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SUMMARY:Alessandro Bergonzoni _ Nel
DESCRIPTION:30 gennaio 2008 ore 21 \ndi e con Alessandro Bergonzoni\nregia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi\nscene Alessandro Bergonzoni\nuna produzione Progetti Dadaumpa \nAlessandro Bergonzoni “testa” in anteprima a Udine\, proprio sul fedelissimo pubblico di Contatto\, il suo nuovo spettacolo\, una nuova espressione della sua ricerca – sempre “tangenziale” e imprevedibile – sul comico\, con le intuizioni e il dinamismo immaginario che lo contraddistinguono. Bergonzoni prosegue il suo costante movimento per sfuggire alle insidie e ai trabocchetti del reale e del verosimile e trovare nuovi sentieri mentali per raggiungere punti d’osservazione elevati da dove poter vedere tutto con prospettive diverse. Perchè\, in fin dei conti\, un illusionista fa sparire gli oggetti o fa piuttosto apparire il nulla? \nUn’ideale corda tesa a delimitare gli spazi del monologo da quelli del soliloquio. Un attore-attore che si muove nella ricerca di una precisione contemporaneamente complessa e comicamente dissonante. Uno spazio per sottolineare la reale linea d’ombra di Alessandro Bergonzoni\, mai come stavolta\, sotto i vostri occhi e per i vostri cervelli.\nRiccardo Rodolfi \nMarco\, il Territorio\nNEL (fare) NEL (mentre) NEL (posto) NEL (momento) NEL (contesto) NEL (pensato) NEL (dire) NEL (guardare):\nil dentresco una sorta di sorte\, questo è il costrutto: costruire il distrutto. L’illimitata delimitazione (bergon-zone) il retroquadro di punti scardinati. NO (negazione del Nord)\, SU (la parte altra del Sud)\, ES (essere come abbreviazione di Est)\, OV’EST\n(dov’è).\nDove è tutto? Li mentre si è la (nella memoria fotografica).\nNell’energia enucleare perchè estrarre la forza chiusa costa. Uno spettacolo sulla cauzione per sprigionare le forze. Aprimi cielo\nAlessandro Bergonzoni
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SUMMARY:A qualcuno piace carta
DESCRIPTION:16 gennaio 2008 \ndi Ennio Marchetto e Sosthen Hennekam\ncon Ennio Marchetto \nEnnio Marchetto è un artista unico. In quasi 15 anni di carriera è stato alla ribalta dei palcoscenici più prestigiosi del mondo\, da Parigi a Edimburgo\, Londra\, Berlino\, New York e Los Angeles\, scatenando ovunque il divertimento e lo stupore del pubblico di tutte le età con i suoi incredibili personaggi fatti interamente… di carta!\nA qualcuno piace carta esprime all’ennesima potenza l’arte trasformista che contraddistingue questo fantastico one man show: cinquanta minuti di continui cambi di costumi fatti con più di 200 pezzi di carta ritagliati\, dipinti per “rivestire” non meno di cinquanta personaggi di tutti i tempi di cui Marchetto riproduce in maniera esilarante movenze\, manie e tic. E così Biacaneve diventa Patty Pravo\, che elabora un “pensiero stupendo” con la strega cattiva e i sette nani. La Carmen nasce da un Minotauro e sfocia nella “Guernica” di Picasso\, Tina Turner passa il microfono a Liza Minelli. E ancora\, con vorticosi cambi a vista\, aggiunta di dettagli\, pezzi di carta e parrucche\, vedremo in passerella personaggi come Fidel Castro\, Vasco\, Madonna\, Raffaella Carrà\, Elvis Presley\, Britney Spears\, la Venere di Botticelli e tanti altri ancora dare vita a uno spettacolo che è una vera Babilonia di musica\, teatro e creatività.
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SUMMARY:Patrizio e Loretta Fariselli / Area - variazioni per piano e danza
DESCRIPTION:11 gennaio 2008 ore 21\n\nPatrizio Fariselli – pianoforte\nLoretta Fariselli – danza \nL’attuale sodalizio artistico tra Patrizio Fariselli (pianoforte) e Loretta Fariselli (danza)\, verte su alcune peculiarità della loro formazione artistica\, sviluppatasi in una progettualità contrassegnata da un grande rigore formale e un potente afflato innovativo. Due fratelli\, maestri in differenti discipline\, si confrontano in un’esperienza artistica che li accomuna elaborando brani che fanno parte della storia del rock italiano.\nCompositore e improvvisatore lui\, coreografa e danzatrice lei\, i due artisti sono infatti da sempre accomunati dall’impegno nella ricerca. Il pretesto di questa loro nuova frontiera è la rivisitazione per solo pianoforte di brani estratti dal repertorio “storico” degli Area. La danza\, in questo contesto\, vive una vita autonoma rispetto alla musica condividendone le suggestioni ma senza subirne forzature.\nLa correlazione tra il musicista e la danzatrice\, si può dire abbia quindi molte affinità con il modo di procedere dei musicisti di jazz moderno\, che vede l’improvvisazione come naturale evoluzione delle parti tematiche e come generazione di eventi imprevedibili in “quella” specifica  esecuzione\, forme volatili che si nutrono del “qui e ora” condiviso con i presenti\, che rendono unica e presumibilmente irripetibile la qualità dell’esperienza.
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SUMMARY:Così fan tutte
DESCRIPTION:12 dicembre 2007 ore 21 \ndi Wolfgang Amadeus Mozart\nnella trascrizione d’epoca per Harmonie di fiati di Johann Nepomuk Wendt\nriadattamento teatrale di Giorgio Monte\ncon l’Ensemble di fiati dell’Associazione Filarmonica del FVG:\n(oboi) Enrico Cossio\, Claudia Pavarin\, (clarinetti) Nicola Bulfone\, Marco Giani\, (corni) Andrea Liani\, Mauro Verona\, (fagotti) Dario Braidotti\, Stefano Meloni\, (contrabbasso) Mauro Meroi\nvoci narranti Manuel Buttus e Giorgio Monte\nuna produzione Ensemble di fiati dell’Associazione Filarmonica del Friuli Venezia Giulia/Associazione Prospettiva T – teatrino del Rifo \nCosì fan tutte è una delle più alte creazioni di Mozart. Il suo autore era ancora vivo e già\, mentre l’opera debuttava nei grandi teatri d’Europa\, proliferavano le sue riscritture per le più diverse formazioni. Una di esse la scrisse il compositore boemo J.N. Wendt\, autore di brillanti adattamenti per banda di famose opere. Al tempo di Mozart queste “pocket opera” erano il genere più diffuso fra le compagnie di attori e musici abituati a girare di contrada in contrada e a portare nelle piazze messe in scena agili e facilmente eseguibili dei capolavori che nei grandi templi dell’opera richiedevano l’impiego di moltissimi musicisti e cantanti. E così\, questo “formato tascabile” contribuì immensamente alla divulgazione di un genere popolare come l’opera.\nAllo stesso modo\, oggi\, l’Ensemble di fiati dell’Associazione Filarmonica del FVG e gli attori del teatrino del Rifo sono i protagonisti di questa versione destinata sia a chi ancora non conosce il Così fan tutte\, ma che darà soddisfazioni anche a chi ama l’opera e la conosce in tutta la sua bellezza e allegra leggerezza. Sul palco ascolteremo otto interpreti di strumenti a fiato e due voci narranti a cui va il compito di cucire assieme le arie che compongono la trascrizione\, per regalare al pubblico una visione complessiva e allo stesso tempo originale del capolavoro mozartiano.
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SUMMARY:Agricantus
DESCRIPTION:30 novembre 2007 ore 21 \nTonj Acquaviva – direzione artistica\, voce\, percussioni e drum set\nMario Crispi – fiati etnici e elettronici\nRosie Wiederkher – voce\nLutte Berg – chitarre\nMichele Frontino – basso e contrabbasso elettrico\nPaola Caridi – batteria \nGli Agricantus nascono a Palermo nel 1979 da un’idea di Mario Rivera\, Tonj Acquaviva e Mario Crispi. Dopo gli album d’esordio Gnanzú e Viaggiari\, densi di sonorità già mature\, a cavallo tra la musica etnica e il trance elettronico\, è con Tuareg che gli Agricantus raggiungono il successo in Italia e in Europa.\nNel 1997 vincono il PIM (Premio Italiano della Musica)\, collaborano alla realizzazione della colonna sonora del film Hamam – Il bagno Turco (Globo d’Oro ’97) e incidono Hale Bopp Souvenir\, con la partecipazione di Fadimata Wallet Oumar\, portavoce dell’autentica cultura Tuareg.\nMa è il 1999 a rappresentare il momento di svolta per il gruppo\, con l’uscita negli Stati Uniti di Best of Agricantus\, che in pochissimo raggiunge la vetta delle classifiche radiofoniche americane e australiane.\nNel 2000 firmano la colonna sonora del film Placido Rizzotto\, “un ritorno alle nostre origini musicali” – come amano definire questa esperienza – quando\, appena adolescenti\, musicavano la poesia dei poeti sindacalisti siciliani di fine Ottocento\, come Vito Mercadante”.\nNel febbraio 2001 è la volta di Ethnosphere\, un progetto in due dischi distinti che racconta un viaggio attraverso il Tibet buddista che li avvicina alle problematiche sociali e politiche e  segna sempre più il loro corso musicale. Qualche mese fa è uscito Luna khina\, il nuovo disco del gruppo che avremo modo di ascoltare al Pasolini per la prima volta in Regione.
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SUMMARY:Bessôl - Un arbitro tal bunker
DESCRIPTION:21 novembre 2007 ore 21 \ndi Fabiano Fantini\nregia Fabiano Fantini\ncon Claudio Moretti\nsuono Stefano Revelant\ntecniche Luigina Tusini\nfoto di scena Luca d’Agostino\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Teatro Incerto \nUn arbitro di calcio\, un’ora prima del fischio d’inizio della sua ultima partita. L’ultimo giorno di una carriera fatta di pochi successi e tante sconfitte\, ma sempre vissuta con senso di giustizia. Chiuso in uno spogliatoio che assomiglia più a una cella\, a un bunker con poca luce e senz’acqua calda\, l’uomo dà libero sfogo ai suoi pensieri. A ruota libera\, fra un’esplosione di rabbia e momenti di dolcezza\, parla della sua famiglia\, degli amici e colleghi\, di un mondo che si sta trasformando in funzione del mercato e delle televisioni.\nClaudio Moretti si misura con un monologo scritto per lui da Fabiano Fantini\, l’amico e compagno di scena di sempre e con cui\, assieme a Elvio Scruzzi\, forma il trio del Teatro Incerto. Bessôl è uno spettacolo dove il calcio diventa pretesto per riflettere su un mondo che sembra aver perso le sue coordinate\, la storia di un Don Chisciotte sconfitto da un sistema che lo ingloba e lo stritola\, di un uomo che cerca disperatamente il  suo centro. Come nei personaggi tragi-comici di Four o di Maratona di New York questo arbitro è un uomo qualunque alla ricerca di un atto eroico che possa riscattare la sua esistenza. E l’unico modo per farlo\, in questo caso\, è arbitrare alla grande l’ultima partita\, “entrare nello stadio come un torero nell’arena”.
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SUMMARY:Banco del Mutuo Soccorso
DESCRIPTION:16 novembre 2007 ore 21 \nVittorio Nocenzi – pianoforte\, tastiere\, voce e musiche\nFrancesco Di Giacomo – voce solista\, testi\nRodolfo Maltese – chitarre\, flicorno e voce\nTiziano Ricci – basso\, voce\nMaurizio Masi – batteria\nFilippo Marcheggiani – chitarre\, voce\nAlessandro Papotto – clarinetto\, saxofono e flauto \nUno straordinario gruppo storico che caratterizzò negli anni ‘70 la scena italiana del Progressive\, in sintonia con l’evoluzione della scena musicale internazionale.\nTesti poetici e profondi\, di grande impatto\, musiche sempre più elaborate e ricche che hanno lasciato un segno profondo e tutt’ora nitido tra gli amanti del rock di ricerca.\nTre i dischi storici di quegli anni: l’omonimo Banco del Mutuo Soccorso (1971)\, seguito da Darwin (1972\, primo esempio di opera “concept” in Italia) e da Io sono nato libero (1973).\nNegli anni ‘80 il gruppo (Banco) rivede in parte il suo stile alleggerendolo con una verve più agile e rock. Ma dall’inizio degli anni ’90 il gruppo si riappropria dell’antica sigla “Banco del Mutuo Soccorso” e in concerto vengono ripresi i brani del primissimo periodo e torna ad eseguirli con gli arrangiamenti originali in numerose performance live che hanno toccato non solo l’Italia ma anche il Giappone\, il Messico\, l’Argentina…\nIn questo periodo\, alla formazione con i tre membri storici del Banco Vittorio Nocenzi\, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese\, si aggiunge il giovane Filippo Marcheggiani in qualità di secondo chitarrista.\nSembra ieri\, ma sono già trascorsi oltre trent’anni da quando Nocenzi\, Di Giacomo & Co hanno iniziato ad introdurre piccole monete in un salvadanaio… quello stesso salvadanaio che ancor oggi riesce a rivelarci tesori di valore inestimabile.
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SUMMARY:Le intellettuali
DESCRIPTION:5 aprile 2007 ore 21 \ndi Molière\nregia Arturo Cirillo\, assistente alla regia Pino Carbone\ncon Salvatore Caruso\, Beatrice Ciampaglia\, Arturo Cirillo\, Michelangelo Dalisi\, Rosario Giglio\, Giovanni Ludeno\, Monica Piseddu\, Antonella Romano\, Sabrina Scuccimarra\nscene/luci Massimo Bellando Randone\, Andrea Narese\nmusiche Francesco De Melis\ntraduzione di Cesare Garboli\, costumi Gianluca Falaschi\nuna produzione Nuovo Teatro Nuovo/Mercadante in collaborazione con Città di Urbino/Teatro Sanzio e Amat \nLa stagione di prosa si conclude con un’altra grande opera del teatro moderno\, Le intellettuali di Molière\, nella rivisitazione del napoletano Arturo Cirillo\, trent’otto anni e un grande talento registico. Con gli attori della compagnia del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli\, Cirillo dà vita a una vivace esplosione di scene e quadri corali e molto giocosi\, dove il napoletano dà spesso il suo accento a una Parigi del diciassettesimo secolo. Le intellettuali mette faccia a faccia le ragioni del cuore e la supremazia della ragione\, tra personaggi accomunati da una generale mancanza di buonafede. Uno spettacolo divertente e intelligente\, dove la comicità è strumento per smascherare l’ipocrisia\, fra “parrucche che volano\, paraventi fatti di specchi deformanti\, corpi compressi e repressi in bustini seicenteschi\,  canzonette per clavicembalo e musica colta per chitarra elettrica\, un’opulenza pacchiana\, una recitazione continuamente tendente al delirio e al visionario\, una tronfia abbuffata finale in cui l’ordine perbenista trionfa su tutto e tutti”.
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SUMMARY:Luna Nueva
DESCRIPTION:21 marzo 2007 ore 21 \n\n\nMIMBRALES in Luna Nueva\ncon Manuela Carretta\, Marta Roverato\, Antonieta Vasquez (prime ballerine)\n\n\nRossano Tosi (ballerino)\nCarmen Amor (cantaora)\nMichele Pucci (chitarra)\, Frank De Franceschi (cajon e chitarra resofonica)\n\n\nmusiche tradizionali flamenche e musiche originali della compagnia\n\n\n\nproduzione Associazione Alhambra \nIl Flamenco è l’arte gitana per eccellenza\, una miscela inestricabile di amore ed odio\, gioia e tristezza\, dolore e felicità. Ha il colore assordante dell’Andalusia\, la pienezza antica della sua terra\, il sapore luminoso del mare che la circonda. E’ inevitabile dunque che nell’universo ritmico ed armonico del flamenco echeggi la storia  del popolo gitano\, il loro lungo viaggio dall’India verso l’Europa\, le persecuzioni subite nei secoli\, finendo per tratteggiare un affresco sulle radici culturali di questo popolo.\nL’arte flamenca è legata in modo indissolubile al “cante” (il canto) e alle sue “letras”\, le strofe poetiche con cui si esprime l’essenza stessa della visione gitana della vita. Accompagnamento fondamentale del canto sono le “palmas” (il battito delle mani):  originariamente rappresentavano l’unico mezzo usato per scandire il ritmo. Successivamente alle mani subentra o si affianca la “guitarra” (chitarra)\, che diventa presto lo strumento principe del flamenco\, sia nell’accompagnamento al “cante” e al “baile” (la danza)\, che come strumento solista.\nNel corso degli ultimi anni\, la ricerca di nuove modalità espressive ha dato un grande impulso alla contaminazione tra flamenco ed altre culture musicali\, anche se le sue radici gitane continuano a dare prova della loro vitalità. \nLuna Nueva è un omaggio alle radici gitane del flamenco capace di ricreare l’atmosfera tipica dei “tablaos” andalusi\, i locali in cui gli “aficionados” frequentano per vivere la passione per il flamenco. La Compagnia Mimbrales vede protagoniste tre danzatrici e un danzatore\, in coreografie corali e in intensi pezzi solisti. Le loro danze appartengono al flamenco “chico”\, un flamenco dal carattere allegro e divertente\, e al flamenco “jondo”\, un flamenco più  drammatico e appassionato. La parte danzata dello spettacolo è accompagnata da brani per sola voce e per chitarra.
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SUMMARY:Muradôrs
DESCRIPTION:14 marzo 2007 ore 21 \ndi Edoardo Erba\ntraduzione di Fabiano Fantini e Claudio Moretti\nregia Rita Maffei\ninterpreti Fabiano Fantini\, Camilla Frontini/Angelica Leo\, Claudio Moretti\nassistente alla regia Erika Antonelli\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia / Teatro Incerto \nDopo Maratona di New York\, Muradôrs vede per la seconda volta gli interpreti del Teatro Incerto e la regista del CSS Rita Maffei alle prese con una commedia di Edoardo Erba. Questa volta il friulano va a sostituirsi al romanesco dell’originale\, per raccontare – con la concretezza del linguaggio quotidiano\, l’ironia irresistibile del dialogo serrato e un’inesauribile inventiva rispetto alle situazioni tipiche del teatro di Erba – l’improbabile giornata di lavoro di due muratori assoldati  da un fantomatico impresario per costruire un muro a chiusura del boccascena di un teatro ormai in disuso ma vincolato dai Beni culturali. La sua futura destinazione: il magazzino di un ipermercato. Un brutto affare abusivo che impegna i due lavoratori al nero durante una lunga notte ricca di sorprese…\nFabiano Fantini\, Angelica Leo (un’affascinante signorina Giulia appositamente uscita dalle pagine di Strindberg) e Claudio Moretti danno vita a uno spettacolo popolare e incantevole\, che consegna agli attori la possibilità di parlare del presente\, delle difficoltà\, delle ansie e delle nevrosi dell’oggi e dei lavoratori\, attraverso uno sguardo ironico e fantastico.
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SUMMARY:Amalia Grè
DESCRIPTION:8 marzo 2007 ore 21 \nPer la festa della donna\, abbiamo voluto invitare a Cervignano Amalia Grè\,  una voce di grande impatto e una musicista di sensibilità e tecnica non comuni\, in grado di spaziare tra jazz e canzone d’autore con eguale intensità.  Amalia Grè nasce a Ostuni (Brindisi) 40 anni fa. Dopo essersi diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Perugia\, decide di seguire la carriera di cantante. Nel novembre 2003 viene pubblicato il suo primo album con etichetta Emi. Per la critica e il pubblico è una vera rivelazione. L’album supera ogni aspettativa vendendo oltre 40.000 copie. Segue un tour di successo che tocca quasi tutti i maggiori teatri italiani tra cui l’Auditorium di Roma.\nA febbraio 2006 è pronto il suo secondo album\, Per Te\, ed è una conferma del suo talento.
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SUMMARY:La locandiera
DESCRIPTION:25 febbraio 2007 ore 21 \ndi Carlo Goldoni\nregia Giancarlo Cobelli\ninterpreti Mascia Musy (Mirandolina)\, Francesco Biscione\, Paolo Musio\, Massimo Cimaglia\, Alessandra Celi\, Federica De Cola\, Andrea Benedet\, Antonio Fermi\, Vincenzo Rollo\, Pippo Sottile\, Antonio Burgio\nscene/luci Alessandro Ciammarughi\, Robert John Resteghini\nuna produzione Compagnia del Teatro Moderno/Teatro stabile del Veneto/Europa Duemila \nNel 2007 ricorrono trecento anni dalla nascita di Carlo Goldoni\, forse il più importante autore italiano teatrale di tutti i tempi. Un autore ancora vitalissimo e molto rappresentato. Uno dei suoi massimi estimatori è senz’altro Giancarlo Cobelli\, regista ricco di inventiva e raffinata conoscenza del teatro che per festeggiare l’anniversario goldoniano riporta in scena il suo capolavoro più noto\, La locandiera. Già nel 1979 Cobelli aveva firmato una memorabile versione dell’opera\, con Carla Gravina nella parte della protagonista\, uno spettacolo elegante\, un po’ “noir”\, con una forte componente sensuale.  Venticinque anni dopo\, lo stesso regista sceglie Mascia Musy\, una delle migliori giovani interpreti italiane\, per interpretare una Mirandolina –donna d’affari\, rappresentante di una borghesia disposta a tutto nel nome del dio denaro. Uno spettacolo da consigliare  agli estimatori della nostra migliore tradizione teatrale per la raffinata messa in scena\, ma anche ai giovani\, per la sua capacità di creare una dimensione diversa e lontanissima da quella televisiva e restituire ai personaggi goldoniani uno spessore di vera umanità.
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SUMMARY:Frank London Klezmer Brass All Stars
DESCRIPTION:20 febbraio 2007 ore 21\n\nLo stile originario dei klezmorim rivive grazie a questi straordinari musicisti newyorchesi riuniti attorno a Frank London\, “the King of Klezmer-Trumpet”.\nFormazione di ottoni provenienti dai più famosi gruppi klezmer del mondo (Klezmatics\, Hasidic New Wave\, Naftule’s Dream\, Paradox Trio\, Les Miserables Jazz Band\, Shirim)\, la Klezmer Brass All Stars rivolge tutto il suo interesse sulla ricerca delle radici della musica klezmer nell’Europa dell’est.\nIl progetto di Frank London mira a scoprire i modi in cui la musica klezmer ha viaggiato nel tempo\, come ha attraversato i confini del mondo e interagito con i suoni delle altre tradizioni popolari. La sintesi che ne scaturisce da questo lavoro riesce a evocare una musica immaginaria e densa di fascione che fonde aspetti del jazz\, della musica delle gypsy brass band e del klezmer.
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SUMMARY:Lei dunque capirà...
DESCRIPTION:15 febbraio 2007 ore 21 \ndi Claudio Magris\nregia Antonio Calenda\ncon Daniela Giovanetti\nscene/luci Pier Paolo Bisleri\, Nino Napoletano\nmusiche Germano Mazzocchetti\ncostumi Elena Mannini\nuna produzione Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia \nLei dunque capirà ripercorre in modo assolutamente attuale ed emozionante uno dei miti che meglio hanno saputo raccontare la passione amorosa e i suoi atti estremi: il mito di Euridice\, il fallimento del suo viaggio di ritorno dall’Ade al fianco dell’amato marito Orfeo\, sceso vivo negli inferi pur di riaverla con sé.\nDi questo toccante e antico racconto\, Claudio Magris – il celebre germanista triestino che ha scritto il monologo pensando a Daniela Giovanetti – coglie e restituisce il senso profondo ed universale\, scorgendo ed offrendo al pubblico anche autobiografici: accenti di un universo poetico coinvolgente e struggente espressi attraverso una scrittura che armonizza\, con raffinatezza altissima\, consapevolezza culturale e intensa sensibilità. \nAttraverso le parole di una donna prigioniera di un Ade talvolta angosciante e kafkiano\, talvolta rassicurante – conosciamo ogni vibrazione dell’animo degli amanti lontani: la reciproca nostalgia\, i loro sogni\, la forza di Euridice\, le paure\, la drammatica solitudine di Orfeo\, l’amore\, i sensi di colpa\, l’estremo sacrificio…
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SUMMARY:Mickey Finn plus Cuong Vu
DESCRIPTION:24 gennaio 2007 ore 21\n\nGiorgio Pacorig – fender Rhodes\nDanilo Gallo – basso acustico\nEnrico Terragnoli – chitarra\nZeno De Rossi – batteria\nospite\nCuong Vu – tromba \nUn appuntamento con la musica al suo stato più puro\, dove l’improvvisazione si impone come metodo compositivo collettivo ed istantaneo. Ne scaturiscono segni sonori asciutti come aforismi zen lasciati cadere su pulsazioni ipnotiche e febbrili. Squarci di una psichedelia nuova\, dalla valenza visuale\, cinematografica. Diluizioni di suono trovate con un istinto killer per proporzioni e colori. Spostamenti in tempo reale guidati solo da radi ma nitidissimi punti di riferimento micro-tematici.\nLa chitarra di Enrico Terragnoli è una scatola dei suoni dagli illimitati doppifondi. Il Rhodes di Giorgio Pacorig si smaterializza per emanciparsi dai limiti della propria letteratura tradizionale. Il basso di Danilo Gallo si aggira scuro dalle parti delle budella e il drumming di Zeno de Rossi e’ qui davvero imprendibile.\nLa presenza di un ospite d’eccezione come Cuon Vu eleva ulteriormente il progetto. Il musicista coreano è infatti uno dei massimi esponenti della nuova generazione di jazzisti sperimentali. Le sue collaborazioni con Pat Metheny\, David Bowie\, Laurie Anderson\, Myra Melford\, Dave Douglas e molti altri\, testimoniano della grande considerazione di cui gode nella scena artistica contemporanea.
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SUMMARY:Brundibar
DESCRIPTION:30 gennaio 2007 ore 21 \nconcerto – spettacolo proposto in occasione de\nLA SHOAH E OLTRE – GIORNATA DELLA MEMORIA \ndi Hans Kràsa\nregia Giorgio Monte e Manuel Buttus / teatrino del Rifo\ncon Associazione musicale Artemìa di Torviscosa\nPiccolo Coro\nCoro Voci Bianche\ndiretti da Denis Monte\, Barbara Di Bert\nEnsemble Strumentale: Patrizia Dri pianoforte\, Elena Paroni clarinetto\, Sebastiano Titton flauto traverso\, Andrea Valent fisarmonica\, Emanuele Battistella chitarra\, Mattia Martincigh percussioni\nscenografie Laura De Nadai\nmusiche Coro Voci Bianche\, Piccolo Coro e l’Ensemble Strumentale dell’Associazione musicale di Artemìa di Torviscosa\nuna produzione Associazione Artemìa di Torviscosa e teatrino del Rifo \nToccante riproposta dell’operina musicale per bambini scritta nel 1941 dal compositore ceco Hans Kràsa\, poco prima di essere internato nel ghetto di Terezin\, la piccola città cecoslovacca di 6000 abitanti che\, con atroce beffa e ambigua propaganda per gli osservatori occidentali\, Hitler spacciò per città “modello” donata agli ebrei per la loro protezione. Nei tre anni seguenti vi furono stipati 140.000 ebrei\, destinati in realtà ai Lager e costretti intanto a  mimare una vita “normale”. Ma essi trovarono nell’arte e nella musica forme residue di speranza. Come con Brundibar\, replicata 55 volte\, l’ultima delle quali in un teatro vero e proprio\, adatto alle riprese di una troupe cinematografica mandata per l’occasione da Berlino. In seguito tutti i componenti dell’orchestra\, i collaboratori e i bambini\, che vi avevano partecipato\, finirono ad Auschwitz. \nBrundibar racconta la storia – metaforica – di due bimbi che sconfiggono un prepotente. E il ritmo ternario del valzer di Brundibar diventò l’inno dei prigionieri di Terezín\, la colonna sonora di una residua speranza di libertà. In occasione della Giornata della Memoria\, per La Shoah e oltre\, Brundibar verrà eseguita da 50 giovani coristi dell’Associazione Artemìa di Torviscosa diretti da Denis Monte e Barbara Di Bert\, con l’accompagnamento del sestetto strumentale Artemìa\, mentre la messa in scena si avvarrà del segno registico di Giorgio Monte e Manuel Buttus del teatrino del Rifo\, autori del percorso teatrale di narrazione e comprensione dell’opera.
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SUMMARY:Il bar sotto il mare
DESCRIPTION:23 gennaio 2007 ore 21 \ndi Stefano Benni\nregia Giorgio Gallione\ncon Fabio De Luigi\nscene/luci Guido Fiorato\, Aldo Mantovani\nmusiche Paolo Silvestri\nuna produzione Teatro dell’Archivolto \n“Tutto può accadere nel Bar sotto il mare. Un bar in cui tutti vorremmo capitare una notte\, per ascoltare i racconti del barista \, dell’uomo con la gardenia\, della sirena\, del mezzo marinaio\, dell’uomo invisibile\, della vamp e degli altri misteriosi avventori” racconta divertito Giorgio Gallione\, il regista di questa nuova versione dei racconti di Stefano Benni\, scrittore\, giornalista\, umorista e poeta di eccezionale talento comico. Tra pezzi rock e canti di sirene\, fiaba e malia\, Fabio de Luigi\, volto televisivo e teatrale di una comicità intelligente e surreale\, ci fa entrare in questo luogo dove sono stipate assurde\, comiche\, improbabili storie di naufraghi del mondo.\nLe loro storie\, in forma di ballata\, di poesia comica e graffiante\, di catastrofica pantomima da cinema delle comiche\, diventano i numeri di un varietà ghignante\, di uno show paradossale dove tutti\, dall’emulo di John Belushi al Folle Lupo Solitario in cerca di Cappuccetto Nero\, rivivono le loro deliranti vicende.
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SUMMARY:Luis Rizzo / Tango Argentino
DESCRIPTION:19 gennaio 2007 ore 21\n\nProduzione originale che vede interagire alcuni straordinari musicisti argentini guidati dal leader Luis Rizzo\, chitarrista inimitabile e massimo compositore dell’era post Piazzolla nel suo Paese e comprendente Victor Hugo Villena al bandoneon\, Jorge Loiotile al contrabbasso e Anna Guyenot al pianoforte\, con un gruppo di danzatori di tango della nostra regione che renderanno forma visiva alle suggestioni sonore tipicamente sudamericane. Un incontro intrigante\, tra ritmi irresistibili e soffuse atmosfere tanghere\, tra composizione e improvvisazione\, fra tradizione e modernità.
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SUMMARY:Nel fondo del bicchiere
DESCRIPTION:9 gennaio 2007 ore 21 \ntratto dal romanzo Aspro e dolce di Mauro Corona\nregia Sabrina Morena\ncon Fulvio Falzarano\, Riccardo Maranzana e Alessandro Mizzi\nscene e costumi Andrea Stanisci\nluci Michele Sumberaz Sotte\nufficio stampa Beniamino Pagliaro\nmusiche Rosario Guerrini e Marco Germini\nideazione e drammaturgia di Riccardo Maranzana e Sabrina Morena\nassistente alla regia Caterina dalla Zonca\nuna produzione Associazione culturale “Spaesati” / Bonawentura / Teatro Miela in collaborazione con ERT – Ente Regionale del FVG \nNel fondo del bicchiere è tratto dalle pagine del romanzo Aspro e dolce di Mauro Corona\, lo scrittore\, scultore e alpinista di Erto\, il paese più colpito dal disastro della diga del Vajont. Con una scrittura che trabocca di amore per una comunità e rispetto per la natura – per gli alberi\, gli animali e le montagne – Corona si addentra per contrasto nella sua biografia alcolica\, un viaggio on the road sulle strade di montagna fra la Val Cellina e Longarone\, percorse  con i suoi amici\, compagni di vita e di bevute.\nFulvio Falzarano\, Riccardo Maranzana e Alessandro Mizzi incarnano  i diversi personaggi del romanzo\, gli amici con cui si trascorre il sabato sera alla ricerca di una felicità che si può conquistare apparentemente solo bevendo. Una compagnia con la quale ogni nuova uscita diventa un’avventura che dal divertimento si trasforma in follia\, qualche volta in tragedia\, più spesso in commedia dell’assurdo. Quell’istante di allegria che il bicchiere sembra regalarti e l’amaro che si trova  in fondo – profondo paradosso di questo stile di vita – sono le cifre di questo spettacolo\, un gioco alla ricerca del senso della vita che continua a sfuggire di mano\, senza mai riuscire ad afferrarla.
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SUMMARY:Friuli Venezia Giulia Gospel Choir
DESCRIPTION:12 dicembre 2006 ore 21 \nUna formazione vocale che nel corso degli anni si è guadagnata uno spazio importante nello scenario musicale regionale e che ha saputo\, lavorando con costanza e forte impegno\, raggiungere ottimi livelli in un genere musicale particolare come il canto Gospel e Spiritual. Il gruppo\, coordinato artisticamente dalla sapiente mano di Rudy Fantin\, propone un vasto repertorio di canti gospel e delle origini afroamericane del blues. Un concerto ideale per immergersi nel clima del periodo natalizio.
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SUMMARY:Miserabili. Io e Margareth Thatcher
DESCRIPTION:6 dicembre 2006 ore 21 \nregia Marco Paolini\ncon Marco Paolini e I Mercanti di Liquore: Lorenzo Monguzzi (voce e chitarra acustica)\, Piero Mucilli (fisarmonica)\, Simone Spreafico (chitarra classica flamencata)\nmusiche I mercanti di liquore\nuna produzione Jolefilm \nMarco Paolini ha saputo narrare con lucidità e completezza di informazione alle platee teatrali alcuni inquietanti fatti di cronaca italiana\, spesso ancora avvolti nel mistero (su tutti Il racconto del Vajont  e I-TIGI Racconto per Ustica). Dopo Adriatico\, Tiri in porta\, Liberi tutti\, Aprile ’74 e ‘75\, Stazioni di transito\, il nuovo spettacolo di Paolini\, Miserabili. Io e Margaret Thatcher\, va ad aggiungere una nuova puntata ai suoi Album di storie italiane\, al centro delle quali ci sono le istantanee\, gli eventi\, le mode e i costumi in cui intere generazioni si possono riconoscere. Immerso nell’era “anni Ottanta”\, Miserabili\, è la storia di certi italiani\, di un pezzo d’Italia\, di una zolla\, di una gleba. “Una storia glebale”\, la chiama Paolini\, che anche per questa avventura ha voluto con se gli amici musicisti della band dei Mercanti di Liquore.
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SUMMARY:La Piccola Orchestra Apocrifa / La buona novella
DESCRIPTION:28 novembre 2006 ore 21 \ndi Fabrizio De Andrè \nUna delle prime e sconvolgenti opere del nostro più grande e compianto cantautore\, Fabrizio De Andrè\, viene riproposta\, proprio in virtù della sua valenza ed interesse ancora assolutamente attuali e vivi\, nella rilettura in cui si cimenta il suo fido compagno di avventure musicali\, il chitarrista e arrangiatore Giorgio Cordini\, assieme a un gruppo versatile e suggestivo\, composto da archi e percussioni\, che prevede: Giorgio Cordini chitarra e bouzouki\, Michele Gazich violino e viola\, Stefano Zeni violino e viola\, Daniela Savoldi violoncello\, Enzo Santoro flauto traverso\, Gaspare Bonafede percussioni\, Alessandro Adami voce\, Denise Pisoni cori\, Maria Cordini cori. Ai brani legati ai Vangeli apocrifi  – da cui De Andrè trasse una originale ricostruzione della vita e della figura di Cristo –  seguiranno anche altri storici frammenti della produzione del cantautore genovese scelti tra i suoi innumerevoli successi.
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SUMMARY:Platero y yo
DESCRIPTION:6 novembre 2006 ore 21 \nregia Juan Ramón Jimènez\ncon Moni Ovadia (voce narrante) e Emanuele Segre (chitarra)\nmusiche Mario Castelnuovo-Tedesco\nuna produzione Òylem Gòylem Produzioni \nMoni Ovadia apre la nuova stagione di prosa a Cervignano con la suggestione della sua voce\, il suo canto\, per una serata poetica ed emozionante. Accompagnato da Emanuele Segre – uno dei migliori talenti alla chitarra classica in Italia (vanta concerti da solista con Yuri Bashmet e i Solisti di Mosca\, con la English Chamber Orchestra diretta da Salvatore Accardo\, l’Orchestra del Teatro alla Scala)\, Moni Ovadia ci farà conoscere l’opera di Juan Ramón Jiménez\, poeta spagnolo e Premio Nobel per la letteratura.\nPlatero y yo (Platero e io) è la storia allegorica di un’insolita amicizia: quella fra l’asino Platero e un poeta. In un viaggio immerso in un morbido paesaggio andaluso\, il poeta ritrova assieme al suo fedele compagno i luoghi della giovinezza e con essi – fra illusioni e certezze – uno struggente sentimento di amore per la vita. Ovadia e Segre ripercorrono questo itinerario attraverso 13 quadri scelti fra le bellissime liriche di Jiménez e le composizioni di Mario Castelnuovo-Tedesco\, il musicista italiano di origine ebraica rifugiatosi negli Studi Uniti dopo l’applicazione delle leggi razziali in Italia.
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SUMMARY:Lasciami andare madre
DESCRIPTION:18 aprile 2006 ore 21 \ntratto dal romanzo di Helga Schneider\nregia Lina Wertmüller\ncon Roberto Herlitzka e Milena Vukotic\nimpianto scenico Enrico Job\nmusiche Italo Greco e Lucio Gregoretti\ncostumi Enrico Job\nuna produzione Teatro Eliseo \nLasciami andare madre è un musikdrama diretto dalla regista cinematografica e teatrale Lina Wertmüller\, tratto dal romanzo autobiografico di Helga Schneider\, bambina dall’infanzia desolata\, oggi scrittrice affermata.  A sessantant’anni dal crudele abbandono della madre – hitleriana convinta disposta a tutto pur di seguire il suo führer – Helga ritrova la madre novantenne che la supplica di darle un po’ di affetto\, di chiamarla “mammina”. Come in un delirio notturno\, dall’incontro riemergono frammenti del passato\, i personaggi della sua triste infanzia\, ma soprattutto il ritratto di un’epoca\, quella dominata dal nazismo e dal fanatismo ideologico e poi travolta dalla guerra. Nello spettacolo Roberto Herlitzka\, uno dei più bravi e singolari attori del nostro teatro\, veste mirabilmente i panni della madre ex SS\,  mentre Milena Vukotic interpreta il ruolo di Helga con una sensibilità sottile e intelligente\, entrambi bravissimi oltre che a recitare\, anche nelle parti cantate. Da non perdere.
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SUMMARY:La nave fantasma
DESCRIPTION:18 marzo 2006 ore 21 \ndi Giovanni Maria Bellu\, Renato Sarti e Bebo Storti\nregia Renato Sarti\ninterpreti Bebo Storti e Renato Sarti\nuna produzione Teatro della Cooperativa \nIl 25 dicembre 1996\, nel mare tra la Sicilia e Malta\, affondò un piccolo battello carico di immigrati. 283 vittime\, la più grande tragedia navale dal Dopoguerra. Eppure i mass media\, eccetto rare eccezioni\, iniziarono a parlare della vicenda solo cinque anni dopo\, a seguito del reportage di Giovanni Maria Bellu di Repubblica. Ma nonostante le immagini trasmesse dalle tv di tutto il mondo\, gli appelli di quattro Premio Nobel\, a tutt’oggi la nave fantasma resta in fondo al mare. Bebo Storti e Renato Sarti cercano di riconsegnare questo episodio alla Storia\, senza menzogne e omertà\, con la forza di un teatro civile\, commovente\, senza rinunciare al divertimento. Un cabaret-tragico che coinvolgerà in prima persona anche il pubblico in un paradossale e ironico quiz televisivo e nei mille trasformismi e nelle imitazioni che hanno reso popolare Bebo Storti.
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SUMMARY:Polifonico di Ruda e del Friuli Venezia Giulia / Sacro e profano tra Ottocento e Novecento
DESCRIPTION:16 marzo 2006 ore 20:45\n\nDirettore: Fabiana Noro \nLa contrapposizione tra sacro e profano ha lacerato l’Ottocento per sfociare nel secolo breve in due guerre catastrofiche. L’ambizione racchiusa nel programma di questo concerto\, ad opera del Coro Polifonico di Ruda e del Friuli Venezia Giulia\, è di rileggere questi due secoli attraverso un percorso musicale per cercare di capire i perché dei drammi scaturiti nel Vecchio continente.\nIl concerto poi viene impreziosito dall’utilizzo di diversi strumenti: dal pianoforte all’organo fino ai timpani\, quasi a cercare una sonorità che  si scompone e si lacera a mano a mano che si arriva ai giorni nostri. Infine la peculiarità delle voci maschili. A livello internazionale è ormai sempre più difficile trovare complessi a voci pari di livello. Il Polifonico di Ruda si inserisce in questo filone rinnovando una tradizione quasi centenaria del basso Friuli\, con l’intento di rilanciarla ma anche di scrivere pagine di qualità sfruttando un repertorio esclusivo\, di difficile ascolto e di altrettanto fascino.\nLa peculiarità del programma scelto sta nel proporre autori del Novecento o contemporanei (italiani\, stranieri\, ma anche della nostra regione – a testimonianza dell’impegno del Polifonico verso i compositori di queste terre) che nella musica vocale hanno saputo esprimere livelli di lirismo e di raffinatezza ineguagliabili: parliamo di autori quali Schubert\, Schumann\, Rossini\, Mendelssohn\, Saint-Saens e Kedrova e i moderni Britten\, Bonato\, Part\, Barber\, Biebl\, Visintin e Miani.
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SUMMARY:Un'indimenticabile serata
DESCRIPTION:20 febbraio 2006 ore 21 \nda Achille Campanile\nregia Antonio Calenda\ncon Piera Degli Esposti e con Stefano Galante\, Stefano Bembi\nscene Pier Paolo Bisleri\nmusiche Germano Mazzocchetti\ncostumi Pier Paolo Bisleri\nuna produzione Il Rossetti/Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \nPiera Degli Esposti incontra il teatro di Achille Campanile. Le pagine del più grande umorista italiano del Novecento\, molte delle quali inedite\, diventano corpo teatrale in un collage costruito sulle irresistibili corde comiche dell’attrice. Con curiosità e libertà ecco allora rivivere\, con un’attualità spiazzante\, l’Italietta piccola piccola delle fulminanti tragedie in due battute di Campanile\, dei suoi drammi giocati sui qui pro quo e sugli equivoci\, i monologhi fatti di giochi di parole\, di assonanze e di formidabili slittamenti di significato. Un’indimenticabile serata è una piéce sottile e raffinata\, fatta anche di musica e di poesia: accanto a Piera Degli Esposti ci sarà un altro attore\, Stefano Galante\, e dal vivo i gustosi commenti musicali del maestro Stefano Bembi.
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SUMMARY:Mauro Pagani Band + Gavino Murgia / Creuza de Ma’
DESCRIPTION:2 febbraio 2006 ore 20:45\n\nMauro Pagani è tra fondatori della Premiata Forneria Marconi\, che lascia nel ’77 con un bilancio di quattro LP\, tournée in America\, Giappone\, Europa e  in tutta Italia. Nel 1979 esce il primo album da solista: “Mauro Pagani”. Nell’84 inizia a collaborare con Fabrizio De Andrè\, di cui sarà produttore ed arrangiatore per dieci anni. Insieme scrivono “Creuza de Ma”. Esce anche il suo secondo solo: “Passa la bellezza”. Compone le colonne sonore di “Puerto Escondido” e “Nirvana”. Rileva gli “Studi Regson” di Milano\, che ristruttura e ribattezza “Officine Meccaniche”. Collabora con Bluvertigo\, Zucchero e Almamegretta. Il suo nuovo CD esce alla fine del ‘99. Pochi anni dopo\, un’altra sfida: “2004 Creuza de Ma”; l’album è l’appassionata rilettura del lavoro omonimo\, scritto con de Andrè e diventato leggendario. Il disco è un piccolo capolavoro.\nA Cervignano\, lo accompagnerà Gavino Murgia\, polistrumentista e ricercatore che opera tra cultura etnica sarda e etnia mondiale.
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SUMMARY:La forma delle cose
DESCRIPTION:1 febbraio 2006 ore 21 \ncoreografia Roberto Castello\ncon Roberto Castello\, Alessandra Moretti\, Gabriella Secchi\, Ambra Senatore\, Stefano Questorio\, Francesca Zaccaria\nprogetto luci Gianni Pollini\nvideo e costumi Aldes\nuna produzione Aldes \nLa forma delle cose è una fotografia sul presente\, uno sguardo sull’oggi e sulla percezione del tempo\, un grande collage di immagini e situazioni che facilmente riconosceremo. Danzatore fra i migliori della “nidiata” allevata negli anni Ottanta a Venezia dalla coreografa americana Carolyn Carlson\, Castello raggruppa in maniera imprevedibile e ironica\, intrecciando movimento\, parola\, video e musica\, materiali della realtà quotidiana. Un grande cronometro scandisce lo scorrere dei secondi\, siglando al suono di un campanellino mini- sequenze create da sei danzatori che elencano “le cose belle della vita”\, fanno il verso a Totò e alle sue marionette umane\, sognano un mondo senza 11 settembre.
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SUMMARY:Othello. Per morire in un tuo bacio
DESCRIPTION:16 gennaio 2006 ore 21 \ntragedia in musica per due attori solisti di Stefania Bertola e Michele Di Mauro\nregia Michele Di Mauro\ninterpreti Michele Di Mauro e Lucilla Giagnoni\nscene\, costumi e luci Lucio Diana\ntastiere e campionamenti Paolo Serazzi\, violoncello Carlo Bertola\, voce Patricia Lowe\nmusiche originali di Paolo Serazzi\nuna produzione Teatro Juvarra \nOthello. Per morire in tuo bacio è un tragi-musical per due attori\, un gioco virtuosistico di parole e musica costruito su una grande storia di passione\, potere e gelosia\, che ormai sappiamo a memoria\, ma che ci piace sempre riascoltare. Una coppia brillante di attori\, Michele Di Mauro e Lucilla Giagnoni interpretano e raccontano tutti i personaggi in un vortice di concertazione operistica. Una coppia che snocciola il girotondo di tutte le altre figure del dramma shakespeariano: Othello e Desdemona\, Jago ed Emilia\, Cassio e Bianca\, tutti\, invischiati nell’inestricabile ragnatela generata dalle parole\, in una giostra evocativa senza limiti e confini.\nQuesto Othello rilegge\, ritraduce\, rimastica\, riscrive e mette in musica\, anche con gran divertimento\, il risultato di un lavoro che parte dalle parole di Shakespeare e arriva a quelle di Nabokov\, passando attraverso le note di Verdi\, di Eminem e dei Balanescu.
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