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SUMMARY:The Fabelmans
DESCRIPTION:Venerdì 03/02/23: ore  18.00-20.30\nINGRESSO: 5.00 euro\nSammy Fabelman ha sei anni e al cinema non ci vuole andare\, ha paura di affrontare quel mondo di giganti. La madre gli assicura che i film sono sogni indimenticabili\, il padre lo rassicura descrivendogli il prodigio di una macchina che fa muovere immagini fisse. Davanti al loro bambino\, Mitzi e Burt assumono ciascuno il proprio ruolo: la poesia da un lato\, la tecnologia dall’altro. In sala Il più grande spettacolo del mondo di Cecil B. DeMille fa il resto. Sam esce dal cinema e l’avvenire è aperto. \nRecrutando come figuranti compagni di scuola e sorelle\, comincia a girare western ed epopee belliche nel deserto dell’Arizona. Gli anni intanto passano e Sam\, adolescente\, scopre nel flusso dei suoi fotogrammi aspetti insospettabili della vita dei suoi genitori. Il padre\, brillante ingegnere\, vorrebbe seguire una promozione a Los Angeles\, la madre\, pianista che ha abbandonato la sua carriera per allevare i figli\, vorrebbe restare a Phoenix. Il trasloco è inevitabile\, il divorzio pure. Sam si rifugia nel cinema e in un’estate in 16mm prima di diventare grande e fare grandi film. \nHa la forza di un treno\, quello delle origini (L’arrivée d’un train à La Ciotat) e quello di Cecil B. DeMille (Il più grande spettacolo del mondo)\, la vocazione al cinema di Steven Spielberg. \nLa favolosa sequenza di apertura di The Fabelmans pone la prima pietra: davanti al grande schermo gli occhi del piccolo protagonista si spalancano di spavento e di meraviglia per l’incredibile scena di un treno che percuote in piena corsa una vettura sui binari. L’ossessione di quella scena non lo lascerà più e non smetterà di riprodurla in miniatura con la sua prima cinepresa. Comincia da qui The Fabelmans\, puramente spielberghiano e radicalmente intimo. Un film ad alto potere emozionale e ricco di ellissi che ‘colmano’ una mancanza e ricostruiscono quell’infanzia che il regista non ha mai smesso di reinventare nei suoi film. \nÈ una lettera d’amore di Spielberg ai suoi genitori\, The Fabelmans\, a sua madre in particolare\, a cui il film è dedicato. L’autore è nel pieno possesso delle sue capacità\, sereno e finalmente pronto a girare il suo racconto elegiaco e solare\, attraversato da una felice malinconia. Spielberg è dappertutto\, nella narrazione che scrive a quattro mani con Tony Kushner (Munich\, Lincoln\, West Side Story)\, e nella forma\, meno (apparentemente) spettacolare e sensibilmente personale. \nIl padre di Indiana Jones firma un’autobiografia romanzata\, un’introspezione\, un dizionario enciclopedico dei temi e dei motivi che coltiva da più di mezzo secolo: i volti meravigliati dei bambini\, occhi spalancati e bocche socchiuse\, i dialoghi scritti come massime (“Non basta amare una cosa\, bisogna sapere prendersene cura…”)\, la perdita del conforto domestico come trauma irrimediabile\, il confronto dei mingherlini di genio coi bellimbusti idioti e quell’incredibile senso visivo che gli permette di inventare immagini folgoranti. Una su tutte: le mani di un bambino che si fanno schermo per accogliere delicatamente un frame tremante\, come un pulcino estratto dal suo guscio. \n  \nGenere: Drammatico\, Biografico\nAnno: 2022\nRegia: Steven Spielberg\nPaese: USA\nCast: Gabriel LaBelle\, Michelle Williams\, Paul Dano\, Seth Rogen\, Jeannie Berlin\, Keeley Karsten\, Robin Bartlett\, Oakes Fegley\, Julia Butters\, Gabriel Bateman\, Judd Hirsch\, Nicolas Cantu\, Sam Rechner\, Chloe East\, Isabelle Kusman\, David Lynch\nDurata: 151 min\nDistribuzione: 01 Distribution\nSceneggiatura: Steven Spielberg\, Tony Kushner\nFotografia: Janusz Kaminski\nMontaggio: Sarah Broshar\nMusiche: John Williams\nProduzione: Amblin Entertainment\, Amblin Partners\, Universal Pictures \n \n 
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SUMMARY:Italia-Brasile 3 a 2Il ritorno
DESCRIPTION:di e con Davide Eniamusiche in scena Giulio Barocchieri\, Fabio Finocchio\nluci Paolo Casati\nsuoni Paolo Cillerai\nproduzione Teatro Metastasio di Prato\, Fondazione Sipario Toscana\ncollaborazione alla produzione Fondazione Armunia Castello Pasquini Castiglioncello-Festival Inequilibrio \nÈ proprio vero: a volte certe cose ritornano. O forse non se ne sono mai andate. Di certo quando tornano non sono sempre uguali\, perché nel frattempo siamo cambiati noi. È questo il caso di Italia-Brasile 3 a 2. Il ritorno\, scritto\, diretto e interpretato da Davide Enia.\nQuesto spettacolo festeggia un doppio anniversario: il ventennale dal suo debutto e il quarantennale dalla storica partita disputata allo Stadio Sarrià di Barcellona.\nLa nuova messa in scena rivisita il testo originale\, così come le luci\, le musiche e la regia. Dice Enia: “Il mondo è cambiato\, diverse sono le urgenze\, i vuoti urlano più dei pieni. I tempi sono cupi\, si profila un conflitto sociale durissimo\, il Covid e l’esperienza del lockdown hanno segnato uno spartiacque che rimette in discussione lo stesso dispositivo teatrale\, la sua urgenza\, il suo fine”.\nQuesto spettacolo porta in scena la coscienza collettiva\, legata all’evento sportivo\, e la coscienza intima\, ovvero l’operazione privata di scomposizione e ricomposizione di temi e sentimenti\, in particolare il rapporto tra i vivi e i morti.
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SUMMARY:FILIPPO GRAZIANIArcipelago Ivan
DESCRIPTION:Nelle isole che formano l’Arcipelago Graziani convivono in perfetto equilibrio le molte sfaccettature artistiche di Ivan Graziani.\nQuesto spettacolo è l’omaggio di Filippo Graziani al padre che\, come a bordo di una nave\, traghetta gli spettatori tra musica\, racconti e letture per rivivere i grandi successi di casa Graziani come “Lugano addio”\, “Firenze”\, “Pigro” ma anche le canzoni dell’esordio e il lato B dei dischi più famosi\, per scoprire nuove curiosità sul primo cantautore rock italiano. \nSecondo figlio di Ivan\, Filippo è nato e cresciuto a Rimini. Inizia la sua attività musicale appena maggiorenne insieme al fratello batterista Tommy\, girando per i club e i locali di tutta Italia fino ad aprire i concerti di importanti gruppi e artisti come Renato Zero\, Negramaro\, Morgan\, Niccolò Fabi e Max Gazzè. Nel 2011 risulta tra i finalisti della Targa Tenco nella sezione “Miglior interprete” e nel 2014 ottiene il premio nella sezione “Migliore opera prima”. \nA dicembre 2022 è prevista l’uscita di un album di inediti di Ivan recuperati dai suoi provini originali. \nStagione di Musica 2022/2023 a cura di Euritmica
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SUMMARY:Diabolik 2 - Ginko all'attacco!
DESCRIPTION:Gennaio 2023\nVenerdì 20/01/23: ore  20.30\n\nINGRESSO: 5.00 euro\n“Diabolik 2 – Ginko all’attacco\, il film diretto da Antonio e Marco Manetti\, segue ancora una volta il ladro e genio del crimine Diabolik (Giacomo Gianniotti) e la sua amata complice Eva Kant (Miriam Leone) in una nuova avventura\, mentre l’ispettore Ginko (Valerio Mastandrea) non smette di seguire le loro tracce\, deciso ad arrestarli una volta per tutte.\nIn questo secondo capitolo\, Diabolik ed Eva Kant sembrano avere un piano apparentemente perfetto per. Ma non sanno che dietro questo colpo si nasconde una trappola dell’astuto ispettore Ginko\, che mette a dura prova il loro legame. Tradita dal Re del Terrore\, Eva decide di vendicarsi\, proponendo all’ispettore di collaborare alla cattura di Diabolik. Una decisione difficile per Ginko che deve anche affrontare l’arrivo di Altea\, duchessa di Vallenberg (Monica Bellucci)\, eterna fidanzata dell’ispettore\, nobildonna stravagante e anticonvenzionale\, dal carattere forte e dal grande carisma.” \nGenere:Giallo\nAnno:2022\nRegia:Antonio Manetti\, Marco Manetti\nAttori:Giacomo Gianniotti\, Miriam Leone\, Valerio Mastandrea\, Monica Bellucci\, Alessio Lapice\, Linda Caridi\, Pier Giorgio Bellocchio\, Ester Pantano\, Andrea Roncato\, Amanda Campana\, Urbano Barberini\, Giacomo Giorgio\, Simone Leonardi\, Pierangelo Menci\, Marco Bonadei\, G-Max\, Gustavo Frigerio\nPaese:Italia\nDurata:111 min\nDistribuzione:01 Distribution\nSceneggiatura:Antonio Manetti\, Marco Manetti\, Michelangelo La Neve\nFotografia:Francesca Amitrano\, Angelo Sorrentino\nMontaggio:Federico Maria Maneschi\nMusiche:Pivio e Aldo De Scalzi\nProduzione:Mompracem con Rai Cinema\, in associazione con Astorina\n\n \nCORTOCIRCUITOCINEMA\na cura di Visioni d’Insieme 
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SUMMARY:Il corsetto dell'Imperatrice
DESCRIPTION:Gennaio 2023\nVenerdì 13/01/23: ore  18.00-20.30\n\nINGRESSO: 5.00 euro\n“Il corsetto dell’Imperatrice\, film diretto da Marie Kreutzer\, è incentrato sull’Imperatrice Elisabetta d’Austria\, meglio conosciuta come Principessa Sissi (Vicky Krieps). Nota per la sue bellezza e grande fonte d’ispirazione per la moda del tempo\, Sissi sta per compiere 40 anni e\, considerata già anziana nella sua epoca\, inizia a essere ossessionata da un grande timore\, ovvero che l’avanzare dell’età le porti via la bellezza.\nDecisa a non darsi per vinta\, l’Imperatrice tenta di tutto per restare ancora bella e conservare quell’immagine pubblica tanto ammirata. Inizia quindi a dedicare maggior tempo e cure al suo aspetto fisico e spinta dalla brama di mantenere intatta l’idea che ha di lei l’opinione pubblica\, decide di portare sempre più stretto il suo corsetto. Al contempo la sua importanza politica come imperatrice viene ridotta a un semplice ruolo di facciata e quella sua voglia di conoscere\, scoprire cose nuove e vivere\, che da sempre la contraddistingue\, la rendono irrequieta ferma a Vienna. È per questo che Sissi inizia a viaggiare tra Inghilterra e Baviera nella disperata ricerca di quel sentimento frenetico che provava in giovinezza\, non mancando di fare visita ai suoi ex amanti e a vecchie amicizie.\nQuello che l’attende è un futuro di doveri solo cerimoniali e non più politicamente impegnati\, motivo per cui Sissi si ribella ed escogita un modo per proteggere il suo lascito e non essere dimenticata…”\nCredits:comingsoon.it\n \nGenere:Biografico\, Drammatico\, Storico\nAnno:2022\nRegia:Marie Kreutzer\nAttori:Vicky Krieps\, Colin Morgan\, Finnegan Oldfield\, Tamás Lengyel\, Aaron Friesz\, Jeanne Werner\, Alma Hasun\, Florian Teichtmeister\, Raphael von Bargen\, Alexander Pschill\, Ivana Urban\, Manuel Rubey\, Norman Hacker\, Katharina Lorenz\, Regina Fritsch\, Eva Spreitzhofer\nPaese:Austria\nDurata:113 min\nDistribuzione:BIM Distribuzione\nSceneggiatura:Marie Kreutzer\nFotografia:Judith Kaufmann\nMontaggio:Ulrike Kofler\nProduzione:Arte France Cinéma\, Film AG Produktion\, Kazak Productions\, Komplizen Film\, Samsa Film\n\n \nCORTOCIRCUITOCINEMA\na cura di Visioni d’Insieme 
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SUMMARY:Il Gatto con gli Stivali 2: L'Ultimo Desiderio
DESCRIPTION:Gennaio 2023\nLunedì 02/01/23: ore  16.00\nMartedì 03/01/23: ore  16.00\nGiovedì 05/01/23: ore  16.00\nVenerdì 06/01/23: ore  16.00\nSabato 07/01/23: ore  16.00\nDomenica 08/01/23: ore  16.00\nINGRESSO: 5.00 euro \nIl Gatto con gli Stivali ha appena scoperto di aver esaurito otto delle sue nove vite\, e ha incontrato un Lupo Cattivo che gli ricorda come\, a questo giro\, anche lui dovrà morire. Dunque Gatto va alla caccia di una stella caduta nella Foresta Oscura che possa esaudire il suo più grande desiderio: ripristinare le numerose vite perdute. Ma non è il solo ad avere una grande aspirazione esistenziale\, ci sono anche Kitty Zampe di Velluto\, Riccioli d’Oro e i tre Orsi e Jack Horner. In una gara di velocità per assicurarsi la Stella dei Desideri tutti i personaggi dovranno rivalutare le loro priorità. Il gatto con gi stivali 2 – L’ultimo desiderio\, un decennio dopo il primo spin-off su uno dei personaggi più divertenti di Shrek (nonché uno dei personaggi più noti delle favole popolari) compie parecchi atti temerari. L’opera fa ridere di gusto\, anche grazie a insolite scelte di doppiaggio che comprendono l’incongruente (ma spassosa) inflessione dialettale di Riccioli d’Oro e i tre Orsi. In buona sostanza il film è un sequel coraggioso e creativo che aggiunge cura formale\, scelte interpretative inaspettate e una morale parafilosofica al suo predecessore\, spingendolo un bel passo più avanti. \n  \nGenere: Animazione\, Avventura\, Commedia\, Film per famiglie \nAnno: 2022 \nRegia: Joel Crawford\, Januel Mercado \nPaese: USA \nCast: Antonio Banderas\, Salme Hayek\, Olivia Colman\, Harvey Guillen \nDurata: 100 min \nDistribuzione: Universal Pictures \nSceneggiatura: Paul Fisher \nFotografia: Janusz Kaminski \nMontaggio: James Ryan \nMusiche: Heitor Pereira \nProduzione: DreamWorks Animation
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SUMMARY:FVG ORCHESTRADall'operetta al musical - Concerto di Natale
DESCRIPTION:La FVG Orchestra è la compagine sinfonica nata recentemente\, per volere della Regione Friuli-Venezia Giulia\, al fine di raccogliere l’eredità musicale di diverse realtà di una zona di confine ricca di tradizioni musicali. Fin dalla sua fondazione\, l’orchestra contribuisce attivamente alla diffusione della musica classica e alla valorizzazione della creatività emergente in ambito locale e nazionale. Tiene concerti presso i maggiori teatri della Regione: il Teatro Rossetti di Trieste\, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine\, il Teatro Verdi di Pordenone\, il Teatro Verdi di Gorizia\, ma anche capillarmente nei teatri e sale del territorio.\nSul palco di Cervignano\, per il tradizionale Concerto di Natale\, la FVG Orchestra proporrà uno scoppiettante spettacolo attraverso le atmosfere mitteleuropee delle più celebri operette e le indimenticabili pagine dei titoli storici del Musical. \nStagione di Musica 2022/2023 a cura di Euritmica
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SUMMARY:Cenerentola
DESCRIPTION:in collaborazione con ERT Ente Regionale Teatrale – Circuito multidisciplinare del FVG / a.Artisti Associati – Gorizia\nmusica Sergej Prokof’ev\ncoreografia\, regia\, drammaturgia Jiří Bubeníček (dalle fiabe dei Fratelli Grimm)\nCenerentola Veronica Galdo\nIl principe Paolo Rizzo\nLa madre Beatrice Ciattini\nIl padre Matteo Capetola\nLe sorellastre Francesca Capurso\, Matilde Di Ciolo\nGli uccellini Aldo Nolli\, Niccolò Poggini\nGruppo donne Cristina Acri\, Sofia Bonetti\, Alice Catapano\, Beatrice Ranieri\nGruppo uomini Matteo Capetola\, Carmine Catalano\, Mattia Luparelli\, Voce recitante Laura Bandelloni\nscene Jiří Bubeníček\, Nadina Cojocaru\ncostumi Nadina Cojocaru\nproduzione Compagnia Nuovo BallettO di ToscanA\nin co-produzione con Teatro del Maggio Musicale Fiorentino \nIl NUOVO BALLETTO DI TOSCANA\, compagnia tra le maggiori del nostro panorama\, in co-produzione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino\, affida a Jiri Bubenicek\, già primo ballerino del Balletto di Amburgo e dell’Opera di Dresda e oggi coreografo di fama internazionale\, la rilettura della fiaba di CENERENTOLA nella versione dei fratelli Grimm\, sulle intramontabili note di Sergei Prokofiev. Appuntamento sabato 17 dicembre ore 20.45 al Teatro Pasolini di Cervignano\, all’interno della stagione di teatro e danza 2022/2023 a cura del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG in collaborazione con ERT Ente Regionale Teatrale – Circuito multidisciplinare del FVG / a.Artisti Associati – Gorizia. \nLa Compagnia Nuovo Balletto di Toscana\, costante presenza nella storia della danza italiana fin dal 1970\, propone una versione moderna\, dal sapore quasi felliniano\, della celebre fiaba\, conservando la trama e i personaggi che tutti conoscono – le sorelle\, la matrigna\, il principe – per arricchirsi di significati simbolici nella lettura contemporanea del coreografo Jiří Bubeníček per i quattordici i danzatori della compagnia fiorentina. \nBubeníček per il suo remake della Cenerentola ha optato per la versione dei fratelli Grimm pubblicata nel 1812 con il titolo di Aschenputtel\, sensibilmente diversa da quella indubbiamente più nota di Charles Perrault. Toni più cupi caratterizzano la Cenerentola dei Grimm\, resa ‘più umana’ sin dall’incipit in cui la piccola si trova al capezzale della madre. Sarà lei a raccomandarle: “sii sempre docile e buona\, così il buon dio ti aiuterà e io ti guarderò dal cielo e ti sarò vicina”. Raccomandazione che Cenerentola non scorderà e che la porterà a realizzare i propri sogni. Così anche nel libretto pensato da Jiří Bubeníček per i quattordici i danzatori della compagnia fiorentina adagiato sull’intramontabile musica di Sergej Prokof’ev composta per la prima edizione del balletto al Bolshoi di Mosca nel 1945.
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SUMMARY:PROFEZIE: musiche e parole\, per un omaggio alla visione profetica di PP Pasolini - prima assoluta
DESCRIPTION:Musiche e parole poste in scena per rendere omaggio alla visione profetica di PP Pasolini che seppe\, già dalla metà del secolo scorso\, delineare come nemico dell’umano il soggetto “borghese”\, espressione suadente\, e al tempo stesso violenta\, dei valori del consumo\, falsi e alienanti della nostra società. Si è compiuto un vero e proprio genocidio culturale in nome dello sviluppo. Il borghese (più in generale la massa omologata) continua a ostentare\, nel parossismo di forme gloriosamente ipocrite\, dissipazione\, benessere e privilegio a servizio dello svago.\nDal testo di Turchini e dal tessuto musicale di Cojaniz\, intrecciati nella originale regia di Zoratti\, emerge una rappresentazione dell’uomo d’oggi che a fatica può essere definito “moderno” in quanto individualistica incarnazione di stili di vita (o di morte?) corrosi da mediocrità\, indifferenza ed egoismo. È il retaggio di una ideologia perdurante\, incontrastata\, appiattita sulla logica del profitto e dell’immagine. Pasolini seppe definirla e denunciarla profeticamente con straordinaria lucidità nei suoi lavori\, vitalmente portato a squarciare l’opacità del silenzio\, sino alla grandiosità della poesia\, sino al grido d’angoscia che culmina nel finale di “Teorema”. Un grido di disperazione e solitudine. \nUna produzione Euritmica per il progetto 100×100 Pasolini – Prima assoluta\nStagione di Musica 2022/2023 a cura di Euritmica
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SUMMARY:La pantera delle nevi
DESCRIPTION:Novembre 2022\nGiovedì 24/11/22: ore  18.00-20.30\n\nINGRESSO: 5.00 euro\n“La pantera delle nevi\, il film diretto da Marie Amiguet e Vincent Munier\, è un documentario girato sull’altopiano tibetano\, un habitat selvaggio dove vivono animali rari. Il fotografo naturalista Vincent Munier\, accompagnato dal romanziere Sylvain Tesson\, esplora queste valli impervie alla ricerca della pantera delle nevi\, non solo uno dei più grandi felini esistenti\, ma anche uno dei più rari e difficili da avvistare.\nMentre la musica di Warren Ellis e Nick Cave accompagna le immagini di una natura incontrastata e poco esplorata\, si può ammirare la bellezza disarmante di questo mondo quasi incontaminato. La pantera delle nevi diventa così il simbolo di questo ambiente che rimanda a un’idea primordiale della natura\, sebbene sia minacciata dall’influsso artificiale dell’essere umano. Il viaggio che compiono i due uomini è una sorta di percorso mistico\, che li poterà a chiedersi quale sia davvero il loro posto nel mondo e li porrà di fronte al loro stesso io\, quello radicato nelle profondità della loro coscienza. Nel bel mezzo degli altipiani del Tibet\, Tesson arriva a chiedersi se davvero ogni cosa su questo pianeta sia stata creata per essere vista dall’uomo o se\, in questo come in altri casi\, l’essere umano potesse fare a meno di guardare e\, peggio ancora\, intervenire\, compromettendo la maestosità di questo posto\, che rischia di andare distrutto per sempre.”\nCredits:comingsoon.it\n \nGenere:Documentario\nAnno:2021\nRegia:Marie Amiguet\, Vincent Munier\nPaese:Francia\nDurata:92 min\nDistribuzione:Wanted Cinema\nSceneggiatura:Marie Amiguet\, Vincent Munier\nFotografia:Marie Amiguet\, Léo-Pol Jacquot\, Vincent Munier\nMontaggio:Vincent Schmitt\nMusiche:Warren Ellis\, Nick Cave\nProduzione:Paprika Films\, Kobalann
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SUMMARY:Brotherhood
DESCRIPTION:Novembre 2022\nVenerdì 18/11/22: ore  18.00-20.30\n\nINGRESSO: 5.00 euro\nVersione originale sottotitolato \n“Brotherhood un film di Francesco Montagner\, è un documentario che racconta la storia di tre fratelli – Jabir\, Usama e Uzeir – che vivono insieme alla loro famiglia di pastori in un’isolata valle della Bosnia. I tre giovani nel corso della loro vita sono dovuti sottostare sempre alla legge del padre Ibrahim\, un predicatore islamista rigido e radicale. Quando l’uomo\, però\, viene condotto in carcere\, dove resterà per due anni con l’accusa di terrorismo\, i figli rimangono completamente soli.\nSin da subito smettono di seguire le severe leggi\, imposte sino a quel momento dal padre. Finalmente Jabir\, Usama e Uzeir possono sperimentare quella libertà che per anni è stata loro negata e in questo percorso di crescita per diventare uomini\, ognuno di loro sviluppa la propria identità\, grazie alla ricerca del proprio “io”.”\nCredits:comingsoon.it \nGenere:Documentario\nAnno:2021\nRegia:Francesco Montagner\nPaese:Italia\, Repubblica Ceca\nDurata:97 min\nDistribuzione:Nefertiti Film\nSceneggiatura:Francesco Montagner\, Alessandro Padovani\nFotografia:Prokop Soucek\nMontaggio:Valentina Cicogna\nProduzione:Nutprodukce e Nefertiti Film con Rai Cinema
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SUMMARY:Ci vuole orecchio: Elio canta e recita le canzoni di Enzo Jannacci
DESCRIPTION:in collaborazione fra CSS/Euritmica e le Stagioni di Teatro e Musica \nCi vuole orecchio.  Elio canta e recita le canzoni di Enzo Jannacci è uno spettacolo ideato dal frontman degli irriverenti Elio e le Storie Tese e che racconta le infinite sfaccettature del “poetastro” milanese in scena giovedì 17 novembre alle ore 20.45 al  Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli. \nUno speciale appuntamento nato dall’incrocio della Stagione di teatro e di musica a cura rispettivamente del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e dell’Associazione culturale Euritmica che assieme a Cooperativa Bonawentura firmano la programmazione dell’articolato palinsesto culturale del Teatro Pasolini\, realizzato con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia\, del Comune di Cervignano del Friuli e della Fondazione Friuli. \nEnzo Jannacci\, il poetastro come amava definirsi\, è stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana\, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza\, tragedia e farsa\, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo\, poetico e bizzarro\, è riuscito a spiazzare\, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente.\nJannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70\, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante\, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline\, ai confini del surreale. “Roba minima”\, diceva Jannacci: barboni\, tossici\, prostitute coi calzett de seda\, ma anche cani coi capelli o telegrafisti dal cuore urgente.\nUn Buster Keaton della canzone\, nato dalle parti di Lambrate\, che verrà rivisitato\, reinterpretato e “ricantato” da Elio.\nSul palco\, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione regista dello spettacolo\, troveremo assieme a Elio cinque musicisti\, i suoi stravaganti compagni di viaggio\, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora: Alberto Tafuri al pianoforte\, Martino Malacrida alla batteria\, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso\, Sophia Tomelleri al sassofono\, Giulio Tullio al trombone.\nA loro toccherà il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile\, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada\, reali o ideali\, di “schizzo” Jannacci. Da Umberto Eco a Dario Fo\, da Francesco Piccolo a Marco Presta\, a Michele Serra. Uno spettacolo giocoso e profondo perché “chi non ride non è una persona seria”.\n\nPer informazioni\nCERVIGNANO\, TEATRO PASOLINI\, PIAZZA INDIPENDENZA 34\norario: martedì\, mercoledì e venerdì\, ore 16.00-18.00 giovedì e sabato\, ore 10.00-12.00 tel. 0431.370273 – info online: www.teatropasolini.it
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SUMMARY:La Stranezza
DESCRIPTION:Sabato 05/11/22: ore  18.00-20.30\nDomenica 06/11/22: ore  18.00-20.30\nINGRESSO: 5.00 euro\n“La Stranezza\, film diretto da Roberto Andò\, ha inizio nel 1920. L’omaggio per l’ottantesimo genetliaco di Verga (Renato Carpentieri) è l’occasione per un ritorno in Sicilia di Luigi Pirandello (Toni Servillo).\nAll’arrivo a Girgenti una notizia dolorosa\, la morte dell’amata balia Maria Stella\, lo porta ad incontrare due becchini\, Nofrio (Valentino Picone) e Bastiano (Salvatore Ficarra)\, due esseri singolari che per diletto praticano anche il teatro. Un banale disguido impedisce e ritarda il funerale della balia e costringe lo scrittore ad addentrarsi con i due becchini nei gironi infernali della corruzione degli addetti al cimitero e poi ad attendere che l’incidente si risolva nella sua casa nella valle del Caos.\nOssessionato da un’idea strana e ancora indefinita\, la creazione di una nuova commedia\, Pirandello trascorre lì ore inquiete e febbrili durante le quali si susseguono visioni spettrali\, ricordi\, malinconiche apparizioni.\nRitornato a Girgenti dopo l’incontro con Giovanni Verga\, sempre più incuriosito dal fascino singolare dei due becchini\, Pirandello ne spia le prove e assiste alla prima della loro nuova farsa: La trincea del rimorso\, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu.\nNel teatrino in cui si è radunato l’intero paese\, durante la spassosissima recita a un certo punto accade un evento imprevisto che costringe Nofrio e Bastiano a interrompere la rappresentazione. Repentinamente\, in sala\, l’atmosfera vira dal comico al tragico\, e si trasforma in una resa dei conti totale in cui a confrontarsi sono la platea e gli attori. Pirandello spia ogni minima parola\, ogni minimo gesto di quella comunità dolente e ne sembra insieme divertito e turbato. \nRoma\, 1921. Al Teatro Valle si è raccolto il pubblico delle grandi occasioni per la prima dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello. In platea\, ci sono anche Nofrio e Bastiano\, ospiti dell’autore. La recita inizia e i due assistono sorpresi e rapiti\, come d’altronde anche gli altri spettatori\, al susseguirsi di situazioni paradossali proposte dal commediografo nella sua commedia\, sino a un finale imprevedibile.”\ncredits: comingsoon.it \n 
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SUMMARY:Dante
DESCRIPTION:Ottobre 2022\n\nVenerdì 04/11/22: ore  18.00-20.30\n\nINGRESSO: 5.00 euro\n“Dante\, film diretto da Pupi Avati\, racconta la vita di Dante Alighieri (Alessandro Sperduti e Giulio Pizzirani)\, il sommo poeta italiano. È Giovanni Boccaccio (Sergio Castellitto)\, uno dei maggiori cultori e promotori dell’autore della “Divina Commedia”\, nonché primo biografo di Dante\, a racconta la sua storia. Il film vede Boccaccio impegnato nella stesura del “Trattatello in Laude di Dante” e\, durante la scrittura\, ripercorre la vita del padre della lingua italiana\, soffermandosi sugli eventi che maggiormente hanno segnato la sua esistenza.\nÈ il 1321 quando Dante muore a Ravenna\, lontano dalla sua patria\, Firenze. Circa trent’anni dopo\, di preciso nel 1350\, a Boccaccio viene assegnato il compito di viaggiare fino a Ravenna per condurre nelle mani di Suor Beatrice\, figlia di Alighieri\, 10 fiorini d’oro a nome dei capitani della compagnia di Orsanmichele. Partendo da Firenze\, diretto a Ravenna\, il poeta del Decameron ripercorre parte del cammino fatto da Dante negli ultimi anni del suo esilio.\nDurante il tragitto verso il monastero di Santo Stefano degli Ulivi\, Boccaccio ha modo di incontrare diverse persone più o meno vicine a Dante\, tra cui chi lo ha accolto durante l’esilio\, chi\, invece\, lo ha allontano e\, infine\, la figlia del poeta. È in questo modo che il Boccaccio viene a conoscenza di maggiori dettagli della vita di Alighieri e riesce a ricostruire la sua esistenza e a narrare la storia del sommo poeta fino ai posteri.”\nCredits: comingsoon.it\n \nGenere:Biografico\, Storico\nAnno:2022\nRegia:Pupi Avati\nAttori:Alessandro Sperduti\, Sergio Castellitto\, Enrico Lo Verso\, Alessandro Haber\, Nico Toffoli\, Gianni Cavina\, Leopoldo Mastelloni\, Ludovica Pedetta\, Romano Reggiani\, Carlotta Gamba\, Paolo Graziosi\, Mariano Rigillo\, Patrizio Pelizzi\, Valeria D’Obici\, Giulio Pizzirani\, Erica Blanc\, Morena Gentile\, Milena Vukotic\nPaese:Italia\nDurata:94 min\nDistribuzione:01 Distribution\nSceneggiatura:Pupi Avati\nProduzione:Duea Film con Rai Cinema e con MG Production
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SUMMARY:Guarneriusmangjâ libris e sfueâ parsuts
DESCRIPTION:di e con Angelo Floramo\, Fabiano Fantini\, Claudio Moretti\, Elvio Scruzzioggetti di scena Luigina Tusini\nproduzione Artisti Associati Gorizia / CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / La Contrada Teatro Stabile di Trieste / Bonawentura/Teatro Miela Trieste\, con il sostegno di Banca Ter\n\nspettacolo in lingua friulana e italiana\n\nSi può raccontare la vita di un grande uomo e il suo tempo nel breve spazio concesso da un viaggio?\nE’ mai possibile definire il profilo di uno tra i più importanti umanisti friulani\, quel Guarnerio d’Artegna che lasciò alla Comunità di San Daniele del Friuli\, nel morire\, una tra le prime biblioteche pubbliche in Europa?\nDue cramârs e un calzolaio di Gradisca di Sedegliano\, assieme a un improbabile monaco benedettino riescono perfettamente nell’intento.\nForse perché narrare significa anche errare\, vagare dentro ai ricordi che si fanno suggestione e meraviglia\, specchio in cui si immilla l’anima stessa del Teatro.\nForse perché la sapienza non appartiene ai grandi\, come invece questi hanno la presunzione di credere\, e non ama la voce inaridita dell’Accademia\, ma si compiace dello stupore\, quello che attecchisce nel cuore delle anime semplici\, capaci ancora di nutrirsi di emozione e di commuoversi davanti alla bellezza e all’amore.
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SUMMARY:Maigret
DESCRIPTION:Ottobre 2022\nVenerdì 28/10/22: ore  18.00-20.30\nINGRESSO: 5.00 \n“Maigret\, il film diretto da Patrice Leconte\, segue la storia di una giovane ragazza che una mattina di marzo viene trovata morta\, uccisa con cinque coltellate\, in Place Vintimille a Parigi\, con indosso un abito da sera e una borsetta. Nessun elemento identifica il cadavere. A indagare sul caso sarà il commissario Maigret (Gérard Depardieu)\, che grazie al suo metodo e alla sua attenzione per i dettagli riesce a poco a poco a ricostruire la storia della vittima.\nNessuno sembra conoscere o ricordare la giovane\, ma il commissario scopre che si tratta di Louise Laboine\, una ragazza di 16 anni\, trasferitasi qualche anno prima a Parigi nel tentativo di dare una svolta alla sua vita. Louise aveva stretto amicizia con Jeanine Armenieu (Mélanie Bernier)\, una giovane in cerca di fortuna riuscita ad arrivare alle porte dell’alta società\, a differenza della vittima\, rimasta inerte cadendo in miseria. Riuscirà il commissario Maigret a risolvere l’intricato caso?” \nGenere:Giallo\nAnno:2022\nRegia:Patrice Leconte\nAttori:Gérard Depardieu\, Aurore Clément\, Mélanie Bernier\, Jade Labeste\, Anne Loiret\, Clara Antoons\, André Wilms\, Hervé Pierre\, Pierre Moure\, Bertrand Poncet\, Elisabeth Bourgine\, Philippe Du Janerand\, John Sehil\, Norbert Ferrer\nPaese:Francia\nDurata:89 min\nDistribuzione:Adler Entertainment\nSceneggiatura:Patrice Leconte\, Jérôme Tonnerre\nMusiche:Bruno Coulais\nProduzione:Ciné@\, F Comme Film\, SND Films\, Scope Pictures
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SUMMARY:Il signore delle formiche
DESCRIPTION:Ottobre 2022\nVenerdì  21/10/22: ore 18.00 – 20.30\n\nINGRESSO: 5.00 \n“Il signore delle formiche\, il film diretto da Gianni Amelio\, si ispira alla storia di Aldo Braibanti (Luigi Lo Cascio)\, il drammaturgo e poeta\, condannato alla fine degli anni 60 a nove anni di reclusione con l’accusa di plagio\, cioè di aver sottomesso alla sua volontà\, in senso fisico e psicologico\, un suo studente e amico da poco maggiorenne (Leonardo Maltese).\nIl ragazzo\, per volere della famiglia\, venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto a una serie di devastanti elettroshock\, perché “guarisse” da quell’influsso “diabolico” Alcuni anni dopo\, il reato di plagio venne cancellato dal codice penale. Ma in realtà era servito per mettere sotto accusa i “diversi” di ogni genere\, i fuorilegge della norma. Prendendo spunto da fatti realmente accaduti\, il film racconta una storia a più voci\, dove\, accanto all’imputato\, prendono corpo i famigliari e gli amici\, gli accusatori e i sostenitori\, e un’opinione pubblica per lo più distratta o indifferente. Solo un giornalista s’impegna a ricostruire la verità\, affrontando sospetti e censure.”\nCredits: comingsoon.it \nGenere:Drammatico\nAnno:2022\nRegia:Gianni Amelio\nAttori:Luigi Lo Cascio\, Elio Germano\, Sara Serraiocco\, Leonardo Maltese\, Anna Caterina Antonacci\, Rita Bosello\, Davide Vecchi\, Maria Caleffi\, Roberto Infurna\, Valerio Binasco\, Alberto Cracco\, Luca Lazzareschi\, Elia Schilton\, Giovanni Visentin\, Fabio Zulli\nPaese:Italia\nDurata:130 min\nDistribuzione:01 Distribution\nSceneggiatura:Gianni Amelio\, Federico Fava\, Edoardo Petti\nFotografia:Luan Amelio Ujkaj\nMontaggio:Simona Paggi\nProduzione:Kavac Film\, IBC Movie e Tenderstories con Rai Cinema
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SUMMARY:Ticket to Paradise
DESCRIPTION:Sabato 15/10/22: ore  18.30-20.30\nDomenica 16/10/22: ore  18.30-20.30\nINGRESSO: 5.00 euro\n“Tickets to Paradise\, il film diretto da Ol Parker\, ambientato a Bali\, racconta la storia di una coppia divorziata\, David e Georgia (George Clooney e Julia Roberts)\, che ha intenzione di mandare all’aria in tutti i modi l’imminente matrimonio della figlia\, impedendole di commettere lo stesso errore che fecero loro sposandosi venticinque anni prima. Cosa succederà ai due protagonisti durante la permanenza a Bali? Riusciranno nel loro intento o questa sarà l’occasione per far riaccenderà la scintilla del vero amore tra i due?”\nCredits: comingsoon.it\n \nGenere:Commedia\, Sentimentale\nAnno:2022\nRegia:Ol Parker\nAttori:George Clooney\, Julia Roberts\, Sean Lynch\, Arielle Carver-O’Neill\, Maxime Bouttier\, Billie Lourd\, Kaitlyn Dever\, Lucas Bravo\nPaese:USA\nDurata:104 min\nDistribuzione:Universal Pictures\nSceneggiatura:Daniel Pipski\, Ol Parker\nFotografia:Ole Bratt Birkeland\nMontaggio:Peter Lambert\nProduzione:Red Om Films\, Smokehouse Pictures\, Universal Pictures\, Working Title Films
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SUMMARY:Incontro\, proiezioni e seminario con  SILVANO AGOSTI
DESCRIPTION:24 – 25 settembre 2022 \nLa Rassegna di arte contemporanea 2022 – PASOLINI CHI? Il corpo come strumento di lotta nell’epoca della cancel culture\, a cura di Eva Comuzzi e Orietta Masin\, incontra SILVANO AGOSTI durante un fine settimana eccezionale al Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli\, dove l’autore e regista\, Nastro d’Argento alla carriera nel 2019\, presenterà due suoi film e terrà un seminario sulla settima arte come strumento di emancipazione e di espressione della nostra urgenza creativa. L’evento\, promosso dal Circolo ARCI Cervignano APS in collaborazione con l’Associazione Pasolini\, è sostenuto dal Comune di Cervignano del Friuli e dalla Cassa Rurale FVG. \n  \nPersonaggio anarchico e indocile\, nato a Brescia nel 1938\, diplomato al Centro Sperimentale nel 1962\, formatosi al montaggio sulla lezione di Ejzenstein e poi cresciuto come autore ‘rinascimentale’ che riassume in sé l’artista\, il filosofo\, il tecnico\, il poeta\, il saggista\, Silvano Agosti è davvero una figura unica nel cinema italiano\, spesso oscurato in patria come avviene ai talenti più originali e ribelli. Ha diretto oltre 30 tra cortometraggi e documentari\, nove lungometraggi. Ha prodotto opere come Il pianeta azzurro di Franco Piavoli e montato capolavori come I pugni in tasca o Matti da slegare con il collettivo formato da Agosti\, Bellocchio\, Rulli e Petraglia. \n“È uno dei cineasti più ostinatamente indipendenti di almeno mezzo secolo\, un inguaribile cinefilo”: con questa motivazione ha ricevuto nel 2019 il Nastro d’Argento alla carriera. Ha scritto più di 25 opere letterarie tra raccolte di poesie\, saggi e romanzi risultando due volte candidato al Premio Strega. Come operatore culturale ha aperto due sale cinematografiche\, l’Azzurro Scipioni di Roma da più di 40 anni luogo della memoria cinematografica e punto d’incontro per artisti e cineasti\, e il Piccolo Cinema Paradiso di Brescia\, una realtà culturale che esiste da oltre 10 anni\, gestita oggi dalla neonata associazione culturale Piccolo Cinema Paradiso. Grazie all’incontro con la nipote e attrice Paola Agosti\, che presiede l’associazione\, il progetto Pasolini chi? si arricchisce di una nuova collaborazione che porterà\, ad ottobre\, al Piccolo Cinema Paradiso di Brescia\, un fine settimana di proiezioni di videoarte con artisti nazionali e internazionali. \nCervignano omaggerà l’opera e il talento del regista bresciano il 24 settembre dalle ore 20 con la proiezione di due film: Uova di garofano\, del 1991\, la storia di Silvano che conduce il suo bambino a conoscere il casale in campagna dove è nato e dove ha trascorso l’infanzia durante la seconda guerra mondiale. Tornano così alla memoria i ricordi\, i giochi infantili\, il teatrino delle suore… E la proiezione del celebre documentario\, del 1984\, D’Amore si Vive\, sei interviste per sei ritratti tutti inerenti ai vari aspetti e modi di vivere l’amore\, la tenerezza e la sensualità. \nLa serata\, con ingresso simbolico di 2 euro quale sostegno alla rassegna\, sarà introdotta da Silvano Agosti e da Paola Agosti. \n  \nDomenica 25 settembre dalle ore 15.30\, invece\, Silvano Agosti sarà l’artefice del seminario DALL’IMPOTENZA ALLA CREATIVITÀ in cui\, con l’ausilio di una serie di brevi filmati\, i presenti esploreranno varie possibilità per recuperare e far emergere il bisogno sopito di libertà rendendo visibili le gabbie nelle quali ogni essere umano è prigioniero. \nPer partecipare al seminario\, della durata di circa 3 ore\, è necessario iscriversi con un messaggio whatsapp o chiamando il 338 8454492. La quota di iscrizione è di € 20.00 da versare direttamente a Teatro prima di entrare in sala. Agosti omaggerà i partecipanti con un suo libro fino a termine copie.
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SUMMARY:Langobardi – Alboino e Romans
DESCRIPTION:Maggio 2022\n\nVenerdì 27/05/22: ore  18.30\n\nINGRESSO LIBERO\nCon ritiro biglietto invito gratuito presso la biglietteria \nIl docufilm è racconta in forma divulgativa l’arrivo dei Longobardi in Italia e la creazione del villaggio di Romans\, importante presidio longobardo in terra friulana. L’opera è prodotta dalla associazione di volontariato “Invicti Lupi”\, presieduta da Matteo Grudina\, per la regia di Simone  Vrech\,  colonna sonora di Lorenzo Bregant\, musiche di Ragnarok Duo\, riprese di Alessandro Galliera\, voce narrante di Paolo Massaria; consulenze storiche ed archeologiche a cura di Nicola Bergamo\, Michele Angiulli\, Annalisa Giovannini e Cristiano Brandolini. \n 
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SUMMARY:Riff Raff - Meglio perderli che trovarli
DESCRIPTION:Maggio 2022\n\n\nRassegna RACCONTI INDUSTRIALI\npromossa da\nPRO TORVISCOSA\nCID- CENTRO INFORMAZIONE DOCUMENTAZIONE\nDomenica 15/05/22: ore  20.45\n\nINGRESSO LIBERO\nCon ritiro biglietto invito gratuito presso la biglietteria\nGenere:Drammatico\nAnno:1991\nRegia:Ken Loach\nAttori:Arichard Belgrave\, Robert Carlyle\, Jim R. Coleman (II)\, David Finch\, Luke Kelly\, Garrie J. Lammin\, Bill Moores\, Emer McCourt\, George Moss\, Ade Sapara\, Ricky Tomlinson\, Derek Young\nPaese:Gran Bretagna\nDurata:94 min\nFormato:PANORAMICA A COLORI\nDistribuzione:COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA (1991) – COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO (EFFETTO CINEMA)\nSceneggiatura:Bill Jesse\nFotografia:Barry Ackroyd\nMontaggio:Jonathan Morris\nMusiche:Stewart Copeland\nProduzione:PARALLAX PICTURE PER CHANNEL FOUR\n\n“Stevie\, un giovane operaio di Glasgow uscito dal carcere per furto\, trova lavoro in uno dei tanti cantieri proliferati nella Londra della restaurazione economica dell’ultimo governo Thatcher. Qui incontra un piccolo mondo disperato e ridanciano\, volgare e capace al tempo stesso di gesti di solidarietà. I compagni di cantiere sono di varia provenienza\, alcuni sono di colore\, ma tra tutti si distingue Larry\, sempre pronto a preoccuparsi per gli altri. Trovato un alloggio abusivo grazie ai nuovi amici\, Stevie incontra fortuitamente Susan\, aspirante cantante di scarse qualità: nasce così una relazione che procede con momenti di tenerezza ed accesi contrasti. Frattanto Larry paga col licenziamento il suo tentativo di far applicare le norme di sicurezza mancanti nel cantiere e muore la madre di Stevie che va in autostop a Glasgow per assistere al funerali. Al ritorno Stevie scopre che Susan è tossicomane: convinto da un’analoga esperienza familiare che non vi sia nulla da fare\, la scaccia\, resistendo ai tentativi di lei per riprendere il rapporto. Al cantiere\, intanto\, un operaio\, che usa il telefono cellulare del capomastro per parlare con la madre e lo picchia perchè redarguito\, viene arrestato: il nero Desmonde\, scivolato a causa delle insufficienti misure di protezione\, sfugge alle mani di Stevie che cercano di salvarlo e si sfracella al suolo. In un eccesso di frustrazione e di rabbia Stevie brucia\, con l’aiuto di un compagno\, lo squallido edificio\, ex ospedale\, destinato a divenire una lussuosa suite di appartamenti di lusso.” Credits: comingsoon.it
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SUMMARY:SIC FIAT Italia (così sia Italia)
DESCRIPTION:Maggio 2022\n\n\nRassegna RACCONTI INDUSTRIALI\npromossa da\nPRO TORVISCOSA\nCID- CENTRO INFORMAZIONE DOCUMENTAZIONE\nSabato 14/05/22: ore  20.45\n\nINGRESSO LIBERO\nCon ritiro biglietto invito gratuito presso la biglietteria \nRegista: Daniele Segre\nProduttore: Daniele Segre\nProduzione: I Cammelli S.a.s.\nDistribuzione: I Cammelli S.a.s\nPaese: Italia\nDurata: 57 min\nSoggetto: Daniele Segre\, Maria Teresa Soldani\nMontaggio: Daniele Segre – Postproduzione\, assistente di montaggio: Maria Teresa Soldani\nOperatore: Emaniele Segre\nSuono: Emanuele Segre \n“Dopo “Morire di lavoro” (2008) Daniele Segre torna a occuparsi delle lavoratrici e dei lavoratori in un momento cruciale per il mondo della fabbrica italiano: il 13 e 14 gennaio 2011 si svolge nello stabilimento industriale di Fiat Mirafiori il referendum imposto da Sergio Marchionne\, amministratore delegato del Gruppo Fiat\, per far scegliere ai lavoratori se accettare nuove condizioni lavorative e continuare a lavorare\, o non accettarle e chiudere. È una svolta epocale: scavalcati i tavoli d’intesa coi sindacati\, attraverso lo strumento democratico del referendum si chiede direttamente agli stessi lavoratori di decidere di perdere o non perdere il proprio posto di lavoro\, sacrificando nell’ultimo caso diritti conquistati nel tempo e dati ormai per scontati. Partendo dalle vicende attuali di Mirafiori\, Segre compie un nuovo viaggio nella storia del lavoro e nella memoria stessa della sua opera di regista\, incontrando le lavoratrici e i lavoratori fuori dai cancelli\, Maurizio Landini (Segretario Nazionale della FIOM-CGIL)\, Giorgio Airaudo (Responsabile Nazionale Settore Auto FIOM-CGIL) e ripercorrendo sequenze di vent’anni di suoi film dedicati al lavoro. Insieme ai lavoratori di Mirafiori a Torino (2011)\, da “Partitura per volti e voci. Viaggio tra i delegati CGIL” (1991) in avanti troviamo i minatori della Carbosulcis di Carbonia arroccati nelle profondità delle loro miniere (1994)\, gli operai delle acciaierie Falk di Sesto San Giovanni nel deserto di una fabbrica in chiusura (1996) e della Nuova Scaini di Villacidro sulle cime di giganti bombole di gas propano (2000)\, i famigliari e i lavoratori del settore delle costruzioni che quotidianamente pagano un alto prezzo in vite umane per colpa dei gravissimi incidenti sul lavoro (2008). Tutti uniti nel disperato tentativo di difendere il posto di lavoro e la sua sicurezza. “SIC FIAT ITALIA (così sia Italia)” – titolo amaro e ironico – diventa un momento in cui il regista\, attraverso un ventennio di racconti di lavoratrici e lavoratori\, costruisce un rigoroso percorso di “saggistica sociale e umana” che arriva all’oggi. La progressiva erosione dei diritti acquisiti\, il mutamento della scena economica con i nuovi scenari imposti dalla globalizzazione\, il rattrappirsi della dimensione di riscatto e di dignità di un lavoro inteso nel suo senso più pieno\, le divisioni interne\, l’inadeguatezza di molte rappresentanze politiche e sindacali\, la solitudine\, la paura\, la tristezza\, la rabbia\, il silenzio impotente accanto a una tenace resistenza. In questo percorso di volti e voci Segre propone allo spettatore una riflessione su un’importante storia “d’Italia” giunta ad un drammatico capolinea – proprio nell’anno della celebrazione dei 150 anni dell’Unità – e insieme traccia il bilancio di uno sguardo\, quello del suo cinema\, su una realtà nazionale sommersa\, ignorata e sofferta.”
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SUMMARY:Metropolis
DESCRIPTION:Maggio 2022\n\n\nRassegna RACCONTI INDUSTRIALI\npromossa da\nPRO TORVISCOSA\nCID- CENTRO INFORMAZIONE DOCUMENTAZIONE\nVenerdì 13/05/22: ore  20.30\n\nINGRESSO LIBERO\nCon ritiro biglietto invito gratuito presso la biglietteria \nGenere:Drammatico\, Fantascienza\nAnno:1927\nRegia:Fritz Lang\nAttori:Alfred Abel\, Gustav Frohlich\, Brigitte Helm\, Rudolf Klein-Rogge\, Fritz Rasp\, Olaf Storm\, Theodor Loos\, Erwin Biswanger\, Heinrich George\, Hans Leo Reich\, Heinrich Gotho\, Margarete Lanner\, Max Dietze\nPaese:Germania\nDurata:107 min\nDistribuzione:Mondadori Video\, Ricordi Video\, Skema\, Empire Video\nSceneggiatura:Fritz Lang\, Thea von Harbou\nFotografia:Karl Freund\, Günther Rittau\nMusiche:Gottfried Huppertz\, Giorgio Moroder\, Peter Osborne\, Bernd Schultheis\, Wetfish\, Alloy Orchestra\, Club Foot Orchestra\nProduzione:Ufa\n\n\n“Se c’è un regista che incarna la definizione data da Eric Rohmer di cinema come ‘arte dello spazio’ – scrive Paolo Bertetto nella monografia dedicata a Metropolis – questo è proprio Fritz Lang. \nLe spettacolari scenografie di Eric Kettelhut\, rappresentano un modello perfettamente riuscito di sincretismo architettonico. Le maggiori correnti artistiche del primo ventennio del Novecento – il Futurismo\, il Cubismo\, il funzionalismo geometrico del Bauhaus\, fino alla raffinata ambientazione degli interni in stile art déco – si fondono in uno stile unico. L’osmosi tra cinema e le altre forme espressive raggiunge livelli altissimi. \nNel 1928\, l’anno successivo all’uscita di Metropolis nelle sale italiane\, la Casa d’Arte Bragaglia\, riconosciuta come una delle migliori gallerie a livello internazionale\, ospita una mostra dedicata alla scenografia cinematografica. Le opere esposte partecipano al primo concorso italiano in questo ambito\, indetto dalla rivista ‘cinematografo’\, diretta da Alessandro Blasetti.”\nCredits: fondazione.cinetecadibologna.it \n“Nell’imminenza della sua prima visione in Italia\, riteniamo doveroso trattare\, all’indomani del debutto a Berlino\, di Metropolis\, prima autentica incarnazione cinematografica del movimento espressionista germanico. […]\nMetropolis è il simbolo\, primo e immediato\, della società divisa in macchine e supplementi umani di esse\, ed uomini i quali di quelle macchine e di quei supplementi umani che ne conducono e ne guidano il ritmo produttore\, sfruttano\, nell’ozio\, l’incessante lavoro. […]\nAlessandro Blasetti\, Metropolis (1926) di Fritz Lang\, in ‘Lo Schermo’\, a. II\, n. 4\, 29 gennaio 1927
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SUMMARY:Finale a sorpresa
DESCRIPTION:Maggio 2022\n\nSabato 07/05/22: ore  18.00-20.30\nDomenica 08/05/22: ore  18.00-20.30\nINGRESSO: 5.00 euro\nApertura Biglietteria un’ora prima di ogni proiezione\nBiglietti disponibili anche in prevendita \n“Finale a sopresa\, il film diretto da Mariano Cohn e Gastón Duprat\, vede protagonista Lola Cuevas (Penelope Cruz)\, un’eccentrica e affermata regista a cui è stata commissionata la regia di un film da un imprenditore miliardario megalomane deciso a lasciare il segno nella storia.\nL’ambiziosa impresa richiede i più grandi talenti\, così Lola scrittura due stelle della recitazione: il divo sciupafemmine di Hollywood\, Félix Rivero (Antonio Banderas) e il capofila del cinema e del teatro impegnato\, Iván Torres (Oscar Martínez). Due attori agli antipodi ma entrambi leggende\, con un carisma e un ego ineguagliabili\, sono costretti da Lola ad affrontare delle prove esilaranti e originali che li metteranno a dura prova. Riusciranno a superare la loro rivalità per dare vita a un capolavoro?”\nCredits: comingsoon.it \nGenere:Commedia\nAnno:2021\nRegia:Mariano Cohn\, Gastón Duprat\nAttori:Penélope Cruz\, Antonio Banderas\, Oscar Martinez\, Irene Escolar\, Melina Matthews\, Pilar Castro\, Manolo Solo\, Carlos Hipólito\nPaese:Spagna\nDurata:114 min\nDistribuzione:Lucky Red\nSceneggiatura:Mariano Cohn\, Gastón Duprat\nFotografia:Arnau Valls Colomer\nMontaggio:Alberto del Campo\nProduzione:The MediaPro Studio
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SUMMARY:Romeo e Giulietta\, una canzone d'amore
DESCRIPTION:da William Shakespeare\ncon Paola Gassman\, Ugo Pagliai\, Enrico Castellani\, Valeria Raimondi\, Francesco Scimemi e Luca Scotton\n\nNon una coppia di adolescenti\, ma due attori anziani e una vicenda che si concentra esclusivamente su di loro.\nCon lo sguardo profondo e irriverente che da sempre li caratterizza\, la giovane compagnia veronese Babilonia Teatri inquadra il grande classico shakespeariano con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile\, a teatro e nella vita\, come Ugo Pagliai e Paola Gassman. \nLe scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano\, isolate dal resto del testo\, assurgono a icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano due attori che nella vita sono una coppia da più di cinquant’anni le rende ancora più commoventi e profonde.\nI continui riferimenti alla morte\, alla fine\, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona. L’età di Romeo e Giulietta cambia\, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro rimane invariato. \n“Lo spettacolo si concentra completamente sui protagonisti della vicenda\, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie\, gli amici di Romeo\, i genitori di Giulietta e il frate.\nCi interroga su quanto questa storia sia anche nostra\, su quanto sia quella degli attori che la interpretano\, su per quanto tempo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati per così tanti anni”.\nBabilonia Teatri \nDurata: 100 minuti
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SUMMARY:Lunana: Il villaggio alla fine del mondo
DESCRIPTION:Maggio 2022\nDomenica 01/05/22: ore  18.00-20.30\n\nINGRESSO: 5.00 euro\nApertura Biglietteria un’ora prima di ogni proiezione\nBiglietti disponibili anche in prevendita\n“Lunana: Il villaggio alla fine del mondo\, il film diretto da Pawo Choyning Dorji\, racconta la storia vera di Ugyen\, un giovane insegnante del Bhutan moderno\, che si sottrae ai suoi doveri mentre progetta di andare in Australia per diventare un cantante.\nCome rimprovero\, i suoi superiori lo mandano nella scuola più remota del mondo\, in un villaggio chiamato Lunana\, per completare il suo servizio. Dopo un viaggio di 8 giorni di cammino\, Ugyen si ritrova esiliato dalle sue comodità occidentalizzate.\nA Lunana non c’è elettricità\, né libri di testo e nemmeno una lavagna. Sebbene poveri\, gli abitanti del villaggio porgono un caloroso benvenuto al loro nuovo insegnante\, ma lui deve affrontare lo scoraggiante compito di insegnare ai bambini del villaggio senza alcuno strumento didattico a disposizione. Preso dallo sconforto\, è sul punto di decidere di tornare a casa\, ma poco a poco inizia a conoscere le difficoltà nella vita degli straordinari bambini a cui insegna\, tanto da sentirsi cambiato grazie alla straordinaria forza spirituale degli abitanti del villaggio.”\nCredits: comingsoon.it\n \nGenere:Drammatico\nAnno:2021\nRegia:Pawo Choyning Dorji\nAttori:Sherab Dorji\, Kelden Lhamo Gurung\, Ugyen Norbu Lhendup\, Pem Zam\, Sangay Lham\, Chimi Dem\nPaese:Bhutan\nDurata:110 min\nDistribuzione:Officine Ubu\nSceneggiatura:Pawo Choyning Dorji\nFotografia:Jigme Tenzing\nMontaggio:Gu Hsiao-Yun\nProduzione:Dangphu Dingphu: A 3 Pigs Production
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SUMMARY:FLK + LINO STRAULINO & FALE CURTE Un'atre storie di contâ
DESCRIPTION:**IL CONCERTO FLK + LINO STRAULINO & FALE CURTE “UN’ATRE STORIE DI CONTÂ”**\nè riprogrammato a Sabato 30 Aprile 2022\, ore 20.45 \nGli abbonamenti e i biglietti già acquistati rimangono validi \nLa musica e la cultura friulana ritornano al Pasolini con i suoi interpreti migliori: FLK & Lino Straulino e FALE CURTE! \nFlk\, Lino Straulino e i Fale Curte hanno ancora una storia da raccontare. Gente di pianura e gente di montagna che\, dagli anni novanta in poi\, ha scritto pagine di musica friulana che sono nel cuore di tanti. E sono ancora qui\, a imbracciare chitarre e tamburi per una nuova avventura. “I frutti dell’autunno sono i più gustosi” come recita un vecchio canto dei nativi americani e questi generosi musicisti ve li doneranno con il cuore. \nStagione di Musica 2021/2022 a cura di Euritmica
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SUMMARY:La camera azzurra
DESCRIPTION:di Georges Simenon\nadattamento teatrale Letizia Russo\nregia Serena Sinigaglia\ncon Fabio Troiano\, Irene Ferri\, Mattia Fabris e Giulia Maulucci\nassistenti alla regia Sandra Zoccolan e Giulia Dietrich\nscenografia Maria Spazzi\ncostumi Erika Carretta\ndisegno luci Alessandro Verazzi\nscelte musicali Sandra Zoccolan\nuna produzione Nidodiragno/Coop CMC – Sara Novarese \n\nLa penna inesauribile di Georges Simenon ci regala una storia permeata di eros e di noir che per la prima volta approda a teatro.\nLa camera azzurra (La chambre bleue\, 1963) è una vicenda dove sensualità\, paura\, pettegolezzo\, omertà\, tradimento e moralismo si mescolano nello scenario di una provincia francese retriva e giudicante. \nLa storia è quella di due amanti\, Tony e Andrée – interpretati in scena da Fabio Troiano e Irene Ferri\, due volti del cinema e della tv che ritroverete a teatro in una splendida prova.\nEx compagni di scuola\, oggi quarantenni ed entrambi sposati\, i due si incontrano nella camera azzurra per dare sfogo alla propria passione irrefrenabile.\nTempo dopo\, li ritroveremo in un’aula di tribunale accusati di aver commesso crimini efferati\, l’eliminazione di entrambi i coniugi con modalità diaboliche.\nL’interrogatorio cui vengono sottoposti per svelare la verità e rispondere alla sete di giustizia forcaiola della comunità si trasforma nella penna di Simenon in un’indagine sull’umano\, straordinaria quanto necessaria. \n“Il giallo in sé è intrigante ma non è la parte più interessante del romanzo. La parte più interessante\, a mio avviso\, è lo scandaglio sull’umano\, sui suoi istinti più profondi e segreti. E’ l’erotismo che vi circola\, è l’eterno conflitto tra passione e ordine. La passione degli amanti\, l’ordine della famiglia.\nDue tensioni umane che appaiono difficili da conciliare\, sempre”.\nSerena Sinigaglia
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SUMMARY:C'mon C'mon
DESCRIPTION:Aprile 2022\n\nSabato 16/04/22: ore  18.30-20.30\nDomenica 17/04/22: ore  18.30-20.30\nLunedì 18/04/22: ore  18.30-20.30\nINGRESSO: 5.00 euro\n\nApertura Biglietteria un’ora prima di ogni proiezione\nBiglietti disponibili anche in prevendita\n“Dopo la nomination agli Oscar per il precedente 20th Century Women\, Mike Mills ritorna per la quarta volta ai temi a lui cari (il lutto\, la genitorialità\, la difficoltà di affrontare una vita “responsabile”). L’abituale forma “spuria” lega stavolta la narrazione con i podcast di interviste ai bambini registrati dal protagonista\, e con gli stralci di libri (saggi o storie per l’infanzia) letti dalla sua voce\, i cui titoli vengono indicati da didascalie sullo schermo (non manca una miracolosa attenzione per l’intreccio di voci e suoni con la colonna sonora che qui riserva alcune perle come Do the Ostrich\, brano del Lou Reed addirittura pre-Velvet Underground). C’mon C’mon è fasciato in un bianco e nero in 4:3 come si usa adesso\, che sembra quasi dire alla corrente generazione indie “è tempo di riportare tutto a casa”. E quindi tre città\, Los Angeles\, New York\, New Orleans\, che mappano i tre atti di questa storia di un rapporto tutto da inventare tra lo zio beginner Joaquin Phoenix e il figlio di sua sorella\, l’irrequieto pre-adolescente Jesse\, costretti a passare del tempo insieme. Le tre metropoli sono però anche tre indicazioni esplicite di tre maniere di declinare il cinema americano.\nSe la California è il teatro del clash sia familiare che generazionale\, ospitato nei grandi spazi domestici e disperso tra le passeggiate in spiaggia (“ma non la trovi noiosa tutta questa sabbia\, questo sole\, questi corpi” chiede il newyorkese Phoenix)\, la Grande Mela è il luogo in cui affrontare la realtà\, spinti dall’incessabile turbinio delle strade in cui perdersi\, della gente che riempie i marciapiedi e i locali\, del rumore infinito dei treni della metro. Il ricongiungimento con gli altri e con l’accettazione di sé stessi (il piccolo Jesse imparerà finalmente che non c’è nessun problema ad ammettere a noi e a tutti\, anche urlandolo\, di non stare poi così bene) non può che avvenire in un tempio delle radici e della magia comunitaria com’è New Orleans.\nNel confronto con le sorprendenti performance di Gaby Hoffmann (figlia di Viva\, una delle superstar della Factory di Warhol) e del giovane Woody Norman (12 anni ma già veterano delle produzioni tv)\, Joaquin Phoenix riscopre una sensibilità interpretativa che rimanda apertamente ai suoi ruoli di “mascolinità fragile” per James Gray. L’autore di Thumbsucker ha la capacità di immedesimarsi e farci immedesimare un po’ in ognuna di queste figure\, compresa forse anche quella del marito della donna\, Paul (Scoot McNairy)\, dalla labile stabilità emotiva e psicologica.”\nCredits: sentieriselvaggi.it \n  \nGenere:Drammatico\nAnno:2021\nRegia:Mike Mills\nAttori:Joaquin Phoenix\, Woody Norman\, Gaby Hoffmann\, Jaboukie Young-White\, Elaine Kagan\, Scoot McNairy\, Mary Passeri\, Brandon Rush\, Kate Adams\, Molly Webster\, Deborah Strang\nPaese:USA\nDurata:108 min\nDistribuzione:Notorious Pictures in collaborazione con Medusa Film\nSceneggiatura:Mike Mills\nFotografia:Robbie Ryan\nMontaggio:Jennifer Vecchiarello\nProduzione:A24\, Bron Creative\n 
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SUMMARY:Predis - La nazione negata
DESCRIPTION:Marzo 2022\nFESTA DELLA PATRIA DEL FRIULI  2022\nFIESTE DE PATRIE DAL FRIÛL 2022\n\nDomenica 03/03/22: ore  18.30 e 20.00\n\nINGRESSO LIBERO\nCon ritiro biglietto invito gratuito presso la biglietteria\n\n“Il film è il prequel di “Missus\, l’ultima battaglia”\, pellicola del 2017 sempre di Garlatti-Costa che racconta la lunga battaglia dei preti di Glesie Furlane per il diritto di pregare nella propria lingua. Come il primo film\, anche Predis vuole raccontare la storia del Friuli e dei friulani che hanno lottato per la loro identità. “Attraverso un viaggio nel ‘900\, Predis racconta la storia di tre preti friulani\, don Giuseppe Marchetti\, don Francesco Placereani e don Antonio Bellina che hanno dedicato la loro vita al Friuli e alla sua gente\, insegnando la storia\, la lingua e la cultura e\, soprattutto\, insegnando a riconoscere la propria identità e a lottare per essa”\, ha spiegato il regista. Predis propone una fotografia in bianco e nero che richiama un Friuli dimenticato ma eterno\, abitato da persone che vivono e lavorano ancora a contatto con la terra. Una scelta dell’autore che così ha voluto “rappresentare il Friuli attuale\, diverso purtroppo da quello che avrebbero desiderato i tre preti protagonisti. Un Friuli che ho voluto rappresentare in modo essenziale\, crudo\, quasi atavico. Le uniche riprese a colori sono quelle d’archivio in 8mm\, che ci fanno vedere il Territorio al tempo dei tre preti”. Uomini illuminati che avevano “anticipato i tempi e i pericoli che il futuro avrebbe portato. Proprio con questa visione i tre sacerdoti hanno cercato di far capire allo loro gente quanto importante fosse lottare per i propri diritti\, la propria libertà di espressione\, di lingua e cultura”.\nCredits: ilFRIULI.it \n \n 
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