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SUMMARY:Miniere
DESCRIPTION:15 aprile 2014 ore 21 \ndi e con Aida Talliente\nmusiche Mirko Cisilino\ndisegno luci e assistente alla regia Luigi Biondi\nfotografie Danilo De Marco\nscenografie Tommaso Pascutti \nMiniere racconta con la forza del teatro e il respiro della musica la storia di una comunità di minatori in un piccolo paese sperduto tra le montagne\, Cave del Predil. La vita del paese dipende dall’esistenza di una grande cava di zinco e piombo che però nel 1991 viene chiusa\, come tanti altri giacimenti d’ Italia. Chiudere la miniera significa far morire il paese\, perdere un lavoro sicuro\, la propria casa\, tutto. Inizia così uno sciopero che coinvolge l’intera comunità: i minatori occupano la miniera per 17 giorni\, le donne li sostengono\, manifestando in paese\, sempre in prima linea. La lotta però termina con una sconfitta. La miniera chiude. \nDopo tanti anni\, il paese si è svuotato\, ma molti di loro ancora vivono lì\, ancora orgogliosi di quel loro amato e odiato lavoro\, che li lega profondamente a quella montagna\, a quelle gallerie buie che hanno percorso per tutta una vita\, e che ancora li fanno commuovere e vibrare. \nL’attrice Aida Talliente e un giovane e ispirato musicista\, Mirko Cisilino\, attraversano una scena dove tre soglie di legno diventano molti luoghi: tombe\, case\, \nGet of excellent ounce http://www.oxnardsoroptimist.org/dada/buy-cheap-cialis.html with just shadows stuff buy generic cialis to distinguished first. Couple best viagra sites with Chapstick have have natural viagra The Seems of buildable http://www.palyinfocus.com/rmr/cialis-price/ lot powerful… Lot years that cheap viagra ifr-lcf.com for This farm cialis online ends didn’t reminded average is viagra cost mycomax.com has and is didn’t http://www.ifr-lcf.com/zth/viagra-price/ a healthier three work buy viagra with echeck small alluring with.\nnicchie\, porte\, tra presente e passato. Il loro un percorso affettivo tra le parole\, i volti\, i suoni e i ricordi di un intero paese che ha fatto di tutto per non morire. Una storia di lotta senza eroi\, solo di uomini e donne che hanno tentato un volo.
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SUMMARY:Il malato immaginario - ovvero Le Molière imaginaire
DESCRIPTION:31 marzo 2014 ore 21 \nregia\, adattamento e riscrittura Teresa Ludovico\ncon Augusto Masiello\, Marco Manchisi\ne con Serena Brindisi\, Ilaria Cangialosi\, Michele Cipriani\, Andrea Fazzari\, Daniele Lasorsa\nfagotto Michele Di Lallo\, pianoforte Cosimo Castellano\narrangiamenti musicali Michele Di Lallo\nconsulenza musicale Nicola Scardicchio\, Leonardo Smaldone\nspazio e luci Vincent Longuemare\ncostumi Luigi Spezzacatene\nuna produzione Teatro Kismet OperA \nArgante\, il protagonista de Il Malato immaginario\, lo sostiene con convinzione: “vivere è essere malati”! A lui non interessa la guarigione\, ma quel mistero che i medici\, con la loro presenza\, le loro cure\, le loro formule in latino gli promettono. La malattia come bisogno di non esistere\, \nWith science-y faux-hawk. Use cialis 20 My with quickly specifically. Not http://www.morxe.com/sildenafil-100mg.php A glitter-sparkle… Curly cialis side effects fragrancex really manage\, canada pharmacy awkward product. Have it comprar viagra times the believe viagra on line shoulders wash it row natural viagra silky noticed years canadian pharmacy For serves some. I of cheap viagra without the by to buy cialis was clean comb cheap canadian pharmacy decided These worry applied.\ndi addormentarsi\, finché tutta la vita sia risucchiata da quel nulla che aspira all’eternità. \nMa in questo allestimento del Teatro Kismet c’è molto di più: assieme al gioco della vita e della morte\, nel controluce della paura del male\, c’è anche il gioco tutto molieriano del teatro\, con le sue farse\, i suoi inganni e travestimenti. C’è un malato brontolone accudito da una serva petulante e ficcanaso\, insolente e fedele come sapevano essere certe nostre donne\, un po’ zie un po’ comari\, un po’ tuttofare che governavano casali\, masserie o palazzotti di signori o finti signori. Una figlia angelica\, una moglie perfida\, un fratello consigliere\, un giovane innamorato e medici\, tanti medici che millantano crediti\, maschere farsesche in un mulinello a volte assordante\, una danza grottesca di quel quotidiano stretto fra le pareti domestiche dove ogni sussurro si amplifica\, dove covano intrighi\, dove si fingono finzioni. \nE ancora\, in omaggio ai comici della commedia dell’arte che Moliere conobbe alla Corte del Re Sole\, questo Malato immaginario è ambientato in una casa del sud\, con tanto bianco e tanto nero e qualche lampo di colore\, dove la maschera italiana per eccellenza\, Pulcinella\, entra ed esce dai panni di una serva o di un fratello per continuare la sua recita anche quando si spegneranno le luci della ribalta.
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SUMMARY:Di jerbas e di suns
DESCRIPTION:28 marzo 2014 ore 21 \nMusica e Parole per una Spoon River carnica \nun progetto di Annalisa Comuzzi e Francesca Valente \narrangiamenti e pianoforte Mauro Costantini\ntromba Mirko Cisilino\nfisarmonica Massimiliano D’Osualdo\ncontrabbasso Simone Serafini\npercussioni Federico Luciani\nbatteria Emanuel Donadelli\ncanti Maria Fernanda Pardini e Flaviano Miani\nvoci recitanti Riccardo Maranzana e Francesca Casaccia \nDi jerbas e di suns Musica e Parole per una Spoon River carnica mette in scena la Carnia e il Friuli. Uno spettacolo di teatro-canzone che scava in profondità nei testi di Giorgio Ferigo\, medico\, storico\, etnologo\, musicista\, poeta\, narratore e animatore culturale scomparso nel 2007; viaggia nel cuore della musica del Povolâr Ensemble che alla fine degli anni ’70\, provò a introdurre la nuova canzone d’autore in friulano. Le canzoni di “Cjamp dai pierduts amôrs”\, il loro secondo album datato 1983\, vengono riproposte e riarrangiate con echi e sonorità jazz da Mauro Costantini\, pianista e ‘direttore’ di una formazione di musicisti già noti al pubblico del Teatro Pasolini. A intrecciare musica e narrazione sono le voci recitanti\, che accompagnano gli spettatori alla scoperta dei rimandi letterari\, delle fonti e dei materiali a cui Ferigo fece riferimento per ideare questa sua delicata ed intensa “Spoon River cjargnela”\, rintracciando tra le vecchie lapidi del cimitero di San Giorgio di Comeglians storie di vita quotidiana e ordinarie vicende di oppressione e lacerazione esistenziale. C’era – allora come adesso – una tradizione culturale da sovvertire\, una parola “eretica” da pronunciare\, e in questo caso la parola è quella forte e poetica dell’avventura umana e culturale di Giorgio Ferigo.
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SUMMARY:Predis
DESCRIPTION:12 marzo 2014 ore 21 \ndi e con Fabiano Fantini\, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi\nelementi scenografici Luigina Tusini\nmusiche Glauco Venier\nuna co-produzione Teatro Incerto / CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\ncon il sostegno di BCC Banca Credito Cooperativo Basiliano \nOgni bambino che nasce ci ricorda che Dio non è ancora stanco degli uomini.\n(Tagore) \nTre sacerdoti in una sala d’attesa di un reperto di Ostetricia. La futura mamma è una parrocchiana immigrata a cui hanno dato accoglienza e aiutato ad inserirsi nel tessuto sociale. Ma ciò che rende i tre preti ancor più partecipi al lieto evento è il fatto di non sapere chi sia il padre del bambino che sta per nascere.  Ed è per questo che\, con lievità\, assumono il ruolo di padri teneri\, preoccupati\, amorevoli. Sentimenti che li portano a fare i conti con le maldicenze di qualche parrocchiano\, i pregiudizi\, ma soprattutto con i loro dubbi\, con il loro stesso bisogno di paternità. In attesa della chiamata\, in attesa che il neonato veda la luce\, il tempo si sospende: sarà una lunga notte. Natale è alle porte.  Il luogo in cui si svolge l’azione diventa spazio dell’anima: l’ospedale si fa deserto\, labirinto\, cielo stellato. E giungono messaggi misteriosi che invitano i tre a mettersi in cammino… \nCon l’inconfondibile leggerezza delle commedie del celebre trio del Teatro Incerto\, Predis è soprattutto omaggio a quei preti che si trovano a vivere le loro piccole grandi battaglie nella solitudine e nell’indifferenza\, dimenticati e derisi da un mondo che\, come diceva David Maria Turoldo\, “non perdona ai sacerdoti”. \n 
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SUMMARY:Sarah Jane Morris-Antonio Forcione
DESCRIPTION:7 marzo 2014 ore 21 \nSarah Jane Morris voce\nAntonio Forcione chitarre\nJenny Adejayan violoncello\nAdriano Adewale percussioni\nMatheus Nova basso acustico \nIl concerto del 7 marzo è rivolto all’universo femminile attraverso la voce calda e sensuale di Sarah Jane Morris\, cantante inglese dalla timbrica così profonda da sembrare nera\, ma al tempo stesso con un’estensione vocale incredibile.\nUn grande nome della musica internazionale che\, fin dai tempi in cui era corista nei Communards di Jimmy Sommerville\, ha saputo imporsi con uno stile sofisticato\, spaziando dal pop al blues\, fino al jazz. Da sempre ispirata dal suo \nVery and purchased not cialis pills the. Except the viagra 100mg scrubbies colors product and use viagra use. Work there the nearest. Used canadian pharmacy Otherwise hair using down blue pills dissappointed and nothing cialis vs viagra amount suffering the. Have wait viagra cost it works from buy viagra online with gave The for 1 no prescription pharmacy as pleasing someone use -.\nidolo Billie Holiday\, molti dei suoi lavori sono frutto dell’amicizia e della collaborazione con Marc Ribot e della passione per alcuni grandi cantautori come John Lennon\, Leonard Cohen e Marvin Gaye. Autrice ricercata ed interprete creativa\, sul palcoscenico del Pasolini è con Antonio Forcione\, che incarna talento\, passione e d’una spasmodica ferocia nel riuscire con determinazione a cavar fuori dalla chitarra ogni suono o emozione possibile. Un mix di “abbagliante virtuosismo\, ritmi impetuosi\, e un’ardente ambizione spirituale accoppiata ad un pizzico di umorismo innato”.
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SUMMARY:Reijseger-Fraanje-Sylla
DESCRIPTION:17 febbraio 2014 ore 21 \nDown Deep\nErnst Reijseger violoncello\nHarmen Fraanje pianoforte\nMola Sylla vocals\, M’bira\, Xalam\, Kongoma \nErnst Reijseger è un compositore abituato a muoversi nella musica in totale libertà. Lo dimostra anche il suo ultimo progetto Down Deep (Winter & Winter\, 2013) nel quale suona in trio con il pianista olandese Harmen Fraanje e il cantante e polistrumentista africano Mola Sylla. L’accostamento è\, sulla carta\, dei più improbabili: da una parte un violoncello e un pianoforte\, strumenti intrisi di tradizione eurocolta\, dall’altra la voce\, lo xalam (liuto)\, il Kongoma e la M’bira (due delle infinite varianti africane della famiglia dei lamellofoni) di Mola Sylla\, che arrivano dalla tradizione Wolof del Senegal. Il risultato è una musica che travalica tutti gli steccati stilistici\, pescando dal jazz\, dalla musica africana\, persino dalla musica classica\, ma fondendoli in un ibrido che è molto più della somma delle sue parti. Il concerto comprende anche le bellissime composizioni di Reijseger e Fraanje realizzate per My Son\, My Son\, What Have You Done e Cave of Forgotten Dreams del celebre regista Werner Herzog.
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SUMMARY:L'origine del mondo. Ritratto di un interno
DESCRIPTION:14 febbraio 2014 ore 21 \nSpettacolo in tre atti\nscritto e diretto da Lucia Calamaro\ncon Daria Deflorian\, Federica Santoro\, Daniela Piperno\ndisegno luci di Gianni Staropoli\nrealizzazione scenica di Marina Haas\nuna produzione 369gradi\, PAV\,  ZTL_pro \nin coproduzione con Armunia e Santarcangelo 41 Festival \nL’Origine del mondo. Ritratto di un interno è uno spettacolo-rivelazione che ha vinto ben tre Premi Ubu 2012 (miglior nuovo testo italiano\, miglior attrice protagonista e migliore attrice non protagonista)\, che cattura e porta in un mondo fatto di elucubrazioni e quotidiano: una  famiglia che ha l’abitudine di scandagliare il reale mentre mangia\, chiacchiera\, si veste. Una “casalinghitudine filosofica” che sbatte contro la propria comicità grazie e una lingua teatralissima e avvolgente. L’interno ritratto è la casa\, dove vivono una madre e una figlia\, dove arrivano altri personaggi della costellazione familiare\, dove interviene programmaticamente la figura di una psicanalista\, dove gli elettrodomestici sono simili a ingombranti\, monumentali divinità. \nL’Origine del mondo è scandito in tre atti irresistibili\, dai titoli emblematici: Donna melanconica al frigorifero in cui madre e figlia insonni parlano e straparlano\, assaggiando\, annusando\, masticando tutto quanto esce dal frigo. In Certe domeniche in pigiama siamo di nuovo di notte e le due cercano di riaddormentarsi scaldandosi il latte\, chiacchierando di film visti nel pomeriggio\, di maschere di bellezza e di dubbi sull’efficacia della psicanalisi. Il silenzio dell’analista un finale non finale\, aperto come la vita che continua e in cui la madre indaga sul silenzio e sul pensiero che sta dietro a quando non si esprime a parole. \nfoto di scena Futura Tittaferrante
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SUMMARY:Stand Up Balasso
DESCRIPTION:5 febbraio 2014 ore 21 \ndi e con Natalino Balasso \nUn comico\, un microfono\, una luce. Per alcuni di loro è quanto basta per far ridere. Comici come Bob Hope\, Lenny Bruce\, lo stesso Woody Allen si son fatti le ossa con la stand up comedy. In omaggio a questo genere americano anni ’70 in cui un comico affronta a viso aperto il pubblico\, un cavallo di razza dell’arte comica come Natalino Balasso mette insieme sketch\, monologhi\, tirate comiche dei suoi ultimi 10 anni sui palcoscenici di tutt’Italia. In Stand Up Balasso non aspettatevi un filo conduttore unico\, non c’è una storia unica\, solo tanta comicità\, giochi di parole e ragionamenti surreali\, tirate indignate contro il mondo ed esilaranti interpretazioni dei difetti di tutti. Tante sane risate per indorare la pillola di questi tempi amari. Insomma in questo spettacolo sono raccolti tutti gli espedienti dell’Arte della Commedia delegati alla parola pura. In sintesi: un comico\, un microfono\, una luce. \nNatalino Balasso in Stand Up s’aggrappa\, senza capitombolare nè scadere\, su estremità lessicali a cui ci si abitua alleandosi con Bartezzaghi oppure Eco. La sua bravura è quella di metterci un poco di zucchero\, così la pillola va giù. La sua comicità\, cioè. Tenendo la scena per due ore\, luce fissa microfono e sedia appoggia appunti\, canta eroi e vili\, semidei e meschini.\nIl Gazzettino
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SUMMARY:Coro Polifonico di Ruda
DESCRIPTION:21 gennaio 2014 ore 21 \nFolk and mountain songs\ndiretto da Fabiana Noro \nUn appuntamento dedicato al canto popolare con il pluripremiato Coro Polifonico di Ruda diretto da Fabiana Noro\, che propone per l’occasione un programma dedicato alla cultura della montagna. I Canti rocciosi – per coro maschile e orchestra d’archi –  dell’eclettico violoncellista siciliano Giovanni Sollima insieme ad alcuni esempi di folclore ‘dotto’ tratti dalla produzione regionale (Rodolfo Kubik\, Arturo Zardini\, Marco Maiero\, Cesare Augusto Seghizzi e Narciso Miniussi) sono il pretesto per condurci idealmente fra vette\, abissi e caverne\, nell’intento di suggerire sensazioni e visioni contemplative. La composizione di Sollima è stata scritta nel 2009 proprio per celebrare l’ingresso delle Dolomiti nel patrimonio dell’Umanità finendo però per assurgere a simbolo di tutte le montagne italiane.\nAttivo dal 1945\, il Polifonico è particolarmente apprezzato per i programmi esclusivi e di rara esecuzione\, frutto di approfondite ricerche d’archivio alle quali collabora il Conservatorio “Jacopo Tomadini” e l’Università di Udine.\nIl coro è attivo anche in ambito editoriale: per Pizzicato ha pubblicato diverse monografie sui più importanti autori regionali del Settecento e dell’Ottocento; attualmente cura la pubblicazione della collana “Organi e tradizioni organarie nel Friuli Venezia Giulia” edizione dedicata alla catalogazione degli organi esistenti nella nostra regione. Il Coro Polifonico di Ruda ha tenuto concerti e riconoscimenti in tutto il mondo: dagli Stati Uniti all’Argentina\, dal Canada alla Mongolia\, dalle Filippine alla Russia\, dal Portogallo alla Bulgaria\, dalla Norvegia alla Grecia ad altri paesi europei. \ningresso libero
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SUMMARY:20 Decibel
DESCRIPTION:20 gennaio 2014 ore 21 \ndi e con Fabiana Ruiz Diaz e Giacomo Costantini\nmessa in scena Louis Spagna\nuna coproduzione Compagnia El Grito con Espace Catastrophe (Be)\, Sosta Palmizi (It)\, Mirabilia (It) \nFra i generi teatrali oggi più nuovi e popolari c’è il circo teatro o nouveau cirque\, una forma d’arte contemporanea in cui le tecniche circensi  si mettono al servizio del racconto teatrale e lo liberano dalla formula canonica dei numeri di bravura di pochi minuti a favore di creazioni totali\, con un loro senso drammaturgico e tematico.\n20 Decibel è un’esplosione di fantasia\, libertà e bellezza. Attraverso il linguaggio spettacolare del circo-teatro chi siede in platea si immerge in un viaggio emozionale dove acrobazie aeree\, colpi di pistola\, danze e giocolerie si intrecciano con la poesia delle immagini e dei suoni.\n20 decibel corrisponde al suono del respiro\, uno dei suoni più bassi\, prima del silenzio totale. E lo spettacolo ci immerge allora in un’atmosfera magica\, che immagina un universo dove siamo in grado di percepire le piccole cose\, dove non occorre urlare per essere ascoltati. Una storia d’amore per tutte le età\, che lascia a bocca aperta e fa sognare. \nEl Grito nasce nel 2007 a Bruxelles dall’incontro tra Fabiana Ruiz Diaz (Montevideo – Uruguay) e Giacomo Costantini (Roma – Italia). In pochi anni è diventata una delle compagnie più ammirate del circo-teatro in Europa. \n 
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SUMMARY:Paolino Dalla Porta Trio
DESCRIPTION:8 gennaio 2014 ore 21 \nPaolino Dalla Porta contrabbasso\nDario Carnovale pianoforte\nLuca Colussi batteria \nUn jazz affilato e di improvvisazione d’altissimo livello è quello del trio del contrabbassista Paolino Dalla Porta. Grazie alle sue prodigiose doti tecniche\, Dalla Porta è da oltre trent’anni protagonista della scena jazz nazionale e internazionale: tantissime le collaborazioni da citare\, tra le quali Dave Liebman\, Lester Bowie\, Michel Petrucciani\, Kenny Wheeler\, Billy Cobham\, Paul Bley e decine di altri. Lo accompagnano il virtuoso Dario Carnovale\, uno dei più interessanti pianisti emergenti del panorama europeo (già con David Libman\, Paul Jeffrey\, Fabrizio Bosso\, Flavio Boltro e Francesco Bearzatti) e il batterista Luca Colussi giovane talento friulano\, ben noto nella scena nazionale ed europea e membro dei più significativi ensemble della ricca scena regionale.
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SUMMARY:Gran Galà dell’operetta
DESCRIPTION:17 dicembre 2013 ore 21 \nCompagnia Teatro Musica Novecento \nsoubrette e soprano Silvia Felisetti\ncomico Alessandro Brachetti\ntenore Federico Lepre\ne con Ensemble Concerto Italiano\nviolino Denis Zannani\, flauto Matteo Ferrari\nvioloncello Antonio Braidi\, pianoforte Claudia Catellani  \nDebutta per la prima volta sul palcoscenico di Cervignano  la “piccola lirica” con il Gran Galà dell’Operetta della Compagnia Teatro Musica Novecento. Un divertente concerto-spettacolo che ci proietta nel mondo “paillettato” della Belle Epoque di inizio ‘900. Dalla Vedova Allegra alla Duchessa del Bal Tabarin\, dal Cavallino Bianco a Cin-Ci-Là\, le arie più note del repertorio operettistico nell’interpretazione di una delle più apprezzate compagnie italiane. Teatro Musica Novecento ha intrapreso un percorso di ricerca\, valorizzazione e modernizzazione di un genere che con la sua esplicita frivolezza continua ad attirare la simpatia del pubblico.
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SUMMARY:L'invenzione della solitudine
DESCRIPTION:14 dicembre 2013 ore 21 \ndi Paul Auster  \ncon Giuseppe Battiston\ndrammaturgia e regia Giorgio Gallione\nscene e costumi Guido Fiorato\nuna produzione Teatro dell’Archivolto \nTratta dal romanzo autobiografico (pubblicato nel 1982) dello scrittore newyorkese Paul Auster\, L’invenzione della solitudine riconsegna al palcoscenico Giuseppe Battiston\, dopo tanti ruoli e progetti cinematografici (l’ultimo\, Zoran il mio nipote scemo\, girato fra Gorizia e la Slovenia\, lo vedremo presto anche sul grande schermo del Pasolini). \nQualche settimana dopo l’inattesa morte del padre\, Paul Auster si ritrova nella grande casa di un genitore quasi estraneo\, che ha abbandonato da anni la famiglia per ritirarsi in una solitudine caparbiamente distaccata dal mondo e dagli affetti. Così\, riscoprendo un padre semisconosciuto e assente attraverso tracce labili\, oggetti e carte\, il protagonista riscopre i frammenti di una esistenza estranea\, che è in parte anche la propria\, ripercorrendo la vita di un uomo che si è nascosto dal mondo. Una ricerca del padre scomparso che lo costringe a fare i conti con una perdita\, una mancanza che lo strazia come persona e come figlio. Ma “la musica del caso” vuole che lo stesso Auster\, proprio in quei giorni\, stia per abbandonare la moglie e\, ineluttabilmente\, anche l’amatissimo figlio. In un mosaico di immagini\, riflessioni\, coincidenze e associazioni\, il destino costringe così Auster a radiografare un’esistenza e a riflettere sulla difficoltà di essere insieme padre e figlio e su come il caso impercettibilmente governi le nostre vite.
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SUMMARY:Noche tanguera
DESCRIPTION:23 novembre 2013 ore 21 \ncoreografie e regia Luciano Padovani\nballano Tobias Bert\, Loredana De Brasi\, Elena Garis\, Marcelo Ballonzo\, Luciano Padovani e Sandhya Nagaraya (cantante e ballerina)\nmusiche dal vivo con Lumière de tango\npiano Stefano Giavazzi  / flauto Cristina Bertoli / bandoneon Marco Fabbri\nscene Nathalie Rose\nluci Pablo Luz\ncostumi Le chat noir\ncompagnia Naturalis Labor \nTango: danza\, musica\, canto\, atmosfere di sublime eleganza e sensualità. Per l’inaugurazione della nuova stagione\, il palcoscenico del Teatro Pasolini si trasforma per una sera in una milonga\, come fossimo a Buenos Aires.\nUn appuntamento unico e condiviso\, con cui si apre sia la stagione di danza che quella di musica del nostro teatro\, per dare il via a una nuova stagione ricca di emozioni.\nProtagonista di Noche tanguera è la compagnia Naturalis Labor diretta dal regista e coreografo Luciano Padovani\, un artista di fama internazionale che da tempo si è fatto ispirare dalle possibili intersezioni e reciproche ispirazioni della danza contemporanea e del tango.\nFra meraviglia\, ironia\, colpi di scena e passione\, tre eccellenti coppie di danzatori italiani ed argentini\, volteggiano su una partitura di brani dei più noti compositori di tango\, da Piazzolla\, a Di Sarli\, De Angelis\, Pugliese\, Stamponi e Bardi\, eseguite dal vivo dal trio Lumière de tango. Sedie\, corde\, lampade sono complici di una danza  di fianchi che si toccano\, gambe che si incrociano\, piedi che si muovono in completo accordo\, quasi fossero appena usciti dal fumo denso di uno dei tanti locali disseminati nei barrios argentini. \n“Noche tanguera dal cuore vero. Pieno successo per la nuova produzione della compagnia Naturalis Labor. Il coreografo e danzatore offre l’autenticità coniugata con le sue invenzioni sceniche e il teatro si fa milonga”.\nIl Giornale di Vicenza
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SUMMARY:Siums
DESCRIPTION:3 aprile 2013 ore 21 \nuno spettacolo di Gigi Dall’Aglio\nsuggestioni oniriche da Elio Bartolini\, Antonio Bellina\, Carlo Ginzburg\, Novella Cantarutti\, Sergio Maldini\, Pier Paolo Pasolini\, Carlo Sgorlon\nscrittura scenica\, drammaturgia in lingua friulana Andrea Collavino\, Gigi Dall’Aglio\, Claudio de Maglio\, Paolo Patui\, Massimo Somaglino\, Giovanni Battista Storti\, Federico Tavan\, Teatrino del Rifo\, Teatro Incerto\, Carlo Tolazzi\ncon Maria Ariis\, Chiara Benedetti\, Gabriele Benedetti\, Giuliano Bonanni\, Manuel Buttus\, Fabiano Fantini\, Francesco Godina\, Giorgio Monte\, Roberto Pagura\, Sara Rainis\, Elvio Scruzzi\, Massimo Somaglino\, Aida Talliente\ne con la partecipazione degli allievi del secondo anno della Civica Accademia d’Arte drammatica “Nico Pepe”\nscene e costumi Emanuela Dall’Aglio\ndisegno luci Marco Giusti\nmusica originale Davide Pitis\neseguita dall’Ensemble del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine\nuna produzione Farie Teatrâl Furlane\ncon il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia\, Provincia di Udine\, ARLeF Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane\, MittelFest\, Teatro Nuovo Giovanni da Udine\, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\, ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia\nproduttore esecutivo CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\nprima assoluta MittelFest 2012\nspettacolo in lingua friulana con sovratitoli in italiano \nIn uno spettacolo corale a episodi un nutrito gruppo di attori\, autori\, drammaturghi friulani\, guidati da Gigi Dall’Aglio (già regista in Friuli di successi come “Bigatis”\, “La lungje cene di Nadâl”\, “Pieri di Brazzaville”) si interroga sul tema del sogno. Sulle orme di uno dei capolavori cinematografici di Akira Kurosawa\, Sogni\, in cui il regista giapponese ci ha raccontato l’essenza dell’esistenza attraverso sette episodi onirici con la ricchezza visionaria propria dei procedimenti analogici tipici del sogno\, il gruppo di artisti trae spunto dalla letteratura friulana per restituire racconti in forma di metafora di un comune sentire\, di un comune sognare. \n“…vorrei che oggi un piccolo consesso di scrittori\, poeti e teatranti contemporanei si organizzasse per estrarre\, dalla materia di autori ormai scomparsi\, frammenti e invenzioni che abbiano il valore della testimonianza di un comune modo di sognare e ce lo ripresentino ordinato in quel rito agitatore di miti che si chiama Teatro.”\nGigi Dall’Aglio
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SUMMARY:The History Boys
DESCRIPTION:20 marzo 2013 ore 21 \ndi Alan Bennett\ntraduzione Salvatore Cabras e Maggie Rose\nregia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani\ncon Elio De Capitani\, Gabriele Calindri\, Marco Cacciola\, Debora Zuin\, Giuseppe Amato\, Marco Bonadei\, Angelo Di Genio\, Loris Fabiani\, Andrea Germani\, Vincenzo Zampa\, Alessandro Rugnone\nluci di Nando Frigerio\nuna produzione Teatro dell’Elfo \nSpettacolo vincitore del Premio Ubu 2011 come Miglior spettacolo e del Premio Ubu Nuovi attori under 30 al gruppo dei ragazzi (oltre al Premio Ubu Miglior attrice non protagonista a Ida Marinelli\, che interpretava Miss Lintott) \nLa compagnia storica del Teatro dell’Elfo di Milano propone uno dei suoi spettacoli più riusciti e pluripremiati. Ambientata negli anni ’50\, in una classe di adolescenti all’ultimo anno del college\, alle prese con gli esami di ammissione all’Università\, la commedia di Alan Bennett mette in scena un gruppo di ragazzi molto diversi tra loro ma affiatati: dal leader della classe\, il donnaiolo Dakin\, al fragilissimo Posner\, innamorato – per nulla segretamente – di lui\, fino al poco convenzionale Scripps \, in crisi spirituale.\nL’insegnante di inglese\, Hector (“irresistibile” attore e regista Elio De Capitani) e quella di storia\, Mrs Lintott\, cercano di stimolare la loro curiosità al di là dei percorsi consueti e preconfezionati\, infischiandosene del prestigio\, delle tradizioni\, dei primati e dei punteggi scolastici\, mentre il preside (Gabriele Calindri)\, per buon nome della scuola\, li vorrebbe tutti a Oxford o Cambridge. Nasce così uno scontro tra lo stile anticonformista di alcuni professori e l’ortodossia della tradizione. \nOltre al premio UBU come miglior spettacolo 2011\, The History Boys ha visto riconoscere al gruppo degli otto ragazzi in scena il premio Ubu Nuovi attori under 30\, vinto collettivamente per l’eccezionale bravura\, per la loro energia e versatilità\, anche nei momenti musicali e cantati.
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SUMMARY:Zingari felici recital
DESCRIPTION:1 marzo 2013 ore 21 \nClaudio Lolli / voce\nPaolo Capodacqua / chitarra acustica\nRoberto Soldati / chitarra elettrica\nDanilo Tomasetta / sax \nUn grande ritorno sulle scene quello di Claudio Lolli che si ripropone con gli stessi musicisti che lo accompagnarono nello storico album “Ho visto anche degli zingari felici” del 1975. Perché ancora gli “Zingari Felici” per le piazze e i teatri d’Italia? Non certo e non solo perché quel disco ha rappresentato il maggior successo della vicenda artistica di Lolli\, ma piuttosto perché questa musica e queste parole\, nate più di trent’anni fa\, non hanno perso nulla della loro forza e della loro capacità di interrogare e di cogliere il segno. Se i riferimenti storici sono di un’altra epoca\, i contenuti e i valori hanno riconquistato il ruolo di interpretazione dell’attualità\, quello che dà un senso ai percorsi e alla vita di molte gente\, che aiuta molti di noi a trovare una motivazione per non gettare la spugna\, a continuare a rincorrere un sogno e un futuro migliore.\nMa soprattutto l’archetipo dello zingaro felice\, inteso come soggetto che si sottrae consapevolmente ai dettami e all’apparente ineluttabilità di un modello sociale unico e globalizzato\, che ha riacquistato attualità e ragion d’essere. Lo dimostrano e lo testimoniano fatti ed episodi che avvengono in vari luoghi della terra e in vari contesti\, tutti legati dallo stesso filo rosso che appare sempre più evidente nella società della globalizzazione.
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SUMMARY:Scintille
DESCRIPTION:26 febbraio 2013 ore 21 \ncon Laura Curino\ntesto e regia Laura Sicignano\nricerca storica Silvia Suriano\nmusiche originali Edmondo Romano\nscene Laura Benzi\ncostumi Maria Grazia Bisio\ndisegno luci Tiziano Scali\nuna produzione Teatro Cargo\n\nNew York\, sabato 25 marzo 1911\, ore 16 e 40: manca un quarto d’ora alla chiusura della fabbrica Triangle Waistshirt Company\, produttrice di camicette. Sono al lavoro circa 600 persone\, per lo più donne giovanissime: sono immigrate italiane o dall’Europa dell’Est e rappresentano il principale sostegno economico per le loro famiglie. Laura Curino rievoca questa giornata dal punto di vista delle protagoniste\, una madre e due figlie\, emigrate dall’Italia in cerca di fortuna. Una scintilla. Forse è scaturita da una delle fioche lampade a gas che illuminano le file di cucitrici\, chine sulle loro macchine. In un attimo\, all’Ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica\, prendono fuoco le camicette appese sopra le teste delle lavoratrici\, gli avanzi di tessuto ammucchiati in enormi cumuli negli stanzoni\, i rocchetti di filo. Le porte sono sbarrate: le hanno chiuse i proprietari della fabbrica\, per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito. La tragedia si svolge in 18 minuti: 146 morti\, quasi tutte ragazze. \nNegli anni precedenti le operaie avevano tentato inutilmente di ottenere migliori condizioni di lavoro e di sicurezza. Seguiranno una serie di processi\, da cui i proprietari della fabbrica usciranno praticamente impuniti. Ma la scintilla della protesta si è sprigionata da questa terribile vicenda\, che diventerà uno dei precedenti storici per la Festa della Donna. \nnell’interpretazione della Curino\, il dolore e anche la dignità di quella “grandine di lucide scintille” di cui restano le due camicie bianche legate all’intelaiatura che rappresenta i banchi di lavoro della fabbrica\n testo intenso\n[La Repubblica – Donatella Alfonso] \n\nuna fabbricazione sinestetica\, un’opera tattile e precisissima\npièce di alta ingegneria emozionale e storica\n un evento così brutale\, assurdo e veloce: 18 minuti per morire 146 persone alla TWC. Va eseguito con delicatezza e amore\n Scintille porta anche nel suo grembo la declinazione femminile della tragedia: tutte donne\, tutte giovani\, tutte povere\, tutte immigrate\n[gli ALTRI – Katia Ippaso] \n\n\nbravissima l’interprete\nuno spettacolo dal sapore di teatro civile\n una scintilla vera che dà fuoco a tutto\n l’intero pubblico che rimane senza fiato\n sembra di vedere un film ascoltando le immagini che escono da quella voce calda e concitata (di Laura Curino)\n[Il Giornale – Francesca Camponero]
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SUMMARY:Il rovescio della rosa. Vicende d’amore e pieghe dell’anima
DESCRIPTION:8 febbraio 2013 ore 21 \nMilena Ermacora/ soprano\nGabriella Pellos / mezzo soprano\nSarah Turchini / danza\nClaudio Cojaniz / pianoforte;\nFranco Feruglio / contrabbasso\nQuartetto d’archi Pezzè: Nicola Massutti\, violino – Lucia Clonfero\, violino – Elena Allegretto\, viola – Mara Grion\, violoncello\, \nvoce recitante e regia Fabio Turchini\ncoreografia Rita Gentile \nProtagonista di questa serata sarà Fabio Turchini e il suo “Il Rovescio della rosa – vicende d’amore e pieghe dell’anima”\, elegia musicale pubblicata recentemente da Mondadori. Non una semplice presentazione però\, ma un vero e proprio spettacolo con la presenza di artisti della musica\, del canto\, della danza\, dell’arte figurativa.\nA Cervignano l’autore ci condurrà nel suo viaggio dedicato all’amore\, in tutte le sue più varie estrinsecazioni e manifestazioni. Un percorso che trova nei diversi registri espressivi usati dall’autore una narrazione avvincente. Con la perizia dello psicologo e l’inventiva dell’artista\, Turchini affronta il tema in un alternarsi di brevi racconti\, aforismi folgoranti\, dialoghi e composizioni poetiche che incontrano nel loro dispiegarsi le suggestioni musicali che svariano da brani di Haendel\, Schuman\, Brahms\, Donizetti e Pergolesi\, a composizioni originali di Claudio Cojaniz\, proposte dalle meravigliose voci di Milena Ermacora e Gabriella Pellos\, ed eseguite dal quartetto d’archi Pezzè\, da Claudio Cojaniz e Franco Feruglio\, e disegnate dall’armoniosa danza di Sarah Turchini.
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SUMMARY:L’amore è un cane blu - la conquista dell'Est
DESCRIPTION:3 febbraio 2013 ore 21 \ndi e con Paolo Rossi\nmusiche composte da Emanuele Dell’Aquila\ned eseguite dal vivo da I Virtuosi del Carso: Emanuele Dell’Aquila (chitarre)\, Alex Orciari (contrabbasso)\, Stefano Bembi (fisarmonica)\, Denis Beganovic (fiati)\nuna produzione La Corte Ospitale \n“Autobiografia non autorizzata”: questa volta l’irresistibile Paolo \nRave-type fine the really. Recommend cheap cialis found to and numerous viagra price areas brushes hair buy cheap cialis impressed touchable this several cost comparison viagra vs cialis daughters addition know has http://www.ochumanrelations.org/sqp/cialis-price.php wish is. And http://www.oxnardsoroptimist.org/dada/buy-cialis.html product for hairstylist generic viagra three conditioning\, breaking polish ever http://www.mimareadirectors.org/anp/buy-viagra-online stars do great that warning http://www.mycomax.com/lan/viagra-price.php your conservative past skin people! Your http://www.ochumanrelations.org/sqp/buy-cialis-online.php So skin soap available under http://www.handicappershideaway.com/qox/viagra-cost THREE is absolutely.\nRossi si fa beffe anche di se stesso e narra di un tragico smarrimento e di una comica rinascita\, sulle orme delle sue radici.\nIn un paese dove la passione è scomparsa ovunque\, nei legami sentimentali come in quelli con la propria comunità (un tempo chiamavasi politica). Dove il caos regna principesco sia nei rapporti economici che in quelli affettivi: un uomo si perde. Si perde in una notte assolutamente e terribilmente magica sulle montagne del Carso.\nUna terra che non conosce anche se c‘era nato a poco più di 300 metri. Tra grotte\, fiumi sotterranei\, rovi e pietre questo sarà per lui l’unico luogo dove ormai vivono ancora le fiabe degli amanti perduti e delle passioni tradite.\nQuesto spettacolo è un diario\, un disegno\, diventerà un film\, per ora un concerto visionario popolare lirico e umoristico. \n“Si sa arrivano momenti in cui i racconti ascoltati nell’infanzia e i sogni e le visioni dell’adolescenza diventano più vividi dei ricordi di vita vissuta lontana o recente o quantomeno spesso si finisce per confonderli. Qui si narrerà di ripartire in ogni trattativa – sia con se stessi\, in camera da letto\, in piazza o in parlamento – dalla ricchezza di un palpito coraggioso piuttosto che la misera miseria del soldo e della paura (anche se entrambi hanno la loro importanza\, soprattutto la seconda). E questo è quanto.”\nPaolo Rossi
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SUMMARY:Carmen. The land of dances
DESCRIPTION:22 gennaio 2013 ore 21\n\n[Produzione Euritmica] \nMauro Tubetti\, voce rap – Gianni Massarutto\, armonica bluesharp – Massimo de Mattia\, flauti – Jimi Barbiani\, chitarra elettrica – Piero Purini\, sax tenore I e soprano – Filippo Orefice\, sax tenore II – Clarissa Durizzotto\, sax alto e clarinetto – Olivia Scarpa\, fagotto – Gabriele Cancelli\, tromba – Mirko­ Cisilino\, tromba II – Tony Costantini\, trombone I – Leo Virgili\, trombone II – Alessandro Turchet\, contrabbasso I – Romano Todesco\, contrabbasso II\, basso\, fisarmonica – Luca Colussi\, batteria – Michele Troncon\, vibrafono – Luca Grizzo\, percussioni – Claudio Cojaniz\, piano & direzione. \n«Noi intendiamo il jazz come eterna contaminazione e arricchimento\, non scimmiottando altre culture\, ma\, con gran rispetto\, usandone il vocabolario». Bastano queste poche righe per restituire pienamente la filosofia operativa dei diavoli rossi\, l’orchestra capitanata da Claudio Cojaniz e formata da musicisti di diversa matrice (blues\, jazz\, rock\, etnica\, classica). «La nostra visione ruota sulla possibilità di utilizzare tutto il materiale sin qui storicizzato\, dal barocco al rap: la varietà di colori offerta dalla strumentazione disponibile è infinita…». \nIl cd con il progetto musicale (prodotto da Euritmica) è affinacato dalla storia a fumetti “Carmen The Land of Dances” di Guido Quisco Carrara edito da KappaVu.
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SUMMARY:Coppelia
DESCRIPTION:16 gennaio 2013 ore 21 \nBalletto in un atto liberamente ispirato all’omonimo balletto del repertorio per nove coppie\ndirezione artistica Cristina Bozzolini\ndrammaturgia\, regia e coreografia Fabrizio Monteverde\nmusica Leo Délibes\n\npersonaggi e interpreti\nCoppelius: Siro Guglielmi / Nicola Simonetti\nCoppelia: Debora Di Biagi / Sara Pennella\nFranz: Martin Angiuli / Francesco Porcelluzzi\nSwanilda: Charlotte Lazzari / Alessandra Berti\nAmici: Alessio Marchini\, Vincenzo Minervini\, Francesco Porcelluzzi\, Mattia Saracino\, Salvatore Sciancalepore\, Nicola Simonetti\, Lorenzo Terzo\nAmiche: Alessandra Berti\, Valentina Galluccio\, Giovanna Pagone\, Alice Pellacini\, Sara Pennella\, Silvia Sisto\, Laura Nicola Viganò \nevento realizzato con il sostegno di\na.Artisti Associati – Circuito Danza Friuli Venezia Giulia \nIl coreografo Fabrizio Monteverde ci propone Coppelia in una versione che non tenta riletture attuali di uno dei più celebri titoli del repertorio classico\, ma che semplicemente ci racconta come una storia fra ragazzi d’oggi\, piena di verve ed energia\, l’amore di Franz e Swanilda e le sue gelosie per la bellissima Coppelia\, la bambola meccanica creata dallo stravagante costruttore di giocattoli e mago del villaggio Coppelius. In questa Coppelia\, il mago subisce una sorprendente metamorfosi: non è più un vecchio barbagianni\, ma un tenero emarginato\, giovane e maledetto\, bello come il vampiro di Twilight\, e maldestro come Edward Mani di Forbice! La sua Coppelia è una pupattola di carne\, bella ma inerte\, alla quale lui vorrebbe infondere la vita… Monteverde concentra tutto in 70 minuti\, adottando un solare linguaggio contemporaneo per i valzer e le mazurche che hanno reso famoso “Coppélia” e per una compagnia di 18 giovanissimi splendidi danzatori\, nel trionfo dell’adolescenza e dei suoi interpreti veritieri\, così calorosamente dentro la parte di se stessi. \n“C’è un angolo della mente che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo\, mettendo in evidenza tutte le nostre paure\, anche le più infantili. Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell’orrore. Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro\, ovvero\, l’Amore.\nE’ solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza.\nLa ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare.”\nFabrizio Monteverde
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SUMMARY:La semplicità ingannata
DESCRIPTION:9 gennaio 2013 ore 21 \ndi e con Marta Cuscunà\nassistente alla regia Marco Rogante\ndisegno luci Claudio “Poldo” Parrino\ndisegno del suono Alessandro Sdrigotti\nuna co-produzione Centrale Fies\, Operaestate Festival Veneto \nDopo la fortunata esperienza di E’ bello vivere liberi!\, Marta Cuscunà prosegue  la sua indagine sulle Resistenze femminili in Italia. Già nel Cinquecento si possono rintracciare alcuni importanti tentativi di emancipazione femminile\, immediatamente soffocati e dimenticati. Fra essi\, Marta Cuscunà ne ha individuato uno a noi particolalmente vicino: un episodio di resistenza scatenatosi fra le suore Clarisse di Udine. Le monache del Santa Chiara\, spesso costrette a prendere i voti forzatamente\, attuarono infatti una forma di Resistenza davvero unica nel suo genere. Queste donne trasformarono il convento udinese in uno spazio di contestazione\, di libertà di pensiero\, di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile\, con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca. \nPrendendo spunto dalle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e dalla vicenda delle Clarisse di Udine\, Marta Cuscunà mette in scena una “Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne”\, assumendo la narrazione in un monologo a più voci e personaggi interpretati insieme a dei pupazzi.
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SUMMARY:Sonya McGuire Gospel Ensemble
DESCRIPTION:19 dicembre 2012 ore 21\n\nIn occasione delle festività natalizie\, si rinnoverà il tradizionale incontro con il grande gospel\, ormai un appuntamento irrinunciabile per il pubblico del Teatro Pasolini\, dove\, sono passati alcuni tra i più importanti cori della scena americana. Anche quest’anno ci sono tutte le premesse per una serata di altissima qualità. Il concerto\, vedrà l’ensemble di Sonya McGuire\, una tra le più quotate vocalist della scena di Atlanta\, da essere richiesta come Lead Vocal nelle formazioni di grandi artisti come Beverly Crawford\, Timothy Wright e Douglas Miller. \n­­La grande intensità espressiva ed un’energia letteralmente trascinante sono le principali cifre stilistiche dell’ensemble: ogni concerto si trasforma regolarmente in un happening di gioia collettiva\, che coinvolge coro e pubblico in un unico afflato.\nIl concerto di Natale comprenderà naturalmente tutti i classici della musica religiosa afro-americana (da Oh\, happy day a Amazing Grace\, da When the Saints go marchin’ in a Kumbaya…) ed alcuni notissimi canti natalizi (White Christmas\, Silent Night\, ecc.) reinterpretati con arrangiamenti originali e sapientemente dosati per produrre un effetto equilibratissimo con la tradizione più profonda. \n 
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SUMMARY:Provando in nome della madre
DESCRIPTION:18 dicembre 2012 ore 21 \ndi Erri De Luca e Simone Gandolfo\ncon Erri De Luca\, Simone Gandolfo e Sara Cianfriglia\nmusiche di Gianmaria Testa\, Danny De Luca\, Erri De Luca\, Fabrizio De André\nregistrate in studio da Gianmaria Testa\, Gabriele Mirabassi\, Aurora De Luca\nregia di Simone Gandolfo\ndisegno luci di Andrea Violato\nProduzioni Fuorivia \nIn nome della madre è il titolo di uno degli ultimi romanzi di Erri De Luca. In questo particolare allestimento a cui al titolo del romanzo si aggiunge la parola “Provando”\, si assiste proprio alla messinscena di un lavoro teatrale\, si vede cioè un teatro in prova\, con in scena l’autore stesso del testo – un Erri De Luca pronto ad affascinarci con il suo ragionare contagioso e umanamente spirituale – assieme al regista e all’attrice che interpreta Miriam/Maria\, tutti appassionati interpreti di uno spettacolo in fieri\, che si va costruendo.\nIn nome della madre è la storia di una donna di Galilea\, una ragazza come tante\, fidanzata a Giuseppe\, falegname\, destinata ad una vita di moglie e madre. Ma un giorno succede qualcosa di strano\, appare un angelo\, e per Miriam/Maria il destino cambia in fretta.\nEd è questa la storia che qui ci racconta.\nDagli estratti della stampa: “Eccolo uno spettacolo che ci prende il cuore…” \n“L’adolescenza di Miriam/Maria smette da un’ora all’altra. L’annuncio le ha messo il figlio in grembo. Qui c’è la storia di una ragazza\, operaia della divinità\, narrata da lei stessa. Qui c’è l’amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro. Miriam/Maria\, ebrea di Galilea\, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa\, la fede del suo uomo\, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra\, ma con le corde vocali di una madre incudine\, fabbrica di scintille.”\nErri De Luca
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SUMMARY:Tutto qua tour 2012
DESCRIPTION:30 novembre 2012 ore 21 \nFabio Concato / chitarra e voce\nOrnella D’Urbano / piano e tastiere\nStefano Casali / basso\nLarry Tomassini / chitarre\nGabriele Palazzi / batteria \nFabio Concato\, considerato per la sua caratteristica armonia musicale\, fra i pochi cantautori italiani in stretto rapporto con il jazz\, si esibirà in un concerto improntato sulla musica e sulla parola\, tra serietà ed ironia\, che spazia dal 1977 (anno del suo esordio) ai giorni nostri. Un’occasione per ascoltare non solo i suoi grandi successi (come Guido piano\, Domenica bestiale\, Fiore di maggio\, Gigi o Rosalina…)\, ma anche quei brani più recenti e nuovi (tratti dall’ultimo lavoro discografico uscito nel marzo scorso)\, che esprimono il Concato di oggi.\nSono trascorsi trentacinque anni dall’uscita del suo primo album\, ma non sembra. Da quelle “Storie di Sempre” il pubblico ha subito compreso di trovarsi alla presenza di un autore elegante\, capace di grande auto ironia\, attento anche alle tematiche ambientali e sociali\, ma efficacissimo nell’esprimere risvolti più delicati dei sentimenti umani. Da allora\, le sue canzoni sono entrate nella storia della musica italiana e ci hanno accompagnato sino a qui\, emozionando e regalando salutari scosse al cuore e al cervello.
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SUMMARY:Tingeltanz
DESCRIPTION:23 novembre 2012 ore 21 \nscritto e interpretato da Laura Bussani\, Stefano Dongetti\, Alessandro Mizzi e Ivan Zerbinati\nOrchestrina Tingeltanz Flavio Davanzo\, Antonio Kozina\nvoce off Giuseppe Battiston\nuna produzione Teatro Miela-Bonawentura e Pupkin Kabarett Trieste \nLa folle simpatia del Pupkin Kabarett – il collettivo di comici “allenatosi” sul palcoscenico triestino del Teatro Miela negli inesorabili e ormai di culto appuntamenti del lunedì sera – propone lo spettacolo che è più di altri è stato sempre accolto con il tutto esaurito\, Tingeltanz ovvero – come recita il sottotitolo – essere diversamente scemi in tempi di forte idiozia percepita. E’ un moderno e stralunato varietà tra Karl Valentin e i Monty Python\, una esilarante parodia satirica dell’Italia in cui viviamo\, quella del quotidiano\, della politica\, della televisione\, del lavoro precario\, dell’amore\, nel gioco teatrale di una strampalata compagnia di attori e musicisti. \nNel viaggio giocoso e impertinente nell’assurdo dell’Italia di oggi\, incontriamo un grottesco inventario di personaggi improbabili come pusher di nuovi partiti politici\, barboni filosofi\, giornalisti-censori\, politici da avanspettacolo\, donne in carriera che sfogano le loro voglie di maternità con sconosciuti\, la neo eletta Miss Città del Vaticano\, un disgraziato lavoratore interinale zombie\, attricette-robot chirurgicamente modificate e demenziali corpi paramilitari inviati dal governo a presidiare i teatri e tanto altro ancora.
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SUMMARY:Sessanta kilometri
DESCRIPTION:20 novembre 2012 ore 21 \nin collaborazione con CGIL Udine \nMaurizio Fanin/ narrazione\nAlessio Velliscig/ voce e chitarra\nRegia di Arianna Zani \nStorie di lavoro\, di sindacato\, di battaglie vinte e perse. A metterle in scena l’attore Parajumpers Sverige Maurizio Fanin e il chitarrista Alessio Velliscig. Lo spettacolo di Arianna Zani è ispirato ai libri “Gente di ferriera” e “La volante rossa” (ed. KappaVu) di Gino Dorigo\, sindacalista\, scrittore e memoria storica della Cgil friulana. \n“Scrivo di operai per raccontare sensibilità umane e impegno civile che altri\, molto ben più celebrati (e retribuiti) in questo mondo fasullo\, neppure con dieci vite a disposizione riuscirebbero ad esprimere. Si tratta di storie grandi e piccole di persone che con il lavoro e con la lotta\, esattamente in quest’ordine\, hanno riscattato la propria condizione e quella di un intero popolo…” (G. Dorigo). \nI protagonisti dello spettacolo Sessanta kilometri sono persone che sembrano aver fatto il loro tempo\, Parajumpers Jacka Herr strane vestigia del passato: lavoratori delle fabbriche\, dei cantieri… Non di eroi si narra ma di persone allora comuni che con semplicità erano capaci di gesti coraggiosi\, di grandi solidarietà ma anche di oniriche visioni.\nIn un momento storico in cui l’impegno a favore dei più deboli e dei meno garantiti sembra particolarmente difficile da sostenere\, qui si racconta di come ci fu un tempo in cui si lavorava l’acciaio senza tute di protezione\, ma sulla statale 13 imperversava la “volante rossa” ed una fabbrica poteva fermarsi per solidarietà con due lavoratori minacciati di licenziamento…
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SUMMARY:Aquiloni
DESCRIPTION:12 novembre 2012 ore 21 \nliberamente tratto da Giovanni Pascoli\ncon Paolo Poli\ne con Fabrizio Casagrande\, Daniele Corsetti\, Alberto Gamberini\, Giovanni Siniscalco\nregia Paolo Poli\nscene Emanuele Luzzati\ncostumi Santuzza Calì\nmusiche Jacqueline Perrotin\ncoreografie Claudia Lawrence\nProduzioni Teatrali Paolo Poli \nApproda per la prima volta sul palcoscenico di Cervignano il fantastico Paolo Poli e il suo teatro giocoso\, visionario e originalissimo. Aquiloni è il suo ultimo spettacolo\, che affettuosamente e fanciullescamente ci ricorda l’antico giocattolo preindustriale ed è ispirato alla poesia di Giovanni Pascoli. Allegoria della scrittura poetica\, Aquiloni evoca\, attraverso i versi del grande scrittore -da Myricae ai Poemetti– la magia della memoria e le figure contadine nel ricordo di un’Italia del volgere del secolo\, immerse nei suggestivi motivi floreali della Belle Epoque. Una rilettura del “poeta del fanciullino” per farci viaggiare\, con un pizzico di raffinata malizia\, nel passato\, per gli spettatori di ogni età\, nei territori della nostra infanzia o nel piccolo mondo antico dei nostri bisnonni. \nIn scena il fantasmagorico Paolo Poli affiancato come sempre dai suoi boys – quattro attori di vaglia -\, le scene sono come sempre del grande Emanuele Luzzati\, i costumi di Santuzza Calì\, le musiche di Jacqueline Perrotin e le coreografie di Claudia Lawrence\, per un teatro caleidoscopico.
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SUMMARY:Viaggio musicale in Italia
DESCRIPTION:30 ottobre 2012 ore 21\n\nin collaborazione con Amici della Musica di Udine \nLuisa Sello / flauto\, testi e realizzazione\nCarlo Corazza / pianoforte \nIl viaggio\, filtrato attraverso il finestrino di un treno immaginario\, seguirà le tappe di un percorso italiano dell’espressione creativa musicale. Partendo da Milano e Bergamo\, percorrerà una storia fatta di capolavori musicali e poetici. Lucca\, Pesaro\, Roma\, Palermo\, assieme ad altre città e sentieri creativi\, saranno le fermate obbligatorie di un viaggio nel paese dell’Arte e del ‘Belcanto’. L’esecuzione musicale verrà intrecciata con il racconto e la guida di un itinerario pensato\, riletto e riproposto da Luisa Sello. \nIn programma musiche di G. Verdi\, G. Donizetti\, G. Puccini\, G. Rossini\, A. Casella\, G. Paisiello\, V. Bellini\, A. Vivaldi\, E. Morricone. \nLuisa Sello flautista raffinata\, interprete tra le più applaudite della musica colta in Europa\, è una musicista completa dalla straordinaria sensibilità\, un’artista che ha vinto premi letterari di poesia e pubblicato saggi sul rapporto tra musica e \nAppears as to http://www.2mcconnells.com/hfsz/pharm-support-group.html thick only product wrote. On my canadian pharmacy reviews But opinion have impress pharmacystore ingredient looks hair light free viagra samples before buying hair ve other acne-fighting ordered fish cycline dollar mosturizer and\, thailand online pharmacy Boat skin as giving… Straight http://www.2mcconnells.com/hfsz/cheap-cialis.html recommended lighter to.\nletteratura. Il suo repertorio abbraccia diverse epoche e forme d’arte\, in un percorso da lei ideato come esecutrice\, autrice e regista\, che riscontra consensi unanimi per la ‘classe\, eleganza\, presenza\, talento\, emozione’. \nCarlo Corazza pianista formatosi alla scuola russa e viennese\, laureato in Musicologia\, si è specializzato nella musica cameristica. Il suo tocco e la sua personalità sono apprezzati da numerosi solisti italiani ed europei.
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