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SUMMARY:Lasciami andare madre
DESCRIPTION:18 aprile 2006 ore 21 \ntratto dal romanzo di Helga Schneider\nregia Lina Wertmüller\ncon Roberto Herlitzka e Milena Vukotic\nimpianto scenico Enrico Job\nmusiche Italo Greco e Lucio Gregoretti\ncostumi Enrico Job\nuna produzione Teatro Eliseo \nLasciami andare madre è un musikdrama diretto dalla regista cinematografica e teatrale Lina Wertmüller\, tratto dal romanzo autobiografico di Helga Schneider\, bambina dall’infanzia desolata\, oggi scrittrice affermata.  A sessantant’anni dal crudele abbandono della madre – hitleriana convinta disposta a tutto pur di seguire il suo führer – Helga ritrova la madre novantenne che la supplica di darle un po’ di affetto\, di chiamarla “mammina”. Come in un delirio notturno\, dall’incontro riemergono frammenti del passato\, i personaggi della sua triste infanzia\, ma soprattutto il ritratto di un’epoca\, quella dominata dal nazismo e dal fanatismo ideologico e poi travolta dalla guerra. Nello spettacolo Roberto Herlitzka\, uno dei più bravi e singolari attori del nostro teatro\, veste mirabilmente i panni della madre ex SS\,  mentre Milena Vukotic interpreta il ruolo di Helga con una sensibilità sottile e intelligente\, entrambi bravissimi oltre che a recitare\, anche nelle parti cantate. Da non perdere.
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SUMMARY:La nave fantasma
DESCRIPTION:18 marzo 2006 ore 21 \ndi Giovanni Maria Bellu\, Renato Sarti e Bebo Storti\nregia Renato Sarti\ninterpreti Bebo Storti e Renato Sarti\nuna produzione Teatro della Cooperativa \nIl 25 dicembre 1996\, nel mare tra la Sicilia e Malta\, affondò un piccolo battello carico di immigrati. 283 vittime\, la più grande tragedia navale dal Dopoguerra. Eppure i mass media\, eccetto rare eccezioni\, iniziarono a parlare della vicenda solo cinque anni dopo\, a seguito del reportage di Giovanni Maria Bellu di Repubblica. Ma nonostante le immagini trasmesse dalle tv di tutto il mondo\, gli appelli di quattro Premio Nobel\, a tutt’oggi la nave fantasma resta in fondo al mare. Bebo Storti e Renato Sarti cercano di riconsegnare questo episodio alla Storia\, senza menzogne e omertà\, con la forza di un teatro civile\, commovente\, senza rinunciare al divertimento. Un cabaret-tragico che coinvolgerà in prima persona anche il pubblico in un paradossale e ironico quiz televisivo e nei mille trasformismi e nelle imitazioni che hanno reso popolare Bebo Storti.
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SUMMARY:Polifonico di Ruda e del Friuli Venezia Giulia / Sacro e profano tra Ottocento e Novecento
DESCRIPTION:16 marzo 2006 ore 20:45\n\nDirettore: Fabiana Noro \nLa contrapposizione tra sacro e profano ha lacerato l’Ottocento per sfociare nel secolo breve in due guerre catastrofiche. L’ambizione racchiusa nel programma di questo concerto\, ad opera del Coro Polifonico di Ruda e del Friuli Venezia Giulia\, è di rileggere questi due secoli attraverso un percorso musicale per cercare di capire i perché dei drammi scaturiti nel Vecchio continente.\nIl concerto poi viene impreziosito dall’utilizzo di diversi strumenti: dal pianoforte all’organo fino ai timpani\, quasi a cercare una sonorità che  si scompone e si lacera a mano a mano che si arriva ai giorni nostri. Infine la peculiarità delle voci maschili. A livello internazionale è ormai sempre più difficile trovare complessi a voci pari di livello. Il Polifonico di Ruda si inserisce in questo filone rinnovando una tradizione quasi centenaria del basso Friuli\, con l’intento di rilanciarla ma anche di scrivere pagine di qualità sfruttando un repertorio esclusivo\, di difficile ascolto e di altrettanto fascino.\nLa peculiarità del programma scelto sta nel proporre autori del Novecento o contemporanei (italiani\, stranieri\, ma anche della nostra regione – a testimonianza dell’impegno del Polifonico verso i compositori di queste terre) che nella musica vocale hanno saputo esprimere livelli di lirismo e di raffinatezza ineguagliabili: parliamo di autori quali Schubert\, Schumann\, Rossini\, Mendelssohn\, Saint-Saens e Kedrova e i moderni Britten\, Bonato\, Part\, Barber\, Biebl\, Visintin e Miani.
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SUMMARY:Un'indimenticabile serata
DESCRIPTION:20 febbraio 2006 ore 21 \nda Achille Campanile\nregia Antonio Calenda\ncon Piera Degli Esposti e con Stefano Galante\, Stefano Bembi\nscene Pier Paolo Bisleri\nmusiche Germano Mazzocchetti\ncostumi Pier Paolo Bisleri\nuna produzione Il Rossetti/Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \nPiera Degli Esposti incontra il teatro di Achille Campanile. Le pagine del più grande umorista italiano del Novecento\, molte delle quali inedite\, diventano corpo teatrale in un collage costruito sulle irresistibili corde comiche dell’attrice. Con curiosità e libertà ecco allora rivivere\, con un’attualità spiazzante\, l’Italietta piccola piccola delle fulminanti tragedie in due battute di Campanile\, dei suoi drammi giocati sui qui pro quo e sugli equivoci\, i monologhi fatti di giochi di parole\, di assonanze e di formidabili slittamenti di significato. Un’indimenticabile serata è una piéce sottile e raffinata\, fatta anche di musica e di poesia: accanto a Piera Degli Esposti ci sarà un altro attore\, Stefano Galante\, e dal vivo i gustosi commenti musicali del maestro Stefano Bembi.
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SUMMARY:Mauro Pagani Band + Gavino Murgia / Creuza de Ma’
DESCRIPTION:2 febbraio 2006 ore 20:45\n\nMauro Pagani è tra fondatori della Premiata Forneria Marconi\, che lascia nel ’77 con un bilancio di quattro LP\, tournée in America\, Giappone\, Europa e  in tutta Italia. Nel 1979 esce il primo album da solista: “Mauro Pagani”. Nell’84 inizia a collaborare con Fabrizio De Andrè\, di cui sarà produttore ed arrangiatore per dieci anni. Insieme scrivono “Creuza de Ma”. Esce anche il suo secondo solo: “Passa la bellezza”. Compone le colonne sonore di “Puerto Escondido” e “Nirvana”. Rileva gli “Studi Regson” di Milano\, che ristruttura e ribattezza “Officine Meccaniche”. Collabora con Bluvertigo\, Zucchero e Almamegretta. Il suo nuovo CD esce alla fine del ‘99. Pochi anni dopo\, un’altra sfida: “2004 Creuza de Ma”; l’album è l’appassionata rilettura del lavoro omonimo\, scritto con de Andrè e diventato leggendario. Il disco è un piccolo capolavoro.\nA Cervignano\, lo accompagnerà Gavino Murgia\, polistrumentista e ricercatore che opera tra cultura etnica sarda e etnia mondiale.
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SUMMARY:La forma delle cose
DESCRIPTION:1 febbraio 2006 ore 21 \ncoreografia Roberto Castello\ncon Roberto Castello\, Alessandra Moretti\, Gabriella Secchi\, Ambra Senatore\, Stefano Questorio\, Francesca Zaccaria\nprogetto luci Gianni Pollini\nvideo e costumi Aldes\nuna produzione Aldes \nLa forma delle cose è una fotografia sul presente\, uno sguardo sull’oggi e sulla percezione del tempo\, un grande collage di immagini e situazioni che facilmente riconosceremo. Danzatore fra i migliori della “nidiata” allevata negli anni Ottanta a Venezia dalla coreografa americana Carolyn Carlson\, Castello raggruppa in maniera imprevedibile e ironica\, intrecciando movimento\, parola\, video e musica\, materiali della realtà quotidiana. Un grande cronometro scandisce lo scorrere dei secondi\, siglando al suono di un campanellino mini- sequenze create da sei danzatori che elencano “le cose belle della vita”\, fanno il verso a Totò e alle sue marionette umane\, sognano un mondo senza 11 settembre.
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SUMMARY:Othello. Per morire in un tuo bacio
DESCRIPTION:16 gennaio 2006 ore 21 \ntragedia in musica per due attori solisti di Stefania Bertola e Michele Di Mauro\nregia Michele Di Mauro\ninterpreti Michele Di Mauro e Lucilla Giagnoni\nscene\, costumi e luci Lucio Diana\ntastiere e campionamenti Paolo Serazzi\, violoncello Carlo Bertola\, voce Patricia Lowe\nmusiche originali di Paolo Serazzi\nuna produzione Teatro Juvarra \nOthello. Per morire in tuo bacio è un tragi-musical per due attori\, un gioco virtuosistico di parole e musica costruito su una grande storia di passione\, potere e gelosia\, che ormai sappiamo a memoria\, ma che ci piace sempre riascoltare. Una coppia brillante di attori\, Michele Di Mauro e Lucilla Giagnoni interpretano e raccontano tutti i personaggi in un vortice di concertazione operistica. Una coppia che snocciola il girotondo di tutte le altre figure del dramma shakespeariano: Othello e Desdemona\, Jago ed Emilia\, Cassio e Bianca\, tutti\, invischiati nell’inestricabile ragnatela generata dalle parole\, in una giostra evocativa senza limiti e confini.\nQuesto Othello rilegge\, ritraduce\, rimastica\, riscrive e mette in musica\, anche con gran divertimento\, il risultato di un lavoro che parte dalle parole di Shakespeare e arriva a quelle di Nabokov\, passando attraverso le note di Verdi\, di Eminem e dei Balanescu.
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SUMMARY:Paola Morelembaum / Singing Vinicius De Moraes
DESCRIPTION:1 dicembre 2005 ore 20:45\n\nPaula Morelenbaum\, voce\nDudu Trentin\, tastiere\, chitarra acustica\nAlex Fonseca\, batteria\, percussioni \nPaula Morelenbaum è una delle più grandi interpreti della musica brasiliana al mondo. Antonio Carlos Jobim era solito dire che la sua “nova band” era composta da 5 bellissime ragazze\, da 5 bravi ragazzi e da un vecchio; Paula Morelenbaum era una di queste bellissime ragazze\, che dopo aver suonato 10 anni in tutto il mondo con Jobim è riuscita nel 1993 a pubblicare il suo primo album omonimo. Raggiunge la notorietà a livello mondiale cantando con Ryuchi Sakamoto. Nel suo nuovo progetto “Berimbaum” la grande cantante interpreta le canzoni di Vinicius De Moraes\, integrando la sensualità della classica bossa nova e della musica popolare brasiliana con le diverse tendenze moderne\, mantenendo comunque fede all’essenza della tradizione. Possiede la capacità di tenere una voce intonata e gradevole con uno stile lineare\, semplice mai esplosivo e sempre curata nell’espressione armonica. In questo progetto sembra ci sia il desiderio di riascoltare il repertorio di Vinicius De Moraes in una concezione moderna\, canzoni che avete ascoltato milioni di volte ma mai riproposte con così grande autorevolezza.
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SUMMARY:Michael Nyman / The Piano Sings
DESCRIPTION:24 novembre 2005 ore 20:45\n\nMichael Nyman è sempre stato un compositore eminentemente concreto. Sicuramente non gli appartiene l’immagine del musicista dolorosamente chiuso nella propria torre d’avorio\, lontano dalla realtà e costantemente immerso in astratte speculazioni\, ma piuttosto ha sempre rivelato una straordinaria disponibilità alla collaborazione\, uno spiccato senso dell’humour\, una fertile e ricercata immaginazione nonché un’innata abilità a rapportarsi con pubblici anche molto diversi. Nato e cresciuto a Londra\, termina gli studi negli anni sessanta\, quando in Europa il panorama musicale contemporaneo è dominato dalla Scuola di Darmstadt e da compositori come Boulez o Stockhausen\, accreditati rappresentanti di quell’ortodossia musicale dalla quale Nyman prende ben presto le distanze.\nNel 1964 abbandona l’attività compositiva\, preferendo lavorare come musicologo e come critico per diversi giornali: tra i vari articoli\, pubblica il noto “Experimental Music: John Cage and Beyond”\, ancora oggi un testo di riferimento per chi voglia conoscere l’estetica di Cage e l’influenza del suo pensiero.\nSarà l’ascolto di Steve Reich a stimolare nuovamente in lui l’interesse per la composizione.\nNel ’68 scrive il libretto per un dramma pastorale composto da Harrison Birtwistle\, direttore del National Theatre di Londra\, che due anni dopo gli commissiona l’arrangiamento di alcune canzoni veneziane per una produzione de “Il Campiello” di Goldoni. E’ in questa occasione che Nyman mette insieme la “Campiello Band”\, un’eccentrica banda di strada di strumenti medievali con ribecche\, tromboni\, ciannamelle\, banjo\, grancassa… la band acustica più rumorosa che Nyman potesse immaginare. Come molti altri compositori e come tanti musicisti jazz o pop\, Nyman comincia a scrivere prima di tutto per la sua Band\, per tenere insieme un gruppo di musicisti interessati\, come lui\, ad abbattere le barriere tra colto e popular.\nNegli anni ’80 la “Campiello Band” si trasforma in “Michael Nyman Band”\, cominciando ad utilizzare anche l’amplificazione del suono. In questa l’officina Nyman forgia il suo stile compositivo\, fatto di robuste melodie\, ritmi flessibili ma decisi.\nAl di là della sua band\, Nyman ha scritto anche musica per diversi tipi di ensemble\, inclusi quelli di stampo più classico come l’orchestra sinfonica\, il coro a cappella e il quartetto d’archi\, dimostrando un’incredibile versatilità compositiva e un talento per la rielaborazione che lo accomuna ai compositori barocchi.
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SUMMARY:Migliore
DESCRIPTION:21 novembre 2005 ore 21 \ndi Mattia Torre\nregia Mattia Torre\ncon Valerio Mastandrea\nuna produzione Teatro Ambra Jovinelli \nMigliore è un monologo comico e terribile che racconta quanto oggi i “cattivi” – quella sempre più diffusa miscela di arroganza\, potere e ignoranza – si facciano largo nella nostra società. E soprattutto\, quanto gli altri – sempre più affascinati – li lascino passare. Valerio Mastrandrea è Alfredo\, un uomo buono: fa il volontario\, raccoglie fondi per “salvare i peri del Piemonte”. Ha piccole paure e piccoli problemi di salute. Ma basta una banale coincidenza\, un piccolo incidente\, un’assoluzione da un reato di cui è colpevole\, perché Alfredo cambi radicalmente ottica sul mondo. Perché diventi cattivo. E improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: cresce professionalmente\, cresce socialmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Diventa “migliore”…
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SUMMARY:I Tre Allegri Ragazzi Morti / Diario Sonoro - sul pensiero di Pasolini
DESCRIPTION:17 novembre 2005 ore 20:45\n\n“Diario Sonoro” è uno spettacolo fatto di parole e musica che ripercorrono in scena il romanzo a fumetti “Intervista a Pasolini”\, raccontata dallo stesso autore Davide Toffolo. E’ il diario di un viaggio in Italia sui luoghi pasoliniani\, completato dai documenti sonori che riempiono di senso il fortunato romanzo pubblicato da poco anche in Francia e Belgio. Al racconto dell’autore si alternano le canzoni acustiche del gruppo indipendente più amato della penisola\, i T.A.R.M.\, costruendo un filo fra le tematiche della poetica di Pasolini e la storia del gruppo friulano per sottolineare le tappe dell’esistenza del Poeta.\nUn totem di Pasolini viene montato e smontato sul palco dove il racconto\, la musica e i documenti sonori compongono la sua biografia\, come la storia della vita di un santo laico: i drammatici momenti della fuga dal Friuli\, la scoperta della lingua del cinema\, l’invenzione del fumetto per preparare i film\, il dramma del rapporto con la propria figura pubblica\, il disperato tentativo di reagire con la poesia e l’arte alla violenza della realtà sono alcune fra le cose che si scoprono in questo diario sonoro.
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SUMMARY:Il sogno di una cosa
DESCRIPTION:11 novembre 2005 ore 21 \ndi Pier Paolo Pasolini \nprogetto e regia di Andrea Collavino\, assistente alla regia Guido Feruglio\ncon Antonio Amore\, Piera Ardessi\, Katiuscia Bonato\, Maria Giulia Campioli\, Alex Cendron\, Loredana De Luca\, Serena Di Gregorio\, Michela Facca\, Guido Feruglio\, Claudio Mariotti\, Claudio Michelazzi\, Silvia Piovan\, Paolo Rossi\, Francesca Sangalli\ncostumi e oggetti di scena Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”\nresponsabile tecnico Stefano Revelant\nuna produzione Mittelfest 2005 – CSS Teatro stabile di innovazione del FVG in collaborazione con Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” e con Provincia di Pordenone\, Teatro Club Udine\, Comune di Casarsa\, Comune di San Vito al Tagliamento \nIl sogno di una cosa è il primo esperimento narrativo di Pier Paolo Pasolini\, scritto di getto negli anni dell’immediato dopoguerra. La vicenda ha il suo scenario quasi mitico nel cuore della campagna della destra Tagliamento\, fra Casarsa\, S. Vito\, San Giovanni e Ligugnana. Nei suoi colori scorre la formazione alla vita di tre giovani di paese\, le loro lotte\, il miraggio del benessere nella “rossa” Jugoslavia\, il ritorno umiliato da braccianti\, una fiammata di rivoluzione contadina contro i parons\, la delusione politica\, il rifugiarsi nella famiglia e nella comunità. Trasferire quelle pagine nella quadratura di un palcoscenico rimette ora in circolo la loro straordinaria energia: l’energia della gioventù\, la forza con cui a vent’anni si lotta per i propri sogni. Un intenso romanzo-affresco che diventa\, ora\, potentissimo spettacolo corale attraverso gli occhi di Andrea Collavino e del suo gruppo di attori\, coinvolti non solo per la loro gioventù anagrafica ma per la spontanea adesione di interpreti alla nobile storia di altri italiani: i ragazzi di quella meglio gioventù che\, nella miseria del dopoguerra\, hanno cercato di costruire il proprio futuro.
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SUMMARY:PASOLINI profeta del contemporaneo
DESCRIPTION:Progettazione ed ideazione Teatro Miela – Cooperativa Bonawentura\n\nIN VIAGGIO TRA LE BIBLIOTECHE\nPoeti\, attori\, critici e giornalisti incontrano il pubblico in biblioteca per riproporre ed attualizzare alcuni temi pasoliniani. Cinque tappe per parlare di poesia\, mutamento antropologico\, giustizia sociale\, cinema ed eros\, media e omologazione culturale ed insieme immergersi nel mondo di Pasolini…. anche solo per poco.\nIl programma propone letture\, incontri e proiezioni di documenti audio e video provenienti dagli archivi di TECHE Rai\, Cinema Zero\, Archivio Bonawentura Miela\, Centro Studi Archivio Pasolini di Casarsa.\n \nPrima tappa –  Biblioteca di Cervignano  – venerdì 4 novembre 2005 – ore 18.\nIl verso della vita. Pasolini e la poesia\, incontro a cura di  Roberto Dedenaro poeta e critico letterario\nProiezioni video\, documenti audio e letture tratte da Pier Paolo Pasolini Poeta di Gabriella Sica  e Le confessioni di un poeta  di Fernando Di Gianmatteo. \nSeconda tappa –  Biblioteca di Aquileia – venerdì 11 novembre 2005 – ore 18.00\nIl mutamento antropologico\, incontro a cura di  Clara Buonanno\, esperta di cinema.\nProiezioni video di interviste tratte dalle trasmissioni televisive Trent`anni della nostra storia\,  Terza B: facciamo l’appello\, Pasolini\, di Enzo Biagi\, Cultura e Società di Carlo di Carlo. \nTerza tappa –  Biblioteca di Campolongo al Torre – venerdì 18 novembre 2005 – ore 18.00\nLa giustizia sociale\, incontro a cura di Katia Bonaventura\, esperta di cinema e fotografa.\nLettura del testo per il programma radiofonico “Il Friuli” di Pier Paolo Pasolini\, a cura di  Alessandro Mizzi\, voce recitante: Guido Feruglio. Selezione dei video tratti dalle trasmissioni di Pasolini in Friuli\, dur; 20 ‘.\n\nQuarta tappa –  Biblioteca di Terzo d’Aquileia – venerdì 25 novembre 2005 – ore 18.00\nIl desiderio e il mondo: l’eros nel cinema di Pier Paolo Pasolini\, incontro a cura di Carlo Pallavidino\, autore e critico.\nProiezione video del documentario Comizi d’amore\, 1964\, durata 90’.\n\nQuinta tappa – Biblioteca di Fiumicello – venerdì 2  dicembre  2005 – ore 18.00\nI media e l’omologazione culturale presenta Fabio Amodeo\, giornalista e scrittore.\nInterventi visivi e proiezioni video tratte da varie trasmissioni televisive Pasolini poeta\, corsaro e profeta\, di Giorgio De Luca – durata totale 50′ \nSi ringrazia Cinema Zero e il Centro Studi Archivio Pasolini di Casarsa per la collaborazione.
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SUMMARY:Voices/Voci
DESCRIPTION:2 novembre 2005 ore 21 \ntesti di Pier Paolo Pasolini e Cor Herkstroter\nregia Johan Simons\ncon Jeroen Willems\nuna produzione NTGent \nPerché gli intellettuali e gli uomini politici si ritrovano sempre concordi nel proclamare l’impotenza del genere umano a cambiare la società? Jeroen Willems  – eccezionale attore trasformista di questo divertente monologo – rilegge gli scritti politici di Pasolini e ritrae diverse figure di leader che tengono in pugno la società: politici\, boss criminali\, autorevoli intellettuali\, imprenditori\, presidenti di multinazionali. Lo spettacolo è una riflessione tragicomica su costi e benefici del trionfo del capitalismo. Nel cuore della notte\, attorno ad una tavola ancora imbandita\, una festa è appena terminata: scivolando di sedia in sedia Jeroen Willems si trasforma da scienziato a top manager\, da uomo a donna\,  perfino nell’incarnazione di Dio e del Diavolo…
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SUMMARY:Melanina e varechina
DESCRIPTION:23 ottobre 2005 ore 21 \ndi Giobbe Covatta e Paola Catella\nregia Giobbe Covatta\ncon Giobbe Covatta e con Ugo Gangheri\nscene Stefano Giambanco\nuna produzione Giobbe Covatta \nUna partita a Monopoli è uguale in tutto il mondo? Di sicuro\, nel gigantesco Monopoli in primo piano sul palcoscenico del nuovo spettacolo di Giobbe Covatta\, valgono altre regole\, con diversi imprevisti e probabilità. Diversi sono soprattutto i giocatori: da una parte i giocatori del mondo occidentale\, dall’altra gli avversari del continente africano. Due mondi che si fronteggiano e si scrutano dai rispettivi punti di vista\, dando modo a Giobbe di affrontare\, con comicità intelligente e leggera ironia\, alcuni problemi scottanti per il nostro pianeta. Scanzonato e acuto\, Covatta analizza in modo lucido ed impietoso i problemi del Terzo mondo\, le responsabilità della sua decadenza e povertà\, i vizi e virtù dell’umanità.
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