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SUMMARY:JE SO' PAZZO
DESCRIPTION:Sabato 31 ottobre\, ore 20.30\nDomenica 1 novembre\, ore 18.00 e ore 20.30\nIngresso € 7\,00 / Ridotto € 5\,00 \nJE SO’ PAZZO\nItalia\, 2026\, 105’\ndi Nicola Prosatore\ncon Massimiliano Caiazzo\, Mariasole Pollio\, Giovanni Ludeno\, Giuseppe Brunetti\, Leonardo Bianconi\, Monica Napp \nUn ritratto intenso di Pino Daniele\, un’anima ribelle nata nei vicoli di Napoli\, che ha rivoluzionato la musica italiana fondendo blues\, jazz e tradizione partenopea. Il film racconta la sua ascesa\, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono\, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari\, fragilità personali e amori profondi\, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre\, il peso delle aspettative\, e il rischio di ripetere gli stessi errori. Non è solo la storia di un musicista straordinario\, ma quella di un uomo in lotta con se stesso\, in cerca di riconciliazione con le sue radici e con l’amore di una città che non ha mai smesso di aspettarlo.
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SUMMARY:GONZALO PLAYS PINO  Rileggendo Pino Daniele
DESCRIPTION:giovedì 29 ottobre 2026 ore 20:45 \nGonzalo Rubalcaba – pianoforte\nDaniele Sepe – sax\nAldo Vigorito – contrabbasso\nGiovanni Imparato – percussioni\nClaudio Romano – batteria\nGiovanni Francesca – chitarra\nMaria Pia De Vito – voce \nGonzalo Rubalcaba\, ovvero uno dei talenti musicali più luminosi del pianismo jazz contemporaneo\, con sangue cubano che lo caratterizza per una capacità di leggere e restituire meglio di chiunque altro l’anima del Sud del mondo\, mantenendone i colori e i calori\, ma filtrandola attraverso l’ordito di una cultura musicale globale e trasversale\, sostenuta da una tecnica e una padronanza eccezionali\, così come accade in questo progetto dedicato alla musica del grande Pino Daniele.\nPer affrontare questo ormai autentico mito (di cui siamo tutti orfani e che molti saccheggiano facendone spesso scempio)\, Rubalcaba decide di rileggere le sue melodie secondo un linguaggio interpretativo coraggioso e musicalmente libero\, sostenuto da una band di anima profondamente partenopea\, tra cui emergono il sax graffiante di Daniele Sepe e la voce di Maria Pia De Vito che\, senza possibili confronti e con grande personalità\, interpretano i brani davvero indimenticabili di Pino Daniele.
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SUMMARY:Koreja / MODUGNO\, PRIMA DI VOLARE
DESCRIPTION:mercoledì 28 ottobre 2026 ore 20:45 \nscritto da Angelo De Matteis in collaborazione con Salvatore Tramacere\nregia Salvatore Tramacere\ncon Angelo De Matteis\, Emanuela Pisicchio ed Enrico Stefanelli\nscene e luci Lucio Diana\ncostumi Lilian Indraccolo\nliberamente tratto dal libro lo\, Domenico e me di Angelo De Matteis\nuno spettacolo di Koreja-Lecce \nPochi conoscono le vere origini di Domenico Modugno. I più pensano fosse originario di Polignano a Mare\, dove effettivamente nacque. Altri credono fosse siciliano\, equivoco mai chiarito dall’interessato\, almeno fino alla vittoria del Festival di Sanremo del 1958\, quando\, diventando Mr Volare\, cambiò radicalmente il panorama della musica in Italia e all’estero. Vale allora la pena approfondire il tema delle sue origini\, recuperare la memoria del contesto storico e culturale nel quale il giovanissimo Modugno nutri la sua vena creativa cosi da rintracciare le connessioni culturali e linguistiche che hanno poi preso forma nella sua produzione artistica. Punto di partenza è un materiale variegato composto da pubblicazioni recenti e ritagli di giornale dell’epoca\, fotografie private e preziose testimonianze orali di chi visse insieme a lui gli anni del Dopoguerra in un piccolo paese del Nord Salento\, che lasciò per andare a Roma e realizzare il suo sogno: diventare attore. \nDurata: 55 minuti
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DESCRIPTION:Domenica 25 ottobre\, ore 18.00 e 20.30\nLunedì 26 ottobre\, ore 20.30\nin collaborazione con Circuito Cinema FVG\nIngresso € 7\,00 / Ridotto € 5\,00 \nDIGGER\nUSA\, 2026\, 107’\ndi Alejandro G. Iñárritu\ncon Tom Cruise\, Jesse Plemons\, Sandra Hüller\, Riz Ahmed\, Sophie Wilde\, Emma D’Arcy\, Robert John Burke\, Burn Gorman\, Michael Stuhlbarg\, John Goodman \nL’uomo più potente del mondo intraprende una missione disperata per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità\, prima che il disastro da lui stesso provocato distrugga ogni cosa.\nPresentato come una commedia dalle proporzioni catastrofiche\, con Tom Cruise nel ruolo del protagonista\, il nuovo film del regista Premio Oscar Alejandro G. Iñárritu (Amores perros\, Babel\, Birdman\, Revenant) è stato girato interamente in VistaVision. \nIl film è preceduto dalla proiezione del cortometraggio d’animazione\nJULKA\nItalia\, Slovenia\, 2026\, 10′\ndi Valeria Cozzarini\ndal racconto di Boris Pahor La farfalla sull’attaccapanni \nJulka è una bambina di otto anni di lingua slovena che ha due amici\, Danilo e Marko\, dai quali è inseparabile. Le loro vite cambiano radicalmente quando il regime fascista vieta l’uso delle lingue locali e minoritarie e dà inizio a un periodo di persecuzioni e oppressione
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SUMMARY:Come il brutto anatroccolo
DESCRIPTION:sabato 24 ottobre 2026 ore 17:00 \nda H. C. Andersen\ntesto e regia Sandra Novellino e Delia De Marco\ncon Alessandra Ardito\, Delia De Marco\, Giuseppe Marzio\nscenotecnica e luci Michelangelo Campanale\nmusiche originali Mirko Lodedo\ncostumi Maria Pascale\ncura del movimento Valentina Elia\nconsulenza artistica Giovanni Guarino\naiuto regia Antonella Ruggiero\ntecnico luci Vito Marra / Walter Mirabile\nuna produzione Crest – Taranto \ndai 4 anni\nteatro d’attore \n \n«Che cosa importa essere nati in un pollaio di anatre\, quando si è usciti da un uovo di cigno?». Così chiosa Christian Andersen nel bel mezzo della sua favola\, mettendo in chiaro una delle “letture” possibili delle avventure e disgrazie che capitano ad un anatroccolo nato più grosso e più alto dei suoi fratelli. Un piccolo che accetta il suo destino di “brutto”\, senza nascondersi\, ed anzi lascia le ali protettrici di mamma anatra per il suo solitario viaggio di conoscenza del mondo e dei suoi abitanti. Case\, cortili\, prati e canneti ogni volta nuovi e diversi\, abitati da tanti e diversi animali che con alterigia rivendicano il diritto di imporre le proprie regole e abitudini solo perché sono arrivati prima ad abitare quell’angolo di mondo. Il loro angolo\, il mondo. \nBrutto\, l’anatroccolo\, nel suo cammino non si arrenderà mai alle regole e alla superbia altrui\, ed ogni volta riprenderà il viaggio\, sopportando il vento ed il ghiaccio\, accettando spintoni e insulti. Crescerà e imparerà a riconoscere e ad amare ciò che appartiene alla sua natura\, come l’acqua e il volo. Si scoprirà cigno e\, per la prima volta\, non avrà paura ma pudore. Proprio come un bambino quando si scopre ragazzo.\nIl Crest torna a parlare ai bambini più piccoli\, con la fiaba che pone per eccellenza il problema della diversità\, prefigurando il difficile e doloroso viaggio che fa approdare all’accettazione di sé\, ad una consapevole autostima. Una fiaba\, all’apparenza semplice e leggera\, narrata con maestria e fantasia dagli attori e da musiche originali che segnano il cammino. \nDurata: 50 minuti \n 
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SUMMARY:NAZA
DESCRIPTION:Mercoledì 21 ottobre\nore 18.00 e ore 20.30\nin collaborazione con Circuito Cinema FVG\nIngresso € 7\,00 / Ridotto € 5\,00 \nNAZA\nGB\, 2026\, 75’\ndi Yuval Abraham e Rachel Szor\ndocumentario \nDurante le conversazioni segrete che si svolgono di notte sui tetti di Tel Aviv\, i meccanismi alla base dell’uccisione di massa pianificata da Israele ai danni dei civili palestinesi a Gaza vengono svelati proprio da coloro che li hanno progettati e messi in atto.\nIl film è diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor\, già noti per il documentario Premio Oscar No Other Land\, e prodotto dal quotidiano britannico “The Guardian”\, con la produzione esecutiva del team vincitore dell’Oscar per La zona d’interesse.\nPresentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia\, dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria\, Naza ha ottenuto venti minuti di applausi in sala. \nIl film è preceduto dalla proiezione del cortometraggio\nTRANSUMANZA\nItalia\, 2025\, 15′\ndi Giovanni Bertoia \nLa vita di Carla\, friulana di origine e milanese di adozione\, viene stravolta dalla notizia che il padre\, a casa\, è sul punto di morire. Ad aspettarla c’è la sorella Anna\, che non riesce ad accettare l’imminente morte del genitore e annega la solitudine nell’alcool. Ma questo evento porta le due sorelle a ricostruire le fila di un rapporto perduto anni prima.
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SUMMARY:Alessandro Serra / I TURCS TAL FRIÙL
DESCRIPTION:martedì 20 ottobre 2026 ore 20:45\n\ndi Pier Paolo Pasolini\ndrammaturgia\, regia\, scene\, suoni\, luci e costumi Alessandro Serra\ncon Valerio Ameli\, Aurora Cimino\, Erika Cordisco\, Salvo Drago\, Diamara Ferrero\, Noemi Grasso\, Alessandro Maione\, Chiara Michelini\, Felice Montervino\, Francesca Pica\, Valerio Pietrovita\, Mirko Soldano\, Aida Talliente\nvoci e canti Bruno de Franceschi\nmovimenti di scena Chiara Michelini\nla produzione è parte del progetto di Cinemazero I Turcs tal Friùl 1976-2026: 50 anni dopo il terremoto\na cura di Luca Giuliani e Roberto Calabretto\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\,\ncon Teatri Stabil Furlan\, Teatro Nuovo Giovanni da Udine\ncon il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, di Confindustria Udine e di Banca 360 FVG\n\ncon il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine\nin collaborazione con Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia\, ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia\, i Comuni di Casarsa della Delizia e Gemona del Friuli\, Associazione Icaro Volontariato Giustizia ODV\nsi ringrazia per la collaborazione il Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume (HNK Ivana pl. Zajca u Rijeci) \nspettacolo in friulano con sovratitoli  \n\n \nIl contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà\nP.P.P. \nI Turcs è una tragedia.\nPer scriverla il giovane Pasolini si rifà alla più antica opera teatrale dell’occidente: I Persiani di Eschilo.\nLa compone in una lingua appresa da adulto\, ascoltando i contadini\, vocabolario alla mano.\nNon è un testo fonetico ma poetico e perciò\, in qualche modo\, musicale.\nOgni nuova messa in scena ha il dovere di inventare una sonorità che si emancipi da un consolatorio vernacolare.\nPasolini vive i suoi vent’anni in un paese di fascisti occupato da nazisti: cosa fare?\nAttendere pregando in chiesa o agire tra i boschi in montagna?\nDeciderà di restare mentre suo fratello\, più piccolo\, andrà partigiano e dagli altri partigiani verrà ucciso.\nNei Turcs Pauli rimane\, mentre il fratello minore\, Meni\, va in contro alla morte:\ntornerà cadavere in una scena perfettamente tragica.\nC’è la polis nei Turcs: la sacralità del paese riunito attorno alla chiesetta\, succedaneo dell’altare di Dioniso posto al centro dell’orchestra.\nC’è l’orrore dell’invasore che distrugge\, violenta e rende schiavi.\nC’è la musica nei Turcs\, sacra e cattolica\, presente in tutta l’opera. Ma è dal suo interno che si sprigionerà il canto ottomano del coro dei turchi a cui Pasolini dedica i versi più lirici.\nC’è la contrapposizione religiosa ma soprattutto musicale fra una cultura cattolica della rassegnazione e la sacrosanta bestemmia di un popolo capace\, il giorno dopo il terremoto\, di numerare le pietre e cominciare a ricostruire.\nLa stessa bestemmia intonata da Meni a cui nel finale farà eco Pauli che\, di fronte al cadavere del fratello\, con l’ultimo fiato del suo povero petto cristiano\, bestemmierà la Madonna.\nSarà questa Bestemmia a generare il vento spaventoso che fermerà i Turchi.\nAl prete non resterà che dire: Amen.\nAlessandro Serra
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SUMMARY:SERPENTI
DESCRIPTION:Lunedì 12 ottobre\, ore 20.30\nin collaborazione con Circuito Cinema FVG\nIngresso € 7\,00 / Ridotto € 5\,00 \nSERPENTI\nItalia\, 2026\, 93’\ndi Roberto De Paolis\ncon Leonardo Lidi\, Alessandro Borghi\, Pietro Castellitto\, Valeria Golino \nPaolo Marra ha ucciso sua moglie\, senza un perché. Divorato dal senso di colpa\, decide di costituirsi: vuole pagare\, scontare la pena\, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Ma nessuno lo prende sul serio. Poliziotti distratti\, avvocati zelanti\, cartomanti e cavilli burocratici: l’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano e\, per quanto lo desideri\, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. \nPresentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia\, Serpenti è il terzo lungometraggio di Roberto De Paolis\, autore anche della sceneggiatura con Damiano e Fabio D’Innocenzo. \nIl film è preceduto dalla proiezione del cortometraggio\nTRANSUMANZA\nItalia\, 2025\, 15′\ndi Giovanni Bertoia \nLa vita di Carla\, friulana di origine e milanese di adozione\, viene stravolta dalla notizia che il padre\, a casa\, è sul punto di morire. Ad aspettarla c’è la sorella Anna\, che non riesce ad accettare l’imminente morte del genitore e annega la solitudine nell’alcool. Ma questo evento porta le due sorelle a ricostruire le fila di un rapporto perduto anni prima. \n 
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SUMMARY:Rita Maffei\, Massimo Somaglino e Il Dramma Italiano di Fiume / MIO FIGLIO CAMMINA SOLO UN PO’ LENTAMENTE
DESCRIPTION:giovedì 8 ottobre 2026 ore 20:45 \ndi Ivor Martinić\ntraduzione italiana Elisa Copetti\nregia e concept scenico Marcela Serli\ncon Rita Maffei\, Massimo Somaglino\, Elena Brumini\, Serena Ferraiuolo\, Stefano Iagulli\, Elvia Nacinovich\, Giuseppe Nicodemo\, Marcela Serli\, Mirko Soldano\nmusiche Enza De Rose\nbatteria e percussioni Filippo Angiolini\nassistente alla regia Caterina Nonis\nassistente scenografo Ivan Botički\nassistente ai costumi Karla Kučić\nassistente per i movimenti Noemi Bresciani\ndirettrice di scena Andrea Slama\nco-produzione Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Rijeka – Dramma Italiano\, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\, Teatri Stabil Furlan \n\nUn intenso ritratto di famiglia dove si ride\, si litiga e si ama con ostinazione. In una casa qualunque si prepara una festa di compleanno: Branko compie 25 anni. Attorno a lui si muovono una madre che non si arrende\, un padre silenzioso\, una sorella piena di vita\, una nonna che dimentica tutto – tranne il bisogno d’amore. Tra dialoghi taglienti e momenti di struggente tenerezza\, la quotidianità diventa poesia e grottesco insieme. La malattia\, la disabilità\, la paura di invecchiare si intrecciano a desideri semplici e universali: essere visti\, essere scelti\, essere amati. Con ironia e delicatezza\, lo spettacolo ci accompagna dentro una famiglia che somiglia a tutte le famiglie\, ricordandoci che\, anche quando la vita rallenta\, il cuore continua a correre. Una storia che commuove e sorprende\, capace di parlare a tutti. \nNote di regia\nIncontrare il testo di Ivor Martinić significa accettare di avvicinarsi a una fragilità collettiva senza protezioni. È una scrittura che non concede appigli facili\, che non consola\, che non addolcisce: apre invece delle fessure\, costringendoci a guardare dentro una famiglia che traballa\, inciampa\, evita\, ride e si nasconde. Per me\, che da anni lavoro su un teatro capace di spostare lo sguardo e di rifiutare le semplificazioni emotive\, questo testo è insieme un dono e una sfida. \nLa regia nasce dal desiderio di rendere visibile ciò che di solito resta fuori campo: le micro-espressioni\, i tremori\, le omissioni\, i piccoli cortocircuiti che rivelano l’incapacità di questa famiglia di vedersi davvero. Per questo scelgo di lavorare innanzitutto applicando gli stati emotivi\, attraverso un lavoro minuzioso sull’interpretazione delle attrici e degli attori. A questa indagine si affianca la presenza di una telecamera in scena\, non come effetto estetico\, ma come dispositivo politico: un occhio che insiste\, che interroga\, che obbliga a non distogliere lo sguardo. Ogni primo piano diventa un atto di responsabilità\, un modo per restituire dignità alla fragilità. \nIl lavoro con gli interpreti parte sempre dal corpo e dalla verità dei gesti. Non cerco un’interpretazione “giusta”\, ma una presenza piena e vibrante\, capace di attraversare il comico e il tremendo. In questo spettacolo chiedo alle attrici e agli attori di abitare una condizione di costante equilibrio precario: tra la tentazione di nascondersi e la necessità di esporsi\, tra il grottesco che salva per un istante e il dolore che subito dopo riaffiora. La tragicommedia qui non è un genere teatrale: è una condizione umana. \nIl tema della disabilità — fisica\, emotiva\, relazionale — viene affrontato non come etichetta ma come specchio. Tutti\, in questa famiglia\, “camminano solo un po’ lentamente”: ognuno inciampa nel proprio modo di amare\, ognuno aggira una verità. In questo senso il lavoro assume un valore profondamente politico: rifiuta la retorica\, rifiuta l’eroismo e sceglie invece di raccontare la vulnerabilità come territorio comune. \nProvengo da una biografia fatta di confini attraversati e identità in movimento. In questo testo ho ritrovato qualcosa di mio: le famiglie che parlano più lingue senza riuscire davvero a comprendersi\, le radici che tengono e quelle che cedono\, le generazioni che tentano di trasmettere ciò che non hanno saputo vivere. Per questo ho scelto di valorizzare il plurilinguismo emotivo della messinscena: l’italiano come lingua del presente\, il friulano e il fiumano come lingue della memoria\, dell’intimità e delle crepe. \nAl centro della scena c’è un compleanno. Un rito semplice e universale che dovrebbe celebrare la vita e che invece\, come spesso accade nelle famiglie\, fa emergere tutto ciò che resta irrisolto: desideri\, paure\, aspettative\, silenzi. La festa diventa così un dispositivo teatrale capace di far convivere leggerezza e vertigine\, gioco e ferita. \nDirigere Mio figlio cammina solo un po’ lentamente significa costruire un luogo instabile e mobile\, abitato da nove attori che portano in scena la fragilità delle famiglie di oggi: disgregate\, rumorose\, affettuose\, crudeli\, comiche\, disperate. Significa accompagnare il pubblico attraverso un rituale\, un compleanno impossibile che diventa lo specchio di tutte le volte in cui abbiamo cercato di essere una famiglia senza sapere davvero come farlo. \nMarcela Serli \nDurata: 95 minuti \n    
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SUMMARY:La Meglio Gioventù 2026-2027
DESCRIPTION:Il progetto LA MEGLIO GIOVENTU’ – UDINE E BASSA FRIULANA\, creato e realizzato dal CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\, è sostenuto dal Bando Istruzione 2026 della Fondazione Friuli – Percorsi per il benessere di classe e scuola\, in collaborazione con Liceo classico “J. Stellini” di Udine\, Liceo Artistico “G. Sello” di Udine\, ISIS “A. Malignani” di Udine\, ISIS della Bassa Friulana\, 2° Istituto Comprensivo di Udine (scuola primaria Luigi Garzoni Montessori) e Istituto Comprensivo Università Castrense di San Giorgio di Nogaro (scuola secondaria di primo grado “N. Sauro”). \nVerranno attivati i laboratori teatrali diversificati per fascia d’età e concordati nei loro specifici contenuti con le scuole e gli/le insegnanti\, guidati da operatori/trici teatrali preparati/e a declinare le dinamiche relazionali teatrali agli obiettivi del progetto. \nNel corso dell’anno scolastico si offrono\, alle scuole partner del progetto\, laboratori organizzati secondo le diverse esigenze e modulati in tre diverse proposte:\n–       Laboratori di giochi teatrali per le scuole primarie a cura di Alessandro Maione\n–       Laboratori teatrali propedeutici per le scuole secondarie di primo grado a cura di Manuel Buttus\n–       Laboratori teatrali di espressione\, scrittura scenica e di relazione per le scuole secondarie di secondo grado a cura di Ada Delogu\, di Nicoletta Oscuro e di Manuel Buttus. \nIl laboratorio non ha obiettivi di messa in scena\, come saggi finali o spettacoli\, ma si svolgerà come un percorso esperienziale che utilizza il mezzo teatrale come strumento espressivo per raggiungere gli obiettivi nell’ambito delle attività di contrasto al disagio e per il benessere dei/lle partecipanti.\nIl teatro diventa strumento per la conoscenza di sé\, l’espressione\, la consapevolezza della propria unicità e delle diversità\, la gestione delle emozioni\, la socializzazione\, la capacità relazionale nel gruppo e il rispetto degli altri.\n \n 
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SUMMARY:Incontri di presentazione della Stagione ContattoTIG 2026-2027
DESCRIPTION:a cura di Rita Maffei – co direttrice artistica del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\n\ngiovedì 24 settembre 2026\nUdine\, Teatro S. Giorgio / dalle ore 17 alle ore 19\nvenerdì 25 settembre 2026\nCervignano del Friuli\, Teatro Pasolini / dalle ore 17 alle ore 19\nvenerdì 2 ottobre 2026\nS. Giorgio di Nogaro – Biblioteca Civica Villa Dora / dalle ore 17 alle ore 19 \nper informazioni e adesioni agli spettacoli\, agli incontri e ai laboratori\nCSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\nfrancescapuppo@cssudine.it – tel. +39 0432 504765
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SUMMARY:Sapiens
DESCRIPTION:18 settembre – 3 ottobre 2026 ore 19:00 e 20:30\n(tranne 21-22-23-26-28 settembre)\nCervignano\, Teatro Pasolini \ntesto elaborato con il supporto di ChatGPT e NotebookLM\nsupporto generazione immagini 2D / 3D ChatGPT\, Gemini\, Skybox AI\, Hunyuan3D\nsviluppo realtà aumentata Alessandro Passoni e Saul Clemente\ncoordinamento registico Rita Maffei\ncon Klaus Martini / Francesca Osso\nspazio scenico Luigina Tusini\nmusiche originali Vittorio Vella\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia \nDopo Il labirinto di Orfeo e Nel mezzo dell’inferno\, esperienze individuali con i visori della Realtà Virtuale\, il CSS aspettava l’occasione per tentare una nuova sfida\, per la prima volta teatrale: l’incontro tra la Realtà Aumentata e la Realtà Virtuale con la presenza di un/a attore/attrice dal vivo. \nL’ispirazione dell’esperienza in VR e AR prende spunto dalla lettura del bestseller Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità di Yuval Noah Harari\, ripercorrendo le metamorfosi che l’essere umano ha compiuto nel corso dei millenni e le trasformazioni a cui stiamo assistendo e interrogandosi sul futuro dell’umanità e sulla sua sopravvivenza. \nIl gruppo di lavoro CSS compie una ricerca che mette in discussione ciò che è reale e ciò che è virtuale in teatro\, dal vivo\, sulla scena\, per indagare le tematiche che il nostro tempo ci presenta.\nCosa accade se a raccontare la storia dell’umanità è un essere umano o se a farlo è l’Intelligenza Artificiale?\nCosa è virtuale se in scena\, davanti ai nostri occhi\, c’è una persona in carne ed ossa?\nE cosa accade di vero a quella persona e cosa invece è finzione?\nQuale narrazione mette in crisi le nostre certezze? \nDurata: 30 minuti \nLo spettacolo contiene luci e rumori intensi intermittenti potenzialmente disturbanti.\nLa visione non è consigliata a persone con disturbi fotosensibili o con patologie cardiache o altre sensibilità analoghe.\netà consigliata: 12+\n\nINFO E PREVENDITE\nTeatro Palamostre\ntel +39 0432 506925\nbiglietteria@cssudine.it\norario: dal lunedì al sabato ore 17.30 – 19.30\nAcquista online su vivaticket \ndal 1 settembre prevendita aperta al Teatro Pasolini\nPiazza Indipendenza 34\n33052 Cervignano del Friuli\ntel. +39 0431 370216\nbiglietteria@teatropasolini.it\ninfo@teatropasolini.it
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SUMMARY:Making of La Medium
DESCRIPTION:16 settembre 2026 ore 18\nCervignano del Friuli\, Teatro Pasolini\nMaking of La Medium\nincontro con Marta Cuscunà\, autrice e attrice\nIngresso libero \nUna condivisione delicata della storia a cui si ispirerà il nuovo spettacolo per mostrare gli spunti di un processo creativo che si è sviluppato in quattro anni di lavoro. Tutto quello che di solito rimane top Secret sarà svelato in un atto di fiducia verso il pubblico\, invitandolo ad avere cura di queste anticipazioni come se fossero una confidenza una cameretta. Vi dirò di illusionismo e paranormale\, di progettazione delle automazioni e teatro di figura\, della storia di Hersilie Rouy che mi ha smosso e che sta per arrivare al debutto.\nMarta Cuscunà \nLa Medium è la nuova attesa creazione di Marta Cuscunà\, tra le voci più originali della scena contemporanea. Uno spettacolo di mentalismo femminista ispirato alla storia vera di Hersilie Rouy\, liberamente tratto da ‘Incantagioni’ di Mariano Tomatis.\nLo spettacolo è prodotto da Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi in coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\, Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Stabile di Bolzano con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. \nDopo il debutto 28-29 ottobre 2026 al Teatro Vascello di Roma per Romaeuropa Festival\, La Medium arriva a Teatro Contatto il 7 novembre 2026 ore 20.30 e l’8 novembre 2026 ore 17 al Teatro Palamostre di Udine.
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