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SUMMARY:Russian Classical Ballet / LA BELLA ADDORMENTATA
DESCRIPTION:musiche Pyotr Ilyich Tchaikovsky\ncoreografie Marius Petipa\nscenografie Russian Classical Ballet\ncostumi Evgeniya Bespalova\ndirezione artistica Evgeniya Bespalova \nSpettacolo in collaborazione con ERT Ente Regionale Teatrale – Circuito multidisciplinare del FVG / a.Artisti Associati – Gorizia \nLa Bella Addormentata è un incredibile capolavoro del balletto classico.\nLa dimensione del sogno risveglia la magia delle fiabe\, un mondo incantato di castelli\, foreste\, maledizioni e incantesimi. Solo un bacio dell’amor puro spezzerà il sortilegio. Quest’opera\, consacrazione del romanticismo\, basata sul racconto di Charles Perrault La Belle au Bois Dormant\, integrata nello stile francese del XVIII secolo\, è considerata una delle pièce che crea più interesse per il pubblico.\nQuesta rappresentazione è una grande sfida per i ballerini\, specialmente nell’interpretazione del personaggio principale della Princessa Aurora\, che richiede uno stile cristallino elegante e fragile.\nEseguito dalle principali compagnie mondiali\, questo capolavoro di Pyotr Tchaikovsky è senza dubbio una delle pagine più belle dell’illustre compositore russo. Melodie eterne come Rosa Adagio e Grande Valse Villageoise rivelano il lirismo dell’autore. La relazione tra la musica di Tchaikovsky e la coreografia di Marius Petipa è così perfetta che sarebbe difficile immaginare un’altra lettura della partitura. Pertanto\, la musica e la coreografia in simbiosi geniale hanno reso questa pièce l’Opera più emblematica della danza classica.\nQuesta produzione presenta un incredibile set di bellezza e realismo\, costumi prodotti con dettagli sontuosi e barocchi\, un ensemble di solisti e un corpo di ballo guidato da star del balletto russo. \ndurata: 2 ore e 20 minuti con intervallo
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SUMMARY:Son io cosa vostra?Maschere\, musica e… donne: Goldoni oggi
DESCRIPTION:dai 16 ai 18 anni – scuola secondaria di II grado \ndrammaturgia\, adattamenti e regia Ferruccio Merisi\nscelte testuali\, musicali\, figurative e coreografiche del collettivo\ncon Lucia Zaghet\, Giulia Colussi\, Daria Sadovskaia\nmusici Alice Gaspardo\, Jacopo Pittino\ncostumi e maschere del collettivo\ncura realizzazione scene Jacopo Pittino\nproduzione Scuola Sperimentale dell’Attore / L’Arlecchino Errante – Pordenone\ncon la collaborazione di Cultura Base Sur Siviglia\, Eufonia Lecce\, Ortoteatro Pordenone\ncon il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia \ndurata: 60 minuti\nteatro in maschera \n“Son io cosa vostra?”\, è una domanda pronunciata dal personaggio di Rosaura nella commedia goldoniana La vedova scaltra. “Mi avete forse comperato?” – continua il personaggio – contestando una scenata di gelosia del suo innamorato…\nDomande estremamente attuali\, non solo nel senso della rivendicazione di una libertà femminile al riparo da ogni forma di prevaricazione. Ma anche nel senso\, se vogliamo un po’ scomodo e controcorrente\, della sicurezza e della realizzazione femminile e del loro costo quotidiano in termini di concessioni non incolpevoli alla prepotenza maschile.\nSon io cosa vostra? è però soprattutto un omaggio alla donna\, partecipe e molto allegro\, che adora sia i pregi che i difetti dell’altra metà del cielo. Un inno cordiale e disincantato\, risultante da un puzzle di scene goldoniane\, scelte per la loro modernità e anzi “contemporaneità”\, non a caso collegate tra loro da una bella serie di canzoni pop dell’immaginario collettivo attuale\, eseguite dal vivo.\nE in questo divertissement\, che unisce sapidità e grazia leggera\, c’è un’altra novità rispetto alle esecuzioni goldoniane tradizionali: tutti i personaggi portano la maschera\, in contrasto con l’idea chiave della maturità dell’Autore\, che all’opposto avrebbe voluto eliminare tutte le maschere… Ma grazie ad esse le attrici interpretano sedici personaggi diversi… E forse con queste loro nuove maschere danno corpo ad un’altra consapevolezza contemporanea: che non c’è limite al grottesco!
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SUMMARY:UN SEMPLICE INCIDENTE
DESCRIPTION:Lun 08.12 ore 18:00 e 20:30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nUN SEMPLICE INCIDENTE\nProduzione: Iran\, Francia\,\nLussemburgo\, 2025\nDurata: 104′\nRegia: Jafar Panahi\nInterpreti: Vahid Mobasseri\,\nMariam Afshari \nV.O. con sottotitoli in italiano \nTRAMA Iran. Mentre torna a casa la sera con la moglie e la figlia un uomo investe un cane ed è costretto a cercare aiuto nei paraggi. Viene in suo aiuto il meccanico Vahid\, almeno finché questi non si convince di aver incontrato l’uomo che anni prima l’ha torturato in una prigione del regime. Vahid allora rapisce il presunto torturatore per ucciderlo\, ma\, colto dal dubbio\, decide di trovare altre vittime del carceriere per dare maggior forza alla sua accusa. La situazione finisce però per complicarsi ulteriormente. \nCOMMENTO Non è mai semplice presentare una pellicola di un cineasta come Jafar Panahi\, probabilmente fra i principali registi in attività al momento\, ma anche una costante vittima della censura e della persecuzione del regime iraniano per la coerenza con cui racconta da ormai tre decenni aspetti della società del paese asiatico che la dittatura degli ayatollah non vorrebbe venissero visti all’estero. Un semplice incidente rende questo compito ancora più difficile\, ma al contempo più facile: si tratta infatti del film forse più dichiaratamente politico di Panahi\, ma anche di uno di quelli che si serve maggiormente di elementi di genere per costruire una narrazione che è strettamente legata al contesto geografico e culturale di provenienza\, ma al contempo motiva riflessioni su temi universali. Un semplice incidente è infatti un thriller dell’anima in cui commedia e tragedia si mescolano in modi imprevisti anche per gli standard già originali del regista iraniano\, intorbidendo le acque di un’opera che fa della complessità e dell’ambiguità la propria cifra espressiva\, in modo da condurre chi guarda in una dimensione assimilabile a quella dei personaggi del film\, incapaci di riconoscere le identità e le motivazioni gli uni degli altri. Il fatto che tutto questo avvenga in soli 100 minuti di film e 24 ore di narrazione sottolinea la solidità dell’impianto costruito dal regista e dai suoi collaboratori\, nonostante anche questa pellicola sia stata girata in maniera illegale\, senza l’autorizzazione della Repubblica islamica\, con finanziamenti recuperati in giro per il mondo e una produzione dalle dimensioni ridotte. Ormai a Jafar Panahi bastano una manciata di personaggi\, un paio di location e poco più di un’ora e mezza per vincere la Palma d’oro al Festival di Cannes\, come se non servisse altro per mostrare la po-\ntenza\, e la resilienza\, del suo cinema clandestino. \nREGISTA Tra i più grandi cineasti iraniani\, Jafar Panahi ha pagato la sua contrarietà al regime del paese natio con il carcere e l’interdizione alla produzione di film\, che pure ha ripetutamente violato per girare pellicole molto celebrate come Un semplice incidente\, Gli orsi non esistono (2022)\, Premio speciale della giuria a Venezia\, o Taxi Teheran (2015)\, Orso d’oro alla Berlinale. L’opposizione all’autoritarismo del regime degli ayatollah è d’altronde al centro anche di film precedenti come Il cerchio (2000) e Offside (2006)\, i quali contribuiscono a comporre un affresco della società iraniana sempre più vivido e complesso\, che non ha eguali. \n 
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SUMMARY:LA VITA VA COSÌ
DESCRIPTION:Sab 6 ore 18:00 20:30\nDom 7 ore 17:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nLA VITA VA COSÌ\nItalia\, 2025\, 118′\ndi Riccardo Milani\ncon Virginia Raffaele\, Diego Abatantuono\, Aldo Baglio\, Geppi Cucciari\, Giuseppe Ignazio Loi \nAlla soglia del nuovo millennio\, due destini lontani si scontrano su una lingua di costa ancora incontaminata nel sud della Sardegna. Efisio Mulas è un pastore solitario\, custode silenzioso di un tempo che sembra non esistere più. Vive lì da sempre\, tra il mare e i suoi animali\, nella piccola casa dove è nato.\nDall’altra parte c’è Giacomo\, Presidente di un potente gruppo immobiliare\, simbolo di un’Italia lanciata verso il futuro. È deciso a trasformare quella costa in un resort di lusso. Al suo fianco Mariano\, capo cantiere e uomo pratico\, ha il compito di convincere Efisio a cedere quell’ultimo lembo di terra. Tra questi mondi inconciliabili si muove Francesca\, la figlia di Efisio\, divisa tra le sirene del cambiamento e l’appartenenza alla propria terra. Quando Efisio rifiuta l’ennesima offerta milionaria\, la trattativa si trasforma in una battaglia legale nella quale entra in scena Giovanna\, una giudice nata e cresciuta in quei luoghi chiamata a dirimere il conflitto. Mentre le pressioni aumentano e la comunità si spacca tra chi sogna nuove opportunità di lavoro e chi teme di perdere per sempre la propria identità\, l’incrollabile “no” di Efisio si carica di un significato collettivo. Forte del valore delle sue scelte e della memoria di chi è venuto prima di lui\, Efisio sa che a volte\, proprio perché “la vita va così”\, bisogna fermarsi e decidere da soli dove andare. \n 
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SUMMARY:LA VITA VA COSÌ
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SUMMARY:SERGIO CAMMARIERE Piano solo special guest Giovanna Famulari
DESCRIPTION:venerdì 5 dicembre 2025\, ore 20:45 \nSERGIO CAMMARIERE\nPiano solo\nspecial guest Giovanna Famulari\nSergio Cammariere – voce\, pianoforte\nGiovanna Famulari – violoncello \nSergio Cammariere riprende sul palco un viaggio musicale che attraversa i momenti più luminosi della sua carriera\, fino alle note del suo ultimo lavoro discografico “Una sola giornata”. Il cantautore recupera dal baule dei ricordi i suoi successi più acclamati\, dipingendoli di nuove sfumature: “Tempo perduto”\, “Via da questo mare” e “Tutto quello che un uomo”\, il brano della prima partecipazione a Sanremo (nel 2003\, ottiene il terzo posto in gara\, il Premio della Critica e quello come Migliore Composizione Musicale)\, reinterpretato recentemente anche dalla grande Mina\, che ne sottolinea l’intensità emotiva.\nIl Piano solo dell’artista calabrese arriva a coronamento della sua trentennale carriera con una riflessione in musica che coglie l’essenza delle sue composizioni: canzoni capaci di creare un ponte tra le arti\, dove musica\, cinema\, teatro e letteratura si incontrano e si intrecciano felicemente. \nOgni brano è un quadro sonoro che prende vita\, esplorando orizzonti musicali che vanno dal minimalismo sperimentale al blues\, dalla forma canzone al jazz.\nIl suo pianismo ricercato incontra le raffinate note di Giovanna Famulari\, affermata violoncellista triestina che ha già partecipato al suo ultimo album\, per una armoniosa simbiosi musicale. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:Le lacrime di Achille
DESCRIPTION:dai 12 ai 15 anni – scuola secondaria di I e II grado \ntesto e regia Renata Coluccini\ncon Davide Del Grosso e Giacomo Peia\nscene e luci Marco Zennaro\nmusiche Luca De Marinis\ncostumi Caterina Berta\nconsulenza storico-letteraria Emanuela Spadavecchia\nproduzione Teatro del Buratto \ndurata: 60 minuti\nteatro d’attore \n…per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo\, della loro crescita\, della guerra\, dell’amore e della morte.\n\nIl mito è un racconto fuori dal tempo\, è attuale\, non serve attualizzarlo\, e ci consente di porre delle domande all’oggi\, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo la storia di Achille e Patroclo; per parlare di due ragazzi\, di famiglie differenti\, di forza e fragilità\, di amore\, di guerra\, di un destino con cui fare i conti.\nRipercorrere il mito\, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato\, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille\, per scoprire le diverse facce e possibilità de protagonisti\, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo\, della loro crescita\, degli insegnamenti di Chirone\, della guerra\, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare.\nNe Le lacrime di Achille si viaggerà nei ricordi del grande eroe Achille e del semplice ragazzo Patroclo\, dalla loro infanzia a Ftia all’addestramento sul monte dei centauri\, dai giorni di attesa in Aulide\, sino al tempo in cui Achille sarà divorato dall’ira sotto le mura di Troia.\nVivremo la storia di Achille che sceglierà Patroclo\, il più esile\, magrolino e invisibile tra i tanti ragazzi nobili che si allenano nel palazzo re Peleo. Giungerà il tempo del loro crescere sotto la saggia guida del maestro centauro Chirone. Incomberanno le profezie come condanna\, ma anche le profezie come giustificazione per non scegliere.\nUn’amicizia\, un amore intenso\, dall’inizio alla fine…\nSarà la voce di Patroclo a guidarci\, sono il suo desiderio e il suo bisogno di essere ascoltato a trovare forma\, pace e a dare voce a parole che ad Achille nessuno ha mai regalato. Per raccontare chi era davvero Achille. Per dare ad entrambi una nuova voce. \nIn questa fusione le parole si mescolano con i movimenti\, creando un linguaggio artistico unico che attraverso i gesti\, le espressioni e le coreografie diventano veicoli potenti per comunicare storie complesse ed emozioni profonde. Grazie ai linguaggi teatrali presenti all’interno dello spettacolo è stato possibile sottolineare la connessione tra il corpo e la psiche umana\, evidenziando la potenza della parola e della danza come veicolo per esplorare stati d’animo\, relazioni e conflitti interiori. Le coreografie diventano una forma di linguaggio visivo che si combinano armoniosamente con le parole dei dialoghi e dei monologhi\, amplificando l’impatto emotivo dello spettacolo.
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SUMMARY:SPRINGSTEEN — LIBERAMI DAL NULLA
DESCRIPTION:Sab 29.11 ore 18:00 e 20:30\nDom 30.11 ore 17:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nSPRINGSTEEN — LIBERAMI DAL NULLA\nProduzione: USA\, 2025\nDurata: 119′\nRegia: Scott Cooper\nInterpreti: Jeremy Allen White\,\nJeremy Strong\, Odessa Young \nTRAMA All’inizio degli anni 80 Bruce Springsteen si è già affermato come uno dei principali cantautori del periodo\, capace di accompagnare un approccio rock a musicalità più folk. Nello stesso periodo però si trova anche vittima delle enormi aspettative per il suo prossimo lavoro. Cercando di evitare queste pressioni e al contempo mettere a tacere gli spettri di un passato non proprio idilliaco\, Springsteen decide di concentrarsi sulla registrazione\, nell’intimità della propria casa\, di un album destinato a diventare forse il più importante della sua carriera\, “Nebraska”. \nCOMMENTO In un’epoca che sembra aver fatto (di nuovo) dei biopic musicali una sorta di sottogenere di grandissimo successo era solo questione di tempo prima che una leggenda del calibro di Bruce Springsteen si trovasse al centro di una pellicola ad alto budget. Rispetto a narrazioni di più ampio respiro come Elvis (2022) di Baz Luhrman o Rocketman (2019) di Dexter Fletcher\, Bruce Springsteen — Liberami dal nulla si concentra su un periodo ben preciso della carriera e della vita del musicista del New Jersey\, ovvero quando l’acerba star rock di hit come “Born to Run” decise di isolarsi nella sua casa di Colts Neck per registrare un album minimalista e acustico come “Nebraska”. Se a primo acchito questa trama potrebbe non parere molto invitante per coloro che non sono grandi fan di Springsteen\, sono la sceneggiatura di Scott Cooper\, anche regista\, e l’interpretazione del celebrato Jeremy Allen White a rendere il film una pellicola capace di conquistare ogni genere di spettatore. I tormenti della giovane star ancora perseguitata dai fantasmi di un passato difficile sono difatti una parte fondamentale della sceneggiatura di Cooper\, la quale\, pur concentrata sulla realizzazione di “Nebraska”\, non manca di aprire squarci in bianco e nero\, disturbanti così come commoventi\, sul passato di Springsteen\, a cui l’interpretazione del protagonista della serie The Bear (2022-in corso) dona una profondità non scontata. Per quanto a tratti questa costruzione del racconto\, tipica in effetti di molte pellicole biografiche\, rischi di allontanare il focus di chi guarda dalla creazione artistica che dovrebbe essere il cuore della pellicola\, Springsteen — Liberami dal nulla fa ciò per mettere\, come si evince fin dal titolo\, al centro dell’opera l’artista\, rimarcando l’importanza dell’elemento umano\, personale\, nell’arte. \nREGISTA Interessato a raccontare il mondo della musica e i suoi sofferenti protagonisti fin dal primo lungometraggio Crazy Heart (2009) e ispirato come pochi altri cineasti della sua generazione dall’immaginario degli anni 70\, Scott Cooper pare essere arrivato con Springsteen — Liberami dal nulla a un punto di passaggio quasi obbligato nella sua carriera. Prima è toccato agli intensi crime movie Il fuoco della vendetta (2013) e Black Mass — L’ultimo gangster (2015)\, così come al western crepuscolare Hostiles — Ostili (2017) e ai thriller-horror Antlers (2021) e The Pale Blue Eye (2022)\, che hanno dimostrato la versatilità di un cineasta finora sottostimato nella Hollywood contemporanea. \n 
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DESCRIPTION:Sab 29.11 ore 18:00 e 20:30\nDom 30.11 ore 17:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nSPRINGSTEEN — LIBERAMI DAL NULLA\nProduzione: USA\, 2025\nDurata: 119′\nRegia: Scott Cooper\nInterpreti: Jeremy Allen White\,\nJeremy Strong\, Odessa Young \nTRAMA All’inizio degli anni 80 Bruce Springsteen si è già affermato come uno dei principali cantautori del periodo\, capace di accompagnare un approccio rock a musicalità più folk. Nello stesso periodo però si trova anche vittima delle enormi aspettative per il suo prossimo lavoro. Cercando di evitare queste pressioni e al contempo mettere a tacere gli spettri di un passato non proprio idilliaco\, Springsteen decide di concentrarsi sulla registrazione\, nell’intimità della propria casa\, di un album destinato a diventare forse il più importante della sua carriera\, “Nebraska”. \nCOMMENTO In un’epoca che sembra aver fatto (di nuovo) dei biopic musicali una sorta di sottogenere di grandissimo successo era solo questione di tempo prima che una leggenda del calibro di Bruce Springsteen si trovasse al centro di una pellicola ad alto budget. Rispetto a narrazioni di più ampio respiro come Elvis (2022) di Baz Luhrman o Rocketman (2019) di Dexter Fletcher\, Bruce Springsteen — Liberami dal nulla si concentra su un periodo ben preciso della carriera e della vita del musicista del New Jersey\, ovvero quando l’acerba star rock di hit come “Born to Run” decise di isolarsi nella sua casa di Colts Neck per registrare un album minimalista e acustico come “Nebraska”. Se a primo acchito questa trama potrebbe non parere molto invitante per coloro che non sono grandi fan di Springsteen\, sono la sceneggiatura di Scott Cooper\, anche regista\, e l’interpretazione del celebrato Jeremy Allen White a rendere il film una pellicola capace di conquistare ogni genere di spettatore. I tormenti della giovane star ancora perseguitata dai fantasmi di un passato difficile sono difatti una parte fondamentale della sceneggiatura di Cooper\, la quale\, pur concentrata sulla realizzazione di “Nebraska”\, non manca di aprire squarci in bianco e nero\, disturbanti così come commoventi\, sul passato di Springsteen\, a cui l’interpretazione del protagonista della serie The Bear (2022-in corso) dona una profondità non scontata. Per quanto a tratti questa costruzione del racconto\, tipica in effetti di molte pellicole biografiche\, rischi di allontanare il focus di chi guarda dalla creazione artistica che dovrebbe essere il cuore della pellicola\, Springsteen — Liberami dal nulla fa ciò per mettere\, come si evince fin dal titolo\, al centro dell’opera l’artista\, rimarcando l’importanza dell’elemento umano\, personale\, nell’arte. \nREGISTA Interessato a raccontare il mondo della musica e i suoi sofferenti protagonisti fin dal primo lungometraggio Crazy Heart (2009) e ispirato come pochi altri cineasti della sua generazione dall’immaginario degli anni 70\, Scott Cooper pare essere arrivato con Springsteen — Liberami dal nulla a un punto di passaggio quasi obbligato nella sua carriera. Prima è toccato agli intensi crime movie Il fuoco della vendetta (2013) e Black Mass — L’ultimo gangster (2015)\, così come al western crepuscolare Hostiles — Ostili (2017) e ai thriller-horror Antlers (2021) e The Pale Blue Eye (2022)\, che hanno dimostrato la versatilità di un cineasta finora sottostimato nella Hollywood contemporanea. \n 
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SUMMARY:Marta Cuscunà / LA SEMPLICITÀ INGANNATA
DESCRIPTION:Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne\n\ndi e con Marta Cuscunà\ndisegno luci Claudio “Poldo” Parrino\ndisegno del suono Alessandro Sdrigotti\ntecnica di palco\, delle luci e del suono Marco Rogante\, Alessandro Sdrigotti\nrealizzazioni scenografiche Delta Studios; Elisabetta Ferrandino\nrealizzazione costumi Antonella Guglielmi\nuna co-produzione Centrale Fies\, Operaestate Festival Veneto\ncon il sostegno di Provincia Autonoma di Trento-T-under 30\, Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol\, Comitato Provinciale per la promozione dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana di Gorizia\, A.N.P.I. Comitato Provinciale di Gorizia\, Assessorato alla cultura del Comune di Ronchi dei Legionari\, Biblioteca Sandro Pertini di Ronchi dei Legionari\, Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Monfalcone\, Claudio e Simone del Centro di Aggregazione Giovanile di Monfalcone.\ncon il sostegno dei partecipanti al progetto di microcredito teatrale Assemblea Teatrale Maranese-Marano Lagunare UD; Federico Toni; Laboratorio Teatrale Re Nudo-Teatri Invisibili; Nottenera.Comunità_Linguaggi_Territorio; Bonawentura/Teatro Miela-Trieste; Spazio Ferramenta; Tracce di Teatro d’Autore; L’Attoscuro Teatro – Montescudo di Rimini.\n\nLiberamente ispirato a Lo spazio del silenzio di Giovanna Paolin\, (Ed. Biblioteca dell’Immagine\, 1998) e a L’Inferno monacale di Arcangela Tarabotti\, a cura di Francesca Medioli (Ed. Rosenberg&Sellier\, 1990) \n\nLiberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle Clarisse di Udine\, La semplicità ingannata parla del destino collettivo di generazioni di donne e della possibilità di farsi “coro” per cambiarlo. La semplicità ingannata riporta alla luce la voce di un gruppo di giovani che\, nel Cinquecento\, lottarono contro le convenzioni sociali\, rivendicando libertà di pensiero e di critica nei confronti della cultura maschile.\nNel Cinquecento avere una figlia femmina equivaleva ad una perdita economica: agli occhi dei padri era una parte del patrimonio economico della famiglia che andava in fumo al momento del matrimonio. Una figlia bella e sana era economicamente vantaggiosa perché poteva essere sposata con una dote modesta. Una figlia brutta o con qualche difetto fisico necessitava invece di una dote più salata.  Per questo i padri di famiglia escogitarono una soluzione alternativa per sistemare le figlie in sovrannumero: la monacazione forzata.\nArcangela Tarabotti e le Clarisse del Santa Chiara di Udine attuarono una forma di resistenza all’utilizzo delle vocazioni religiose a fini economici davvero unica nel suo genere.\nQueste donne trasformarono il convento in uno spazio di contestazione\, di libertà di pensiero\, di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca. L’Inquisizione cercò con forza di ristabilire un ferreo controllo sulle Clarisse di Udine\, ma le monache riuscirono a resistere per anni facendosi beffe del potere maschile e creando una sorprendente micro-società tutta al femminile\, in un tempo in cui le donne erano escluse da ogni aspetto politico ed economico della vita.\n\n “Fino a che punto è lecito elaborare i dati senza che questa operazione si trasformi in un tradimento della verità storica? Ho cercato di raccontare alcuni aspetti della vicenda realmente accaduta attraverso analogie che li rendessero più vicini a noi. Concetti come “eresia” o “dote” assumono\, nello spettacolo\, significati più ampi di quelli letterali\, nel tentativo di guardare\, oggi\, alla “monaca forzata” come simbolo non esclusivo della condizione femminile ma una condizione che ha ancora bisogno di riscatto” Marta Cuscunà \nEstratti rassegna stampa\n«Un racconto potente e ironico di resistenza femminile: Marta Cuscunà anima con energia e delicatezza la rivoluzione delle Clarisse di Udine.»\nTiziana Montrasio Il Sole 24 ore \nLa semplicità ingannata è la seconda tappa del progetto sulle Resistenze femminili \ndurata 70 minuti \n    
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SUMMARY:FRIDA BOLLANI MAGONI SEMPLICEMENTE FRIDA IN TOUR con MARK GLENTWORTH
DESCRIPTION:martedì 25 novembre 2025\, ore 20.45 \nFRIDA BOLLANI MAGONI\nSemplicemente Frida in Tour con Mark Glentworth \nFrida Bollani Magoni – voce\, pianoforte elettrico\nMark Glentworth – vibrafono \nDopo il grande successo delle precedenti tournée\, dove ha conquistato il pubblico italiano ed europeo con il suo talento e la sua personalità\, Frida riparte con un nuovo progetto dal titolo “Semplicemente Frida”\, che segna l’inizio di una nuova e vibrante fase della sua carriera musicale. \nCon questo nuovo spettacolo\, Frida Bollani Magoni\, da oggi semplicemente “Frida”\, si presenta al pubblico con una proposta artistica più matura e autentica\, pronta ad abbandonare le etichette formali per abbracciare una dimensione più personale e intima. Il nuovo tour è anche un’opportunità per scoprire il nuovo suono della sua musica fatta di sonorità moderne e contemporanee\, grazie anche all’inserimento di strumenti elettronici; il nuovo repertorio include brani originali\, che riflettono la sua evoluzione artistica compositiva\, insieme a nuove interpretazioni di successi internazionali in grado di esaltare le sue straordinarie capacità vocali e pianistiche. \nAd accompagnarla sul palco\, il musicista britannico Mark Glentworth\, che dona energia alla performance con un importante arricchimento strumentale. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:AFTER THE HUNT
DESCRIPTION:Sab 22.11 ore 17:30 e 20:30\nDom 23.11 ore 17:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nAFTER THE HUNT\nProduzione: USA\, Italia\, 2025\nDurata: 135’\nRegia: Luca Guadagnino\nInterpreti: Julia Roberts\,\nAyo Edebiri\, Andrew Garfield \nArrivata a un momento importante della sua carriera accademica\, la professoressa di Filosofia Alma Imhoff si ritrova travolta suo malgrado da una drammatica controversia\, quando la sua talentuosa dottoranda Maggie accusa Hank\, amico e collega di Alma\, di averla molestata proprio la sera in cui i due erano stati ospiti a cena della professoressa e del marito Frederick. Non sapendo per chi parteggiare\, dal momento che Hank accusa Maggie di volerlo mettere in cattiva luce solo per impedire che riveli che la tesi della ragazza sarebbe un plagio\, Alma cerca di sfuggire dalla situazione\, anche per evitare che alcuni segreti del suo passato vengano alla luce. \nCOMMENTO Non necessita di alcuna presentazione Luca Guadagnino\, prolifico e ormai rarissimo esempio di un cineasta italiano che lavora costantemente con Hollywood. Nell’ultimo decennio il regista palermitano ha infatti creato una sorta di universo personale\, ben rappresentato dal cult Chiamami col tuo nome (2017)\, fatto di tematiche di grande attualità\, e spesso molto discusse\, attori di primissimo piano e narrazioni complesse\, in cui più livelli si mescolano per rendere più complesse e coinvolgenti quelle che in altre mani finirebbero forse per diventare stilose passerelle per attori alla ricerca di premi. Il rischio probabilmente non era mai stato grande come in After the Hunt\, film che vede al suo centro i tormenti di una star del calibro di Julia Roberts\, affiancata dal duo in opposizione Andrew Garfield-Ayo Edebiri\, che non a caso rappresentano tre diverse generazioni di interpreti hollywoodiani. Eppure\, la sceneggiatura chirurgica di Nora Garrett impedisce che la pellicola diventi solo un palcoscenico per i suoi eccellenti attori e attrici\, riuscendo nel frattempo a trattare in maniera sfaccettata e non banale discusse tematiche di attualità\, come le prevaricazioni dei superiori nei luoghi di lavoro e la cosiddetta “cancel culture”\, in modo da evitare che After the Hunt si riduca a un film a tesi. \nD’altro canto\, la raffinata regia di Guadagnino non sottrae mai agli interpreti il centro dell’attenzione\, contribuendo a fare di quest’ultimo film uno dei più tradizionali nella forma e nella costruzione del racconto (nonostante la rottura della quarta parete finale)\, a riprova del talento di un cineasta trasformista come ormai ne esistono pochissimi nell’industria cinematografica\, globale come italiana. \nREGISTA Nonostante la carriera del regista palermitano sia iniziata nel lontano 1999 con il lungometraggio The Protagonists\, il quale evidenziava già le sue ambizioni internazionali\, Luca Guadagnino ha stentato ad affermarsi come cineasta\, realizzando pellicole tanto curate nella forma quanto criticate nel contenuto come Melissa P. (2005) e Io sono l’amore (2009). Solo le due opere successive della cosiddetta “trilogia del desiderio”\, ovvero A Bigger Splash (2013) e soprattutto Chiamami col tuo nome\, gli hanno permesso di imporsi come uno dei registi italiani di maggior successo. Film dai generi variegati come Suspiria (2018)\, Challengers (2024) e Queer (2024) hanno poi ribadito il proseguimento di questa fase positiva della sua carriera. \n 
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SUMMARY:Lulù
DESCRIPTION:dai 4 ai 7 anni – scuola dell’infanzia e primaria \ndi e con Claudio Milani\nscenografie Elisabetta Viganò\, Armando Milani\nluci Fulvio Melli\nmusiche Debora Chiantella\, Emanuele Lo Porto\, Andrea Bernasconi\nconsulenza per i testi Francesca Rogari\nproduzione Compagnia MOMOM / Latoparlato – Como \ndurata: 50 minuti\nteatro di narrazione e pupazzi \nLulù è un capolavoro del teatro per l’infanzia.\nIn questa storia ci sono tre fratelli nati in un mattino d’estate\, dopo una notte piena di lucciole. Il destino li separerà\, conducendoli per tre strade diverse. Ma darà loro tre doni – intelligenza\, istinto\, cuore – sufficienti per cavarsela\, diventare grandi e finalmente ritrovarsi\, affrontando perfino uno Stregone che può farsi grande come una montagna.\nQuando la notte sarà più buia\, arriveranno le lucciole ad indicare loro la strada.\nE Lulù?\nLulù è lo spirito del bosco. È tutto azzurro e blu\, come il cielo\, il mare e l’acqua della sorgente. Ha gli occhi rotondi\, la pancia rotonda e il cuore grande. A Lulù piace: volare sopra al bosco\, scavare gallerie\, mangiare.\nMa la cosa che sa fare meglio è far nascere le lucciole. Dalla sua pancia.\nTutti sanno che esiste\, ma pochissimi lo hanno visto. Per vederlo bisogna essere molto fortunati.\nL’incanto e la meraviglia suscitati dalle straordinarie vicende dei tre piccoli\nprotagonisti accompagnano gli spettatori\, in un crescendo di curiosità e stupore\, fino all’epilogo della storia\, nel quale tutto si ricompone e l’attesa viene ampiamente ripagata da un arrivo sorprendente.\nUn racconto sull’irrinunciabile valore dell’intelligenza\, dell’istinto e della generosità\, che ci incoraggia ad avere fiducia nelle nostre qualità.
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SUMMARY:PIERO PELÙ. RUMORE DENTRO
DESCRIPTION:10\, 12 e 13 novembre\nore 18 e 20.30\nINGRESSO: 10 euro (INTERO) – 8 euro (RIDOTTO/CONVENZIONI) \nPIERO PELÙ. RUMORE DENTRO\nCon Piero Pelù\nDiretto da Francesco Fei\nSoggetto e sceneggiatura di Piero Pelù \nPresentato in anteprima Fuori Concorso alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia “Piero Pelù. Rumore dentro” (titolo internazionale: “Noise Inside. Don’t call me a Rock Star”)\, il racconto intimo diretto dal regista Francesco Fei su un capitolo cruciale nella vita dell’icona del rock italiano Piero Pelù. Con soggetto e sceneggiatura di Piero Pelù\, il film è prodotto da Apnea Film\, Nexo Studios e DNA Audiovisivi\, realizzato grazie a TEG. \nNell’ottobre 2022\, durante una sessione di registrazione\, un improvviso shock acustico – causato da un errore tecnico nel cambio di cuffie – ha fatto svenire Piero Pelù\, provocando un danno permanente al nervo acustico con il quale Piero combatte psicologicamente da allora. L’incidente ha portato la cancellazione di un tour già programmato e il rischio di dover sospendere ogni attività artistica legata alla musica live di Pelù. \nIl “rumore dentro” di Piero diventa così un’occasione forzata per fermarsi\, ritrovarsi\, ricostruirsi\, rigenerarsi e scrivere un nuovo album dedicato ai Deserti interiori attraverso una full immersion nel proprio mondo interiore: la famiglia\, la libertà\, gli amici (tra cui i Litfiba)\, il viaggio e naturalmente la musica sono gli elementi intorno cui uno dei personaggi più importanti della scena rock italiana ricostruisce e ritrova la sua strada. Il film si arricchisce anche di una selezione sorprendente dallo sconfinato archivio in pellicola e video prodotto da Piero dagli albori del suo viaggio musicale fino ad oggi. \nScandito dal viaggio spirituale di Pelù verso il pellegrinaggio annuale dei gitani a Saintes-Maries-de- la-Mer\, in Camargue\, in onore di Santa Sarah la Nera protettrice dei viaggiatori – il cui nome è tatuato su entrambi gli avambracci dell’artista – “Piero Pelù. Rumore dentro” si trasforma in un road movie e insieme in una riflessione su oltre quarant’anni vissuti “Off road”\, come figura intellettualmente libera\, libertaria e coraggiosa della scena artistica e musicale italiana. Segnato da una forte depressione dopo l’incidente\, Pelù trova nella sua musa di sempre – la musica – la via per rinascere. \nPiero il cantautore rock\, il performer\, l’artista\, il padre\, il nonno e il viaggiatore che riesce a far convivere tutte queste realtà con una armonia quasi spiazzante. Il film vede anche la presenza di amici e collaboratori di Pelù\, come la sua famiglia\, i Litfiba storici\, i suoi amici di tutti i giorni in vesti inaspettate. \n“Piero Pelù. Rumore dentro” è distribuito a livello internazionale da Nexo Studios. In Italia l’evento è organizzato in collaborazione con i media partner Radio Capital e MYmovies. \nRealizzato con il contributo del PR FESR Toscana 2021-2027 – bando per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive 2023. \n 
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SUMMARY:PIERO PELÙ. RUMORE DENTRO
DESCRIPTION:10\, 12 e 13 novembre\nore 18 e 20.30\nINGRESSO: 10 euro (INTERO) – 8 euro (RIDOTTO/CONVENZIONI) \nPIERO PELÙ. RUMORE DENTRO\nCon Piero Pelù\nDiretto da Francesco Fei\nSoggetto e sceneggiatura di Piero Pelù \nPresentato in anteprima Fuori Concorso alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia “Piero Pelù. Rumore dentro” (titolo internazionale: “Noise Inside. Don’t call me a Rock Star”)\, il racconto intimo diretto dal regista Francesco Fei su un capitolo cruciale nella vita dell’icona del rock italiano Piero Pelù. Con soggetto e sceneggiatura di Piero Pelù\, il film è prodotto da Apnea Film\, Nexo Studios e DNA Audiovisivi\, realizzato grazie a TEG. \nNell’ottobre 2022\, durante una sessione di registrazione\, un improvviso shock acustico – causato da un errore tecnico nel cambio di cuffie – ha fatto svenire Piero Pelù\, provocando un danno permanente al nervo acustico con il quale Piero combatte psicologicamente da allora. L’incidente ha portato la cancellazione di un tour già programmato e il rischio di dover sospendere ogni attività artistica legata alla musica live di Pelù. \nIl “rumore dentro” di Piero diventa così un’occasione forzata per fermarsi\, ritrovarsi\, ricostruirsi\, rigenerarsi e scrivere un nuovo album dedicato ai Deserti interiori attraverso una full immersion nel proprio mondo interiore: la famiglia\, la libertà\, gli amici (tra cui i Litfiba)\, il viaggio e naturalmente la musica sono gli elementi intorno cui uno dei personaggi più importanti della scena rock italiana ricostruisce e ritrova la sua strada. Il film si arricchisce anche di una selezione sorprendente dallo sconfinato archivio in pellicola e video prodotto da Piero dagli albori del suo viaggio musicale fino ad oggi. \nScandito dal viaggio spirituale di Pelù verso il pellegrinaggio annuale dei gitani a Saintes-Maries-de- la-Mer\, in Camargue\, in onore di Santa Sarah la Nera protettrice dei viaggiatori – il cui nome è tatuato su entrambi gli avambracci dell’artista – “Piero Pelù. Rumore dentro” si trasforma in un road movie e insieme in una riflessione su oltre quarant’anni vissuti “Off road”\, come figura intellettualmente libera\, libertaria e coraggiosa della scena artistica e musicale italiana. Segnato da una forte depressione dopo l’incidente\, Pelù trova nella sua musa di sempre – la musica – la via per rinascere. \nPiero il cantautore rock\, il performer\, l’artista\, il padre\, il nonno e il viaggiatore che riesce a far convivere tutte queste realtà con una armonia quasi spiazzante. Il film vede anche la presenza di amici e collaboratori di Pelù\, come la sua famiglia\, i Litfiba storici\, i suoi amici di tutti i giorni in vesti inaspettate. \n“Piero Pelù. Rumore dentro” è distribuito a livello internazionale da Nexo Studios. In Italia l’evento è organizzato in collaborazione con i media partner Radio Capital e MYmovies. \nRealizzato con il contributo del PR FESR Toscana 2021-2027 – bando per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive 2023. \n 
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SUMMARY:Le rocambolesche avventure dell’orso Nicola\, del ragnetto Eugenio e del moscerino che voleva vedere il mondo e che rese tutti felici
DESCRIPTION:dai 6 ai 10 anni – scuola primaria \ncon Alberto Branca\, Annalisa Arione\, Dario de Falco\nmusiche Enrico Messina\nin collaborazione con Annalisa Cima\nproduzione Compagnia Arione de Falco – Milano \ndurata: 50 minuti\nteatro d’attore \nPremio EOLO AWARDS 2025 per la migliore scrittura drammaturgica\n\nCosa ci fanno un enorme orso e un colorato ragnetto nella stessa casa? Semplice\, si prendono cura l’uno dell’altro! Tra una chiacchiera prima di addormentarsi e una deliziosa cena cucinata insieme\, entra nella loro vita un moscerino entusiasta che darà inizio a una vera rivoluzione.\nLe rocambolesche avventure… è una storia che insegna a superare la diffidenza verso gli altri\, ad abbracciare le differenze e ad affrontare con curiosità e coraggio le avventure che la vita ci mette davanti. \nNicola è un orso enorme che ama leggere\, Eugenio è un ragnetto piccolino e velocissimo. Vivono nella città di Città che è un posto dove tutto corre in modo frenetico ma ordinatissimo\, dal traffico alla fila di carrelli del supermercato.\nAgli abitanti di Città Nicola fa un po’ paura: è grande\, grosso\, potrebbe fare loro del male. Agli abitanti di Città anche Eugenio fa un po’ paura: ha otto\nocchi\, le zampe lunghe e s’infila dappertutto: vorrebbero tutti schiacciarlo.\nGli abitanti di Città non conoscono bene né Nicola né Eugenio\, eppure ne sono spaventati.\nAnche Nicola ed Eugenio hanno un po’ di paura l’uno dell’altro e\, quando si trovano costretti a vivere nella stessa casa\, anche a causa delle loro diverse dimensioni\, per un po’ mantengono le distanze.\nPiano piano però imparano a conoscersi per davvero\, la paura scompare e lascia il posto all’amicizia\, alla condivisione e alla cura: Eugenio e Nicola\, insieme\, non si sentono più soli e si prendono cura l’uno dell’altro. \nAnche in questo spettacolo la Compagnia Arione de Falco s’impegna a raccontare alle nuove generazioni l’incontro con l’altro e con l’altra che\, se unito all’ascolto e all’empatia\, arricchisce di consapevolezza\, complessità e nuovi punti di vista attraverso cui guardare.\nLa storia viene raccontata e vissuta in una scena completamente vuota\, scelta stilistica di ogni spettacolo della Compagnia: non ci sono scenografie né costumi troppo caratterizzanti.\nGli attori e l’attrice\, con i loro corpi e le loro voci\, danno vita a un processo immaginativo condiviso a cui partecipano anche bambini e bambine. Anche se la scena è vuota\, grazie all’evocazione e all’immaginazione\, si riempie di cose\, persone e atmosfere diverse.
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SUMMARY:Fiabe da tavoloCappuccetto Rosso e I tre porcellini
DESCRIPTION:nelle scuole o in altri spazi \ndai 3 ai 5 anni – scuola dell’infanzia \nregia\, scene e testo Fabrizio Pallara\ncon Desy Gialuz\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e teatrodelleapparizioni\ncon il sostegno di Corsia OF \n“Io credo questo: le fiabe sono vere. […] sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna” Italo Calvino \nDentro ai libri\, sulle bocche di chi le racconta\, lette\, immaginate\, sognate\, le fiabe nascono e poi si mettono in viaggio correndo nelle parole\, e durante il viaggio cambiano\, crescono\, si trasformano.\nMappe di vita che accompagnano i bambini e i grandi; riti di passaggio che indirizzano e segnano strade possibili\, piccoli sentieri\, grandi avventure.\nQuattro fiabe viaggiano in quattro valigie e due alla volta\, in ogni incontro\, verranno evocate con oggetti\, suoni\, racconti e immaginazioni.\nSolo un tavolo che è una casa\, un bosco\, un lago\, una montagna\, la piccola scena di ogni narrazione; e come in un gioco\, nei giorni di pioggia e di freddo\, tutti intorno per stare ad ascoltare con lo stupore dell’infanzia\, cominciando insieme a diventare adulti. \ndurata: 40’ per il racconto di due fiabe
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SUMMARY:LA RAGAZZA DEL CORO
DESCRIPTION:Domenica 09.11 – Ore 17:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nLA RAGAZZA DEL CORO\nLa ragazza del coro\nLittle Trouble Girls\nKaj ti je deklica\ndi Urška Djukić\ncon Jara Sofija Ostan\, Mina Švajger\nSlovenia\, Italia\, Croazia\, Serbia\, 2025\, 90′ \nLa sedicenne Lucia\, timida e sensibile\, frequenta il coro di una scuola cattolica: qui conosce Ana-Maria\, forte e carismatica\, e si trova ad affrontare i primi (grandi) turbamenti e i primi (grandi) interrogativi della vita. A chi appartiene il mio corpo? Come si gestiscono l’amicizia\, la gelosia\, l’attrazione? La regista slovena Urška Djukić\, reduce da un corto pluridecorato come Granny’s Sexual Life\, esplora il territorio dell’adolescenza\, riflettendo sul tema della sessualità e sulle dinamiche delle regole sociali. \nNOTE DI REGIA\n“La scintilla che ha innescato il progetto è arrivata nel 2018\, mentre assistevo al concerto di un coro femminile sloveno. Sentendo cantare quelle ragazze giovanissime\, i miei occhi si sono immediatamente riempiti di lacrime: sono rimasta profondamente colpita dalla potenza delle loro voci\, voci che oscillavano sul filo del risveglio della femminilità\, al punto che ho dovuto trattenere le mie emozioni per evitare di scoppiare a piangere durante l’esibizione. C’erano anche tre sacerdoti seduti tra il pubblico: si sono commossi quanto me e ho capito che tutto questo era molto significativo. Insomma\, non potevo fare altro che esplorare le nostre risposte emotive attraverso il linguaggio del cinema.” \n 
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SUMMARY:ELSA MARTIN STEFANO BATTAGLIA - Lyra – in memoria di Pier Paolo Pasolini
DESCRIPTION:mercoledì 5 novembre 2025\, ore 20:45 \nELSA MARTIN STEFANO BATTAGLIA\nLyra – in memoria di Pier Paolo Pasolini \nElsa Martin – voce\nStefano Battaglia – pianoforte \nLyra è il nuovo progetto discografico del duo formato dalla vocalist Elsa Martin e dal pianista Stefano Battaglia\, un dialogo tra musica e poesia che prende forma fra brani originali con liriche tratte dalle poesie in friulano di Pasolini\, e cjants\, i canti popolari friulani\, quella “luce candida e innocente” che lo stesso Pasolini riconosceva nella tradizione orale della sua terra madre. \nLyra si muove tra tradizione e invenzione\, dando vita a nuove forme musicali frutto dell’incontro tra tradizione liederistica\, musica popolare e contemporaneità. L’improvvisazione e la creazione estemporanea si intrecciano ai significati profondi dei testi poetici\, mettendo in luce tanto la sensibilità interpretativa quanto la vocazione sperimentale e performativa dei due artisti\, in sintonia con le nuove musiche. \nIl nuovo progetto testimonia un sodalizio artistico che dura da dieci anni\, quello tra Elsa Martin e Stefano Battaglia\, nato dall’amore condiviso per la poesia e per la valorizzazione delle lingue “minori”\, espressioni autentiche di una cultura custode di identità profonde. Un cammino in cui la figura di Pasolini è stata una presenza centrale\, ispirando ricerca e suono\, sin dalla loro prima pubblicazione\, Sfueâi (2019). \nIngresso libero
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SUMMARY:Presentazione libro LETTERE A MARIA SECCARDI
DESCRIPTION:mercoledì 5 novembre\, ore 18:00\n\nPer i 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini \nfuori abbonamento – ingresso libero \nCasa della Musica – Presentazione del libro\nLETTERE A MARIA SECCARDI\ndi Pier Paolo Pasolini\nintervengono Flavia Leonarduzzi\, Rita Maffei\, Massimo Somaglino\, Valentina Marsoni\ne con Maurizio Piccin \nLa presentazione è realizzata in collaborazione con la Biblioteca Civica “Giuseppe Zigaina” di Cervignano del Friuli \nBookshop a cura della Libreria Mariuz
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SUMMARY:Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe / NEL CUORE DELLA REALTÀ. Pasolini: vita e letteratura che si fanno cinema
DESCRIPTION:martedì 4 novembre\, ore 20:45 \nPer i 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini\n\nfuori abbonamento – ingresso libero \nregia e drammaturgia Claudio de Maglio\ncon gli allievi diplomandi Giulio Bianchi\, Silvia Cerchier\, Iacopo Cesaria\, Alvise Colledan\, Erika Maria Cordisco\, Massimo Filoso\, Federica Garbarini\, Santi Maccarrone\, Andrea Monteverdi\, Siro Pedrozzi\, Sara Volpi\, Sara Wegher\ne gli allievi del secondo anno Elia Bonzani\, Francesca Cozzini\, Leonardo Maria Filoni\, Davide Gavini\, Gianluca Madaschi\, Edoardo Maria Mattina\, Gaia Mencarini\, Michela Serra\, Nello Tammaro\, Giacomo Zampini\ncanti a cura di Marco Toller\nconsulenza culturale Naiem Abdulrazaq\nscenografie Claudio e Andrea Mezzelani\ncostumi Emmanuela Cossar\nservice tecnico OnStage di Andrea Saccomano \n“Lo spettacolo si presenta come un viaggio che si sofferma su alcune delle tappe che hanno segnato il percorso artistico del Pasolini regista cinematografico. Soprattutto verranno a fare da pilastri della nostra narrazione due capolavori della letteratura universale: “Decameron” (film del 1971) e “Le mille e una notte” (“Il fiore delle mille e una notte”\, film del 1974) con sortite nelle dichiarazioni di poetica di questo grande autore. Faranno anche parte della nostra pièce alcune delle sue analisi più “ispirate” del mondo contemporaneo assieme ad altri frammenti di pellicole che compongono un patrimonio culturale dal valore inestimabile. In un’Italia sempre più appiattita da un pensiero unico e che da un punto di vista delle dinamiche sociali e della qualità dei suoi dibattiti interni sembra aver fatto dei passi indietro piuttosto che in avanti\, un personaggio “unico” e provocatoriamente “politico” nel senso più profondo ed elevato del termine\, ci manca. Siamo un po’ tutti orfani di Pasolini e delle sue sortite “corsare”\, delle vitalissime sue provocazioni. Anche coloro che non l’hanno amato o lo hanno odiato. Non si può restare indifferenti davanti alle sue realizzazioni\, in qualsiasi ambito lui le abbia collocate. \nLo scopo del nostro spettacolo è quello di cercare di restituire a tutti e soprattutto ai giovani il senso dell’importanza che ha avuto questo artista visionario e profetico\, questo poeta “scomodo” questo scrittore e regista rivoluzionario e che non finisce di sorprenderci ancora oggi risvegliando profonda nostalgia delle sue analisi acutissime … Una presenza come quella di Pasolini ha contribuito in modo essenziale alla crescita culturale\, sociale e civile del nostro Paese e abbiamo la\nresponsabilità di farne testimonianza. Il nostro lavoro vuole quindi essere una carrellata di alcune pietre miliari della sua Opera soprattutto cinematografica (molto “teatrale”) e attraverso di essa incuriosire e stimolare a conoscerlo meglio aiutando le giovani generazioni a coglierne la statura. Rileggere le sue opere come romanzi e poesie\, come film e documentari è anche un’immersione che continua ancora oggi a farci scoprire l’immensa ricchezza e carica vitale di un\nautore che ha attraversato la storia della nostra cultura in modo perturbante e unico. Tornare “nel cuore della realtà” (come Pier Paolo Pasolini definiva la sua ricerca cinematografica) non è esercizio di stile ma un viaggio nelle profondità dell’essere umano che può a volte manifestarsi come disarmante gioiosa semplicità … e non è un paradosso.”\nClaudio de Maglio \ndurata: primo atto 80 minuti\, intervallo\, secondo atto 75 minuti
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SUMMARY:PASOLINI: ORDINE ESEGUITO incontro con Simona Zecchi in dialogo con Alessandra Kersevan
DESCRIPTION:martedì 4 novembre 2025\, ore 18:00 \nPasolini: ordine eseguito\nincontro con Simona Zecchi in dialogo con Alessandra Kersevan \nGiornalista e autrice d’inchiesta\, ha pubblicato Pasolini\, massacro di un poeta (Ponte alle Grazie\, 2015\, uscito anche in Spagna e in Iran).\nLa criminalità servente nel caso Moro (La nave di Teseo\, 2018) e L’inchiesta spezzata di Pier Paolo Pasolini (Ponte alle Grazie\, 2020).\nHa collaborato con l’emittente europea Euronews di Lione\, con «il manifesto»\, «The Post Internazionale»\, la trasmissione Report. Scrive su «L’Espresso»\, «Il Fatto Quotidiano» e «Il Venerdì di Repubblica». Ha collaborato come autrice e producer al podcast Il banchiere di Dio (2025).\nAlcuni suoi lavori sono stati acquisiti in ambito investigativo. Ha vinto il premio Marco Nozza 2016 per l’informazione critica e il giornalismo d’inchiesta\, e il premio internazionale per il giornalismo d’inchiesta Javier Valdez 2019.\nA Cervignano presenterà il suo ultimo libro “Pasolini: ordine eseguito” ovvero l’inchiesta definitiva sui responsabili e i moventi di uno dei più atroci crimini italiani. \nIngresso libero
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LOCATION:Casa della Musica\, Via Largo Galliano Bradaschia\, Cervignano del Friuli\, 33052\, Italy
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SUMMARY:UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA
DESCRIPTION:Sabato 01.11 – Ore 17:00 e 20:30\nDomenica 02.11 – Ore 17:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nUNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA\nOne Battle After Another\nUSA\, 2025\, 162′\ndi Paul Thomas Anderson\ncon Leonardo DiCaprio\, Benicio Del Toro\, Sean Penn\, Regina Hall\,\nTeyana Taylor\, Chase Infiniti\, Wood Harris\, Alana Haim \nUn film scritto\, diretto e prodotto da Paul Thomas Anderson\, liberamente tratto del romanzo di Thomas Pynchon Vineland (1990) e con protagonisti i Premi Oscar® e BAFTA Leonardo DiCaprio\, Sean Penn e Benicio Del Toro\, insieme a Regina Hall\, Teyana Taylor e Chase Infiniti. \nIl rivoluzionario in declino Bob (DiCaprio) vive in uno stato di paranoia confusa\, sopravvivendo ai margini della società insieme alla sua vivace e indipendente figlia Willa (Infiniti). Quando\, dopo sedici anni\, il suo acerrimo nemico (Penn) riappare e Willa scompare\, l’ex militante radicale si lancia in una disperata ricerca. Padre e figlia dovranno affrontare insieme le conseguenze del suo passato. \n 
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SUMMARY:UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA
DESCRIPTION:Sabato 01.11 – Ore 17:00 e 20:30\nDomenica 02.11 – Ore 17:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nUNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA\nOne Battle After Another\nUSA\, 2025\, 162′\ndi Paul Thomas Anderson\ncon Leonardo DiCaprio\, Benicio Del Toro\, Sean Penn\, Regina Hall\,\nTeyana Taylor\, Chase Infiniti\, Wood Harris\, Alana Haim \nUn film scritto\, diretto e prodotto da Paul Thomas Anderson\, liberamente tratto del romanzo di Thomas Pynchon Vineland (1990) e con protagonisti i Premi Oscar® e BAFTA Leonardo DiCaprio\, Sean Penn e Benicio Del Toro\, insieme a Regina Hall\, Teyana Taylor e Chase Infiniti. \nIl rivoluzionario in declino Bob (DiCaprio) vive in uno stato di paranoia confusa\, sopravvivendo ai margini della società insieme alla sua vivace e indipendente figlia Willa (Infiniti). Quando\, dopo sedici anni\, il suo acerrimo nemico (Penn) riappare e Willa scompare\, l’ex militante radicale si lancia in una disperata ricerca. Padre e figlia dovranno affrontare insieme le conseguenze del suo passato. \n 
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SUMMARY:Francesco Alberici / BIDIBIBODIBIBOO
DESCRIPTION:regia e drammaturgia Francesco Alberici\ncon Francesco Alberici\, Maria Ariis\, Salvatore Aronica\, Andrea Narsi\, Daniele Turconi\nscene Alessandro Ratti\nluci Daniele Passeri\naiuto regia Ermelinda Nasuto\ntecnica Fabio Clemente\, Eva Bruno\nproduzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione\nin coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\, Ente Autonomo Teatro Stabile di Bolzano\ncon il sostegno di La Corte Ospitale\nsi ringraziano Alessandra Ventrella\, Davide Sinigaglia e Ileana Frontini \nTesto creato nel corso dell’Ecole des Maîtres 2020-21 per drammaturgh* diretta da Davide Carnevali\nFinalista alla 56a edizione del Premio Riccione per il Teatro\nPremio UBU 2024 come Miglior Nuovo Testo Italiano / Scrittura Drammaturgica\n \n\nCon grande tenerezza e dissacrante ironia Bidibibodibiboo racconta le scelte e le rinunce\, i sogni e le grandi paure di una generazione alle prese con un mondo del lavoro drammaticamente spietato. \nScritto durante l’Ecole des Maîtres 2020-21 da Francesco Alberici\, Bidibibodibiboo\, ora in scena diretto e interpretato dallo stesso Alberici (Premio Ubu 2021 come Miglior attore/performer under 35) è un ritratto al vetriolo della disastrosa situazione in cui versa il mondo del lavoro ai giorni nostri.\nBidibibodibiboo\, testo finalista alla 56a edizione del Premio Riccione per il Teatro\, racconta le traversie di un giovane impiegato: assunto a tempo indeterminato da una grande azienda\, e forse preso di mira da un superiore\, il ragazzo precipita lentamente in una spirale persecutoria che trasforma in un incubo le ore trascorse sul posto di lavoro.  La giuria della 56a edizione del Premio Riccione per il Teatro ha sottolineato come «con un’efficace e misurata composizione\, l’autore\, racconti con asciutta verosimiglianza ed efficacia\, la caduta agli inferi aziendali del protagonista: attacchi\, vergogna\, licenziamento\, omissione\, liberazione.» \ndurata: 105 minuti
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SUMMARY:LE CITTA' DI PIANURA
DESCRIPTION:Martedì 28 ottobre ore 20:30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nLE CITTA’ DI PIANURA\nItalia\, Germania\, 2025\, 100′\ndi Francesco Sossai\ncon Filippo Scotti\, Sergio Romano\, Pierpaolo Capovilla\, Andrea Pennacchi \nSinossi\nCarlobianchi e Doriano\, due spiantati cinquantenni\, hanno un’ossessione: andare a bere l’ultimo bicchiere. Una notte\, vagando in macchina da un bar all’altro\, si imbattono per caso in Giulio\, un timido studente di architettura: l’incontro con questi due improbabili mentori trasformerà profondamente Giulio nel suo modo di vedere il mondo e l’amore\, e di immaginare il futuro.\nUn road movie nella sterminata pianura veneta che viaggia alla velocità con cui si smaltisce una sbronza. \n 
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SUMMARY:THE BLACK BLUES BROTHERS
DESCRIPTION:spettacolo acrobatico\, comico e musicale\n\nscritto e diretto da Alexander Sunny\ncon Bilal Musa Huka\, Rashid Amini Kulembwa\, Seif Mohamed Mlevi\, Mohamed Salim Mwakidudu e Peter Mnyamosi Obunde\ncoreografie Electra Preisner e Ahara Bischoff\nscenografie Siegfried Preisner\, Loredana Nones e Studiobazart\nlight designer Andrew Broom\nproduzione Mosaico Errante\ndistribuita in esclusiva mondiale da Circo e dintorni \nIn un elegante locale stile Cotton Club\, assecondando le bizze di una capricciosa radio d’epoca che trasmette musica rhythm’n’blues\, il barman e tutto lo staff si trasformano in equilibristi\, sbandieratori\, acrobati e danzatori col fuoco. Ogni oggetto (sedie\, tavoli\, appendiabiti\, vasi e persino specchi) diventa uno strumento per acrobazie mozzafiato e coinvolgimento costante del pubblico.\nUna festa ricca di momenti spettacolari sulle travolgenti note della colonna sonora del cult movie The Blues Brothers: piramidi umane\, limbo col fuoco\, salti con la corda e nei cerchi\, gag esilaranti\, divertenti striptease\, spassose sfide di ballo e molto altro ancora. \nNato dalla fantasia di Alexander Sunny (già produttore di spettacoli di successo e curatore di speciali TV sul Cirque du Soleil) The Black Blues Brothers si è affermato come un must dell’intrattenimento dal vivo internazionale\, ottenendo ovunque numerosi sold out\, standing ovation e recensioni a quattro e cinque stelle in un tour mondiale di oltre 800 date e 500.000 spettatori\, tra i quali Papa Francesco\, che si è personalmente congratulato con gli acrobati\, il Principe Alberto e la Principessa Stéphanie di Monaco e la Famiglia Reale Inglese\, per la quale il gruppo si è esibito durante la Royal Variety Performance\, storica trasmissione TV britannica che ha accolto i più grandi nomi della danza\, del teatro e del circo\, quando il Re Carlo III ha introdotto la serata lodando l’enorme talento degli artisti coinvolti.\nLo show è reduce dalla quarta volta al Festival Fringe di Edimburgo\, riscuotendo un grandissimo successo\, molti sold out\, standing ovation ogni recita e molte recensioni a 4 e 5 stelle\, oltre alla prima pagina del The Guardian.\nCinque bravissimi ed elegantissimi acrobati in stile americano ma con il ritmo e l’energia dell’Africa nel sangue propongono uno spettacolo dinamico\, adatto a un pubblico di ogni età\, con una forte componente musicale e comica. \ndurata: 75 minuti
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