIONE VORACE\na cura di Silvia Colle e Lucia Vinzi\n21 gennaio\,11 febbraio\, 4 e 24 marzo 2026\, dalle ore 16.30 alle ore 18.45\nCervignano del Friuli\, Teatro Pasolini \nUn laboratorio per affrontare con spirito d’avventura attraverso il teatro e l’arte le sfide educative al tempo delle creazioni digitali e dei rapidi consumi culturali.\nNegli ultimi anni abbiamo parlato e riflettuto\, agito e cercato una strada nel bosco delle storie e dei racconti. In un tempo che si fa sempre più frammentato e vorace nei suoi consumi cerchiamo ancora un tempo inutile\, attraversato da sentieri segnati da briciole\, fragili e potenti. Continueremo ad incontrare insegnanti\, ma in generale adulti\, che stanno tra l’infanzia e l’adolescenza\, il teatro e le forme artistiche. Una comunità adulta che\, come noi\, cerca strumenti\, connessioni di esperienze\, confronti\, pensieri e conferme del proprio fare. Cercheremo nuovi occhi e approcci trasversali per orientarci nel campo dell’educazione estetica dei bambini e dei ragazzi\, mai\, come oggi\, così necessaria. \nIl percorso\nViviamo tempi in cui la produzione artistica davvero si consuma in un palmo di mano. Tutto è disponibile e si digerisce rapidamente: conoscenza\, saperi\, strumenti scorrono fra le dita come acqua che rinfresca ma non disseta. Nel corso dei quattro incontri di laboratorio\, si affronteranno e si approfondiranno i seguenti focus:\n1. Cos’è oggi l’infanzia e l’adolescenza vorace? Bisogni reali ed immaginati d’arte e cultura dei bambini e dei ragazzi alle prese con le impellenze e gli obblighi di una società che fa scivolare in superficie.\n2. Binomi secchi: come resistere alla tentazione di inseguire attraverso il teatro e le storie per l’infanzia e l’adolescenza la logica semplice e semplificata del like/dislike. Come riconoscere\, ed evitare\, i prodotti caduti in tentazione.\n3. Ricostruire il paesaggio\, trovare il sentiero: che strumento è il teatro? Può ricomporre i pezzetti di una comunità specializzata\, marginalizzata e targhettizzata? Può aiutare a trovare il proprio sentiero e il proprio posto nel mondo?\n4. Nutrire il lupo: a quale bisogno risponde oggi il teatro? Quali funzioni educative del teatro a scuola? \nCi guideranno le storie e le parole: soglia\, confine\, distanza\, frammentazione\, abitudini\, riti. Ci lasceremo portare dalle mani\, dagli occhi\, dal naso e dalle orecchie.\nCureremo un tempo di qualità\, da spendere nel benessere del gruppo e ci muoveremo\, come sempre\, tra albi illustrati\, letteratura per l’infanzia\, fumetti\, ascolti musicali\, letture ad alta voce\, oggetti\, immagini\, semplici attività manuali e fisiche. \nPercorso ideato e realizzato da Silvia Colle e Lucia Vinzi\, parte del progetto Siamo la mamma di Cappuccetto Rosso: dialoghi operosi e incontri di formazione sulla relazione fra infanzia\, adolescenza con il teatro e i linguaggi dell’arte\n\nSilvia Colle – Lucia Vinzi Nasciamo e viviamo in Friuli Venezia Giulia. Come la nostra regione siamo l’unione di affini diversità e radici comuni. Lavoriamo insieme da oltre 28 anni ricercando\, progettando e realizzando contesti culturali ed artistici per l’infanzia e l’adolescenza. A lungo siamo state le responsabili del settore per la formazione ed educazione del pubblico del Circuito multidisciplinare regionale Danza – Musica- Prosa del FVG dove abbiamo avuto l’opportunità\, e fatto la fatica\, di crescere e imparare. I molti progetti ed esperienze con gli artisti\, gli educatori\, le famiglie e le comunità ma soprattutto con i bambini e le bambine\, i ragazzi e le ragazze ci hanno plasmate e specializzate nell’ambito dell’educazione dei bambini e dei ragazzi (0-18 anni) ai linguaggi e alle arti performative\, dell’audience development e più in generale della partecipazione artistica e culturale dell’infanzia. Con Siamo la mamma di Cappuccetto Rosso\, da libere professioniste continuiamo a sperimentare le strategie raccolte nutrendo le nostre visioni insieme ai piccoli. Ci onora e ci commuove aver ricevuto nel 2022 il Premio Internazionale Valeria Frabetti dedicato a chi ha promosso lo sviluppo e la diffusione delle arti performative per bambini 0-3 anni. \nPer informazioni rivolgersi a francescapuppo@cssudine.it
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SUMMARY:MAKEBA
DESCRIPTION:martedì 3 marzo 2026\, ore 20.45 \nMAKEBA\nValerio Marchi – narrazione\nNicoletta Taricani – voce e conduzione\nAlfonso Deidda – sassofoni\nGiulio Scaramella – pianoforte\nAlessio Zoratto – contrabbasso\nLuca Colussi – batteria e percussioni \nIn prima assoluta\, Euritmica presenta al Pasolini la sua nuova produzione dedicata a Miriam Makeba\, una figura emblematica del ‘900\, un mito della musica e della vocalità radicate nella cultura e nei linguaggi del Sud Africa e dell’Africa intera\, di cui è stata bandiera e simbolo in un’epoca di emancipazione e lotte\, e infine di liberazione\,\ndi molti Paesi e di un intero continente.\n“Mama Africa” era il nome con cui veniva chiamata non solo per il suo impegno\, ma anche per il calore e l’affetto che sapeva trasmettere al suo popolo\, da sempre segnato — e ancora oggi ferito — da colonialismi e sfruttamenti.\nMiriam Makeba ha dato voce al Sud del mondo rivelandone l’inesauribile dignità e ricchezza umana.\nValerio Marchi\, come in altre produzioni analoghe dedicate a John Coltrane o a Nina Simone\, ne narra mirabilmente la vicenda umana ed artistica in un intreccio stretto con le canzoni più note del repertorio di Makeba\, arrangiate e interpretate da Nicoletta Taricani e dalla band composta da ottimi musicisti della nostra scena jazz. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:GIULIO REGENI TUTTO IL MALE DEL MONDO
DESCRIPTION:sab 28 febbraio ore 18 e 20.30\ndom 1 marzo ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nGIULIO REGENI TUTTO IL MALE DEL MONDO\nProd.: Italia\, 2026\nDurata: 101′\nRegia: Simone Manetti\nInterpreti: Claudio Regeni\, Paola Deffendi\, Alessandra Ballerini \nImmortalando le udienze dei processi ai presunti assassini di Giulio Regeni e raccogliendo le testimonianze di chi ancora si batte per dare giustizia al giovane\, Simone Manetti realizza con Giulio Regeni — Tutto il male del mondo un documentario di raro rigore e di notevole coraggio\, che scava in profondità nei misteri della vicenda. \nGiulio Regeni – Tutto il male del mondo è il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro\, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016. A raccontare la storia di Giulio\, per la prima volta\, sono i suoi genitori\, Claudio Regeni e Paola Deffendi.\nUn padre e una madre che per arrivare alla verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi.\nAccanto a loro\, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini\, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023\, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio\, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana.\nIniziato nella primavera del 2024\, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026. \n 
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SUMMARY:MARTY SUPREME
DESCRIPTION:sab 21 febbraio ore 17.30 e 20.30\ndom 22 febbraio ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nMARTY SUPREME\ndi Josh Safdie\n(US\, 2025\, 149′) con Timothée Chalamet\, Gwyneth Paltrow\, Odessa A’zion\, Abel Ferrara\, Tyler the Creator \nForte dell’interpretazione multiforme di Timothée Chalamet\, Marty Supreme del regista newyorkese Josh Safdie propone un travolgente viaggio nella New York degli anni 50 che si barcamena con efficacia fra commedia\, film sportivo e dramma\, non a caso fra i film più quotati della stagione dei premi. \nMarty Mauser (Timothée Chalamet) ha pochi soldi in tasca\, un’irrefrenabile ossessione per il ping pong e la certezza di essere destinato alla grandezza. Dalla New York degli anni ’50 al Cairo\, da Tokyo a Parigi\, insegue i suoi sogni senza mai fermarsi fra truffe\, scommesse\, passioni proibite e sogni di gloria. Un’esistenza rocambolesca per un personaggio larger than life\, eccentrico e ambiziosissimo\, smodato e leggendario.\nFrenetico e travolgente\, MARTY SUPREME di Josh Safdie è un’esplosione visiva e narrativa che oscilla fra adrenalina\, ironia e tensione emotiva\, diretto con ritmo sfrenato e interpretato magistralmente da un Timothée Chalamet da Oscar. Al suo fianco\, un cast stellare che include Gwyneth Paltrow\, Odessa A’zion e Tyler “The Creator” Okonma. \n 
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SUMMARY:DIROTTA SU CUBA Gelosia 30thBday\, Let’s Celebrate Tour!
DESCRIPTION:venerdì 20 febbraio 2026\, ore 20.45 \nDIROTTA SU CUBA\nGelosia 30thBday\, Let’s Celebrate Tour! \nSimona Bencini – voce\nEmiliano Pari – tastiere\nStefano Profazi – chitarra\nPatrizio Sacco – basso\nVincenzo Protano – batteria\nDonato Sensini – sax\, flauto\nAntonio Scannapieco – tromba \nEra il giugno del 1994 quando una band sconosciuta dal nome esotico ed affascinante uscì in radio col brano “Gelosia”. Ne seguì l’album “Dirotta su Cuba” e un successo clamoroso e inaspettato: con il suo sound unico ed inconfondibile\, la band fiorentina inaugurò così il periodo più acid jazz e funk che l’Italia abbia attraversato. \nSono passati 30 anni da quel primo iconico disco\, e i Dirotta su Cuba\, capitanati dalla vulcanica front-women Simona Bencini\, dopo cambi di formazione e line-up\, sono in ottima forma ed in piena attività con un live prorompente carico di energia e groove che sta infiammando la penisola. \n“‘Dirotta su Cuba’ – racconta Simona – mi ha dato un’identità\, come cantante e come artista e mi ha permesso di crescere\, di misurarmi nei miei talenti e nei miei limiti. Metà della mia vita – avevo 20 anni quando sono entrata nella band – è stata permeata da questa avventura bellissima\, con i suoi alti ed i suoi bassi\, con le sue gioie e dolori\, un’avventura che dura da oltre 30 anni”. \nPer celebrare questo trentesimo compleanno i Dirotta su Cuba hanno pubblicato lo scorso maggio la versione in vinile in edizione limitata\, del loro album d’esordio sorprendono tutti i fan\, gli appassionati ed i collezionisti. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:LA GRAZIA
DESCRIPTION:sab 14 febbraio ore 17.30 e 20.30\ndom 15 febbraio ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nLA GRAZIA\nProd.: Italia\, 2025\nDurata: 133′\nRegia: Paolo Sorrentino\nInterpreti: Toni Servillo\, Anna Ferzetti \nPaolo Sorrentino e Toni Servillo si ritrovano ne La grazia (che non ha caso è valso all’attore campano la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia)\, film elegante che parte da un fatto di cronaca per proporre riflessioni attuali e coinvolgenti arricchite dall’inimitabile stile di Sorrentino. \nTRAMA Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti\, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo\, cattolico\, ha una figlia\, Dorotea\, giurista come lui. Alla fine del suo mandato\, tra giornate noiose\, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano\, in maniera apparentemente inestricabile\, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio\, dovrà decidere. E\, con grande senso di responsabilità\, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana. \nCOMMENTO La Grazia è un film d’amore. Questo motore inesauribile che determina il dubbio\, la gelosia\, la tenerezza\, la commozione\, la comprensione delle cose della vita\, la responsabilità.\nL’amore e le sue articolate diramazioni sono viste e vissute attraverso gli occhi di Mariano De Santis\, Presidente della Repubblica verosimile ma rigorosamente inventato.\nMariano De Santis ama la moglie che non c’è più\, la figlia e il figlio e le loro distanze generazionali\, ama il diritto penale che ha studiato per tutta la vita. Mariano De Santis\, dietro il suo aspetto serio e rigoroso\, è un uomo d’amore.\nLa Grazia è un film sul dubbio. E sulla necessità di praticarlo\, soprattutto in politica\, soprattutto oggi\, in un mondo dove i politici si presentano troppo spesso col loro ottuso pacchetto di certezze che provocano solo danni\, attriti e risentimenti\, minando il benessere collettivo\, il dialogo e la tranquillità generale. Mariano De Santis è un uomo mosso dal dubbio.\nLa Grazia è un film su un dilemma morale. Concedere o meno la grazia a due persone che hanno commesso degli omicidi in circostanze\, però\, forse\, perdonabili. Firmare o non firmare\, da cattolico\, una legge difficile sull’eutanasia.\nDa ragazzo rimasi folgorato dal Decalogo di Kieślowski. Un capolavoro tutto incentrato sui dilemmi morali. La trama delle trame. L’unico intreccio davvero appassionante. Più di un thriller.\nNon penso di essermi neanche minimamente avvicinato all’altezza del genio di Kieślowski\, alla profondità con cui affrontava i temi morali\, ma ho sentito la necessità di farlo comunque\, in un momento storico in cui l’etica\, alle volte\, sembra essere opzionale\, evanescente\, opaca o comunque tirata troppo spesso in ballo solo per ragioni strumentali.\nL’etica è una cosa seria. Tiene in piedi il mondo.\nE Mariano De Santis è un uomo serio. \n 
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SUMMARY:Paola Fresa / P COME PENELOPE
DESCRIPTION:Per una riscrittura contemporanea del mito \ndi e con Paola Fresa\nin collaborazione con Christian Di Domenico\nscene e costumi Federica Parolini\nluci Paolo Casati\nsupervisione registica Emiliano Bronzino\nregista assistente Ornella Matranga\nuna produzione Accademia Perduta / Romagna Teatri\, Fondazione TRG di Torino\nin collaborazione con Officina Corvetto Festival\, TRAC Teatri di Residenza Artistica Contemporanea\, KanterStrasse\, Dialoghi_Residenze delle arti performative a Villa Manin a cura del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\n\nPremio Nazionale Franco Enriquez nella categoria Teatro Classico e Contemporaneo\, sezione Miglior attrice e autrice \nIl processo drammaturgico prende avvio dall’etimologia del nome Penelope\, anatroccola\, con un esplicito riferimento all’episodio dell’infanzia del personaggio\, in cui la futura moglie di Ulisse fu vittima di un tentativo di affogamento da parte del padre. In uno spazio chiuso e asettico\, simile a un laboratorio di analisi\, viene messa sotto il microscopio l’iconica storia di Penelope. L’intento è quello di restituire alla figura universale del mito il suo sguardo negato\, quello della donna che l’ha subito-vissuto\, riconoscendole così una funzione attiva nella narrazione della sua vita. La protagonista\, bloccata in questo spazio\, ripete il gesto di fare e disfare la scena\, proprio come l’omerica Penelope faceva e disfaceva la tela. Questo gesto simbolico permette di ripercorrere la sua esistenza\, segnata dal rapporto con il padre\, trascorsa nell’attesa di un uomo che non è mai tornato\, e interrotta per un figlio che\, una volta cresciuto\, ha scelto di non aspettare e di partire.\nLa chiave ironica con cui vengono affrontate queste tematiche universali\, riporta immediatamente l’indagine intorno al mito al nostro vivere contemporaneo. \nDurata: 55 minuti \n    \n 
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SUMMARY:SIRÂT
DESCRIPTION:sab 7 febbraio ore 18 e 20.30\ndom 8 febbraio ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nSIRÂT\nProduzione: Francia\, Spagna\, 2025\nDurata: 114′\nRegia: Óliver Laxe Coro\nInterpreti: Sergi López\, Bruno Núñez Arjona \nTRAMA Luis ed Esteban\, padre e figlio\, sono diretti in un luogo nascosto tra le montagne del Marocco meridionale\, dove pare si terrà un misterioso rave. Sono alla ricerca di Mar\, figlia e sorella\, scomparsa cinque mesi prima durante una di queste feste\, e che loro presumono possa trovarsi proprio lì. Una volta arrivati sul posto la ricerca si rivela molto complicata\, ma i due non demordono e decidono di seguire una comitiva di raver verso un’ultima festa tra le dune\, ancora più a sud\, mentre cominciano a essere raggiunti da notizie allarmanti provenienti dal mondo oltre il deserto. \nCOMMENTO Óliver Laxe Coro ha definito in passato il suo film Mimosas (2016) un “western religioso”. Si potrebbe forse chiamare così anche Sirât\, sostituendo il termine “religioso” con un più generico “spirituale”. Il film dal galiziano Laxe Coro presentato al Festival di Cannes 2025 (dove ha vinto Premio della Giuria) si distingue infatti non solo per il ritmo ponderato e per l’ambientazione in luoghi aridi e desolati tipici del western (anche se qui si tratta delle montagne del Marocco meridionale)\, ma anche per il modo in cui l’incedere cadenzato della narrazione\, pur interrotto da alcune deflagrazione di azione e tensione\, introduce varie riflessioni su temi spirituali ed esistenziali. Il racconto di un viaggio che diviene progressivamente più estremo via via che i protagonisti Luis ed Esteban e i loro inaspettati compagni di viaggio raver si immergono nelle immensità desolate dell’Atlante diviene così il contenitore per le varie esperienze trasformative che si trovano a fronteggiare\, scompaginando non solo le aspettative dei personaggi ma anche quelle degli spettatori. Laddove molti film metterebbero in scena una storia simile con uno stile fragoroso\, Óliver Laxe Coro opta per una regia semplice ed elegante\, anche in questo debitrice del western classico\, nonostante quasi tutto il resto\, dai personaggi sboccati alle derive psichedeliche\, paia ben distante da quel cinema. Misterioso eppure diretto come il suo titolo\, Sirât (che significa “strada” in arabo\, tra l’altro riprendendo proprio alla parola latina strāta) propone un viaggio di sola andata fra panorami mozzafiato e parentesi danzerecce\, fra riflessioni pregnanti e momenti di grande tensione\, in cui una missione di salvataggio può diventare una lotta per la sopravvivenza\, e poi una via per ritrovare sé stessi. \nREGISTA Nato a Parigi da due immigrati provenienti dalla Galizia\, Óliver Laxe Coro è tornato a vivere con la famiglia nella terra natia\, pur mantenendo sempre un legame con la Francia\, così come con la Catalogna\, dove ha studiato cinema all’Università Pompeu Fabra. Un altro legame importante è quello col Marocco\, ambientazione di tre dei suoi quattro lungometraggi\, ovvero Sirât\, il dramma Todos vós sodes capitáns (2010) e il “western religioso” Mimosas\, mentre il successivo O que arde (2019) è ambientato in Galizia. La geografia e lo spazio in generale hanno d’altronde un ruolo centrale nel cinema di Laxe Coro\, come Sirât dimostra con efficacia. \n 
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SUMMARY:Vanessa Gravina e Nicola Rignanese / PAZZA
DESCRIPTION:di Tom Topor\ncon Vanessa Gravina e Nicola Rignanese\ne con Maurizio Zacchigna\, Fabrizio Coniglio\, Massimo Rigo e Gloria Sapio\nadattamento e regia Fabrizio Coniglio\nscene Gaspare de Pascali\ncostumi Sandra Cardini\nsound design Enza De Rose\nlight design Bruno Guastini\nproduzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste \nClaudia Draper\, una squillo di lusso\, viene accusata dell’omicidio di un anziano cliente e rischia venticinque anni di carcere. Pur di salvarla\, la ricca famiglia si affida ad un valente legale per farla dichiarare incapace di intendere e di volere e farla internare in un istituto psichiatrico\, dal quale potrà uscire dopo pochi anni. Ma la donna si sbarazza del legale pagato dai genitori e viene affidata a un avvocato d’ufficio\, il quale intuisce – dietro il contegno ostico dell’indesiderata cliente – un’intelligenza acuta e la capacità di collaborare alla propria difesa. Claudia lo fa a prescindere da ogni possibile cavillo giudiziario\, solo svelando dolorosamente\, con disperata causticità\, lo scabroso entroterra familiare nel quale è maturata la sua scelta di vita e le intollerabili pretese del cliente che scatenarono la sua micidiale reazione di difesa.\nPazza andò in scena per la prima volta a Broadway nel 1980\, per poi essere riproposto al cinema dallo stesso Topor in una fortunatissima versione che vide Barbara Streisand nei panni della protagonista assieme a un giovane Richard Dreyfuss. \nDurata: 90 minuti
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SUMMARY:ULTIMO SCHIAFFO
DESCRIPTION:sab 31 gennaio ore 18 e 20.30\ndom 1 febbraio alle ore 17\nIl regista Matteo Oleotto sarà presente in sala domenica 1 alle 17 per presentare personalmente il suo film\, con un’introduzione a cura di Marco Puntin. \n\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nULTIMO SCHIAFFO\nProduzione: Italia\, Slovenia\, 2025\nDurata: 101′\nRegia: Matteo Oleotto\nInterpreti: Adalgisa Manfrida\, Massimiliano Motta\, Giuseppe Battiston \nTRAMA Come si suol dire\, “a Natale si è tutti più buoni”\, ma per Petra e Jure\, sorella e fratello che abitano nel villaggio minerario di Cave del Predil\, è difficile accettare questa filosofia\, dopo che la vita non è certo stata generosa con loro. Quello che vogliono è abbandonare il paese natio e ricominciare in un posto in cui ci siano vere opportunità per qualcuno come loro: il problema è che per farlo servono soldi\, e loro non li hanno. Complice la scomparsa del cane Marlowe\, per il cui ritrovamento è stata promessa una lauta ricompensa\, il duo comincia a escogitare un piano per andarsene dal villaggio. \nCOMMENTO Dopo aver vinto nel 2013 il Premio del pubblico “RaroVideo” alla Settimana internazionale della critica della Mostra del cinema di Venezia con la commedia sopra le righe Zoran – Il mio nipote scemo\, Matteo Oleotto sembrava aver trovato la sua dimensione nel mondo della serialità televisiva\, dove ha realizzato alcuni prodotti apprezzati come Volevo fare la rockstar (2019) e Maschi veri (2025). Ultimo schiaffo va invece a rappresentare un ritorno netto alle atmosfere agrodolci e ai personaggi eccentrici di Zoran\, nonché ai panorami della sua regione\, sebbene stavolta il film sia ambientato fra le nevi e i monti di Cave del Predil e non nel Collio che ben conosce. Ritorna anche il grande Giuseppe Battiston\, pur questa volta non in un ruolo da protagonista\, ribadendo con forza le radici locali della pellicola\, d’altronde realizzato in collaborazione con la Friuli Venezia Giulia Film Commission e il Fondo audiovisivo del FVG\, oltre che con lo Slovenski Filmski Center di Ljubljana. Nonostante il fortissimo legame fra il territorio friulano e la storia che il film racconta\, i modelli principali di Ultimo schiaffo sono internazionali\, e vanno rintracciati nelle dark comedy grottesche di Joel e Ethan Coen\, al cui capolavoro Fargo (1996) lo stesso Oleotto ha confermato di essersi ispirato. Se lì erano le gelide montagne del North Dakota a fare da cornice a un thriller dall’umorismo surreale\, qui Oleotto ha optato per le ombrose Alpi Giulie\, lasciando però che l’elemento da crime movie sia solo una delle molte anime (e nemmeno una delle più importanti) che compongono il suo atteso ritorno sul grande schermo\, per il quale si può proprio dire che è valsa la pena attendere. \nREGISTA Nato a Gorizia\, Matteo Oleotto si è prima formato come attore all’Accademia “Nico Pepe” di Udine\, per poi dedicarsi alla regia una volta iscritto al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dopo alcuni cortometraggi\, si è distinto nel 2013 con l’apprezzato Zoran – Il mio nipote scemo\, seguito da vari lavori televisivi\, fra cui film come Mai scherzare con le stelle! (2020) e serie tv come Doc — Nelle tue mani (2024). Ultimo schiaffo rappresenta il suo ritorno al cinema con un’altra “ballata di provincia”\, per usare le sue parole\, la quale “porta in scena un cortocircuito […] tra il calduccio rassicurante delle feste e la tristezza siberiana dei personaggi”. \n 
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SUMMARY:UP! The Real World of Peter Gabriel
DESCRIPTION:venerdì 23 gennaio 2026\, ore 20.45 \nUP! The Real World of Peter Gabriel \nFlavio Braut – voce\, tastiere\nRoberto Berti – batteria\, percussioni\nAlex Michelin – basso\, cori\nMarco Michelin – chitarre\, cori \nPeter Gabriel è un artista eclettico e versatile\, anima e voce dei primi Genesis (band che negli anni ’70 caratterizzò l’era del Prog inglese più creativo)\, e poi\, da solista\, cantante\, compositore e produttore discografico\, universalmente considerato un genio della musica contemporanea.\nQuattro musicisti appassionati hanno scelto di omaggiare fedelmente il cantante e compositore britannico con The Real World of Peter Gabriel\, uno spettacolo musicale che attraverso un’accurata scelta di brani\, ripercorre i quasi cinquant’anni di carriera solista soffermandosi in particolare sull’album “So” del 1986\, grande successo discografico\, ma\, allo stesso tempo\, opera ricchissima dal punto di vista sonoro e musicale.\nIdeato e prodotto dal gruppo\, UP! (in onore dell’omonimo album del 2002) è un concerto che pone particolare attenzione all’innovatività degli elementi compositivi introdotti nella musica pop-rock da Gabriel\, come l’esplorazione di ritmi africani\, i suoni etnici\, le stratificazioni di loop e pattern ritmici.\nNel concerto vengono impiegati strumenti elettronici e digitali in grado di riprodurre fedelmente le diverse sonorità degli album pubblicati dall’artista\, tra i primi ad utilizzare drum machine\, sintetizzatori ed effetti sonori poi imitatissimi\, applicati alle percussioni.\nLo spettacolo lascia spazio anche ad alcuni momenti di approfondimento per far conoscere al pubblico il percorso straordinario dell’artista\, tra linguaggi musicali all’avanguardia e arti visive. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:Claudio Casadio\, Loredana Giordano\, Valentina Carli\, Leone Tarchiani / GLI INNAMORATI
DESCRIPTION:di Carlo Goldoni\nadattamento e regia Roberto Valerio\ncon Claudio Casadio\, Loredana Giordano\, Valentina Carli\, Leone Tarchiani\, Maria Lauria\, Lorenzo Carpinelli\, Damiano Spitaleri\, Alberto Gandolfo\nscene e costumi Guido Fiorato\nmusiche Paolo Coletta\nlight designer Michele Lavanga\nassistente scene e costumi Anna Varaldo\nproduzione Accademia Perduta/Romagna Teatri\, La Contrada Teatro Stabile di Trieste\, La Pirandelliana \nSpecchiatevi\, o giovani\, in questi Innamorati ch’io vi presento;\nridete di loro\, e non fate che si abbia a rider di voi.\n\n“Così Carlo Goldoni introduce la sua commedia al lettore\, e in questa breve frase c’è davvero tutto il succo dell’opera. Due giovani innamorati (Eugenia e Fulgenzio) ci mostrano come un amore dolce\, limpido e senza inganni si possa trasformare senza alcun motivo in folle gelosia: da qui nascono una serie di ripicche\, furibonde liti\, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri.\nEsiste un tema più universale e contemporaneo di questo?\nQuale altro sentimento scuote e dilania le nostre anime quanto l’amore folle?\nDiventa allora necessario rimettere in scena questo capolavoro goldoniano che ci rammenta quanto ancora oggi ci sia di sciocco\, buffo\, nei nostri comportamenti durante un innamoramento.\nGoldoni ci presenta una magnifica galleria di personaggi intorno ai due giovani amanti che consigliano\, rimproverano\, ingarbugliano ancor di più la vicenda. Il campione assoluto nel creare scompiglio e nel creare strade drammaturgiche aggrovigliate è Fabrizio (lo zio di Eugenia)\, magnifica maschera di chiacchierone\, bonario bugiardo che esalta e magnifica tutte le persone che lo circondano provocando ilarità degli altri personaggi e di riflesso del pubblico. \nCon una scenografia contemporanea e costumi moderni\, nasce uno spettacolo asciutto\, diretto\, senza fronzoli\, che mescola leggerezza\, risate\, momenti di grande commedia a cupe atmosfere per poter rappresentar un amore più violento di tutti gli altri; uno spettacolo in cui trionfa il Teatro e la magnifica macchina teatrale inventata dal più grande drammaturgo italiano\, capace con un testo scritto nel 1759\, di parlare ancora oggi alle persone sedute in platea.” Roberto Valerio \nDurata: 90 minuti \n \nFoto di Filippo Venturi \nFoto di Filippo Venturi
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SUMMARY:FATHER MOTHER SISTER BROTHER
DESCRIPTION:sab 17 ore 18 e 20.30\ndom 18 ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nFATHER MOTHER SISTER BROTHER\nProduzione: USA\, Irlanda\, Francia\,\nItalia\, Giappone\, 2025\nDurata: 110′\nRegia: Jim Jarmusch\nInterpreti: Adam Driver\, Charlotte Rampling\, Cate Blanchett\, Vicky Krieps \nTRAMA Tre famiglie i cui membri hanno da tempo diradato i rapporti si riuniscono in contesti molto diversi: in un’anonima cittadina degli Stati Uniti d’America nord—orien­tali\, un fratello e una sorella fanno visita all’eccentrico padre\, chiuso da anni nel suo isolamento; a Dublino\, le due figlie di un’austera scrittrice vanno a trovarla per il loro appuntamento annuale di fronte a una tazza di tè\, nonostante vari problemi per raggiungerla; a Parigi\, due gemelli si ritrovano a raccogliere le ultime cose dall’appartamento dei genitori dopo la loro tragica morte in un incidente aereo. \nCOMMENTO Dopo più di vent’anni Jim Jarmusch è tornato alla Mostra del cinema di Venezia e guarda caso l’ha fatto con un film a episodi\, come il cult Coffe and Cigarettes che presentò fuori concorso nel 2003. Father Mother Sister Brother è difatti composto da tre capitoli tra loro indipendenti che esplorano i vari modi in cui le relazioni famigliari mutano nel tempo e come le persone risentono di questi cambiamenti. Partendo da un fratello e una sorella di mezza età che\, da professionisti affermati\, si trovano a visitare il padre recluso e senza apparenti fonti di reddito dopo la morte della moglie\, trovandolo indifferente e distante come sempre\, fino ad arrivare ai due gemelli parigini che scoprono vari dettagli misteriosi sul passato dei genitori esplorando l’appartamento in cui vivevano prima dell’imprevista morte\, Jim Jarmusch costruisce un film perfettamente inserito nella sua produzione\, un’opera fondata sul dialogo e dal ritmo compassato\, quasi ipnotico\, nonostante i colpi di scena che arricchiscono la narrazione. Sebbene negli ultimi anni la Mostra del cinema di Venezia abbia premiato film di genere di grande appeal\, come La forma dell’acqua (2017) di Guillermo Del Toro\, Joker (2019) di Todd Phillips o Povere creature (2023) di Yorgos Lanthimos\, quest’anno il Leone d’oro è andato al rigoroso film d’autore diretto da Jarmusch\, il quale comunque offre con Father Mother Sister Brother un’esperienza stimolante e mai banale. Complici sono i numerosi grandi attori e attrici coinvolti nel progetto\, da Adam Driver a Françoise Lebrun\, passando per Cate Blanchett\, grazie a cui la pellicola diventa un viaggio nella complessità dei rapporti famigliari che adotta diversi registri\, dal grottesco al drammatico\, per rendere indimenticabili\, e cinematografici\, i vari momenti di vita quotidiana che compongono i suoi tre episodi. \nREGISTA Considerato il più grande cineasta indipendente affermatosi negli Stati Uniti fra anni ‘80 e ‘90\, il regista e musicista Jim Jarmusch può vantare la regia di alcuni dei principali cult del periodo\, come la commedia carceraria (col nostro Roberto Benigni) Daunbailò (1986)\, il western psichedelico Dead Man (1995) e il noir Ghost Dog – Il codice del samurai (1999). Ciononostante\, non ha smesso di sperimentare\, alternando raffinati film d’autore del calibro di Coffe and Cigaret- tes e Paterson (2016) a film horror (seppur molto particolari) come Solo gli amanti sopravvivono (2013) e I morti non muoiono (2019)\, tutti accomunati dalla centralità della musica\, a volte composta da lui stesso. \n 
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SUMMARY:C’ERA UNA VOLTA MIA MADRE
DESCRIPTION:sab 10 ore 18 e 20.30\ndom 11 ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nC’ERA UNA VOLTA MIA MADRE\n(MA MÈRE\, DIEU ET SYLVIE VARTAN)\ndi Ken Scott\ntratto dal romanzo di Roland Perez «Ma mère\, Dieu et Sylvie Vartan»\nVincitore del Prix Littéraire du Cheval Blanc 2022\nNel cast di altissimo livello Jonathan Cohen\, Naïm Naji e Sylvie Vartan nel ruolo di se stessa. \nTRAMA Parigi\, anni ‘60. In una numerosa famiglia di origine marocchina arriva un nuovo figlio\, a cui viene dato il francesissimo nome Roland. Il bambino però ha un problema: è nato con una malformazione che secondo i medici gli impedirà di camminare da solo. La madre Esther non si arrende a questa diagnosi e comincia a percorrere ogni strada per permettere al suo Roland di guarire e poter essere indipendente. Dopo molte fatiche ce la farà: Roland si dedicherà alla danza\, farà l’attore\, poi l’avvocato e infine il giornalista\, sempre seguito dall’ombra amorevole ma a tratti invadente di Esther. \nCOMMENTO Tratto da Ma mère\, Dieu et Sylvie Vartan\, romanzo autobiografico di grande successo scritto dal giornalista francese Roland Perez\, il film di Ken Scott si pone il chiaro obiettivo di adattare in maniera estremamente fedele il libro\, operazione non facile trattandosi di un’opera autobiografica. Il titolo italiano C’era una volta mia madre\, modellato su quello internazionale in inglese Once Upon My Mother\, aiuta a capire subito su quale elemento della triade formativa madre-Dio-Sylvie Vartan il regista canadese ha deciso di concentrare la sua attenzione. \nLa pellicola infatti si mostra fin da subito come una celebrazione spassionata della determinazione di Esther Perez\, ottimamente interpretata dall’attrice franco-algerina Leïla Bekhti\, la quale ricorre a ogni ritrovato medico e non per cercare di curare il figlio\, il quale non a caso pare guarire quasi per miracolo. A questo punto forse entra nell’equazione anche il secondo elemento della triade succitata\, Dio\, nello specifico il Dio incostante della tradizione ebraica sefardita che è quella di origine del protagonista\, sebbene l’elemento religioso non venga molto esplorato nel film di Scott. Ha un ruolo più marcato il terzo elemento della triade\, ovvero la leggendaria chanteuse Sylvie Vartan\, le cui canzoni affollano la colonna sonora\, soprattutto nelle sezioni dedicate all’infanzia e alla giovinezza di Roland\, e che non a caso compare anche in un cameo durante una delle scene più importanti del film\, quando Roland\, divenuto giornalista\, intervista la cantante che ha tanto contribuito alla sua formazione. \nInserendosi con convinzione nel filone dei cosiddetti feel good movie\, C’era una volta mia madre propone un racconto tratto da una storia vera e con un lieto fine\, una combinazione che di questi tempi può parere poco credibile\, ma che qui colpisce per il modo convincente con cui è resa\, ribadendo\, nel suo piccolo\, la forza del cinema. REGISTA Cineasta canadese che ben rappresenta la natura bilingue di quel paese e anche della sua industria cinematografica\, Ken Scott per molto tempo è stato noto soprattutto come membro del gruppo comico Les Bizarroïdes e per aver scritto alcune sceneggiature molto apprezzate. Affermatosi nel corso del decennio scorso grazie ad alcune commedie di successo realizzate a Hollywood\, negli ultimi anni Scott è tornato alla regia di pellicole più variegate per genere\, passando dall’avventuroso L’incredibile viaggio del fachiro (2018) al più drammatico Goodbye Happiness (2021)\, senza dimenticare C’era una volta mia madre\, che mostra tutte le anime del suo cinema. \n 
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SUMMARY:JAN STURIALE 4et In the Life
DESCRIPTION:venerdì 9 gennaio 2026\, ore 20.45 \nJAN STURIALE 4et\nIn the Life \n Jan Sturiale – chitarra\, composizioni\nFrancesco De Luisa – pianoforte\nAlessandro Turchet – contrabbasso\nLuca Colussi – batteria \nJan Sturiale ha intrapreso un percorso musicale di altissimo profilo tra Italia\, Stati Uniti ed Europa.\nGrazie alla prestigiosa borsa di studio ottenuta alla Berklee College of Music di Boston\, una delle più rinomate accademie musicali al mondo\, è entrato in contatto con maestri di livello mondiale\, immerso nel cuore pulsante della scena jazz/rock statunitense. Da allora\, Sturiale ha mantenuto uno stretto legame con gli Stati Uniti\, dove torna regolarmente per concerti\, tour e registrazioni con una musica che riflette questa duplice anima\, coniugando la ricchezza della tradizione jazz europea con l’energia e la libertà creativa tipiche del jazz americano. \nDal punto di vista chitarristico\, Sturiale sviluppa una ricerca originale che spazia tra timbri inediti\, effetti sonori innovativi e approcci tecnici non convenzionali\, valorizzando al massimo le potenzialità espressive della chitarra elettrica. \nAl Teatro Pasolini\, affiancato da una ritmica solida e collaudata composta da alcuni dei nostri migliori talenti jazzistici\, presenta “In the Life”\, un album carico di significato\, profondamente personale e intenso\, nato in un periodo di grandi trasformazioni interiori e collettive. Registrato a Ljubljana e masterizzato a New York\, “In the Life” è il risultato di una visione artistica matura e consapevole\, frutto di un dialogo continuo tra Europa e America\, tra radici e futuro. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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DESCRIPTION:sab 3\, dom 4\, mar 6 ore 16.30\, 18.30\, 20.30\ngio 1\, ven 2\, lun 5 ore 18.30\, 20.30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nBUEN CAMINO\ndi Gennaro Nunziante\nCast: Beatriz Arjona\, Checco Zalone\, Hossein Taheri\, Letizia Arnò\, Martina Colombari \nQuella di Checco è una vita agiata e comodissima e non potrebbe essere altrimenti visto che è il figlio unico di Eugenio Zalone\, un ricchissimo produttore di divani.\n\nSpiaggiato in piscina nelle sue ville lussuose\, un numero imprecisato di filippini a servizio\, una giovanissima modella messicana come fidanzata\, vacanze sul suo yacht in compagnia di amici con i quali condivide la passione del non voler lavorare; si direbbe una vita davvero invidiabile visto che non gli manca niente ma proprio niente. Anzi no. Qualcosa gli manca. È la figlia minorenne Cristal\, chiamata così in onore delle famose bollicine francesi\, scomparsa all’improvviso senza lasciare traccia. Chiamato d’urgenza a Roma dalla ex moglie Linda si ritrova per la prima volta ad affrontare le responsabilità della sua paternità provando a cercare la ragazzina\, compito parecchio complicato visto che di Cristal e della sua vita non sa assolutamente niente. In suo soccorso giunge però Corina\, la migliore amica di Cristal\, che Checco riesce a corrompere e farle confessare che la figlia è partita per la Spagna. Per fare cosa? Scoprirà raggiungendola che Cristal ha deciso di percorrere da pellegrina il cammino di Santiago di Compostela\, 800 chilometri da camminare a piedi alla ricerca di un senso per la sua vita\, una distanza immensa da percorrere che Checco giudica folle ma che suo malgrado sarà costretto ad intraprendere. Per sentieri assolati\, montagne fredde e piovose\, passando per piccoli paesi sperduti\, mangiando quel che capita e dormendo in ostelli fatiscenti e carichi di pellegrini\, Checco proverà a ricomporre la sua relazione con Cristal. L’impresa ha dell’impossibile ma un viaggio si sa può cambiare la vita e renderla ricca per davvero. \n 
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SUMMARY:CAMERATA STRUMENTALE ITALIANA / Concerto di Capodanno
DESCRIPTION:CAMERATA STRUMENTALE ITALIANA\nConcerto di Capodanno\nIl magico mondo di Johann Strauss\nper i 200 anni dalla nascita (1825 – 2025)\n1 gennaio 2026 ore 16:00\ningresso libero \nProgramma\nFabrizio Ficiur Hommage a Sissi\nJohann Strauss Leichtes Blut Polka schnell\, Ballnacht Galopp\nFranz Lehar  Tu che m’hai preso il cuor  tenore: Ennio Ficiur\nJohann Strauss Morgenblätter  Valzer\, Im Fluge Polka schnell\, Pizzicato Polka\, Canzone del gondoliere tenore: Ennio Ficiur\nFabrizio Ficiur  Allegra\, la vedova! Parafrasi sull’operetta\nJohann Strauss Heski Holki Polka Polka francese\, Annen Polka\, Baccus Polka\,Seufzer Galopp \nCAMERATA  STRUMENTALE  ITALIANA\nÈ un’orchestra da camera costituita da un gruppo di musicisti riunitisi nel 1991 che dedica grande attenzione ai compositori delle nostre terre\, presentando programmi mirati a valorizzare la cultura musicale istro-veneta dal Barocco al Contemporaneo. È impegnata in tournée in Russia e nell’Europa dell’Est quale ambasciatrice della cultura musicale italiana\, nonché in Lituania\, Lettonia\, Estonia\,  Bielorussia ed Ucraina\, oltre che in Ungheria\, Slovenia\, Croazia ed Austria. Insignita del Sigillo Trecentesco della Città di Trieste (massimo riconoscimento dell’Amministrazione locale)\, viene nominata “Ufficiale portavoce artistica” dall’Istituto Internazionale di Studi sui Diritti dell’Uomo a Statuto Partecipativo dell’Unesco e del Consiglio d’Europa e “Rappresentante artistica” della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie della Regione Friuli-Venezia Giulia. Ha inciso per la HMS France\, per la RTV Slovenija e per Sony Austria. \nFABRIZIO  FICIUR\nNato a Trieste\, studia e si diploma nella città natale in Violino e Strumenti a Percussione e successivamente consegue il diploma in Direzione d’orchestra. Fonda l’orchestra da camera Camerata Strumentale Italiana con la quale\, scegliendo un repertorio tipico di musica del ‘900\, ha riscosso successi in Italia e all’estero. Nel 1991 e ’92 partecipa ai corsi di perfezionamento in Direzione d’orchestra tenuti al Conservatorio di Stato Rimskij-Korsakov di S. Pietroburgo\, sotto la guida dei Maestri Michail Gheorghievich Kukushkin e Ilija Musin ottenendo il diploma ed una menzione particolare per la sua interpretazione della musica sinfonica italiana del ‘900. Ha diretto in Italia\, Slovenia\, Croazia\, Austria\, Russia\, Spagna\, Francia\, Ungheria\, Serbia e dal 1992 al 2005 è stato direttore dell’Orchestra da Camera del Teatro dell’Opera Giuseppe Verdi di Trieste dove ha lavorato come violinista nell’orchestra lirico-sinfonica. È stato invitato alla guida della S. Francisco Chamber Orchestra e della Fairfield Concert Orchestra negli USA\, della Wiener Sinfonietta in Austria\, della Orchestra Regionale della Lombardia e della Guido Cantelli con solisti della Scala\, nonché l’orchestra Bruno Maderna a Ravenna ove ha diretto artisti del calibro di David Garret e Stephan Milenkovich. È stato sul podio inoltre della Orquesta de Hidalgo in Messico\, della Orquesta Sinfónica Nacional di Cuba\, delle orchestre spagnole Sinfónica Municipal de Sevilla\, Municipal de Badajoz e Social Music Orquesta de Valencia. \nENNIO  FICIUR\nCantante e attore\, muove i suoi primi passi nella musica frequentando il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste. Nel 2003 si trasferisce a Londra dove si diploma alla prestigiosa Central School of Speech & Drama nel corso di Acting in Musical Theatre; da qui inizia a esibirsi tra Londra\, Scozia\, Inghilterra\, Italia ed altre piazze Europee in Musicals\, Opere\, Concerti e spettacoli di Varietà. Nel 2012 diventa insegnante di canto per i corsi di BA Musical Theatre\, BA Acting e BA Voice in Performance presso il London College of Music (UWL) e cura le regie dei showcase finali delle classi di musica classica. È vocal coach per il musical West Side Story del LCM e nel 2016 cura la regia del nuovo musical “Risen!” ove interpreta il ruolo di Judas. Tornato a Trieste\, ha svolto attività artistica presso il Teatro Lirico Giuseppe Verdi\, il Teatro Bobbio\, esibendosi in  manifestazioni artistiche di vario genere. \nPartner Ufficiale dell’Orchestra\n\n\nGrazie al contributo di:\n   \n \n 
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