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SUMMARY:Manca solo la domenica
DESCRIPTION:21 aprile 2010 ore 21 \nLicia Maglietta – con Vladimir Denissenkov\, grande maestro del bayan\, la peculiare fisarmonica russa – chiude la stagione del Teatro Pasolini di Cervignano con Manca solo la domenica \nEsistono amori che non danno la felicità ma…se ne possono vivere altri!\n“Il problema era serio\, con quel cotogno tra i piedi come continuare nella solita vita che ogni giorno la portava fuori casa\, in altri paesi\, anche molto lontani?”\nMa Borina\, all’anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo\, trasforma\, trasforma tutto fino all’estremo\, fino in fondo.\nLa sua vulnerabilità non è stata rispettata e lei si riappropria di tutto e di tutti.\nAndare lontano dalla propria casa.\nFantasticare una vita di sentimenti amorosi e luttuosi.\nDesiderare passioni\, amori e soprattutto uno status\, riconosciuto da tutti\, da poter portare dipinto sulla faccia come una voglia di fragola.\nE se la realtà le impedisce di continuare a vivere tutto questo Borina non se ne preoccupa: pianifica.\nCome una straordinaria attrice dal lunedì al sabato accanto alla sua vita piatta e prevedibile come quella di tutto il paese\, ne affianca un’altra fatta di tournée in altri luoghi nel suo ruolo di VEDOVA!\nL’unico cruccio resta la domenica.\nSì\, manca solo la domenica…
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SUMMARY:Carmen
DESCRIPTION:1 marzo 2010 ore 21 \nballetto in due atti\nda un racconto di Prosper Merimée\ncon i danzatori di Balletto del Sud\nscene Francesco Palma\nmusiche Bizet\, Albéniz\, Chabrier\, Massenet\ncoreografia Fredy Franzutti\nproduzione Balletto del Sud \nspettacolo in collaborazione con Circuito danza FVG/a.Artisti Associati \nCarmen\, balletto in due atti\, è la nuova creazione di Fredy Franzutti per la sua compagnia Balletto del Sud; dramma della passione e della seduzione ispirato al romanzo breve di Prosper Merimée e all’opera lirica di George Bizet. Il coreografo pone l’eterna vicenda passionale tra il brigadiere dei dragoni\, Don Josè\, e la bella ma volubile gitana\, Carmen\, sotto l’egida inaffidabile e simbolica del destino sostenuto dalla superstizione e dai dettami di una passione divorante. Un destino che incombe funesto su Don Josè\, interpretato con raffinata sensibilità dal cubano Carlos Montalvan ma soprattutto su Carmen\, interpretata da Enada Hoxha\, che rivendica una vita vera e libera al riparo da codici di comportamento e compromessi.\nAlle musiche di Bizet si affiancano opere di altri autori (Albeniz\, Chabrier e Massenet) tessute con arte\, nella trama dell’opera\, a scopo narrativo e didascalico. Come il narratore Merimée\, Franzutti\, archeologo curioso dei costumi locali iberici\, immerge la vicenda in una atmosfera orientaleggiante – supportata da sontuosi costumi e raffinate scene – che coniuga musica e danza come parti indissolubili di un’unica opera. Così Carmen restituisce il breve racconto d’amore e morte\, nella tradizione di Tristano e Isotta\, rinnovato da una passione esclusiva e implacabile che trasforma un giovane sottoufficiale in bandito e assassino. Carmen rappresenta non solo l’esaltazione di una passione che allieta la vita per un breve momento\, ma anche e soprattutto un inno alla libertà. \nBalletto del Sud Compagnia nata nel 1995\, fondata e diretta da Fredy Franzutti. Riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nel ’99\, il Balletto del Sud\, è oggi una delle più apprezzate compagnie di danza in Italia. Nella sua attività si è arricchita di un repertorio di ventotto produzioni comprendente i grandi titoli della tradizione classica (Il Lago dei Cigni\, La bella Addormentata\, Lo Schiaccianoci\, Romeo e Giulietta\, Sheherazade\, L’Uccello di Fuoco) coreografati da Fredy Franzutti e impreziositi dalla partecipazione di numerose étoile ospiti come Carla Fracci\, Lindsay Kemp\, Alessandro Molin\, Xiomara Reyes.
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SUMMARY:Claudio Cojaniz A.P.Trio ‘09 / Indigo
DESCRIPTION:22 febbraio 2010 ore 21 \nClaudio Cojaniz –  pianoforte\nAlessandro Turchet –  contrabbasso\nLuca Colussi – batteria \nIndigo è il nuovo progetto che Claudio Cojaniz\, pianista e compositore\, ha realizzato assieme al contrabbassista Alessandro Turchet e al batterista Luca Colussi. Si tratta di un percorso emozionale ed evocativo «in nove lune”\, immerso nei giochi d’ombre e luci che quel paesaggio sa creare. Il viaggio è quello compiuto da Willy\, un bambino particolare\, una creatura in contatto ipersensibile con le energie a cui danno vita i siderali bianchi e i caldi neri. Un eterno Orfeo che suona un pianoforte lunare!\nDopo gli studi accademici di pianoforte e composizione\, Claudio Cojaniz intraprende un’intensa attività di compositore coronata da numerose opere\, come: Apèiron per vibrafono e 15 strumenti\, Spheres per orchestra\, Quartetto Caleidoscopico con il Quartetto Italiano di Sassofoni\, Memories\, scritta per orchestra a microintervalli e commissionata dall’Orchestra Scarlatti\ndi Napoli\, Der Siebente Ring\, per il Contempo Ensemble. Fra le sue più recenti registazioni ci sono Intermission Riff\, per piano-solo\, Polene\, suite in 6 parti per piano-solo\, dedicata al mare\, Marmaduke\, con A. Balanescu al violino. È intensa anche la sua attività di jazzista\, compositore per il cinema\, il teatro\, i cartoni animati.
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SUMMARY:Festa di famiglia
DESCRIPTION:17 febbraio 2010 ore 21 \nda testi di Luigi Pirandello\ndrammaturgia e regia Manuela Mandracchia\, Alvia Reale\, Sandra Toffolatti\, Mariangeles Torres\ncon Fabio Cocifoglia\, Anna Gualdo\, Manuela Mandracchia\, Diego Ribon\, Sandra Toffolatti\, Mariangeles Torres\ncollaborazione alla drammaturgia di Andrea Camilleri\nuna produzione Mitipretese\, Mercadante Teatro Stabile di Napoli\, Artisti Riuniti \nFesta di famiglia nasce da un originale assemblaggio di testi di Luigi Pirandello: sette commedie e materiali estratti dalle sue novelle e dai romanzi vengono tagliate e cucite assieme a dare vita ad un unico testo. Artefice di questo capolavoro di ingegneria narrativa è un altro conterraneo di fama di Pirandello\, lo scrittore Andrea Camilleri\, che offre con questo lavoro di abile copia-e-incolla la sua preziosa e straordinaria collaborazione alla giovane compagnia Mitipretese. Dopo il riuscito esperimento di Roma ore 11  – spettacolo che l’ha affermata in Italia\, molto apprezzato anche a Cervignano\, due stagioni fa  – la compagnia si ripropone nell’intento di proseguire la ricerca testuale e scenica intrapresa in team da quattro attrici bravissime come Manuela Mandracchia\, Alvia Reale\, Sandra Toffolatti e Mariangeles Torres. Soggetto e oggetto della nuova indagine del quartetto rimane la figura femminile\, mentre si sposta il punto di vista: non più il mondo del lavoro\, come era per  Roma ore 11\, ma le donne viste attraverso il filtro della loro vita in famiglia.\nFesta di famiglia è una riflessione sulle dinamiche di violenza e sopruso che si possono scatenare all’interno del nucleo familiare. Il pretesto per parlarne è il compleanno di una madre di sessanta anni festeggiata dalle sue tre figlie\, ma sotto il velo di questa riunione in un interno borghese si celano le forme segrete della coercizione\, della prevaricazione\, della violenza quotidiana esercitata contro le donne nelle stanze più intime e quotidiane della casa e della famiglia. C’è la molestia sessuale del padre verso la figliastra dei Sei personaggi in cerca d’autore\, il marito segregatore di Questa sera si recita a soggetto\, il manipolatore di personalità de L’amica delle mogli.\n“Attraverso Pirandello – dichiarano le autrici-attrici – abbiamo voluto raccontare una storia contemporanea: un punto di vista sulla famiglia che sembra superato per la nostra società evoluta\, ma che invece rispecchia ancora fedelmente quello che siamo”.\n\nAndrea Camilleri Regista\, autore teatrale e televisivo e saggista. Sin dal ’49 lavora come regista e sceneggiatore; in queste vesti ha legato il suo nome alle più note produzioni poliziesche della tv italiana: dal tenente Sheridan al commissario Maigret con Gino Cervi. Col passare degli anni ha affiancato a questa attività quella di scrittore; è stato autore di importanti romanzi di ambientazione siciliana nati dai suoi personali studi sulla storia dell’isola. Il grande successo è arrivato con l’invenzione del Commissario Montalbano.
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SUMMARY:Italiani\, italieni\, italioti
DESCRIPTION:7 febbraio 2010 ore 21 \ndai testi di Michele Serra\nregia e drammaturgia Giorgio Gallione\ncon Ugo Dighero e la Banda Osiris – Sandro Berti\, Gianluigi Carlone\, Roberto Carlone\, Giancarlo Macrì\nscene e costumi Guido Fiorato\nluci Aldo Mantovani\nmusiche originali e arrangiamenti Banda Osiris\nuna produzione Teatro dell’Archivolto \nItaliani\, Italieni\, Italioti nasce dai testi di Michele Serra\, commentatore\, editorialista e curatore de L’amaca\, la seguitissima rubrica fissa di Repubblica dove Serra descrive\, sempre con garbata ironia\, vizi e costumi della politica e della società italiana.\nTutto questo materiale si trasforma in monologhi\, canzoni\, rime\, ballate che raccontano\, irridono\, svelano\, sottolineano la faccia ipocrita e arrogante dell’Italia. Un’esilarante e corrosiva radiografia del nostro Paese\, costruita sugli scritti\, le poesie\, le “satire” e i breviari comici di Michele Serra. Un esorcismo per musica e parole per cantare le assurdità\, i paradossi\, le vanità rovinose di noi “italiani\, italieni\, italioti”. Uno spettacolo dove il rumore del caos dei nostri tempi diventa una sinfonia di risate amare.\nAffidandosi al loro proverbiale e stralunato humour\, al trasformismo dei loro camaleontici strumenti musicali\, alla forza della fantasia e a un indomabile spirito beffardo\, i quattro professori della Banda Osiris\, affiancati in questa avventura dal talento bizzarro e virtuosistico di Ugo Dighero\, costruiscono uno spettacolo a cavallo tra un moderno canzoniere politico e un’Opera da tre soldi di italica fattura. Una partitura eccentrica dove le invenzioni musicali e linguistiche si intrecciano\, canzonatorie\, per costruire un varietà contemporaneo dove il comico cerca di essere ancora eversivo e il grottesco cerca di svelare l’inessenziale\, il contraffatto e il superfluo. \nBanda Osiris Considerata la massima espressione in Italia della comicità nel teatro musicale\, la Banda è composta da: Sandro Berti\, Gianluigi Carlone\, Roberto Carlone e Giancarlo Macrì. Accanto al teatro\, Banda Osiris si  è affermata anche sul piccolo schermo\, scritto ed eseguito colonne sonore per il teatro\, documentari e cinema\, e nelle ultime stagioni ha contribuito al successo della trasmissione domenicale di Serena Dandini Parla con me. \nUgo Dighero Fondatore del gruppo Broncoviz insieme a Maurizio Crozza\, Marcello Cesena\, Carla Signoris e Mauro Pirovano\, nel 1999 inizia la collaborazione con la Gialappas Band\, appare in serie televisive come Un medico in famiglia\, nelle cinque edizioni di RIS\, delitti imperfetti e al cinema. \n“Mi è spesso capitato\, scrivendo\, di sghignazzare o commuovermi nel giro di mezza frase appena. Non vedo perché lo spettatore\, che tra l’altro è molto più rilassato di me\, non possa farlo con uguale elasticità d’animo e di sguardo.”\nMichele Serra \nMonologhi\, canzoni\, rime\, ballate che raccontano\, irridono\, svelano\, sottolineano la faccia ipocrita e arrogante dell’Italia. Un’esilarante e corrosiva radiografia del nostro paese\, costruita sugli scritti\, le poesie\, le “satire” e i breviari comici di Michele Serra. Un esorcismo per musica e parole per cantare le assurdità\, i paradossi\, le vanità rovinose di noi “italiani\, italieni\, italioti”.  Uno spettacolo dove il rumore del caos dei nostri tempi diventa una sinfonia di risate amare. \nLo spettacolo alterna due strutture narrative: la prima costruita sui pensieri e le riflessioni di un uomo (di sinistra) che si interroga sull’oggi\, sulla situazione del proprio paese\, attraverso riflessioni intime\, inquietanti\, a volte dolorose. Sono i testi tratti dalla rubrica quotidiana che Michele Serra scrive per Repubblica\, l’Amaca\, usando il materiale che la cronaca\, la politica\, il costume gli offre a ritmo\, purtroppo\, forsennato. La seconda costruita con numeri di taglio più satirico\, manipolando tutti i pezzi che caratterizzano la collaborazione con “L’Espresso” – “Satira preventiva” – in cui l’autore disegna un mondo in bilico tra le goffe mani della scimmia umana.\nAffidandosi al proverbiale e stralunato humour\, alla forza della fantasia e all’indomabile spirito beffardo e iconoclasta dei quattro professori della Banda Osiris\, affiancati in questa avventura dal talento bizzarro e virtuosistico di Ugo Dighero (da Mai dire gol ai Ris)\, nasce così uno spettacolo a cavallo tra un moderno canzoniere politico e un’Opera da 3 soldi (euro?) di italica fattura; una partitura eccentrica dove le invenzioni musicali (alla canzone di Dario Fo “Canto degli Italioti”\, che ha ispirato il titolo\, si aggiungono tre titoli di Giorgio Gaber  – “Salviamo ‘sto paese”\,  “Il potere dei più buoni”  e “La legge” – e le composizioni originali della Banda Osiris) e quelle linguistiche si intrecciano\, canzonatorie\, per costruire un varietà contemporaneo dove il comico cerca di essere ancora eversivo e il grottesco cerca di svelare l’inessenziale\, il contraffatto e il superfluo.\nUna fungaia di assurdità\, paradossi criminali e crimini paradossali\, tra televisione spazzatura\, un corso di razzismo\, le celebrazioni per il Centocinquantesimo anniversario dell’Unità dì’Italia\, le deliranti proposte per il nuovo inno nazionale\, il contributo italiano al G 20\, in un esercizio di frenetica\, esilarante comicità.\nGiorgio Gallione
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SUMMARY:Paolo Chiarandini / Plays Genesis
DESCRIPTION:2 febbraio 2010 ore 21 \nPaolo Chiarandini – piano solo \nPaolo Chiarandini\, apprezzato pianista di Tricesimo\, ha dedicato il suo primo album alla musica dei Genesis\, uno dei gruppi più creativi e geniali del progressive anni ‘70\, e il suo tributo si rifà alla versione per piano solo dei loro successi arrangiata da David Myers. A questa edizione per pianoforte va il merito di restituire intatto tutto il «rock” dei Genesis\, ma anche di far emergere dalla musica del gruppo inglese – guidato allora dal grande Peter Gabriel – una ricchezza e uno spessore quasi sinfonico.\nQuando i dischi dei Genesis videro la luce affascinando milioni di giovani in tutto il mondo\, Chiarandini era sicuramente fra loro. Quello che lo affascinava era probabilmente trovarci riferimenti ai più grandi compositori oggetto dei suoi studi classici – da Bach a Schumann\, da Debussy a Bartòk. Gli ascolti dei maggiori gruppi dell’area prog di quegli anni (dai King Crimson agli Emerson\, Lake and Palmer\, dal Banco del Mutuo Soccorso alla PFM) hanno via via influenzato il pianismo di Chiarandini e lo hanno reso più prossimo a quello di Rick Wakeman che a quello classico contemporaneo.
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SUMMARY:È bello vivere liberi!
DESCRIPTION:28 gennaio 2010 ore 21 \nispirato a È bello vivere liberi. Ondina Peteani. Una vita tra lotta partigiana\, deportazione ed impegno sociale\, di Anna Di Gianantonio\, IRSML FVG\, 2007\nideazione\, drammaturgia\, regia e interpretazione Marta Cuscunà\ncostruzione degli oggetti di scena Belinda De Vito\nluci e suoni Marco Rogante\nuna coproduzione Fies / Operaestate Festival Veneto\nCon il sostegno di Comitato Provinciale per la promozione dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana di Gorizia\, A.N.P.I. Comitato Provinciale di Gorizia\, A.N.P.I. Sezione di Ronchi dei Legionari\, Centro di Aggregazione Giovanile del Comune di Monfalcone\, Biblioteca Comunale Sandro Pertini di Ronchi dei Legionari\, Comune di San Vito al Tagliamento Assessorato ai beni e alle attività culturali\, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia\, Polo di Aggregazione Giovanile Toti del Comune di Trieste\, Comitato Permanente Ondina Peteani.\nMarta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory \nspettacolo vincitore Premio Scenario per Ustica 2009\n\nÉ bello vivere liberi! è lo spettacolo che ha rivelato il talento di Marta Cuscunà all’attenzione nazionale. Uno spettacolo che prende ispirazione dalla figura e biografia di una giovane donna di Ronchi dei Legionari\, Ondina Peteani\, prima staffetta partigiana d’Italia\, deportata (e sopravvissuta) ad Auschwitz. Giovane\, piena di speranza e animata da un irrefrenabile bisogno di libertà\, Ondina Peteani diventa scintilla di uno spettacolo civile “per un’attrice\, 5 burattini e un pupazzo”. É il primo lavoro di Marta Cuscunà come attrice e autrice\, con cui ha vinto\, nel 2009\, il Premio Scenario per Ustica. A 10 anni da quel debutto rivelazione\, Contatto riporta a Udine\, nella giornata nazionale della Liberazione\, É bello vivere liberi! \nÉ bello vivere liberi! è uno spettacolo per riappropriaci della gioia\, delle risate\, delle speranze dei partigiani che sono state soffocate dallo sterile nozionismo. É uno spettacolo per riscoprire l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile. \nwww.martacuscuna.it/e-bello-vivere-liberi/
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SUMMARY:Quartetto Melica / Leggende di periferia\, storie di Buenos Aires
DESCRIPTION:18 gennaio 2010 ore 21 \nmusiche di Astor Piazzolla e poesie di Jorge Luis Borges e Horacio Ferrer \nAmbra Cusanna – violino\nMaria Saveria Mastromatteo -violino\nClaudia Brancaccio – viola\nLisa Pizzamiglio – violoncello\nMassimo Somaglino – voce narrante\n\nIl quartetto Mélica si è costituito nell’ambito dei gruppi da camera dell’Orchestra Giovanile «L. Cherubini”\, nati per volontà dei giovani musicisti componenti l’Orchestra e su invito del Maestro Riccardo Muti\, con l’obiettivo di sviluppare e perfezionare l’affiatamento dei musicisti. Le componenti del quartetto hanno debuttato\, nell’estate 2006\, ospiti della prestigiosa stagione cameristica del Ravenna Festival. Il quartetto ha poi seguito un percorso artistico-culturale che privilegia il seducente connubio tra musica e poesia.\nE da questa idea deriva il nome scelto per la loro formazione\, Quartetto Melica. Nella letteratura greca\, la poesia mélica\, da mélos\, canto\, è proprio la poesia accompagnata dalla musica. Il concerto-spettacolo Leggende di periferia\, storie di Buenos Aires fa incontrare la musica di un grande compositore argentino come Astor Piazzolla e testi di Jorge Luis Borges e Horacio Ferrer\, ha debuttato nel 2007 nel bellissimo Salone di Palazzo Gotico a Piacenza e ha inaugurato la stagione cameristica dell’Università degli Studi a Milano.
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SUMMARY:The Harlem Messengers / from New York
DESCRIPTION:16 dicembre 2009 ore 21 \nGli Harlem Messangers sono uno dei più noti gruppi gospel a livello internazionale. I suoi musicisti suonano assieme da oltre 20 anni\, facendo conoscere al mondo la magia della musica afroamericana\, dal gospel al rythm’n’blues. Nel 2008 sono stati protagonisti di una serie di concerti applauditissimi in tutta Europa e il loro repertorio spazia dalle più note melodie della tradizione gospel ai canti tipici delle festività natalizie. A Cervignano si esibiranno in una formazione di otto elementi\, tre musicisti e cinque cantanti.\nFondati da Kellie Turner nel 2001\, gli Harlem Messangers from New York hanno suonato in club\, teatri e arene\, divertendo ed emozionando ovunque il pubblico dei loro concerti\, dall’Europa all’Asia all’Australia e Nuova Zelanda. La loro missione è trasmettere gioia e felicità attraverso il canto\, celebrare la vita\, comunicare un messaggio di speranza e di amore.
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SUMMARY:Radio clandestinaRoma\, le Fosse Ardeatine\, la Memoria
DESCRIPTION:14 dicembre 2009 ore 21\n\nscritto\, diretto e interpretato da Ascanio Celestini\na partire dal testo di Alessandro Portelli L’ordine è già stato eseguito\nmusica originale Matteo D’Agostino \nRadio Clandestina è uno degli spettacoli più intensi di Ascanio Celestini. Alla maniera di questo cantastorie civile\, di questo originale teatrante che scrive racconti teatrali con spirito da antropologo\, Ascanio Celestini ricostruisce i giorni che precedono e seguono\, a Roma\, l’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine. Quel tragico evento è il cuore di un racconto che si allarga nei tempi e nei contorni geografici; una piccola storia di Roma e d’Italia fatta di incontri e di trasformazioni urbanistiche violente\, di guasti irreparabili e di ferite inferte dal fascismo. E’ un collage palpitante e vivo di ricordi orali raccolti in famiglia\, di incontri dal giornalaio o al bar\, con estratti dai materiali pubblicati nel libro di Alessandro Portelli L’ordine è stato eseguito. \nLa ricostruzione di uno degli episodi neri della storia italiana del Novecento\, costringe anche i più distratti ad entrare nel clima tragico di quei giorni del ’44\, il 23 e il 24 di marzo\, due giornate che racchiudono una traiettoria infinita\, compresa tra l’attentato di via Rasella e la strage delle Fosse Ardeatine\, una rappresaglia che costò la vita a 335 civili innocenti. Senza un filo di voce retorica\, ma con l’aiuto di un sorriso sano e sommesso\, un candore trasognato\, Ascanio Celestini dà voce a un flusso di raccapriccianti e tenere ricostruzioni di quella strage\, fra preamboli economici ed etici e commoventi paragrafi di commedia. Un racconto reso severo un allestimento essenziale\, struggente dalle musiche popolari e originali composte per lo spettacolo da Matteo D’Agostino\, lieve dall’ironia sorridente e dolce del narratore. \nAscanio Celestini è un formidabile narratore di storie. Debutta nel 1999 con lo spettacolo Cicoria. In fondo al mondo\, Pasolini. A seguire la trilogia Milleuno progetto di narrazione di tradizione orale.   Nel 2000 è la volta di Radio Clandestina\, a cui seguono Cecafumo\, La fine del mondo\, Scemo di guerra\, Appunti per un film sulla lotta di classe. Vincitore di numerosi premi tra cui\, nel 2002\, il Premio Ubu speciale per “la capacità di cantare attraverso la cronaca la storia di oggi come mito e viceversa”\, è anche autore di numerosi libri (Fabbrica\, La pecora nera\, Lotta di classe ed altri)\, collabora con Radio3 ed è ospite fisso della trasmissione Parla con me di Serena Dandini.\n\nE per quel muro che sta lì ce vuole uno che la storia del muro la racconta lui\, sennò quel muro è soltanto un pezzo de muro. Perché poi la guerra finisce\ne la storia delle madri\, delle mogli\, dei figli… continua e noi questa storia\nè come se ce l’abbiamo scritta in faccia.
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SUMMARY:Capriole in salita
DESCRIPTION:9 dicembre 2009 ore 21 \ndi Pino Roveredo\nregia Francesco Macedonio\ncon Massimiliano Borghesi\, Giorgio Monte\, Maria Grazia Plos\, Marzia Postogna\, Ariella Reggio\, Maurizio Zacchigna\nscene Andrea Stanisci\nmusiche Massimiliano Forza\ncostumi Saverio Caliò\nuna produzione la Contrada – Teatro Stabile di Trieste e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\nin collaborazione con Ente Regionale Teatrale del FVG \nCapriole in salita\nCapriole in salita narra in presa diretta le mille sconfitte di Pino\, protagonista di una storia tutta vera\, anche quando sembra insopportabile: il viaggio all’inferno e ritorno di un uomo la cui anima galleggia in un mare di alcool.\nNelle vicende del protagonista e dei suoi compagni di bevute e sventure si riconoscono le vite e le morti dei molti che sono\, o sono stati\, prigionieri della sua stessa assurda sete.\nCapriole in salita – tratto dal romanzo autobiografico di Roveredo – è una storia grottesca e impietosa\, che commuove quando racconta i disperati tentativi di uscire dai “cappotti di vetro” del disagio\, senza perdere l’innocenza né lo spirito vitale. \nPino Roveredo\nNato a Trieste\, Pino Roveredo è un autore che negli ultimi anni ha diverse volte affrontato tematiche difficili e “scomode” come l’alcolismo o il carcere. Ha esordito nella narrativa con Capriole in salita nel 1996 (Edizioni Lint). Successivamente ha pubblicato\, sempre con Lint\, la raccolta di racconti Una risata piena di finestre (1997)\, il suo secondo romanzo La città dei cancelli\, cui sono seguiti Ballando con Cecilia e San Martino al Campo.\nIl suo primo atto unico teatrale\, La bela vita (1998)\, è stato rappresentato presso la Casa Circondariale di Trieste e al Politeama Rossetti di Trieste. Altri suoi atti unici: Centro Diurno e Le fa male qui?\, sono stati rappresentati in varie città. Nel ’99 ha scritto\, sceneggiato e interpretato per la RAI il film in sei puntate I Luoghi di Pino.\nDiversi suoi racconti sono stati pubblicati nelle raccolte Tra le rughe\, Trieste-Paesaggi della nuova narrativa e Trieste e un manicomio.\nCollabora come opinionista con i quotidiani “Il Piccolo” di Trieste e “Il Gazzettino” di Pordenone. Da oltre dieci anni è impegnato nell’attività sociale\, prima come operatore degli alcolisti in trattamento\, poi come responsabile del Centro Studi della Comunità di S. Martino al Campo. Ha tenuto lezioni di scrittura e comunicazione con i ragazzi del Centro Diurno del SERT di Trieste; collabora con la Comunità Terapeutica per le tossicodipendenze “Finisterre” e con i Ragazzi della Panchina di Pordenone.\nNell’estate del 2001\, la Contrada ha rappresentato al Festival di Todi Ballando con Cecilia\, riduzione teatrale di Roveredo tratta dal suo stesso romanzo. Lo spettacolo e la sua protagonista\, Ariella Reggio\, hanno ricevuto un tale consenso da parte del pubblico e della critica da spingere la Contrada a riproporre lo spettacolo l’anno dopo nel cartellone di prosa del Teatro Cristallo.\nNel settembre 2005\, Pino Roveredo ha vinto il 43° Premio Campiello (ex-aequo con Antonio Scurati) per il suo ultimo libro\, Mandami a dire\, edito dalla Bompiani.
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SUMMARY:Yamandu Costa
DESCRIPTION:26 novembre 2009 ore 21 \nYamandu Costa – chitarra solista \nAutodidatta di incredibile talento naturale\, Yamandu Costa è oggi uno dei musicisti più famosi del ricco panorama della musica brasiliana. La chitarra a 7 corde – di cui Costa è uno dei massimi interpreti al mondo – è uno strumento che offre una vasta gamma timbrica e questo giovane chitarrista non perde occasione per usarla ogni volta con straordinaria versatilità e impressionante tecnica\, traendone dinamiche originali e di rara intensità\, dove lo choro\, la bossa o l’influenza argentina si mescolano in un susseguirsi di richiami e di continue sorprese. \nYamandu Costa è nato a Passo Fundo\, Rio Grande do Sul\, Brasile\, dove ha iniziato gli studi di chitarra dall’età di sette anni. Successivamente ha perfezionato La sua tecnica con Lucio Yanel\, virtuoso argentino adottato dal panorama musicale brasiliano. Dall’età di 15 anni inizia a dedicarsi alla musica folk brasiliana\, argentina e uruguaja\, ma successivamente si appassiona alla musica dei grandi innovatori della musica brasiliana\, da Baden Powell\, a Tom Jobim e Raphael Rabello.
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SUMMARY:Forest
DESCRIPTION:10 novembre 2009 ore 21 \ndi e con Fabiano Fantini\, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Teatro Incerto \nFOREST è la nuova commedia in friulano del Teatro Incerto. Un titolo dal suono e significato doppio\, volutamente lasciato ambiguo – fra inglese e friulano – sospeso fra il suono anglosassone di “foresta” e il senso friulano di “straniero”.\nIl testo racconta il controverso rapporto tra due ricchi fratelli contadini e un personaggio misterioso che essi ospitano nella vecchia casa dei genitori in fondo al borgo. L’edificio è fatiscente e abbandonato\, ma i fratelli\, che ora vivono nella nuova villa\, sono ancora legati alla vecchia dimora e\, come trattenuti da un cordone ombelicale\, non riescono a rompere con i ricordi di un’infanzia mitica. L’ospite a sua volta si abbandona a racconti contraddittori che lasciano intravvedere un passato pieno di ombre.\nIl mondo che circonda i protagonisti di Forest è segnato da mutamenti a cui essi non si vogliono adeguare. Intorno a loro aleggia la paura; paura del nuovo\, del diverso\, ma anche degli incubi che a volte si ripresentano dal passato. Più in là oltre il borgo c’è il campo degli zingari e le strade si stanno riempiendo di extracomunitari. I due fratelli\, hanno elaborato una strategia di sopravvivenza ma l’ingombrante presenza dell’ospite misterioso rischia di rompere l’equilibrio su cui si fonda l’intesa fraterna.\n“Con questo spettacolo – raccontano i tre formidabili protagonisti del trio – vorremmo ancora una volta riuscire ad analizzare un aspetto della realtà che ci circonda senza giudicarla\, senza moralismi\, ricostruendo uno spaccato di vita che\, seppure in un crescendo parossistico e grottesco\, possa permettere allo spettatore\, magari con il sorriso sulle labbra\, di riconoscersi e riflettere”.\n\nTEATRO INCERTO Nato per volontà di Fabiano Fantini\, Claudio Moretti ed Elvio Scruzzi\, il Teatro Incerto inizia la sua avventura nel 1982. Fresco dell’esperienza alla scuola “Fare Teatro” del CSS di Udine\, il trio prosegue il suo viaggio artistico sulla strada di un teatro d’attore di irresistibile matrice comica\, sia in italiano che in friulano. Tra i loro cavalli di battaglia: la Trilogia di spettacoli Four\, Laris e Dentri\, con cui il gruppo si impegna anche in una più personale scrittura drammaturgica\, la versione in friulano di Maratona di New York di Edoardo Erba (2002)\, e in questi anni Garage 77 (2005)\, Bessôl – Un arbitro tal bunker (2008) e nel 2009 con il nuovo spettacolo Forest.
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SUMMARY:Fenomeni
DESCRIPTION:25 ottobre 2009 ore 21 \ndi Maurizio Crozza\, Vittorio Grattarola\, Alessandro Robecchi\, Andrea Zalone\ncollaborazione ai testi Federico Taddia\ncon Maurizio Crozza\nmusicista in scena Silvano Belfiore\nuna produzione ITC 2000 \nFenomeni. Noi italiani\, per Maurizio Crozza\, siamo “fenomeni”. “Riusciamo a fare solo le cose difficili… le cose facili ci annoiano…ci racconta\, con l’immancabile aria sorniona. Fenomeni come la Fiat che salva la Chrysler! O che chiude una fabbrica al Sud\, a Termini Imerese\, per salvarne una al Nord\, ma a Detroit! L’Italia da record della Freccia Rossa\, dove il treno batte l’aereo\, ma sulla Milano-Voghera perde ancora sulla bicicletta…  A cinque anni dal suo ultimo show teatrale e sull’onda del successo delle apparizioni televisive di satira di questi anni\, Maurizio Crozza torna sui palcoscenici italiani con un nuovo spettacolo\, Fenomeni. Il tour farà tappa anche a Udine e sarà l’evento di apertura di Teatro Contatto. Il comico genovese sarà infatti il primo ospite della stagione di teatro contemporaneo ideata dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG  per due serate\, il 23 e 24 ottobre\, ore 21\, e il teatro scelto per ospitare l’evento sarà il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Le prevendite dello spettacolo apriranno sabato 12 settembre alla Biglietteria di ScenAperta\, al Palamostre di Udine\, in via Paolo Diacono 21\, dalle ore 17.30 alle 19.30\, tel. 0432.506925.\nIl 25 ottobre ore 21  Fenomeni farà tappa anche al Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli\, all’interno della XIII stagione di prosa e danza\, ideata dal CSS per l’Associazione Culturale Teatro Pasolini. \nAl centro dello spettacolo di Crozza\, il nostro Paese\, i suoi protagonisti e le sue vittime. Fenomeni è una fenomenologia contemporanea di parole e musica dal vivo\, graffiante e mutevole\, che segue\, giorno per giorno\, l’evolversi malinconico e il tam tam delle notizie. Monologhi\, musiche\, personaggi celebri e non\, in un affollarsi di storie che raccontano un’Italia che non vedremo mai in televisione.  E dove certo non mancheranno alcune delle più riuscite imitazioni di Maurizio Crozza\, alcuni dei volti e dei personaggi di quella coloratissima galleria del mondo sportivo\, politico\, culturale – da Serse Cosmi\, a Candido Cannavò\, Massimiliano Fuksas\, Walter Veltroni\, Benedetto XVI\, Gigi Marzullo\, George W. Bush e molti altri –  affinata e accumulata in oltre dieci anni di popolarità catodica\, dagli esordi ad “Avanzi” e “Tunnel” fino alle partecipazioni comiche e trasformiste per la Gialappa’s Band\, a “Quelli che… il calcio”\, allo show “Crozza Italia” e all’introduzione satirica per “Ballarò”.
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