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SUMMARY:E' bello vivere liberi!
DESCRIPTION:dai 15 ai 18 anni – scuola secondaria di I e II grado \n\n\nispirato a È bello vivere liberi. Ondina Peteani. Una vita tra lotta partigiana\, deportazione ed impegno sociale\, di Anna Di Gianantonio\, IRSML FVG\, 2007\n\n\nideazione\, drammaturgia\, regia e interpretazione Marta Cuscunà\n\n\ncostruzione degli oggetti di scena Belinda De Vito\nluci e suoni Marco Rogante\n\n\nuna coproduzione Fies / Operaestate Festival Veneto\nCon il sostegno di Comitato Provinciale per la promozione dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana di Gorizia\, A.N.P.I. Comitato Provinciale di Gorizia\, A.N.P.I. Sezione di Ronchi dei Legionari\, Centro di Aggregazione Giovanile del Comune di Monfalcone\, Biblioteca Comunale Sandro Pertini di Ronchi dei Legionari\, Comune di San Vito al Tagliamento Assessorato ai beni e alle attività culturali\, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia\, Polo di Aggregazione Giovanile Toti del Comune di Trieste\, Comitato Permanente Ondina Peteani.\nMarta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factoryspettacolo vincitore Premio Scenario per Ustica 2009\n\n\n\ndurata 65’\nteatro d’attore\, burattini e pupazzi\n\nÈ bello vivere liberi! è uno spettacolo per liberare la Resistenza dal “grigiume” della retorica. Per restituire all’idea di antifascismo la luce e l’entusiasmo che la accompagnarono anche nelle situazioni più difficili. Per riappropriarci della gioia\, delle risate\, delle speranze dei partigiani che sono state soffocate dallo sterile nozionismo. È uno spettacolo per riscoprire l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile. Per questo È bello vivere liberi! è dedicato a tutti quelli che l’antifascismo l’hanno studiato solo sui libri di scuola\, perché anche per loro la Resistenza diventi “festa d’aprile!”. \nLo spettacolo ha vinto il Premio Scenario Ustica nel 2009.\nLa biografia di Ondina mi ha letteralmente entusiasmata\, scossa\, “accesa”. Ho incontrato una ragazza\, poco più giovane di me\, incapace di restare a guardare\, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese; con un’intuizione fondamentale: la Donna è una risorsa irrinunciabile per la Pace e la Giustizia. Un esempio di partecipazione attiva\, di come ogni singolo individuo può diventare indispensabile per la vita di un intero popolo.\nD’altra parte la vicenda di Ondina mi ha permesso di guardare l’incubo dei lager nazisti da un punto di vista particolare: Ondina è stata deportata\, umiliata\, privata della sua identità e torturata perché lottava per la Libertà e aveva scelto di schierarsi\, nonostante tutto.\nAvverto l’urgente necessità di raccontare questa storia\, oggi\, perché “chi è senza memoria è senza futuro” e in Italia molti hanno dimenticato troppo in fretta il significato della Resistenza.\nMarta Cuscunà\n\nwww.martacuscuna.it/e-bello-vivere-liberi/
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SUMMARY:Il canto della caduta
DESCRIPTION:liberamente ispirato al mito del regno di Fanes\ndi e con Marta Cuscunà\nprogettazione e realizzazione animatronica Paola Villani\nassistente alla regia Marco Rogante\nprogettazione video Andrea Pizzalis\ncostruzioni metalliche Righi Franco Srl\npartitura vocale Francesca Della Monica\nuna co-produzione Centrale Fies\, CSS Teatro stabile d’innovazione del Friuli Venezia Giulia\, Teatro Stabile di Torino\, São Luiz Teatro Municipal  – Lisbona\nin collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano\, A Tarumba Teatro de Marionetas  – Lisbona \nIL MITO DEI FANES\, UN REGNO PACIFICO DI DONNE\, DA RISCOPRIRE\nLa guerra è parte incancellabile del destino dell’umanità? E’ realisticamente possibile il passaggio da un sistema di guerre incessanti e di ingiustizia sociale a un sistema mutuale e pacifico?\nIl canto della caduta pone punti interrogativi propri anche del nostro tempo: una risposta\, possibile\, sta forse fra le pieghe di un’antica storia ladina\, il mito dei Fanes\, un regno pacifico inventato e governato dalle donne\, distrutto dalla brama di potere e di dominio degli uomini.\nUno stormo di corvi animatronici  e una piccola comunità di bambini-pupazzo superstiti (ispirati alla street art di Herakut)\, sono i nuovi compagni di scena della straordinaria Marta Cuscunà\, in un nuovo viaggio di resistenza. \nIL LINGUAGGIO DELLA DEA\, UNA SOCIETA’ PACIFICA E’ POSSIBILE?\nL’antropologa Marija Gimbutas\, nel saggio Il linguaggio della Dea – che ha ispirato Marta Cusunà in questo lavoro – ricostruisce un mondo perduto in cui la presenza del femminile sarebbe stata centrale nella visione del sacro e della struttura sociale. Racconta di un’Europa antica molto diversa da quella che ha prevalso successivamente\, in cui le società erano prevalentemente egualitarie e pacifiche.\nIl canto della caduta vuole portare alla luce il racconto perduto di come eravamo\, di quell’alternativa sociale auspicabile per il futuro dell’umanità che viene presentata sempre come un’utopia irrealizzabile. E che invece\, forse\, è già esistita (Marta Cuscunà)
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SUMMARY:NORTH EAST SKA JAZZ ORCHESTRA – Anteprima del nuovo disco
DESCRIPTION:La North East Ska*Jazz Orchestra\, big band nata nel 2012\, riunisce musicisti che amano la musica giamaicana e afroamericana nel Triveneto ed è tra le realtà della scena ska italiana più innovative. \nLa NES*JO ha suonato in Italia e in mezza Europa\, ottenendo molti consensi\, anche grazie alla collaborazione con due importanti esponenti della musica ska e del reggae italiano: Mr. T- Bone (Africa Unite\, Bluebeaters) e Furio (Pitura Freska\, Ska-J). Nella primavera del 2014 è uscito il primo E.P. “Music For Marikana”\, prodotto grazie al sostegno dell’associazione Time For Africa\, con la quale hanno collaborato alla costruzione di un centro educativo-culturale nella zona mineraria di Marikana\, in Sudafrica. Il video della loro splendida versione ska-jazz dello standard “Take Five” ha quasi due milioni di visualizzazioni su Youtube. Nel 2015 è la volta di “Stompin’ And Rollin’”\, prodotto grazie ad una campagna di crowdfunding. \nIl concerto di Cervignano costituisce l’evento di presentazione al pubblico del nuovo disco “North East Ska Jazz Orchestra” del gruppo\, attualmente in fase di registrazione\, che uscirà su tutte le piattaforme da Marzo 2019\, in collaborazione con Brixton Records (Bilbao/Spain).
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SUMMARY:D’Ante litteram! Inferno 3-5-26
DESCRIPTION:Giornata mondiale della poesia \nReading dantesco in omaggio a Pier Luigi Cappello\nlettura dei canti 3\,5 e 26 dell’Inferno con Rita Maffei\, Giorgio Monte e Manuel Buttus\naccompagnata dal video-commento ai canti di Pierluigi Cappello\n\nserata in collaborazione con Teatro Nei Luoghi \nOmaggio a Pierluigi Cappello\nD’Ante Litteram! è un coinvolgente viaggio di riscoperta teatrale della Commedia dantesca. Lo spettacolo è un appuntamento capace di rinnovarsi e di appassionare ogni volta nuovi spettatori alla poesia di Dante. Nella Giornata Mondiale della poesia\, in collaborazione con Teatro nei Luoghi 2018\, il ritorno del reading dantesco ideato dal teatrino del Rifo acquista anche il senso di un sentito ed emozionante omaggio a Pierluigi Cappello\, il poeta e amico scomparso un anno fa. Al progetto D’Ante Litteram! Cappello aveva dato fin dalla sua prima edizione un suo appassionato contributo come commentatore ed eccezionale esegeta dantesco dal vivo\, ogni volta che gli era possibile\, o da uno schermo\, in una versione video registrata durante una serata di qualche anno fa. \nTre voci per la poesia di Dante\nNel prezioso video\, Pierluigi Cappello – proprio come Virgilio con Dante – accompagna gli spettatori fra i versi del terzo canto dell´Inferno\, la prima soglia della città dannata\, per iniziare la discesa fino al canto d´amore per antonomasia\, il canto di Paolo e Francesca\, giù giù fino al canto dell´incontro di Dante con Ulisse\, autentico inno alla conoscenza che innalza l´uomo dai suoi istinti più contingenti. Fra un’introduzione e la successiva\, la parola e la poesia passa alla voce di tre lettori danteschi\, gli attori Rita Maffei (canto terzo)\, Giorgio Monte (canto quinto)\, Manuel Buttus (canto ventiseiesimo).
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SUMMARY:Regalo di Natale
DESCRIPTION:di Pupi Avati\nadattamento teatrale Sergio Pierattini\ncon Gigio Alberti\, Filippo Dini\, Giovanni Esposito\, Valerio Santoro\, Gennaro Di Biase\nregia Marcello Cotugno\nscenografie Luigi Ferrigno\ncostumi Alessandro Lai\nluci Pasquale Mari \nUNA NOTTE GIOCANDO A POKER CON LA VITA\nQuattro amici di vecchia data\, Lele\, Ugo\, Stefano e Franco\, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro c’è anche il misterioso avvocato Santelia\, un ricco industriale contattato da Ugo per partecipare alla partita. Franco è proprietario di un importante cinema di Milano ed è il più ricco dei quattro\, l’unico ad avere le risorse economiche per poter battere l’avvocato\, il quale tra l’altro è noto nel giro per le sue ingenti perdite. Tra Franco e Ugo però\, i rapporti sono tesi; la loro amicizia\, infatti\, è compromessa da anni\, al punto tale che Franco\, indispettito dalla presenza dell’ormai ex amico\, quasi decide di tornarsene a casa. La sola prospettiva di vincere la somma necessaria alla ristrutturazione del cinema lo fa desistere dall’idea. La partita si rivela ben presto tutt’altro che amichevole. Sul piatto\, oltre a un bel po’ di soldi\, c’è il bilancio della vita di ognuno: i fallimenti\, le sconfitte\, i tradimenti\, le menzogne\, gli inganni.\nDAL FILM DI PUPI AVATI A TEATRO\nRegalo di Natale è l’adattamento per il teatro di uno dei più bei film di Pupi Avati\, con protagonisti Diego Abatantuono\, nel suo primo assoluto ruolo drammatico\, e Carlo Delle Piane e altri bravissimi attori italiani.\nUn film lucido\, amaro\, avvincente\, la storia di quattro uomini che nella vita hanno giocato col destino e che\, in un modo o nell’altro\, hanno perso.
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SUMMARY:GEGÈ TELESFORO 4et - “SoundzForChildren”
DESCRIPTION:Dopo essere stato nominato Goodwill Ambassador Unicef per il suo impegno artistico a favore di tutti i “bambini in pericolo”\, una delle più significative campagne dell’UNICEF\, Telesforo ha inventato e sta promuovendo il progetto “Soundz for Children” (cui è dedicato il tour dal vivo)\, finalizzato alla rimozione degli ostacoli socio-culturali che impediscono un armonioso sviluppo psico-fisico dei bambini. GeGè Telesforo è oggi riconosciuto nel mondo come uno degli ultimi artefici ed innovatori dello scat\, “l’unico artista/performer italiano che si possa fregiare del titolo di Groove Master”. Nato artisticamente con Renzo Arbore (dal 1997 è special guest dell’Orchestra Italiana)\, che ne ha scoperto le incredibili doti vocali\, Telesforo ha saputo\, nel corso degli anni\, individuare un proprio progetto di ricerca\, che ha il suo nodo centrale nello scat\, ovvero l’improvvisazione vocale. Rispolverando un’arte quasi dimenticata all’estero\, e da noi mai esistita\, il vocalist foggiano ha saputo raccogliere attorno a se il meglio della scena jazz-fusion romana: indimenticabili i suoi concerti\, a metà degli anni Ottanta\, in cui si divertiva a rinnovare vecchi standard del jazz\, in virtù di arrangiamenti mozzafiato e trovate armoniche spiazzanti.
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SUMMARY:Un intervento
DESCRIPTION:di Mike Bartlett\ntraduzione Jacopo Gassman\ncon Gabriele Benedetti e Rita Maffei\nregia di Fabrizio Arcuri\nscene Luigina Tusini\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG \nSTORIA DI A E B\, DUE AMICI CON LA PASSIONE PER LA POLITICA\nA e B sono amici da un po’. Si sono incontrati a un party e non si sono più persi di vista. Sono diversi ma assieme sanno che cosa significa discutere di questioni importanti. Se non fosse che A tende a bere un po’ troppo e B si è fidanzato con la persona sbagliata. O almeno\, è quanto pensa A.\nA pensa che quella relazione finirà male. B pensa che A abbia un problema con l’alcol.\nLa situazione degenera quando A partecipa a una marcia contro l’intervento militare del governo in Iraq e B dichiara invece di essere a favore di quella guerra.\nUn intervento è un testo contemporaneo che parla di temi del nostro tempo. Chiama in causa le coscienze su temi di politica internazionale\, sugli interventi armati che provocano guerre civili in altri Paesi.\nCi fa riflettere su quanto accade nel mondo mentre le nostre vite continuano apparentemente come sempre\, fra amori\, tradimenti\, amicizie\, piccoli egoismi quotidiani. \nL’AUTORE\nMike Bartlett\, classe 1980\, è un giovane pluripremiato drammaturgo inglese\, con all’attivo già una trentina di testi e drammi radiofonici per la BBC.\nLo spettacolo Cock nel 2010\, Carlo III e Bull nel 2015\, si aggiudicano il prestigioso Premio Laurence Olivier. Un intervento è tradotto in Italia da Jacopo Gassman e viene portato per la prima volta in scena dal regista Fabrizio Arcuri per una coppia di attori noti come Rita Maffei e Gabriele Benedetti.
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SUMMARY:MARC RIBOT 4et - Songs of Resistance
DESCRIPTION:Ribot è senza dubbio uno dei più straordinari chitarristi al mondo. Ha collaborato con Costello\, Springsteen\, Caetano Veloso\, Elton John\, Robert Plant\, ma la sua vocazione è il jazz e l’avanguardia\, quella del giro newyorchese di John Zorn. È uno dei pochi davvero capaci di passare dalla sperimentazione alle canzoni e in questo progetto si è dedicato a questa forma musicale. \nMarc\, parlando di “Songs of Resistance” ha spiegato che ama far cantare e ballare le persone\, “e qui si canta e si balla\, e si riflette”. La molla che ha fatto scattare in lui l’ispirazione è stata l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti. Archiviata l’idea di un nuovo disco con la sua band\, i Ceramic Dog\, Marc ha pensato alla parola “resistenza”\, ma declinata al presente\, non al passato\, per raccontare quello che sta succedendo. Solo sulla versione di “Bella ciao” ci sarebbe da scrivere un trattato\, a partire dall’arrangiamento quasi klezmer (Ribot è di origini ebraiche e ha spesso collaborato alla riscoperta di questa musica con John Zorn). La versione è in inglese\, lingua scelta affinché tutti possano comprenderne il significato. La traduzione letterale è curata da Ribot\, come l’adattamento dei brani storici di questa produzione. L’effetto è emozionante!
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SUMMARY:La guerra dei Roses
DESCRIPTION:di Warren Adler\ntraduzione di A. Brancati e E. Luttmann\ncon Ambra Angiolini e Matteo Cremon\ne con Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana\nregia Filippo Dini\nscenografie Laura Benzi\ncostumi Alessandro Lai\nluci Pasquale Mari\nmusiche Arturo Annecchino \nLa guerra dei Roses è prima di tutto il titolo di un romanzo del 1981 e poi\, otto anni più tardi\, diventa un enorme successo cinematografico con protagonisti Michael Douglas e Kathleen Turner.  L’autore del romanzo\, Warren Adler\, scrive anche il soggetto del film e in seguito deciderà di adattare questa vicenda anche per il teatro\, creando una commedia straordinaria\, raffinata e caotica al tempo stesso\, comica e crudele\, ridicola e folle. \nLo spettacolo si focalizza sulla lenta e terribile separazione tra due coniugi: lui ricco e ambizioso uomo d’affari\, lei una moglie obbediente\, ma mai dimessa\, che lo ha accompagnato nella sua brillante ascesa\, con amore e  stima profonda. Ma presto questo idillio si rompe\, si infrange contro lo scoglio della mancata realizzazione professionale di lei\, e quell’amore incondizionato\, la passione e complicità si trasformano in una guerra aperta fra acerrimi nemici\, in un crescendo di cattiveria\, rabbia e reciproche atrocità\, fino alle estreme conseguenze. \n“La commedia di Adler ci pone di fronte ad una delle più potenti e straordinarie deflagrazione umane: la separazione di un uomo e una donna che hanno condiviso un grande amore.\nIl signor Rose e la signora Rose e i loro doppi\, che interpretano i loro rispettivi avvocati e altri personaggi nei quali si imbattono i protagonisti\, come in un sogno che non avrà un lieto fine\, ci divertiranno fino alle lacrime per la loro comicità e ci turberanno nel profondo\, poiché sveleranno in modo più o meno consapevole i nostri intimi fallimenti nel comprendere l’”altro”\, l’opposto\, all’interno di noi stessi”.\nFilippo Dini
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SUMMARY:Questioni di cuore
DESCRIPTION:Lella Costa legge “Le Lettere del Cuore” di Natalia Aspesi\nda un’idea di Aldo Balzanelli\nscenografie di Antonio Marras\nmusiche di Ornella Vanoni \nLe Lettere del Cuore di Natalia Aspesi sono state per trent’anni un appuntamento fisso per i lettori e le lettrici di Repubblica: ogni venerdì\,  le due pagine della rubrica sapevano disegnare nuovi scenari attorno alle storie che gli italiani confidavano alla celebre editorialista di costume sulla loro vita privata\, intima e relazionale.\nQuella celebre rubrica diventa oggi uno spettacolo. Ci ha pensato Lella Costa\, con il placet e anche la complicità dell’autrice e amica milanese\, a scorrere le sue pagine e farle diventare un viaggio attraverso la vita sentimentale e sessuale degli italiani. \nI tradimenti\, le trasgressioni\, le paure\, i pregiudizi. Migliaia di storie d’amore e passione che\, incredibilmente\, non cambiano con il passare dei decenni e l’evoluzione del costume. Dalla ragazzina infatuata per un uomo tanto più grande di lei\, alla donna che ama essere picchiata\, dalla signora che s’innamora di un sacerdote\, alla moglie tradita e abbandonata\, dal giovane che si scopre gay\, al maschio orgoglioso della sua mascolinità. Tutti hanno impugnato la penna (più recentemente la tastiera del pc) per scrivere a Natalia Aspesi chiedendo un consiglio\, un parere. E le risposte\, argute\, comprensive\, feroci\, spesso sono più gustose delle domande.\nA dare voce sul palco a questa corrispondenza c’è un’attrice di razza come Lella Costa\, in un gioco di contrappunti\, tra botta e risposta\, che raggiunge tutte le sfumature\, i diversi gradi d’intensità e di intimità.
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SUMMARY:FRANCO D'ANDREA - “Roots&Future”
DESCRIPTION:L’iridescente arte di Franco D’Andrea è un poliedro tendente alla sfera. L’oceanica immensità della sua costante ricerca di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica\, trova in questo concerto in trio una rappresentazione adamantina\, che contiene in sé l’essenza del suono di una banda\, nella quale strumenti caratteristici sono sicuramente il clarinetto\, in rappresentanza delle ance\, e il trombone\, per gli ottoni. Il pianoforte in questo contesto gioca una molteplicità di ruoli\, grazie alla sua tipica orchestralità. \nIl progetto rappresenta una straordinaria panoramica sul pensiero musicale di D’Andrea\, libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile\, appuntita\, magmatica\, scattante e raffinata. Travolgente e coerente allo stesso tempo. Intensamente personale\, completamente jazz. Franco\, con i suoi straordinari compagni di viaggio\, e la sua musica sono una delle luci più forti in una notte buia. Un faro da seguire per superare un mare scuro e viscoso spesso in bonaccia.
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SUMMARY:L’abisso
DESCRIPTION:di e con Davide Enia\nmusiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri\nspettacolo tratto da “Appunti per un naufragio” (Sellerio editore)\nproduzione Teatro di Roma\, Teatro Biondo di Palermo\, Accademia Perduta Teatri\nin collaborazione con Festival Internazionale di Narrazione di Arzo \nL’ABISSO\, MATERIA VIVA DAL PRESENTE DEGLI SBARCHI\nDavide Enia di sbarchi a Lampedusa ormai ne ha visti molti. E di testimoni diretti di quanto succede su quella frontiera di acqua ne ascoltati anche di più: i pescatori e il personale della Guardia Costiera\, gli operatori medici e i lampedusani\, i volontari e le persone sbarcate sull’isola.\nL’abisso è fatto di una materia varia e viva\, tesa e emozionante\, per fondere il racconto puro di uno dei migliori cantori teatrali agli antichi canti dei pescatori\, intonati lungo le rotte tra Sicilia e Africa\, al cunto palermitano\, dove l’elemento epico dallo scontro tra i paladini si sposta a un nuovo campo di battaglia: il mare aperto. \n“Durante i nostri incontri si nominavano i sentimenti e le angosce\, le speranze e i traumi secondo la lingua della culla\, usandone suoni e simboli. In più\, ero in grado di comprendere i silenzi tra le sillabe\, il vuoto improvviso che frantumava la frase consegnando il senso a una oltranza indicibile. \nAPPUNTI PER UN NAUFRAGIO\nDavide Enia è autore\, scrittore e regista italiano. E’ nato a Palermo e da vent’anni è una delle voci più originali del teatro di narrazione.\nIl suo libro “Appunti per un naufragio” (edito da Sellerio) ha vinto di recente il Premio Mondello 2018. E’ dalla materia incandescente ma al tempo stesso discreta di questo libro che si genera L’abisso\, il suo ultimo\, formidabile ed emozionante\, racconto per il teatro.
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SUMMARY:I Promessi Sposi
DESCRIPTION:da Alessandro Manzoni\nadattamento e regia Michele Sinisi\nscrittura scenica Michele Sinisi e Francesco Maria Asselta\ncon Diletta Acquaviva\, Stefano Braschi\, Gianni D’Addario\, Giulia Eugeni\, Francesca Gabucci\, Ciro Masella\, Stefania Medri\, Giuditta Mingucci\, Donato Paternoster\, Bruno Ricci\nproduzione Elsinor Centro di produzione teatrale  \n \nA TEATRO\, LA NUOVA VITA DI UN GRANDE CLASSICO\nll più grande romanzo del 900 (non dell’800 ci dice Camilleri)\, conosciuto sui banchi di scuola\, se ripreso in mano da adulti\, rivela la sua straordinaria eccentricità rispetto ad ogni commento\, svelando un contenuto coinvolgente\, ironico\, a volte spietato.\nOggi grazie alla rete\, qualsiasi analisi è già pronta.  Trame\, schemi\, sguardi\, collocazioni storiche\, pensieri filosofici e politici: I Promessi Sposi sul web non hanno segreti\, tutto è già riportato\, pronto e finito.\nLa possibilità offerta dal teatro di trasfigurare ogni contenuto in corpo può invece riconnetterci con l’indagine manzoniana sulle costanti umane\, sul senso della Storia e sul rapporto di ogni singolo personaggio con gli eventi che lo travalicano. Il teatro ci permette di riappropriarci della sua forza narrativa complessa e moderna\, capace di rispecchiare un’umanità talmente pregnante di vita da generare stereotipi o personaggi per antonomasia (Don Abbondio\, Perpetua\, Azzeccagarbugli sono entrati nel linguaggio comune)\, grazie anche ad una indagine psicologica così accurata da bypassare la nozione di personaggio positivo e negativo. \nPer il regista pugliese Michele Sinisi l’opera manzoniana è occasione per rintracciare le costanti di una Storia che è relazione tra esseri umani\, aggiungendo alla visione che Manzoni aveva del proprio tempo la consapevolezza di noi contemporanei\, raggiunta attraverso il tempo.\nSarà un affresco realizzato con una nuova prospettiva\, a dimostrazione che è classico ciò che è inesauribile\, non cristallizzabile\, mai completamente rischiarabile.
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SUMMARY:Mirkoeilcane - Premio Tenco 2018
DESCRIPTION:Mirko Mancini\, in arte Mirkoeilcane\, è un giovane cantautore emergente romano\, nato e cresciuto alla Garbatella. All’ultimo Festival di Sanremo\, con “Stiamo tutti bene” ha vinto il premio della critica “Mia Martini”\, raccontando uno dei tanti viaggi della disperazione nel Mediterraneo sui gommoni\, questa volta visto dagli occhi di un bambino. Ad ottobre\, la sua canzone è stata giudicata la migliore del 2018 al Premio Tenco\, svoltosi al Teatro Ariston di Sanremo\, vincendo così anche la prestigiosa Targa Tenco.\nMirko\, prima di raggiungere la notorietà\, ha lavorato come chitarrista in studio\, suonato dal vivo con diversi artisti e composto diverse colonne sonore per film e serie tv. La sua carriera musicale da solista inizia nel 2016 con l’uscita del suo primo disco omonimo. Nello stesso anno vince il Premio Bindi\, il Premio Incanto\, miglior testo e migliore interpretazione di cover al Premio Musica Controcorrente e il suo album figura tra le cinquanta opere prime candidate al Premio Tenco. Le tematiche sociali e i rapporti affettivi\, figurano spesso al centro delle sue canzoni. A febbraio è uscito il suo nuovo disco “Secondo Me”.\nA Cervignano si presenta sul palco con Alessandro Luccioli alla batteria\, Francesco Luzzi al basso e Domenico Labanca alle tastiere\, la band assieme alla quale sta girando l’Italia con il suo tour. \nOpening act: PAOLA ROSSATO – “FACILE”\nPaola Rossato\, voce\, chitarra / Sergio Giangaspero\, voce\, chitarra\nPaola Rossato\, cantautrice goriziana\, con il suo primo album Facile uscito di recente e che presenta a Cervignano\, è entrata nella rosa dei finalisti delle Targhe Tenco 2018 nella sezione Opera Prima. Un riconoscimento importante per Paola e la sua musica\, che premia la sua continua ricerca della qualità artistica e che arriva a coronamento di una lunga carriera costellata da numerosi premi nell’ambito della musica d’autore.
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SUMMARY:(Tra parentesi)La vera storia di un’impensabile liberazione
DESCRIPTION:di e con Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua\nregia di Erika Rossi\nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \nSTORIA DI UNA RIFORMA\nGorizia\, 16 novembre 1961. Un medico di 37 anni entra nel manicomio di Gorizia. Ci sono viali alberati\, muri\, reparti\, e porte chiuse. Lui si chiama Franco Basaglia: sarà il nuovo Direttore. Quello che vede lo disorienta e lo sconcerta. Di fronte a tanta violenza vorrebbe scappare via. Per restare\,\nnon può che scommettere il suo potere di direttore per cambiare ogni cosa.\nRoma\, maggio 1978. In un’Italia ancora scossa per l’assassinio del presidente Aldo Moro\, il Parlamento approva la legge 180. Si tratta dell’atto di nascita della riforma psichiatrica\, che ridisegna lo statuto giuridico dei malati di mente e stabilisce la chiusura degli ospedali psichiatrici.\nLa riforma rappresenta un punto di arrivo di un ampio movimento sociale\, formato in larga misura da operatori\, che da alcuni anni si battono per la chiusura dei manicomi. Leader di questo movimento è Franco Basaglia. \nUNO PSICHIATRA CORAGGIOSO E LA VOCE DI CATERPILLAR\nGiuseppe Dell’Acqua ha avuto la fortuna di iniziare a lavorare con Franco Basaglia partecipando all’esperienza di trasformazione e chiusura dell’Ospedale Psichiatrico di Trieste.\nAssieme a Massimo Cirri\, celebre conduttore di Caterpillar su Radio 2\,  raccontano i giorni\, memorabili\, in cui la malattia mentale fu messa “tra parentesi” e i malati – prima solo internati senza più nome – tornarono a essere cittadini\, persone\, individui da curare con dignità.
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SUMMARY:Amorosi assassini
DESCRIPTION:Giornata internazionale contro la violenza sulle donne \ndi e con Valeria Perdonò\ne con Marco Sforza al pianoforte \nSPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO\na ingresso libero\na cura dell’Associazione culturale Teatro Pasolini\nCome può in una stessa frase convivere la parola “Amore” con “Assassino”?\nPurtroppo può\, perché la violenza sulle donne spesso viene confusa col troppo amore di un uomo verso una donna\, e diventa\, ogni giorno di più\, protagonista delle nostre vite e delle più crudeli vicende di cronaca. Non perché prima non ci fossero così tanti episodi come negli ultimi anni\, solo perché finalmente se ne parla. \nPer la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne\, uno spettacolo per non voltarsi dall’altra parte e per parlare con sincerità di rapporti fra uomini e donne.\nMusica\, cronaca e poesia. L’attualità messa a nudo con ironia.\nPartendo dalla storia vera di una donna\, sopravvissuta a una violenza inaudita\, quella del suo ex\, parliamo di violenza di genere\, di amore e di donne. \nFogli e un pianoforte\, documenti e musica\, cronaca e poesia\, l’attualità col sorriso dell’ironia. Un’attrice\, Valeria Peronò\, un pianista\, Marco Sforza\, cantautore e jazzista\, assieme in scena.\nUna donna che parla di donne con un uomo e insieme al pubblico.\nUna donna che pensa alle donne e a se stessa.\nLa storia vera di Francesca Baleani fa da filo conduttore\, intrisa di citazioni\, canzoni e riflessioni. Da Esiodo alla Merini\, da De Andrè a Gaber passando per Daniele Silvestri\, Aristotele\, Berkoff e il Trio Lescano\, tra mamme\, nonne e portinaie varie.\nPer dare una voce in più. Per non fare finta di niente\, o almeno provarci. Per aprire una piccola riflessione sulla violenza sulle donne\, sull’amore\, o sulle donne e basta. Con tutta la violenza che comporta\, e con tutta l’ironia e la leggerezza che contraddistingue Valeria Perdonò\, come donna e come attrice.
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SUMMARY:Maldalsabida - Versi di Pasolini e musica oltre i generi
DESCRIPTION:Il suggestivo progetto nasce dall’incontro fra l’attrice Aida Talliente e il musicista Leo Virgili con alcuni dei più giovani e creativi musicisti della frizzante scena friulana. Una ricerca che parte dal suono della lingua friulana\, capace di essere cruda e spigolosa ma anche infinitamente dolce nella sua dimensione più poetica. Il gruppo dipinge paesaggi sonori contemporanei variegati e mai banali\, passando dal blues al dub\, dalla psichedelia alle melodie senza tempo di ispirazione “morriconiana”\, con l’improvvisazione di stampo jazzistico a fare da comune denominatore. A impreziosire questo ensemble c’è la straordinaria teatralità di Aida Talliente\, capace di esaltare la potenza della poesia di Pasolini\, Zanier\, Tavan\, BB Lazzara: un emozionante tributo ad alcuni dei grandi nomi della poesia friulana moderna e contemporanea. \nVersi di Pier Paolo Pasolini\, Leonardo Zanier\, Federico Tavan\, Raffaele BB Lazzara
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SUMMARY:Bella addormentata
DESCRIPTION:regia e coreografia Diego Tortelli\ndrammaturgia musicale Francesco Sacco\nmusica di P.J. Tchaikovsky\nluci Carlo Cerri\ncostumi Santi Rinciari\nproduzione Nuovo Balletto di Toscana \nspettacolo realizzato in collaborazione fra ERT – Circuito Danza FVG e Associazione culturale Teatro Pasolini \n\nUNA FIABA CONTEMPORANEA\nIl coreografo Diego Tortelli crea per la formazione di giovani e giovanissimi professionisti che stanno dando linfa e nuove energie al Nuovo Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini\, una Bella addormentata in chiave contemporanea della celebre fiaba di Perrault che ha ispirato l’omonimo balletto di Petipa.\nLa chiave di volta di questa nuova lettura è quello spazio bianco\, ma allo stesso tempo oscuro in cui l’uomo cela i suoi sogni e desideri.\nA differenza della favola originale\, qui il divario tra bene|male\, chiaro|oscuro non è così netto e assoluto\, ma\, al contrario\, disegna un confine fluido come quello della natura umana\, che contiene in sé sia la luce che la sua assenza\, assieme alla molteplicità di ombre e chiaroscuri fra le due.\nBella addormentata è la poesia non ancora scritta nel cuore dell’uomo: solo risvegliando quella capacità di entrare in sintonia e comprendere in profondità il senso dell’esistere\, la principessa aprirà i suoi occhi e vedrà il mondo in modo nuovo\, come le pagine di un libro ancora da scrivere. \nLA BELLA ADDORMENTATA è il secondo dei tre balletti composti da Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il libretto fu scritto interamente dal principe e sovrintendente dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo Ivan Vsevolozhsky: la coreografia venne affidata a Marius Petipa.\nLa prima rappresentazione ebbe luogo il 3 gennaio 1890 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo riscuotendo un successo senza precedenti. \nL’ANTEFATTO.\nAlla corte di re Floristano\, viene indetta una festa per il battesimo della principessa Aurora. Tra gli invitati però manca la strega Carabosse; per vendicarsi del mancato invito\,  la maga getta una maledizione alla piccola: al sedicesimo anno di età\, la principessa morirà pungendosi con un fuso. La fata dei Lillà però\, non avendo ancora fatto il suo regalo\, decide di modificare la maledizione: questa non morirà infatti alla puntura\, ma sprofonderà solamente in un lunghissimo ed eterno sonno\, che coinvolgerà tutta la corte e che avrà fine solamente grazie al bacio di un giovane principe.
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SUMMARY:Huun-Huur-Tu - Suoni a confine tra Siberia e Mongolia
DESCRIPTION:Gli Huun-Huur-Tu sono stati definiti dal New York Times “un miracolo musicale” e il Newsweek ha descritto il loro cantante Khovalyg “il Pavarotti del canto laringeo”! Persino il mitico Frank Zappa li volle al suo fianco in un rarissimo bootleg “Salad Party ‘93”. Il gruppo proviene da Tuva\, regione della Siberia\, al confine con la Mongolia\, incastonata nel cuore delle steppe dell’Asia Centrale\, ed è formato da Kaigal-ool Khovalyg (voce e igil\, tradizionale strumento tuvano)\, Chanzy Radik Tyulyush (voce e byzaanchi\, khomuz\, amarga\, strumenti che ricordano il banjo e il volino)\, Sayan Bapa\, (voce\, doshpuluur\, marinhuur\, e chitarre acustiche) e Alexey Saryglar (voce\, tungur\, dazhaaning khavy\, che sono degli strumenti a percussione). Con questo quartetto vivremo uno straordinario incontro con una tradizione etnica a noi lontana\, ma di un estremo fascino e di enorme pregio nell’ambito della musica popolare\, che da anni sconvolge le più prestigiose platee del mondo. Gli Huun-Huur-Tu ci portano ad incontrare quelle sonorità trasmesse da singolari strumenti a corda e percussivi\, ma soprattutto da una vocalità affascinante e misteriosa per i nostri canoni d’ascolto\, con canti rituali che sviluppano il suono laringeo\, tipico delle antiche tradizioni sciamaniche asiatiche.
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