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SUMMARY:Cinema Friulano – Incontri con gli autori: Stefano Giacomuzzi "Pozzis\, Samarcanda"
DESCRIPTION:Agosto 2021 \nCINEMA FRIULANO – INCONTRI CON GLI AUTORI \nStefano Giacomuzzi \nLunedì 30/08/21: ore 21.00 \nIl regista prima della proiezione presenterà il film e dialogherà con gli spettatori \nInziativa condotta nel rispetto delle norme anti-covid.\nIngresso (con esibizione Certificazione verde COVID-19 – Green Pass) libero fino a raggiungimento capienza\, posti nominali assegnati. \n  \n \nRegia di Stefano Giacomuzzi. \n“Cocco e Stefano sono due amici improbabili legati da un unico obiettivo: arrivare a Samarcanda. Cocco ha 73 anni e un passato tormentato\, è affetto dal morbo di Crohn ed è l’unico abitante di Pozzis\, un paese abbandonato sulle montagne friulane. Da sempre sogna di partire verso est in sella alla sua Harley- Davidson del 1939. L’incontro con Stefano\, regista di 22 anni\, rende il sogno realtà. Nasce così un viaggio donchisciottesco: 8000 km\, fin nel cuore dell’Asia. Cocco in sella ad una moto inadatta a un percorso così estremo. Stefano al seguito\, su un furgone con una troupe cinematografica\, per realizzare un film sull’impresa e la travagliata storia dell’amico. Cocco ha scontato otto anni in carcere per omicidio\, ma non vuole parlarne e Stefano teme che questo comprometta la riuscita del film. Tra le difficoltà di un viaggio che sembra impossibile per un vecchio motociclista\, i dubbi di un giovane regista per la prima volta davanti alla macchina da presa\, ed imprevisti anche drammatici\, i due temono di essersi cimentati in un progetto più grande di loro. Solo la loro amicizia permetterà ad entrambi di raggiungere la propria meta”. \nEvento realizzatoa in collaborazione con Visioni d’Insieme grazie al sostegno della Regione Fvg
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SUMMARY:Cinema Friulano – Incontri con gli autori: Massimo Garlatti Costa "Predis - La nazione negata"
DESCRIPTION:Agosto 2021 \nCINEMA FRIULANO – INCONTRI CON GLI AUTORI \nMassimo Garlatti Costa \nMartedì 24/08/21: ore 21.00 \nL’EVENTO È STATO SPOSTATO A MARTEDÌ 24.08 \nCI SCUSIAMO PER L’EVENTUALE DISAGIO \nPRENOTAZIONE OBBLIGATORIA CON MAIL INFO@TEATROPASOLINI.IT \n \n  \nIl regista prima della proiezione presenterà il film e dialogherà con gli spettatori\nInziativa condotta nel rispetto delle norme anti-covid.\nIngresso (con esibizione Certificazione verde COVID-19 – Green Pass) libero fino a raggiungimento capienza\, posti nominali assegnati. \n  \n \nRegia di Massimo Garlatti Costa. \n“Il film è il prequel di “Missus\, l’ultima battaglia”\, pellicola del 2017 sempre di Garlatti-Costa che racconta la lunga battaglia dei preti di Glesie Furlane per il diritto di pregare nella propria lingua. Come il primo film\, anche Predis vuole raccontare la storia del Friuli e dei friulani che hanno lottato per la loro identità. “Attraverso un viaggio nel ‘900\, Predis racconta la storia di tre preti friulani\, don Giuseppe Marchetti\, don Francesco Placereani e don Antonio Bellina che hanno dedicato la loro vita al Friuli e alla sua gente\, insegnando la storia\, la lingua e la cultura e\, soprattutto\, insegnando a riconoscere la propria identità e a lottare per essa”\, ha spiegato il regista. Predis propone una fotografia in bianco e nero che richiama un Friuli dimenticato ma eterno\, abitato da persone che vivono e lavorano ancora a contatto con la terra. Una scelta dell’autore che così ha voluto “rappresentare il Friuli attuale\, diverso purtroppo da quello che avrebbero desiderato i tre preti protagonisti. Un Friuli che ho voluto rappresentare in modo essenziale\, crudo\, quasi atavico. Le uniche riprese a colori sono quelle d’archivio in 8mm\, che ci fanno vedere il Territorio al tempo dei tre preti”. Uomini illuminati che avevano “anticipato i tempi e i pericoli che il futuro avrebbe portato. Proprio con questa visione i tre sacerdoti hanno cercato di far capire allo loro gente quanto importante fosse lottare per i propri diritti\, la propria libertà di espressione\, di lingua e cultura”.\nilFRIULI.it \nEvento realizzatoa in collaborazione con Visioni d’Insieme grazie al sostegno della Regione Fvg
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SUMMARY:Vanja a Cervignano
DESCRIPTION:Gentili abbonati e spettatori\,\nvi informiamo che le repliche dello spettacolo Vanja a Cervignano in programma a Villa Vitas\, a Strassoldo il 18\,19\,20 giugno sono state modificate\, per cause operative.\nLe nuove date dello spettacolo sono 20 giugno\, 11 luglio e 18 luglio\, sempre a Villa Vitas\, con inizio alle ore 19.00.\nLa nostra biglietteria ha già riprogrammato gli abbonati e spettatori già prenotati per le serate del 18 e 19 giugno per le serate dell’11 luglio (prenotati del 18 giugno) e del 18 luglio (prenotati del 19 giugno).\nPer gli abbonati e spettatori prenotati per il 20 giugno\, la replica è confermata.\nLa biglietteria del Teatro Pasolini resta a disposizione per tutti gli spettatori che vorranno prenotarsi per vedere lo spettacolo nelle nuove date con il seguente orario:\norario: martedì\, mercoledì\, venerdì\, ore 16.00-18.00\, giovedì e sabato: ore 10.00 – 12.00\, 0431.370273\, o scrivere a: biglietteria@teatropasolini.it \nVANJA A CERVIGNANO\nprove da “zio Vanja” di Cechov\nadattamento di Rita Maffei\, liberamente ispirato al film Vanya sulla 42a strada di Louis Malle\ncon Gabriele Benedetti\, Pepa Balaguer\, Paolo Fagiolo\, Fabiano Fantini\, Daniela Fattori\, Natalie Norma Fella\, Rita Maffei\, Klaus Martini\, Nicoletta Oscuro\nscena Luigina Tusini\nregia Rita Maffei\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG \ndurata: 120 minuti \nFa tappa anche a Cervignano\, a Villa Vitas di Strassoldo\, il progetto Vanja in città\, ideato dalla regista Rita Maffei e ispirato al film di Louis Malle\, “Vanya sulla 42a strada”.\nNel 1989 il regista teatrale André Gregory raduna un gruppo di attori per allestire lo “Zio Vanja“ di Cechov nella versione contemporanea adattata da David Mamet. Provarono per due anni al Victory Theatre di New York senza mai andare in scena. Nel 1994\, il grande Louis Malle ha iniziato a filmare le prove dello spettacolo ambientandolo nel New Amsterdam\, un vecchio teatro fatiscente sulla 42a Strada\, destinato alla demolizione. \nLa compagnia del CSS ritorna a fare teatro\, dopo i mesi di lontananza forzata dal palcoscenico\, partendo da questa suggestione: aprire le prove al pubblico\, cercando i sentimenti e i dialoghi intimi di Cechov in alcuni luoghi\, prima a Udine (le prove sono iniziate in città a luglio e tutt’ora in corso)\, e ora anche a Cervignano del Friuli.\nAnche qui a Cervignano\, per la prima volta\, usciremo dal teatro per portare il teatro nella città\, fra i cittadini.\nOgni “prova” diventa un appuntamento sia per gli attori che per gli spettatori\, che potranno assistere all’evolversi di tutta la vicenda dello “Zio Vanja” di Cechov\, proprio nel suo farsi.\nLa storia\, in breve\nIn una tenuta di campagna\, sotto a un vecchio pioppo\, c’è una tavola sempre pronta a servire il tè. Poco più in là dondola un’altalena. Un luogo dall’atmosfera quieta\, quasi idilliaca\, che farà presto da sfondo a girotondo di sentimenti\, conversazioni\, amori\, desideri e frustrazioni.\nLa vita sempre uguale fino alla monotonia che Ivan Petrovič Vojnickij\, lo zio Vanja del titolo\, e sua nipote Sonja conducono in quella residenza di proprietà del professor Serebrijakov sono infatti turbati dall’arrivo dell’illustre accademico – cognato di Vanja e padre di Sonja –  e della sua bellissima seconda moglie Elena…
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SUMMARY:DEBORA VILLA / Venti di risate!
DESCRIPTION:di e con Debora Villa\nuna produzione Si può fare productions \nIl programma della stagione artistica di prosa\, danza\, musica del Teatro Pasolini\, accompagna  – in questo anno particolare – il nostro riappropriarsi della vita sociale e si prolunga fino a fine giugno con eventi in Teatro (gli spettacoli Fieste/Teatro Incerto\, In nome del padre/Mario Perrotta e Il Rovescio/Arearea)\, a Villa Vitas a Strassoldo (Vanja a Cervignano/Compagnia del CSS) e nella location all’aperto del Parco Europa Unita\, per due serate (rispettivamente il 15 e il 29 giugno) con due protagonisti del teatro comico come Paolo Rossi\, accompagnato dai fedelissimi Virtuosi del Carso\, e Debora Villa\, per serate all’insegna di risate intelligenti e leggerezza. \nDebora Villa festeggia con il suo nuovo spassoso recital Venti di Risate!\n20 anni di carriera e sale sul palco con gli sketch che l’hanno resa famosa e amata tra il pubblico.\nVenti di risate! raccoglie infatti il meglio del suo repertorio\, dalle gag sull’universo femminile e sulla varia umanità alle favole raccontate con graffiante cinismo comico.\nPassando per Adamo ed Eva\, Debora ci racconterà cosa succede ad una donna quando raggiunge i nannaranannannanni…\nUomini\, donne\, affanni\, sogni\, illusioni\, frastuoni\, emozioni co(s)miche\, tra favole e cronache\, Debora sarà un’onda travolgente\, cinica e intelligente. \nIn 20 anni di carriera tra televisione\, radio\, cinema e teatro\, Debora Villa  è riuscita sempre ad alternare ruoli comici o di conduttrice brillante\, a ruoli drammatici in fiction tv.\nPaolo Rossi\, Diego Abatantuono\, Massimo Boldi\, Biagio Izzo\, Aldo Giovanni e Giacomo\, Ricky Tognazzi\, Stefania Sandrelli\, Elena Sofia Ricci\, Claudio Amendola\, Enrico Bertolino\, sono solo alcuni dei grandi artisti con cui Debora ha lavorato.\nFra le sue partecipazioni più significative e memorabili\, vanno ricordati trasmissioni e progetti come Camera Cafè\, le Iene\, Così fan tutte\, Zelig\, Colorado\, Pechino Express\, Glob\, Lilit\, Benvenuti a Tavola\, I Cesaroni\, Alex &Co.
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SUMMARY:TOSCA / Morabeza - Al Parco Europa Unita
DESCRIPTION:Tosca – Morabeza\nriprogrammato il 22 giugno 2021 ore 21\nal Parco Europa Unita di Cervignano del Friuli \n“In tanti\, in troppi\, si erano dimenticati del fatto che Tosca è una delle più grandi cantanti italiane. E il Festival 2020 ha anche questo merito\, quello di averlo ricordato a tutti”. (Ernesto Assante e Gino Castaldo). \nQuesta è solo una delle innumerevoli recensioni ricevute da Tosca per il suo brano “Ho Amato Tutto”\, scritto da Pietro Cantarelli\, con il quale ha ottenuto il 6° posto e il Premio Bigazzi nella 70° edizione del Festival di Sanremo e\, recentemente\, il Premio Tenco. Cantante\, attrice e interprete straordinaria\, dopo un’estate ricchissima di concerti in festival di grande pregio\, Tosca torna in teatro per un concerto tratto e ispirato dall’ultimo lavoro discografico “Morabeza”\, prodotto da Joe Barbieri\, un viaggio nella musica del mondo con un’attenzione particolare al sudamerica. \nTosca è un’artista di grande intelligenza\, eclettica e in continuo rinnovamento: nella sua carriera ha condiviso il palco con grandi nomi come Ivano Fossati\, Nicola Piovani\, Ennio Morricone\, Chico Buarque\, Lucio Dalla…
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SUMMARY:I NOMADI a Cervignano del Friuli: nuovo disco e tour!
DESCRIPTION:Stagione #Musica 2020/2021\na cura di Euritmica\nI Nomadi  in concerto a Cervignano del Friuli (UD)\n19 giugno 2021\, ore 20.00 (l’orario potrebbe subire delle variazioni in base alle nuove disposizioni) \nRiparte il tour dei NOMADI\, dopo mesi di emergenza sanitaria\, di chiusure e di difficoltà per tutti i lavoratori dello spettacolo\, la musica live può e deve riprendere\, rispettando le norme di sicurezza gli eventi dal vivo si possono realizzare. La musica non si ferma! Per i Nomadi la musica non si è comunque mai fermata: il 23 aprile è uscito un nuovo album di inediti “Solo essere umani”\, per la prima volta su etichetta BMG e pubblicato in formato vinile\, cd e digital download. «Valori. Amore. Vita. Queste tre parole sono state il punto di partenza per ogni singola traccia inclusa in questo album\, ricco di spunti di riflessione sulla nostra esistenza e sul momento complesso che stiamo vivendo – affermano i Nomadi – e la prima sorpresa di questo progetto è il brano che da il titolo all’album “Solo Esseri Umani”\, cantato insieme al nostro storico amico\, Enzo Iacchetti».\nL’album è stato anticipato dal primo singolo ufficiale “Frasi nel fuoco”\, un brano pieno di vita\, dedicato a chi vuole continuare a sperare\, a guardare al futuro per arricchire questo presente che spesso risulta essere complesso ed invalicabile. Beppe Carletti\, storico leader dei Nomadi\, racconta: «Frasi nel fuoco è la voglia di vivere pura\, tenacia e determinazione. È un inno alla vita e all’amore per la vita a dispetto di ogni difficoltà. È un brano vivace che conferma il nostro bisogno di ripartenza\, di un’esistenza piena.» Oltre al nuovo album\, nel repertorio del concerto verranno riproposti i brani che hanno segnato la storia del gruppo\, nato nel 1963 e che non ha mai smesso di rinnovarsi\, senza tradire lo spirito nomade che lo contraddistingue. \nA breve prevendite attive sui circuiti tradizionali. \nGli abbonati alla stagione artistica 2020/2021 saranno contattati direttamente  dalla biglietteria del Teatro
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SUMMARY:PAOLO ROSSI / L’operaccia del pane o libertà
DESCRIPTION:di e con Paolo Rossi\nmusiche dal vivo I Virtuosi del Carso\nuna produzione Teatro Stabile di Bolzano \nIl programma della stagione artistica di prosa\, danza\, musica del Teatro Pasolini\, accompagna  – in questo anno particolare – il nostro riappropriarsi della vita sociale e si prolunga fino a fine giugno con eventi in Teatro (gli spettacoli Fieste/Teatro Incerto\, In nome del padre/Mario Perrotta e Il Rovescio/Arearea)\, a Villa Vitas a Strassoldo (Vanja a Cervignano/Compagnia del CSS) e nella location all’aperto del Parco Europa Unita\, per due serate (rispettivamente il 15 e il 29 giugno) con due protagonisti del teatro comico come Paolo Rossi\, accompagnato dai fedelissimi Virtuosi del Carso\, e Debora Villa\, con lo spettacolo con cui l’attrice festeggia i suoi 20 anni di carriera.\nPaolo Rossi è autore e interprete di un teatro che incanta il pubblico e sta in ascolto\, che vive delle sue reazioni e interazioni; un teatro di emergenza che si riappropria del ruolo del contastorie per dare conforto agli spettatori e condurli in dimensioni “altre” dalle quali la realtà appare lucidamente. «Vorrei fare qualcosa che dia al mio essere chiamato comico una via di fuga verso un teatro sociale\, nella poesia del buffo e della magia»\, commenta Rossi.\n“L’Operaccia del Pane o Libertà” è uno spettacolo che unisce stand-up comedy a commedia dell’arte\, giunge a varcare l’universo shakespeariano ma sempre con profonde stoccate di contemporaneità. Un viaggio sinuoso che Rossi intraprende – assieme alla fidata band I Virtuosi del Carso –  un percorso narrativo sempre controcorrente.\nAgile\, dirompente\, sfuggente alle definizioni di genere\, L’Operaccia del Pane o Libertà” mescola la figura del primo Arlecchino\, quello che possedeva il biglietto di andata e ritorno per l’aldilà\, a quella che fu poi una delle sue evoluzioni come intrattenitore popolare capace di spaziare dalle stalle al cabaret. \nIn maniera ironica e profonda\, Paolo Rossi riflette sulla condizione e il ruolo degli artisti oggi\, su come sia cambiato il modo di fare spettacolo\, dai cortili ai teatri\, con sapienza teatrale e dirompente potenza comica.\nUna serata da non perdere!
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SUMMARY:CRISTINA DONÀ - DANIELE NINARELLO - SAVERIO LANZA / Perpendicolare
DESCRIPTION:“Perpendicolare” come la potenza del gesto\, come il profondo desiderio di relazione. Canzoni che risuonano nei corpi. Movimenti che fioriscono dalle parole e dai suoni. Un innesto affascinante e naturale tra il mondo musicale di Cristina Donà\, una delle voci più originali della scena musicale italiana\, e la danza del coreografo Daniele Ninarello\, plasmati e cuciti insieme dal musicista e compositore Saverio Lanza. Un incontro che muove verso territori espressivi profondi che indagano direzioni multidisciplinari inusuali e intrecci di senso inaspettati. Materiale inedito nato appositamente per lo spettacolo e alcune tra le canzoni più note della cantautrice si aprono nello spazio della performance come una visione che scorre fin sotto la pelle di chi ascolta.
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SUMMARY:Il cattivo poeta
DESCRIPTION:Maggio-Giugno 2021\n\nSabato  29/05/21: ore 17.45- ore 20.00\nDomenica  30/05/21: ore 17.45- ore 20.00\nMercoledì  02/06/21: ore 17.45- ore 20.00\nDomenica  06/06/21: ore 17.45- ore 20.00\n“Il cattivo poeta\, film diretto da Gianluca Jodice\, è un biopic incentrato su Gabriele D’Annunzio\, interpretato da Sergio Castellitto. Il film racconta gli ultimi anni di vita del poeta-vate\, delineando il ritratto di uno dei personaggi più rilevanti e controversi della letteratura italiana e della storia del nostro Paese.\nSiamo nel 1936 e Giovanni Comini (Francesco Patanè) è stato appena promosso al ruolo di federale\, divenendo il più giovane in Italia a ricoprire questa carica. A favorirlo è stato Achille Starace (Fausto Russo Alesi)\, il segretario del Partito Fascista\, secondo solo a Mussolini e mentore di Comini. Il primo incarico affidato al giovane federale è quello di recarsi a Roma\, dove gli viene ordinato di vegliare su Gabriele D’Annunzio\, cosicché lo scrittore\, ormai anziano\, non possa creare alcun problema e nuocere a nessuno. La missione è delicata\, perché il Vate negli ultimi tempi ha mostrato un temperamento molto inquieto\, tanto da turbare Mussolini\, preoccupato che il poeta possa compromettere i rapporti con la Germania nazista.\nComini si reca al Vittoriale\, dove risiede D’Annunzio\, ignaro che l’incarico affidatogli appartiene a un disegno politico molto più grande. Trascorrendo sempre più tempo in compagnia del poeta\, il federale\, ammaliato dalle parole di D’Annunzio\, inizierà a dubitare di se stesso e delle scelte compiute”\ncomingsoon.it\n\n \nGenere:Biografico\, Drammatico\nAnno:2021\nRegia:Gianluca Iodice\nAttori:Sergio Castellitto\, Francesco Patanè\, Tommaso Ragno\, Fausto Russo Alesi\, Massimiliano Rossi\, Clotilde Courau\, Elena Bucci\, Lidiya Liberman\, Janina Rudenska\, Lino Musella\nPaese:Italia\, Francia\nDurata:106 min\nDistribuzione:01 Distribution\nSceneggiatura:Gianluca Iodice\nFotografia:Daniele Ciprì\nMontaggio:Simona Paggi\nMusiche:Michele Braga\nProduzione:Ascent Film e Bathysphere con Rai Cinema\n\nINGRESSO: 5.00 euro
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DESCRIPTION:coreografie Marta Bevilacqua\nassistente alla coreografia Valentina Saggin\ndanzano Alejandro Bonn\, Angelica Margherita\, Gioia Martinelli\, Carolina Alessandra Valentini\nmusiche Dark Side of the Moon – Pink Floyd\nsovratitoli tratti da “Il diritto e il rovescio” di Albert Camus\nlight designer Daniela Bestetti\nvideo e followspot operator Stefano Bragagnolo\nuna produzione Compagnia Arearea in co-produzione con Hangartfest – Pesaro\ncon il sostegno di Dialoghi Residenze delle arti performative a Villa Manin CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG\nin collaborazione con ERT Ente Regionale Teatrale – Circuito Multidisciplinare del Friuli Venezia Giulia / a.ArtistiAssociati\n \n“ll Rovescio è insieme un’azione e una situazione.\nE’ un evento che modifica la prospettiva\, un’azione imprevista che sposta la dinamica del presente. Il mio nuovo progetto affronta\, ancora una volta\, il caro tema del doppio.\nNe Il Rovescio il doppio si allontana dall’ambito psicologico ed introspettivo per guardare alle sorti della cultura contemporanea e della convivenza sociale.\nIl Rovescio saltella\, nella speranza di vincere la gravità\, e si guarda intorno accompagnato da un grande classico della cultura della pace\, della speranza\, del rispetto della complessità esistenziale: Dark Side of the Moon concepito nel 1973 dal mitico gruppo britannico Pink Floyd.\nI quattro performer si misurano con parole che oggi paiono vuote: potere\, libertà\, temperanza\, diritto (tra le altre).\nNella mercificazione dei linguaggi dell’arte\, nell’omologazione delle tendenze culturali\, nel subissamento della bellezza appannaggio delle verità ad effetto\, Il Rovescio si staglia nella mia ricerca artistica con una punta di autoironia e una messa al centro dei contenuti che ancor oggi\, con un senso sempre più agguerrito sulla didascalia\, alimentano la quotidiana lotta alla superficialità: quella che si traveste di ogni cosa o che urla un giorno e poi si addormenta tra le mediocrità sfavillanti della comunicazione globale. Ma che cosa rovesciamo noi? Ne siamo ancora capaci? Potremo mai invertire la tendenza?\nIl Rovescio si nutre de: Il Diritto e il Rovescio di Albert Camus\, Les amours suspendues dell’illustratrice Marion Fayolle\, le immagini protosatiriche de Le Monde Renversè”.\nMarta Bevilacqua
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SUMMARY:OSCURO-MARCHI / BEARZATTI-COLUSSI-RINALDI TRIO / John Coltrane - A Love Supreme
DESCRIPTION:Un volonteroso ma poco originale e poco spigliato sassofonista del North Carolina\, nonostante qualche notevole progresso tecnico e qualche discreto successo\, sprofonda ben presto negli abissi della droga\, dell’alcol\, della mancanza di senso di ogni cosa. Poi una svolta repentina\, covata tuttavia da lungo tempo\, lo proietta verso nuove dimensioni musicali e territori inesplorati dell’anima. Giunto alla fama con ampio ritardo rispetto ad altri suoi dotatissimi coetanei\, quel jazzista\, prima di morire a soli quarant’anni\, regala fino al 1967 un decennio di musica straordinaria e un incessante dialogo fra carne e spirito\, disperazione e beatitudine\, finito e infinito\, terra e cielo… in poche parole\, fra l’umano e il divino\, per cogliere attraverso la sua arte l’Amore Supremo\, il respiro e l’armonia dell’universo. La musica del trio Bearzatti-Colussi-Rinaldi e le parole di Nicoletta Oscuro (che sostituisce Claudia Grimaz) e Valerio Marchi\, autore dei testi\, ripercorrono per noi la complessa parabola umana ed artistica di John Coltrane. \nAnteprima / Una produzione Euritmica \n 
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SUMMARY:Rifkin's Festival
DESCRIPTION:Maggio 2021\n\nSabato  15/05/21: ore 16.45- ore 19.15\nDomenica  16/05/21: ore 16.45- ore 19.15\n\nSabato  22/05/21: ore 16.45- ore 19.15\nDomenica  23/05/21: ore 16.45- ore 19.15\n“Cinema e psicanalisi. Cinema e sogno. L’86enne Woody Allen ci ha costruito un’intera\, lunghissima\, gloriosa filmografia. \nCon Rifkin’s Festival – finalmente nelle sale italiane dal 6 maggio\, grazie a Vision Distribution – il regista di Manhattan e Io e Annie sembra voler catturare l’essenza di un percorso\, irrimediabilmente segnato dalle influenze dei “grandi maestri europei” e dall’ipocrisia di un sistema\, quello del cinema appunto\, affidandosi ancora una volta ad una sorta di alter ego\, Mort Rifkin (Wallace Shawn)\, ex professore e fanatico della settima arte\, ora deciso a scrivere un romanzo\, sposato con Sue (Gina Gershon)\, affascinante publicist cinematografica. \nCon la consueta\, briosa ironia\, ammantata dalla solita malinconia\, Allen racchiude il racconto all’interno di una seduta di psicanalisi\, con il protagonista che ritorna con la mente all’ultimo viaggio fatto insieme alla moglie\, al Festival di San Sebastián\, in Spagna (dove il film ha avuto la sua première mondiale\, nel settembre 2020): Mort sospetta fortemente che il rapporto di Sue con il giovane regista suo cliente\, Philippe (Louis Garrel)\, vada ben oltre la semplice sfera professionale. \nTra banalità assortite (l’esaltazione mediatica di un regista che fa film “contro la guerra”)\, cocktail insopportabili e quant’altro\, Rifkin – dai gusti personali che spesso fanno sì che le persone si allontanino da lui – incomincia a sovrapporre alla realtà circostante situazioni oniriche che ricreano\, di volta in volta\, alcune delle sequenze dei capolavori che hanno segnato la sua esistenza. \nDa Quarto potere a Fino all’ultimo respiro\, da Jules e Jim a L’angelo sterminatore\, passando per Fellini e Bergman (Persona e Il settimo sigillo): è qui che il nostalgico divertissement di Allen trova la splendida sponda formale e in b/n nel lavoro di Vittorio Storaro (ancora una volta al suo fianco come direttore della fotografia)\, capace di trasformare di volta in volta i “film nel film” a seconda del contesto narrativo ed emotivo della vicenda.”\ncinematografo.it\n  \n\nGenere:Commedia\nAnno:2020\nRegia:Woody Allen\nAttori:Gina Gershon\, Wallace Shawn\, Louis Garrel\, Christoph Waltz\, Elena Anaya\, Steve Guttenberg\, Richard Kind\, Damian Chapa\, Enrique Arce\, Georgina Amorós\, Sergi López\, Nathalie Poza\, Manu Fullola\nPaese:USA\, Spagna\nDurata:92 min\nDistribuzione:Vision Distribution\nSceneggiatura:Woody Allen\nFotografia:Vittorio Storaro\nMontaggio:Alisa Lepselter\nProduzione:Gravier Productions\, Mediapro\n\n\nGuardalo al cinema\n\nINGRESSO: 5.00 euro
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SUMMARY:In nome del padre
DESCRIPTION:uno spettacolo di Mario Perrotta\nconsulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati\nuna produzione Teatro stabile di Bolzano \nIn nome del padre è il capitolo di partenza di una trilogia di Mario Perrotta sulle figure di padre – madre – figlio\, scritta per comprendere quanto profonda sia la mutazione delle famiglie nel nuovo millennio. Accompagnato dal pensiero di Massimo Recalcati\, Perrotta cuce addosso alla sua arte attoriale tre figure di padre\, diversissime\, per cultura\, estrazione\, provenienza\, e racconta il tempo che li accomuna\, quello odierno dell’evaporazione della figura del padre infallibile e dell’avanzare dell’era dei padri smarriti. Che sia necessario inventare una nuova lingua che riapra il dialogo padri-figli? \n“Il nostro tempo è il tempo dell’evaporazione del padre e di tutti i suoi simboli. Ogni esercizio dell’autorità è vissuto con sospetto e bandito come sopruso ingiustificato. I padri smarriti si confondono coi figli: giocano agli stessi giochi\, parlano lo stesso linguaggio\, si vestono allo stesso modo. La differenza simbolica tra le generazioni collassa.\nIn questo contesto di decadenza emerge forte una esigenza di nuove rappresentazioni del padre. Trovare una nuova lingua per i padri è una necessità sempre più impellente se si vuole evitare l’indistinzione confusiva tra le generazioni e la morte di ogni discorso educativo o\, peggio ancora\, il richiamo nostalgico al tempo perduto dell’autoritarismo patriarcale.\nIl linguaggio del teatro può dare un contributo essenziale per cogliere sia l’evaporazione della figura tradizionale della paternità\, sia il difficile transito verso un’altra immagine – più vulnerabile ma più umana – di padre della quale i nostri figli – come accade a Telemaco nei confronti di Ulisse –continuano ad invocare la presenza”.\nMassimo Recalcati \n 
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SUMMARY:Riapre la nostra sala con NOMADLAND\, Oscar 2021
DESCRIPTION:Maggio 2021\n\nSabato  01/05/21: ore 16.45- ore 19.15\nDomenica  02/05/21: ore 16.45- ore 19.15\n\nSabato  08/05/21: ore 16.45- ore 19.15\nDomenica  09/05/21: ore 16.45- ore 19.15\n“Ci vediamo lungo la strada”. Nessuno si saluta veramente\, per sempre\, fra i nomadi sempre in cammino. Ci si rincontra; dopo un mese\, un anno\, o magari ancora di più. Fern diventa una di loro\, dopo che la crisi economica provoca la chiusura dell’azienda per cui lavora\, nel Nevada rurale\, e addirittura l’abbandono di tutta una cittadina costruita attorno\, dall’oggi al domani sparita dalla mappa\, inglobata dagli arbusti e dal deserto\, senza neanche più un codice postale.  \n“A quel punto Fern carica tutta la vita che vuole portare con sé su un van\, pazientemente attrezzato per viverci\, che diventa la sua casa mentre si mette in cammino\, avviando un percorso esistenziale al di là delle convenzioni\, dei sentieri tracciati\, una nomade che si mette in viaggio e scopre come tante persone popolino già da tempo Nomadland\, titolo di questo nuovo capitolo del viaggio nelle radici più intime e profonde dell’America da parte di Chloé Zhao\, cinese formatasi in Inghilterra e a New York\, dopo Songs My Brothers Taught Me e l’ottimo The Rider\, presentato a Cannes. In quel caso esplorava le riserve dei nativi americane e i cowboy campioni di rodeo\, qui parte per il far west insieme alla protagonista\, una straordinaria Frances McDormand\, e a una serie di veri nomadi\, Linda May\, Swankie\, Bob Wells”\ncomingsoon.it\n \n\nGenere:Drammatico\nAnno:2020\nRegia:Chloé Zhao\nAttori:Frances McDormand\, David Strathairn\, Gay DeForest\, Patricia Grier\, Linda May\, Bob Wells\, Charlene Swankie\, Angela Reyes\, Carl R. Hughes\, Douglas G. Soul\nPaese:USA\nDurata:108 min\nDistribuzione:The Walt Disney Company Italia\nSceneggiatura:Chloé Zhao\nFotografia:Joshua James Richards\nMontaggio:Chloé Zhao\nMusiche:Ludovico Einaudi\nProduzione:Cor Cordium Productions\, Hear/Say Productions\, Highwayman Films\nINGRESSO: 5.00 euro
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SUMMARY:Fieste
DESCRIPTION:di e con Fabiano Fantini\, Claudio Moretti\, Elvio Scruzzi\nelementi scenici Luigina Tusini\nproduzione Teatro Incerto / CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\nspettacolo in lingua friulana\n\nFrancesco sta per compiere sessant’anni. Non se la passa bene. È depresso. Da un po’ di tempo vive nel bed & breakfast della signora Grubach.\nSta facendo colazione\, quando irrompono nella stanza due strani individui\, Augusto e Benito\, mandati da una fantomatica organizzazione per festeggiare il suo compleanno. Sulle prime Francesco non ci sta\, non vuole far festa\, ma non riesce a sottrarsi alla calcolata insistenza di Augusto e Benito che\, con un metodo alquanto bizzarro\, lo portano a raccontare di sé e dei suoi turbamenti.\nMa chi sono questi due misteriosi individui? E quale segreto nasconde Francesco? \nFieste è uno spettacolo divertente\, ma che non rinuncia a scandagliare l’animo umano\, un testo scritto fra invenzione e ispirazione a modelli letterari – dall’omaggio alla signora Gruback del Processo di Kafka al teatro di Harold Pinter\, che fa capolino fra le battute e le situazioni surreali – ma che si trasforma sulle tavole del palcoscenico nell’inconfondibile e originale stile del Teatro Incerto.
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SUMMARY:Easy - Un viaggio facile facile - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:APRILE 2021\n\nSabato  17/04/21: ore 20.30-22.30 \nDomenica  18/04/21: ore 20.30-22.30\nLunedi  19/04/21: ore 20.30-22.30\nEasy – Un viaggio facile facile è una commedia del 2017 diretta da Andrea Magnani.\nIsidoro (Nicola Nocella)\, meglio noto come Easy\, ha 35 anni e un bel po’ di chili di troppo che lo hanno costretto ad abbandonare la sua carriera di successo come pilota di go-kart. A questa difficile situazione fisica si aggiungono una depressione cronica e una vita ancora in casa con sua madre passata tra televisione\, videogiochi e cibo.\nMentre si barcamena tra psicofarmaci e l’idea più o meno convinta di porre fine alla sua vita\, un colpo di scena cambia tutto nella routine di Easy. Suo fratello Filo (Libero De Rienzo)\, imprenditore edile\, gli chiede un favore. Isidoro dovrà portare fino in Ucraina la bara di uno sfortunato operaio\, morto a causa di un incidente sul lavoro. Tra imprevisti\, non detti e situazioni potenzialmente rischiose\, il viaggio di Easy attraverso i Carpazi si rivelerà molto più difficile del previsto\, considerata la regolare assunzione di psicofarmaci e il suo mezzo di trasporto: un carro funebre!\ncomingsoon.it/ \n  \nGenere:Commedia\nAnno:2017\nRegia:Andrea Magnani\nAttori:Nicola Nocella\, Libero De Rienzo\, Barbara Bouchet\, Lorenzo Acquaviva\, Ostap Stupka\, Veronika Shostak\nPaese:Italia\, Ucraina\nDurata:91 min\nDistribuzione:Tucker Film\nSceneggiatura:Andrea Magnani\nFotografia:Dmitriy Nedria\nMontaggio:Luigi Mearelli\nMusiche:Luca Ciut\nProduzione:Bartlebyfilm\, Fresh Production UA\, Pilgrim Film\n\n\nINGRESSO: 3.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla \n\n 
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SUMMARY:Sole alto - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:APRILE 2021\n\nSabato  10/04/21: ore 20.30-22.30 \nDomenica  11/04/21: ore 20.30-22.30\nLunedi  12/04/21: ore 20.30-22.30\nV.M. 14\nSole alto racconta l’amore fra un ragazzo croato e una ragazza serba. Un amore che il regista\, Dalibor Matanić moltiplica per tre volte nell’arco di tre decenni consecutivi: stessi attori\, ma coppie diverse\, dentro il cuore avvelenato di due villaggi balcanici. Il 1991 e l’ombra scura della guerra. Il 2001 e le cicatrici che devastano l’anima. Il 2011 e la possibile (impervia) rinascita. Una sorprendente riflessione sulla natura umana che racconta il dolore per raccontare la speranza. Una produzione che\, in perfetta sintonia con il respiro del film\, vede cooperare la Croazia\, la Slovenia e la Serbia\, evidenziando l auspicato percorso di ricostruzione culturale in atto nell’ex Jugoslavia.\ncomingsoon.it\n \nTre diverse storie d’amore tra giovani croati e ragazze serbe di una stessa area rurale: nella prima nel 1991\, alla vigilia della guerra\, Ivan e Jelena stanno per fuggire a Zagabria\, ma il fratello di lei si oppone; nella seconda nel 2001\, dopo la fine della guerra\, Nataša\, tornata nella sua casa diroccata\, e Ante\, il muratore che la sta restaurando\, si attraggono ma sono divisi dal passato; infine nel 2011\, mentre tutti vogliono dimenticare e divertirsi\, Luka si pente di aver abbandonato Marija anni prima per motivi etnici. Al suo 9° lungometraggio\, l’autore croato Matanic denuncia la guerra attraverso una lucida analisi della sua violenza distruttiva. Ma non di quella militare\, bensì di quella\, ben più sottile\, pervasiva e duratura che affligge le relazioni personali. I tre episodi sono unificati non solo dal luogo e dagli stessi due attori protagonisti – la Lazovic e Markovic\, di eccezionale bravura – ma soprattutto perché scandiscono l’evolversi della rovina bellica dell’amore: la sua distruzione\, il tentativo fallito di ricostruirlo\, il pentimento che apre la porta alla sua possibile rinascita. Scrittura personale e incisiva\, fotografia scintillante (Marko Brdar)\, musiche originali (Alen e Nenad Sinkauz) che spaziano dal folclore tradizionale al rock elettronico dei nuovi gruppi giovanili balcanici. Premio della Giuria a Cannes per la sezione Un Certain Regard e una candidatura al premio Lux del Parlamento europeo.\nmymovies.it\n \nGenere:Drammatico\nAnno:2015\nRegia:Dalibor Matanic\nAttori:Tihana Lazovic\, Goran Markovic\, Nives Ivankovic\, Dado Cosic\, Stipe Radoja\nPaese:Croazia\nDurata:123 min\nDistribuzione:Tucker Film\nSceneggiatura:Dalibor Matanic\nMontaggio:Tomislav Pavlic\nProduzione:Kinorama\, Gustav Film\, See Film\n\n\nINGRESSO: 3.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla
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SUMMARY:Paradise - Una nuova vita - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:APRILE 2021\n\nMartedi  06/04/21: ore 20.30-22.30 \nMercoledi 07/04/21: ore 20.30-22.30\nGiovedi  08/04/21: ore 20.30-22.30\nCalogero\, venditore di granite\, è dovuto scappare dalla Sicilia con il suo carretto perché ha voluto fare la cosa giusta\, cioè testimoniare contro un killer della mafia. Il programma di protezione testimoni gli ha trovato un appartamento in un residence\, il Paradise: peccato che il residence sia abbandonato e che si trovi a Sauris\, paesino perso nelle montagne del Friuli.  \nA Calogero mancano la moglie Lucia e la figlia che stava per nascere\, e della Sicilia gli è rimasto solo un puzzle che perde i pezzi con l’andare dei giorni. Ma al Paradise arriva proprio dalla sua terra arriva  un altro inquilino\, e la vita di entrambi sarà destinata a cambiare.\nmymovies.it/\n\nRegia di: Davide Del Degan\nAnno: 2019\nPaese: Italia\nAttori: Vincenzo Nemolato.\, Giovanni Calcagno\, Katarina Cas\nDurata: 85′\n\n\nINGRESSO: 4.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla
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SUMMARY:Torna a casa\, Jimi! - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:APRILE 2021\n\nSabato  03/04/21: ore 18.30-20.30-22.30 \nDomenica  04/04/21: ore 18.30-20.30-22.30\nLunedi  05/04/21: ore 18.30-20.30-22.30\nTorna a casa\, Jimi!\, il film diretto da Marios Piperides\, è ambientato a Nicosia\, Cipro\, l’ultima capitale spaccata in due del pianeta. Secondo la legge\, nessun animale\, pianta o prodotto può essere trasferito dal settore greco di Cipro a quello turco. E viceversa. Così\, quando il cane Jimi Hendrix attraversa accidentalmente la zona cuscinetto dell’ONU\, il suo padrone rocchettaro Yiannis (Adam Bousdoukos)\, in procinto di lasciare l’isola per cercare fortuna altrove\, deve invece fermarsi\, facendo di tutto per riportarlo indietro. E “fare di tutto” significa una cosa sola\, violare la legge\, perché il povero Jimi è diventato automaticamente merce di contrabbando! La spericolata alleanza tra il greco Yiannis e il turco Hasan deciderà le sorti della partita. Fughe rocambolesche e vite stravaganti si incrociano in una commedia sull’assurdità dei confini e sulla possibilità di abbatterli grazie a un sincero incontro con l’altro. \nGenere:Commedia\, Drammatico\nAnno:2019\nRegia:Marios Piperides\nAttori:Adam Bousdoukos\, Fatih Al\, Vicky Papadopoulou\, Özgür Karadeniz\, Giannis Kokkinos\, Toni Dimitriou\nPaese:Cipro\nDurata:93 min\nDistribuzione:Tucker Film\nSceneggiatura:Marios Piperides\nFotografia:Christian Huck\nMontaggio:Stylianos Constantinou\nMusiche:Kostantis Papakonstantinou\nProduzione:AMP Filmworks\, Pallas Film\, View Master Films\n\n\nINGRESSO: 3.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla
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SUMMARY:Mi vedi?
DESCRIPTION:MI VEDI? è un’esperienza teatrale su Zoom scritta e diretta da Guillermo Pisani.\nTraduzione e adattamento di Rita Maffei.\n Con Paolo Fagiolo\, Daniele Fior\, Rita Maffei\, Klaus Martini\, Nicoletta Oscuro\, Francesca Osso. \nANTEPRIMA\n20 febbraio 2021\, ore 21:00\nPRIMA ITALIANA\n27 febbraio 2021\, ore 21:00\n5 marzo 2021\, ore 21:00 \nREPLICHE STRAORDINARIE\n27 marzo 2021\, ore 21:00\n2 aprile 2021\, ore 21:00\n\nConcepita per la piattaforma di video conferenze Zoom\, la pièce è recitata in diretta e a distanza da sei attori per un centinaio di spettatori\, tutti “in presenza” e connessi da dove si trovano.\nDurata : 55 minuti\n\nCome fare insieme\, come essere insieme se ognuno resta a casa sua? \nQuesta domanda è allo stesso tempo teatrale\, politica e sociale.\nIl regista Guillermo Pisani la mette in scena con uno spettacolo originale\, co-prodotto per la prima versione in italiano dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\, interamente provato e rappresentato a distanza grazie alla piattaforma di videoconferenza Zoom.\nMI VEDI? è un modo di riprendere collettivamente\, attraverso il teatro\, le esperienze che sono state esacerbate dal lockdown e dal distanziamento sociale.\nNel suo precedente spettacolo\, J’AI UN NOUVEAU PROJET (2019)\, Guillermo Pisani si è interrogato sulla presenza degli strumenti digitali nella nostra vita. La crisi sanitaria l’ha spinto a radicalizzare i suoi interrogativi sui nostri legami digitali in questa nuova creazione scritta e provata su Zoom.\nCome un primo atto di resilienza. \nCome è nato MI VEDI?\n“L’idea di questa pièce è nata durante il primo lockdown nel marzo 2020. Cercavo il modo per continuare a fare teatro e ho pensato agli strumenti con i quali tutti cerchiamo di proseguire le nostre vite: Zoom\, WhatsApp\, Skype\, ecc. Devo confessare – dichiara il regista Guillermo Pisani –  che ero piuttosto reticente all’inizio\, poiché a teatro sentiamo la compresenza fisica come ciò che definisce la nostra arte. Poi ho deciso di interrogare la questione stessa della compresenza fisica. Se\, come diceva Jerzy Grotowski\, il cuore del teatro è l’incontro\, a che punto l’incontro fisico è costitutivo di ogni incontro? Non è possibile esplorare l’incontro collettivo senza la compresenza fisica? Ma allora\, che caratteristiche\, che natura ha questo incontro\, sul piano dell’esperienza\, del vissuto\, dell’affetto\, della percezione degli altri\, del sentimento di aver vissuto qualcosa insieme o anche di appartenere a una stessa comunità?\nAvevo già fatto l’esperienza di spettacoli in streaming o di teatro in diretta con Facebook live e Instagram.\nQueste esperienze sono interessanti\, ma mi sembra che non interroghino abbastanza la relazione con il pubblico\, manca la condivisione di una vera esperienza comune. Ho cercato di produrre un’esperienza teatrale che sia assolutamente singolare\, fuori territorio\, una pièce che non sia né la traduzione di qualcosa che si dovrebbe fare in scena\, né la ripresa di qualcosa che si realizza simultaneamente in scena davanti a un pubblico.\nSu Zoom l’azione è in tempo reale\nLo spettacolo accade come una videoconferenza su Zoom. All’ora della rappresentazione\, gli spettatori si connettono tramite un link inviato dal teatro. Si possono connettere con un computer dovunque siano e sono accolti dagli attori che sono\, loro stessi\, ciascuno in un posto diverso (a casa propria o in un luogo di prove e di lavoro). La rappresentazione si svolge in tempo reale con gli spettatori che\, se lo desiderano\, restano visibili sullo schermo. E’ un’esperienza molto forte vedere tutti quei volti\, sentire che possiamo incontrare e interagire con questi strumenti digitali. Non si tratta di cercare di riprodurre le condizioni di una rappresentazione in sala\, ma di condividere un’esperienza teatrale multi–sito\, a schermo e a volte un po’ disturbata poiché ognuno è responsabile della sua immagine e del suo computer\, con tutto che ciò implica\, sia a livello di elaborazione dell’immagine o della voce\, delle email e delle chiamate che arrivano improvvisamente e della condivisione del proprio spazio privato con lo spazio dello spettacolo. Alla fine della rappresentazione propongo allo spettatore una discussione con la compagnia per restituire la propria esperienza. Apriamo anche altre stanze di Zoom per gli spettatori che avranno voglia di chiacchierare tra di loro\, come nel foyer del teatro.\nRitroviamo la comunità\nIl primo lockdown è stato un tale choc\, ha prodotto un tale sgomento a tutti i livelli della vita privata e della società\, che ho sentito il bisogno di lavorare sul motivo della distanza e su ciò che la distanza ha sconvolto nella comunità. Come essere insieme se siamo separati? Ogni situazione interroga i nostri legami (affettivi\, familiari\, amorosi\, festivi o associativi\, ecc.) e la voglia del contatto\, della comunità\, il bisogno di prendersi cura dell’altro\, di bere o di cantare insieme\, tutti questi momenti di condivisione resi possibili e messi in tensione dalla videoconferenza. La pièce esplora le possibilità e le frustrazioni messe in atto dal fatto di essere privati della presenza fisica degli altri. Come si arriva una volta ogni tanto\, malgrado tutto\, a fare l’esperienza di vivere qualcosa insieme? Volevo mettere lo spettatore al centro di questa esperienza che\, in qualche modo\, interroga il mito della comunità (teatrale o altro): le forme concrete di un’utopia sono sempre deludenti ma l’aspirazione\, le domande e il processo che dispiegano sono necessari e appassionanti da osservare.\nCon Zoom\, abbiamo dovuto completamente reinventare il processo di creazione\, provando a distanza\, apprendendo un linguaggio ibrido fatto di teatro\, immagini e tecnologia web\, invitando anche molto presto degli spettatori complici per cercare insieme come vivere un’esperienza comune con questo oggetto teatrale.\nUna prima serie di sperimentazioni erano programmate nella stagione online della Comédie de Caen\, poi siamo stati in qualche modo presi dal nuovo confinamento che ha accelerato il nostro processo di creazione e di diffusione. Lo spettacolo è stato montato in meno di tre settimane nella versione francese e in un paio di settimane circa per la nuova versione italiana co-prodotta con il CSS di Udine!\nCi tengo a dire che\, se il progetto è nato dalle circostanze e che è in questo senso “opportunista”\, non si tratta di un opportunismo vano. Per me\, ciò che Mi vedi? intende interrogare ha un’importanza che va al di là della crisi del Coronavirus\, poiché le tendenze che questa crisi ha contribuito ad accelerare non spariranno quando la crisi sarà finita. L’articolazione delle questioni teatrali e delle questioni politiche e sociali è centrale per la nostra compagnia”. Guillermo Pisani (testo e regia) \nGuillermo Pisani\nAutore\, regista\, drammaturgo e traduttore\, è il direttore artistico della Compagnie LSDI.\nHa scritto e diretto: J’AI UN NOUVEAU PROJET (2019\, Studio- Théâtre de Vitry)\, C’EST BIEN AU MOINS DE SAVOIR CE QUI NOUS DÉTER- MINE A CONTRIBUER A NOTRE PROPRE MALHEUR (portrait de Pierre Bour- dieu) (2017\, La Comédie de Caen – CDN de Normandie / Théâtre Ouvert)\, LE SYSTEME POUR DEVENIR INVISIBLE (2015\, théâtre de Vanves).\nProssima creazione : JE SUIS PERDU (Les Plateaux Sauvages\, 2021).\nHa anche scritto: MEXICO (regia di Marcial Di Fonzo Bo e Élise Vigier\, Théâtre National de Bordeaux en Aquitaine\, 2013)\, NAMUNCURA (mise en espace d’Alain Françon\, Théâtre Ouvert\, 2009)\, DÉPAYSAGE (lettura di Alain Françon\, Théâtre Ouvert\, 2008)\, (JEAN) LOUIS 9 (teatro di strada\, regia di Cécile Fraisse nella città di Pontoise\, 2007)\, LA NOSTALGIE DU MARTIN-PECHEUR (mise en espace d’Adrien Béal\, Théâtre de Vanves/Espace Gazier\, 2005)\, OTRA QUE MEA CULPA (regia di Mariana Armelín e Mariana Rovito\, Théâtre Del Otro Lado\, Buenos Aires\, 2002).\nCome dramaturg\, ha accompagnato le creazioni di Rafael Spregelburd\, Marcial Di Fonzo Bo\, Elise Vigier\, Pierre Maillet e Adrien Béal. Ha anche collaborato come autore e dramaturg con il coreografo spagnolo Chevi Muraday (Premio Nazionale della Danza 2006).\nE’ il traduttore francese del teatro di Rafael Spregelburd\, pubblicato da L’Arche Editeur. Ha anche tradotto pièce di Daniel Veronese e di Ignacio Bartolone. La sua traduzione in argentino de La Réunification des deux Corées\, di Joël Pommerat\, per il teatro San Martin de Buenos Aires\, ha ricevuto il Premio Teatro del Mundo nel 2018. \n  \n 
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SUMMARY:Antropocene - L'epoca umana - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:Marzo 2021\n\n\nVenerdì 26/03/21: ore 18.30 – ore 20.30 PROIEZIONE\nDomenica  28/03/21: ore 18.30 – ore 20.30 PROIEZIONE\nAnthropocene è il completamento\, dopo Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013)\, di una trilogia di documentari sull’impatto delle attività umane sul nostro pianeta. Un viaggio in sei continenti\,  per accostare i diversi modi nei quali l’uomo sta sfruttando le risorse terrestri e modificando la Terra come mai prima\, più di quanto facciano i fenomeni naturali. La tesi dell’Anthropocene Working Group\, che ha avviato i suoi studi nel 2009\, è che gli ultimi 10.000 anni costituiscano un’era geologica vera e propria.  \nGli esseri umani non sono più solo dei partecipanti alla vita del Pianeta\, sono una forza dominatrice che esercita ormai il suo potere sull’intero globo: oceani\, paesaggio\, agricoltura e animali. Il risultato potrebbe essere un cambiamento catastrofico su scala planetaria\, infatti non c’è modo di tornare indietro.Viviamo già in un mondo diverso\, è in atto una trasformazione irreversibile nel comportamento della Terra. \nGenere:Documentario\nAnno:2018\nRegia:Jennifer Baichwal\, Edward Burtynsky\, Nick De Pencier\nAttori:Alicia Vikander\, Alba Rohrwacher (voce narrante italiana)\nPaese:Canada\nDurata:87 min\nDistribuzione:Fondazione Stensen e Valmyn\nSceneggiatura:Jennifer Baichwal\nMontaggio:Roland Schlimme\nMusiche:Rose Bolton\, Norah Lorway\nProduzione:Mercury Films\n\n\nINGRESSO: 3.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla
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SUMMARY:Il sale della terra - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:Marzo 2021\n\nSabato  20/03/21: ore 20.30 – ore 22.30 PROIEZIONE\nDomenica  21/03/21: ore 20.30 – ore 22.30 PROIEZIONE\nLunedì  22/03/21: ore 20.30 – ore 22.30 PROIEZIONE\n“Magnificamente ispirato dalla potenza lirica della fotografia di Sebastião Salgado\, Il sale della terra è un documentario monumentale\, che traccia l’itinerario artistico e umano del fotografo brasiliano. Co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado\, figlio dell’artista\, Il sale della terra è un’esperienza estetica esemplare e potente\, un’opera sullo splendore del mondo e sull’irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. Alternando la storia personale di Salgado con le riflessioni sul suo mestiere di fotografo\, il documentario ha un respiro malickiano\, intimo e cosmico insieme\, è un oggetto fuori formato\, una preghiera che dialoga con la carne\, la natura e Dio.\nQuella di Salgado è un’epopea fotografica degna del Fitzcarraldo herzoghiano\, pronto a muovere le montagne col suo sogno ‘lirico’. Viaggiatore irriducibile\, Sebastião Salgado ha esplorato ventisei paesi e concentrato il mondo in immagini bianche e nere di una semplicità sublime e una sobrietà brutale. Interrogato dallo sguardo fuori campo di Wenders e accompagnato sul campo dal figlio\, l’artista si racconta attraverso i reportages che hanno omaggiato la bellezza del pianeta e gli orrori che hanno oltraggiato quella dell’uomo. Fotografo umanista della miseria e della tribolazione umana\, Salgado ha raccontato l’avidità di milioni di ricercatori d’oro brasiliani sprofondati nella più grande miniera a cielo aperto del mondo\, ha denunciato i genocidi africani\, ha immortalato i pozzi di petrolio incendiati in Medio Oriente\, ha testimoniato i mestieri e il mondo industriale dismesso\, ha perso la fede per gli uomini davanti ai cadaveri accatastati in Rwanda e ‘ricomposti’ nella perfezione formale e compositiva del suo lavoro. Un lavoro scritto con la luce e da ammirare in silenzio.\nNato nel 1944 ad Aimorés\, nello stato di Minas Gerais\, da cui parte ancora adolescente\, spetta al figlio Juliano documentarne la persona attraverso foto e home movies\, ricordi e compendi affettivi di incontri col padre\, sempre altrove a dare vita (e luce) al suo sogno. Un sogno che per potersi incarnare deve confrontarsi appieno col reale. A Wenders concerne invece la riproduzione dei suoi scatti\, che ritrovano energia e fiducia nella natura\, le sue foreste vergini\, le terre fredde\, le altezze perenni. Il regista tedesco\, straordinario ‘ritrattista’ di chi ammira (Tokyo-Ga\, Buena Vista Social Club\, Pina Bausch)\, converte in cinema le immagini fisse\, scorre le visioni e la visione di un uomo dentro un mondo instabile. In una scala di grigi e afflizioni\, nei chiaroscuri che impressionano il boccone crudo dell’esistere (l’esodo\, la sofferenza e il calvario dei paesi sconvolti dalle guerre e dalle nuove schiavitù)\, Salgado racconta le storie della parte più nascosta del mondo e della società. Spogliate dalla distrazione del colore\, le sue fotografie attestano la conoscenza precisa dei luoghi e la relazione di prossimità che l’artista intrattiene con gli altri\, sono un mezzo\, prima che un oggetto d’arte\, per informare\, provocare\, emozionare. Foto che arrivano dentro alle cose perché nascono dall’osservazione\, dalla testimonianza umana\, da un fenomeno naturale.”\nMYMOVIES.IT – Marzia Gandolfi \nRegista: Wim Wenders\, Juliano Ribeiro Salgado\nGenere: Documentario\, Biografico\nAnno: 2014\nPaese: Francia\, Italia\, Brasile\nDurata: 100 min\nDistribuzione: Officine UBU\n\n\nINGRESSO: 2.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla \n 
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SUMMARY:50 Santarcangelo Festival -  SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:MARZO 2021\nLunedì 15 Marzo alle ore 20.30.00 presentazione del film con ospiti in diretta streaming sugli schermi di #iorestoinsala i registi Michele Mellara e Alessandro Rossi   in dialogo con Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi del Teatro Valdoca \n“Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 77\, “50 Santarcangelo Festival” di Michele Mellara e Alessandro Rossi\, ripercorre cinquant’anni di storia del “Festival Internazionale del Teatro in Piazza”\, ancora oggi uno degli appuntamenti centrali per gli amanti delle arti performative che hanno voglia di seguire l’evolversi dei linguaggi teatrali. \nUn intreccio di voci\, pensieri\, ricordi\, lascia spazio alle immagini di una ridente riviera romagnola accarezzata da un caldo sole sul finire degli anni ’60\, per poi dare inizio ad un viaggio fatto di sognatori e visionari\, capaci di cambiare ciclicamente pelle all’insolito festival. \nA partire dalla prima edizione\, dal taglio fortemente politico in cui riecheggiava la forza ribelle del ’68\, si passò poi al teatro delle compagnie e alla rivoluzione del ’77\, una Woodstock di piazza sotto la guida di Roberto Bacci\, fino ai momenti di crisi\, politica e artistica\, che a cavallo tra gli anni ’90 e i 2000 portò il festival a contaminarsi con le altre forme d’arte. \nAttraverso le parole dei suoi protagonisti\, e le spledide immagini d’archivio\, tornano a rivivere sul grande schermo i progetti nati sotto le dieci direzioni artistiche\, e che hanno saputo segnare per sempre l’identità di Santarcangelo con gli spettacoli di Dario Fo e Franca Rame\, l’avanguardia di Jerzy Grotowski\, le esperienze dell’Est Europa\, il teatro-danza di paesi lontani e l’utilizzo dei corpi umani come forme d’arte estreme\, innumerevoli esperienze performative sempre nuove e stimolanti. \nL’importante lavoro di ricerca di Rossi e Mellara\, e il racconto dei mutamenti artistici e organizzativi spesso obbligati\, apre inoltre ad una importante riflessione sulla dicotomia identitaria “trasformazione/perdita”\, e su quanto a volte si sia costretti a rimettere in discussione la propria storia e la propria natura\, per potersi assicurare un futuro. Un pezzo di storia italiana in un documentario che sa rendere il giusto merito ad una manifestazione unica nel suo genere.” \nRegia: Michele Mellara\, Alessandro Rossi\nAnno di produzione: 2020\nDurata: 76′\nTipologia: documentario\nGenere: arte/sociale/storico/teatrale\nPaese: Italia\nProduzione: Mammut Film; in collaborazione con Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia\, Santarcangelo Festival\nDistributore: I Wonder Pictures \nLunedì  15/03/21: ore 20.30 EVENTO LIVE E PROIEZIONE\nMartedì  16/03/21: ore 20.30 PROIEZIONE\nMercoledì  17/03/21: ore 20.30 PROIEZIONE\n \nINGRESSO: 7.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\n\nAVVERTENZA\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:Libere\, disobbedienti\, innamorate - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:MARZO 2021\n\nVenerdì  12/03/21: ore 20.30 – ore 22.30 PROIEZIONE\nSabato  13/03/21: ore 20.30 – ore 22.30 PROIEZIONE\nDomenica  14/03/21: ore 20.30- ore 22.30 PROIEZIONE\n  \n“Una terra di mezzo – per questo il titolo inglese In between è assai appropriato – è quella in cui vivono Laila\, Salma e Nour. Sono arabe\, lavorano\, studiano e amano a Tel Aviv\, portano incise sulle loro vite le difficoltà delle origini e quelle di un presente poco chiaro\, appannato come il loro futuro. Libere\, disobbedienti e innamorate è l’opera prima di Maysaloun Hamud\, che vive a Jaffa\, ma ha scelto una città cosmopolita e aperta per ambientare questa sua storia molto femminile. Le tre diventano amiche e giocoforza sono costrette a condividere le loro esperienze\, professionali e sentimentali\, che non lasciano spazio proprio alla libertà\, alla autonomia e all’amore del titolo italiano. Leila è una avvocatessa assai emancipata (Mouna Hawa)\, Salma (Sana Jammelieh) una dj omosessuale e trasgressiva\, Nour (Shaden Kamboura) una studentessa che accetta il velo e i codici di un tradizionalismo che stride con tutto ciò che le gira intorno. Condividono un appartamento in cui amanti e pretendenti entrano ed escono\, in cui si beve e fuma\, e i discorsi sono senza il diaframma delle convenzioni sociali e delle imposizioni politiche. Cercano una stabilità impossibile\, che includa anche le loro necessità\, quelle dell’anima e del corpo\, del cuore e della propria affermazione – leggi indipendenza – trovando però continui ostacoli\, se non peggio. Leila si butta nella vita con un entusiasmo eccessivo (fumo\, alcol e droga)\, quasi a rimpiazzare un uomo che ancora non appare\, e quando incontrerà Zaid lui la costringerà a confrontarsi con il grimaldello dell’opinione pubblica; Salma si comporta con sicurezza\, ma nasconde\, invece\, una fragilità emotiva e relazionale alla quale può sfuggire proprio rifiutando la sua terra e ribellandosi a una famiglia che la minaccia pesantemente rifiutando di accettarla; Nour si culla nella tradizione\, ostenta sicurezza e docilità\, ha un fidanzato altrettanto sicuro e tradizionalista\, che però espellerà le sue tossine dimostrando di essere un uomo violento e imprevedibile. \nSgorgano lacrime\, in queste vite\, ma ci sono anche sorrisi e coraggio. E quella importante solidarietà che spesso diventa una diga agli eccessi e un farmaco nelle possibili cadute. La regista giustamente non si sofferma in spiegazioni didascaliche o sottotesti esplicativi: registra soltanto una condizione – quella femminile e araba in un Paese difficilissimo –  che si scontra con una spigolosa modernità. Quella cui guardano\, spaventate e incerte\, ma coraggiose\, le tre amiche\, nella bella inquadratura finale\, avvolte dalla notte.”\nLuca Pellegrini\ncinematografo.it\n\n \nGenere:Drammatico\nAnno:2016\nRegia:Maysaloun Hamoud\nAttori:Sana Jammelieh\, Shaden Kanboura\, Mouna Hawa\nPaese:Israele\, Francia\nDurata:96 min\nDistribuzione:Tucker Film\nFotografia:Itay Gross\nProduzione:DBG / deux beaux garçons\, En Compagnie Des Lamas\n\n\nINGRESSO: 3.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla \n  \n\n\n\n\n 
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SUMMARY:Il mio nome è Clitoride - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:MARZO 2021\n” … we want bread and the roses too” \n\nLunedì 08/03/21: ore 22.30 PROIEZIONE\n“La parola clitoride è ancora tabù oggi? Sembrerebbe proprio di sì. Nel film alcune giovani donne dialogano sulla sessualità femminile. Il focus della discussione è proprio il clitoride. Il tutto avviene con estrema libertà\, con coraggio e humor\, condividendo le loro storie ed esperienze. Il desiderio comune è quello di abbattere le frontiere del bigottismo educativo che vorrebbe preservare senza accorgersi invece di mettere in pericolo le ragazze e le giovani che si affacciano alla vita senza conoscere a fondo il proprio corpo. Le protagoniste del film desiderano un mondo diverso\, dove sia scontato il diritto a un’educazione sessuale informata\, libera da costrizioni e tabù.”\nwantedcinema.eu \n  \n\nTitolo originale: Mon nom est clitoris\n Regia: Lisa Billuart Monet – Daphné Leblond\n\n\n Anno: 2019\n\n\n Uscita: 08 marzo 2021\n\n\n Durata: 80 minuti\nPaese: Belgio\n\n\n\nINGRESSO: 7.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla \n 
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SUMMARY:Senza Lucio / Caro Lucio ti scrivo -  SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:MARZO 2021\n\nNel giorno del compleanno di Lucio Dalla #iorestoinsala presenta\n\nGiovedì 04 Marzo alle ore 19.00 ospiti in diretta streaming sugli schermi di #iorestoinsala JACOPO TOMATIS (esperto musicologo e autore di “E ricomincia il canto” – Ed. Il Saggiatore)  in dialogo con ALESSANDRO DE SIMONE (redattore per Ciak\nSENZA LUCIO\ndi Mario Sesti\nIl 1 marzo 2012 la morte di Lucio Dalla\, personalità tra le più poliedriche che la scena artistica italiana abbia conosciuto\, ha scatenato un’ondata di molteplici\, affettuose reazioni\, radicate com’erano nell’immaginario del Paese le sue canzoni. Senza Lucio di Mario Sesti vuol rendere soprattutto giustizia a questo mare emozionale\, attraverso le parole e le immagini private di alcuni amici e collaboratori tra i più stretti. Evitando la strada convenzionale del documentario biografico – costruito cioè su sicure basi d’immagini d’archivio e climax musicali di facile impatto emotivo – lavora appunto sulle ragioni dell’assenza che un autore così creativo\, curioso e istintivamente empatico ha lasciato nei singoli. Il rischio dietro l’angolo è il santino sentimental-buonista. A parziale garanzia contro tale pericolo è il coinvolgimento\, in voce over e in veste di autore di molte fotografie inedite\, del compagno d’arte e di vita Marco Alemanno. Cifra che assicura a Senza Lucio una linea precisa: la volontà di non fare sensazionalismo ma di condividere con la collettività un lutto per elaborarlo. Preservare quindi uno spirito\, una comunicazione altra\, impalpabile ma presente\, con chi non è più.\nIn Senza Lucio dicono infatti tanto del cantautore bolognese non solo gli intervistati “vip” (alcuni con dei flash brevissimi\, per quanto intensi\, come Arbore\, Aznavour\, Rossellini\, Turturro)\, quanto le immagini della natura verso cui Dalla correva in cerca di meraviglia e ispirazione: il mare delle Tremiti\, Sorrento\, la Puglia e il panorama incoercibile dell’Etna. La macchina da presa cioè tenta di farci vedere quei paesaggi e quei volti con la sua stessa intenzione\, curiosità\, amore per la vita e la bellezza.\nChi si aspetta di conoscere verità non rivelate dell’autore di Caruso (più volte citata) non troverà qui se non la conferma di una contraddizione a tratti sconcertante quanto umanissima: la proporzione diretta tra espansività dell’artista – a sua volta catalizzatore di talenti e creatore di reti virtuose – e l’assoluta riservatezza\, quasi omertosa\, sulla propria vita privata\, qui spiegata dal teologo Enzo Bianchi come una necessaria esigenza di mistero.\nIl film trova l’equivalente di questa discrezione nell’assenza in video di Alemanno (se non per un momento topico: la visione casalinga di Milk di Gus Van Sant). Senza Lucio è in primis un’indagine sull’instancabile ricerca di uno sperimentatore\, amante del cinema e delle arti performative (indimenticabile la sua sigla jazz che per anni ha introdotto i film del lunedì sulla Rai). Ma anche\, implicitamente\, un risarcimento per Alemanno\, una compensazione che Sesti sembra volergli attribuire\, a controbilanciare la sua esclusione dalla gestione dell’eredità artistica dell’amico. In nome di tutti gli altri che hanno amato Dalla sta il ricordo precisissimo di Toni Servillo\, che identifica il vero motivo: la sua capacità di farci sentire proiettati nel nuovo\, nello sconosciuto\, nel futuro. Forse un po’ troppo educato ma indubbiamente generoso\, seduta tra amici che esorcizzano il senso di perdita e insieme pedinamento di una carriera meravigliosa e felicemente interdisciplinare\, Senza Lucio riecheggia rispettoso tra orecchie e cuore\, come i vocalizzi leggeri di quel corsaro della fantasia.\n \nGiovedì  04/03/21: ore 19.00 EVENTO LIVE E PROIEZIONE \nINGRESSO: 4.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla \n\n\n\n \n\n\n  \n  \nCARO LUCIO TI SCRIVO\ndi Riccardo Marchesini\nEgle Petazzoni è stata la postina di Lucio Dalla. Anche dopo la scomparsa del cantautore\, il suo lavoro non è ancora finito. Egle infatti entra in possesso di lettere indirizzate all’artista. I mittenti sono i protagonisti di alcune delle sue canzoni più belle che hanno deciso di prendere carta e penna per contattarlo raccontando di sé. Il “caro amico” a cui Lucio scrive ne L’anno che verrà che fine ha fatto? Che ne è stato di Anna e Marco? Chi è e come vive ora Futura? Dove sarà Meri Luis?\n “E se la vita non ha sogni io li ho e te li do” cantava Lucio Dalla in ‘Piazza Grande’. Oggi\, con questo film\, riceve un sentito ringraziamento per quel dono e\, chissà\, magari dall’Aldilà in cui credeva può vederlo e commuoversi un po’. Non era un’operazione facile quella di trasformare lo spettacolo teatrale di Cristiano Governa in un film vero e proprio (definirlo docu-fiction rischia infatti di trasformarsi in una limitazione).\nGrazie anche alla sua collaborazione\, Riccardo Marchesini ci è riuscito senza incertezze. Alla base c’è l’idea vincente di offrire un ‘dopo’ a quei personaggi che Lucio ha fatto esistere nelle sue canzoni. Non sono i ‘nomi’ famosi\, i Caruso\, i Nuvolari a prendere vita sullo schermo e a raccontarci di sé. La loro esistenza è ormai segnata dalla Storia. \nSono Anna e Marco\, è Meri Luis con il tassista e gli altri ‘abitanti’ della canzone\, è l’amico a cui Lucio scrive in “L’anno che verrà”\, sono Anna e Marco ora divenuti adulti\, è la Maria amata (forse) da un carcerato come in “La casa in riva al mare” ma che vive a Comacchio. Siamo in definitiva noi\, come il bambino ora uomo che sentiva il padre tornare al mattino dopo il lavoro notturno fischiettando l’attacco di “Com’è profondo il mare”. Poteva essere un film chiuso sotto i portici bolognesi quello di Marchesini. Invece\, pur non rinunciando a raccontare la città com’era e com’è\, si apre al mondo così come Lucio era diventato un artista internazionale. Allora non solo Comacchio o Milano ma Berlino\, città oggi rifugio di tanti giovani che vogliono ancora sperare in una possibilità ‘futura’ che il nostro Paese spesso nega loro. Conservando però nel percorso uno sguardo che fonde memoria\, poesia e realtà. \nGiovedì  04/03/21: ore 21.30 PROIEZIONE \nINGRESSO: 2.99 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla
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SUMMARY:La Belle Époque - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:FEBBRAIO 2021\n\nVenerdì  26/02/21: ore 20.30 – ore 22.30 PROIEZIONE\nDomenica  28/02/21: ore 20.30- ore 22.30 PROIEZIONE\n“La belle époque\, film diretto da Nicolas Bedos\, è la storia di Victor (Daniel Auteuil)\, sessantenne disilluso\, che disprezza il presente altamente tecnologico e incastrato in un rapporto di coppia ormai in crisi. L’uomo vede la sua vita sconvolta all’improvviso\, quando l’imprenditore di successo Antoine (Guillaume Canet) gli offre una nuova e attraente distrazione.\nMescolando spettacoli teatrali e ricostruzione storica\, l’azienda permette ai suoi clienti di tornare indietro nel tempo in un’epoca da loro scelta. Victor sceglie di rivivere la settimana più importante della sua vita\, quella del 16 maggio 1974\, quarant’anni prima infatti aveva conosciuto la donna della sua vita\, Marianne (Fanny Ardant)\, in un café di Lione.“\ncomingsoon.it \n  \nGenere:Commedia\, Drammatico\nAnno:2019\nRegia:Nicolas Bedos\nAttori:Daniel Auteuil\, Guillaume Canet\, Doria Tillier\, Fanny Ardant\, Pierre Arditi\, Denis Podalydès\, Michaël Cohen\, Jeanne Arènes\, Bertrand Poncet\, Bruno Raffaelli\nPaese:Francia\nDurata:110 min\nDistribuzione:I Wonder Pictures\nSceneggiatura:Nicolas Bedos\nFotografia:Nicolas Bolduc\nMusiche:Anne-Sophie Versnaeyen\nProduzione:Les Films du Kiosque\n\n\nINGRESSO: 4.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla
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SUMMARY:Collective - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:FEBBRAIO 2021\n\nVenerdì  19/02/21: ore 20.30 EVENTO LIVE E PROIEZIONE ore 22.30 PROIEZIONE\nDomenica  21/02/21: ore 20.30- ore 22.30 PROIEZIONE\nVenerdì 19 febbraio alle ore 20.30 ospiti in diretta streaming sugli schermi di #iorestoinsala ALEXANDER  NANAU (REGISTA) ANDREA ROMEO (DIRETTORE EDITORIALE IWONDER PICTURES)  ALESSANDRO DE SIMONE (REDATTORE PER CIAK)\nAPRILE 2021\nSabato  24/04/21: ore 20.30- ore 22.30\nDomenica  25/04/21: ore 20.30 – ore 22.30\nLunedi  26/04/21: ore 20.30 – ore 22.30\nBucarest. Il 30 ottobre 2015 un locale di musica\, il Club Colectiv\, va in fiamme mentre si sta svolgendo il concerto di un gruppo rock. I ragazzi\, presi dal panico\, si accalcano verso le uscite di sicurezza\, trovandone molte non a norma. È una tragedia: 27 morti\, e molti ricoverati con ustioni negli ospedali della città. Qualche tempo dopo il numero è più che raddoppiato\, fino al totale di 64 vittime. \nDue giornalisti investigativi di un quotidiano sportivo\, Catalin Tolontan e Mirela Neag\, aprono un’inchiesta sull’accaduto e scoprono la causa delle morti in ospedale: non le ustioni\, in alcuni casi nemmeno così estese\, ma le infezioni batteriche contratte durante il ricovero. Dalla loro indagine emergono dati sempre più inquietanti: l’utilizzo di disinfettanti annacquati\, l’acquisto di prodotti scadenti\, la corruzioni e gli schemi di personale arricchimento di medici\, dirigenti ospedalieri e ditte farmaceutiche. Ma il Ministro della Sanità continua a negare ogni responsabilità e ad assicurare il pubblico che tutto è in ordine.\nTolontan e Neag non demordono\, confutando il ministro con sempre nuove informazioni\, e l’inchiesta si allarga a macchia d’olio evidenziando una vasta rete di connivenze che coinvolge\, a vari livelli\, le autorità. Al posto del precedente ministro della Sanità arriva un giovane economista\, Vlad Voiculescu\, laureato a Vienna e con un passato di attivista\, che insiste per la trasparenza e l’atteggiamento responsabile verso i cittadini. Naturalmente trova nelle istituzioni grande resistenza\, ma ottiene anche l’appoggio dei cittadini rumeni.\nmymovies.it \nTitolo originale Colectiv\nGenere Documentario\nAnno 2019\nRegia Alexander Nanau\nInterpreti Razvan Lutac\, Mirela Neag\, Catalin Tolontan\, Tedy Ursuleanu\, Vlad Voiculescu\nPaese Germania\, Lussemburgo\, Romania\nDurata 109 Min\nDistribuzioneI Wonder Pictures \nINGRESSO: 7.99 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla
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SUMMARY:S.O.S. Gatto - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:FEBBRAIO 2021\n\nVenerdì  19/02/21: ore 18.00 PROIEZIONE\nSabato  20/02/21: ore 18.00 PROIEZIONE\nDomenica  21/02/21: ore 18.00 PROIEZIONE\nSassee\, Claire\, Tara e Stu esplorano giorno e notte le affollate strade di Brooklyn per salvare i gatti che vivono per strada. Forniscono un servizio molto importante alla comunità newyorkese\, nonostante il disinteresse generale e il poco rispetto che pedoni e automobilisti riservano ai randagi. \nAiutare gli amici a quattro zampe ha contribuito a cambiare la vita di questi quattro amici\, e le testimonianze di tali persone evidenziano come attraverso l’impegno personale si possa contribuire a migliorare la società odierna\, in particolare nelle difficili realtà metropolitane. \nIl ricavato del film\,  andrà a contribuire al finanziamento del crowdfunding “Cinemarmocchi”\, un’iniziativa di raccolta fondi per aprire la prima sala cinematografica a misura di bambino a Milano\, nel quartiere Giambellino. La raccolta fondi è disponibile online sulla piattaforma Produzioni dal Basso.\n \nTitolo originale The Cat Rescuers\nGenere Documentario\nAnno 2018\nRegiaRob Fruchtman\, Steven Lawrence\nAttori Claire Corey\, Tara Greenway\, Stuart Siet\, Latonya ‘Sassee’ Walker\nPaese USA\nDurata 87 Min\nDistribuzione Wanted \nINGRESSO: 7.90 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla \n 
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SUMMARY:Nilde Iotti\, il tempo delle donne - SALA VIRTUALE
DESCRIPTION:Lunedì 15/02/21: ore 20.30 EVENTO LIVE E PROIEZIONE ore 22.30 PROIEZIONE\nMartedì 16/02/21: ore 20.30- ore 22.30 PROIEZIONE\nMercoledì 17/02/21: ore 20.30- ore 22.30 PROIEZIONE\nSabato 06/03/21: ore 18.30-20.30 PROIEZIONE\nDomenica 07/03/21: ore 18.30-20.30 PROIEZIONE\nLunedì 08/03/21: ore 18.30-20.30 PROIEZIONE\n\nLunedì 15 febbraio alle ore 20.30 ospiti in diretta streaming sugli schermi di #iorestoinsala  PAOLA CORTELLESI\, il PETER MARCIAS (REGISTA) ANDREA ROMEO (DIRETTORE EDITORIALE IWONDER PICTURES)  ALESSANDRO DE SIMONE (REDATTORE PER CIAK)\n  \nNilde Iotti\, il tempo delle donne\, film diretto di Peter Marcias\, è un documentario sulla prima donna dell’Italia repubblicana a ricoprire la presidenza della Camera dei deputati. Nilde Iotti\, donna e politica\, viene raccontata tramite immagini di repertorio e le parole di chi l ‘ha conosciuta. La voce narrante di Paola Cortellesi accompagna questa scoperta di Nilde\, leggendo a testi autobiografici.\nRisalta cosi il ritratto di una donna coraggiosa\, che si è battuta con determinazione per permettere alla società italiana e al popolo femminile di emanciparsi dalla condizione di subalternita\, sovvertendo tutti gli stereotipi. Riformatrice\, personaggio scomodo\, icona del Novecento\, questo e molto altro è Nilde Iotti\, una figura importante per la crescita socio-politica del nostro Paese.\ncoomingsoon.it\n \nGenere:Documentario\nAnno:2020\nRegia:Peter Marcias\nAttori:Paola Cortellesi\nPaese:Italia\nDurata:80 min\nDistribuzione:I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection\nMontaggio:Marco Guelfi\n\nProduzione:Ganesh Produzioni e Movimento Film \nINGRESSO: 7.99 euro  ACQUISTA\n\n\n\nAVVERTENZA\n\n\n\nI biglietti vanno acquistati entro e non oltre l’orario di inizio della proiezione. Dopo aver ricevuto un codice e un link sarà possibile accedere alla proiezione online\, dall’inizio della visione vi saranno 48 ore di tempo per completarla \n 
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