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SUMMARY:Questo... non s'ha da fare - ContattoTIG
DESCRIPTION:dai 12 ai 16 anni – scuola secondaria di I e II grado \ndi Valeria Cavalli\nda I promessi sposi di Alessandro Manzoni\ncollaborazione didattica Prof.ssa Simonetta Muzio\nregia Claudio Intropido\ncon Daniele Gaggianesi e Flavia Marchionni\nscenografia Marco Muzzolon\ncostumi Francesca Biffi\nproduzione Manifatture Teatrali Milanesi – Milano \ndurata: 70 minuti\nteatro d’attore \nI Promessi Sposi che romanzo! Lo abbiamo letto\, riassunto\, visto in tv\, ne sono stati fatti sceneggiati\, parodie\, persino fumetti e quindi come fare a raccontarlo ancora? Noi ci abbiamo provato con il dovuto rispetto e un po’ di disubbidienza che non guasta mai. Abbiamo immaginato come può essere nata l’idea di un romanzo così famoso\, abbiamo divagato andando fuori tema inciampando nelle virgole\, nei punti e virgola che sono una caratteristica del fraseggio manzoniano e\, nonostante sia stato scritto molti anni fa\, abbiamo scoperto la sua modernità. È nato quindi uno spettacolo che non vuole essere un “bigino” che sintetizza i trentotto capitoli ma un gioco fra i due protagonisti\, che porterà le pagine dei Promessi Sposi lontano dai banchi di scuola e i ragazzi a scoprire l’importanza della lettura dei classici.\n“Questo… non s’ha da fare”\, il titolo già lo racconta\, esce dai binari e ci è piaciuto affrontare questa sfida ma\, per citare lo stesso Manzoni\, “se vi annoieremo\, non s’è fatto apposta”. \n 
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SUMMARY:Ugo Dighero / L’avaro
DESCRIPTION:Sabato 14 dicembre _ ore 20.45 \ndi Molière\ntraduzione e adattamento Letizia Russo\nregia Luigi Saravo\nscene Lorenzo Russo Rainaldi\, Luigi Saravo\ncostumi Lorenzo Russo Rainaldi\nmusiche Paolo Silvestri\nluci Aldo Mantovani\ncon Ugo Dighero\, Stefano Dilauro\, Elisabetta Mazzullo\, Fabio Barone\, Rebecca Redaelli\, Cristian Giammarini\, Mariangeles Torres\, Paolo Li Volsi\, Luigi Saravo \nproduzione Teatro Nazionale di Genova\, a.ArtistiAssociati-Centro di produzione teatrale\, Teatro Stabile di Bolzano\, Centro Teatrale Bresciano \nLo straordinario talento comico di Ugo Dighero al servizio dell’Avaro di Molière. L’attore genovese\, già protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo\, si confronta per la prima volta con un grande classico\, interpretando Arpagone nel nuovo allestimento diretto da Luigi Saravo. Nella commedia di Molière si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi. Il protagonista è disposto a sacrificare la felicità dei figli\, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni. La regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano\, giostrando riferimenti temporali diversi\, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot. \n«L’avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale\, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro» afferma il regista. «Il conflitto tra Arpagone e il suo entourage è il conflitto tra due visioni economiche: una consumistica e una conservativa. Nella nostra contemporaneità\, in cui vige l’imperativo di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita\, il gesto immobilista di Arpagone\, ossessionato dall’idea di non intaccare il proprio patrimonio\, suona quasi sovversivo\, in opposizione alla tirannia del consumo».\n\nDurata: 140 minuti con intervallo
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SUMMARY:Napoli - New York
DESCRIPTION:Lunedì 9 dicembre alle ore 21\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nNAPOLI – NEW YORK\nItalia\, 2024 – 124’\ndi Gabriele Salvatores\ncon Pierfrancesco Favino\, Dea Lanzaro\, Antonio Guerra\, Omar Benson Miller\, Anna Ammirati\, Anna Lucia Pierro\, Tomas Arana\, Antonio Catania \n\n\n\n\n\n\nNell’immediato dopoguerra\, tra le macerie di una Napoli piegata dalla miseria\, i piccoli Carmine e Celestina tentano di sopravvivere come possono\, aiutandosi a vicenda. Una notte\, s’imbarcano come clandestini su una nave diretta a New York per andare a vivere con la sorella di Celestina emigrata mesi prima. I due bambini si uniscono ai tanti emigranti italiani in cerca di fortuna in America e sbarcano in una metropoli sconosciuta\, che dopo numerose peripezie\, impareranno a chiamare casa. \n\n\n\nNOTE DI REGIA\nGià solo il fatto di essere venuto in possesso di una storia scritta da Federico Fellini e Tullio Pinelli\, di cui si sapeva poco o niente\, mi è sembrato meraviglioso. Quando poi ho letto questo “trattamento-sceneggiatura” di circa 80 pagine\, la meraviglia è diventata desiderio e spinta creativa. È una bellissima storia ambientata alla fine degli anni ’40 a Napoli\, poi su un piroscafo in viaggio per New York e infine nella grande metropoli americana.\nI protagonisti sono due scugnizzi napoletani\, Carmine e Celestina\, rispettivamente di 12 e 9 anni\, senza famiglia né domicilio stabile\, che si imbarcano come clandestini per andare in America a raggiungere la sorella della bambina e cercare una nuova vita.\nIl viaggio\, l’altrove\, la solidarietà sono temi che ho spesso trattato nei miei film. Ho anche spesso lavorato con i bambini ed è una cosa che mi ha sempre dato gioia. I bambini non “recitano”\, vivono davvero quello che stanno facendo in un “gioco” molto serio. Non è un caso che in inglese o francese “recitare” si dica “to play” o “jouer”: giocare!\nMi sono trovato davanti a una storia avventurosa\, divertente\, commovente che ci racconta\, tra l’altro\, come una volta eravamo noi i “migranti”\, gli “stranieri”\, i “diversi” (un tema molto attuale!). Ci sono due bambini napoletani come me (sono nato lì solo un anno dopo quello in cui è ambientata la storia)\, c’è il tema del viaggio\, del cambiamento\, il problema di diventare adulti… il tutto scritto da Fellini e Pinelli. Come fare a non lasciarsi coinvolgere? […]\nSoprattutto\, in un momento come quello in cui stiamo vivendo\, pervaso da egoismo\, indifferenza\, diffidenza\, rabbia e addirittura odio\, mi sembrava bello fare un film che parlasse di solidarietà\, accoglienza\, sogni e speranze e\, in fin dei conti\, di amore.\nE il fatto che un frammento d’arte cinematografica creato da due Maestri del passato\, venga raccolto oggi da noi\, eredi di quel Cinema\, e fatto rivivere… lo trovo bello e\, se mi permettete\, commovente.\nGabriele Salvatores \n\n\n\n 
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DESCRIPTION:Sabato 7 e domenica 8 dicembre alle ore 17.30 e 20.30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nGIURATO NUMERO 2\nUSA\, 2024\,114′\ndi Clint Eastwood\ncon Nicholas Hoult\, Toni Collette\, J.K. Simmons\, Kiefer Sutherland \n\n\n\n\n\n\n“Giurato numero 2” segue le vicende del giovane padre di famiglia\, Justin Kemp (Nicholas Hoult) che\, durante il mandato da giurato in un processo per omicidio di alto livello\, si trova alle prese con un grave dilemma morale che potrebbe influenzare il verdetto della giuria e potenzialmente condannare – o liberare – l’ imputato di omicidio.\nDesignato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI con la seguente motivazione: «A 94 anni\, in quello che potrebbe essere il suo ultimo film\, Eastwood trova una sintesi perfetta\, con un’opera classica e limpida nella forma\, più che contemporanea nello sguardo e di bruciante attualità nell’affrontare i temi della giustizia\, della verità e della morale nelle società attuali. Un preciso ragionamento politico e umano che non penalizza mai una storia avvincente e una scelta personale tutt’altro che semplice». \n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:ALBERTO PATRUCCO - AbBrassens
DESCRIPTION:6 dicembre 2024 _ ore 20.45 \nAlberto Patrucco | chitarra\nDimitri Pugliese | ukubass\nJacopo Pugliese | percussioni \nAlberto Patrucco\, personaggio assai noto come comico e graffiante narratore\, presenta al pubblico del Pasolini\, AbBrassens\, il nuovo disco dedicato alle opere meno tradotte e conosciute di Georges Brassens\, il grande cantautore francese all’ombra del quale si sono ispirati numerosi artisti\, fra i quali De André\, Paoli\, Svampa e – tra i nostri – il grande Giorgio Ferigo\, in indimenticabili versioni nel carnico di Comeglians con il suo Povolâr Ensemble. \nProdotto in collaborazione con Giovanni Favero ed Enrico Ruggeri\, l’album AbBrassens è il risultato dell’appassionato studio di Patrucco sull’originale modo di fare canzone di Brassens\, artista unico\, considerato tra i più grandi poeti del Novecento. Irrispettoso del comune sentire\, estraneo alle mode e fuori dal tempo\, Brassens è stato e continua a essere\, senza alcun dubbio\, un fenomeno culturale e musicale decisamente degno di nota. \nPreservate nei loro contenuti da una traduzione attenta e rispettosa e da una lettura musicale a tratti elaborata e raffinata\, il concerto di Patrucco propone dieci perle brassensiane di rara intensità espressiva e forza musicale che per le loro tematiche resistono all’usura del tempo\, di certo di un’attualità sconcertante. \nAbBrassens non è un album su Brassens\, ma con Brassens. Un incontro. L’incontro con l’indiscusso disincanto poetico di uno dei padri della canzone d’autore. \n  \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:Berlinguer la grande ambizione
DESCRIPTION:Giovedì 5 dicembre alle ore 21\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nBERLINGUER LA GRANDE AMBIZIONE\nItalia/ Belgio/ Bulgaria\, 2024 – 122’\ndi Andrea Segre\ncon Elio Germano\, Stefano Abbati\, Francesco Acquaroli\, Fabio Bussotti\, Paolo Calabresi. \nDi solito si vede la lotta delle piccole ambizioni\, legate a singoli fini privati\,\ncontro la grande ambizione\, che è indissolubile dal bene collettivo.\nANTONIO GRAMSCI\nFondatore del Partito Comunista Italiano \nQuando una via sembra a tutti impossibile\, è necessario fermarsi? Non l’ha fatto Enrico Berlinguer\, segretario negli anni Settanta del più importante partito comunista del mondo occidentale\, con oltre un milione settecentomila iscritti e più di dodici milioni di elettori\, uniti dalla grande ambizione di realizzare il socialismo nella democrazia. Sfidando i dogmi della guerra fredda e di un mondo diviso in due\, Berlinguer e il PCI tentarono per cinque anni di andare al governo\, aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando a un passo dal cambiare la Storia. Dal 1973\, quando sfuggì a Sofia a un attentato dei servizi bulgari\, attraverso le campagne elettorali e i viaggi a Mosca\, le copertine dei giornali di tutto il mondo e le rischiose relazioni con il potere\, fino all’assassinio nel 1978 del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro: la storia di un uomo e di un popolo per cui vita e politica\, privato e collettivo\, erano indissolubilmente legati. \nNote di regia\nSu Enrico Berlinguer sono stati realizzati molti documentari\, libri\, saggi\, ma nessuno ha mai provato ad affidare al cinema di finzione la ricostruzione “da dentro” della sua vita\, o di parte di essa\, del suo mondo e del suo popolo. Eppure parliamo di un mondo fatto di centinaia di migliaia\, milioni di persone\, una gran parte delle quali ancora vive\, e di un uomo che è simbolo globale di una sfida e di una scelta: provare ad attuare il socialismo in una società democratica e indipendente\, superando le diseguaglianze\, ma garantendo tutte le libertà economiche e culturali che le dittature sovietiche avevano invece schiacciato. Dell’uomo che ha avuto i funerali tra i più partecipati e toccanti della storia d’Italia e non solo. \n 
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SUMMARY:Russian Classical Ballet / Il Lago dei cigni
DESCRIPTION:Mercoledì 4 dicembre _ ore 20.45 \nRussian Classical Ballet\nmusiche P. I. Čajkovskij\ncoreografie Marius Petipa\nlibretto Vladimir Begitchev e Vasily Geltzer\ncostumi Evgeniy Bespalova\nruoli e interpreti:\nOdette/Odile Nadejda Ivanova/Ekaterina Shalyapina\nPrincipe Siegfried Sergey Kuptsov/Dmitry Smirnov/Alexandr Tarasov\n\nSpettacolo in collaborazione con ERT Ente Regionale Teatrale – Circuito multidisciplinare del FVG / a.Artisti Associati – Gorizia\n\nIl Lago dei cigni è l’opera più celebre nella storia del balletto. Fu la prima composizione di Čajkovskij per il Balletto dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo\, la sua realizzazione coreografica definitiva è successiva sia a La Bella Addormentata (1890) che a Lo Schiaccianoci (1892)\, le altre due grandi opere del trittico composto per i Balletti.\nIl Lago dei Cigni è un prodotto tipico della scuola ballettistica francese\, in cui si intrecciano pantomima\, i divertissement delle danze folkloristiche del terzo atto\, le sfumature malinconiche di Ivanov e l’atmosfera lunare che accompagna l’arrivo di Odette\, il doppio ruolo Odette/Odile\, cigno bianco e cigno nero\, antitesi tra Bene e Male\, tra amor sacro e amor profano\, tra luce e tenebra. Questa unione unica di elementi ha permesso che il fascino e la fama del balletto Il Lago dei cigni resistano ancora oggi\, rendendo questo titolo uno dei più interessanti per gli appassionati del balletto in quanto appaga l´innato bisogno di romanticismo del pubblico. \nIl Russian Classical Ballet di Mosca si propone in una versione coreografica che ricostruisce filologicamente l’opera originaria di Petipa e Ivanov. 40 ballerini in scena rievocano la storia d’amore eterna tra Odette e il Principe Siegfried\, sullo sfondo scenografie di grande impatto e un uso della luce ricercato che permette di creare le atmosfere del lago. \nDurata: 1 atto 45′ – intervallo 15′ – 2 atto 45′
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SUMMARY:Parthenope
DESCRIPTION:Lunedì 2 dicembre alle ore 21\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nPARTHENOPE\nItalia\, Francia\, 136′\ndi Paolo Sorrentino\ncon Celeste Dalla Porta\, Stefania Sandrelli\, Daniele Rienzo\, Luisa\nRanieri\, Silvio Orlando\, Gary Oldman\, Isabella Ferrari \nIl lungo viaggio della vita di Parthenope\, dal 1950\, quando nasce\, fino a oggi. Un’epica del femminile senza eroismi\, ma abitata dalla\npassione inesorabile per la libertà\, per Napoli e gli imprevedibili volti dell’amore. I veri\, gli inutili e quelli indicibili\, che ti condannano al dolore. E poi ti fanno ricominciare. La perfetta estate di Capri\, da ragazzi\, avvolta nella spensieratezza. E l’agguato della fine. Le giovinezze hanno questo in comune: la brevità. E poi tutti gli altri\, i napoletani\, vissuti\, osservati\, amati\, uomini e donne\, disillusi e vitali\, le loro derive malinconiche\, le ironie tragiche\, gli occhi un po’ avviliti\, le impazienze\, la perdita della speranza di poter ridere ancora una volta per un uomo distinto che inciampa e cade in una via del centro. Sa essere lunghissima la vita\, memorabile o ordinaria. Lo scorrere del tempo regala tutto il repertorio di sentimenti. E lì in fondo\, vicina e lontana\, questa città indefinibile\, Napoli\, che ammalia\, incanta\, urla\, ride e poi sa farti male. \nNote di regia\nUn giorno\, dovendo rispondere a una di quelle domande difficili\, del tipo: “Che cos’è il sacro per te?”\, mi è venuto istintivo rispondere: “Sacro è quel che non dimenticheremo della nostra biografia”. Questo film nasce così. Dunque\, per me\, Parthenope\, è\, prima di tutto\, un film sul sacro. Quello che una donna\, in settantatré anni di vita\, non ha potuto dimenticare: il mare di Napoli e i genitori\, il primo candido amore alla luce del sole e quello sordido e indicibile\, l’estate perfetta di Capri e la sua spensieratezza\, l’alba salata\, la notte profumata\, il mattino fermo; gli incontri fugaci\, stravaganti o decisivi; la scoperta\, da ragazzi\, dell’erotismo\, della seduzione e della vertigine della libertà\, sentirsi vivi che più vivi non si può e sospirare per tutta questa vita; la disperata ricerca del sé\, gli amori mancati o sfiorati\, i dolori che ti precipitano nella vita adulta\, la vita che accade e l’inesorabile scorrere del tempo\, l’unico fidanzato che non ti lascia mai\, e poi Napoli e il suo vitalismo esasperante\, l’incredibile sempre dietro l’angolo\, e tutti sempre pronti\, come perennemente schierati dietro un sipario invisibile\, ad andare in scena per regalare il caos\, la volgarità\, la sorpresa\, il pittoresco\, il promiscuo e tutto il resto. (Paolo Sorrentino) \n 
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SUMMARY:PARIS\, TEXAS
DESCRIPTION:Domenica 1 dicembre alle ore 17.30 e 20.30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nPARIS\, TEXAS\nParis\, Texas\ndi Wim Wenders\nUSA\, 1984\, 150′\ncon Harry Dean Stanton\, Nastassja Kinski\, Dean Stockwell\, Aurore Clément\nversione in italiano \n\n\n\n\n\n\nA 40 anni dalla Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1984\, uno dei film più amati di Wim Wenders\, “Paris\, Texas”\, torna nelle sale italiane in edizione restaurata in 4K\, grazie alla Cineteca di Bologna e CG Entertainment.\nUltimo film del periodo americano di Wenders\, “Paris\, Texas” è un road movie libero\, tenero e disperato\, un omaggio ai luoghi del western\, una rilettura umanissima dei generi hollywoodiani. Un padre che invecchia sotto il cappello da baseball e un figlio bambino attraversano il Texas su un pick-up\, in cerca d’una moglie e mamma perduta anni prima. Parlano di teoria del Big Bang e del perché lei se ne sia andata. L’uomo\, che aveva chiuso nel silenzio colpe e sconfitte\, riscopre la parola e il senso delle relazioni umane.\nScritto assieme a Sam Shepard\, interpretato da Harry Dean Stanton e Nastassja Kinski\, con le leggendarie musiche di Ry Cooder\, “Paris\, Texas” è l’opera che ha definitivamente consacrato il regista tedesco tra i grandi autori del cinema mondiale. \n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:ANDREA BRAIDO - Jazz Organ Trio
DESCRIPTION:28 novembre 2024 _ ore 20.45 \nAndrea Braido | chitarra e basso\nFolco Fedele | batteria\nYazan Greselin | organo Hammond \nAndrea Braido è uno dei migliori chitarristi italiani\, forse il migliore; la sua carriera è ricchissima di collaborazioni: ha suonato con Patty Pravo\, Celentano\, Mina\, Ruggiero\, Pausini\, Zucchero\, Ramazzotti. Dal 1989 al 1993\, è stato al fianco nel periodo migliore di Vasco Rossi. Molte le collaborazioni anche all’estero\, su tutte quella con Marcus Miller. \nBraido è un chitarrista anomalo: ha una mano in più rispetto a tanti colleghi italiani ed europei\, la mano destra. Non usa il plettro e ha trasformato la perdita di una falange\, in un punto di forza. La mano sinistra vola sulla tastiera\, l’altra scorre sulle sei corde percuotendole\, accarezzandole\, strappandole per poi sfiorarle di nuovo con estrema delicatezza. \nPer chi ama e conosce il talento di Braido\, ancora una volta rimarrà colpito dalla performance in trio: genialità nelle scelte dei fraseggi chitarristici\, inventiva costante e mai scontata nei vari soli\, tecnica superlativa ed un gusto musicale fuori dal comune\, rendono il progetto Jazz Organ Trio assolutamente perfetto. \n  \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:No More Trouble - Cosa rimane di una tempesta
DESCRIPTION:Mercoledì 27 novembre alle ore 21\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nNo More Trouble – Cosa rimane di una tempesta\ndi Tommaso Romanelli\ncon Giovanni Soldini\, Fabrizia Maggi\, Andrea Tarlarini\, Marco Romanelli\nItalia\, 2024\, 97′ \nNo More Trouble – Cosa rimane di una tempesta è la storia di un padre\, di una madre e di un’onda assassina.\nMa soprattutto\, è l’indagine sentimentale di un figlio. Un figlio che di quel giovane padre\, così appassionato e avventuroso\, non ricorda nulla.\nÈ la notte del 3 aprile 1998\, al largo delle coste francesi\, 47°47’ N 13°50’ W. L’equipaggio di Giovanni Soldini\, a un passo dal record sulla traversata atlantica New York-Cape Lizard\, sta fronteggiando una depressione atmosferica violentissima: mare forza 9\, raffiche a 80 nodi\, onde di 25 metri. Andrea Romanelli si trova al timone di FILA\, barca del futuro che lui stesso ha progettato pochi mesi prima\, quando in un istante un’onda anomala gigantesca la fa rovesciare. Andrea è l’unico disperso e non sarà mai più ritrovato.\n25 anni dopo\, attraverso il linguaggio del cinema\, la memoria diretta dei testimoni e la potenza dei materiali d’archivio\, Tommaso Romanelli avvia una ricerca alla scoperta del padre: l’ingegnere visionario\, il velista senza paura\, il dolcissimo marito di Fabrizia. Cosa rimane di una tempesta? Rimane il viaggio di un figlio. Un racconto che parla di nostalgia\, di passioni e dei grandi amori che custodiscono il senso ultimo della vita. \n 
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SUMMARY:Se non avessi più te
DESCRIPTION:testo Manuel Buttus\nricerca musicale e arrangiamenti Matteo Sgobino e Nicoletta Oscuro\ncon Manuel Buttus\, voce; Nicoletta Oscuro\, voce; Matteo Sgobino\, voce e chitarre\nproduzione Prospettiva T – Torviscosa \ndurata 70’\nteatro di narrazione e canzone \n“La violenza maschile nei confronti delle donne non è un fatto privato\, ma è un fenomeno strutturale e trasversale della società e che affonda le sue radici nella disparità di potere fra i sessi.\nIl “Delitto d’onore”\, è stato abrogato solo nel 1981.\nFino ad allora\, commettere un omicidio al fine di “salvaguardare l’onore”\, prevedeva una sanzione minore\, attenuata\, rispetto all’analogo delitto di diverso movente. Perché l’offesa all’onore\, arrecata da una condotta disonorevole (della donna)\, era gravissima provocazione. E\, la riparazione dell’onore\, non determinava una riparazione sociale. \nNoi uomini abbiamo perso il ruolo predominante che ci è appartenuto per millenni\, e che nessuna moglie\, compagna o madre\, aveva mai osato mettere in discussione sino a questi ultimi anni.\nE questa nuova condizione di maschio depotenziato\, come la risolviamo?\n“Femminicidio” è un (brutto) neologismo inserito nel vocabolario e nel Codice Penale Italiano.\nÈ un termine che si è consolidato in questi anni per descrivere l’assassinio di una donna per il carico specifico che si propone di significare.\nLa donna\, viene uccisa\, perché donna.\nLa vittima\, è colpevole di essere ciò che è\, dunque\, meritevole di essere eliminata assieme alla sua specificità.\nLa femminilità è dunque una responsabilità di genere. \nL’unica arma possibile è l’educazione\, che insegni genere\, differenze e uguaglianze.\nUn’educazione\, sociale\, scolastica\, familiare\, culturale.\nUn impegno che deve vederci tutti uniti e coinvolti. \nPurtroppo\, non credo che un lavoro teatrale possa far cambiare idea a qualcuno che decide di uccidere una donna.\nSarebbe troppo facile.\nMa da parte mia\, c’è soprattutto l’esigenza di capire\, come essere umano\, cosa succede ad un altro essere umano quando compie una cosa che\, alla fine\, a me sembra il più grande esercizio di potere che ci sia. Una cosa che ha il sapore dell’onnipotenza: togliere la vita a una persona (DONNA) che\, come ci hanno insegnato a “dottrina”\, è una cosa che può fare solo Dio”.\nManuel Buttus\n\nSe non avessi più te è uno spettacolo che giovani uomini e donne dovrebbero vedere\, perché prova a fare i conti con le ragioni per cui gli uomini temono così tanto di sentirsi “depotenziati”\, si interroga sul perché alcuni di loro arrivino a commettere omicidio verso una donna proprio perché “donna”.\nLa scrittura scenica del teatrino del Rifo incontra per questo progetto la ricerca musicale e vocale di Nicoletta Oscuro e Matteo Sgobino e diventa un teatro sincero e autentico.\n“Il diario di Giulia”\, “Il punto di vista di lei” e “Se non avessi più te” sono le tre storie di questo racconto. Queste tre storie cominciano con la Genesi… perché dalla “Notte dei Tempi”\, siamo tutti responsabili.
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SUMMARY:Eterno Visionario
DESCRIPTION:Sabato 23 e domenica 24 novembre alle ore 18 e alle 20.30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nETERNO VISIONARIO\nItalia\, 2024\,112′\ndi Michele Placido\ncon Fabrizio Bentivoglio\, Valeria Bruni Tedeschi\, Federica Luna\nVincenti\, Giancarlo Commare\, Aurora Giovinazzo\, Michelangelo Placido\,\nUte Lemper \n1934. In treno verso Stoccolma\, dove riceverà il premio Nobel per la letteratura\, Luigi Pirandello rivive il fascino e la magia dei personaggi che hanno popolato la sua vita e ispirato la sua arte. Davanti al suo sguardo passano i fantasmi di un’intera esistenza: la follia della moglie\, incapace di comprendere e accettare la scelta di vita di un artista predestinato; il burrascoso legame con i figli\, schiacciati dal genio paterno e per questo incapaci di volare con le proprie ali; il controverso rapporto con il fascismo; lo scandalo del suo teatro\, sovversivo e troppo moderno per il perbenismo borghese; il sogno di un amore assoluto per Marta Abba\, la giovane attrice eletta a sua musa ispiratrice in un’inestricabile compenetrazione fra arte e vita. Eterno Visionario racconta infatti una fase della vita di Pirandello per rivelarne il mondo emotivo\, l’umanità\, le passioni\, le ossessioni e l’esistenza più intima intrappolata fra l’amore dirompente e impossibile per Marta e il burrascoso rapporto con la dolorosa malattia della moglie Antonietta. Un racconto emozionante che si dipana fra Roma\, la Stoccolma dei Nobel\, la Berlino dei cabaret e di Kurt Weill\, la Sicilia arretrata degli zolfatari e degli arcaici paesaggi. Per restituire il ritratto autentico e vivido\, il tormento e la forza di un artista immenso\, un implacabile\, eterno visionario: un genio capace di trasformare in Arte la propria infelicità. \n 
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DESCRIPTION:Sabato 23 e domenica 24 novembre alle ore 18 e alle 20.30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nETERNO VISIONARIO\nItalia\, 2024\,112′\ndi Michele Placido\ncon Fabrizio Bentivoglio\, Valeria Bruni Tedeschi\, Federica Luna\nVincenti\, Giancarlo Commare\, Aurora Giovinazzo\, Michelangelo Placido\,\nUte Lemper \n1934. In treno verso Stoccolma\, dove riceverà il premio Nobel per la letteratura\, Luigi Pirandello rivive il fascino e la magia dei personaggi che hanno popolato la sua vita e ispirato la sua arte. Davanti al suo sguardo passano i fantasmi di un’intera esistenza: la follia della moglie\, incapace di comprendere e accettare la scelta di vita di un artista predestinato; il burrascoso legame con i figli\, schiacciati dal genio paterno e per questo incapaci di volare con le proprie ali; il controverso rapporto con il fascismo; lo scandalo del suo teatro\, sovversivo e troppo moderno per il perbenismo borghese; il sogno di un amore assoluto per Marta Abba\, la giovane attrice eletta a sua musa ispiratrice in un’inestricabile compenetrazione fra arte e vita. Eterno Visionario racconta infatti una fase della vita di Pirandello per rivelarne il mondo emotivo\, l’umanità\, le passioni\, le ossessioni e l’esistenza più intima intrappolata fra l’amore dirompente e impossibile per Marta e il burrascoso rapporto con la dolorosa malattia della moglie Antonietta. Un racconto emozionante che si dipana fra Roma\, la Stoccolma dei Nobel\, la Berlino dei cabaret e di Kurt Weill\, la Sicilia arretrata degli zolfatari e degli arcaici paesaggi. Per restituire il ritratto autentico e vivido\, il tormento e la forza di un artista immenso\, un implacabile\, eterno visionario: un genio capace di trasformare in Arte la propria infelicità. \n 
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SUMMARY:Simona Molinari  Quintet
DESCRIPTION:22 novembre 2024 _ ore 20.45 \nSimona Molinari | lead vocal\nClaudio Filippini | pianoforte\, tastiera\nEgidio Marchitelli | chitarre\nNicola Di Camillo | basso elettrico\nFabio Colella | batteria\, chitarra \nIl concerto è un viaggio che Simona Molinari\, straordinaria interprete dalla voce inconfondibile che ha appena ottenuto il prestigioso premio Tenco 2024\, compie prendendo lo spettatore per mano e conducendolo\, attraverso le sue canzoni\, dentro i tempi densi della vita: quello dell’innamoramento\, quello della passione\, quello degli inganni\, quello del disincanto\, quello dell’amore\, quello dell’impegno… \nTra i brani troviamo “Egocentrica”\, “La Felicità”\, “In cerca di te” (…sola me ne vò per la città)\, tratti dalla sua discografia\, ma anche “Mr. Paganini” di Ella Fitzgerald\, “La storia” di De Gregori\, “Caruso” di Lucio Dalla. \nLa nuova versione del concerto è arricchita anche da alcuni brani inclusi nel suo ultimo disco\, uscito per la BMG\, “Hasta Siempre Mercedes”: potremo ascoltare la sua versione di “Gracias a la vida”\, “Cancion de la simples cosas” (che nella versione del disco vede la presenza di Paolo Fresu)\, e “Nu fil e voce”\, un brano inedito scritto per Simona da Bungaro. \nIl concerto regala emozioni e passioni: un viaggio tra i generi musicali con molti spazi di riflessione\, contraddistinto dal suo enorme talento sorretto da una band di ottimi musicisti. \nph. Erwin Benfatto \n  \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:Il maestro che promise il mare
DESCRIPTION:Gio 21 novembre – Ore  21.00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\nCircuitocinema: Corto-Circuito FVG \nNel 1935\, il maestro Antoni Benaiges accetta l’incarico come insegnante in un piccolo e isolato villaggio di Burgos\, in Spagna. Qui il giovane maestro instaura un intenso legame con i suoi studenti\, un gruppo di ragazzi e ragazze di età compresa tra i sei e i dodici anni\, ai quali fa una promessa: portarli a vedere il mare per la prima volta nella loro vita.\n75 anni dopo\, la nipote di uno di quegli studenti\, attraverso i ricordi di coloro che lo hanno conosciuto\, tenta di ricostruire la meravigliosa storia vera nascosta dietro la promessa del maestro. Una storia di coraggio\, dedizione e resistenza che rischiava di rimanere sepolta dalle ombre della Guerra Civile. \n\nIl maestro che promise il mare\n(El maestro che prometiò el mar) \nUn film di Patricia Font\ncon Enric Auquer\, Laia Costa\, Luisa Gavasa\, Ramón Agirre\, Milo Taboada. \nDrammatico\nSpagna – 2023 – 105 min. \n\n 
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SUMMARY:Sisma
DESCRIPTION:dagli 11 ai 13 anni – scuola secondaria di I grado \ndi e con Daniele Tenze\nproduzione CEA Mulino Cocconi ODV ente gestore dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese – Gemona del Friuli \nSPETTACOLO GRATUITO RISERVATO ALLE CLASSI CHE ADERISCONO AD UN’ALTRA PROPOSTA DELLA STAGIONE \ndurata: 70/80 minuti\nperformance teatrale di divulgazione scientifica \nDopo i numerosi laboratori e le lezioni interattive per le scuole sul tema del terremoto\, condotti a partire dal 2017 nel Laboratorio didattico sul Terremoto di Gemona del Friuli\, l’Ecomuseo delle Acque del Gemonese assieme a Daniele Tenze\, attore e comunicatore scientifico\, laureato in scienze geologiche\, promuove uno spettacolo teatrale sul tema delle scienze della Terra e in particolare sul fenomeno sismico.\nNella prima parte dello spettacolo gli argomenti affrontati riguarderanno la struttura interna della Terra\, la deriva dei continenti\, le faglie e i processi che stanno alla base della geodinamica del pianeta.\nIn un secondo momento si affronteranno temi legati alla sismologia\, come le onde sismiche e alcuni contenuti di acustica. Infine si presenteranno al pubblico dei “casi studio”\, ovvero eventi sismici storici\, a partire da quello di Gemona del 1976. Per gli eventi individuati si affronterà sia il contesto geologico\, rimandando ai concetti già espressi a livello teorico\, che quello storico\, umano e sociale. \n 
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SUMMARY:Berlinguer la grande ambizione
DESCRIPTION:Sabato 16 e domenica 17 novembre alle ore 18 e alle 20.30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nBERLINGUER LA GRANDE AMBIZIONE\nItalia/ Belgio/ Bulgaria\, 2024 – 122’\ndi Andrea Segre\ncon Elio Germano\, Stefano Abbati\, Francesco Acquaroli\, Fabio Bussotti\, Paolo Calabresi. \nDi solito si vede la lotta delle piccole ambizioni\, legate a singoli fini privati\,\ncontro la grande ambizione\, che è indissolubile dal bene collettivo.\nANTONIO GRAMSCI\nFondatore del Partito Comunista Italiano \nQuando una via sembra a tutti impossibile\, è necessario fermarsi? Non l’ha fatto Enrico Berlinguer\, segretario negli anni Settanta del più importante partito comunista del mondo occidentale\, con oltre un milione settecentomila iscritti e più di dodici milioni di elettori\, uniti dalla grande ambizione di realizzare il socialismo nella democrazia. Sfidando i dogmi della guerra fredda e di un mondo diviso in due\, Berlinguer e il PCI tentarono per cinque anni di andare al governo\, aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando a un passo dal cambiare la Storia. Dal 1973\, quando sfuggì a Sofia a un attentato dei servizi bulgari\, attraverso le campagne elettorali e i viaggi a Mosca\, le copertine dei giornali di tutto il mondo e le rischiose relazioni con il potere\, fino all’assassinio nel 1978 del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro: la storia di un uomo e di un popolo per cui vita e politica\, privato e collettivo\, erano indissolubilmente legati. \nNote di regia\nSu Enrico Berlinguer sono stati realizzati molti documentari\, libri\, saggi\, ma nessuno ha mai provato ad affidare al cinema di finzione la ricostruzione “da dentro” della sua vita\, o di parte di essa\, del suo mondo e del suo popolo. Eppure parliamo di un mondo fatto di centinaia di migliaia\, milioni di persone\, una gran parte delle quali ancora vive\, e di un uomo che è simbolo globale di una sfida e di una scelta: provare ad attuare il socialismo in una società democratica e indipendente\, superando le diseguaglianze\, ma garantendo tutte le libertà economiche e culturali che le dittature sovietiche avevano invece schiacciato. Dell’uomo che ha avuto i funerali tra i più partecipati e toccanti della storia d’Italia e non solo. \n 
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SUMMARY:FRANCESCA TANDOI - Bop Web Tour
DESCRIPTION:14 novembre 2024 _ ore 20.45 \nFrancesca Tandoi | pianoforte\nMatheus Nicolaiewsky | contrabbasso\nSander Smeets | batteria \nFrancesca Tandoi\, giovane pianista\, cantante\, compositrice e straordinaria band leader\, vanta un percorso già costellato di successi in tutto il mondo e può essere definita come la vera rivelazione del jazz italiano. \nHa collaborato con artisti del calibro di Scott Hamilton\, Philip Harper\, Joe Cohn\, Owen Hart jr\, Anthony Pinciotti\, Lee Pearson\, Jason Brown\, Darryl Hall\, Luis Nash\, Dave Blankhorn\, Marjorie Barnes\, Florin Nicolescu\, Sergey Manukyan e molti altri. Nel 2023\, è stata invitata da Michael League ad unirsi agli Snarky Puppy (ben noti al pubblico di Euritmica) durante il loro live a “Umbria Jazz”. \nHa partecipato ad alcuni fra i più importanti festival jazz come il North Sea Jazz\, Umbria Jazz\, Cork Jazz\, Breda Jazz\, Amsterdam Arena Stadium\, Bosendorfer piano festival e molti altri in USA\, Indonesia\, India\, Giappone\, Sud Africa\, Russia\, Turchia\, Israele e tutta Europa.\nNegli ultimi anni è stata la formula in trio ad esserle più congeniale permettendole una libertà espressiva ad ampio raggio e di originale intensità in cui mantiene ben saldo il legame con la tradizione ma con la mente sempre proiettata verso il futuro. \n  \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:Il tempo che ci vuole
DESCRIPTION:Mer 13 novembre – Ore  21.00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\nCircuitocinema: Corto-Circuito FVG \nUn padre e sua figlia abitano le stanze dell’infanzia: l’infanzia di lei e l’infanzia magica del racconto di Pinocchio\, il film al quale sta lavorando lui. Il padre racconta alla figlia del suo lavoro e la ascolta\, la osserva\, le parla con serietà\, compostezza\, rispetto\, come si parlerebbe non a un’adulta ma a una persona intera sì\, la persona che è una bambina. La bambina visita i set del padre\, in cui pulsa la vita\, il chiasso\, l’umanità\, il lavoro\, l’affanno\, l’infatuazione\, la magia e il sudore. E lei si perde in quei mondi. La figlia diventa una ragazza\, l’incanto di quel limbo tra loro svanisce\, la figlia lo sente\, capisce che la rottura con l’infanzia è irreparabile. Lo capisce da come il padre la guarda. Pensa che non sarà mai alla sua altezza e precipita apposta per non esserlo davvero. La figlia si droga e continua a tornare a casa cercando di fare finta di niente. Il padre all’inizio è disarmato\, poi prende posizione e decide che non farà finta di niente. Smaschera la figlia\, si affaccia su quell’abisso\, con poche parole e molta presenza la porta via con sé\, a Parigi. \n«Questo film è il racconto molto personale di momenti con mio padre emersi dai ricordi e rimasti vividi e intatti nella mia mente. Un racconto personale che credo però trovi la giusta distanza nel fatto che in mezzo al padre e alla figlia c’è sempre il cinema come passione\, scelta di vita\, modo di stare al mondo – dichiara Francesca Comencini – Intorno gli anni delle stragi\, delle rivoluzioni sociali\, della comparsa delle droghe\, che stravolsero la vita di una intera generazione». \n\nUn film di Francesca Comencini\ncon Fabrizio Gifuni\, Romana Maggiora Vergano \nDrammatico\nItalia – 2024 – 110 min. \n\n 
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SUMMARY:Lucy/gli orsi
DESCRIPTION:dagli 8 agli 11 anni – scuola primaria e secondaria di I grado \ndi Karin Serres\ntraduzione Federica Iacobelli in collaborazione con Claire Uzenat\nregia\, luci e scene Fabrizio Pallara\ncon Luca Giacomini\, Grazia Nazzaro\, Carolina Signore\nillustrazioni video Massimo Racozzi\naiuto regia Roberta Ferrari\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\, Teatro Metastasio di Prato\, La Piccionaia-Centro di Produzione Teatrale\nin collaborazione con teatrodelleapparizioni \nAlberta\, Canada. Lucy vive con il padre e la sorella in una cittadina circondata dalla natura e tagliata in due da un’autostrada e\, in un luogo geografico dove non è difficile incontrare orsi\, comincia a vederne alcuni del tutto diversi\, bianchi e trasparenti. Il primo a comparire è proprio l’orso di Lucy\, che lo accoglie con stupore e meraviglia: “È caduto dal cielo per non lasciarmi mai più”.\nGradualmente ne appaiono altri\, fino a quando si assiste ad una vera e propria invasione: ogni persona ha il suo orso che la osserva e la accompagna. Ma Lucy è l’unica a vedere queste creature sorprendenti e misteriose\, generando confusione nell’intera comunità cittadina con i suoi racconti. La radio lancia un’allerta grizzly e le milizie anti-orsi si mobilitano.\nUna storia di confini e contrapposizioni: tra l’infanzia e l’adolescenza\, tra il mondo interiore di Lucy e la realtà esterna\, tra l’intimità della famiglia Wing e la vita fuori casa\, tra la cittadina canadese e la natura che la circonda.\nIn una scena realistica e contemporanea gli orsi compaiono sotto forma di videoproiezioni\, svelando lo sguardo della protagonista e la sua capacità di trasformare il dolore in un’occasione di relazione con gli altri.\nUna storia che racconta un altro punto di vista\, un modo personale di guardare il mondo e provare a dargli un senso. \ndurata: 60 minuti
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SUMMARY:Parthenope
DESCRIPTION:Sabato 9 e domenica 10 novembre alle ore 18 e alle 20.45\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nPARTHENOPE\nItalia\, Francia\, 136′\ndi Paolo Sorrentino\ncon Celeste Dalla Porta\, Stefania Sandrelli\, Daniele Rienzo\, Luisa\nRanieri\, Silvio Orlando\, Gary Oldman\, Isabella Ferrari \nIl lungo viaggio della vita di Parthenope\, dal 1950\, quando nasce\, fino a oggi. Un’epica del femminile senza eroismi\, ma abitata dalla\npassione inesorabile per la libertà\, per Napoli e gli imprevedibili volti dell’amore. I veri\, gli inutili e quelli indicibili\, che ti condannano al dolore. E poi ti fanno ricominciare. La perfetta estate di Capri\, da ragazzi\, avvolta nella spensieratezza. E l’agguato della fine. Le giovinezze hanno questo in comune: la brevità. E poi tutti gli altri\, i napoletani\, vissuti\, osservati\, amati\, uomini e donne\, disillusi e vitali\, le loro derive malinconiche\, le ironie tragiche\, gli occhi un po’ avviliti\, le impazienze\, la perdita della speranza di poter ridere ancora una volta per un uomo distinto che inciampa e cade in una via del centro. Sa essere lunghissima la vita\, memorabile o ordinaria. Lo scorrere del tempo regala tutto il repertorio di sentimenti. E lì in fondo\, vicina e lontana\, questa città indefinibile\, Napoli\, che ammalia\, incanta\, urla\, ride e poi sa farti male. \nNote di regia\nUn giorno\, dovendo rispondere a una di quelle domande difficili\, del tipo: “Che cos’è il sacro per te?”\, mi è venuto istintivo rispondere: “Sacro è quel che non dimenticheremo della nostra biografia”. Questo film nasce così. Dunque\, per me\, Parthenope\, è\, prima di tutto\, un film sul sacro. Quello che una donna\, in settantatré anni di vita\, non ha potuto dimenticare: il mare di Napoli e i genitori\, il primo candido amore alla luce del sole e quello sordido e indicibile\, l’estate perfetta di Capri e la sua spensieratezza\, l’alba salata\, la notte profumata\, il mattino fermo; gli incontri fugaci\, stravaganti o decisivi; la scoperta\, da ragazzi\, dell’erotismo\, della seduzione e della vertigine della libertà\, sentirsi vivi che più vivi non si può e sospirare per tutta questa vita; la disperata ricerca del sé\, gli amori mancati o sfiorati\, i dolori che ti precipitano nella vita adulta\, la vita che accade e l’inesorabile scorrere del tempo\, l’unico fidanzato che non ti lascia mai\, e poi Napoli e il suo vitalismo esasperante\, l’incredibile sempre dietro l’angolo\, e tutti sempre pronti\, come perennemente schierati dietro un sipario invisibile\, ad andare in scena per regalare il caos\, la volgarità\, la sorpresa\, il pittoresco\, il promiscuo e tutto il resto. (Paolo Sorrentino) \n 
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SUMMARY:Massimo Somaglino/Alessandro Lussiana / Salām/Shalom. Due padri
DESCRIPTION:Venerdì 8 novembre _ ore 20.45 \ndal romanzo Apeirogon di Colum McCann (Copyright © 2021\, Colum McCann. All rights reserved)\nadattamento di Paola Fresa\nuno spettacolo di e con Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e festival vicino/lontano-Premio Terzani \nTratto dal romanzo Apeirogon di Colum McCann (Copyright © 2021\, Colum McCann. All rights reserved)\, Premio Terzani 2022\, lo spettacolo è una testimonianza necessaria davanti all’orrore della guerra in Israele e Palestina. L’autore irlandese McCann\, ha raccolto nei mille e uno frammenti che compongono il romanzo i brandelli di un conflitto apparentemente senza soluzione. Infiniti sono i lati del poligono chiamato apeirogon da cui il libro prende il titolo. Come infiniti sono i punti di vista da cui due padri\, l’israeliano Rami e il palestinese Bassam – persone reali\, che McCann ha conosciuto -\, cercano di comprendere una realtà troppo complessa per essere osservata\, e giudicata\, da un unico lato.\nDue padri\, portati sulla scena da Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana\, che sono uniti dallo stesso strazio indicibile per la perdita delle proprie bambine\, uccise ciascuna dalla guerra dell’altro; due padri che hanno avuto il coraggio di diventare uomini di pace. \n“Abbracciarsi\, tenersi la mano. Guardarsi negli occhi. Ascoltarsi\, soprattutto. Piccoli gesti normali\, per tempi normali. Per tempi di pace. Gesti eroici quando il tempo della guerra devasta e travolge le vite degli uomini. Infinito è il numero di lati del poligono chiamato apeirogon. Infiniti gli sguardi. Come infinite e mutevoli le cose del mondo\, luogo del caos e del rischio. Dentro quel caos\, due padri: lo stesso dolore\, la stessa forza. Parole di odio possono diventare parole di pace. Proviamo a mettere le parole nei corpi. Proviamo ad ascoltare davvero. Proviamo. Nella geometria dell’apeirogon ogni luogo è raggiungibile\, ogni punto può essere toccato anche se sembra impossibile”.\n\nDurata: 70 minuti
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SUMMARY:Vermiglio
DESCRIPTION:Gio 7 novembre – Ore  21.00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\nCircuitocinema: Corto-Circuito FVG \n“Vermiglio\, il film diretto da Maura Delpero\, si svolge in un piccolo paese di montagna di nome Vermiglio che si trova in Trentino. Siamo nel 1944\, Lucia\, Ada e Livia sono tre sorelle adolescenti inseparabili\, figlie di un eccentrico insegnante. Quando in paese arriva Pietro\, un soldato siciliano\, Lucia si innamora di lui e rimane incinta. I due sono costretti a sposarsi. Gli equilibri della famiglia cambiano\, Livia è la preferita e Ada si sente trascurata. Tutti sentono la mancanza di Lucia quando nel 1945\, finita la guerra\, parte con Pietro e suo figlio per la Sicilia. Ma una volta arrivata scopre nel peggiore dei modi che suo marito era già sposato. Sua moglie\, scoperto il matrimonio con Lucia\, si vendica sparandogli. La giovane vedova e il suo bambino devono ricostruirsi una vita rimettendo insieme i pezzi del passato del marit0. Vermiglio è un film scritto e diretto da Maura Delpero\, regista italiana alla sua seconda opera dopo l’esordio con Maternal (2019). La regista ha scritto la sceneggiatura prendendo ispirazione dai luoghi e dalla storia della sua famiglia\, ma ambientando il tutto durante la fine della Prima guerra mondiale. La storia si svolge a Vermiglio\, piccolo paese di montagna del Trentino\, che dà anche il nome alla pellicola; i dialoghi sono perlopiù in dialetto locale e gli attori sono quasi tutti volti poco noti o non professionisti\, ad eccezione di Tommaso Ragno\, che veste i panni del capofamiglia. Il film è stato presentato in concorso al Festival di Venezia 2024\, vincendo il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria e il Green Drop Award.” Credits: comingsoon.it \nGenere:Drammatico\nAnno:2024\nRegia:Maura Delpero\nAttori:Tommaso Ragno\, Giuseppe De Domenico\, Roberta Rovelli\, Martina Scrinzi\, Orietta Notari\, Carlotta Gamba\, Santiago Fondevila Sancet\, Rachele Potrich\, Anna Thaler\, Patrick Gardner\, Enrico Panizza\, Luis Thaler\, Simone Bendetti\, Sara Serraiocco\nPaese:Italia\, Francia\, Belgio\nDurata:119 min\nDistribuzione:Lucky Red\nSceneggiatura:Maura Delpero\nFotografia:Mikhail Krichman\nMontaggio:Gianluca Mattei\nMusiche:Matteo Franceschini\nProduzione:Cinedora\, Charades\, Versus\n 
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SUMMARY:BGKO - Barcelona Gipsy balKan Orchestra
DESCRIPTION:5 novembre 2024 _ ore 20.45 \nMargherita Abita | voce\nIvan Kovacevic | contrabbasso\nJulien Chanal | chitarra\nPere Nolasc Turu | violino\nFernando Salinas | fisarmonica\nXavi Pendòn | clarinetto\nAlbert Enkaminanko | percussioni \nLa Barcelona Gipsy balKan Orchestra (BGKO)\, ensemble internazionale con base a Barcellona\, è diventato un punto di riferimento per la world music: il sound unico e contemporaneo del gruppo deriva dalla sua appassionata e inarrestabile esplorazione dei suoni e dei timbri della musica rom\, klezmer\, balcanica e mediterranea\, intesi come un insieme di tradizioni musicali e culture diverse che va oltre ogni confine etnico e geografico. \nUn itinerario musicale contraddistinto da un’esperienza sonora vibrante\, che fonde immaginari diversi in una sinfonia unica dal ritmo travolgente che ha già conquistato gli ascoltatori di oltre 30 paesi. \nIl nuovo album\, dal titolo “7”\, rappresenta un viaggio dirompente di nuove composizioni; il concept ruota attorno a questo numero\, profondamente radicato nella simbologia di molte culture del mondo: Siete\, Sette\, Set\, Sept\, Седам\, Zazpi \, Επτά\, Сім\, Sep\, una sorta di preghiera\, una reliquia\, una melodia impressa nella mente che valorizza più di mille parole il senso della multiculturalità e la ricchezza della diversità. \n  \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:THE APPRENTICE - ALLE ORIGINI DI TRUMP
DESCRIPTION:Ven 1\, sab 2 e dom 3 novembre alle ore 18 e alle 20.30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00\n \nTHE APPRENTICE – ALLE ORIGINI DI TRUMP\nUSA\, Danimarca\, Irlanda\, Canada\, 2024\, 120 min.\ndi Ali Abbasi\ncon Sebastian Stan\, Jeremy Strong\, Maria Bakalova \nTutto quello che avreste voluto sapere su Trump e non avete mai osato chiedere!\nUn’immersione nel ventre dell’impero americano che racconta l’ascesa al potere del giovane Donald Trump per mezzo dell’influente avvocato e faccendiere politico Roy Cohn.\nPrende il titolo dal reality show condotto per anni dall’allora magnate immobiliare il biopic scritto dal giornalista Gabriel Sherman e diretto dal regista iraniano naturalizzato danese.Ali Abbasi (“Border”\, “Holy Spider”) presentato al Festival di Cannes.\nNew York\, anni 70. Determinato a uscire dall’ombra del potente padre e a farsi un nome nel settore immobiliare di Manhattan\, l’aspirante magnate Donald agli inizi della sua carriera incontra l’uomo che diventerà una delle figure più importanti della sua vita: il faccendiere Roy Cohn. Vedendo del potenziale in lui\, il controverso avvocato insegna al suo nuovo allievo come accumulare ricchezza e potere con l’inganno\, l’intimidazione e la manipolazione mediatica. \nIl resto è storia.
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