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SUMMARY:Don Chisciotte
DESCRIPTION:29 aprile 2011 ore 21 \ndi Ruggero Cappuccio\nregia Nadia Baldi\ncon Lello Arena e Claudio Di Palma\nscene/luci Franco Polichetti\nmusiche Paolo Vivaldi\nliberamente tratto da Miguel de Cervantes\ncostumi Salvatore Salzano\nprogetto scene Nicola Rubertelli\nscenografia Francesco Esposito\nuna produzione Teatro Segreto\n\nDon Chisciotte ai giorni nostri.\nChi sarebbe\, cosa penserebbe\, contro quali mulini a vento lotterebbe un Don Chisciotte degli anni Duemila\, ha provato a immaginarselo Ruggero Cappuccio\, drammaturgo napoletano dallo stile semplice e ricercato\, alto e asciutto\, vaporoso e senza tempo. Ecco allora che in questa pièce Don Chisciotte diventa Michele Cervante\, un professore universitario studioso di letteratura epica. E’ un uomo profondamente solo\, emarginato in una società che non è in grado di condividere la sua passione e che fa crescere in lui un’energia visionaria che lo porta a dialogare con i fantasmi della classicità.  L’apparizione di un singolare personaggio che Don Chisciotte trasforma nel suo Salvo Panza innesca il tentativo di farsi riportare alla normalità. Ma l’impresa riesce solo in parte\, per la resistenza del professore\, sempre trascinato dalla sua visione idealistica e poetica dell’esistenza\, e per il fascino che lo stesso Salvo sente\, alla fine\, verso quel sublime desiderio di fuga dal mondo. \nIl testo di Cappuccio è stupendo. L’autore volteggia fra lo stile alto e coloquiale con estrema grazia\, offre invenzioni linguistiche\, cita Borges\, mette in campo l’abilità di un fine letterato\, ma anche la saggezza comica di Totò\, giocando sulla napoletanità di Arena.\nCarlo Francesco Conti\, La Stampa
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SUMMARY:Due uomini e un cullo
DESCRIPTION:29 marzo 2011 ore 21 \ndi e con Giorgio Monte e Manuel Buttus\nregia Giorgio Monte\nuna produzione Prospettiva T/Teatrino del Rifo\ncon il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia/Teatro nei Luoghi \nDue maschi single. Due maschi single di necessità. Che abitano in una impeccabile e asettica garçonniere hi-tech. E un misterioso “cullo”. Un neonato. Novella creatura. Che un giorno arriva come un pacco. A sorpresa\, inspiegabilmente. Ed è subito caos nella consolida routine di questi due maschi rigorosamente “baby-free”. Che fare? Tenerlo o sbarazzarsi dell’ingombrante fardello? Si può pensare che quei due possano trasformarsi in “mammi”?\nSembra impossibile. E invece qualcosa succede. Dopo una serie di vicissitudini\, la “strana coppia” che non aspettava nessuno e che si ritrova con qualcuno che arriva\, finirà con il credere che con questo “cullo” il destino – o Dio o quel che è – ha proprio bussato alla porta! Allora il “cullo” diventa un angelo. Di più: diventa un collante che serve per riparare un rapporto usurato\, una famiglia\, un riscatto sociale\, un’integrazione nel mondo degli altri\, qualcosa in cui credere\, un nuovo dio assiso – pronto ad assisterli –\, una redenzione.\nTeatrino del Rifo \nDue uomini e un cullo\, ultima fatica drammaturgica e scenica del Teatrino del Rifo\, è una commedia creata durante un percorso di scrittura e letture sceniche in progress a cui hanno dato un contributo piccoli gruppi di spettatori\, chiamati a dire la loro su importanti scelte etiche e pareri da spettatori su quanto stava prendendo forma.\nÈ la storia di una “strana coppia” di single –  interpretati da due affiatati Giorgio Monte e Manuel Buttus –  travolti dall’arrivo inatteso di un misterioso neonato che scompagina radicalmente la loro convivenza e le loro più radicate convinzioni di vita. Con l’immancabile verve e sulfureo spirito comico\, Due uomini e un cullo è la risposta del Teatrino del Rifo a questi tempi di convivenze per solitudine\, di coppie di fatto senza diritti\, di matrimoni multietnici tabù\, di unioni gay “scomunicate”\, di figli nati dentro e fuori dal matrimonio.
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SUMMARY:Pasticceri - Io e mio fratello Roberto
DESCRIPTION:9 marzo 2011 ore 21 \ndi e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano\nassistente alla regia Elena Tedde\ntecnica Alessandro Calabrese – Luca Salata\nproduzione Benvenuti srl\nin coproduzione con Armunia e il Carro di Jan \nAmbientato in un piccolo laboratorio di pasticceria gestito fianco a fianco da due fratelli che ne hanno fatto il loro microcosmo a baluardo dai tormenti della vita\, Pasticceri – Io e mio fratello Roberto è una tenera\, esilarante\, sorprendente variazione del Cyrano de Bergerac\, poeta poco aitante e seduttore per interposta bellezza. \nDue fratelli gemelli.\nUno ha i baffi l’altro no\, uno balbetta l’altro no e parla bello sciolto. Uno crede che la crema pasticcera sia delicata\, meravigliosa e bionda come una donna\, l’altro conosce la poesia\, i poeti\, i loro versi e li dice come chi non ha altro modo per parlare.\nIl laboratorio di pasticceria è la loro casa.\nIl mondo si è fermato alle quattro di mattina. Cioccolata fusa\, pasta sfoglia leggera come piuma\, pan di Spagna\, meringhe come neve\, frittura araba\, torta russa\, biscotto alle mandorle e bavarese: tutto si muove\, vola\, danza e la notte si infila dappertutto.\nDue fratelli gemelli che\, come Cyrano e Cristiano\, aspettano la loro Rossana\, e dove la vuoi aspettare\, se non in pasticceria? Uno spettacolo che preannuncia una “dolce” sorpresa per il pubblico e un finale finalmente ribaltato in happy end\, a favore di Cyrano\, anche con l’aiuto di una scorpacciata di creme\, torte e bigné miscelate\, impastate e cucinate davvero sul palco e offerte poi al pubblico al termine dello spettacolo. \nUn bignè di spettacolo\, gustoso e fragrante. Una storia piccina piccina\, raccontata fra le quattro mura – ricreate – di un laboratorio di pasticceria\, dove due fratelli si palleggiano versi di Rostand e pan di Spagna\, infatuazioni reciproche per belle avventrici e spruzzi di crema. (…) Abbiati e Capuano sono pasticceri di un teatro leggero e a bassa voce\, entrano ed escono dal testo\, mescolando con mano divertita brani colti e sbaffi di intimità domestica. Un duetto di anime semplici\, la riscoperta di un teatro che nel suo fare fisico ritrova freschezza.\nRossella Battisti\, l’Unità
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SUMMARY:Filippo Graziani canta Ivan Graziani
DESCRIPTION:3 marzo 2011 ore 21\n\nFilippo Graziani – voce e chitarra\nTommy Graziani – batteria\nMarco Battistini  – basso\nBip Gismondi – chitarra solista\nCarlo Simonari – tastiere\n\nViaggi e intemperie è l’avventura di Filippo e Tommy Graziani nell’eredità musicale di Ivan Graziani\, cantautore e padre. Uno spettacolo-avventura dove si intrecciano nomi\, persone\, luoghi\, emozioni e ricordi per riscoprire le canzoni del cantautore abruzzese\, scomparso 12 anni fa. Sul palco anche due musicisti che hanno accompagnato Ivan nelle sue tournée: alla chitarra solista Bip Gismondi e alle tastiere Carlo Simonari. Le linee di basso sono affidate\, invece\, a Marco Battistini. In questo concerto speciale\, Filippo e Tommy non si fermano ai successi del padre\, ma vanno oltre per “un omaggio nell’omaggio”\, quello al suo periodo beat anni 6o\, dell’Anonima Sound e di canzoni come “Parla tu”\, “L’amore mio l’amore tuo”\, “Dada” e “Monnalisa”.\nAd amplificare le suggestioni musicali\, una scenografia molto particolare arricchita dai contributi di video arte firmati da Davide “ERON” Salvadei\, noto sponente riminese della street art internazionale.
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SUMMARY:Un sogno nella notte dell’estate
DESCRIPTION:2 febbraio 2011 ore 21 \ndi Massimiliano Civica\, da Shakespeare\ncon Elena Borgogni\, Valentina Curatoli\, Nicola Danesi\, Oscar De Summa\, Mirko Feliziani\, Riccardo Goretti\, Armando Iovino\, Mauro Pescio\, Alfonso Postiglione\, Francesco Rotelli\, Francesca Sarteanesi\, Diego Sepe\, Luca Zacchini\ncostumi Clotilde\nmaschere Atelier Erriquez & Cavarra\ntecniche del corpo Alessandra Cristiani\ntecniche della voce Francesca Della Monica\nsupervisione tecniche di ventriloquismo Samuel Barletti\nuna produzione Teatro stabile dell’Umbria/Compagnia Il Mercante\ncon il sostegno di Romaeuropa Festival \nPer celebrare le nozze di Teseo\, duca di Atene\, e Ippolita\, regina delle Amazzoni\, alcuni artigiani ateniesi capeggiati dal tessitore Bottom decidono di rappresentare uno spettacolo. Si recano nel bosco per le prove. Qui capitano anche Lisandro e Ermia\, due giovani che si amano e fuggono da Atene perché il padre di lei vorrebbe darle come marito un altro ragazzo\, Demetrio. Demetrio corre anche lui nel bosco\, inseguito a sua volta da Elena\, amica di Ermia e innamorata di lui. Oberon re degli elfi\, e Puck il folletto servitore\, si divertono alle spalle dei quattro giovani e di Titania\, regina delle fate sposa di Oberon\, intrecciando tra loro passioni improvvise a forza di incantesimi. Vittima principale ne è Titania\, stregata da un filtro che la fa innamorare del primo che vede. Il primo malcapitato è proprio il goffo Bottom\, cui Puck ha mutato la testa in quella di un asino. Non contento\, il folletto spreme il filtro magico\nanche sugli occhi dei giovani\, scompigliando le coppie.\nLa trama di equivoci litigi e confusioni si scioglie quando Puck fa scendere una notte fatata e mentre i giovani dormono\, con la rosa del pensiero\, fa sì che Lisandro ami di nuovo Ermia e Demetrio si leghi a Elena.  Oberon invece\, soddisfatto della sua vendetta su Titania\, la scioglie dall’incantesimo e si riconcilia con lei.\nQuando il giorno dopo il duca Teseo rintraccia gli innamorati\, consacra le unioni in base ai sentimenti. Gli artigiani alla fine recitano la loro tragedia\, trasformandola involontariamente in farsa e divertendo così il duca e la corte. \nAttraverso tecniche e invenzioni che non mancheranno di incuriosire il pubblico e con un cast di tredici giovani attori\, il regista Massimiliano Civica mette in scena ciò che resiste a qualsiasi tentativo di rappresentazione: il mondo degli spiriti\, fate ed elfi che corrono per i boschi\, il chiaro di luna dentro una sala teatrale. L’invisibile\, insomma. L’invisibile che verrà mostrato in questo spettacolo con diverse tecniche e segni teatrali come il ventriloquismo\, attraverso cui le voci degli attori si staccano dai loro corpi per diventare minuscoli elfi e invisibili fate che danzano nell’aria  o come la camminata dei fantasmi del Teatro Nō\, con la quale Oberon e Titania\, spiriti aerei e invisibili\, scivolano librandosi in volo sul palco come non avessero peso…
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SUMMARY:Nicola Dragotto / La corda
DESCRIPTION:11 febbraio 2011 ore 21\n\ntesto e musiche di Nicola Dragotto\nNicola Dragotto – voce e chitarra\nAngelo Cioffi – chitarra\, tastiere e computer programming\nCostantino Artiaco – basso elettrico\n\nLa corda mette in scena la “tragica farsa della coscienza” dell’ultimo Gaber e accoglie il testamento dolente del suo straordinario percorso artistico.\nEd è proprio quel senso profetico che fu del grande Giorgio Gaber\, quel “vedere la polis” anche nei recessi più oscuri di una coscienza occidentale tramontata\, ad animare il cammino del protagonista di questo spettacolo sulla corda tesa su un mondo che è ormai la parodia di se stesso.\nUn cammino perennemente in bilico tra essere e non essere\, tra un passato epico e un presente ridotto ad amarcord del consumo di massa\, tra volontà individuale di riemergere e pulsione collettiva all’autodistruzione.\nNonostante il sentimento inevitabile della fine\, come il Signor G\, anche il Signor D non accetta alcun compromesso edulcorante e persevera nella sua opera di vivisezione tragicomica del mondo\, adoperando la lente di un umorismo solo apparentemente ulcerante\, ma in realtà molto più pietoso e onesto di tanta falsa politica oggi così in voga.
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SUMMARY:Antonio e Cleopatra alle corse
DESCRIPTION:2 febbraio 2011 ore 21 \ndi Roberto Cavosi\nregia Andrée Ruth Shammah\ncon Anna Maria Guarnieri e Luciano Virgilio\nmusiche Michele Tadini\nuna produzione Teatro Franco Parenti \nStoria tragicomica\, insolita e appassionante\, quella di Antonio e Cleopatra alle corse\, uno dei testi più belli scritti da Roberto Cavosi\, vincitore del premio speciale della giuria al Premio Riccione 2007: il racconto di un grande amore che si infrange nella quotidianità.  Interpreti d’eccezione sono Anna Maria Guarnieri e Luciano Virgilio\, moglie e marito ai giorni nostri in una qualsiasi città e protagonisti di un bizzarro ménage. Lui è un tipo qualunque\, sempre in giro e senza un soldo\, incapace di lasciare la donna con cui vive da sempre. Lei è una donna ricca\, afflitta da due malattie: una rara allergia che la costringe a stare lontano dalla luce e l’ossessione che il suo uomo l’abbandoni.\nQuesto amore si deve confrontare con l’estremo surrealismo della vita.\nUn amore che cerca la luce e una felicità impossibile\, quello della coppia composta da Bambino e Bambina\, entrambi maniaci dei cavalli al punto da aver trasformato la propria casa in una sala corse\, teatro del loro quotidiano cercarsi e respingersi\, litigare e fare pace.\nSu una scena semplice ma allo stesso tempo bizzarra – un divano\, poltrone\, mucchi di giornali di ippica e due file di monitor tv con il risultato delle gare – si recita il continuo e tragico gioco dello stuzzicarsi. Immersi in un’atmosfera di gioco e perdono senza tregua. \nAntonio e Cleopatra alle corse (…) è una commedia bellissima e crudele\, piena di humour\, che la coinvolgente regia di Andrée Ruth Shammah affronta con la forza di un sorriso che non vuole nascondere la disperazione…. E poi\, ci sono loro: Bambino e Bambina\, cioè Anna Maria Guarnieri e Luciano Virgilio\, fantastici in questo ping pong strindberghiano\, lei con una insinuante crudeltà sottile che è fatta di paura e di angoscia; lui con quella sorniona generosità che è la cifra della sua umanità. Una gran coppia di interpreti. Da non perdere.\nMaria Grazia Gregori\, Del Teatro.it
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SUMMARY:Rita Marcotulli e Rocco Papaleo\, da Basilicata coast to coast
DESCRIPTION:1 febbraio 2011 ore 21\n\nRita Marcotulli – pianoforte\nRocco Papaleo – voce \nTra toni surreali e qualche puntata verso l’iperrealismo\, il Sud diviene simbolo di quell’Italia di provincia che in fondo si accontenta o meglio cerca di accontentarsi\, pur insoddisfatta dell’attuale andamento delle cose: dalla colonna sonora di un piccolo film di culto come Basilicata Coast to coast\, canzoni dedicate a semplici oggetti\, di cui si canta la storia\, tra significati più immediati ed altri più reconditi o simbolici\, per arrivare a canzoni d’amore dal tono più disteso\, intrise di sottile malinconia.\nRocco Papaleo nasce\, prima ancora che come attore cinematografico\, come uomo di palscoscenico che si è di frequente avventurato sulla strada del teatro-canzone\, fedele a un’idea di teatro che ha sempre portato avanti con estrema lucidità d’intenti\, all’insegna di un’istrionica trasversalità.\nRita Marcotulli lo accompagna con la musicalità originale\, ricca di virtuosismi mai fini a se stessi. Papaleo conferisce sostanza e concretezza interpretativa a quell’essenzialità di vita propria del Meridione\, sempre sospesa tra rassegnazione e sarcasmo\, misti ad un certo disincanto.
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SUMMARY:Non solo Bolero
DESCRIPTION:11 gennaio 2011 ore 21 \nregia e coreografie Mvula Sungani\ncon Kledi Kadiu\, Emanuela Bianchini\ne con la Compagnia Mvula Sungani\nsolisti: Ilaria Palmieri\, Ivana Cibin\, Alessia Giustolisi\, Maria Izzo\, Ilaria Ostili\, Elisa Tonelli\, Enrico Paglialunga\, Patrizio Bucci\nmusiche Bizet\, Orff\, autori Vari\nspettacolo in collaborazione con a.Artisti Associati /Circuito danza del FVG\nuna produzione Compagnia Mvula Sungani\n\nNon solo Bolero è un intreccio di trame dal forte sapore etnico che si susseguono in una scansione ritmica incalzante. Una storia ispirata a grandi opere\, come la Carmen di Prosper Mérimée\, i Carmina Burana di Carl Orff\,  Amores di Ovidio ed il Bolero di Ravel\, unite da un fil rouge di rarefatta intensità. \nMvula Sungani\, famoso coreografo italo-africano\, ha pensato per questa nuova storia a un giovane protagonista del balletto come Kledi Kadiu.\nKadiu deve sicuramente il suo successo alla popolarità raggiunta partecipando a popolari trasmissioni televisive come “Amici” e “Buona domenica”\, ma è anche un danzatore classico dalla formazione rigorosa\, che appena può torna sempre a danzare sul palcoscenico. Kledi Kadiu interpreta con straordinario carattere Non solo bolero al fianco della sua partner\, l’etoile Emanuela Bianchini\, e assieme a otto giovani solisti della Compagnia di Sungani.\nLa trama coreografica di Sungani è scritta come un film\, per raccontare vite e storie di persone comuni in un vortice di fisicità e dinamica\, di colori ed emozioni e splendide melodie\, da Ravel e Carl Off a musiche originali e composizioni popolari. \nKledi Kadiu è nato a Tirana in Albania. Giovanissimo è entrato all’Accademia Nazionale di Danza dove si è diplomato nel 1992. Nello stesso anno è entrato a far parte del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Tirana dove ha ricoperto\, fin dall’inizio\, ruoli da solista. La prima esperienza televisiva arriva nel 1996 e dall’anno seguente Kledi è primo ballerino in programmi che lo rendono popolare al grande pubblico\, da “Buona Domenica”\,  a “C’è posta per te” e “Amici”. Nel 2004 Kledi ha fondato la Kledi Dance. Nel 2007\, per due anni\, è protagonista di “Giulietta e Romeo” di Fabrizio Monteverde\, con il Balletto di Roma.
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SUMMARY:The Syringa Tree
DESCRIPTION:15 dicembre 2010 ore 21 \ndi Pamela Gien\ntraduzione di Maria Adele Palmeri\nregia Larry Moss e Rita Maffei\ncon Rita Maffei\ndisegno luci Stefano Mazzanti\nrealizzazione scene Luigina Tusini\nspeciali collaborazioni artistiche di Jean-Louis Rodrigue\, Matt Salinger e Pamela Gien\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\nin collaborazione con Matt Salinger/New Moon Production\ncon il sostegno di Comune di Udine – Assessorato alla Cultura/Calendidonna 2010 \nprima edizione italiana \nspettacolo vincitore del Premio Franco Enriquez 2010 \nmenzione speciale del Premio Internazionale Teresa Pomodoro per il Teatro dell’Inclusione\nThe Syringa Tree intreccia le storie e i destini di due famiglie di Johannesburg in Sudafrica\, una nera\, l’altra di bianchi\, nel susseguirsi di quattro generazioni\, dall’inizio dell’apartheid all’attuale Sudafrica libero. \nIntersecando le biografie di 26 personaggi\, a cui dà corpo e voce la vibrante interpretazione polifonica di Rita Maffei The Syringa Tree è la storia intensa e profondamente evocativa del sentimento forte e contrastante che lega due famiglie\, una nera\, l’altra di bianchi\, e di due bambine che sono nate nella stessa grande casa\, ma cresciute in due ambienti del tutto diversi. Siamo nei primi anni Sessanta in un sobborgo di Johannesburg\, in Sudafrica.\nNarrate attraverso gli occhi di una bambina di sei anni\, Elisabeth Grace\, le storie dei diversi destini di queste famiglie attraversano quattro generazioni\, dall’inizio dell’apartheid all’attuale Sudafrica libero. Un viaggio ironico ma venato anche da un percepibile sentimento di paura\, nel tentativo di dare un senso al caos\, alla magia e al lato oscuro dell’Africa. \nPamela Gien\, l’autrice di questo pluripremiato testo teatrale\, è nata a Johannesburg\, in Sudafrica\, ma da vent’anni vive e lavora negli Stati Uniti come attrice e drammaturga.\nIn Syringa Tree racconta l’esperienza dell’apartheid in Sudafrica dal punto di vista di una bambina.\nMa Syringa Tree è molto di più e rappresenta per l’unica attrice in scena un’autentica sfida: dare voce a tutti e 26 i personaggi di questa piéce che attraversa il tempo e una terra piena di Storia. Uno straordinario racconto polifonico capace di far coesistere sentimenti contrastanti sempre coinvolgenti ed emozionanti\, e che richiede alla sua interprete la messa in campo di un ampio registro di toni\, comportamenti\, accenti\, espressioni e stili interpretativi. In un continuo slittamento fra personaggi diversi per sesso\, razza\, estrazione sociale\, età\, accento e sguardo. \nLa prima protagonista di The Syringa Tree è stata Pamela Gien stessa\, in una prima edizione che ha debuttato a Seattle\, per due anni è stata replicata a New York\, e poi in tour mondiale\, a Londra come a Cape Town\, accumulando ovunque premi\, riconoscimenti e l’entusiasmo del pubblico. Il regista americano Larry Moss che l’ha diretta allora in quel fortunato allestimento\, guida oggi Rita Maffei che sarà l’interprete della prima edizione italiana di questo emozionante spettacolo. \nSebbene lo spettacolo preveda un’unica attrice in scena\, molti degli spettatori che hanno visto lo spettacolo in America hanno affermato di aver avuto l’impressione che ci fossero più persone in scena. Il lillà di Pamela Gien regalerà a voi e al pubblico un viaggio incancellabile in Sudafrica\, vi farà comprendere quanto possa essere potente l’odio\, ma anche quanto l’amore sia più forte e capace di guarire dal dolore (…)\ndalle note di regia di Larry Moss \nRita Maffei ha ricevuto dal Centro Studi Drammaturgici Internazionali Franco Enriquez il Premio Franco Enriquez 2010 per lo spettacolo The Syringa Tree con la seguente motivazione: “Un’attrice sensibile e curiosa e soprattutto non omologata a scelte facili\, l’unica\, bravissima interprete di un testo difficile che ti fa innamorare per il suo ritmo e la pienezza del racconto\, dalla interpretazione della Maffei scaturisce un misto di teatro verità scandito da i 24 diversi personaggi che lei fa vivere sulla scena senza cadere nel retorico siparietto. Una grande fatica che l’attrice gestisce in modo sapiente\, uscendo e rientrando dai protagonisti della storia intrisi di umanità. La Maffei firma di questo spettacolo\, assieme al primo regista dello spettacolo Larry Moss\, la regia italiana di questo grande racconto epico\, corale denuncia\, di un tempo che non dovrebbe mai ritornare”. \nA Rita Maffei e al suo spettacolo The Syringa Tree\, prodotto da CSS Teatro stabile di innovazione del FVG in collaborazione con Matt Salinger/New York\, la menzione speciale del Premio Internazionale Teresa Pomodoro per il Teatro dell’Inclusione. Il Premio è promosso dal Comune di Milano e dall’Associazione Spazio Teatro NO’HMA ed è intitolato alla memoria di Teresa Pomodoro\, originale ispiratrice e anima di una concezione del teatro aperto alla contaminazione fra le diverse discipline artistiche.\nLa prestigiosa giuria internazionale del Premio\, presieduta da Livia Pomodoro\, è composta da Eugenio Barba (Odin Teatret di Holstebro)\, Lev Dodin (Maly Teatr di San Pietroburgo)\, Frédéric Flamand (Ballet National de Marseille)\, Jonathan Mills (Edinburgh International Festival)\, Lluís Pasqual (Teatre Lliure) e Luca Ronconi (Piccolo Teatro di Milano).\nGiunto quest’anno alla terza edizione il Premio vede l’adesione del Presidente della Repubblica Italiana e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e ha come obiettivo quello di contribuire a rivelare e promuovere quelle forme di “teatro dell’inclusione” che immettono le arti sceniche nel cuore delle società\, restituendo al teatro il suo valore di esperienza\, occasione di crescita e condivisione aperta a tutti i cittadini\, senza distinzione di età\, classe sociale\, sesso e appartenenza geografica.
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SUMMARY:The Angelic Voices of Praise
DESCRIPTION:10 dicembre 2010 ore 21 \nNicole (Nikki) Ingrani / Latonya Riley / Nita Bush Raymond Holmes jr / Ricky Dillard \nThe Angelic Voices of Praise Gospel Choir è un ensemble costituito da alcuni tra i più importanti cantanti della scena gospel statunitense. I suoi musicisti si sono esibiti in tutto il mondo con “leggende gospel” del calibro di Edwin Hawkins\, Kirk Franklin\, Yolanda Adams\, Marvin Sapp\, Tyler Perry\, e artisti di fama mondiale come the Temptations\, Jessica Simpson\, Glenn Jones\, R Kelly.\nThe Angelic Voices of Praise Gospel Choir si è formato per celebrare la grande ispirazione e la potenza della musica gospel\, unendo i ritmi della musica soul e l’energia delle sue ricche armonizzazioni che elevano l’anima ed esprimono l’essenza di questo genere musicale.\nScopo del coro è elevare con la musica chi ascolta\, toccandone in profondità lo spirito: coinvolgente e colorato ogni spettacolo delle “Voci angeliche” suscita l’entusiasmo del pubblico e si trasforma immancabilmente in una grande celebrazione collettiva.
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SUMMARY:Urge
DESCRIPTION:28 novembre 2010 ore 21 \ndi e con Alessandro Bergonzoni\nregia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi\nuna produzione Progetti Dadaumpa \nUn attore che in scena può far scomparire improvvisamente il senso comune e sostituirlo con panorami fino ad un attimo prima impensabili. E’ ciò che da sempre ci si deve\, fortunatamente\, aspettare da Alessandro Bergonzoni\, un attore-autore che non ha imitatori proprio perché non si ferma davanti al linguaggio\, ma vi si immerge fino ad estrarne i concetti fondanti\, perché –  come recita il titolo di una sua recente lectio magistralis al festival della filosofia – ha “fatto voto di vastità”… Vedremo un Bergonzoni sempre anarchicamente comico\, ma questa volta\, molto più critico e polemico verso la realtà e i suoi assedi. \nAlessandro Bergonzoni è un comico\, scrittore\, autore e attore di teatro italiano.\nGià dai suoi primi lavori teatrali\, Bergonzoni sviluppa i temi comici che caratterizzeranno il suo stile inconfondibile: l’assurdo comico e la capacità di “giocare” col linguaggio in situazioni surreali e paradossali. Il suo debutto avviene con lo spettacolo Scemeggiata (1982)\, a cui seguono successi come La saliera e l’ape Piera (1985)\, Non è morto né Flic né Floc (1987)\, Le balene restino sedute (1988) Anghingò (1992) La cucina del frattempo (1994) Zius (1997) Madornale 33 (1999) Predisporsi al micidiale (2004)\, Nel (2007). \n… la mia mente è aperta davanti al pubblico: mi squarto e ne faccio un’autopsia comica e ho la necessità di essere creativo non giornalistico o parodistico\, soprattutto in quest’epoca dove sembra che tutto debba essere denuncia o spiegazione; ma nell’arte\, al contrario\, le parole devono servire all’impossibile\, alla complicazione della mente\, devono permettere solo di andare altrove…  (Alessandro Bergonzoni)
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SUMMARY:Trio Caravaggio
DESCRIPTION:25 novembre 2010 ore 21 \nFrancesco Cerrato – violino\nStefano Cerrato – violoncello\nPaolo Gilardi  – pianoforte \nConcerto in collaborazione con gli Amici della Musica di Udine. \nProgramma\nLudwig Van Beethoven / Trio op. 97 in si bemolle Maggiore “L’arciduca”\nFranz Schubert / Trio O. 99 D. 898 in sib Maggiore \n“Trio intenso e vibrante'”\, “Eccellente l’intesa musicale e la profondità della ricerca del Trio Caravaggio”\, “Il Trio che incanta”: ecco come alcuni critici definiscono il Trio Caravaggio nelle recensioni su importanti quotidiani italiani. Vincitori di premi internazionali come il Concorso Internacional de violoncelo “Lluis Claret”\, il Concorso Internazionale pianistico “Camillo Togni”\, il “Concorso Internazionale di Musica da Camera” di Caltanissetta e “Vittorio Gui” di Firenze\, il Trio si è formato alla scuola di Alexander Lonquich\, Konstantin Bogino\, Pavel Vernikov\, David Geringas e si è esibito nelle più importanti città europee e internazionali (Parigi\, Basilea\, Klagenfurt\, Salisburgo\, Neubrandenburg\, Helsinki\, S. Pietroburgo\, New York\, Sao Paulo\, Tokyo).
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SUMMARY:Piero Sidoti Trio / Genteinattesa
DESCRIPTION:5 novembre 2010 ore 21 \nPiero Sidoti – voce e chitarra\nGiuseppe Battiston – voce\nPiero Ponzo – clarinetto e sax\nNicola Negrini – contrabbasso \nGenteinattesa è un titolo vagamente beckettiano. Rimanda a persone anonime che stazionano nell’incertezza\, aspettando che arrivi il loro treno-Godot.\nE intanto\, in quella pausa di sospensione\, affidano alla fertilità dell’immaginazione disincantata la linea della loro resistenza ingegnosa. \nPiù che vivere al centro\, è gente comune che sopravvive ai margini e proprio lì\, in quelle periferie dell’animo e della società\, affina una propria particolare sensibilità\, capace di rubare alle cose attimi unici di emozioni e pensieri\, per piccole storie quotidiane intrise di irripetibile originalità umana. In 12 tracce si disegna una galleria irresistibile di ritratti umani\, con personaggi defilati\, rimossi\, disattesi: la prostituta di “venere nera”\, un vecchio ballerino in disarmo\, un acrobata\, un prigioniero\, un musicista\, un giovane precario a vita. Quasi un concept album: debitore\, in molti tratti della tradizione del “teatro canzone”\, sui disagi e le contraddizioni di una generazione e di un’epoca.
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SUMMARY:Il Mistero Buffo di Dario Fo (ps: nell’umile versione pop)
DESCRIPTION:1 novembre 2010 ore 21 \ndi Paolo Rossi\nriduzione e adattamento di Paolo Rossi e Carolina De La Calle Casanova\nregia Carolina De La Calle Casanova\ncon Paolo Rossi\ncon la partecipazione straordinaria di Lucia Vasini\nmusiche composte ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila\nproduzione La Corte Ospitale – Compagnia del Teatro Popolare\nin collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber \nPaolo Rossi\, giullare dei nostri giorni inaugura la stagione numero 14\, con una strepitosa “umile versione pop” del Mistero Buffo\, il capolavoro che contribuì ad assegnare il Nobel per la Letteratura 1997 al suo autore e interprete\, Dario Fo.\nMistero buffo è un insieme di monologhi incentrati sul grammelot\, una lingua inventata nella quale riecheggiano sonorità dialettali del Nord Italia e che contribuisce a riprodurre lo stile irriverente delle messe in scena dei giullari e dei cantastorie medioevali. Dario Fo attualizza così la figura del giullare\, interprete dei malumori del popolo e rilegge in chiave buffonesca i misteri religiosi rovesciando il punto di vista di chi ascolta e denunciando così le mistificazioni di avvenimenti storici e letterari che si sono succedute nel corso dei secoli.\nIl comico monfalconese rivisita e aggiorna i misteri di Fo\, per una nuova e gloriosa pagina del suo Teatro Popolare\, un teatro che vuole “rianimare” le coscienze\, giocare con il pubblico\, improvvisare\, senza mai perdere di vista la lezione dei classici e della tradizione. \n“Questo mio Mistero Buffo (che non è mio\, ma a tutti ormai appartiene) vuole essere un omaggio al mio maestro Dario Fo\, e\, nella mia umile versione pop\, alla strada\, che tuttora io frequento.\nNon potendo Dario né imitarlo né copiarlo\, né fingere\, d’essere altro da me\, sarà un viaggio che spero con le repliche il pubblico migliori\, così come fece\, mi disse Dario\, con il suo Mistero.\nEssendo questo mio lavoro anche frutto della mia ricerca sul nuovo Teatro Popolare\, metto questo spettacolo finora a disposizione di chi ancora sogna\, lotta e ha voglia di cambiare”. Paolo Rossi
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