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SUMMARY:Figli di un dio minore
DESCRIPTION:19 marzo 2017\, ore 21 \ndi Mark Medoff\ntraduzione Lorenzo Gioielli\nregia Marco Mattolini\ncon Giorgio Lupano e Rita Mazza\ne con Cristina Fondi\, Francesco Magali\, Gianluca Teneggi\, Deborah Donadio\nuna produzione a.ArtistiAssociati – OTI Officine del Teatro Italiano \nNon era stato mai ancora messo in scena in Italia il testo teatrale di Mark Medoff reso celebre sul grande schermo dalla coppia da Premio Oscar interpretata da William Hurt e dall’attrice sordomuta Marlee Matlin\, nel 1986.\nCi ha pensato Marco Mattolini per la compagnia degli Artisti Associati\, a regalare ai palcoscenici italiani la storia d’amore fra Sara\, ragazza non udente (interpretata da Rita Mazza) e il suo logopedista\, il professor James (un intenso Giorgio Lupano). Una commedia intoccata dal passare del tempo per attualità e freschezza\, con la forza di un classico contemporaneo.
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SUMMARY:La bastarda di Istanbul
DESCRIPTION:13 marzo 2017 ore 21 \ndall’omonimo romanzo di Elif Shafak (traduzione di Laura Prandino – Ed. Rizzoli)\nriduzione e regia Angelo Savelli\ncon Serra Yilmaz\ne Valentina Chico\, Riccardo Naldini\, Monica Bauco\, Marcella Ermini\, Fiorella Sciarretta\, Diletta Oculisti\, Elisa Vitiello\nvideo-scenografie Giuseppe Ragazzini\ncostumi Serena Sarti\nluci Alfredo Piras\nelementi scenici Tuttascena\nI diritti d’autore di Elif Shafak sono gestiti dall’agenzia Curtis Brown\nProduzione Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi \n \nDal romanzo di Elif Shafak\, una delle scrittrici più influenti della letteratura turca contemporanea\, La Bastarda di Istanbul porta a teatro una meravigliosa saga inter-etnica\, con protagonista Serra Yilmaz\, splendida attrice icona del cinema del regista turco Ferzan Ozpetek. Una storia ironica\, appassionante\, che ricorda la persecuzione e lo sterminio del popolo armeno\, tanto più necessaria oggi\, nei nostri tempi di inquietudini\, insicurezze\, intolleranze.\nLa giovane Asya è una bastarda. Nessuno nella sua casa di Istanbul – un gineceo popolato di mamme\, zie e nonne – le sa dire o le vuol dire chi è suo padre. L’unico uomo di casa\, lo zio Mustafà è da tempo emigrato in America. Rose è una donna americana sposata a un immigrato armeno discendente da una famiglia scampata all’eccidio del 1915. Una famiglia talmente invadente che Rose\, pur avendo una figlia\, divorzia e si risposa\, per ripicca\, con un turco: Mustafà.\nQualche tempo dopo\, Armanoush\, la figlia di Rose decide di andare di nascosto a Istanbul\, presso la famiglia del patrigno\, per ritrovare le proprie radici armene. Frequentando la cugina Asya\, la sua famiglia e i suoi amici\, si accorge di non odiare affatto i turchi. Un segreto lega la Turchia all’America\, i turchi agli armeni\, Asya ad Armanousch. Un segreto che forse non verrà svelato. Un segreto che ha l’aspetto di un’antica spilla di rubini a forma di melograna.
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SUMMARY:MIMI'... CON NOI. Le più belle canzoni di Mia Martini
DESCRIPTION:10 marzo 2017 ore 21 \nLa voce di  Myriam Civettini\, dal timbro straordinariamente vicino a quello di Mia Martini\, con lo spettacolo “Mimì… con noi”\, ci regalerà\, a ventun’anni dalla sua prematura scomparsa\, un po’ di quelle emozioni che la cantante calabrese ha sempre suscitato in ognuno di noi\, con pagine di assoluta bellezza da lei interpretate nel corso della sua travagliata carriera e vicenda umana e che per nulla al mondo devono essere dimenticate. Myriam\, accompagnata sul palco da una band eccezionale\, canterà le gemme più preziose del repertorio di Mimì\, come “Minuetto”\, “Gli uomini non cambiano”\, “Piccolo uomo”\, “Almeno tu nell’universo” e molte altre.
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SUMMARY:QUINTORIGO feat. Roberto Gatto in concerto
DESCRIPTION:22 febbraio 2017 ore 21 \nCercare\, inventare\, sconvolgere\, distruggere per poi ricostruire: il jazz\, il blues\, il rock. \nI Quintorigo con il loro inconfondibile stile e con l’eccezionale partecipazione di Roberto Gatto alla batteria\, destrutturano e ricompongono Charles Mingus\, Jimi Hendrix e Frank Zappa: tre giganti della musica moderna\, in Trilogy\, un compendio dalla recente produzione discografica dei Quintorigo: Play Mingus\, Quintorigo Experience\, e Around Zappa. Trilogy non è un tributo\, né un insieme di cover\, ma piuttosto un modesto\, sentito\, filologico omaggio sperimentale a queste tre immense icone della musica\, attraverso le infinite influenze e le ispirazioni che questi maestri continuano a produrre nel panorama jazz\, rock\, blues internazionale. \n 
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SUMMARY:La parola padre
DESCRIPTION:2 febbraio 2017 ore 21 \ndrammaturgia e regia Gabriele Vacis\ncon Irina Andreeva (Bulgaria)\, Alessandra Crocco (Italia)\, Aleksandra Gronowska (Polonia)\, Anna Chiara Ingrosso (Italia)\, Maria Rosaria Ponzetta (Italia)\, Simona Spirovska (Macedonia)\nscenofonia e allestimento Roberto Tarasco\ncoordinamento artistico Salvatore Tramacere\nassistente alla regia Carlo Durante\ntraining Barbara Bonriposi\nproduzione Cantieri Teatrali Koreja \nLa parola padre è uno spettacolo di donne. Sei donne di quattro diversi Paesi e culture\, a confronto nella loro relazione con la figura paterna. Tutte hanno conti in sospeso con la loro patria\, tutte hanno questioni aperte con i loro padri. In quanti modo si può dire padre? In quanti modi si declina la relazione con questa figura di riferimento\, in presenza o in assenza? Immagini\, danze\, musiche\, dialoghi e parole frullano identità impossibili\, mobili\, fluide. \nSei giovani donne si incontrano in uno dei tanti crocevia del presente. Quei non luoghi che frequentiamo senza vedere. Ola\, Anna Chiara\, Simona\, Irina\, Alessandra\, Rosaria. Tre sono italiane\, una è polacca\, una è bulgara\, una è macedone.\nTutte parlano più o meno inglese.\nQuali sentimenti coltivano sei ragazze di nazionalità diverse\, che si parlano attraverso una lingua comune superficiale?\nHanno memorie comuni? Che storie possono raccontarsi e raccontare? E\, soprattutto hanno una storia comune da raccontare?\nCon le sei ragazze ho fatto lunghe interviste che ho ripreso in video. Più che interviste sono sedute psicanalitiche.\nHo chiesto loro di raccontarmi quando hanno avuto davvero paura\, quando si sono sentite al sicuro.\nLa paura è il sentimento dominante del nostro tempo. Perché possediamo tanto. Perlopiù cose. Quindi abbiamo paura che gli altri\, che il resto del mondo\, a cui abbiamo rubato il tanto che abbiamo\, ci presenti il conto. Abbiamo paura che ce lo portino via.\nAlle sei ragazze ho chiesto di raccontare storie\, non ho chiesto opinioni.\nSono venute fuori testimonianze diverse: se una ha vissuto sei\, sette anni sotto il comunismo\, ha paure e desideri diversi da una che discende da Alessandro il Macedone.\nPer queste ragazze è molto importante raccontare il padre. I loro padri…fino ad Alessandro il Macedone. E la parola padre ha la stessa radice semantica della parola patria.\nGabriele Vacis \nwww.teatrokoreja.it
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SUMMARY:LONTANO\, LONTANO... concerto per Luigi Tenco
DESCRIPTION:27 gennaio 2017 ore 21 \nUn supregruppo in un inedito progetto per ricordare il grande Luigi Tenco\, nel giorno esatto in cui il cantautore\, 50 anni fa\, si tolse la vita in una stanza d’albergo a Sanremo: un fatto tragico\, dai contorni ancora oggi poco chiari\, di cui si continua a discutere. Indiscutibile\, invece\, è la sua musica\, fatta di capolavori come “Mi sono innamorato di te”\, “Ciao amore ciao”\, “Lontano Lontano”… Testi crepuscolari\, che raccontano poeticamente le piccole ma preziose emozioni quotidiane di un controverso giovane artista degli anni ’60\, mettendo in primo piano l’originalità e l’intensità della sua vena compositiva.
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SUMMARY:Dichiaro guerra al tempo
DESCRIPTION:19 gennaio 2017 ore 21 \nda I Sonetti di William Shakespeare\ncon Manuela Kustermann e Melania Giglio\nmusiche Pink Floyd\, David Bowie\, Queen\, Rolling Stones\, Joni Mitchell\, Peter Gabriel\na cura di Daniele Salvo\nuna produzione Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello (Roma) / Festival La Versiliana \nDue donne giacciono sprofondate negli abissi del tempo. Una in epoca elisabettiana\, l’altra in epoca moderna.\nAbitano la stessa stanza. Non si vedono\, non si parlano direttamente\, ma sicuramente si percepiscono.\nLa stanza è la stanza della memoria. Ovunque\, manoscritti\, versi\, perpetue parole\, spartiti musicali. I versi appartengono a William Shakespeare.\nIn un dialogo che pare inesauribile\, le due donne si interrogano ancora e ancora sulla vera natura dell’amore. Sul confine tra amore e amicizia.\nIn che cosa differiscono l’amore passionale e quello ideale? Quando possiamo parlare di affinità elettive?\nShakespeare nei suoi sonetti indaga tutti i possibili aspetti dell’amore. E l’amore stesso diviene così lo strumento d’eccellenza per conoscere se stessi\, l’altro\, il mondo\, la poesia\, la bellezza e la caducità.
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SUMMARY:PAOLO FRESU Devil 4et
DESCRIPTION:13 gennaio 2017 ore 21 \nSono insieme da oltre un decennio\, i musicisti del Devil Quartet. Protagonisti di un intenso viaggio musicale\, confluito nell’ultimo disco pubblicato\, “Desertico”\, tra l’Africa e il mondo occidentale attraverso il jazz\, il rock e il meticcio. \nLa poetica di Paolo Fresu è sempre in evidenza ma ugualmente trainante è l’energia ritmica e la coesione tra i componenti del gruppo\, elementi fondamentali di questa ormai storica formazione italiana. Anche in “Desertico”\, come nel precedente “Stanley Music”\, i brani sono scritti per la maggior parte da tutti i membri del gruppo. I quattro\, infatti\, non si risparmiano e creano una performance densa di emozioni\, sudore e anima. Qui ascolteremo i nuovi brani che faranno parte dell’imminente nuovo lavoro discografico.
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SUMMARY:Il solito viaggio
DESCRIPTION:10 gennaio 2017 ore 21 \ndi Matteo Oleotto e Filippo Gili\nregia Matteo Oleotto\ncon Marina Massironi\, Roberto Citran\, Luisa De Santis\, Giancarlo Ratti\, Aram Kian\nuna produzione La Contrada – Teatro Stabile di Trieste\n \nNon è un ufficio di collocamento. Non è un’agenzia interinale. Non è l’anagrafe\, né\, come di primo acchito sembra\, un’agenzia di viaggi. Lì non si comprano sogni\, case\, lavori\, svaghi: lì si aiuta nel migliore dei modi… chi vuol togliersi la vita. Buttarsi giù? E da dove? Da una montagna\, da un palazzo\, da un monumento? Barocco? Antico? Oppure sotto un treno? O meglio\, sotto una macchina? Un suicidio che lasci il segno? In più\, l’agenzia offre pacchetti ottimizzati: forse in due no\, ma in tre\, a morire in quello stravagante modo\, si può fare!… Pomeriggio inoltrato. Prima Franco\, poi Zelda\, entrano in ufficio. Da alcuni giorni hanno deciso di aprire l’attività la sera\, sperando di intercettare più clienti. Qualcuno bussa: è Bartolo\, con una donna\, Graziana\, sua madre. La situazione è strana\, si capisce che l’organizzazione viaggi copre\, in realtà\, un ben diverso servizio: favorire e ottimizzare la scelta di luoghi splendidi e originali per aspiranti suicidi. I gestori illustrano il catalogo delle loro proposte. Improvvisamente suona la porta. Entra un uomo in divisa: Anacleto. Zelda sbianca\, madre e figlio non sanno cosa fare. Dopo una serie di fraintendimenti\, si capisce che Anacleto non è lì per fare dei controlli\, è semplicemente un agente di polizia che ha voglia di farla finita. Tutti discutono animatamente sui vari pacchetti collettivi proposti dall’agenzia\, ma sul più bello ecco un black-out. Dopo i primi attimi di panico ci si rende conto che – finestre serrate\, ascensori fuori uso e scale pericolose al buio – i cinque sono prigionieri. Proteste\, lamenti\, rivendicazioni. Chi è claustrofobico\, chi ha paura del buio\, chi pretende\, in assoluta discordia con gli altri\, un’assistenza suicida immediata… Surreale e dissacrante\, la commedia di Matteo Oleotto e Filippo Gili interpreta con ironia l’insicurezza e la fragilità che pervade il nostro mondo\, il cinismo di coloro che speculano sulla debolezza altrui\, mentre in realtà si è alla ricerca disperata di un contatto con altri esseri umani per sentirsi vivi.
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SUMMARY:Souper
DESCRIPTION:20 dicembre 2016 ore 21 \ndi Ferenc Molnár\ntraduzione Ada Salvatore\nadattamento e regia Fausto Paravidino\ncon Filippo Borghi\, Adriano Braidotti\, Ester Galazzi\, Andrea Germani\, Lara Komar\, Riccardo Maranzana\, Francesco Migliaccio\, Maria Grazia Plos e Federica De Benedittis\nscene Laura Benzi\nluci Alessandro Macorigh\nsuono e video Daniele Natali\ncostumi Sandra Cardini\nuna produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \nScandali e corruzione sono al centro di Souper nell’adattamento e messa in scena di uno dei più talentuosi drammaturghi italiani\, FAUSTO PARAVIDINO che riscopre l’attualità insita nella pièce\, ironica e tagliente\, di Ferenc Molnár (1930). \nUn direttore di banca\, il giorno del suo compleanno invita gli amici a cena. Il festeggiamento dei successi di tutta una vita con le persone con cui più sono stati condivisi viene interrotto e troncato dall’arrivo di un ispettore di polizia\, che cambia all’improvviso ogni prospettiva fra le relazioni. Le persone radunate attorno a quella tavola sono ancora gli amici che qualche istante prima brindavano e ridevano? Tutto il sostegno avuto nel costruire questa luminosa carriera è sempre avvenuto alla luce del sole e nella piena legalità? \nLa casta\, gli interessi\, la giostra di amanti\, affari\, regali e ricatti\, finiscono per ricordarci da vicino gli ingredienti di una narrazione straordinariamente presente della società e della politica del XXI secolo. \nL’attualità è nel testo e non credo che vada particolarmente forzata\, perché l’attualità vera a teatro annoia: vederla in scena ti fa assistere a qualcosa di già vecchio… Invece è più divertente trovare l’attualità nei testi scritti tanto tempo fa: si fa il percorso inverso. Si guarda la nostra attualità del momento e si scopre che non è attualità per niente\, che più o meno siamo fatti da sempre così! Ad esempio\, siamo – giustamente – così sconvolti dalla nostra corruzione\, che sembra sia stata inventata adesso… E invece i meccanismi della nostra corruzione sono così antichi che ci si scrivevano sopra commedie nel primo Novecento facendoci grandi sghignazzate.\nEcco la vera componente d’attualità.\nFausto Paravidino \nwww.ilrossetti.it
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SUMMARY:MITTELEUROPA ORCHESTRA Concerto di fine anno
DESCRIPTION:19 dicembre 2016 ore 21 \nConcerto di fine anno \ncon la Mitteleuropa Orchestra – direttore Maestro Giovanni Pacor \nIl Concerto di Fine Anno della Mitteleuropa Orchestra è diventato un appuntamento irrinunciabile per chi vuole vivere l’atmosfera natalizia impreziosita da una musica a dir poco trascinante. Un programma effervescente e raffinato\, testimonianza della gioia di vivere e della spensieratezza\, un magico e indimenticabile viaggio tra polke\, valzer\, marce e ouverture in uno spumeggiante concerto caratterizzato dalle irresistibili musiche di Gounod\, Waldteufel\, Offenbach\, Smetana\, e Lehar\, con un omaggio alle musiche di Strauss II\, famiglia di musicisti e compositori fra i più originali del panorama musicale dell’Ottocento\, non a caso tra i più eseguiti nel periodo di fine anno da tutte le più importanti formazioni orchestrali. \nPROGRAMMA \nÉ.J. Offenbach (1819-1880) La gaité parisienne\, Ouverture \nCh. Gounod (1818-1893) Walzer da Faust \nÉ. Waldteufel (1837-1915) Estudiantina\, Walzer Op. 191 \nSmetana (1824-1884) Tanz der Komödianten \nLehar (1870-1948) Gold und Silber\, Konzertwalzer Op. 79 \nStrauss II (1825-1899) Der Zigeunerbaron\, Ouverture \nJohann II e Joseph Strauss (1827-1870) Pizzicato Polka \nStrauss II Quadriglie\, da “Un ballo in maschera” \nStrauss II Tritsch-Tratsch Polka \nStrauss II Rosen aus dem Süden Walzer Op. 388
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SUMMARY:Tanti lati latitanti
DESCRIPTION:10 dicembre 2016 ore 21 \ndi Alessandro Besentini\, Francesco Villa e Antonio De Santis\nregia Alberto Ferrari\ncon Ale e Franz\nuna produzione ITC2000 \nIn tandem comico\, ALE E FRANZ ci divertono con l’infallibile dinamica della loro relazione a due: due uomini insicuri\, irrisolti\, attanagliati da dubbi\, stralunati. Tanti lati della stessa natura\, la natura umana. \nLati tanti – Tanti lati della vita e degli uomini.\n A conoscerli tutti come sarebbe più semplice poi capirsi.\n Ogni incontro nasce da una coppia. Ogni dialogo nasce da un incontro. A ogni azione verbale e non\, corrisponde una risposta… quella dell’altro.\n È così che come Ale & Franz esploriamo il mondo delle relazioni.\n L’inesauribile materiale umano è sempre il nostro punto di partenza da cui tutto nasce.\n Di tutto può parlare l’uomo. Tutto può smontare e rimontare il ragionamento umano.\n Sottolineare le cose in base alle diverse angolazioni in cui ogni persona le osserva\, diventa il segreto per ridere di noi stessi.\n Lati tanti – Tanti lati in cui riconoscersi e fingere di non vedere che siamo proprio noi questi uomini. Noi con i nostri modi di vivere\, di pensare\, i nostri tic e le nostre ingenuità e virtù\, le nostre forze e la nostra inesauribile e unica follia.\n Un vedersi allo specchio\, un cercarsi e riconoscersi tra la folla e ridere (tanto) di gusto insieme.\nAle & Franz
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SUMMARY:RossinTestaPaolo Rossi canta Gianmaria Testa
DESCRIPTION:3 dicembre 2016\, ore 21 \ncon Paolo Rossi – voce\nEmanuele Dell’Aquila – chitarre\ne I Virtuosi del Carso\ncordinamento scenico Paola Farinetti\ndsegno luci Andrea Violato\ncanzoni originali di Gianmaria Testa\nfonica Francesco Groppo \nideato e pensato da Produzioni Fuorivia in collaborazione con Teatro Colosseo di Torino. \nLa poesia del cantautore prova ad abitare la satira dell’attore in un progetto speciale ideato e pensato da Produzioni Fuorivia in collaborazione con Teatro Colosseo di Torino. \nPaolo Rossi\, il più stralunato e incisivo degli attori comici italiani\, una passione e un talento mai nascosto per la musica\, e Gianmaria Testa\, cantautore abituato a confrontarsi con il teatro -ma qui presente solo nella veste di autore\, come era previsto sin dall’inizio\, prima ancora della sua scomparsa- condividono da tempo un viaggio fatto di amicizia\, destino\, lavoro. Le canzoni di Gianmaria – scritte per alcuni lavori teatrali di Rossi fra cui il nuovo Molière – trovano nell’interpretazione di Paolo una nuova veste\, restituiscono spazio al concetto stesso del teatro-canzone che fu di Gaber e di Iannacci.\nUn concerto teatrale\, se vogliamo dirla in un altro modo\, diviso idealmente in 4 capitoli: il teatro\, con straordinarie canzoni dedicate al mestiere dell’attore e al rapporto tra persona e personaggio\, le donne\, il sociale e anche un omaggio a Jannacci\, amatissimo da entrambi\, sia da Paolo che da Gianmaria. Il tutto arricchito dalla bravura dei musicisti in scena (Emanuele dell’Aquila e i Virtuosi del Carso\, ovvero: Stefano Bembi\, Bika Blasko\, Alex Orciari e Roberto Paglieri) e da un allestimento molto curato con le belle luci di Andrea Violato e pochi\, ma molto significativi elementi scenografici realizzati dal pittore Valerio Berruti.\nUno spettacolo di musica vestita da teatro\, sogno\, speranza\, parola e risate\nIn programma anche la realizzazione di un disco\, che uscirà prossimamente.
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SUMMARY:JAMES SENESE Napoli Centrale in concerto
DESCRIPTION:2 dicembre 2016 ore 21 \nJames Senese è un artista che non avrebbe bisogno di presentazioni. Per lui parlano la sua musica e la sua storia personale. In quasi cinquant’anni di carriera\, ha scandagliato trasversalmente la canzone leggera italiana\, il funk-jazz\, il grande cantautorato. È considerato una leggenda vivente… anche per aver scritturato un allora semi-sconosciuto Pino Daniele\, con il quale ha sempre collaborato e mantenuto un’amicizia profonda sino al suo ultimo giorno. \n“O’ sanghe” è il recente lavoro discografico che segna il nuovo orizzonte del sassofonista partenopeo\, che incontreremo sul palco di Cervignano. Funk\, blues\, venature jazz\, e tanto Mediterraneo\, tanta Napoli nelle melodie e nelle storie raccontate.
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SUMMARY:In Chopin
DESCRIPTION:26 novembre 2016 ore 21 \nmusiche Frederic Chopin\ncoreografia Marco De Alteriis\ncostumi Maria Teresa Grilli\nluci Davide Rigodanza\nincursioni musicali Concetta Cucchiarelli\ndanzatori del Balletto Teatro di Torino \nSpettacolo di danza in collaborazione con Circuito multidisciplinare del Friuli Venezia Giulia \nNel comporre la coreografia Marco De Alteriis contrappone alle note di Chopin dolci o suadenti\, brillanti o melanconiche\, ma sempre classiche\, una tecnica contemporanea graffiante\, dove i danzatori lasciano esprimere il loro sentire attraverso l’ampiezza e la fisicità del movimento\, facendosi trasportare in una dimensione immaginaria che sta al di sopra del rapporto pubblico/artista.\nLa coreografia parla di storie d’amore ma anche di solitudine\, voglia di cercarsi e di scoprirsi.\nLa semplicità di uno sguardo\, il calore degli abbracci e la musica accompagnano i danzatori a vivere realmente quello che accade in scena creando un’atmosfera intima e coinvolgente.\nMarco De Alteriis
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SUMMARY:OREGON in concerto
DESCRIPTION:17 novembre 2016 ore 21 \nIl fulcro di ogni concerto degli Oregon è un abbraccio avventuroso tra quattro virtuosi improvvisatori\, che coinvolge lo spettatore all’interno del loro incredibile processo creativo. Il quartetto ha profonde radici nel jazz ma attinge a sorgenti musicali di tutto il mondo\, trascendendo le sue origini e creando una musica globale\, che si rinnova ad ogni performance. Nel corso degli anni la formazione ha subito delle variazioni e con grande piacere vediamo farne parte un vecchio amico\, Paolino Dalla Porta\, raffinato interprete del contrabbasso più affidabile e moderno. Accanto a lui\, due tra i fondatori del gruppo\, i grandissimi Ralph Towner e Paul McCandless\, vere istituzioni del jazz degli ultimi 30 anni.
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SUMMARY:Rumori fuori scena
DESCRIPTION:30 marzo 2016 ore 21 \ndi Michael Frayn\ntraduzione di Filippo Ottoni\ncon Viviana Toniolo\, Annalisa Di Nola\, Stefano Messina\, Carlo Lizzani\, Roberto Della Casa\, Marco Simeoli\, Elisa Di Eusanio\, Claudia Crisafio\, Sebastiano Colla\nscene Bruno Garofalo\nmusiche Arturo Annecchino\nregia Attilio Corsini\nuna produzione Teatro Vittoria / Attori e Tecnici \nRumori fuori scena\, un successo mondiale\nRumori fuori scena del drammaturgo inglese Michael Fryn è la commedia più rappresentata del Novecento: tradotta in 29 lingue\, è stata messa in scena in tutto il mondo ed è anche diventata un film diretto da Peter Bogdanovich\, interpretato da Michael Caine e Christopher Reeve. In Italia\, deve il suo successo alla compagnia Attori e Tecnici fondata da Attilio Corsini\, che\, da 30 anni e più di 3000 repliche\, la porta ancora in tournée in tutta Italia\, con un successo inesauribile. \nUn congegno perfetto di risate e colpi di scena di teatro nel teatro\nLe avventure di una sgangherata compagnia teatrale impegnata nella messa in scena di una commedia\, costituiscono la trama di questo testo scritto da Frayn dopo “un’illuminante visita” nel backstage di uno spettacolo teatrale. Se nel primo atto gli spettatori si trovano ad assistere alla prova generale della pièce che si regge su un perfetto meccanismo di ingressi e uscite\, equivoci e accenti farseschi\, nel secondo\, dopo il felice debutto\, la scena si capovolge: il pubblico è invitato a sbirciare dietro le quinte\, dove s’imbatterà nelle ripicche e nei litigi tra gli attori che si riflettono nel loro comportamento sul palcoscenico\, rendendo lo spettacolo assurdamente esilarante. \nUn irresistibile pastiche di interruzioni\, errori\, isterie\, conflitti\, tensioni\, riappacificazioni a cui s’intreccerà anche qualche intrallazzo amoroso che sembra compromettere definitivamente le repliche della commedia. Solo nel terzo atto\, quando ormai la messinscena sembra irrimediabilmente compromessa\, tutto culmina nel lieto fine.
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SUMMARY:Elina Duni Quartet
DESCRIPTION:17 marzo 2016 ore 21 \nElina Duni\, voce\nNorbert Pfammatter\, batteria\nColin Vallon\, piano\nLukas Traxler\, contrabbasso \nL’Albania ritrovata di Elina \nChiuderà questa stagione musicale al Pasolini una delle voci più sorprendenti e affascinanti della nuova scena musicale europea. Elina Duni è un’artista che viene dall’Albania. La sua voce ha saputo innestarsi tra le correnti e fili della musica jazz occidentale e al tempo stesso conserva tutto il suo fascino evocativo delle sue origini culturali\, la vocalità suadente e avvolgente di una terra a cavallo tra culture balcaniche\, slave e mediorientali\,\na noi sempre più vicina e familiare. \nCon un gruppo assai affiatato e in sintonia con una musicalità più che personale\, Elina Duni ci porterà a contatto con la levità e la bellezza di una voce dall’estensione amplissima e dalla educata duttilità\, due doti che raramente si incontrano\nin una sola artista.
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SUMMARY:Sglaçât
DESCRIPTION:9 marzo 2016 ore 21 \ndi e con Fabiano Fantini\, Claudio Moretti\, Elvio Scruzzi\nspazio scenico e tecniche Luigina Tusini\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG \nspettacolo in lingua friulana \nDormiva da 30mila anni. Era ibernato nei ghiacci della Siberia e si è risvegliato a causa del riscaldamento globale. Si tratta di un virus gigante: il Pithovirus sibericum. La notizia di questa scoperta ci pone davanti a un quesito: ci sono altri esseri viventi sopiti nei ghiacci pronti a scongelarsi? Uno scenario che\, secondo alcuni scienziati\, potrebbe non essere così distante. \nSi diverte allora il Teatro Incerto\, in un gioco surreale\, ad immaginare alcune storie di scongelamenti improbabili\, storie di vite sospese che tornano in un tempo che non è più il loro tempo\, uomini e animali che\, risvegliati da un letargo ancestrale\, portano ad uno sconvolgente confronto-scontro con il presente. \nCi si congela e ci si scongela nel nuovo spettacolo del trio; e non si capisce se è preferibile la prima o la seconda condizione: restare immobili in un tempo zero\, fermo\, apparentemente statico o riprendere di nuovo il cammino\, alla scoperta di mondi nuovi\, distanti e sconosciuti.
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SUMMARY:Tante facce nella memoria
DESCRIPTION:27 febbraio 2016 ore 21 \nuno spettacolo a cura di Mia Benedetta e Francesca Comencini\ntesti liberamente tratti dalle registrazioni di Alessandro Portelli\ncon Mia Benedetta\, Bianca Nappi\, Carlotta Natoli\, Lunetta Savino\, Simonetta Solder\, Chiara Tomarelli\nluci Gianni Staropoli\ncostumi Paola Comencini\nregia Francesca Comencini\n\nLe donne della Resistenza\, le Fosse Ardeatine\, la memoria\nTante facce della memoria racconta sei storie di donne partigiane e non che nel ‘44 vissero l’eccidio delle Fosse Ardeatine\, feroce rappresaglia dopo il tragico attentato di via Rasella del 23 marzo 1944. \n“L’ordine è già stato eseguito”\n“Una cosa di cui io non m’ero mai molto reso conto prima è che lì alle Fosse Ardeatine sono morti tutti uomini e hanno lasciato tutte donne: questa è una storia che non viene mai raccontata: le vite delle persone che sono rimaste\, sua madre\, sua sorella\, cioè voi vi siete trovate…” Scrive così Alessandro Portelli nel suo libro L’ordine è già stato eseguito\, e da questa sua considerazione nasce l’idea di mettere in scena le voci di queste donne\, le loro testimonianze\, la loro storia che si ricongiunge e intreccia con la parte di una storia d’Italia e di Roma in particolare\, profondamente significativa per la costruzione di ciò che siamo adesso. \nMarisa\, Carla\, Ada e le altre\nPartigiane\, parenti delle vittime\, testimoni\, figure di resistenza all’occupazione di Roma: sono loro le protagoniste di questo spettacolo che poggia sono una vitalissima memoria orale\, emotiva\, sensitiva. La lucidità di Marisa Musu\, il coraggio di Carla Capponi\, l’intelligenza popolare di Gabriella Polli e di Ada Pignotti\, la passione della Simoni e della Ottobrini\, ricostruiscono attraverso il proprio sguardo personale un periodo storico tragico della nostra Storia recente.
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SUMMARY:Richard Galliano & Sylvain Luc
DESCRIPTION:16 febbraio 2016 ore 21 \nLa Vie en Rose\nRichard Galliano\, fisarmonica\nSylvain Luc\, chitarra \nUna fisarmonica e una chitarra per Edith \nChitarra e fisarmonica formano un’armoniosa coppia sotto le dita sensibili di questi due virtuosi vicendevolmente uno al servizio dell’altro per un omaggio imperdibile alla grande voce di Edith Piaf\, a cent’anni dalla nascita.\nRegistrato nell’agosto scorso negli studi Buissonne\, La Vie en Rose ben riflette la profonda intesa e sintonia fra Richard e Sylvain. \nA partire dai temi delle leggendarie canzoni scritte e interpretate da Edith Piaf\, sviluppano le loro improvvisazioni sia simultaneamente che alternandosi fra parte principale e di supporto. \nLa magia si crea anche nel rileggere i lavori meno conosciuti\, ma altrettanto coinvolgenti\, di Gus Viseur ed alcuni brani dello stesso Galliano\, il massimo interprete della fisarmonica a livello mondiale.
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SUMMARY:La fabbrica dei preti
DESCRIPTION:12 aprile 2016 ore 21 \ndi e con Giuliana Musso\nassistenza e ricerche fotografiche Tiziana De Mario\nresponsabile tecnico Claudio Parrino\ncollaborazione allestimento Massimo Somaglino\nrealizzazione video Giovanni Panozzo e Gigi Zilli\nelementi di scena Francesca Laurino\nricerche bibliografiche Francesca Del Mestre\nconsulenza musicale Riccardo Tordoni\nuna produzione La Corte Ospitale \nLa Fabbrica dei Preti: un reportage\, un album di fotografie\, tre vite\nLa Fabbrica dei Preti intreccia tre diverse forme di racconto: un reportage della vita nei seminari declamato dal “pulpito” (ispirato al racconto omonimo di Don Antonio Bellina)\, la proiezione di tre album fotografici e la testimonianza vibrante di tre personaggi: un timido ex-prete\, un ironico prete anticlericale ed un prete poetaoperaio. Sul palco una serie di schermi di proiezione degli anni ’60 e alcuni abiti appesi: una tonaca\, un vestito da sposo\, un clergyman\, una tuta da operaio. Giuliana Musso dà voce con emozionante maestria ai tre sacerdoti\, tre uomini anziani che si raccontano con franchezza: la giovinezza in un seminario\, i tabù\, le regole\, le gerarchie\, e poi l’impatto col mondo e col mondo delle donne\, le frustrazioni ma anche la ricerca e la scoperta di una personale forma di felicità umana. \n“Lo spettacolo\, mentre racconta la storia di questi ex-ragazzi\, ex-seminaristi\, ci racconta di noi\, delle nostre buffe ipocrisie\, paure\, fragilità… e della bellezza dell’essere umano. E così mentre ridiamo di loro\, ridiamo di noi stessi e mentre ci commuoviamo per le loro solitudini possiamo\, forse\, consolare le nostre.”\nGiuliana Musso
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SUMMARY:Iiro Rantala
DESCRIPTION:5 febbraio 2016 ore 21 \nMy Working Class Hero. Tribute to John Lennon \nIiro Rantala\, piano \nOmaggio al John di Liverpool John \nLennon avrebbe compiuto 75 anni il 9 ottobre di quest’anno. In sua memoria\, Iiro Rantala\, un pianista tra i più apprezzati\ndel Nord Europa e ormai acclamato in tutto il mondo\, ha scritto un album che ora diventa anche un concerto dal vivo\, intenso e catturante\, capace di coniugare la limpidezza delle canzoni di Lennon con le possibilità espressive del jazz. \n“Ho ascoltato Lennon prima ancora di imparare qualcosa sul jazz – spiega Rantala. “Happy Xmas\, War is Over” è stato il mio primo incontro con la sua musica\, quando cantavo nel coro della scuola. Come può essere\, mi chiedevo\, che questo tipo possa scrivere una musica così semplice ma così potente?” \nUn pianismo minimal con atmosfere del Nord \nDa quell’incontro\, Lennon è diventato il suo “working class hero”\, e per il suo tributo ci regala il suo pianismo moderno\ne sintetico\, talvolta minimale\, non concedendo nulla al romanticismo di maniera\, ma affrontando improvvisazioni che restituiscono tutto lo spirito e l’emozione suscitata in lui dall’incontro con il grande di Liverpool.
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SUMMARY:Piero Purini
DESCRIPTION:22 gennaio 2016 ore 21 \nRifiuto la guerra\nconcerto e narrazione di e con Piero Purini \nPiero Purini\, voce e sax\nPaolo Venier\, voce\nAljosa Starc-Cada\, pianoforte\, fisarmonica\, clarinetto\nOlivia Scarpa\, fagotto \nNo more war \nRifiuto la guerra è uno spettacolo storico-musicale di Piero Purini che lo vede protagonista di un viaggio che cerca di far luce su aspetti ancora poco conosciuti del primo conflitto mondiale e ci riporta in un racconto serrato ed emozionante sui luoghi dove si svolsero alcune delle battaglie più cruente. Migliaia di uomini cercarono di evitare la guerra\, chi cercando di resistere alla montante esaltazione patriottica e alla propaganda bellicista\, chi cercando semplicemente di sfuggire al fronte attraverso la diserzione o la renitenza\, chi ancora rifiutando di eseguire gli ordini e ammutinandosi. \nAscolteremo canzoni di protesta e di rivolta che i soldati di tutte le nazioni coinvolte intonarono come atto di dissenso profondo alla guerra.
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SUMMARY:L'amore ai tempi del colera
DESCRIPTION:16 gennaio 2016 ore 21 \noperita musical per cantattrice e suonatori\ndal romanzo di Gabriel Garcia Marquez\ncon Laura Marinoni\nmusica dal vivo Alessandro Nidi (pianoforte)\, Marco Caronna (chitarra e percussioni)\nscene e costumi Rosanna Monti\nregia Cristina Pezzoli\nuna produzione Pierfrancesco Pisani\, Nidodiragno e Parmaconcerti\nin collaborazione con infinito srl e il Funaro/Pistoia \nUn amore atteso “51 anni\, 4 mesi e 11 giorni\, notti comprese”\nCantare un amore a distanza che dura tutta la vita fino a compiersi nella vecchiaia avanzata è la straordinaria invenzione narrativa di uno dei più grandi autori di storie del nostro tempo\, recentemente scomparso: Gabriel García Márquez.\nFlorentino e Fermina sono i protagonisti di questa storia indimenticabile. Si incontrano poco più che adolescenti\, si innamorano e si separano\, ma si tengono nel cuore da lontano\, mentre le loro vite scorrono parallele con le scelte che ne conseguono: marito\, amanti\, figli\, infelicità e abitudine. Quello che si era acceso tra loro nella prima giovinezza si compie con uno stupefacente happy end autunnale. \nUna ricerca di “fusion” tra parole e musica\nLa potente epopea romantica di L’amore ai tempi del colera autorizza ad aprire un dialogo tra episodi e personaggi e musica. E così la musica accompagna quasi tutto lo spettacolo\, in un inseguirsi di parole e musica senza soluzione di continuità. Musica caraibica – la musica dei luoghi dove è ambientato il romanzo – ma anche “incursioni” in altri generi musicali: da Gardel alla morna\, dalla canzone francese a quella brasiliana\, fino ad arrivare a Jannacci\, Paolo Conte\, Joni Mitchell\, Nina Simone\, Cesaria Evora.\nMusica e canzoni entrano in cortocircuito con le vicende e le atmosfere del romanzo e rivelano un’inedita e “scanzonata” Laura Marinoni che recita e canta accompagnata dal vivo da Marco Caronna (chitarra e percussioni) e Alessandro Nidi (pianoforte).
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SUMMARY:Fragile XXL
DESCRIPTION:7 gennaio 2016 ore 21 \ncirco teatro per clown\, acrobati\, scatole e note musicali\ncon Benoit Roland\, Emanuele Pasqualini\, Emmanuelle Annoni\, Pol Casademunt\, Flavio Costa\nmusiche originali eseguite dal vivo da Flavio Costa\nscene e costumi Licia Lucchese\ndisegno luci Alessandro Scarpa\nregia Ted Keijser\nuna produzione Pantakin Circo Teatro (Italia) / Compagnie AD HOC (Francia)\ncon il sostegno di Espace Catastrophe – Centre International de Crèation des Artes du Cirque (Belgio) / Comune di Scorzè / Comune di Cadoneghe / A ss. Carichi Sospesi \nCirco teatro con la forza di un film muto di Chaplin\nFragile XXL è uno spettacolo di circo teatro per clown\, acrobati\, scatole e note musicali\, costruito intorno all’idea di imballaggio\, alle scatole di cartone\, alla relazione dell’uomo con un materiale.\nAl tempo stesso\, lo spettacolo deve la sua ispirazione ai film muti d’inizio Novecento con Charlie Chaplin\, Buster Keaton\, Laurel e Hardy e alla loro straordinaria capacità di raccontare emozioni e avventure con la sola forza delle loro azioni. I due attori protagonisti formano infatti un duo affiatato e collaudato come lo erano Stanlio e Olio e danno vita a uno visione fatto di piccole meraviglie e di rapporti umani. Il gioco dello stupore si amplifica con la presenza di due artisti circensi\, fra acrobatica e virtuosismi di equilibrismo. \nNiente storie! Abbiamo solo voglia di giocare con le scatole! “\n“Così senza proferire alcuna parola\, abbiamo riempito il palcoscenico con un mare di scatole e lo spazio\, abitato principalmente da due stralunati personaggi\, si è trasformato in una ditta di spedizioni con una ferrea logistica\, nella sala operatoria di un ospedale\, in un ristorante caleidoscopico\, in un canile con cani quadrati\, in un teatro pirandelliano con scatole in cerca di essere spedite\, in un acquario cinese\, in un circo sott’acqua e tanto altro ancora.\nTed Keijser\, il regista
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SUMMARY:Aiar di Tuessin 2.0
DESCRIPTION:22 dicembre 2015 ore 21 \nDîs musichis par dîs poetis\nAlessandra Kersevan\, voce\nGiancarlo Velliscig\, voce\nClaudio Cojaniz\, pianoforte\nNevio Zaninotto\, sassofoni\nRomano Todesco\, contrabbasso e fisarmonica\nFabio Turchini\, voce narrante \nUn sentiero musicale per la voce dei poeti \nAiar di Tuessin è un progetto che viene da lontano e ritorna sul palco a oltre 25 anni dalla sua prima uscita in una versione rinnovata e in sintonia con questo momento storico in cui la lingua friulana rivendica la sua bellezza\, unicità e peculiarità\, generando grandi aperture artistiche e a una fioritura poetica ricchissima. \nPier Paolo\, Elio\, Novella e le altre voci del nostro Friuli \nIl gruppo di musicisti ripropone dunque con grande coinvolgimento e rinnovata emozione una decina di brani poetici di altrettanti poeti tra i più noti della scena letteraria friulana – Pier Paolo Pasolini\, Elio Bartolini\, Amedeo Giacomini\, Galliano Zof\, Leonardo Zanier\, Novella Cantarutti\, Nico Naldini\, Giuseppe Mariuz\, Siro Angeli e Beno Fignon – in una cornice narrata dalla voce di Fabio Turchini che ne ricolloca storicamente il percorso\, dal profilo artistico e umano.
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SUMMARY:Le difettose
DESCRIPTION:18 dicembre 2015 ore 21 \ntratto dal romanzo “Le Difettose” di Eleonora Mazzoni\nadattamento teatrale di Eleonora Mazzoni\, Serena Sinigaglia e Emanuela Grimalda\ncon Emanuela Grimalda\nregia Serena Sinigaglia\nproduzione Eva contro Ave – La Corte Ospitale \nPerché le “difettose”?\nLe difettose è un romanzo adattato per il teatro dalla sua stessa autrice\, Eleonora Mazzoni\, straordinario perché sa raccontare un mondo\, quello della sterilità e della procreazione assistita\, ancora poco conosciuto\, nonostante sia oggetto di tanti pregiudizi. Un microcosmo apparentemente marginale\, sotterraneo\, invisibile a occhio nudo\, in realtà assai popoloso e destinato a crescere\, ma soprattutto ricco di storie\, allegro e disperato\, trasversale e vitalissimo. Le difettose non è però solo un racconto sulla fecondazione artificiale. Dentro alla ricerca di un figlio che non arriva e al tentativo di correggere\, grazie alla scienza\, i difetti della natura\, si nasconde una metafora più grande della vita. \nEmanuela Grimalda\, fra teatro\, cinema e fiction italiana\nEmanuela Grimalda è un’attrice e autrice versatile e anomala\, capace di spaziare dal teatro e cinema d’autore al prodotto popolare. Tanto cinema\, tanto teatro e fiction come Un medico in famiglia (dove interpreta la mitica Ave)\, Tutti pazzi per amore\, Boris\, Non è mai troppo tardi. \nCarla e il suo viaggio “creativo”\n“Le difettose ha il raro pregio di contenere con forza un dato di universalità. Anche chi non si sia confrontato con l’esperienza della procreazione assistita\, finisce presto per identificarsi con Carla e il suo viaggio “creativo”\, la sua domanda esistenziale di “senso”\, il suo disperato bisogno di realizzazione. Ci vuole grazia e grande delicatezza per affrontare un tema così spinoso\, ci vuole anche una bella dose di ironia e auto-ironia. E così è. Ti ritrovi immerso in un mondo ricco di parole nuove e colorite\, “fivettare”\, “incicognarsi”\, “stikkare”\, “covare”. Incontri uomini e donne che non si rassegnano\, che desiderano\, amano\, sperano\, cadono. Un flusso continuo che ti guida attraverso l’oceano del più grande mistero della vita: il suo inizio.”\nSerena Sinigaglia\, la regista
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SUMMARY:Cristiano De Andrè
DESCRIPTION:11 dicembre 2015 ore 21 \nAcustica\nCristiano De Andrè\, chitarre\, bouzouki\nOsvaldo Di Dio\, chitarra \nPer ricordare il Faber\, in Acustica \nPassano gli anni e in tutti noi rimane il senso di vuoto\, di assenza\, che sentiamo tutti da quando ci ha lasciato Fabrizio De Andrè. Ci manca la sua personalità\, la sua poetica altissima e la sua esplorazione musicale aperta alle sonorità del mondo. Chi meglio del figlio Cristiano\, musicista e suo collaboratore in importanti progetti\, può riportarci tra quelle note e versi così incredibilmente profetici e umani\, in quella esaltazione delle diversità\, nell’armoniosa e dirompente denuncia di conformismo e banalità che Faber ci regalò fino alla sua scomparsa? \nCristiano De André torna ad emozionare il pubblico con Acustica\, un concerto dove il cantautore interpreta sul palco in una nuova veste acustica i suoi successi\, da “Invisibili” a “Notti di Genova” fino a “Dietro la porta”\, e i capolavori di Faber come “Il pescatore”\, “La canzone dell’amore perduto” e “Crêuza de mä”\, per una scaletta e un concerto intensi e coinvolgenti. \n«In questo tour porto sui palchi italiani il mio repertorio intrecciato con i pezzi di mio padre. Parlo di me stesso e di ciò che mi è intorno e ho pensato che il modo migliore per farlo fosse arrangiare i brani in una nuova veste acustica\, calda e sincera”.\nCristiano De André
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SUMMARY:Traviata
DESCRIPTION:2 dicembre 2015 ore 21 \ncoreografia\, regia\, scene\, luci e costumi Monica Casadei / Compagnia Artemis Danza\nmusiche Giuseppe Verdi\n elaborazione musicale Luca Vianini\nassistente alla coreografia Elena Bertuzzi\ndrammaturgia musicale Alessandro Taverna\nuna produzione Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei\nin coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Ferrara\nspettacolo realizzato in collaborazione con Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e con a.Artisti Associati \nLo spettacolo prevede il coinvolgimento  di 15-20 giovani allievi della Scuola di danza classica e contemporanea Avenal di Cervignano del Friuli che affiancheranno la compagnia per alcune scene corali\n \nLa coreografa Monica Casadei si confronta con il capolavoro di Giuseppe Verdi e ci immerge in un viaggio coreografico in cui la danza e l’opera duettano dando corpo a un fluire di immagini legato a doppio filo al dramma di Violetta.\nPer il debutto sul palco di Cervignano\, la compagnia Artemis Danza coinvolgerà in scena\, accanto ai suoi interpreti\, anche alcuni giovani allievi delle scuole di danza del territorio. \nDa Dumas a Verdi\, da Traviata a la Dama delle camelie\nAlfredo e Violetta si mischiano nella memoria con Marguerite e Armand\, i protagonisti dello struggente romanzo del 1848 La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio. Una storia\, scriveva il suo autore\, che ha un solo merito: “quello di essere vera”. \nQuale Traviata vedremo stasera?\n“Una Traviata letta dal punto di vista di Violetta. Violetta\, appunto\, contro tutti. Violetta in bianco\, speranza di purezza\, Violetta in rosso\, perché le sanguina il cuore. Un cuore che forse sarebbe stato meglio non fosse mai battuto. Meno dolore\, meno contrasto. Violetta al centro di una società maschilista espressa da un coro in nero. Violetta moltiplicata in tanti elementi femminili\, in tanti spaccati di cuore. Violetta disprezzata\, che anela\, pur malata\, pur cortigiana\, a qualcosa di puro. Violetta contro cui si scagliano le regole borghesi espresse dal padre di Alfredo\, Giorgio Germont\, emblema di una società dalla morale malsana. Una società in cui per certi versi si rispecchia a distanza anche la nostra.\nMonica Casadei\, la coreografa
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