BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Teatro Pasolini - ECPv6.16.5//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.teatropasolini.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Teatro Pasolini
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:19970330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:19971026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:19980329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:19981025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:19990328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:19991031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20000326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20001029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20010325T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20011028T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20001031T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20001031T170000
DTSTAMP:20250403T144400Z
CREATED:20250403T144400Z
LAST-MODIFIED:20250403T144400Z
UID:10000828-972979200-973011600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Tutto per bene
DESCRIPTION:31 ottobre 2000 ore 21 \ndi Luigi Pirandello\nregia Pino Micol\ncon Pino Micol\nscene e costumi Carlo De Marino\nmusiche Stefano Marcucci\nuna produzione La Contemporanea 83 \nE’ ardua impresa scrivere ” qualcosa” su un testo pirandelliano per cercare di illustrare in poche parole ciò che si è letto\, si è individuato o anche solo capito al di là delie semplice ma non mai semplice trama\, storia\, fattaccio in generale che è alla base delle avventure umane dall‘autore prese in serio e tormentato esame. Quando si è certi di essere diventati padroni dei movimenti infiniti che agitano un qualunque testo di Pirandello o\, giacché ci siamo\, che rendono inafferrabile questo Tutto per bene di cui ci occupiamo\, ecco che il sorriso o il ghigno dell’autore ci avvertono che ancora una volta siamo stati beffati e che quello che avevamo intuito è sì vero\, ma fino a un certo punto perché poi ci sono i risvolti sempre plausibili\, i contrari che diventano di colpo evidenti\, le secondarie intenzioni che si palesano come principali.\nNon mi sono scoraggiato perché i tanti anni di mestiere mettono sull’avviso a proposito del nostro siciliano di Bonn\, ma certo è da riconoscere che i viaggi all’interno della psiche pirandelliana ci fanno capire che la sua stessa aria è respirato da Freud e che le sue storie cosi impregnate della materia di cui son fatti i sogni non possono essere viste e affrontare in senso univoco ma carezzate\, aggirate\, conquistate per cercare di provocare in loro lo crepa\, il lapsus che riveli un attimo di illuminazione\, l’ammiccamento che ti permette di proseguire nel lavoro di seduzione e di conquista.\nDuro capirsi da vivi\, pare dire il nostro; se poi nel dialogo si inseriscono anche i morti in un rapporto per giunta di lungo unn03a dipendenza\, si rischia di offuscare in se stesso e presso gli altri il senso della recitò in un rapporto che vede il rifugio nella pazzia come la corsia preferenziale da imboccare se si vuole continuare a vivere.\nQuello che proprio non riesco a considerare fondamentale in “Tutto per bene”\, nonostante l’apparente evidenza\, è la storia di italiche corna che pare muovere l’intera vicenda; se le corna sono tradimento fisico\, storie di sesso\, di coniugi ridicolizzati\, di orgogli maschili mortificati\, le corna qui non c’entrano.\nQuando ad essere tradita è l’anima\, la profonda dignità\, la fiducia nell’amicizia anche coniugale\, il sentimento casto e severo della virilità della propria vita\, chi tradisce non cornifica ma commette omicidio e chi\, nonostante l’omicidio ama\, aiuta\, stima\, protegge l’assassino per comodità\, interesse\, attaccamento alla materialità della vita è complice nel delitto alla pari del suo autore.\nMartino Lori compie il lungo percorso della scoperta dolorosa e assolve la moglie morta\, ma di semplici corna per passione\, per debolezza di “donna” come lui stesso dice e rifiuta di assolvere Manfroni: la “figlia non figlia” perché omicidi\, non lavati e purificati dal trasporto amoroso che può giustificare e condurre alla comprensione e al perdono. La pazzia di Enrico IV forse gli permetterà la sopravvivenza fisica\, ma chi cullerà la sua anima lacerata dai ricordi e dalla necessità della finzione?\nPino Micol
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/tutto-per-bene-2/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/tutto-per-bene3.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20000415T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000415T170000
DTSTAMP:20250407T104656Z
CREATED:20250407T104656Z
LAST-MODIFIED:20250407T104656Z
UID:10000850-955785600-955818000@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Vangelio
DESCRIPTION:15 aprile 2000 ore 21 \ndi Lello Tedeschi\, ispirato a Il vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini\nregia Enzo Toma \ncon Vita Maria Andrisani\, Mirko Artuso\, Vito Carbonara\, Rossana Farinati\, Grazia Iacobazzi\, Tereso Ludovico e Giovanni Martinelli\nviolino Angelo Berardi\nallestimento Cristina Bari\nluci Francesco Catacchio e Vincent Longuemare\nuna produzioneTeatro Kismet OperA \nVangelio è un’opera teatrale che nasce dal forte condizionamento che un’opera come Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini ha avuto sugli artisti del Teatro Kismet Opera\, un gruppo che da anni svolge con delicata competenza una ricerca specifica di relazione fra il teatro\, la dimensione della scena e il mondo dell’handicap. Un’opera particolare e toccante\, un distillato disarmante di umanità perduta\, in una via crucis\, a volte anche ironica\, che assorbe dal poeta di Casarsa la capacità di evocare il potere lirico dei corpi\, la sua sacralità anche nel dolore e nella sofferenza.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/vangelio/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/vangelio1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20000402T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000402T170000
DTSTAMP:20250407T104323Z
CREATED:20250407T103959Z
LAST-MODIFIED:20250407T104323Z
UID:10000849-954662400-954694800@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Maledetti Toskani
DESCRIPTION:2 aprile 2000 ore 21 \ntesto\, regia e musica Marco Messeri\ncon Marco Messeri \nMaledetti Toskani per Marco Messeri\, l’attore toscano di tanto nostro cinema e teatro è una galleria di volti e caratteri che sembrano fissati in un’istantanea di pura comicità: sono poeti\, re\, navigatori\, donne bellissime\, e si possono chiamare Amerigo Vespucci\, il Burchiello o Lorenzo il Magnifico. Per tutti c’è un ritratto gustoso e rivelatore che riecheggia in maniera completamente diversa il Rinascimento più mitizzato\, senza rinunciare ad esilaranti paralleli con fatti e misfatti a noi contemporanei. In scena lo stesso Marco Messeri e un trio di musicisti pronti a giocare continuamente con un testo sempre imprevedibile.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/notturno-di-donna-con-ospiti/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/maledetti-toscani.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20000325T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000325T170000
DTSTAMP:20250407T104958Z
CREATED:20250407T104958Z
LAST-MODIFIED:20250407T104958Z
UID:10000851-953971200-954003600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Notturno di donna con ospiti
DESCRIPTION:25 marzo 2000 ore 21 \ndi Annibale Ruccello\nregia Enrico Maria La Manna\ncon Giuliana De Sio \nCon Notturno di donna con ospiti la programmazione del Teatro Pasolini apre una finestra sul nuovo teatro italiano contemporaneo\, invitando a scoprire l’opera di uno dei suoi autori più emblematici\, Annibale Ruccello\, napoletano autore di culto (dopo la sua prematura scomparsa) di un teatro che attraversa il quotidiano contaminandolo con atmosfere da thriller che citano il cinema e i paesaggi della cultura mediatica. Nella parte della protagonista Adriana\, a! centro di una torbida vicenda metropolitana\, che si richiama esplicitamente Kubrick e Scorsese\, la musica popolare e il trash televisivo\, anche con toni inquietantemente comici\, l’attrice Giuliana De Sio\, che assieme al regia Enrico Maria Lamanna ha fortemente creduto nel valore dell’opera dello scrittore partenopeo.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/notturno-di-donna-con-ospiti-2/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/notturno-di-donna-con-ospiti.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20000309T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000309T170000
DTSTAMP:20250407T103653Z
CREATED:20250407T103653Z
LAST-MODIFIED:20250407T103653Z
UID:10000848-952588800-952621200@www.teatropasolini.it
SUMMARY:La signora omicidi
DESCRIPTION:9 marzo 2000 ore 21 \ndi William Rose\ntraduzione e adattamento Masolino D’Amico \nregia Patrick Rossi Gastaldi \ncon Valeria Valeri \nDal celebre racconto di William Rose e ispirato all’omonimo film di Mackendrick\, Masolino D’Amico\, anche traduttore del testo\, ha tratto l’adattamento teatrale di La Signora Omicidi. È una commedia tipicamente inglese\, ricca di intrighi\, situazioni ambigue ed equivoci\, ambientata in una Londra anni Cinquanta\, città che fa da sfondo all’improbabile incontro fra Louise\, arzilla vecchietta e svanita affittacamere\, e il misterioso Professor Marcus\, presunto musicista\, in realtà capobanda di un gruppo di malviventi che Louise finirà per smascherare. Nei panni della vecchia signora la bravissima Valeria Valeri diretta da Patrick Rossi Gastaldi.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/la-signora-omicidi/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/la-signora-omicidi.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20000229T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000229T170000
DTSTAMP:20250407T103401Z
CREATED:20250407T103401Z
LAST-MODIFIED:20250407T103401Z
UID:10000847-951811200-951843600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:La resurrezione rossa e bianca di Romeo e Giulietta
DESCRIPTION:29 febbraio 2000 ore 21 \ndi Sony Labou Tansi\ntraduzione Maria Adele Palmeri\nadattamento e regia Rita Maffei\nassistente alla regia Federica Mangilli\ncon Sandra Toffolatti\, Ken Ponzio\, Francesco Accomando\, Fabiano Fantini\, U.T. Gandhi\, Rita Maffei\, Claudio Moretti\, Giuliana Musso\, Anna Romano\, Massimo Somaglino\, Adrianna Zani\ndisegno luci Alberto Bevilaqua\ncomposizioni originali e musica dal vivo U.T. Gandhi\ncostumi e interventi pittorici Luigina Tusini\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG \nL’immersione nel mondo di Sony Labou Tansi è stata innanzi tutto un’esperienza collettiva. Il Progetto Cantiere “Killing Shakespeare”\, che il CSS e l’ETI hanno promosso nel 1999 mi ha dato l’occasione\, grazie anche a U.T. Gandhi e alla coreografa africana Irène Tassembedo\, di vivere assieme a un centinaio di persone partecipanti ai laboratori un’intensa esperienza espressiva che ha determinato una conoscenza fisica ed emotiva di questo testo\, prima ancora di una “idea di regia”. Ora abbiamo ripreso in mano quel materiale\, quella colata lavica ardente e magmatica che nasce dal testo di Sony e lo stiamo lasciando fluire\, senza costrizioni\, lasciandoci avvolgere\, a tratti sommergere.\nÈ un testo senza pietà\, che ci mette davanti allo specchio.\nDavanti alle parole di Sony non possiamo più fare finta di nulla: non parla di fazioni contrapposte a cui noi assistiamo dall’alto della nostra civiltà; non parla di razzismo\, come facilmente e banalmente si potrebbe supporre. I personaggi di Sony Labou Tansi sono bianchi\, neri\, mulatti\, meticci\, asiatici\, ma non una sola parola viene sprecata sul tema della differenza razziale. La resurrezione rossa e bianca di Romeo e Giulietta parla di noi\, del nostro mondo ricco\, marcio e malato\, a cui non stiamo assistendo dalla nostra poltrona di platea\, ma che tutti noi quotidianamente determiniamo.\nLo spazio scenico è una stretta linea di confine\, segnata dalla platea e dalla tribuna sul palcoscenico\, a specchio\, su cui pubblico e attori\, celebranti il racconto del rito sacrificale\, insistono. È una sorta di “rito-concerto”\, più vicino alla tragedia greca che all’azione shakespeariana\, in cui la parola racconta il tragico sospeso attraverso l’uso dei microfoni\, oggetti scenici dichiarati\, in una operazione di doppiaggio del nostro immaginario. Popolano questo mondo personaggi grotteschi\, vuoti. Presentano un volto patinato\, sorridente indossato per l’occasione\, mentre li rincorre un loro doppio di segno opposto. Ogni carattere\, ogni maschera è sdoppiata\, triplicata\, quadruplicata in scena. Soli nella loro unicità e unici personaggi\, persone a tutto tondo: Romeo e Giulietta. le parole di Sony raccontano un altro Romeo e Giulietta. Sono due personaggi maturi\, consapevoli e questa consapevolezza trasforma quella che in Shakespeare era una morte dovuta al caso\, in un atto maturo\, in una scelta\, che ricorda quella di Alcesti in Tracce di un sacrificio e quella di Antonio e Cleopatra in Tutto x amore. Romeo sceglie di morire per insegnare a vivere\, è il capro espiatorio del nostro mondo ricco\, marcio e malato. Il contagio (che aveva per Sony un senso preciso: morirà di Aids nel 1992\, poco tempo dopo aver scritto questo testo) rincorre e minaccia tutti i personaggi. La violenza\, la morte\, la menzogna\, la vendetta\, contageranno presto tutti\, macchiandoli di uno spaventoso\, luttuoso\, pallido terrore\, fino a corrompere Giulietta\, bianca virginale nel suo vestito nuziale e pallida nel suo sudario. Giulietta che va incontro alla morte pronunciando: “Romeo e Giulietta. Soli\, battuti per spegnere un odio (…) Uomini di questa terra\, ancora una volta tuonate\, tessete la vostra lite maledetta\, mangiate la nostra morte. Voi che siete affamati di intrighi\, siate grassi quanto vi pare\, accendete un’altra lite per assassinare altri innocenti\, fate finta ancora una volta di essere umani\, schiacciate\, finite\, bruciate\, sventrate le anime fragili – non mi avete dato abbastanza odio per odiarvi – entro vergine sotto il sigillo dell’amore che mi ha sposata. Romeo aspetta\, soltanto il tempo di chiudere le labbra e arrivo”.\nRita Maffei
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/la-resurrezione-rossa-e-bianca-di-romeo-e-giulietta/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/la-resurrezione.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20000214T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000214T170000
DTSTAMP:20250407T102725Z
CREATED:20250407T102725Z
LAST-MODIFIED:20250407T102725Z
UID:10000846-950515200-950547600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Venga a prendere un caffè da noi
DESCRIPTION:14 febbraio 2000 ore 21 \ndi Giuseppe Pavia\nregia Armando Pugliese\ncon Flavio Bucci e Athina Cenci\nuna produzione Arte della Commedia \nVenga a prendere il caffè da noi è una pièce che fa incontrare felicemente la tradizione della commedia all’italiana assieme alla satira politica e di costume. Ispirandosi liberamente al romanzo “La spartizione” di Piero Chiara\, racconta infatti una grottesca vicenda ambientata nell’Italia fascista degli anni Venti\, in un particolarissimo interno di famiglia. Protagonista della vicenda è Emerenziano Paronzini (personaggio reso indimenticabile sul grande schermo da Ugo Tognazzi)\, camicia nera della prima ora marito di una delle sorelle Tettamanzi\, tre angeli del focolare che si spartiranno a turno la sua “prestanza”. Toccherà vestirne gli irresistibili panni teatrali\, a due attori amatissimi dal grande pubblico\, Flavio Bucci e Athina Cenci.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/venga-a-prendere-un-caffe-da-noi/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/venga-a-prendere-il-caffe.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20000123T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000123T170000
DTSTAMP:20250407T100118Z
CREATED:20250407T100118Z
LAST-MODIFIED:20250407T100118Z
UID:10000844-948614400-948646800@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Madornale 33
DESCRIPTION:23 gennaio 2000 ore 21 \nscritto e interpretato da Alessandro Bergonzoni\nregia Claudio Calabrò\nscenografia Mauro Bellei\nuna produzione I Piccioni di Piazza Maggiore \nChe senso ha la nostra vita? E quali sono le sue regole\, le sue verità fondamentali? Volendo riassumerle in un decalogo impazzito e surreale\, sono 33. Parola di Alessandro Bergonzoni. Questa ed altre rivelazioni ci aspettano infatti in Madornale 33\, il nuovo spettacolo del comico bolognese.\nE questa volta il nuovo alter ego di Bergonzoni in scena è Fufyo. Un prescelto: fra milioni di uomini\, è proprio lui\, pare\, il predestinato\, dal fato o forse dalla sua lucida perspicacia. Lui l’uomo a cui verrà affidato il compito dei compiti\, il fulcro del pensiero umano: trovare appunto le fatidiche 33 verità cardini di ogni esistenza.  Con mente libera e intuito felino\, Fufyo è in grado di dipanare ragionamenti sbriciolati\, tenersi in equilibrio sui pensieri più alti o riconoscere il senso quando non è compiuto. Con le poche scaglie di sapere lasciategli dal saggio Shinai\, Fuyo allora sceglie la solitudine nell’eremo della ricerca. E scopre che più che un uomo di meditazione\, è uomo di azione mentale e l’eremo diventerà così la sua palestra del pensiero\, non ascetica\, ma odorosa\, gommosa\, faticosa. Gli saranno compagni in queste peregrinazioni mentali anche il divino Simeone\, le gemelle Vanvera e Bastiana\, un eremita con il binocolo e un cinese di Goteborg assieme ai quali Fufyo riesce a condire con il sale dell’impossibile e l’olio del “non si può dire” ogni riflessione\, distrazione o classificazione\, mettendo i pensieri più profondi sotto a quelli superficiali\, vedendo cose che non è dato vedere e scoprendo anche\, insieme alle verità\, tante innocue bugie.\nCome ci ha abituati in spettacoli di culto come Non è morto né Flic\, né Floc\, Anghingò\, La cucina del frattempo e Zius (tutti visti a Udine nelle passate stagioni del CSS)\, anche in Madornale 33  torna in scena con uno dei suoi monologhi fatti di comicità intelligente\, slittamenti di senso\, iperboli di immagini imbastite sull’onda di una creatività verbale incontenibile. Un esempio di comicità contagiosa quella di Bergonzoni capace di far esplodere ogni trama teatrale in mille frammenti che ricomposti\, a volte\, assommano una vera e propria storia unitaria. Una sfida avvincente anche per il pubblico chiamato a ricostruire questo ardito e “schizofrenico” puzzle narrativo che trasforma così ogni nuovo spettacolo di Bergonzoni in un evento coinvolgente\, unico. Madornale!
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/madornale-33/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/Madornale006.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20000114T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000114T170000
DTSTAMP:20250407T095834Z
CREATED:20250407T095834Z
LAST-MODIFIED:20250407T095834Z
UID:10000843-947836800-947869200@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Le intellettuali
DESCRIPTION:14 gennaio 2000 ore 21\n\ndi Molière\nregia Toni Bertorelli\nuna produzione Artisti Associati \nDal vasto repertorio di opere di un maestro assoluto del teatro classico\, Molière\, spunta ora una delle sua commedie meno conosciute in Italia\, Le intellettuali una vera sorpresa per il pubblico che potrà scoprire così questo piccolo miracolo di comicità e intelligenza\, un congegno teatrale perfetto\, attualissimo. Dietro la porta di un nobile salotto\, come sempre nelle opere di Moliere\, sì disquisisce senza posa di amenità e dì massimi sistemi\, dove i personaggi esprimo ognuno un diverso punto di vista sul mondo\, contrapponendo fra buon senso\, ambizioni intellettuali e snobismi di casta. Le intellettuali va in scena grazie ad una straordinaria compagnia di attori\, quella degli Artisti Associati\, diretta dal regista e attore Toni Bertarelli\, che da anni\, anche assieme al grande Carlo Cecchi\, riscopre e rivisita i tesori del teatro di Molière.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/le-intellettuali-2/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/le-intellettuali.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19991210T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19991210T170000
DTSTAMP:20250407T095624Z
CREATED:20250407T095624Z
LAST-MODIFIED:20250407T095624Z
UID:10000842-944812800-944845200@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Vita di Galileo
DESCRIPTION:10 dicembre 1999 ore 21 \ndi Bertolt Brecht\nregia Gigi Dall’Aglio\ncon Mariano Rigillo\nuna produzione Apas Produzioni \nIn questi anni in cui il teatro si riavvicina e riscopre l’opera di Bertolt Brecht\, il teatro Pasolini ospita la più recente versione italiana di Vita di Galileo\, un classico che già Giorgio Strehler aveva reso indimenticabile per il suo Piccolo Teatro e che il regista Gigi Dall’Aglio — senza dimenticare quella straordinaria lezione di grande teatro — rivisita\, drammatizzando in forma popolare e musicale la vita del grande scienziato pisano\, per riflettere sul problema delle responsabilità della scienza e dei suoi rapporti con il potere. Nel ruolo di Galileo Mariano Rigillo\, un attore capace di concentrare su di sé “la forza tragica del mito e l’ironia dell’interpretazione”.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/vita-di-galileo/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/vita-di-galileo2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19991202T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19991202T170000
DTSTAMP:20250407T095404Z
CREATED:20250407T095404Z
LAST-MODIFIED:20250407T095404Z
UID:10000841-944121600-944154000@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Giorni Felici
DESCRIPTION:2 dicembre 1999 ore 21 \ndi Samuel Beckett\nregia Giampiero Solari\ncon Lucilla Morlacchi\ne con Gabriele Martini\nuna produzione Teatro Stabile delle Marche \nGiorni felici\, uno dei capolavori del teatro di Samuel Beckett\, porta sul palcoscenico una delle nostre migliori attrici\, Lucilla Morlacchi (giovanissima musa teatrale di Luchino Visconti e poi attrice prediletta di tanti fra i più grandi registi italiani)\, impegnata in una versione dell’opera che il regista Giampiero Solari ha voluto strappare al fatale dominio del tragico\, perlustrandone invece i risvolti più “comico-ironici”\, con il desiderio di “sfatare il falso storico che il mondo beckettiano sia dominato dal mito della tragicità”.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/giorni-felici/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/giorni-felici-tommaso-lepera.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19991116T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19991116T170000
DTSTAMP:20250407T094900Z
CREATED:20250407T094900Z
LAST-MODIFIED:20250407T094900Z
UID:10000840-942739200-942771600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Alcool
DESCRIPTION:16 novembre 1999 ore 21 \nscritto e diretto da Adriana Asti\ncon Adriana Asti e Franca Valeri \nAlcool è una novità teatrale scritta e diretta da Adriana Asti\, una commedia ironica e sulfurea che tratteggia con implacabile disincanto un ritratto di famiglia borghese\, popolato da personaggi che possono apparire sulle prime surreali e lunatici\, per svelarsi però sorprendentemente emblematici di vizi e virtù molto umani. Nella parte delle due protagoniste\, due grandi interpreti del nostro teatro\, la stessa Adriana Asti e Franca Valeri.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/alcool/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/alcool.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990528T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000527T170000
DTSTAMP:20250408T153454Z
CREATED:20250408T153454Z
LAST-MODIFIED:20250408T153454Z
UID:10000868-927878400-959446800@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Ofmiceandmen
DESCRIPTION:28 maggio 1999 ore 21 \nda John Steinbeck\ncon Enrico Adami\, Massimo Furlano\, Carlo Russo\, Irene Russo\, Marco Giusti\nvoce Marcela Serli\nregia Massimo Furlano \nrassegna Terra di temporali e primule \nTeatrolatro lavora per il teatro del Friuli dall’aprile1995\, quando Massimo Furlano\, Antonio Cantarutti e Toni Bornacin arrivano all’improvviso sui prati friulani di un pomeriggio di pasquetta con il loro primo spettacolo Il barbiere imperfetto. La formazione\, che significativamente si sottotitola “libera associazione di mutuo soccorso teatrale”\, riunisce attualmente nel più recente spettacolo del gruppo Massimo Furlano\, Enrico Adami\, Carlo Russo\, Irene Russo e Marco Giusti. Il romanzo Of mice and men è un piccolo intenso dramma che colloca l’amara vicenda dei suoi protagonisti\, George e Lennie\, su uno sfondo di denuncia sociale. E’ la storia tragica e violenta di due braccianti che vivono\, nella vana resistenza alla miseria del mondo\, l’emigrazione verso l’Ovest degli Stati Uniti\, terra di false e mancate promesse negli anni successivi alla depressione. Per Teatrolaltro Ofmiceandmen si trasforma in una fiaba ossessiva e minacciosa\, un incubo\, destinata a tutti coloro che hanno un sogno segreto e cercano di trovare la forza per realizzarlo.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/ofmiceandmen/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/ofmiceandmen.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990521T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000520T170000
DTSTAMP:20250408T152015Z
CREATED:20250408T152015Z
LAST-MODIFIED:20250408T152015Z
UID:10000867-927273600-958842000@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Laris
DESCRIPTION:21 maggio 1999 ore 21 \ndi e con Fabiano Fantini\, Claudio Moretti\, Elvio Scruzzi\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG – Teatro Incerto \nrassegna Terra di temporali e primule \nTorna sulle scene\, in versione “riveduta e corretta” dieci anni dopo il debutto\, Laris\, forse la commedia più esilarante della Trilogia di Four/Laris/Dentri\, una terna di spettacoli con la quale l’Incerto ha conquistato le platee del teatro in friulano negli anni Novanta. Laris è la storia di tre amici  – a cui danno verve e carattere gli attori dell’inossidabile terzetto. Claudio\, Fabiano ed Elvio si ritrovano allora nei panni di tre ladri improvvisati che inseguono ingenui sogni di prosperità e ricchezza. Insoddisfatti dell’esistenza che conducono nel loro paese\, delusi dal lavoro\, incapaci di scelte che possano dare una svolta al quotidiano squallore\, i tre si imbarcano infatti nella classica “impresa più grande di loro”: rubare una delle statue simbolo di Udine\, la statua di Caco\, per poi rivenderla ad un americano! Uno spettacolo tornato oggi più che attuale in questi tempi in cui impazza “il gioco della fortuna” . \n“Anche moltissimi friulani sognano oggi di arricchirsi a quei giochi pre o post TG che per noi sono un po’ il simbolo di una società schizofrenica\, disposta a tutto pur di fare la bella vita come i divi in tv\, senza faticare e giustificando pure gesti al limite della legalità”.\n\nCon Laris prosegue\, nel 1999\, ad un anno di distanza dal debutto di Four\, la trilogia comica in friulano del Teatro Incerto. Ancora una volta al centro di quello che questa volta può essere definito un intermezzo farsesco\, un trio di amici pronti a tutto pur di sottrarsi all’insoddisfazione della vita di provincia\, alle delusioni della vita professionale\, ai fallimenti di quella privata. Pronti a tutto pur di dare una svolta al proprio squallore quotidiano. Stanchi di affidare tutte le loro speranze di un futuro idilliaco al solo rito settimanale della schedina. Pronti a tutto. Anche a trasformarsi in ladri. Quando infatti\, come una meteora\, uno degli amici\, emigrato in America\, torna al Paese\, gli altri due\, che dal Friuli non si sono mai mossi\, vedono in lui la loro ultima spiaggia per un radicale cambiamento. La posta in gioco è molto alta e questa volta non potrà essere lasciata al caso o alla fortuna\, ma a una scelta coraggiosa che li coinvolgerà tutti in una storia nella quale saranno\, per la prima volta\, protagonisti. Laris si sviluppa allora come una farsa in friulano dallo sviluppo moderno\, capace di “rubare” risate parlando della realtà dei nostri giorni\, tenendosi lontano da luoghi comuni e clichè\, alla quale il pubblico dei grandi teatri come delle piccole platee di tutto il Friuli ha saputo ritrovarsi e specchiarsi\, divertito\, sempre con calorosissime accoglienze.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/laris/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/laris.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990422T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000421T170000
DTSTAMP:20250408T151600Z
CREATED:20250408T151153Z
LAST-MODIFIED:20250408T151600Z
UID:10000866-924768000-956336400@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Non ve lo do per milleEsperimento di ingegneria organica in prosa
DESCRIPTION:22 aprile 1999 ore 21 \ndi Ugo Dighero\, Stefano Benni\, Dario Fo\ncon Ugo Dighero \nL’ingegneria organica\, si sa\, ha fatto passi da gigante. E tra poco per\nascoltare l’ultimo successo di Madonna non bisognerà più acquistare un compact disc\, ma sarà sufficiente masticare un chewing-gum che contenga quella canzone. La sentirete in dolby surround nella vostra testa. Già ora comunque esiste un uomo che può farvi raccontare delle storie somministrandovi una semplice pillola. “Cavia” dell’esperimento è Ugo Dighero\, l’attore del gruppo dei Broncoviz\, popolare volto televisivo di trasmissioni di culto come “Avanzi”\, “Hollywood Party” e ora special guest di “Mai dire gol”\, proverà a distribuire anche fra il pubblico le sue straordinarie “pillole” di cantastorie. Vi piacciono le storie d’amore o preferite quelle d’azione? Le poesie? Volete togliervi lo sfizio di raccontare una storia intera usando una vocale sola? Non ve lo do per mille – Esperimento di ingegneria organica in prosa accontenterà i gusti di tutti\, con pillole firmate Stefano Benni\, Dario Fo\, le curiose compresse viola dello stralunato poeta Gianni Micheloni. Ugo Dighero insomma\, ingurgiterà davanti al pubblico l’intero flacone componendo un caleidoscopico paesaggio di personaggi che non vi faranno rimpiangere la vostra amata TV. “Godetevi l’esperimento – esclama Dighero – e ricordate che ai primi cento acquirenti verrà data in omaggio la pillola per fischiettare la Bohème in versione integrale!”
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/non-ve-lo-do-per-milleesperimento-di-ingegneria-organica-in-prosa/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/Ugo-Dighero-Grand-Hotel.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990410T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000409T170000
DTSTAMP:20250408T150849Z
CREATED:20250408T150849Z
LAST-MODIFIED:20250408T150849Z
UID:10000865-923731200-955299600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Venti
DESCRIPTION:10 aprile 1999 ore 21 \ncoreografie Roberto Cocconi\ncon Michele Carrara\, Giordano Casco\, Laura Cavalli\, Roberto Cocconi\, Sara Lamanda\, Loris Luise\, Cristina Mauro\, Alessandro Montello\, Stefano Montello\, Valentina Morpurgo\, Fabrizio Zamero\, Luca Zampar\, Flavio Zanier\nluci Alejandro Alunni\nmusiche Alessandro Montello\, eseguite da FLK\ncostumi Margherita Mattotti\nmanipolatore dei suoni Francesco Rodaro\nuna produzione Arearéa/FLK/Music Team\, con il sostegno di Centro Servizi e Spettacoli di Udine \nVenti rappresenta per noi un’importante occasione per sostenere e promuovere il lavoro artistico di due gruppi: Arearea e FLK\, che riteniamo essere tra i più interessanti e rappresentativi della nostra regione; un’opportunità per essere partecipi di un progetto\, una nuova creazione\, che nelle sue premesse ci è parsa subito particolarmente interessante per il suo spontaneo e naturale desiderio di incontro tra artisti – musicisti e danzatori – che motiva nel suo profondo la ricerca di una sintesi omogenea tra danza e musica\, verso il teatro.\nCentro Servizi e Spettacoli di Udine\n\nArearéa è la nuova compagnia di danza contemporanea di Roberto Cocconi\, danzatore e coreografo udinese proveniente da Sosta Palmizi\, la compagnia fondata dai danzatori incontratisi durante l’esperienza di Teatro Danza La Fenice sotto la guida di Carolyn Carlson.  Dal 1990 attraverso un comune percorso di formazione e di studio i danzatori di Arearéa hanno intrapreso un personale percorso di produzione e promozione di opere di danza contemporanea. Sono già stati proposti al pubblico gli spettacoli Lilium (1992)\, Ta-tuu (1993)\, P.E.E.P. Ovest (1994). Una realizzazione video dello spettacolo ha ricevuto la menzione speciale per la relazione più riuscita tra luogo e coreografia al festival Coreografo Elettronico 1994 di Napoli\, Q.Q  (1996)\, P.E.E.P Ovest (1997\, nuova edizione). Arearéa ha inoltre partecipato con proprie coreografie agli spettacoli teatrali L’altro mondo (1994) e Mistero Contadino – L’arc di San Marc (1996) con la regia di Claudio de Maglio. \nFLK\nPartendo dall’assunto che “l’uomo che canta la propria terra non può che farlo nella lingua che è di quella terra”\, dal 1991 gli FLK propongono la loro musica in friulano. Partendo da un percorso che è dunque di concentrazione sui luoghi marginali ed esclusi dalla storia\, sulle dinamiche di liberazione della cultura\, gli FLK si sono creati un loro spazio all’interno del combat-folk\, autoproducendo Ratatuje\, il primo demo (1993) e\, dall’esperienza dei concerti dal vivo\, Colors (1995). Del 1997 è il loro ultimo cd Re Noir  (produzione Compagnia Nuove Indie).
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/venti/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/venti.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990326T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000325T170000
DTSTAMP:20250408T144905Z
CREATED:20250408T144905Z
LAST-MODIFIED:20250408T144905Z
UID:10000864-922435200-954003600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Adriano Olivetti
DESCRIPTION:26 marzo 1999 ore 21 \ndi Laura Curino e Gabriele Vacis\nregia Gabriele Vacis\ncon Laura Curino\, Mariella Fabbris\, Lucilla Giagnoni\nuna produzione Laboratorio Teatro Settimo \nSi può essere capitalisti e rivoluzionari? Può l’industria darsi dei fini che non siano solo i profitti?\nSi può proporre la società perfetta che converge verso la città di Dio e intanto cominciare a correggere questa nostra realtà quotidiana\, così imperfetta e sottoposta a spinte contrastanti?\nSe lo chiedeva quarant’anni fa Adriano Olivetti\, capitano di un‘azienda allora ai vertici mondiali\, manager illuminato sostenitore di un’industria dal volto umano\, di un’economia fonte di progresso anche sociale\, intellettuale. Un caso “eretico” che può però aiutare a ricapitolare la storia dell‘industrializzazione nel Nord del nostro Paese. \nAdriano Olivetti è il secondo capitolo di una narrazione civile che il gruppo torinese ha incentrato attorno alla famiglia industriale di Ivrea per raccontare la storia di una collettività\, di una città\, di un momento storico di cambiamenti che ha visto una formidabile utopia affacciarsi alla realtà. Nei modi tipici del suo gruppo di lavoro\, Laura Curino ha raccolto assieme a Vacis testimonianze e documenti\, incontrando gli operai. le donne che rimanevano a casa\, le famiglie\, i protagonisti anonimi di una storia vera lunga 50 anni. A dargli voce\, ci saranno in scena tre attrici che da tempo condividono con Teatro Settimo un percorso sulla memoria: la stessa Curino\, Lucilla Giagnoni e Mariella Fabbris. Furono in molti a condividere il progetto di “industrializzazione umana” pensato da Adriano Olivetti che trasformò Ivrea in un laboratorio di sperimentazione guardato con interesse da tutto il mondo. Circondato dai migliori architetti internazionali\, stimato da artisti e intellettuali\, Adriano Olivetti\, figlio di Camillo (a cui era dedicato il primo spettacolo sugli Olivetti)\, è l’uomo che\, al motto di “l’uomo non è chiuso in tuta”\, contribuisce a cambiare radicalmente il volto di Ivrea\, una città che quarant‘anni fa sembrava grande come Torino\, una città di teatri\, biblioteche moderne\, gallerie d’arte\, caffè\, sale cinematografiche e da concerto\, laboratori di ricerca scientifica e artistica\, mentre la fabbrica ospita artisti e intellettuali e i figli degli operai mangiano in mensa assieme a mamma e papà\, vanno in vacanza al mare nelle colonie Olivetti. Oggi che quell’esperienza si è esaurita\, Adriano Olivetti diventa\, per Laura Curino\, “un testo sulla dimenticanza che spera di essere scintilla di memoria collettiva. Oggi\, momento di grande disorientamento per la città – aggiunge Laura Curino — rivolgere l‘attenzione a quelle esperienze non è infatti opera di riesumazione di un sogno ormai scaduto\, ma sincera necessità di rimettere in circolo idee e ipotesi culturali”.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/adriano-olivetti/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/adriano-olivetti.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990314T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000313T170000
DTSTAMP:20250408T144151Z
CREATED:20250408T144151Z
LAST-MODIFIED:20250408T144151Z
UID:10000861-921398400-952966800@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Ciccio Concerto
DESCRIPTION:14 marzo 1999 ore 21 \ndi Roberto Del Gaudio\ncon Roberto Del Gaudio (voce)\, Vittorio Ricciardi flauto)\, Francesco Solombrino (violino)\, Dario Vannini (chitarra)\, Federico Odling (violoncello)\nmusiche Federico Odling\nuna produzione I virtuosi di San Martino \nNon è facile imprigionare in un’etichetta il teatro e la musica dei Virtuosi di San Martino\, la formazione partenopea che molti teatri italiani hanno già accolto come una piccola preziosa rivelazione. La loro ultima creazione è “Ciccio Concerto”\, uno spettacolo sfuggente e indefinibile se non come un insieme di più suggestioni\, divertissement colto e avanspettacolo napoletano\, oppure curioso happening di memoria futurista. Cresciuti in seno al teatro d’avanguardia\, alcuni maturando esperienze con Carlo Cecchi\, Cabaret Voltaire\, Andrée Ruth Shammah\, i cinque “Virtuosi”\, Roberto De Gaudio (cantante-attore)\, Federico Odling (compositore-violoncellista)\, Francesco Solombrino (violinista) e Dario Vannini (chitarrista)\, Vittorio Ricciardi flautista) definiscono a poco a poco un loro personale percorso che muove dalla tradizione dell’avanspettacolo napoletano per poi divertirsi a confondere le acque immergendosi nella sperimentazione. Il rigore “crudele” della ricerca si incontra così con una chiara vocazione popolare)\, mescolando freneticamente il “colto” e il “leggero” per denunciare la loro distinzione come (ormai) un luogo comune. Protagonista – feticcio già dei tre spettacoli precedenti\, Ciccio è diventato per i Virtuosi il simbolo dell’obesità mentale\, quella che non digerisce ma assimila pur continuando a divorare tutto\, da Gozzano a Laforgue\, da Leopardi agli Squallor\, da “Bella ciao” alla “Marsigliese”\, in un caleidoscopico passaggio e incrocio di toni e generi musicali\, di lingue e di personaggi. E nel nome di Ciccio\, Roberto Del Gaudio\, prorompente primattore – cantante spara battute a raffica\, senza timore di fare il verso a mostri sacri della tradizione\, da Eduardo a Totò\, da Buscaglione Peppe Barra\, e anche a Carmelo Bene\, Gassmann\, Paolo Poli. Con una comicità immediata che colpisce però al cuore e al cervello\, Del Gaudio usa a pretesto le vicende di Ciccio Formaggio\, di Luisa e il terzo incomodo\, i loro tradimenti\, gli amori\, le piccole tristezze\, lo squallido gioco dei doppi sensi\, per scandire tutte le tappe di un irresistibile viaggio musicale.\nI Virtuosi di San Martino si sbizzarriscono accompagnandolo in un continuo rimando di “incontri impossibili”: Schoenberg e il liscio romagnolo\, la rumba e Stravinski\, i Beatles e Rossini\, Kurt Weill e la musica “mariachi”. Dietro l’angolo\, accanto al piacere del gioco e al sacro cospetto degli spettatori\, i Virtuosi prendono di mira la balbuzie e l’incertezza creativa della nostra epoca\, in un gioco estremo e tragicomico finalizzato all’estraniamento e alla denuncia.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/ciccio-concerto/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/ciccio.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990224T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000224T170000
DTSTAMP:20250408T143752Z
CREATED:20250408T143631Z
LAST-MODIFIED:20250408T143752Z
UID:10000860-919843200-951411600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Toccata e fuga
DESCRIPTION:24 febbraio 1999 ore 21 \ndi Derek Benfield\nregia Marco Vaccari\ncon Gigi Sammarchi e Marco Vaccari\nuna produzione Fama Fantasma \nLa commedia brillante “Toccata e fuga”\, da un testo del commediografo inglese Derek Benfield\, vede in scena un grande mattatore comico. Per il grande pubblico\, Gigi Sammarchi è solamente “Gigi”\, l’altra metà del cielo della coppia comica “Gigi e Andrea”. E’ nella parte dell’ingenuo romagnolo “Gigi” che infatti\, assieme ad Andrea Roncato\, Sammarchi si è conquistato la simpatia delle platee televisive e cinematografiche nelle tante apparizioni agli show “Premiatissima” \, “Hallo Goggi”\, “Grand Hotel”\, “Sabato al circo” \, al serial TV “Don Tonino” e sul grande schermo al fianco di Lino Banfi\, Leo Gullotta\, Paolo Villaggio. Dopo la separazione artistica della coppia comica\, Gigi Sammarchi ritorna ora al pubblico che ha sempre amato la sua verve proprio grazie al teatro\, che lo vede impegnato\, per questa stagione\, in due opere brillanti scritte da autori inglesi. Una di esse è Toccata e fuga\, una commedia brillante nata dall’esplosiva inventiva di Derek Banfield\, uno degli autori più acclamati della nuova generazione di drammaturghi inglesi\, ricca di tutti gli ingredienti più classici della commedia inglese\, blitz amorosi\, appuntamenti furtivi\, scappatelle scaltre che generano equivoci imbarazzanti e divertenti. Comicità pura ed elegante per un’opera che è stata definita “un grande sketch per cinque personaggi”. Accanto a Gigi Sammarchi\, in scena ci sarà anche Marco Vaccari\, attore teatrale e televisivo\, che dell’allestimento italiano di Toccata e fuga è anche il regista.\nToccata e fuga racconta la storia di una serie di inganni incrociati: c’è un marito che\, sollecitato a fare esercizio fisico dalla moglie\, passa il suo tempo libero\, anziché a fare jogging\, in un appartamento vicino al parco che dovrebbe essere meta dei suoi allenamenti. E’ lì lo aspetta infatti la sua amante\, con il favore di un amico che dell’appartamento è il proprietario. Quest’ultimo poi l’appartamento glielo presta più che volentieri\, pur di toglierselo dai piedi e poter così corteggiare indisturbato la di lui moglie. Lo “scambio” funzionerebbe alla perfezione\, con completa gioia di tutti\, se la moglie dell’amico non tornasse senza preavviso da un viaggio di affari in America…
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/toccata-e-fuga/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/toccata-e-fuga.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990207T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000207T170000
DTSTAMP:20250408T143254Z
CREATED:20250408T143254Z
LAST-MODIFIED:20250408T143254Z
UID:10000859-918374400-949942800@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Recita dell’attore Vecchiatto nel Teatro di Rio Saliceto
DESCRIPTION:7 febbraio 1999 ore 21 \ndi Gianni Celati\nregia Michela Zaccaria\ncon Mario Scaccia e Marisa Belli\nluci Franco Nuzzo\ncostumi Nanà Cecchi\nsuono Hubert Westkemper\nuna produzione Apas produzioni – Teatro Stabile del Veneto \nUn vecchio attore di origine italiana si conquista una fama mondiale fra il Sud America\, gli Stati Uniti e la Francia. Dopo trent’anni di lontananza\, deciderà di ritornare in Italia. Ad attenderlo\, al suo arrivo assieme alla moglie Carlotta\, non ci saranno però onori e riconoscimenti\, ma un Paese indifferente e direttori di teatri per nulla interessati al suo bagaglio di grande attore classico. Solo un piccolo teatro dell’entroterra reggiano\, il teatro di Rio Saliceto\, accoglierà i due vecchi coniugi per la loro ultima recita. \nNon si sa se Attilio Vecchiatto sia esistito veramente oppure se per il suo personaggio Gianni Celati sia arrivato perfino ad inventarsi una biografia piena di aneddoti e di testimonianze autorevoli\, da Susan Sontag a Renè de Ceccaty\, citando collaborazioni e amicizie illustri con Strehler\, Jean Luis Barrault\, Laurence Olivier\, Jeanne Moreau. Quello che è certo è che “Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto” è un’opera delicata su un’esistenza paradigmatica\, che racconta la parabola esistenziale di un vecchio attore che non si rassegna ai vaticini sulla morte del teatro. E questo perché per uno come Attilio Vecchiatto un verso di Shakespeare può ancora salvarci dalla notte dell’anima. Può risvegliare le coscienze assopite. E allora cosa c’è di meglio che approfittare di un’ultima occasione per mettersi al centro del palcoscenico e sputare fuori tutto quello che si pensa veramente? Attilio e Carlotta rinunciano allora alla loro recita e\, davanti ai pochi\, raffazzonati spettatori del piccolo teatrino di provincia\, preferiscono iniziare a raccontare se stessi\, le loro speranze di un tempo\, osservare il mondo che sotto i loro occhi è diventato irriconoscibile. Nei panni di Vecchiatto\, Mario Scaccia gli dona tutti i toni che fanno di lui un vecchio ironico con qualche scatto di furia\, un uomo orgogliosamente d’altri tempi\, con punte volutamente retoriche. La moglie Carlotta\, la sua ombra fedele e un po’ spaesata è l’attrice Marisa Belli\, brava a rendere la fatica di essergli compagna in una vita così dura.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/recita-dellattore-vecchiatto-nel-teatro-di-rio-saliceto/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/recita-attore.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19990114T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20000114T170000
DTSTAMP:20250408T142902Z
CREATED:20250408T142902Z
LAST-MODIFIED:20250408T142902Z
UID:10000855-916300800-947869200@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Hedda Gabler
DESCRIPTION:14 gennaio 1999 ore 21 \ndi Heinrik Ibsen\nregia Carlo Cecchi\ncon Anna Bonaiuto\ne con Sara Bertelà\, Donatella Furino\, Paolo Graziosi\, Betti Pedrazzi\, Tommaso Ragno\, Elia Schilton\nscene e costumi Titina Maselli\nluci Pasquale Mari\nassistente alla regia Werner Waas\nassistente alla scenografia Barbara Bessi\nuna produzione Teatro Stabile di Firenze \n”Tutto ciò che è volgare si posa come una maledizione su tutto quello che tocco”. Queste poche ma perentorie parole pronunciate da Hedda Gabler nel dramma che porta il suo nome riassumono alla perfezione il significato profondo del più controverso e per certi aspetti ambiguo tra i personaggi ibseniani. La ”crisi” del dramma moderno\, alla quale Ibsen contribuisce in maniera considerevole\, si configura anche come perdita del senso tragico a tutto vantaggio dell’insorgere dell’elemento grottesco. Ciò che rimane dell’eroe classico non è che parodia comica e grottesca\, dell’uomo. E così anche Hedda Gabler\, la donna che per sfuggire alla noia e alla mediocrità della vita borghese\, vorrebbe rendersi artefice di un gesto grandioso la cui bellezza riscatti la sua vita grigia\, finisce solamente per macchiarsi di ridicolo\, vittima e testimone delle sue stesse maldestre azioni.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/hedda-gabler/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/hedda-gabler.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19981218T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19991218T170000
DTSTAMP:20250408T135041Z
CREATED:20250408T135041Z
LAST-MODIFIED:20250408T135041Z
UID:10000854-913968000-945536400@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Il Pellicano
DESCRIPTION:18 dicembre 1998 ore 21 \ndi August Strindberg\nregia Mario Missiroli\ncon Ilaria Occhini\, Patrizia Zappa Mulas\, Michele Di Mauro\, Pietro Bontempo\, Fiorenza Brogi\nscene e costumi Lorenzo Ghiglia\ndisegno luci Alfredo Piras\nuna produzione Il Gruppo della Rocca \nUn dramma che viene dal freddo\, che si compie in una di quelle lunghe giornate piene di buio che scandiscono il tempo nel profondo Nord. Il Pellicano non è una delle opere più conosciute del drammaturgo svedese August Strindberg\, ma è senza dubbio una delle più estreme\, fosche e inquietanti. Sarà per queste caratteristiche che Mario Missiroli\, regista del torinese Gruppo della Rocca lo ha voluto mettere in scena dando l’impressione che i suoi protagonisti fossero appena usciti da una tela di Munch\, trovando nell’espressionismo della recitazione un corrispettivo assolutamente più calzante di ogni realismo.\nUn’occasione preziosa per penetrare nel sottile mistero di un classico affascinante e poco frequentato del teatro borghese\, restituito con grande padronanza e amore per questo genere di teatro dal suo cast di interpreti doc: a partire dalla protagonista del dramma\, Elise\, alla quale regala anche le più sottili venature di un carattere ambiguo e perverso una straordinaria Ilaria Occhini\, affiancata da Patrizia Zappa Mulas (la figlia Gerda) Michele Di Mauro (il figlio Fredrik)\, Pietro Bontempo (il genero – amante Axel)\, Fiorenza Brogi (la serva). \nIn un interno borghese brucia a fuoco lento il dramma di una famiglia vampireggiata da quella che Strindgerg (anche per esperienza personale) usava chiamare “una moglie-truffaldina”. Compagna ingannatrice\, avida\, egoista nell’appagare i suoi bisogni & scapito di tutti gli altri membri della sua famiglia\, Elise è l’esatto opposto di suo marito\, “il pellicano”\, l’animale simbolo a cui allude il titolo della pièce\, per sua natura pronto a tutto pur di proteggere e “nutrire” i suoi figli. Eliminato misteriosamente il suo antagonista (che all’inizio del dramma è infatti appena morto)\, Elise si ritrova padrona della casa\, apparentemente in lutto e moglie impareggiabile\, ma forse per la prima volta prigioniera\, “braccata”\, incalzata dal desiderio dei propri figli di fare chiarezza. Come al risveglio da un remoto torpore della coscienza\, Gerda e Fredrik affronteranno faccia a faccia la madre per un ultimo\, tragico e soccombente\, confronto. \n“Una storia borghese oscena\, deprimente e miserabile come questa – osserva il regista Mario Missiroli — avrebbe dovuto scriverla Zola\, in termini cocenti e appassionati da stringere il cuore.\nStrindberg invece\, è di una crudeltà che nega la commozione\, il suo sguardo sbarrato di Medusa è senza lacrime e trasforma il trafelato palcoscenico borghese nella tragica pietra di Epidauro che non conosce la pietà.”
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/il-pellicano/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/il-pellicano.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19981120T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19991120T170000
DTSTAMP:20250408T134546Z
CREATED:20250408T134546Z
LAST-MODIFIED:20250408T134546Z
UID:10000853-911548800-943117200@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Brancaleone
DESCRIPTION:20 novembre 1998 ore 21 \nLiberamente tratto da L’armata Brancaleone e Brancaleone alle crociate di Age/Scarpelli – Mario Monicelli\nregia Giampiero Solari\ncon Massimo Venturiello\, Remo Remotti\, Franco Olcese\, Marco Margiotta\nuna produzioneTeatro Stabile delle Marche \nE’ il cinema a far nascere Brancaleone.\nIl personaggio appare per la prima volta ad opera di Age-Scarpelli e Monicelli ne “L‘Armata Brancaleone” (1966) e viene ripreso con successo in “Brancaleone alle Crociate”. Ora è il turno del Teatro di raccogliere il testimone e proseguire il racconto. \nPassando da un mezzo di comunicazione ad un altro è necessario innanzitutto riepilogare le vicende e presentare i personaggi\, che sono ispirati a quelli del film\, ma sviluppati in senso teatrale.\nBrancaleone e i suoi si trovano in un teatro per cago. quasi per Sbaglio. Dovevano arrivare a una “terra promessa” e sono invece finiti su un palcoscenico\, un luogo a loro del tutto estraneo. Però\, dal momento che si trovano di fronte a un pubblico. non rimane altro che raccontare perché sono lì.\nL’Armata Brancaleone è una combriccola di diseredati. Sono gli “ultimi”. Ma paradossalmente questo gruppo di disperati\, crede. Ma crede in qualcosa di inesistente.\nEd è grande (e comica) la contraddizione fra la loro quotidianità\, figlia dell’arte di arrangiarsi\, e la loro determinazione a inseguire un sogno.\nE poiché il pubblico li incontra nel momento della delusione e dello smacco\, iniziano controvoglia a parlare. ma poco a poco le loro storie prendono il sopravvento e la loro ingenuità teatrale diventa un punto di forza della vicenda. \nIl racconto teatrale si sviluppa mischiando stili diversi di drammaturgie: da quella dei cantastorie a quella della commedia dell’arte\, con movimenti surreali che possono ricordare “teatro di Carlo Gozzi.\nIl linguaggio usato nei film è fondamentale anche nella stesura teatrale\, perché crea un universo verbale inventato\, che sostiene i dialoghi e realizza momenti di comicità\, facendo esprimere i protagonisti negli idiomi rappresentativi delle più diverse aree di provenienza.\nLa musica sottolinea le atmosfere\, accompagna ritmicamente certi episodi di battaglia ed è spesso cantata dagli stessi personaggi. \nIl “Nostro“ Brancaleone rappresenta dunque un’Italia sgangherata\, che si sente però chiamata a condividere uno strano vitale destino\, che non è di rassegnazione ma in qualche modo di ostinata e strampalata speranza. Si continua ad andare\, sì lotta\, ci si difende dalle calamità\, si superano prove di ogni tipo per arrivare… chissà dove.\nLa storia di Brancaleone continua: oggi a teatro\, domani in un’altra qualunque possibile forma.\nIl nostro spettacolo non è che un frammento di questa storia infinita.\nGIAMPIERO SOLARI
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/brancaleone/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/brancaleone.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19981104T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19991104T170000
DTSTAMP:20250408T133933Z
CREATED:20250408T133909Z
LAST-MODIFIED:20250408T133933Z
UID:10000852-910166400-941734800@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Conversazione senza testimoni
DESCRIPTION:4 novembre 1998 ore 21 \ndi Sofia Prokofeva\nregia Carlo Mazzacurati\ncon Marco Messeri e Delia Boccardo\nuna produzione Arena del Sole – Nuova Scena \nUn appartamento in penombra\, nel cuore di una grande città. Una donna siede sola a tavola. Poi\, una chiave nella porta avverte il rincasare di un uomo. La donna ha un sussulto e la sua meraviglia rivela che si tratta di un marito che da tempo non lo è più\, I due sono divorziati\, ma il loro legame in qualche modo prosegue. Non certo in maniera serena: lei si difende\, ma senza arginare le incursioni\, sempre più coercitive\, del suo ex\, che conserva addirittura le chiavi del suo appartamento e va e viene come se nulla fosse cambiato. E’ questo l’inizio\, sorprendente e spiazzante di Conversazioni senza testimoni\, una commedia del nostro tempo che come poche altre a teatro vuole indagare con sottigliezza e spessore sul mistero sottinteso ad ogni amore che nasce e che muore. Scritto negli anni Settanta da una scrittrice moscovita\, Sofia Prokofeva\, arriva ora sulle scene italiane per segnare il debutto alla regia teatrale di Mazzacurati\, uno dei più interessanti protagonisti della rinascita del nuovo cinema italiano. Dopo aver diretto film come Notte italiana\, Il prete bello\, Il faro (Leone d’argento a Venezia)\, Vesna va veloce (debutto cinematografico di Antonio Albanese) fino a L’estate di Davide (presentato al Festival di Locarno)\, Carlo Mazzacurati si avvicina per la prima volta al linguaggio della scena con questa piccola opera da camera per due protagonisti\, assolutamente in linea con il suo cinema dai toni defilati\, sottili e sfumati. \n“Circa nove anni fa\, a un’ora tarda – spiega Mazzacurati – mi capitò di vedere in televisione un film.\nEra di Nikita Michalkov e in Italia non era mia uscito al cinema. Ne rimasi folgorato: raramente mi è capitato di provare un ‘emozione così forte (a mio parere il più bel film del regista russo). Senza testimoni\, questo è il titolo del film\, è interamente ambientato all’interno di un appartamento\, e ha come protagonisti un uomo e una donna. Parla della vita vera\, del tempo che se ne va\, della nostalgia\, dei compromessi\, del dolore\, ma anche della speranza nel futuro e soprattutto dell’amore.\nAlcuni anni dopo un’amica mi telefonò e mi disse che aveva trovato il testo teatrale da cui questo film aveva tratto ispirazione. Il titolo della pièce era Conversazione senza testimone\, ed era stato scritto negli anni Settanta da una donna: Sof’ja Prokof’eva. Allora pensai che se un giorno mi fossi deciso a fare qualcosa per il teatro\, sicuramente avrei dovuto portare in scena quel testo. ”\n\nNel passare dal cinema al teatro\, Mazzacurati porta con sé sulla scena uno dei suoi inseparabili attori\, Marco Messeri\, che dà corpo al protagonista maschile con la forza dei suoi toni crudeli\, nevrotici\, ossessivi. Gli fa da controvoce\, con dolcezza e decisione\, Delia Boccardo\, che regala al suo personaggio la verità di una donna intimamente ferita ma ancora in grado di reagire con dignità.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/conversazione-senza-testimoni/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/conversazione-senza-testimoni.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19980421T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19990421T170000
DTSTAMP:20250411T160912Z
CREATED:20250411T160912Z
LAST-MODIFIED:20250411T160912Z
UID:10000878-893145600-924714000@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Tutto per amoreFrammenti sul mistero di Antonio e Cleopatra
DESCRIPTION:21 aprile 1998 ore 21 \n\n\nadattamento di Fabiano Fantini e Rita Maffei\nda Plutarco\, W. Shakespeare\, J. Dryden\, C. Kavafis\, A. Shawqi\, R.M. Rilke\, J. Mankiewicz\n\n\nprogetto e regia di Fabiano Fantini e Rita Maffei\n\n\ncon Fabiano Fantini e Rita Maffei\n\n\ndisegno luci Alberto Bevilacqua\nrealizzazione scena Massimo Furlano\, Marco Neri\, Massimo Teruzzi\, Roberto Venezia\n\n\nmusiche Benjamin Britten\, Michael Nyman\, Philip Glass\, Bela Bartòk\, Astor Piazzolla\n\n\ninterventi pittorici Luigina Tusini\nfotografie e proiezioni Alberto Capellani\n\n\nuna produzione Centro Servizi e Spettacoli di Udine \nLe principali caratteristiche di questo spettacolo: la sua forza comunicativa e la capacità di un profondo coinvolgimento emotivo da parte del pubblico\, rappresentano il risultato di un’interessante ricerca compiuta ad ampio raggio a partire dalla drammaturgia – che ha saputo ecletticamente trovare delle corrispondenze e delle armoniche assonanze tra testi che appartengono ad epoche diverse (dalle fonti del mito di Alcesti a Pasolini\, Fassbinder e Müller) – fino allo spazio scenico\, dove l’invenzione tecnica dell’impianto scenografico (impostata in due percorsi paralleli fatti di corridoi e stanze dove il pubblico viene suddiviso in due gruppi maschile e femminile) è riuscita ad assumere una sua fondamentale necessità artistica\, grazie anche ai graffiti realizzati dalla pittrice Luigina Tusini\, che è riuscita a restituire nel segno grafico delle pareti il senso profondo dello spettacolo. \nQuesta attenta ricerca\, aperta alle fondamentali componenti dello spettacolo\, è l’analogo motore che anima la necessità artistica di Rita Maffei e di Fabiano Fantini a realizzare il nuovo spettacolo: Tutto per Amore – Frammenti sul mistero di Antonio e Cleopatra. Consapevolmente o inconsapevolmente\, così come è impossibile stabilire il livello di consapevolezza in un processo creativo\, stiamo assistendo alla formazione di una poetica e di uno stile\, che certamente avrà ancora bisogno di verifiche e di prove\, ma che sta già dando dei risultati che ci entusiasmano e nei quali crediamo.\n\n\nCome Centro di produzione ci sentiamo profondamente coinvolti in questo processo artistico\, forse perché l’abbiamo visto nascere\, forse perché abbiamo contribuito a farlo crescere\, forse perché troviamo anche in questo una ragione concreta nel nostro operare.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/tutto-per-amoreframmenti-sul-mistero-di-antonio-e-cleopatra/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/tutto.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19980414T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19990414T170000
DTSTAMP:20250411T160458Z
CREATED:20250411T160458Z
LAST-MODIFIED:20250411T160458Z
UID:10000877-892540800-924109200@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Il Milione
DESCRIPTION:14 aprile 1998 ore 21 \ndi e con Marco Paolini\ncollaborazione di Franco Niccolini\nuna produzione Moby Dick Teatri della Riviera \n“Il Milione” è un intreccio di storie antiche e contemporanee\, seguendo luoghi da sogno orientali e strani personaggi: abusivi di terre e di mare\, turisti da ogni parte del mondo\, comitati antisfratti\, le beghine di Venezia agguerrite nel tentativo di dare dignità agli sforzi di chi ha deciso di continuare ad abitare nella città più scomoda d’Italia. “Il Milione” è un punto d’incontro fra nostrani e foresti\, è la storia di una città fatta su acque edificabili\, dei popoli che l’hanno abitata\, costruita e modificata. Dedicato a chi non ha paura di lottare perché la retorica nostrana non trionfi\, perché le città siano città e non imitazione di centri commerciali. Paolini-Campagne si fa al tempo stesso Rustichello da Pisa e Marco Polo e racconta di laguna\, di pietre d’Istria\, di pali di legno\, di barche\, di mestieri e di altro. Perché le città sono fatte di uomini e di pietre\, non di sole pietre.’
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/il-milione/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/Il-Milione_Caselli-5.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19980327T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19990327T170000
DTSTAMP:20250411T160146Z
CREATED:20250411T160146Z
LAST-MODIFIED:20250411T160146Z
UID:10000876-890985600-922554000@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Sinfonia Fantastica
DESCRIPTION:27 marzo 1998 ore 21 \ndi e con Banda Osiris\nuna produzione Progetti Dadaumpa \nAd ispirare la sua Sinfonia Fantastica\, diceva Berlioz\, era stato un viaggio\, e tutta la composizione era nata sotto l’effetto di stupefacenti.\nMa in quella sinfonia come in questa (liberamente ispirata alla prima) è sempre la fantasia a regnare sovrana. La fantasia che i quattro navigati professori portano sul podio per dirigere la musica e mettere ordine fra gli strumenti in delirio. Autori\, strumenti\, brani conosciuti\, tutti mescolati nel gran calderone della confusione musicale. La cornice iniziale è seriosa: un tavolo\, le targhette con i nomi dei relatori\, l’immancabile bottiglia d’acqua. Lavagne luminose\, reperti sonori\, musica dal vivo\, testimonianze di uomini illustri. Tutto sembra in regola. Eppure bastano pochi minuti perché l’inferno sonoro si scateni\, la confusione si sostituisca alla logica. In un attimo si naviga nella musica e in tutto quello che le sta attorno. Il pubblico si trova di fronte a uno spettacolo\, un’enciclopedia e un concerto al tempo stesso. Non capisce se è tutta una burla oppure verità. Se i musicisti sono veramente esistiti oppure appartengono al puro mondo della fantasia.\nForse la musica stessa che si ascolta è un’invenzione\, non è più suono ma sberleffo. Non è fatta per essere ascoltata\, ma vista\, gustata.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/sinfonia-fantastica/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/banda-osiris.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19980306T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19990306T170000
DTSTAMP:20250411T155851Z
CREATED:20250411T155851Z
LAST-MODIFIED:20250411T155851Z
UID:10000875-889171200-920739600@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Ciò che vide il maggiordomo
DESCRIPTION:6 marzo 1998 ore 21 \ndi Joe Orton\ncon Nino Castelnuovo\nuna produzione Compagnia Castelnuovo Trasselli \nScritto nel 1967 da Joe Orton\, “Ciò che vide il maggiordomo riprende temi ricorrenti della nuova drammaturgia britannica (paura\, alienazione\, violenza\, potere) con uno stile personale che trova nel dialogo paradossale e arguto in parte influenzato da Wilde e dal teatro dell’assurdo\, un risultato espressivo notevole supportato da una costruzione dell’azione brillante e frenetica.\nL’azione si svolge interamente in tempo reale nello studio psichiatrico del Dottor Prentice. Situazioni imbarazzanti\, tentativi di seduzione\, scambi di identità\, aggressioni e inseguimenti. In una folle corsa fatta di litigi\, diagnosi affrettate e nascondimenti tra corsie e infermiere troviamo\, oltre al protagonista\, un’apprendista segretaria un po’ troppo ingenua\, la moglie nevrotica e ninfomane del primario\, un allucinante e irreprensibile ispettore sanitario\, un giovane e maldestro fattorino d’albergo\, un poliziotto con dubbie capacità investigative\, Alla violenza della sua sovversione dell’ordine borghese\, con la sua ritualizzazione farsesca del quotidiano\, Joe Orton accompagna una trasparenza di costruzione e un dialogo smagliante e “vuoto” che chiude le più i probabili enormità in una breve frase svagata.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/cio-che-vide-il-maggiordomo/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/maggiordomo3-guido-colla.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19980210T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19990210T170000
DTSTAMP:20250411T155424Z
CREATED:20250411T155424Z
LAST-MODIFIED:20250411T155424Z
UID:10000874-887097600-918666000@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Non ti conosco più
DESCRIPTION:10 febbraio 1998 ore 21 \ndi Aldo De Benedetti\ncon Lauretta Masiero e Orazio Bobbio\nuna produzione Teatro La Contrada \nCosa accadrebbe se una moglie\, improvvisamente impazzita\, non riconoscesse più il marito\, e considerasse quale legittimo consorte il primo uomo capitato sulla porta di casa? Su questo curioso ed insolito interrogativo si fonda il meccanismo teatrale di una delle più spassose e argute commedie di Aldo De Benedetti. “Non ti conosco più” costituisce il primo grande successo di De Benedetti\, commediografo di punta del teatro brillante italiano degli anni Trenta\, simbolo del teatro (e del cinema) dei Telefoni Bianchi. Le sue commedie sono ambientate nei salotti della buona borghesia italiana: protagonisti sono medici\, avvocati\, politici e signore eleganti\, coinvolti in schermaglie sentimentali che il gusto mondano trascina spesso al limite della moralità e del lecito. De Benedetti sa indagare con ironia il rapporto di coppia; il perfetto meccanismo teatrale fa leva su meccanismi ricchi di equivoci e spesso vicini all’assurdo\, ma altrettanto rilevante è l’immagine\, profondamente critica\, di un mondo che vive più sull’apparenza che sulla reale sostanza. In “Non ti conosco più’ (regia di Patrick Rossi Gastaldi)\, Luisa\, moglie felice di un ricco professionista romano\, per un improvviso colpo di pazzia\, non riconosce più il marito Paolo. La presenza in casa di Alberto\, medico\, conduce Luisa a ritenere questi il proprio legittimo consorte. Ci troviamo di fronte a vicende ricche di colpi di scena\, girandole di avvenimenti governate da un perfetto meccanismo di entrate e uscite\, di tempi comici e situazioni esilaranti che non concedono tregua allo spettatore. Ma come vuole la regola d’oro della commedia brillante\, tutto si deve ricomporre nel modo migliore\, entro i binari dell’ipocrita perbenismo borghese.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/non-ti-conosco-piu/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/non-ti-conosco.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:19980122T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:19990122T170000
DTSTAMP:20250411T155155Z
CREATED:20250411T155155Z
LAST-MODIFIED:20250411T155155Z
UID:10000873-885456000-917024400@www.teatropasolini.it
SUMMARY:Ceneri alle ceneri
DESCRIPTION:22 gennaio 1998 ore 21 \nscritto e diretto da Harold Pinter\ncon Adriana Asti e Jerzy Stuhr\nscene e costumi Gianni Quaranta\nluci Gigi Saccomandi\nuna produzione QP produzioni \nForte e violenta\, fin dalla prima battuta\, Ashes to Ashes – Ceneri alle ceneri è l’ultima commedia del più grande drammaturgo contemporaneo\, Harold Pinter\, che\, in esclusiva per l’Italia\, la porta anche in scena\, per la prima volta\, in lingua non inglese.\nUna conversazione\, apparentemente consueta\, quasi banale tra Devlin\, un marito\, e Rebecca\, sua moglie. Lei gli svela un passato ricco di avvenimenti\, lui ne è apparentemente sorpreso. Ma lo sarà veramente? E’ veramente all’oscuro di tutto? Non sarà coinvolto anche lui in quegli episodi cruenti che Rebecca gli racconta con malcelato e sottile rancore e a malapena dissimula sotto ad una parvenza di distaccata malinconia? Se “il marito tende in effetti continuamente a ricondurre il discorso alla concretezza quotidiana e a una pretesa di intimità da piccolo rapporto – spiega il critico teatrale Franco Quadri – Rebecca\, che non a caso ha un nome ebreo\, è “altra”. Ci porta visioni di verità più universali\, cariche di terrore: folle condotte a morire tra le onde\, treni sinistri\, città in preda al gelo\, solitudini\, persecuzioni\, violenze”. E’ evidente allora che Rebecca\, con i suoi ricordi che affiorano in un’atmosfera di sempre più allucinata reminiscenza\, è un personaggio che si porta dentro non solo il suo\, ma anche il nostro passato recente\, gli stessi gli orrori del nostro secolo.\nEcco perché Ceneri alle ceneri è stata considerata un’opera che conferma fortemente sia la formula classica del teatro pinteriano che l’impronta civile che caratterizza la vita stessa del grande drammaturgo negli ultimi anni (ricordiamo il suo impegno in tante battaglie per i diritti civili come ambasciatore e portavoce di Amnesty International e la sua appartenenza al “Gruppo 20 giugno”\, formazione di intellettuali antithatcheriani nell’Inghilterra degli anni ‘80).\nDebuttato sulle scene londinesi nel settembre del 1996\, Ceneri alle ceneri arriva ora in Italia con un nuovo cast di grande calibro: Rebecca e Devlin\, saranno infatti interpretati dalla nostra  Adriana Asti e dall’attore polacco Jerzy Stuhr. La Asti\, che è stata più volte scandalosa interprete pinteriana (fin dagli anni ‘70\, diretta da Luchino Visconti in “Old Times”)\, sarà una Rebecca padrona di un conflitto sottilmente distaccato e malinconico. Jerzy Stuhr\, che considera ormai l’Italia la sua seconda patria\, è noto soprattutto come attore “feticcio” del regista Krystof Kieslowski\, al quale Stuhr ha dedicato anche la sua seconda opera cinematografica\, Storia d’amore . Le scene e i costumi\, infine\, sono affidati a Gianni Quaranta\, Premio Oscar per le scene di Camera con vista\, mentre più di recente ha firmato i decor di film come Farinelli e  La principessa Margot e Cortesie per gli ospiti (con la sceneggiatura di Pinter) assieme alle scenografie degli spettacoli lirici con la regia di Luca Ronconi.
URL:https://www.teatropasolini.it/evento/ceneri-alle-ceneri/
CATEGORIES:Teatro e danza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.teatropasolini.it/wp-content/uploads/2025/04/ceneri-alle-ceneri-tommaso-lepera.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR