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SUMMARY:Rumori fuori scena
DESCRIPTION:30 marzo 2016 ore 21 \ndi Michael Frayn\ntraduzione di Filippo Ottoni\ncon Viviana Toniolo\, Annalisa Di Nola\, Stefano Messina\, Carlo Lizzani\, Roberto Della Casa\, Marco Simeoli\, Elisa Di Eusanio\, Claudia Crisafio\, Sebastiano Colla\nscene Bruno Garofalo\nmusiche Arturo Annecchino\nregia Attilio Corsini\nuna produzione Teatro Vittoria / Attori e Tecnici \nRumori fuori scena\, un successo mondiale\nRumori fuori scena del drammaturgo inglese Michael Fryn è la commedia più rappresentata del Novecento: tradotta in 29 lingue\, è stata messa in scena in tutto il mondo ed è anche diventata un film diretto da Peter Bogdanovich\, interpretato da Michael Caine e Christopher Reeve. In Italia\, deve il suo successo alla compagnia Attori e Tecnici fondata da Attilio Corsini\, che\, da 30 anni e più di 3000 repliche\, la porta ancora in tournée in tutta Italia\, con un successo inesauribile. \nUn congegno perfetto di risate e colpi di scena di teatro nel teatro\nLe avventure di una sgangherata compagnia teatrale impegnata nella messa in scena di una commedia\, costituiscono la trama di questo testo scritto da Frayn dopo “un’illuminante visita” nel backstage di uno spettacolo teatrale. Se nel primo atto gli spettatori si trovano ad assistere alla prova generale della pièce che si regge su un perfetto meccanismo di ingressi e uscite\, equivoci e accenti farseschi\, nel secondo\, dopo il felice debutto\, la scena si capovolge: il pubblico è invitato a sbirciare dietro le quinte\, dove s’imbatterà nelle ripicche e nei litigi tra gli attori che si riflettono nel loro comportamento sul palcoscenico\, rendendo lo spettacolo assurdamente esilarante. \nUn irresistibile pastiche di interruzioni\, errori\, isterie\, conflitti\, tensioni\, riappacificazioni a cui s’intreccerà anche qualche intrallazzo amoroso che sembra compromettere definitivamente le repliche della commedia. Solo nel terzo atto\, quando ormai la messinscena sembra irrimediabilmente compromessa\, tutto culmina nel lieto fine.
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SUMMARY:Elina Duni Quartet
DESCRIPTION:17 marzo 2016 ore 21 \nElina Duni\, voce\nNorbert Pfammatter\, batteria\nColin Vallon\, piano\nLukas Traxler\, contrabbasso \nL’Albania ritrovata di Elina \nChiuderà questa stagione musicale al Pasolini una delle voci più sorprendenti e affascinanti della nuova scena musicale europea. Elina Duni è un’artista che viene dall’Albania. La sua voce ha saputo innestarsi tra le correnti e fili della musica jazz occidentale e al tempo stesso conserva tutto il suo fascino evocativo delle sue origini culturali\, la vocalità suadente e avvolgente di una terra a cavallo tra culture balcaniche\, slave e mediorientali\,\na noi sempre più vicina e familiare. \nCon un gruppo assai affiatato e in sintonia con una musicalità più che personale\, Elina Duni ci porterà a contatto con la levità e la bellezza di una voce dall’estensione amplissima e dalla educata duttilità\, due doti che raramente si incontrano\nin una sola artista.
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SUMMARY:Sglaçât
DESCRIPTION:9 marzo 2016 ore 21 \ndi e con Fabiano Fantini\, Claudio Moretti\, Elvio Scruzzi\nspazio scenico e tecniche Luigina Tusini\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG \nspettacolo in lingua friulana \nDormiva da 30mila anni. Era ibernato nei ghiacci della Siberia e si è risvegliato a causa del riscaldamento globale. Si tratta di un virus gigante: il Pithovirus sibericum. La notizia di questa scoperta ci pone davanti a un quesito: ci sono altri esseri viventi sopiti nei ghiacci pronti a scongelarsi? Uno scenario che\, secondo alcuni scienziati\, potrebbe non essere così distante. \nSi diverte allora il Teatro Incerto\, in un gioco surreale\, ad immaginare alcune storie di scongelamenti improbabili\, storie di vite sospese che tornano in un tempo che non è più il loro tempo\, uomini e animali che\, risvegliati da un letargo ancestrale\, portano ad uno sconvolgente confronto-scontro con il presente. \nCi si congela e ci si scongela nel nuovo spettacolo del trio; e non si capisce se è preferibile la prima o la seconda condizione: restare immobili in un tempo zero\, fermo\, apparentemente statico o riprendere di nuovo il cammino\, alla scoperta di mondi nuovi\, distanti e sconosciuti.
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SUMMARY:Tante facce nella memoria
DESCRIPTION:27 febbraio 2016 ore 21 \nuno spettacolo a cura di Mia Benedetta e Francesca Comencini\ntesti liberamente tratti dalle registrazioni di Alessandro Portelli\ncon Mia Benedetta\, Bianca Nappi\, Carlotta Natoli\, Lunetta Savino\, Simonetta Solder\, Chiara Tomarelli\nluci Gianni Staropoli\ncostumi Paola Comencini\nregia Francesca Comencini\n\nLe donne della Resistenza\, le Fosse Ardeatine\, la memoria\nTante facce della memoria racconta sei storie di donne partigiane e non che nel ‘44 vissero l’eccidio delle Fosse Ardeatine\, feroce rappresaglia dopo il tragico attentato di via Rasella del 23 marzo 1944. \n“L’ordine è già stato eseguito”\n“Una cosa di cui io non m’ero mai molto reso conto prima è che lì alle Fosse Ardeatine sono morti tutti uomini e hanno lasciato tutte donne: questa è una storia che non viene mai raccontata: le vite delle persone che sono rimaste\, sua madre\, sua sorella\, cioè voi vi siete trovate…” Scrive così Alessandro Portelli nel suo libro L’ordine è già stato eseguito\, e da questa sua considerazione nasce l’idea di mettere in scena le voci di queste donne\, le loro testimonianze\, la loro storia che si ricongiunge e intreccia con la parte di una storia d’Italia e di Roma in particolare\, profondamente significativa per la costruzione di ciò che siamo adesso. \nMarisa\, Carla\, Ada e le altre\nPartigiane\, parenti delle vittime\, testimoni\, figure di resistenza all’occupazione di Roma: sono loro le protagoniste di questo spettacolo che poggia sono una vitalissima memoria orale\, emotiva\, sensitiva. La lucidità di Marisa Musu\, il coraggio di Carla Capponi\, l’intelligenza popolare di Gabriella Polli e di Ada Pignotti\, la passione della Simoni e della Ottobrini\, ricostruiscono attraverso il proprio sguardo personale un periodo storico tragico della nostra Storia recente.
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SUMMARY:Richard Galliano & Sylvain Luc
DESCRIPTION:16 febbraio 2016 ore 21 \nLa Vie en Rose\nRichard Galliano\, fisarmonica\nSylvain Luc\, chitarra \nUna fisarmonica e una chitarra per Edith \nChitarra e fisarmonica formano un’armoniosa coppia sotto le dita sensibili di questi due virtuosi vicendevolmente uno al servizio dell’altro per un omaggio imperdibile alla grande voce di Edith Piaf\, a cent’anni dalla nascita.\nRegistrato nell’agosto scorso negli studi Buissonne\, La Vie en Rose ben riflette la profonda intesa e sintonia fra Richard e Sylvain. \nA partire dai temi delle leggendarie canzoni scritte e interpretate da Edith Piaf\, sviluppano le loro improvvisazioni sia simultaneamente che alternandosi fra parte principale e di supporto. \nLa magia si crea anche nel rileggere i lavori meno conosciuti\, ma altrettanto coinvolgenti\, di Gus Viseur ed alcuni brani dello stesso Galliano\, il massimo interprete della fisarmonica a livello mondiale.
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SUMMARY:La fabbrica dei preti
DESCRIPTION:12 aprile 2016 ore 21 \ndi e con Giuliana Musso\nassistenza e ricerche fotografiche Tiziana De Mario\nresponsabile tecnico Claudio Parrino\ncollaborazione allestimento Massimo Somaglino\nrealizzazione video Giovanni Panozzo e Gigi Zilli\nelementi di scena Francesca Laurino\nricerche bibliografiche Francesca Del Mestre\nconsulenza musicale Riccardo Tordoni\nuna produzione La Corte Ospitale \nLa Fabbrica dei Preti: un reportage\, un album di fotografie\, tre vite\nLa Fabbrica dei Preti intreccia tre diverse forme di racconto: un reportage della vita nei seminari declamato dal “pulpito” (ispirato al racconto omonimo di Don Antonio Bellina)\, la proiezione di tre album fotografici e la testimonianza vibrante di tre personaggi: un timido ex-prete\, un ironico prete anticlericale ed un prete poetaoperaio. Sul palco una serie di schermi di proiezione degli anni ’60 e alcuni abiti appesi: una tonaca\, un vestito da sposo\, un clergyman\, una tuta da operaio. Giuliana Musso dà voce con emozionante maestria ai tre sacerdoti\, tre uomini anziani che si raccontano con franchezza: la giovinezza in un seminario\, i tabù\, le regole\, le gerarchie\, e poi l’impatto col mondo e col mondo delle donne\, le frustrazioni ma anche la ricerca e la scoperta di una personale forma di felicità umana. \n“Lo spettacolo\, mentre racconta la storia di questi ex-ragazzi\, ex-seminaristi\, ci racconta di noi\, delle nostre buffe ipocrisie\, paure\, fragilità… e della bellezza dell’essere umano. E così mentre ridiamo di loro\, ridiamo di noi stessi e mentre ci commuoviamo per le loro solitudini possiamo\, forse\, consolare le nostre.”\nGiuliana Musso
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SUMMARY:Iiro Rantala
DESCRIPTION:5 febbraio 2016 ore 21 \nMy Working Class Hero. Tribute to John Lennon \nIiro Rantala\, piano \nOmaggio al John di Liverpool John \nLennon avrebbe compiuto 75 anni il 9 ottobre di quest’anno. In sua memoria\, Iiro Rantala\, un pianista tra i più apprezzati\ndel Nord Europa e ormai acclamato in tutto il mondo\, ha scritto un album che ora diventa anche un concerto dal vivo\, intenso e catturante\, capace di coniugare la limpidezza delle canzoni di Lennon con le possibilità espressive del jazz. \n“Ho ascoltato Lennon prima ancora di imparare qualcosa sul jazz – spiega Rantala. “Happy Xmas\, War is Over” è stato il mio primo incontro con la sua musica\, quando cantavo nel coro della scuola. Come può essere\, mi chiedevo\, che questo tipo possa scrivere una musica così semplice ma così potente?” \nUn pianismo minimal con atmosfere del Nord \nDa quell’incontro\, Lennon è diventato il suo “working class hero”\, e per il suo tributo ci regala il suo pianismo moderno\ne sintetico\, talvolta minimale\, non concedendo nulla al romanticismo di maniera\, ma affrontando improvvisazioni che restituiscono tutto lo spirito e l’emozione suscitata in lui dall’incontro con il grande di Liverpool.
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SUMMARY:Piero Purini
DESCRIPTION:22 gennaio 2016 ore 21 \nRifiuto la guerra\nconcerto e narrazione di e con Piero Purini \nPiero Purini\, voce e sax\nPaolo Venier\, voce\nAljosa Starc-Cada\, pianoforte\, fisarmonica\, clarinetto\nOlivia Scarpa\, fagotto \nNo more war \nRifiuto la guerra è uno spettacolo storico-musicale di Piero Purini che lo vede protagonista di un viaggio che cerca di far luce su aspetti ancora poco conosciuti del primo conflitto mondiale e ci riporta in un racconto serrato ed emozionante sui luoghi dove si svolsero alcune delle battaglie più cruente. Migliaia di uomini cercarono di evitare la guerra\, chi cercando di resistere alla montante esaltazione patriottica e alla propaganda bellicista\, chi cercando semplicemente di sfuggire al fronte attraverso la diserzione o la renitenza\, chi ancora rifiutando di eseguire gli ordini e ammutinandosi. \nAscolteremo canzoni di protesta e di rivolta che i soldati di tutte le nazioni coinvolte intonarono come atto di dissenso profondo alla guerra.
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SUMMARY:L'amore ai tempi del colera
DESCRIPTION:16 gennaio 2016 ore 21 \noperita musical per cantattrice e suonatori\ndal romanzo di Gabriel Garcia Marquez\ncon Laura Marinoni\nmusica dal vivo Alessandro Nidi (pianoforte)\, Marco Caronna (chitarra e percussioni)\nscene e costumi Rosanna Monti\nregia Cristina Pezzoli\nuna produzione Pierfrancesco Pisani\, Nidodiragno e Parmaconcerti\nin collaborazione con infinito srl e il Funaro/Pistoia \nUn amore atteso “51 anni\, 4 mesi e 11 giorni\, notti comprese”\nCantare un amore a distanza che dura tutta la vita fino a compiersi nella vecchiaia avanzata è la straordinaria invenzione narrativa di uno dei più grandi autori di storie del nostro tempo\, recentemente scomparso: Gabriel García Márquez.\nFlorentino e Fermina sono i protagonisti di questa storia indimenticabile. Si incontrano poco più che adolescenti\, si innamorano e si separano\, ma si tengono nel cuore da lontano\, mentre le loro vite scorrono parallele con le scelte che ne conseguono: marito\, amanti\, figli\, infelicità e abitudine. Quello che si era acceso tra loro nella prima giovinezza si compie con uno stupefacente happy end autunnale. \nUna ricerca di “fusion” tra parole e musica\nLa potente epopea romantica di L’amore ai tempi del colera autorizza ad aprire un dialogo tra episodi e personaggi e musica. E così la musica accompagna quasi tutto lo spettacolo\, in un inseguirsi di parole e musica senza soluzione di continuità. Musica caraibica – la musica dei luoghi dove è ambientato il romanzo – ma anche “incursioni” in altri generi musicali: da Gardel alla morna\, dalla canzone francese a quella brasiliana\, fino ad arrivare a Jannacci\, Paolo Conte\, Joni Mitchell\, Nina Simone\, Cesaria Evora.\nMusica e canzoni entrano in cortocircuito con le vicende e le atmosfere del romanzo e rivelano un’inedita e “scanzonata” Laura Marinoni che recita e canta accompagnata dal vivo da Marco Caronna (chitarra e percussioni) e Alessandro Nidi (pianoforte).
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SUMMARY:Fragile XXL
DESCRIPTION:7 gennaio 2016 ore 21 \ncirco teatro per clown\, acrobati\, scatole e note musicali\ncon Benoit Roland\, Emanuele Pasqualini\, Emmanuelle Annoni\, Pol Casademunt\, Flavio Costa\nmusiche originali eseguite dal vivo da Flavio Costa\nscene e costumi Licia Lucchese\ndisegno luci Alessandro Scarpa\nregia Ted Keijser\nuna produzione Pantakin Circo Teatro (Italia) / Compagnie AD HOC (Francia)\ncon il sostegno di Espace Catastrophe – Centre International de Crèation des Artes du Cirque (Belgio) / Comune di Scorzè / Comune di Cadoneghe / A ss. Carichi Sospesi \nCirco teatro con la forza di un film muto di Chaplin\nFragile XXL è uno spettacolo di circo teatro per clown\, acrobati\, scatole e note musicali\, costruito intorno all’idea di imballaggio\, alle scatole di cartone\, alla relazione dell’uomo con un materiale.\nAl tempo stesso\, lo spettacolo deve la sua ispirazione ai film muti d’inizio Novecento con Charlie Chaplin\, Buster Keaton\, Laurel e Hardy e alla loro straordinaria capacità di raccontare emozioni e avventure con la sola forza delle loro azioni. I due attori protagonisti formano infatti un duo affiatato e collaudato come lo erano Stanlio e Olio e danno vita a uno visione fatto di piccole meraviglie e di rapporti umani. Il gioco dello stupore si amplifica con la presenza di due artisti circensi\, fra acrobatica e virtuosismi di equilibrismo. \nNiente storie! Abbiamo solo voglia di giocare con le scatole! “\n“Così senza proferire alcuna parola\, abbiamo riempito il palcoscenico con un mare di scatole e lo spazio\, abitato principalmente da due stralunati personaggi\, si è trasformato in una ditta di spedizioni con una ferrea logistica\, nella sala operatoria di un ospedale\, in un ristorante caleidoscopico\, in un canile con cani quadrati\, in un teatro pirandelliano con scatole in cerca di essere spedite\, in un acquario cinese\, in un circo sott’acqua e tanto altro ancora.\nTed Keijser\, il regista
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SUMMARY:Aiar di Tuessin 2.0
DESCRIPTION:22 dicembre 2015 ore 21 \nDîs musichis par dîs poetis\nAlessandra Kersevan\, voce\nGiancarlo Velliscig\, voce\nClaudio Cojaniz\, pianoforte\nNevio Zaninotto\, sassofoni\nRomano Todesco\, contrabbasso e fisarmonica\nFabio Turchini\, voce narrante \nUn sentiero musicale per la voce dei poeti \nAiar di Tuessin è un progetto che viene da lontano e ritorna sul palco a oltre 25 anni dalla sua prima uscita in una versione rinnovata e in sintonia con questo momento storico in cui la lingua friulana rivendica la sua bellezza\, unicità e peculiarità\, generando grandi aperture artistiche e a una fioritura poetica ricchissima. \nPier Paolo\, Elio\, Novella e le altre voci del nostro Friuli \nIl gruppo di musicisti ripropone dunque con grande coinvolgimento e rinnovata emozione una decina di brani poetici di altrettanti poeti tra i più noti della scena letteraria friulana – Pier Paolo Pasolini\, Elio Bartolini\, Amedeo Giacomini\, Galliano Zof\, Leonardo Zanier\, Novella Cantarutti\, Nico Naldini\, Giuseppe Mariuz\, Siro Angeli e Beno Fignon – in una cornice narrata dalla voce di Fabio Turchini che ne ricolloca storicamente il percorso\, dal profilo artistico e umano.
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SUMMARY:Le difettose
DESCRIPTION:18 dicembre 2015 ore 21 \ntratto dal romanzo “Le Difettose” di Eleonora Mazzoni\nadattamento teatrale di Eleonora Mazzoni\, Serena Sinigaglia e Emanuela Grimalda\ncon Emanuela Grimalda\nregia Serena Sinigaglia\nproduzione Eva contro Ave – La Corte Ospitale \nPerché le “difettose”?\nLe difettose è un romanzo adattato per il teatro dalla sua stessa autrice\, Eleonora Mazzoni\, straordinario perché sa raccontare un mondo\, quello della sterilità e della procreazione assistita\, ancora poco conosciuto\, nonostante sia oggetto di tanti pregiudizi. Un microcosmo apparentemente marginale\, sotterraneo\, invisibile a occhio nudo\, in realtà assai popoloso e destinato a crescere\, ma soprattutto ricco di storie\, allegro e disperato\, trasversale e vitalissimo. Le difettose non è però solo un racconto sulla fecondazione artificiale. Dentro alla ricerca di un figlio che non arriva e al tentativo di correggere\, grazie alla scienza\, i difetti della natura\, si nasconde una metafora più grande della vita. \nEmanuela Grimalda\, fra teatro\, cinema e fiction italiana\nEmanuela Grimalda è un’attrice e autrice versatile e anomala\, capace di spaziare dal teatro e cinema d’autore al prodotto popolare. Tanto cinema\, tanto teatro e fiction come Un medico in famiglia (dove interpreta la mitica Ave)\, Tutti pazzi per amore\, Boris\, Non è mai troppo tardi. \nCarla e il suo viaggio “creativo”\n“Le difettose ha il raro pregio di contenere con forza un dato di universalità. Anche chi non si sia confrontato con l’esperienza della procreazione assistita\, finisce presto per identificarsi con Carla e il suo viaggio “creativo”\, la sua domanda esistenziale di “senso”\, il suo disperato bisogno di realizzazione. Ci vuole grazia e grande delicatezza per affrontare un tema così spinoso\, ci vuole anche una bella dose di ironia e auto-ironia. E così è. Ti ritrovi immerso in un mondo ricco di parole nuove e colorite\, “fivettare”\, “incicognarsi”\, “stikkare”\, “covare”. Incontri uomini e donne che non si rassegnano\, che desiderano\, amano\, sperano\, cadono. Un flusso continuo che ti guida attraverso l’oceano del più grande mistero della vita: il suo inizio.”\nSerena Sinigaglia\, la regista
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SUMMARY:Cristiano De Andrè
DESCRIPTION:11 dicembre 2015 ore 21 \nAcustica\nCristiano De Andrè\, chitarre\, bouzouki\nOsvaldo Di Dio\, chitarra \nPer ricordare il Faber\, in Acustica \nPassano gli anni e in tutti noi rimane il senso di vuoto\, di assenza\, che sentiamo tutti da quando ci ha lasciato Fabrizio De Andrè. Ci manca la sua personalità\, la sua poetica altissima e la sua esplorazione musicale aperta alle sonorità del mondo. Chi meglio del figlio Cristiano\, musicista e suo collaboratore in importanti progetti\, può riportarci tra quelle note e versi così incredibilmente profetici e umani\, in quella esaltazione delle diversità\, nell’armoniosa e dirompente denuncia di conformismo e banalità che Faber ci regalò fino alla sua scomparsa? \nCristiano De André torna ad emozionare il pubblico con Acustica\, un concerto dove il cantautore interpreta sul palco in una nuova veste acustica i suoi successi\, da “Invisibili” a “Notti di Genova” fino a “Dietro la porta”\, e i capolavori di Faber come “Il pescatore”\, “La canzone dell’amore perduto” e “Crêuza de mä”\, per una scaletta e un concerto intensi e coinvolgenti. \n«In questo tour porto sui palchi italiani il mio repertorio intrecciato con i pezzi di mio padre. Parlo di me stesso e di ciò che mi è intorno e ho pensato che il modo migliore per farlo fosse arrangiare i brani in una nuova veste acustica\, calda e sincera”.\nCristiano De André
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SUMMARY:Traviata
DESCRIPTION:2 dicembre 2015 ore 21 \ncoreografia\, regia\, scene\, luci e costumi Monica Casadei / Compagnia Artemis Danza\nmusiche Giuseppe Verdi\n elaborazione musicale Luca Vianini\nassistente alla coreografia Elena Bertuzzi\ndrammaturgia musicale Alessandro Taverna\nuna produzione Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei\nin coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Ferrara\nspettacolo realizzato in collaborazione con Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e con a.Artisti Associati \nLo spettacolo prevede il coinvolgimento  di 15-20 giovani allievi della Scuola di danza classica e contemporanea Avenal di Cervignano del Friuli che affiancheranno la compagnia per alcune scene corali\n \nLa coreografa Monica Casadei si confronta con il capolavoro di Giuseppe Verdi e ci immerge in un viaggio coreografico in cui la danza e l’opera duettano dando corpo a un fluire di immagini legato a doppio filo al dramma di Violetta.\nPer il debutto sul palco di Cervignano\, la compagnia Artemis Danza coinvolgerà in scena\, accanto ai suoi interpreti\, anche alcuni giovani allievi delle scuole di danza del territorio. \nDa Dumas a Verdi\, da Traviata a la Dama delle camelie\nAlfredo e Violetta si mischiano nella memoria con Marguerite e Armand\, i protagonisti dello struggente romanzo del 1848 La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio. Una storia\, scriveva il suo autore\, che ha un solo merito: “quello di essere vera”. \nQuale Traviata vedremo stasera?\n“Una Traviata letta dal punto di vista di Violetta. Violetta\, appunto\, contro tutti. Violetta in bianco\, speranza di purezza\, Violetta in rosso\, perché le sanguina il cuore. Un cuore che forse sarebbe stato meglio non fosse mai battuto. Meno dolore\, meno contrasto. Violetta al centro di una società maschilista espressa da un coro in nero. Violetta moltiplicata in tanti elementi femminili\, in tanti spaccati di cuore. Violetta disprezzata\, che anela\, pur malata\, pur cortigiana\, a qualcosa di puro. Violetta contro cui si scagliano le regole borghesi espresse dal padre di Alfredo\, Giorgio Germont\, emblema di una società dalla morale malsana. Una società in cui per certi versi si rispecchia a distanza anche la nostra.\nMonica Casadei\, la coreografa
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SUMMARY:Enrico Rava Trio
DESCRIPTION:24 novembre 2015 ore 21 \nEnrico Rava\, tromba\nMaurizio Brunod\, chitarra\nDanilo Gallo\, contrabbasso \nRava Trio\, jazz magnetico e lirico \nIl lungo percorso artistico del musicista jazz più noto e autorevole della scena italiana\, Enrico Rava\, vive una nuova tappa al Pasolini assieme a questo inedito trio in cui lo vedremo affiancato da due validissimi musicisti come il chitarrista Maurizio Brunod e il contrabbassista Danilo Gallo\, protagonisti di importanti carriere in situazioni musicali delle più diverse e creative\, sempre al massimo della qualità. \nDi Enrico Rava conosceremo una nuova dimensione di quell’inconfondibile mosaico che compone la sua dimensione artistica e che lo conferma ancora una volta come inimitabile interprete di decenni di musica improvvisata.
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SUMMARY:Non c'è acqua più fresca
DESCRIPTION:13 novembre 2015 ore 21 \nVolti\, visioni e parole dal Friuli di Pier Paolo Pasolini\ncon Giuseppe Battiston e Piero Sidoti\ndrammaturgia Renata M. Molinari\ncanzoni e musiche originali Piero Sidoti\ndisegno luci Andrea Violato\nregia e spazio scenico Alfonso Santagata\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG \nUno spetaculut\, di sogni e visioni in memoria di un poeta\nGiuseppe Battiston e Piero Sidoti sono Sandro e Rico\, i due protagonisti di una storia che ha come motivo ispiratore di partenza “Memoria di un Spetaculut” uno dei racconti in cui Nico Naldini ricostruisce i giorni e l’esperienza giovanile dell’Academiuta friulana fondata da Pasolini e dai suoi amici di Casarsa.\nNon c’è acqua più fresca ci immerge a piene mani nella sostanza stessa della prima poesia di Pasolini\, quella scritta in lingua friulana: la relazione di un poeta con i miti della propria giovinezza\, le storie di famiglia\, la vita “rustica” di Casarsa\, l’attrazione ispiratrice verso una lingua vivace e tutta nuova come il friulano della terra della madre.\nUno spettacolo di apparizioni\, di riappropriazioni\, anche autobiografiche\, di sogni e visioni che nella poesia di Pier Paolo Pasolini si fanno memoria collettiva. \nGiuseppe Battiston e la riscoperta della “terra di temporali e primule”\n“La prima volta che lessi le poesie in friulano di Pasolini ero un ragazzo\, uno studente\, le trovai difficili\, le lasciai lì… Poi negli anni – come accade spesso con le cose messe da parte o lasciate sul comodino – ritornandoci\, compresi perché\, da ragazzo\, inconsapevole\, immaturo forse\, non mi era stato possibile comprendere quei versi\, che invece parlavano a me dei miei luoghi\, i luoghi della mia infanzia. Quelle parole così mie\, quei suoni\, proprio gli stessi di mio padre\, quella lingua che si parlava a tavola\, mi raccontavano quella terra di “primule e temporali”\, di feste e sagre paesane\, di vento\, di corse in bicicletta a perdifiato\, dell’avvicendarsi delle stagioni nel lavoro dei contadini. Di colori\, suoni e profumi. Di quello che fu la guerra e ciò che venne dopo e dopo ancora e di me e di noi\, e di quell’acqua: \nFontana di aga dal me país.\nA no è aga pí fres-cia che tal me país.\nFontana di rustic amòur.\n\nInsomma i miei ricordi invece di assumere i toni malinconici del passato\, si sono ravvivati\, fatti nuovi\, simili a sogni\, e ho così immaginato di poter raccontare un aspetto di quella vita e di quel tempo che nella poesia di Pasolini si fanno memoria collettiva.”\nGiuseppe Battiston
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