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SUMMARY:JOSÉ BRAGATO L’impronta friulana nella storia del tango
DESCRIPTION:Giovedì 5 novembre 2026 ore 20.45 \nAndrea Boscutti – pianoforte\nAntonio Merici – violoncello\nFlavia Valoppi e Claudio Moretti – narrazione \nDa un’idea del M° Andrea Boscutti\nIl progetto è dedicato alla vita e alla produzione artistica di Josè Giuseppe Bragato (Udine 1915 – Buenos Aires 2017) grande musicista friulano che\, emigrato con la famiglia in Argentina\, ebbe fama nell’ambito sinfonico\, nella riproposizione di musica folkloristica argentina e paraguaiana e\, soprat-tutto\, nello sviluppo del tango\, quel Nuevo Tangoche ebbe tra i suoi protagonisti Astor Piazzolla con il quale Bragato collaborò lungamente.\nÈ un progetto dedicato alla musica e all’emigrazione; è una storia in cui\, per necessità di vita\, le culture e le parlate si incontrano e si scontrano in una narrazione in lingua italiana\, friulana e spagnola.
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SUMMARY:Piume
DESCRIPTION:sabato 7 novembre 2026 ore 17:00 \ntesto e regia di Antonella Caruzzi\ncon Elena De Tullio\nmusiche originali Aldo Tarabella\ndisegni degli animali di Francesco Tullio Altan\nideazione e realizzazione costumi e oggetti di scena di Maria de Fornasari\nuna produzione CTA – Centro Regionale di Teatro d’Animazione e figure – Gorizia \ndai 2 anni\nteatro d’attore e di figure\n\nIntorno a uno stagno dall’acqua fresca e trasparente si raccolgono a bere\, a cercar compagnia\, o solo a chiacchierare un po’\, tutti gli animali dei dintorni: la volpe astuta capace di tesser mille inganni\, il lupo prepotente e protervo\, l’agnello timido e gentile\, il bue grande come una montagna\, i corvi sgraziati e confusionari… E c’è anche la taccola\, intelligente e saggia e buona\, ma dall’aspetto – ahimè – grigio e poco appariscente.\nQuando un giorno Zeus\, padre di tutti gli dei\, invita gli animali ad eleggere un loro re\, la taccola tuttavia decide di darsi da fare e si dà a raccogliere ogni piuma colorata caduta a qualche altro uccello in modo da destare ammirazione per la sua bellezza\, anche se finta e posticcia… Cosa accadrà? \nPiume è un piccolo spettacolo ispirato ad alcune favole di animali della tradizione classica (Esopo\, Fedro\, Orazio)\, e costruito come un gioco di parole e musica su un tappeto con tanti cuscini. \nDurata: 45 minuti
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SUMMARY:Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe / IL TEATRO CHE TI FO
DESCRIPTION:martedì 10 novembre 2026 ore 20:45 \nIn occasione del centenario della nascita di Dario Fo \n(spettacolo fuori abbonamento)\n\ncon gli allievi diplomandi Elia Bonzani\, Francesca Cozzini\, Leonardo Maria Filoni\, Davide Gavini\, Gianluca Madaschi\, Edoardo Maria Mattina\, Gaia Mencarini\, Michela Serra\, Nello Tammaro\, Giacomo Zampini\ne gli allievi del secondo anno Beatrice Barale\, Francesca Garofalo\, Umberto Ghirardo\, Andrea Macchi\, Marcello Maggiori\, Federico Mazzotti\, Ariele Paccalini\, Eleonora Pedrelli\, Enrico Simone\, Andrea Stetur Cogliati\nregia e drammaturgia Claudio de Maglio\ncoreografia Marta Bevilacqua\ncanti Marco Toller\nsupervisione musicale Alan Malusà Magno\ncostumi Emmanuela Cossar – Stadttheater Klagenfurt\, Natalia Botnaru\nallestimenti scenici Andrea e Claudio Mezzelani\nassistente alla regia Santi Maccarrone\nregia e drammaturgia Claudio de Maglio\nrealizzazione Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe\, Vettori Ultramondo \nNel centenario della nascita di Dario Fo (1926–2026)\, Il Teatro che ti Fo celebra uno dei grandi maestri del teatro contemporaneo attraverso una creazione originale che intreccia memoria\, riscrittura e invenzione scenica. Dopo l’esperienza del 2012\, quando il Maestro visitò l’Accademia supervisionando uno spettacolo poi presentato con successo ad Avignone OFF\, la Nico Pepe si immerge nuovamente nel suo universo creativo. Lo spettacolo attraversa giullarate tratte da Mistero Buffo e scene ispirate alle sue celebri Commedie\, restituendo la figura del giullare: osservatore ironico\, dissacrante e poetico del presente. Corpo\, voce\, musica\, maschere e narrazione danno vita a un teatro popolare coinvolgente e partecipato.\n\nDurata: 100 minuti
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SUMMARY:SDENG! Storia di un inventore che non riesce a stare fermo
DESCRIPTION:dai 3 ai 5 anni – nei plessi scolastici dell’infanzia \ndi e con Alessandro Maione\ndramaturg Beatrice Baruffini\ninterventi sonori Alan Malusà Magno\nco-produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale\, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia \n\n\n\n“Ehi tu! Dove vai? Torna a sederti… ascolta.”\nC’è un inventore.\nHa una chiave inglese\, tante idee e una gran voglia di fare.\nCon le mani\, con gli oggetti e con l’immaginazione\, trasforma tutto ciò che incontra. Ogni cosa può diventare un gioco\, una scoperta\, un piccolo mondo nuovo.\nMa a un certo punto arriva qualcosa di diverso: un modo preciso di fare\, di montare\, di stare. E per chi ama inventare\, fermarsi non è così semplice.\nTra legno\, viti\, bulloni\, suoni e sorprese\, SDENG! accompagna i bambini in un viaggio fatto di movimento\, tentativi e meraviglia.\nUno spettacolo delicato e giocoso per i più piccoli\, dove anche le cose più semplici possono cambiare forma e aprire nuove possibilità.
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SUMMARY:BLOOD BROTHERS The Bruce Springsteen  Show
DESCRIPTION:Martedì 17 novembre 2026 ore 20.45 \nFrancesco Zerbino – voce\, chitarra\nLuca Pasquadibisceglie – batteria\nAlessandro Calabrò – basso\nJimmy Ciacchini – chitarra\nManuele Vanzi – piano\, synth\nLorenzo Del Ghianda – organo\, synth\nManuel Vanni – sax \nThe Bruce Springsteen Show è un tributo a Bruce Springsteen che si è imposto all’attenzione del pubblico in tutta Europa e non solo\, tanto che negli ultimi anni ha ottenuto i complimenti dal produttore dell’ultimo album di Bruce Springsteen e da due membri della E Street Band che da sempre accompagna il rocker americano\nL’energia\, la forza e la tenacia del più grande live performer del rock sono l’ispirazione dei Blood Brothers (band nata nel 2013 da un’idea di Francesco Zerbino) che in ogni dettaglio estetico\, nella scelta degli strumenti musicali e nelle performance live ricercano lo stesso impatto esplosivo\, per due ore di concerto non stop!\nBlood Brothers è anche il titolo di una canzone di Bruce Springsteen e come le parole del testo\, che parlano di una grande amicizia\, così i componenti della Band sono uniti da un profondo legame.\nIl repertorio propone i classici senza tempo tratti dagli album che hanno scritto la storia del Rock come Born To Run\, Born In The Usa\, Nebraska\, The River\, Darkness on The Edge of Town\, senza tralasciare i più recenti The Rising o Wrecking Ball.
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SUMMARY:La foresta dei no
DESCRIPTION:dagli 11 ai 13 anni – scuola secondaria di I grado \nideazione\, regia\, drammaturgia\, costumi Giuliano Scarpinato\ncon Giulia Di Sacco e Lorenzo Crovo\nin video Ilaria Genatiempo\nvoce off narratore Giuliano Scarpinato\nvoci off genitori Elena Arvigo\, Paolo Li Volsi\nscene/video Andrea Pizzalis\nluci/suono Giacomo Agnifili\nassistente alla regia Francesca Sorice\nassistente costumi Orsola Bruzzone\nconsulenza ai movimenti scenici Francesca Zazzaria\nproduzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse\, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\, Viola Produzioni\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale\nresidenza produttiva PimOff Milano \ntesto finalista Primo Premio alla Drammaturgia per le Nuove Generazioni – 58 Premio Riccione per il Teatro \n…La foresta dei no sta germogliando di nuovo. La combatterò con ogni sì\, ogni dono\, ogni gesto positivo\, generoso e di abbandono di sé che possiedo.\nPatricia Highsmith\, diari \nMia ha 14 anni e vive in una foresta diversa dalle altre: è la foresta dei NO\, fitta d’alberi dalle chiome frastagliate che le impediscono di vedere cosa ci sia al di là del suo perimetro. La ragazzina vorrebbe tanto uscire a vedere il mondo\, ma alle sue richieste Bella\, una specie di fata custode\, risponde sempre di no\, che non si può\, che non è pronta. L’incontro con il ragazzo del mare\, un coraggioso sconosciuto riuscito a penetrare nella foresta\, cambierà per sempre la vita di Mia\, portando in essa quel piccolo sì che la condurrà fuori a rivedere il cielo. \nNote di Giuliano Scarpinato\nEsiste un vero e proprio “mal d’adolescenza” che negli ultimi anni sembra essersi acuito sensibilmente tra giovani ragazzi e ragazze. Un senso di sfuturamento\, di rapina della speranza e della felicità\, di inadeguatezza rispetto a una realtà fitta di insidie d’ogni tipo pervade molti di loro. Il rifiuto e la paura del futuro si traduce spesso in un desiderio di isolamento\, o in un attaccamento ossessivo a un eterno presente moltiplicato negli specchi deformanti di social e web. L’incontro reale con l’altro\, avvolto dal mistero e dall’ignoto\, viene spesso evitato e vissuto come un pericolo. Sono\, quelli elencati\, i tratti distintivi di quella che viene chiamata “sindrome da hikikomori”: una forma di grave ritiro sociale originata e battezzata in Giappone alla fine degli anni ’90\, diffusa in soggetti con età compresa tra i 14 e i 30 anni\, prevalentemente maschi. Ma quello degli hikikomori non è un fenomeno solo nipponico\, quanto piuttosto diffuso in tutti i paesi economicamente sviluppati del mondo. In Italia i dati ufficiali\, concentrati esclusivamente sugli studenti delle scuole secondarie\, stimano tra i 50mila e i 70mila casi: una realtà sconcertante\, e in continuo aumento\, davanti alla quale moltissimi genitori si ritrovano impreparati\, indifesi\, senza mezzi. Le cause di questa rinuncia al mondo da parte di giovanissimi e giovanissime possono essere varie: bullismo e sopraffazione nel gruppo dei pari\, alte aspettative da parte degli adulti\, pressioni scolastiche\, lutti e altro ancora. Come comportarsi\, dunque\, con un ragazzo o una ragazza hikkikomori? Come intervenire per far sì che la porta di quella camera possa finalmente riaprirsi? Come curare l’angoscia del presente e la paura del futuro?\nLa foresta dei no è una favola iniziatica: con il simbolismo tipico del genere\, prova a portare sul palco il cuore di questioni intime e di grande complessità\, sgombrando il campo dalla retorica e da narrazioni comode e facili sui giovani d’oggi.
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SUMMARY:Giuliano Scarpinato / LA FORESTA DEI NO
DESCRIPTION:lunedì 23 novembre 2026 ore 20:45 \nideazione\, regia\, drammaturgia\, costumi Giuliano Scarpinato\ncon Giulia Di Sacco e Lorenzo Crovo\nin video Ilaria Genatiempo\nscene/video Andrea Pizzalis\nluci/suono Giacomo Agnifili\nproduzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse\, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\, Viola Produzioni\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale\n\n…La foresta dei no sta germogliando di nuovo. La combatterò con ogni sì\, ogni dono\, ogni gesto positivo\, generoso e di abbandono di sé che possiedo.\nPatricia Highsmith\, diari \nMia ha 14 anni e vive in una foresta diversa dalle altre: è la foresta dei NO\, fitta d’alberi dalle chiome frastagliate che le impediscono di vedere cosa ci sia al di là del suo perimetro. La ragazzina vorrebbe tanto uscire a vedere il mondo\, ma alle sue richieste Bella\, una specie di fata custode\, risponde sempre di no\, che non si può\, che non è pronta. L’incontro con il ragazzo del mare\, un coraggioso sconosciuto riuscito a penetrare nella foresta\, cambierà per sempre la vita di Mia\, portando in essa quel piccolo sì che la condurrà fuori a rivedere il cielo. \nNote di Giuliano Scarpinato\nEsiste un vero e proprio “mal d’adolescenza” che negli ultimi anni sembra essersi acuito sensibilmente tra giovani ragazzi e ragazze. Un senso di sfuturamento\, di rapina della speranza e della felicità\, di inadeguatezza rispetto a una realtà fitta di insidie d’ogni tipo pervade molti di loro. Il rifiuto e la paura del futuro si traduce spesso in un desiderio di isolamento\, o in un attaccamento ossessivo a un eterno presente moltiplicato negli specchi deformanti di social e web. L’incontro reale con l’altro\, avvolto dal mistero e dall’ignoto\, viene spesso evitato e vissuto come un pericolo. Sono\, quelli elencati\, i tratti distintivi di quella che viene chiamata “sindrome da hikikomori”: una forma di grave ritiro sociale originata e battezzata in Giappone alla fine degli anni ’90\, diffusa in soggetti con età compresa tra i 14 e i 30 anni\, prevalentemente maschi. Ma quello degli hikikomori non è un fenomeno solo nipponico\, quanto piuttosto diffuso in tutti i paesi economicamente sviluppati del mondo. In Italia i dati ufficiali\, concentrati esclusivamente sugli studenti delle scuole secondarie\, stimano tra i 50mila e i 70mila casi: una realtà sconcertante\, e in continuo aumento\, davanti alla quale moltissimi genitori si ritrovano impreparati\, indifesi\, senza mezzi. Le cause di questa rinuncia al mondo da parte di giovanissimi e giovanissime possono essere varie: bullismo e sopraffazione nel gruppo dei pari\, alte aspettative da parte degli adulti\, pressioni scolastiche\, lutti e altro ancora. Come comportarsi\, dunque\, con un ragazzo o una ragazza hikkikomori? Come intervenire per far sì che la porta di quella camera possa finalmente riaprirsi? Come curare l’angoscia del presente e la paura del futuro?\nLa foresta dei no è una favola iniziatica: con il simbolismo tipico del genere\, prova a portare sul palco il cuore di questioni intime e di grande complessità\, sgombrando il campo dalla retorica e da narrazioni comode e facili sui giovani d’oggi. \nDurata: 65 minuti
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SUMMARY:CORO DI RUDA  Genesi
DESCRIPTION:Per la giornata contro la violenza sulle donne \nMercoledì 25 novembre 2026\, ore 20.45 \nCoro polifonico di Ruda\, direzione Fabiana Noro\nElsa Martin – voce\nAida Talliente – voce narrante\nFerdinando Mussutto – pianoforte\nMatteo Andri – pianoforte \n\nIl Coro Polifonico di Ruda\, autentica e storica eccellenza vocale della nostra Regione\, a ottant’anni dalla fondazione\, decide di estendere il proprio orizzonte musicale con produzioni innovative\, ancorate alle proprie radici ma aperte a novità tecniche e artistiche alla portata dei coristi.\nSi è così pensato dunque di cercare nella storia delle nostre tre città patrimonio Unesco (Aquileia\, Cividale e Palmanova) vicende che potessero essere messe in musica in una sorta di ‘storia’ omogenea delle nostre origini.\nRenato Miani\, cui è stato affidato l’incarico delle composizioni musicali\, ha coinvolto nel progetto lo storico Angelo Floramo e l’attrice Aida Talliente per individuare figure femminili in grado di attraversare come protagoniste l’intera composizione.\nCosì è nata Genesi\, opera in tre quadri\, dove le tre città Unesco vengono ricordate e cantate attraverso le ‘vicende’ e i ‘drammi’ di tre donne che hanno percorso\, anche senza lasciare tracce particolarmente significative\, la nostra Storia\, ma i cui contorni andavano riportati alla luce per una loro corretta\, anche se tardiva\, rivalutazione storica.
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SUMMARY:Bella\, bellissima!Non è bello ciò che è bello\, ma è bello ciò che piace
DESCRIPTION:dai 5 ai 10 anni – scuola dell’infanzia e primaria \ndrammaturgia Beatrice Baruffini\nregia e cura dell’animazione Nadia Milani\ncon Eleonora Mina\, Arianna Talamona e Giulia Canali\nscene Alessia Dinoi\nmusiche originali Andrea Ferrario\npuppets/figure animate Noemi Giannico\ncostumi Mirella Salvischiani\nvoce Orco Claudio Casadio\nproduzione ArteVOX Teatro – Vimercate / Accademia Perduta/Romagna Teatri – Forlì\n\n \n\n\ndurata: 50 minuti\nteatro d’immagine e figura\, teatro su nero \nPremio EOLO 2025 per la cura dell’animazione e composizione scenica \nUn giorno\, da qualche parte\, nasce una Strega.\nIn poco tempo impara a fare tutte le cose che fanno le streghe: fa incantesimi\, sa volare su una scopa\, ride e spaventa tutti\, anche i bambini. Per il suo compleanno\, riceve un invito da Orco: un appuntamento a mezzanotte\, al chiaro di luna.\nLui la trova bella\, bellissima. Nella notte Strega s’incammina e sulla via incontra alcuni abitanti del bosco che non la pensano come Orco: ognuno di loro\, infatti\, crede che Strega debba usare la magia per essere più bella. Lei ascolta i loro consigli e cambia il suo aspetto. Così diversa\, Orco non la riconosce.\nLui cerca Strega\, quella “con i capelli arruffati\, il naso importante e che veste sempre di scuro”. Con un’ultima magia\, Strega\, torna ad essere quel che era e invita Orco a una cena speciale.\n‍\nChe cosa è la bellezza\, oggi?\nChi lo decide? È per tutte e tutti la stessa?\nQuale punto di vista abita? Da che parte si guarda per vederla?\n‍\nQueste sono solo alcune delle domande da cui si origina l’urgenza di trattare questo tema\, un tema sempre attuale che riguarda tutte e tutti e che ci spinge a tornare là\, alle origini del non giudizio\, quello che i bambini e le bambine naturalmente praticano ogni giorno.\nDesideriamo ricordarci come si fa e chiedere loro di non perdere questa straordinaria capacità\, propria dell’infanzia. Desideriamo che possano sentirsi al sicuro dentro i loro panni\, che non vogliano vestirne altri per piacere a una società che le/li vorrebbe tutte uguali. Desideriamo che possano sentirsi sempre liberi e libere di scegliere e che non sia il giudizio altrui a spingerl* a cambiare. E vorremmo farlo con una giusta dose di ironia e cinismo\, utilizzando metafore che appartengono al loro mondo: tutte e tutti conoscono Strega e Orco e\, per tutte e tutti\, Strega e Orco sono naturalmente brutti e anche un po’ cattivi.\nMa noi\, con che occhi li guardiamo? Con quale sguardo?\n‍\nBella\, bellissima! è uno spettacolo in cui il teatro di figura presta il suo saper essere linguaggio magico alla drammaturgia delle immagini; vuole giocare con la meraviglia e prendersi gioco dell’incanto. Vuole far ridere a crepapelle e accompagnare all’uscita con tenerezza; vuole lasciare un senso piccolo\, piccolissimo anche\, ma prezioso\, un ricordo palpabile misto al fumo del calderone di una Strega bella\, anzi\, bellissima.
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SUMMARY:A volo d'angelo
DESCRIPTION:dai 14 ai 18 anni – scuola secondaria di II grado\n\ntesto e regia Federica Cottini\ncon Michelangelo Canzi\nscene Mattia Franco\, Alice Capoani\nluci Paolo Latini\, Simona Ornaghi\ncostumi Nunzia Lazzaro\, Fabiola Soldano\nproduzione Binario Vivo\, Teatro Nuovo – Pisa / Teatro della Cooperativa – Milano\n\nVincitore “Premio Eolo – miglior spettacolo per adolescenti”\, 2026 \n\ndurata: 60 minuti\nteatro d’attore \nCrazy Bosnian guy è una guida turistica e ci accompagna per le strade della sua città\, Mostar\, nel sud della Bosnia Erzegovina. È un personaggio loquace\, sopra le righe: il suo soprannome se l’è guadagnato sul campo. \nMentre il tour procede\, veniamo risucchiati nel turbine dei ricordi. Crazy Bosnian guy negli anni Novanta era un ventenne: la guerra nei Balcani è viva nella sua memoria. Ci parla della ricchezza della Jugoslavia di Tito\, del crollo della confederazione\, dell’avvento di governi instabili\, del sentimento jugonostalgico. E della situazione attuale\, definita dagli stessi abitanti ‘una polveriera pronta ad esplodere’. \nPerché interessarci a una storia in apparenza distante da noi? Ricordare\, oggi\, ha ancora un senso?\nIn cosa era diversa la situazione balcanica da quella dell’Europa di oggi\, dai nostri governi che tendono sempre più a un isolamento nazionalista? Possiamo imparare qualcosa dal passato per non ripetere oggi ciò che è stato?
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SUMMARY:NERI PER CASO  Natale per caso
DESCRIPTION:Sabato 12 dicembre 2026\, ore 20.45 \nVoci: Ciro Caravano\, Diego Caravano\,\nGonzalo Caravano\, Mimì Caravano\,\nMario Crescenzo e Massimo de Divitiis \n\nI Neri Per Caso rappresentano un fenomeno artistico che ha saputo reinventare il concetto di musica a cappella in Italia e oltre.\nVincitori del Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte nel 1995 con il brano “Le ragazze”\, il gruppo è diventato da subito un punto di riferimento per chi cerca qualcosa di originale e qualitativo nel panorama musicale. La loro abilità nel trasformare la voce in uno strumento musicale è un’arte che pochi altri possiedono con pari abilità.\nNatale Per Caso cattura perfettamente la necessità di condividere gioia\, calore e armonia natalizia attraverso un viaggio musicale che celebra i più famosi e amati brani natalizi mediante una performance artistica di altissimo livello.\nOgni nota\, ogni respiro ed ogni momento del concerto sono studiati per evocare sentimenti di gioia e speranza. La magia delle voci dei Neri Per Caso\, capaci di intrecciarsi magistralmente\, crea un’esperienza sonora che è\, di per sé\, un viaggio emotivo che arriva dritto al cuore.
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SUMMARY:SDENG! Storia di un inventore che non riesce a stare fermo
DESCRIPTION:domenica 13 dicembre 2026 ore 17:00 \ndi e con Alessandro Maione\ndramaturg Beatrice Baruffini\ninterventi sonori Alan Malusà Magno\nco-produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale – Vicenza\, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia – Udine \ndai 3 anni\nteatro d’attore e oggetti \n“Ehi tu! Dove vai? Torna a sederti… ascolta.”\nC’è un inventore.\nHa una chiave inglese\, tante idee e una gran voglia di fare.\nCon le mani\, con gli oggetti e con l’immaginazione\, trasforma tutto ciò che incontra. Ogni cosa può diventare un gioco\, una scoperta\, un piccolo mondo nuovo.\nMa a un certo punto arriva qualcosa di diverso: un modo preciso di fare\, di montare\, di stare. E per chi ama inventare\, fermarsi non è così semplice.\nTra legno\, viti\, bulloni\, suoni e sorprese\, SDENG! accompagna i bambini in un viaggio fatto di movimento\, tentativi e meraviglia.\nUno spettacolo delicato e giocoso per i più piccoli\, dove anche le cose più semplici possono cambiare forma e aprire nuove possibilità.
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SUMMARY:Arearea / LO SCHIACCIANOCI
DESCRIPTION:sabato 19 dicembre 2026 ore 20:45 \ncoreografia Marta Bevilacqua\ndanza Alessandro Bonacina\, Tjaša Bucik\, Martina Cinti\, Giovanni Consoli\, Margherita Costantini\, Luca Di Giusto\, Irene Ferrara\, Claudio Gattulli\, Angelica Margherita\, Alice Petrucci\, Andrea Rizzo\, Valentina Saggin\, Anna Savanelli\, Giulio Venturini\ndisegno luci Stefano Chiarandini\nscenografia Gian Carlo Venuto\nelementi di scena Sonia Squillaci\nmusiche Pëtr Il’ič Čajkovskij Lo Schiaccianoci\nriscrittura musicale Leo Virgili\ncostumi Marianna Fernetich\nproduzione Compagnia Arearea 2025\ncon il sostegno di MiC\, Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia \nL’opera\, nel suo tessuto coreutico e narrativo\, esplora temi universali e profondamente umani: la dialettica tra bene e male\, il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza\, il primo sorgere dell’amore e il potere trasformativo della bellezza e della fantasia. Proprio partendo da queste suggestioni\, la coreografa Marta Bevilacqua affronta lo studio del classico con uno sguardo fresco e innovativo\, attraverso una riscrittura che pone al centro la dimensione più pura della fiaba e l’incanto del possibile.\nLa sua versione\, portata in scena con quattordici danzatori\, pur rispettando integralmente la celeberrima partitura di Čajkovskij\, la arricchisce con sapienti interventi musicali contemporanei\, creando un dialogo tra epoche che amplifica la risonanza emotiva dello spettacolo. Lo Schiaccianoci prodotto da Arearea diventa così un terreno di esplorazione per corpi virtuosi ed espressivi\, mossi da una chiara associazione con la musica e da un profondo rispetto per gli snodi drammaturgici originali.\nLa scrittura coreografi ca si fonda sulla cifra stilistica contemporanea che distingue la Compagnia: si osservano danze d’insieme di grande impatto\, costruite su unisoni precisi e canoni dinamici\, accanto a combinazioni di partnering che esplorano relazione e fiducia. A questi elementi si uniscono una danza che interagisce con oggetti\, capace di animare la scena con metafore visive\, e momenti di teatro-danza in cui il gesto si carica di narrazione pura.\nIl risultato è uno spettacolo che onora la tradizione pur parlando un linguaggio attuale\, un viaggio coreutico che invita lo spettatore a riscoprire\, con occhi nuovi\, la meraviglia senza tempo di una delle fiabe musicali più amate al mondo. È un invito a credere\, ancora una volta\, che la magia possa nascere dove meno te l’aspetti: sotto l’albero di Natale\, nel cuore della notte\, e nel movimento di un corpo che danza. \nDurata: 90 minuti – 2 atti\, intervallo 15 minuti\nadatto a tutti i tipi di pubblico
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SUMMARY:Teatro Incerto / NADÂL - STUPOR MUNDI
DESCRIPTION:martedì 22 dicembre 2026 ore 20:45 \nspettacolo fuori abbonamento\n\ndi e con Claudio Moretti\, Elvio Scruzzi\, Flavia Valoppi\nuna produzione Teatro Incerto / CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\ncon il sostegno di Centrofriuli – Generali\n\n \n“Il teatro deve continuare a essere teatro. Un luogo dove si crea in modo povero dedicandogli del tempo.” César Brie \nIl Presepe\, con la sua ricca storia e il suo profondo significato\, rimane un elemento fondamentale della cultura italiana e un fenomeno globale di straordinaria portata. Dalla sua umile origine in una grotta di Greccio alla sua diffusione mondiale\, il Presepe continua a ispirare e meravigliare persone di tutte le età e provenienze. \nMa più passano gli anni più il “teatrino natalizio” si smonta\, c’è sempre meno interesse a tener vivo il significato profondo della festa più bella e più attesa dell’anno\, il mondo moderno ha come fine il consumismo e tutto si trasforma in una corsa agli acquisti scintillanti. \nI nostri protagonisti si interrogano sulle sfide e le opportunità per tener viva e tramandare alle future generazioni la tradizione; in un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e sociali come può questa antica pratica mantenere ancora la sua rilevanza senza perdersi nella mera nostalgia di un tempo che fu? \nMentre compongono il loro personale presepe vivono la contraddizione contemporanea tra abbandonarsi al consumismo sfrenato e “acquistare” il presepe in un negozio virtuale o mantenere integra la propria mission. Prevarrà il disincanto e l’accettazione della sconfitta o la forza della pratica che affonda le radici in un tempo che pare ormai passato? Tra situazioni comiche e paradossali i tre protagonisti cercano a tutti i costi di presentare il loro presepe vivente nonostante le difficoltà e i vincoli che devono superare perché\, per loro\, accendere le luci del Natale è sempre un momento coinvolgente e magico. \nLo spettacolo vuole collocarsi tra le proposte dedicate al periodo delle feste natalizie per tentare\, attraverso una sfumatura tragicomica\, una riflessione sulle “feste comandate” e il loro profondo significato. \nDurata: 75 minuti circa
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SUMMARY:FVG ORCHESTRA  Concerto di Capodanno
DESCRIPTION:Venerdì 1 gennaio 2027\, ore 16.00 \nRomolo Gessi – Direttore musicale \n\nUn graditissimo ritorno è quello del Concerto di Capodanno\, con la FVG Orchestra\, che apre il 2027 all’insegna del più classico e atteso dei repertori. Dai grandi classici viennesi\, alle gioiose musiche natalizie fino all’operetta\, una vera festa per salutare il nuovo anno con una maestosa orchestra sinfonica: la FVG Orchestra\, nata nel 2019 per iniziativa della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, che continua con la sua presenza a raccogliere e tramandare l’eredità artistica e musicale del nostro territorio.
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SUMMARY:Dorita CosaSenti
DESCRIPTION:mercoledì 6 gennaio 2027 ore 17:00 \ndi e con Desy Gialuz\nscenografia e oggetti di scena Luigina Tusini e Elisabetta Ferrandino\nmontaggio audio Jvan Moda\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia \ndai 3 anni\nteatro d’attrice con oggetti \nDorita CosaSenti è un viaggio teatrale per bambine e bambini dai 3 anni in su\, un’avventura alla scoperta di sé e delle proprie sensazioni. La protagonista\, Dorita\, ci accompagna in una settimana di vacanza\, dove ogni giorno esplorerà e darà un nome a una nuova emozione. Ogni tappa di questo viaggio è un’opportunità per fermarsi e chiedersi: “Cosa senti?”\nFelicità\, tristezza\, entusiasmo\, paura… ogni emozione diventa un mistero da risolvere\, un abito da indossare\, per vivere ogni giorno con curiosità. In un mondo dove le parole non bastano per descrivere ciò che proviamo\, Dorita si lascia attraversare dalle emozioni e le veste con parole e immagini. \nIn scena un’attrice e tanti vestiti colorati danzano e prendono vita come le emozioni di Dorita.\nUn invito al pubblico ad ascoltare\, attraverso il cuore\, un mondo reale fatto di sensazioni\, di scoperte\, di libertà e\, soprattutto\, di empatia. \ndurata: 45 minuti
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SUMMARY:Nel mezzo dell'inferno
DESCRIPTION:nelle scuole o in altri spazi\ndisponibile su prenotazione da gennaio 2027 \ndai 12 ai 16 anni – scuola secondaria di I e II grado \ndrammaturgia Fabrizio Pallara e Roberta Ortolano\nregia Fabrizio Pallara\nvoci di Valerio Malorni (Virgilio\, Caronte)\, Lorenzo Gioielli (Ulisse\, Farinata degli Uberti\, Conte Ugolino) e Silvia Gallerano (Beatrice e Francesca)\nmusiche Økapi\nmodellazione e animazione 3D Massimo Racozzi\nprogettazione ambienti architettonici Sara Ferazzoli\nsviluppo applicazione e implementazione VR Alessandro Passoni\nco-produzione LAC-Lugano Arte e Cultura e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG nell’ambito del progetto ‘D’ante Litteram — Dante Alighieri nostro contemporaneo’ riconosciuto e sostenuto dal Comitato nazionale per le Celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Aligheri del MiC — Ministero della Cultura \nPremio nazionale Franco Enriquez 2022 – XVIII^ edizione\n“per un teatro\, un’arte e una comunicazione di impegno sociale e civile” – Città di Sirolo (Ancona)\nal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e alla sua direzione artistica\nnella categoria Teatri e Luoghi di spettacolo Sez. Direzione artistica e programmazione \n\nspettacolo in VR – Realtà Virtuale con l’utilizzo di visori per singolo spettatore \nvisione consigliata dai 14 anni in su\n\n\nDante compone l’Inferno mentre è immerso nell’esperienza straniante e dolorosa dell’esilio\, lontano da casa e gravato dal sentimento dell’ingiustizia. Attraverso la scrittura inventa così la possibilità di essere autore e allo stesso tempo narratore e personaggio di un’esperienza di evoluzione e redenzione che varrà per se stesso ma anche per il resto dell’umanità. \nIl Dante protagonista di questo viaggio nel regno dell’oltretomba comprende che è la relazione con gli altri e le altre – nel segno della volontà divina – a sostenerlo e condurlo sulla via della salvezza e della felicità.\nIl contatto con gli spiriti e le presenze mostruose che incontra\, il profondo legame con il maestro Virgilio e infine l’antica fiamma d’amore che lo connette a Beatrice\, non più muto angelo da celebrare\, ma guida severa e autorevole fonte di coraggio.\nDi questo percorso l’Inferno rappresenta la parte più dura che mette il poeta\, e chi con lui si immedesima\, a contatto con fragilità profonde\, paure e inadeguatezze\, di fronte alla diversità data dal suo essere vivo tra i morti e dunque in potenza salvato. Dante stabilisce così la possibilità di creare un altro mondo\, speculare e connesso a quello reale\, nel quale l’io possa fare un’esperienza diretta di trasformazione. Questo mondo è la letteratura. \nAllo stesso modo in questo progetto teatrale ed esperienziale si è scelto l’uso della tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva\, coniugata a una progettazione architettonica dello spazio e del suono in 3D\, al fine di porre il pubblico a contatto con la totalità di una dimensione fantastica\, che non vuole sostituirsi a quella reale\, ma restare a questa interconnessa\, rappresentando uno stimolo di ricerca e cambiamento. \nSi comincerà con un prologo: uno spazio di accoglienza e raccoglimento iniziale\, che metterà ciascuno di fronte al proprio io e alla domanda: Perché fare questo viaggio? Quali i desideri e le paure?\nIndossati i visori\, uno ad uno gli spettatori saranno accompagnati oltre il muro che separa l’aldiquà dall’aldilà e lasciati al loro viaggio. La prima parte del quale sarà uguale per tutti\, mentre la seconda condurrà casualmente gli spettatori in tre luoghi selezionati tra gli ambienti infernali per ricondurli poi nuovamente ad un comune finale. L’esperienza resta dunque replicabile e in sé stessa aperta\, perché attraverso il contatto con la morte contiene in sé tutte le possibilità della vita. \nFabrizio Pallara e Roberta Ortolano\n \nDalla motivazione nella Cat. Teatri e Luoghi di spettacolo Sez. Direzione artistica e programmazione del PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 2022-CITTA’ DI SIROLO XVIII^ edizione\n“Un particolare riconoscimento al CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG  e alla sua direzione artistica per aver saputo\, in questo periodo particolarmente difficile per il teatro e per lo spettacolo in genere\, programmare proposte di spettacolo innovative e lungimiranti in una prospettiva di crescita e innovazione della comunicazione teatrale. Un particolare plauso va al progetto dedicato a Dante “Nel mezzo dell’Inferno”\, progetto teatrale ed esperienziale dove si è scelto l’uso della tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva\, coniugata a una progettazione architettonica dello spazio e del suono in 3D\, al fine di porre il pubblico a contatto con la totalità di una dimensione fantastica\, che non vuole sostituirsi a quella reale\, ma restare a questa interconnessa\, rappresentando uno stimolo di ricerca e cambiamento.” \nDurata: 35 minuti
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SUMMARY:Roberto Latini/Manuela Kustermann / ANTIGONE
DESCRIPTION:domenica 10 gennaio 2027 ore 20:45 \ndi Jean Anouilh\ntraduzione Andrea Rodighiero\nregia Roberto Latini\ncon (in o. a.) Silvia Battaglio (Ismene e messaggero)\, Ilaria Drago (Emone e guardie)\, Manuela Kustermann (Nutrice e coro)\, Roberto Latini (Antigone)\, Francesca Mazza (Creonte)\nscene Gregorio Zurla\ncostumi Gianluca Sbicca\nmusica e suono Gianluca Misiti\nproduzione La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello e Teatro di Roma – Teatro Nazionale\n\nRoberto Latini porta in scena la tragedia che Jean Anouilh scrisse\, nella Francia stretta nella morsa del Nazismo\, ispirandosi all’omonimo lavoro di Sofocle\, capace di interrogare\, oggi come quando fu creata\, il nodo irrisolto tra legge e coscienza\, tra ragione politica e principio etico.\nSpiega Latini\, che è anche interprete del ruolo della protagonista: «Penso a questo testo come a una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. Anche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari. Alcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso: Antigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio.» \nDurata: 100 minuti
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SUMMARY:Gulliver's Travels
DESCRIPTION:dai 16 ai 18 anni – scuola secondaria di II grado \nby Jonathan Swift\nadapted and directed by Paul Stebbings\nproduction TNT Britain – Grantly Marshall \nduration: 90 minutes\nplay in English language \nThe story begins in a public square in London in 1730. The Showmaster has captured Gulliver\, who has gone mad after his adventures. Gulliver is being displayed at fairgrounds and is forced to perform his own story with the help of some actors\, who themselves are bullied by the Showmaster. \nGulliver’s Travels is\, in the words of George Orwell\, one of the ten best books ever written.\nThe book’s iconic images of giants and Lilliputians\, humour\, satire\, adventure stories\, and profound analysis of what it is to be human have enchanted and challenged us all for three hundred years.\nJoin us on the greatest fictional voyage\, a voyage not only to wild lands peopled with mad scientists and talking horses but into our own selves.
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SUMMARY:CRISTINA DONÀ
DESCRIPTION:Venerdì 15 gennaio 2027\, ore 20.45 \nCristina Donà – voce e chitarra\nSaverio Lanza – chitarra\, electronics\nTancredi Lo Cigno – percussioni \n\nCristina Donà torna con un tour che anticipa l’uscita del nuovo album.\nFigura cardine che ha ridefinito i confini del cantautorato femminile\, l’in-cantautrice – come è stata spesso battezzata dalla critica\, – proporrà in concerto alcuni estratti del nuovo album\, presentati in anteprima.\nNel concerto al Pasolini non mancheranno inoltre i brani più amati del suo repertorio che saranno proposti in una veste inedita e vibrante\, grazie alla nuova formazione in trio che vede sulla scena\, oltre al polistrumentista Saverio Lanza\, da tempo al suo fianco come produttore e coautore dei suoi ultimi album\, anche il batterista e percussionista Tancredi Lo Cigno\, giovane scoperta del drumming italiano.\nIl nuovo album – che verrà pubblicato a distanza di cinque anni dal precedente “deSidera” – attinge sovente ispirazione dallo straordinario mondo della settima arte\, il cinema. Dalle vicende umane in esso contenute\, dai mondi reali e immaginari che porta sullo schermo e che Cristina elabora ed interpreta nella sua peculiare visione poetica.\nÈ uno spettacolo dinamico e profondo\, capace di alternare momenti di grande intensità e slancio ad atmosfere essenziali\, un’occasione per apprezzare ancora una volta la capacità evocativa della voce e delle parole di Cristina.
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SUMMARY:Marisa Laurito e Giorgia Würth / MADRE PER SEMPRE
DESCRIPTION:martedì 19 gennaio 2027 ore 20:45 \ndi Marta Barceló\ncon Marisa Laurito e Giorgia Würth\nregia Siddhartha Prestinari\nproduzione ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale \nMadre per sempre di Marta Barceló è un testo teatrale che affronta il tema della maternità e dei legami familiari attraverso un incontro inatteso tra due donne.\nTra loro si sviluppa un rapporto costruito inizialmente su regole precise: conoscersi senza invadere la vita dell’altra\, mantenendo distanza e misura. Entrambe\, infatti\, portano con sé una mancanza profonda: una non ha figli\, l’altra non ha più una madre.\nIl rapporto evolve fino a superare i confini stabiliti\, dando forma a un legame che si configura come una famiglia “scelta”\, costruita al di fuori dei vincoli biologici.\nIl testo alterna ironia e delicatezza. Marisa Laurito ha una presenza calda e carismatica\, una grande esperienza nel dosare comicità e pathos\, un’energia “materna” ma non stereotipata\, un umorismo naturale che rende luminose anche le sfumature più malinconiche del testo. \nDurata: 100 minuti circa\, con intervallo
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SUMMARY:SguardiLa didattica della visione per l’educazione al teatro e la formazione degli insegnanti
DESCRIPTION:22 e 23 gennaio 2027\nTeatro Palamostre – Udine\n\na cura di\nEnte Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia | Teatroescuola 0-18\ne ContattoTIG Teatro per l’infanzia e la gioventù di CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\nin collaborazione con Assessorato all’Istruzione – Comune di Udine\ne con la Casa dello Spettatore – Roma \nPrima edizione\n\nIl nuovo progetto Sguardi nasce per offrire agli insegnanti chiavi di lettura e strumenti teorici e pratici per avvicinarsi ai linguaggi dello spettacolo dal vivo\, al fine di valorizzare l’esperienza teatrale all’interno dei percorsi educativi dei propri alunni\, riconoscendone il potenziale come occasione di dialogo\, approfondimento e connessione con il lavoro quotidiano in classe.\nLa metodologia della “Didattica della visione” è stata ideata e messa a punto dal fondatore di Casa dello Spettatore Giorgio Testa fin dall’esperienza del Centro Teatro Educazione all’interno dell’Ente Teatrale italiano dal 1997 al 2010. \nPer Didattica della visione s’intende “quell’insieme di procedimenti e tecniche finalizzate alla formazione intenzionale dello spettatore teatrale. Vedere uno spettacolo\, a tutti i livelli di età\, è un’esperienza nella quale il bagaglio di attese e conoscenze con cui la si affronta è parte essenziale del risultato di fruizione che se ne ha. La didattica della visione mira in prima istanza a creare le basi perché il teatro sia compreso e amato nelle sue caratteristiche specifiche.” \nPer questa prima edizione di Sguardi abbiamo voluto coinvolgere il creatore della Didattica della visione\, Giorgio Testa\, che ha a lungo operato in Friuli\, nonché Giuseppe Antelmo\, formatore di Casa dello Spettatore\, per condividere una lectio magistralis e un’esperienza di visione di uno spettacolo esemplare destinato a un pubblico bambino e adulto: Kafka e la bambola viaggiatrice. \nA seguire quattro laboratori a scelta per gli insegnanti\, dedicati a diverse tecniche e approcci teatrali che saranno curati dagli attori Valerio Malorni e Desy Gialuz\, il regista Fabrizio Pallara e l’illustratore Massimo Racozzi. \nIl programma prevede la giornata di venerdì 22 gennaio 2027 dalle 16.00 alle 19.00 e sabato 23 gennaio 2027 dalle 10.00 alle 18.00.
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SUMMARY:C'era una volta l'Africa
DESCRIPTION:dagli 8 ai 10 anni – scuola primaria\n\ndalle storie di Bakary Diaby\ndi Stefania Marrone e Cosimo Severo\nregia Cosimo Severo\ncon Bakary Diaby\nvoce Rosalba Mondelli\nscene e luci Cosimo Severo e Luca Pompilio\ncollaborazione tecnica Domenico Cotugno\nanimazioni Giovanni Antonio Salvemini\nedit e sound design Amedeo Grasso e Domenico Grasso\nassistente di produzione Micaela Granatiero\nproduzione Bottega degli Apocrifi – Manfredonia\n\n \n\n\ndurata: 50 minuti\nteatro d’attore \nC’era una volta.\nCominciano così le storie di chi racconta ciò che è stato\, che non è più e che sarebbe bello fosse ancora.\nBakary è nato piccolo e nero in un villaggio di bambini neri\, di papà neri e di mamme nere\, grandi mamme\, grosse mamme\, belle mamme.\nLa prima cosa La prima cosa che devi imparare al villaggio è non farti scoprire dalla mamma perché le mamme nere ad Arfamoussaya\, Guinea\, Africa sono molto intelligenti. \nC’era una volta una capanna di erba e terra. Quella era la casa di Bakary. E da lì inizia la storia di una terra dove i bambini\, come i bambini a tutte le latitudini\, saprebbero giocare tutto il giorno\, senza lavarsi e senza mangiare.\nNo\, senza mangiare no\, non Bakary\, il bambino più affamato del villaggio\, che passa la notte a escogitare un piano per rubare la polenta che è avanzata al mercato.\nUn’Africa felice\, che forse è ancora lì\, al riparo da sguardi indiscreti. O forse non c’è mai stata. O forse Bakary\, a forza di avere fame\, è cresciuto troppo per starci ancora dentro. Fino a non entrare più nella capanna\, nella scuola\, nel villaggio\, fino a dover cercare per sé una nuova strada. \nUn racconto di immagini\, suoni\, e almeno due lingue: il bambara\, lingua della sua infanzia\, e l’italiano\, che Bakary parla come una lingua bambina\, donandogli colori nuovi.
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SUMMARY:AusmerzenVite indegne di essere vissute
DESCRIPTION:dai 16 ai 18 anni – scuola secondaria di II grado\n\ndi Marco Paolini\, Mario Paolini\, Michela Signori\, Giovanni De Martis\nadattamento\, regia\, scena e costumi Renato Sarti\ncon Barbara Apuzzo e Renato Sarti\nproduzione Teatro della Cooperativa – Milano\n\ndurata: 80 minuti\nteatro d’attore \nAusmerzen. Viene da “aus merz”\, da marzo. Ha un suono gentile\, di terra. È una parola di pastori\, indica qualcosa che va fatto in quel tempo. A marzo le pecore e gli agnelli che nella transumanza rallentano la marcia vanno soppressi.\nI dottori dell’eugenetica alla fine della Belle Époque prendono due strade per migliorare il mondo: per gli inglesi si trattava di “to eradicate illness”\, sradicare la malattia. Per i tedeschi si trattava di “ausmerzen”: sopprimere i deboli.\nScritto da Marco Paolini\, Ausmerzen affronta il tema dell’Aktion T4\, il programma nazista che portò allo sterminio sistematico di circa settantamila persone con disabilità\, malattie mentali e bambini con malformazioni. \nLo spettacolo\, un racconto lucido e impietoso sulle radici del razzismo scientifico e dell’eugenetica di Stato\, è portato in scena da Renato Sarti insieme a Barbara Apuzzo\, attrice con disabilità\, la cui presenza restituisce concretezza e forza a questo racconto.
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SUMMARY:Barbara Apuzzo e Renato Sarti / AUSMERZENVite indegne di essere vissute
DESCRIPTION:venerdì 29 gennaio 2027 ore 20:45 \nPer la Giornata della memoria \ndi Marco Paolini\, Mario Paolini\, Michela Signori\, Giovanni De Martis\nadattamento\, regia\, scena e costumi Renato Sarti\ncon Barbara Apuzzo e Renato Sarti\nproduzione Teatro della Cooperativa – Milano\n\nAusmerzen. Viene da “aus merz”\, da marzo. Ha un suono gentile\, di terra. È una parola di pastori\, indica qualcosa che va fatto in quel tempo. A marzo le pecore e gli agnelli che nella transumanza rallentano la marcia vanno soppressi.\nI dottori dell’eugenetica alla fine della Belle Époque prendono due strade per migliorare il mondo: per gli inglesi si trattava di “to eradicate illness”\, sradicare la malattia. Per i tedeschi si trattava di “ausmerzen”: sopprimere i deboli.\nScritto da Marco Paolini\, Ausmerzen affronta il tema dell’Aktion T4\, il programma nazista che portò allo sterminio sistematico di circa settantamila persone con disabilità\, malattie mentali e bambini con malformazioni. \nLo spettacolo\, un racconto lucido e impietoso sulle radici del razzismo scientifico e dell’eugenetica di Stato\, è portato in scena da Renato Sarti insieme a Barbara Apuzzo\, attrice con disabilità\, la cui presenza restituisce concretezza e forza a questo racconto. \nDurata: 80 minuti
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SUMMARY:Il più furbodisavventure di un incorreggibile lupo
DESCRIPTION:sabato 6 febbraio 2027 ore 17:00 \ndall’opera di Mario Ramos\ncon Andrea Coppone\nadattamento teatrale Enrica Carini\, Fabrizio Montecchi\nregia e scene Fabrizio Montecchi\nsagome Nicoletta Garioni\, Federica Ferrari (dai disegni di Mario Ramos)\nmusiche Paolo Codognola\ncoreografie Andrea Coppone\ncostumi Tania Fedeli\ndisegno luci Anna Adorno\nluci e fonica Rossella Corna / Cesare Lavezzoli / Gianluca Bernardo\nassistenti alla regia Enrica Carini\, Katja Gorečan\nrealizzazione sagome Nicoletta Garioni\, Federica Ferrari\nrealizzazione scene Sergio Bernasani\nlo spettacolo è tratto dai libri di Mario Ramos Le plus malin\, C’est moi le plus beau e C’est moi le plus fort editi da l’école des loisirs\, Parigi\nproduzione Teatro Gioco Vita – Piacenza \ndai 3 anni\nteatro d’ombre\, d’attore e danza \nNel folto del bosco un grande e cattivo Lupo affamato incontra la piccola Cappuccetto Rosso e subito elabora (dopotutto lui è il più furbo) un diabolico piano per mangiarsela. Senza esitazioni\, lo mette in pratica. Mentre si avvicina alla casa della nonna\, pregusta già il pranzetto: sarà uno scherzo da ragazzi divorarsele entrambe… Sembra l’inizio della favola che tutti conosciamo\, almeno finché il Lupo (che si crede davvero il più furbo)\, non infila la rosa camicia da notte della nonna con tanto di cuffietta d’ordinanza\, ed esce di casa… rimanendo chiuso fuori!\nCosì conciato e in attesa di elaborare un nuovo\, geniale piano\, al Lupo (che ancora si crede il più furbo)\, non rimane che nascondersi nel bosco. Ma il bosco\, ahimè\, è un luogo molto frequentato\, soprattutto dai personaggi delle fiabe\, e il nostro Lupo fa imbarazzanti incontri (i Tre Porcellini\, i Sette Nani\, il Principe Azzurro\, etc.) che mettono fortemente in crisi la sua vanità. Povero lupo! \nIl più furbo è un concentrato di leggerezza e d’ironia che fa ridere e pensare. Il lupo di questa storia suscita simpatia perché\, a fronte della sua declamata presunzione “io sono il più forte\, il più bello e il più furbo”\, si dimostra sgraziato e goffo. Ridere di lui\, in cui tutti ci possiamo riconoscere\, è ridere di noi\, e questo ci fa sentire più umani. In scena un solo attore/danzatore. Grazie al repertorio di tecniche d’ombra proprie di Teatro Gioco Vita e alla danza ci conduce dentro un mondo dove la dimensione favolistica e quella realistica s’incontrano\, producendo un effetto comico proprio della storia raccontata.
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SUMMARY:Enzo Decaro e Ànema / RENATISSIMOOmaggio a Renato Carosone
DESCRIPTION:venerdì 12 febbraio 2027 ore 20:45 \ndi e con Enzo Decaro e Ànema\nregia Paolo Bignamini\nviolino Marcello Corvino\nchitarra Biagio Labanca\ncontrabbasso Massimo De Stephanis\npercussioni Fabio Tricomi\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\nin collaborazione con I due della città del sole \nEnzo Decaro e gli Ànema rendono omaggio a uno dei più grandi autori e interpreti della scena musicale napoletana e italiana del secondo Novecento\, Renato Carosone. La sua musica e la sua biografia sono indissolubilmente legate alla grande tradizione partenopea\, ma le sue straordinarie qualità artistiche hanno fatto il giro del mondo.\nGli Ànema reinterpretano Renato Carosone proponendo un’originale versione dei suoi grandi successi\, tra i quali Torero\, Caravan Petrol\, Tu vuò fà l’americano\, Maruzzella\, Io mammeta e tu\, Luna Rossa e altri celebri brani\, con una formazione composta da eccellenti musicisti.\nEnzo Decaro\, nella doppia veste di narratore e cantante\, intesse il racconto della vita artistica e privata di Carosone attraverso aneddoti di irresistibile comicità e vicende biografiche incredibili e surreali. \nDurata: 90 minuti
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SUMMARY:ANTONIO FORCIONE  Sketches of the World  opening MICHELE PIRONA
DESCRIPTION:Sabato 13 febbraio 2027\, ore 20.45 \nAntonio Forcione – chitarra\nMichele Pirona – chitarra \n\nAcclamato dalla stampa internazionale Antonio Forcione si è esibito in ogni angolo del pianeta con musicisti del calibro di Charlie Haden\, Diego El Cigala\, Trilok Gurtu\, Bireli Lagrene\, Angelique kidjo\, Sarah Jane Morris\, Barney Kessel\, Dominic Miller e tanti altri.\nCon 22 album che portano il suo nome\, la sua musica si caratterizza per le innumerevoli influenze mediterranee\, brasiliane\, spagnole\, nordafricane\, sapientemente elaborate in un linguaggio personale.\nIn qualità di solista ha aperto i concerti di John Scofield\, Phil Collins\, John McLaughlin\, Zucchero\, Bobby McFerrin\, Pino Daniele\, Van Morrison.
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