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SUMMARY:Sapore di saleodissea di una sardina
DESCRIPTION:dai 5 ai 10 anni – scuola dell’infanzia e primaria \ndi e con Bruno Cappagli e Fabio Galanti\nregia Bruno Cappagli\nscenografie Fabio Galanti\nluci Andrea Aristidi\ncostumi Tanja Eick\nproduzione La Baracca – Testoni Ragazzi – Bologna \ndurata: 50 minuti\nnarrazione e teatro di figura \n\nDue pescivendoli stanno decantando ai clienti i loro bellissimi pesci\, quando\, sorprendentemente\, una piccola sardina schizza via dalle loro mani. Dal ghiaccio della vasca si ritrova in mezzo al mare e riscopre così il sapore del sale. \nLa sardina intraprende un viaggio straordinario\, epico\, coraggioso e imprevedibile. Un viaggio avventuroso in cui incontrerà pesci di ogni tipo\, tutti intenzionati a mangiarla.\nE se in un primo momento anche i due pescivendoli tenteranno di inseguirla per poterla vendere\, pian piano la accompagneranno come fossero suoi custodi\, cercando di difenderla dagli assalti\, ma senza farsi troppo notare… perché nel fondo del mare la piccola sardina curiosa deve crescere e scoprire l’avventura di vivere.
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SUMMARY:RENTAL FAMILY - Nelle vite degli altri
DESCRIPTION:sabato 18 aprile: ore 18:00 e 20:30\ndomenica 19: ore 18:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nRENTAL FAMILY – Nelle vite degli altri\nGiappone\, 2025\, 110′\ndi Hikari\ncon Brendan Fraser\, Takehiro Hira\, Mari Yamamoto\, Akira Emoto\, & Shannon Mahina Gorman \nAmbientato nella Tokyo dei giorni nostri\, Rental Family – Nelle Vite degli Altri segue le vicende di un attore americano (Brendan Fraser) che fatica a trovare uno scopo nella vita fino a quando non ottiene un lavoro insolito: lavorare per un’agenzia giapponese di “famiglie a noleggio”\, dove interpreta ruoli diversi per persone sconosciute. Man mano che si immerge nel mondo dei suoi clienti\, inizia a stringere legami autentici che confondono i confini tra performance e realtà.\nAffrontando le complessità morali del suo lavoro\, ritrova uno scopo e un senso di appartenenza scoprendo la bellezza dei legami umani. \n 
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SUMMARY:Roberto Anglisani / RIBELLIONE
DESCRIPTION:dal romanzo La Ribellione di Joseph Roth\ndrammaturgia Francesco Niccolini\ncon Roberto Anglisani\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia \nLa ribellione – Contro Dio e la sua ingiustizia… e la grazia?\nLa storia narra le vicissitudini di Andreas Pum\, un reduce di guerra storpio\, a tratti ingenuo\, che crede ciecamente nello Stato e nella sua Giustizia. È uno che non si ribella\, che tira per la sua strada\, un timorato di Dio. Tutti gli altri\, per lui\, sono dei pagani\, dei senza Dio e dei ribelli.\nPoi\, per caso incontra un uomo che distrugge la sua vita\, lo trasforma e gli fa perdere ogni speranza nello Stato\, nella sua Giustizia\, nella bellezza della propria esistenza già precariamente ricostruita dopo l’orrore della guerra.\nDov’è Dio di fronte a tutto ciò che gli è accaduto?\nRoth pone l’uomo di fronte a un Dio che dona la grazia anche a chi gli chiede l’inferno\, in un racconto che emoziona e lascia il fiato sospeso. Roberto Anglisani\, abilissimo narratore\, amato dal pubblico del Teatro Pasolini in Giobbe\, sempre di Joseph Roth\, incarna magistralmente i personaggi di questa nuova sfida. \nDurata: 70 minuti
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SUMMARY:P come PenelopePer una riscrittura contemporanea del mito
DESCRIPTION:dai 16 ai 18 anni – scuola secondaria di II grado \ndi e con Paola Fresa\nin collaborazione con Christian Di Domenico\nscene e costumi Federica Parolini\nluci Paolo Casati\nsupervisione registica Emiliano Bronzino\nregista assistente Ornella Matranga\nproduzione Accademia Perduta-Romagna Teatri\, Fondazione TRG di Torino\nin collaborazione con Officina Corvetto Festival\, TRAC Teatri di Residenza Artistica Contemporanea\, KanterStrasse\, Dialoghi_Residenze delle arti performative a Villa Manin a cura del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia \nPaola Fresa vince nel 2024 la XX edizione del Premio Nazionale Franco Enriquez nella categoria Teatro Classico e Contemporaneo\, sezione Miglior attrice e autrice. \ndurata: 55 minuti\nteatro d’attore \nIl processo drammaturgico prende avvio dall’etimologia del nome Penelope\, anatroccola\, con un esplicito riferimento all’episodio dell’infanzia del personaggio\, in cui la futura moglie di Ulisse fu vittima di un tentativo di affogamento da parte del padre. In uno spazio chiuso e asettico\, simile a un laboratorio di analisi\, viene messa sotto il microscopio l’iconica storia di Penelope. L’intento è quello di restituire alla figura universale del mito il suo sguardo negato\, quello della donna che l’ha subito-vissuto\, riconoscendole così una funzione attiva nella narrazione della sua vita. La protagonista\, bloccata in questo spazio\, ripete il gesto di fare e disfare la scena\, proprio come l’omerica Penelope faceva e disfaceva la tela. Questo gesto simbolico permette di ripercorrere la sua esistenza\, segnata dal rapporto con il padre\, trascorsa nell’attesa di un uomo che non è mai tornato\, e interrotta per un figlio che\, una volta cresciuto\, ha scelto di non aspettare e di partire.\nLa chiave ironica con cui vengono affrontate queste tematiche universali\, riporta immediatamente l’indagine intorno al mito al nostro vivere contemporaneo.
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DESCRIPTION:sabato 11 aprile: ore 18:00 e 20:30\ndomenica 12: ore 18:00\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nSENTIMENTAL VALUE\nAffeksjonsverdi\nNorvegia\, Francia\, Germania\, Danimarca\, Svezia 2025\, 135′\ndi Joachim Trier\ncon Renate Reinsve\, Stellan Skarsgård\, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas \nNora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas) sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav (Stellan Skarsgard) – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Conoscendo il talento di attrice di Nora\, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood\, Rachel Kemp (Elle Fanning). Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato. \nVincitore dell’Oscar come Miglior Film Internazionale\, il nuovo film di Joachim Trier (Thelma\, Segreti di famiglia\, La persona peggiore del mondo) è stato premiato con il Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes\, per il Miglior film e Miglior regia agli European Film Awards\, e con il Golden Globe per il Miglior Attore Non Protagonista a Stellan Skarsgård. \n 
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DESCRIPTION:sabato 4 e domenica 5 aprile: ore 18:30 e 20:30\nlunedì 6: ore 20:30\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nIL BENE COMUNE\nItalia\, 2026\, 103′\ndi Rocco Papaleo\ncon Rocco Papaleo Con Claudia Pandolfi\, Rocco Papaleo\, Teresa\nSaponangelo\, Vanessa Scalera\, Andrea Fuorto\, Livia Ferri\, Rosanna\nSparapano \nUna guida turistica e un’attrice di “insuccesso” accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino\, alla ricerca del secolare Pino Loricato\, simbolo di resilienza. Il cammino diventa presto un viaggio di trasformazione\, fatto di incontri e cambiamenti\, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo\, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi\, emozioni e storie diverse.\nIn una natura dura e bellissima\, attraversata da una solidarietà inattesa\, emergono frammenti di vite complesse\, ferite ancora aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate. Parlare\, cantare\, dare un nome a ciò che si è vissuto diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare un senso di appartenenza\, almeno finché un evento improvviso non rimette tutto in discussione. Perché\, a volte\, raccontarsi è già un primo passo verso qualcosa di più grande. \n 
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DESCRIPTION:ingresso libero \nun progetto di Teatro Partecipato a cura di Ada Delogu\npartecipanti al laboratorio: Patrizia Bojkow\, Sandra Buttignon\, Daniela Fiorin\, Eleonora Gregorat\, Paola Iuri\, Marisa Mariuzzi\, Romeo Mischis\, Alice Moretti\, Luca Paro\, Annamaria Pennella\, Gian Mauro Sica\, Raffaella Tavagnacco\, Sonia Tomasin\, Agnese Zanirato\, Francesco Zorzenon\nscene Luigina Tusini\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\n \nPartendo dalle riflessioni di Massimo Recalcati in A libro aperto\, una vita e i suoi libri\, cercheremo di rispondere insieme a domande come:\nQuale segreto è custodito in un libro? Quali sono i libri che non abbiamo dimenticato e perché? Come può un libro essere un incontro? Perché l’incontro con un libro può cambiare la vita?\nTutti questi interrogativi tracceranno le vie lungo le quali i partecipanti e le partecipanti di ogni età si racconteranno\, ponendo lo sguardo sulle tappe della propria formazione\, sugli avvenimenti importanti e sui cambiamenti della loro vita.\nSi cercherà così di riportare\, nella restituzione pubblica finale\, un intenso spaccato autobiografico di cosa può significare per una vita l’esperienza della lettura\, attraverso un grande e appassionato elogio del libro in un’epoca che sembrerebbe decretarne la scomparsa. \nIl 17 ottobre il laboratorio è stato presentato alla Casa della Musica alle ore 16.30\, nell’ambito del Festival del Coraggio\,\nè proseguito con il seguente calendario\, con orario 17.30-19.30:\n22 e 29 ottobre al Teatro Pasolini;\n12\, 19\, 26 novembre\, 3\, 10 e 17 dicembre\, 14\, 21\, 28 gennaio\, 4\, 11\, 25 febbraio\, 4\, 11\, 18\, 25 marzo alla Casa della Musica. \nper info: partecipa@cssudine.it \n  \n 
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SUMMARY:Albert eD Io
DESCRIPTION:dai 16 ai 18 anni – scuola secondaria di II grado \ndi Francesco Niccolini\ndrammaturgia Flavio Albanese\, Marinella Anaclerio\, Francesco Niccolini\ndirezione scientifica del progetto Marco Giliberti\nregia Marinella Anaclerio\ncon Flavio Albanese\nscena Francesco Arrivo\nluci Cristian Allegrini\ncostume Marinella Anaclerio\nvideo Giuseppe Magrone\nconsulenza (e pazienza) scientifica Vincenzo Napolano\nproduzione Compagnia del Sole – Bari / Fondazione Sipario Toscana Città del Teatro – Cascina (PI)\, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani – Torino \ndurata: 60 minuti\nteatro d’attore \nUn uomo anziano suona il violino in un parco e incontra un bambino che gioca a campana con regole bizzarre. La stranezza del gioco incuriosisce l’uomo\, che non riesce più a concentrarsi sulla musica e chiede spiegazioni. Che l’uomo sia Albert Einstein non ci sono dubbi\, ma chi è quel misterioso ragazzino? Come in un moderno Simposio\, Einstein\, come Socrate racconta la sua iniziazione ai segreti dell’Universo\, il desiderio di conoscere e il peso della responsabilità delle scoperte. \nInizia così la terza e ultima tappa della trilogia sull’Universo che si accinge alla prova più impegnativa: Albert Einstein e la meccanica quantistica.\nMa come condividere con il pubblico più giovane un percorso di ricerca scientifico che\, almeno per il pensiero classico occidentale\, è completamente privo di senso? Come esporre gli ultimi traguardi della ricerca\, confini che nemmeno gli scienziati riescono a spiegare? Che nemmeno Einstein ha potuto accettare?\nLa frase che si sente ripetere più spesso tra i fisici è che: la meccanica quantistica non si può comprendere\, ci si può solo arrendere e accettarla\, e – in un certo senso – è quello che accade al protagonista dello spettacolo.\nInizia un dialogo surreale\, comico\, struggente\, un botta e risposta fitto\, dove il bambino demolisce le certezze dell’anziano\, che a sua volta riesce a trasmettere al ragazzino buona parte della meraviglia che anni di studi e di scienza gli hanno permesso di provare\, ma anche le delusioni\, le attese\, le scoperte fatte e quelle che non farà in tempo a fare. \nAlbert eD Io è un viaggio poetico e malinconico tra la felicità delle scoperte più incredibili e la sofferenza di non poter capire tutto quello che vorremmo comprendere\, mischiate con il peso della responsabilità delle scoperte e delle loro applicazioni\, e la voglia di avere ancora tempo\, più tempo\, per scoprire ancora\, e ancora\, e ancora.\nUno spettacolo sull’insaziabile curiosità e sul tempo che non basta mai\, per scoprire ancora.
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SUMMARY:Ettore Bassi / TRAPPOLA PER TOPI
DESCRIPTION:di Agatha Christie\ntraduzione e adattamento Edoardo Erba\nregia Giorgio Gallione\ncon Ettore Bassi\, Claudia Campagnola\, Dario Merlini\, Stefano Annoni\, Giulia Ricciardi\, Marco Casazza\, Matteo Palazzo\, Raffaella Anzalone\nscene Luigi Ferrigno\ncostumi Francesca Marsella\nmusiche Paolo Silvestri\nluci Antonio Molinaro\nproduzione La Pirandelliana \n“Il 25 novembre 1952 all’Ambassadors Theatre di Londra andava in scena per la prima volta Trappola per topi di Agatha Christie. Da allora\, per 70 anni ininterrottamente\, il sipario si è alzato su questa commedia “gialla” senza tempo e di straordinaria efficacia scenica.\nTrappola per topi ha un plot ferreo ed incalzante\, è impregnata di suspense ed ironia\, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere\, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché.\nNonostante l’ambientazione d’epoca e tipicamente British\, il racconto e la trama possono essere vissuti come contemporanei\, senza obbligatoriamente appoggiarsi sul già visto\, un po’ calligrafico o di maniera\, fatto spesso di boiserie\, kilt\, pipe e tè. Credo che i personaggi di Trappola nascano ovviamente nella loro epoca\, ma siano vivi e rappresentabili oggi\, perché i conflitti\, le ferite esistenziali\, i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell’uomo contemporaneo\, dell’io diviso\, della pazzia inconsapevole. E credo riusciremo a dimostrarlo grazie alla potenza senza tempo di Agatha Christie\, ma anche e soprattutto con il talento e l’adesione di una compagnia di artisti che gioca seriamente con un’opera “chiusa” e precisa come una filigrana\, che però lascia spazio all’invenzione e alla sorpresa\, una promessa di imprevedibilità e insieme di esattezza. E poi c’è la neve\, la tormenta\, l’incubo dell’isolamento e della bivalenza\, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice può essere superato in qualsiasi momento. Ingredienti succosi ed intriganti che spero intrappoleranno il pubblico.”\nGiorgio Gallione\n\nDurata: 120 minuti con intervallo \n        \n  \n 
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SUMMARY:OVERMILES
DESCRIPTION:venerdì 20 marzo 2026\, ore 20.45 \nOVERMILES\n \nGianluca Mosole – chitarre e tastiere\nPaolo Carletto – basso\nMichele Todesco – tromba\nNicholas Kocks – batteria \nDotato di uno stile inconfondibile ed una incomparabile gamma espressiva\, per quasi trent’anni Miles Davis è stato una figura chiave del jazz e della musica popolare del XX secolo.\nÈ difficile non riconoscergli un ruolo di innovatore e genio musicale: dopo aver preso parte alla rivoluzione bebop\, Davis fu fondatore di numerosi stili jazz\, fra cui il cool jazz\, l’hard bop\, il modal jazz e il jazz elettrico o jazz-rock.\nNel 1987\, Gianluca Mosole e Paolo Carletto hanno avuto l’onore di aprire i concerti di Miles Davis al Pala Trussardi di Milano e al Palaeur di Roma\, un anno fondamentale nella loro vita musicale: i due musicisti rimasero folgorati da quel “modo” di concepire la musica\, che mescolava la cultura e i colori del jazz e del funk\, sonorità che già scorrevano nelle loro vene e che continuano ad echeggiare senza mai risentire del tempo che passa.\nDoveroso\, quindi\, rendere omaggio a Miles e al suo genio a cent’anni dalla nascita\, con questa concept band che ha origine dal suo suono a partire dagli anni ottanta e che riproduce l’assoluta modernità del suo linguaggio e della sua eredità musicale. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
DESCRIPTION:sab 14 febbraio ore 18 e 20.30\ndom 15 marzo ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nHAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO\nRegia di: Chloé Zhao\nAnno: 2025\nPaese: USA\nAttori: Jessie Buckley\, Paul Mescal\, Emily Watson\, Jacobi Jupe\, Noah Jupe\, Joe Alwyn\, David Wilmot\, Bodhi Rae Breathnach\nDurata: 125′ \nFra i film più interessanti della stagione dei premi 2026\, Hamnet — Nel nome del figlio segna il ritorno di Chloé Zhao a pellicole più drammatiche\, narrando con uno stile realistico ed evocativo un evento della vita di William Shakespeare che ha contribuito alla creazione delle sue opere più famose. \nDalla sceneggiatrice e regista premio Oscar Chloé Zhao\, Hamnet. Nel nome del figlio racconta la potente storia d’amore e perdita che ha ispirato la creazione dell’intramontabile capolavoro di Shakespeare\, Amleto. \nInghilterra\, 1580. William Shakespeare\, insegnante di latino che vive in povertà incontra Agnes\, una ragazza dallo spirito libero e\, affascinati l’uno dall’altra\, iniziano un’appassionata relazione che li porterà al matrimonio e alla nascita di tre figli. Mentre Will persegue una promettente carriera teatrale nella lontana Londra\, Agnes da sola si occupa della sfera domestica. Di fronte ad una tragedia che li colpisce\, il legame un tempo indissolubile della coppia viene messo a dura prova\, ma la loro esperienza condivisa pone le basi per la creazione del più grande capolavoro di Shakespeare. \n 
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SUMMARY:HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
DESCRIPTION:sab 14 marzo ore 18 e 20.30\ndom 15 marzo ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nHAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO\nRegia di: Chloé Zhao\nAnno: 2025\nPaese: USA\nAttori: Jessie Buckley\, Paul Mescal\, Emily Watson\, Jacobi Jupe\, Noah Jupe\, Joe Alwyn\, David Wilmot\, Bodhi Rae Breathnach\nDurata: 125′ \nFra i film più interessanti della stagione dei premi 2026\, Hamnet — Nel nome del figlio segna il ritorno di Chloé Zhao a pellicole più drammatiche\, narrando con uno stile realistico ed evocativo un evento della vita di William Shakespeare che ha contribuito alla creazione delle sue opere più famose. \nDalla sceneggiatrice e regista premio Oscar Chloé Zhao\, Hamnet. Nel nome del figlio racconta la potente storia d’amore e perdita che ha ispirato la creazione dell’intramontabile capolavoro di Shakespeare\, Amleto. \nInghilterra\, 1580. William Shakespeare\, insegnante di latino che vive in povertà incontra Agnes\, una ragazza dallo spirito libero e\, affascinati l’uno dall’altra\, iniziano un’appassionata relazione che li porterà al matrimonio e alla nascita di tre figli. Mentre Will persegue una promettente carriera teatrale nella lontana Londra\, Agnes da sola si occupa della sfera domestica. Di fronte ad una tragedia che li colpisce\, il legame un tempo indissolubile della coppia viene messo a dura prova\, ma la loro esperienza condivisa pone le basi per la creazione del più grande capolavoro di Shakespeare. \n 
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SUMMARY:Dr Jekyll & Mr Hyde
DESCRIPTION:dai 16 ai 18 anni – scuola secondaria di II grado \nby Robert Louis Stevenson\nadapted by Paul Stebbings & Phil Smith\ndirected by Paul Stebbings\ncast Sylas Shaw\, Simone Mumford\, Jean-Paul Pfluger\nmusical score by Christian Auer\nchoreography by Jennie Tomasson\nproduction TNT The New Theatre UK – Grantly Marshall \nduration: 85 minutes\nplay in English language \nAll of us contain good and evil\, but can we separate these two energies into two people and live a wholly good life? This is what Dr Jekyll wants to achieve\, but tragically\, it is the evil half of Mr Hyde who bursts upon the streets of Victorian London\, causing chaos\, crime\, and murder. Dr Jekyll tries desperately to control his dark side but fails\, not least because the darkness fascinates him more than the light. \nThe short novel by Robert Louis Stevenson is a masterpiece of classical literature that has lost none of its relevance today. It is both a horror story and a moral tale\, a thriller\, a gothic comedy\, and in the TNT version\, a tragic love story. We have switched the character of the lawyer Utterson into a female\, allowing us both deeper emotions and half our audience to have a more personal investment in the characters. \nChristian Auer has added a series of powerful songs that shed light on both the characters and the drama. The talented cast of professional British actors brings this powerful story to life and sings like the angels to which Dr Jekyll aspires. The staging is dynamic\, fast\, and furious\, with choreography by Jennie Tomasson and a revolving set that transports the audience to the streets\, laboratories\, and salons of Victorian London.
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SUMMARY:La Meglio Gioventù 2025-2026
DESCRIPTION:LA MEGLIO GIOVENTU’ – UDINE E BASSA FRIULANA \nDopo gli ottimi risultati raggiunti dal progetto pilota LA MEGLIO GIOVENTU’ – UDINE\, creato e realizzato dal CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\, sostenuto dal Bando Istruzione 2024 della Fondazione Friuli – Percorsi per il benessere di classe e scuola\, in collaborazione con il 5° Istituto Comprensivo di Udine (scuole Pascoli-Toppo\, Nievo ed Ellero)\, con il Liceo classico “J. Stellini” di Udine e con l’ISIS “A. Malignani” di Udine\, il progetto è stato sviluppato e rilanciato.\n\nGrazie al Bando Istruzione 2025 della Fondazione Friuli – Percorsi per il benessere di classe e scuola\, nell’arco dell’anno scolastico 2025/26 il progetto La Meglio Gioventù si amplia oltre la città di Udine\, nella Bassa Friulana\, dove moltiplica le possibilità di intervento.\nAlle citate scuole di Udine\, che hanno riconfermato la loro partecipazione al progetto\, si aggiungono le scuole secondarie di secondo grado (fascia d’età dove è risultato più importante l’impatto del progetto) ISIS della Bassa Friulana di Cervignano del Friuli e di San Giorgio di Nogaro.\n\nVerranno attivati i laboratori teatrali diversificati per fascia d’età e concordati nei loro specifici contenuti con le scuole e gli/le insegnanti\, guidati da operatori/trici teatrali preparati/e a declinare le dinamiche relazionali teatrali agli obiettivi del progetto. \nNel corso dell’anno scolastico si offrono\, alle scuole partner del progetto\, laboratori organizzati secondo le diverse esigenze e modulati in tre diverse proposte:\n–       Laboratori di giochi teatrali per le scuole primarie a cura di Alessandro Maione\n–       Laboratori teatrali propedeutici per le scuole secondarie di primo grado a cura di Manuel Buttus\n–       Laboratori teatrali di espressione\, scrittura scenica e di relazione per le scuole secondarie di secondo grado a cura di Ada Delogu\, di Nicoletta Oscuro e di Manuel Buttus. \nIl laboratorio non ha obiettivi di messa in scena\, come saggi finali o spettacoli\, ma si svolgerà come un percorso esperienziale che utilizza il mezzo teatrale come strumento espressivo per raggiungere gli obiettivi nell’ambito delle attività di contrasto al disagio e per il benessere dei/lle partecipanti.\nIl teatro diventa strumento per la conoscenza di sé\, l’espressione\, la consapevolezza della propria unicità e delle diversità\, la gestione delle emozioni\, la socializzazione\, la capacità relazionale nel gruppo e il rispetto degli altri. \nUn progetto pilota del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\, sostenuto dal\nBando Istruzione 2025 della Fondazione Friuli – Percorsi per il benessere di classe e scuola\n\n \nCALENDARIO INCONTRI LA MEGLIO GIOVENTÙ 25-26 \n 
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SUMMARY:Giovanni Livigno
DESCRIPTION:dagli 11 ai 13 anni – scuola secondaria di I grado\n\nballata per piccione solista ispirata al più famoso parente Jonathan Livingston\ndi e con Roberto Anglisani\ndrammaturgia Roberto Anglisani\, Alessandra Ghiglione\, Maria Maglietta\nregia Maria Maglietta\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG \ndurata: 60 minuti\nteatro d’attore \nUno come tanti. Le piume sempre un po’ scomposte. Una voglia fin da piccolo di gettarsi oltre il nido e fare un salto ad ali spiegate.\nGiovanni Livigno è un piccione nato in un quartiere alla periferia di una grande città. Ciò che Giovanni ha di più caro sono i suoi quattro amici.\nGiovanni è in quel momento della vita in cui il gruppo è tutto\, ma la vita del gruppo non è semplice e ha le sue dinamiche\, i suoi conflitti\, le sue regole: l’identità di ognuno smette di esistere\, c’è solo il gruppo e c’è un capo che vuole essere rispettato ed è disposto ad ottenere rispetto anche con la violenza. Si fa casino\, si passa il tempo\,  ma non si sfugge ugualmente alla noia e la vita  sembra che ti scivoli via tra le zampe. Allora bisogna cercare sempre qualcosa di nuovo\, di pericoloso. C’è bisogno di sentire un brivido.\nGiovanni ha la sua proposta: volare alto!! Siamo uccelli\, no?\nMa al capo non piace volare e comincia per Giovanni il tempo dell’emarginazione\, della solitudine\, della sofferenza per la difesa del suo sogno e della sua identità. Fino allo scontro finale\, quello che stabilisce chi merita di essere parte del gruppo e chi no…\nLa sfida è terribile\, rischiosa…\nPassata quella soglia\, c’è solo il grande buio dentro e fuori.\nGiovanni accetta e perde ciò che ha di più prezioso: l’amicizia\, lo sguardo incantato dell’infanzia… il desiderio di inseguire un  sogno.\nAlla discarica della città\, terra di reietti e di diversi\,  Giovanni Livigno incontra però un maestro e…\n\n…è solo vincendo la paura che si può andare incontro al proprio destino.\nIl resto non conta. Le ali te le porti dentro\, da sempre.\nOgni momento è quello giusto per farlo… il grande volo!\n\nUno spettacolo poetico e potente che affronta con profondità i temi dell’identità\, del bullismo e della violenza e\, soprattutto\, invita a credere nei sogni\, nel valore dell’appartenenza e nel coraggio di essere sé stessi. \nQuesto spettacolo ha debuttato nel 1997\, in quel momento il tema del “Sogno” aveva per me una grossa importanza\, volevo creare uno spettacolo che esortasse e spingesse i ragazzi a perseguire il proprio sogno\, a trovarlo\, ad appassionarcisi e poi ad essere disposti ad affrontare fatiche e ostacoli per realizzarlo.\nAvevo conosciuto il libro “Il gabbiano Jonathan Livingston” intorno ai vent’anni. Quando lessi questo libro mi sembrò che parlasse di me\, delle mie ansie di libertà\, della mia voglia di essere diverso da come avrei dovuto essere per i miei genitori\, per il destino che mi aveva assegnato la classe sociale a cui appartenevo.\nMi ritrovai spesso ad andare a cercare forza e determinazione nell’esperienza di Jonathan Livingston per superare le difficoltà e le sconfitte.\nQuando raggiunsi ciò che più desideravo: il teatro\, decisi che avrei raccontato in uno spettacolo la storia di Jonathan Livingston\, ma volevo che fosse più vicina alla mia esperienza in modo che i ragazzi la sentissero più vicina a loro e fosse più facile entrare in empatia col gabbiano… ma non poteva essere un gabbiano\, troppo bianco\, pulito\, troppo in alto. Allora cercai una chiave\, mi serviva un altro volatile certo\, perchè il volo doveva essere la metafora del “sogno”. Mi ricordai allora che quando ero adolescente facendo il gioco “a che animale somiglia…” una ragazza che mi piaceva molto disse che somigliavo a un piccione\, io avrei preferito avesse detto un’aquila\, ma così fu. Adesso però quella somiglianza diventava la chiave per raccontare la storia di un piccione di periferia che contrariamente a quello che vogliono i piccioni: vuole volare!\nOggi a distanza di più di vent’anni sento che il tema del sogno è ancora vivo\, che l’importanza di avere un sogno per i ragazzi e ancora grande\, e le difficoltà per raggiungerlo sono aumentate\, per la china materialistica della società e per una difficoltà a percepire il futuro. E sento anche che al tema del sogno si sono aggiunti il tema dell’identità\, dello stare in gruppo\, del bullismo e della sopraffazione violenta come mezzo per risolvere i conflitti. E mi sono reso conto che nella storia di Giovanni Livigno questi temi sono tutti presenti ed è per questo che ho deciso con il CSS di rendere di nuovo disponibile per il teatro ragazzi questo spettacolo.\nRoberto Anglisani
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SUMMARY:The Kitchen Company / RUMORI FUORI SCENA
DESCRIPTION:di Michael Frayn\ntraduzione Filippo Ottoni\ncon Daria D’Aloia\, Fabrizio Careddu\, Mauro D’Amico\, Susanna Valtucci\, Lidia Castella\, Lorenzo Tolusso\, Caterina Cottafavi\, Fabio Facchini\, Marco Zanutto\nregia Massimo Chiesa\nproduzione Dada\nin collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito \nRumori fuori scena è un’irresistibile e pluripremiata commedia inglese. Dal suo debutto ad oggi ha fatto divertire milioni di spettatori e ha raggiunto un numero di messe in scena e di repliche tale da spingerla in vetta alla classifica delle commedie più rappresentate al mondo. Considerato il capolavoro comico per eccellenza\, è scandita da un ritmo inarrestabile che porta lo spettatore a ridere fino alle lacrime. Suddiviso in tre atti\, è un riuscitissimo osservatorio sul mondo del teatro e sulle sue infinite\, sorprendenti\, e rocambolesche dinamiche interne.\nRumori Fuori Scena è il cavallo di battaglia della The Kitchen Company. Rappresentato a Genova per ben 212 serate\, ha totalizzato 55.628 spettatori. Molti di questi lo hanno visto più di 1 volta\, alcuni lo hanno visto per più di 5 volte\, e alcuni “folli” lo hanno visto più di 10 volte! Uno spettacolo imperdibile!\n\nDurata: 140 minuti con intervallo \n      \n  \n 
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SUMMARY:Laboratori Fare Teatro 2025-2026
DESCRIPTION:LABORATORI FARE TEATRO 2025-2026\nFormazione per insegnanti\, bibliotecari\, lettori volontari ed operatori culturali ed educativi \nIncontri di presentazione della Stagione ContattoTIG 2025-2026\na cura di Rita Maffei\nlunedì 29 settembre 2025\nUdine\, Teatro Palamostre – Sala Carmelo Bene / dalle ore 17 alle ore 19 \nmartedì 30 settembre 2025\nCervignano del Friuli\, Teatro Pasolini / dalle ore 17 alle ore 19\nmercoledì 1 ottobre 2025\nS. Giorgio di Nogaro\, Biblioteca Villa Dora / dalle ore 17 alle ore 19 \nIncontro con Claudio Milani\nFormazione sul potere delle narrazioni e degli oggetti in relazione all’infanzia\n17 novembre 2025\, dalle ore 16.30 alle ore 19.00\nUdine\, Teatro Palamostre\n19 novembre 2025\, dalle ore 16.30 alle ore 19.00\nCervignano del Friuli\, Teatro Pasolini\n\nFRAMMENTAZIONE VORACE\na cura di Silvia Colle e Lucia Vinzi\n21 gennaio\,11 febbraio\, 4 e 24 marzo 2026\, dalle ore 16.30 alle ore 18.45\nCervignano del Friuli\, Teatro Pasolini \nUn laboratorio per affrontare con spirito d’avventura attraverso il teatro e l’arte le sfide educative al tempo delle creazioni digitali e dei rapidi consumi culturali.\nNegli ultimi anni abbiamo parlato e riflettuto\, agito e cercato una strada nel bosco delle storie e dei racconti. In un tempo che si fa sempre più frammentato e vorace nei suoi consumi cerchiamo ancora un tempo inutile\, attraversato da sentieri segnati da briciole\, fragili e potenti. Continueremo ad incontrare insegnanti\, ma in generale adulti\, che stanno tra l’infanzia e l’adolescenza\, il teatro e le forme artistiche. Una comunità adulta che\, come noi\, cerca strumenti\, connessioni di esperienze\, confronti\, pensieri e conferme del proprio fare. Cercheremo nuovi occhi e approcci trasversali per orientarci nel campo dell’educazione estetica dei bambini e dei ragazzi\, mai\, come oggi\, così necessaria. \nIl percorso\nViviamo tempi in cui la produzione artistica davvero si consuma in un palmo di mano. Tutto è disponibile e si digerisce rapidamente: conoscenza\, saperi\, strumenti scorrono fra le dita come acqua che rinfresca ma non disseta. Nel corso dei quattro incontri di laboratorio\, si affronteranno e si approfondiranno i seguenti focus:\n1. Cos’è oggi l’infanzia e l’adolescenza vorace? Bisogni reali ed immaginati d’arte e cultura dei bambini e dei ragazzi alle prese con le impellenze e gli obblighi di una società che fa scivolare in superficie.\n2. Binomi secchi: come resistere alla tentazione di inseguire attraverso il teatro e le storie per l’infanzia e l’adolescenza la logica semplice e semplificata del like/dislike. Come riconoscere\, ed evitare\, i prodotti caduti in tentazione.\n3. Ricostruire il paesaggio\, trovare il sentiero: che strumento è il teatro? Può ricomporre i pezzetti di una comunità specializzata\, marginalizzata e targhettizzata? Può aiutare a trovare il proprio sentiero e il proprio posto nel mondo?\n4. Nutrire il lupo: a quale bisogno risponde oggi il teatro? Quali funzioni educative del teatro a scuola? \nCi guideranno le storie e le parole: soglia\, confine\, distanza\, frammentazione\, abitudini\, riti. Ci lasceremo portare dalle mani\, dagli occhi\, dal naso e dalle orecchie.\nCureremo un tempo di qualità\, da spendere nel benessere del gruppo e ci muoveremo\, come sempre\, tra albi illustrati\, letteratura per l’infanzia\, fumetti\, ascolti musicali\, letture ad alta voce\, oggetti\, immagini\, semplici attività manuali e fisiche. \nPercorso ideato e realizzato da Silvia Colle e Lucia Vinzi\, parte del progetto Siamo la mamma di Cappuccetto Rosso: dialoghi operosi e incontri di formazione sulla relazione fra infanzia\, adolescenza con il teatro e i linguaggi dell’arte\n\nSilvia Colle – Lucia Vinzi Nasciamo e viviamo in Friuli Venezia Giulia. Come la nostra regione siamo l’unione di affini diversità e radici comuni. Lavoriamo insieme da oltre 28 anni ricercando\, progettando e realizzando contesti culturali ed artistici per l’infanzia e l’adolescenza. A lungo siamo state le responsabili del settore per la formazione ed educazione del pubblico del Circuito multidisciplinare regionale Danza – Musica- Prosa del FVG dove abbiamo avuto l’opportunità\, e fatto la fatica\, di crescere e imparare. I molti progetti ed esperienze con gli artisti\, gli educatori\, le famiglie e le comunità ma soprattutto con i bambini e le bambine\, i ragazzi e le ragazze ci hanno plasmate e specializzate nell’ambito dell’educazione dei bambini e dei ragazzi (0-18 anni) ai linguaggi e alle arti performative\, dell’audience development e più in generale della partecipazione artistica e culturale dell’infanzia. Con Siamo la mamma di Cappuccetto Rosso\, da libere professioniste continuiamo a sperimentare le strategie raccolte nutrendo le nostre visioni insieme ai piccoli. Ci onora e ci commuove aver ricevuto nel 2022 il Premio Internazionale Valeria Frabetti dedicato a chi ha promosso lo sviluppo e la diffusione delle arti performative per bambini 0-3 anni. \nPer informazioni rivolgersi a francescapuppo@cssudine.it
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DESCRIPTION:martedì 3 marzo 2026\, ore 20.45 \nMAKEBA\nValerio Marchi – narrazione\nNicoletta Taricani – voce e conduzione\nAlfonso Deidda – sassofoni\nGiulio Scaramella – pianoforte\nAlessio Zoratto – contrabbasso\nLuca Colussi – batteria e percussioni \nIn prima assoluta\, Euritmica presenta al Pasolini la sua nuova produzione dedicata a Miriam Makeba\, una figura emblematica del ‘900\, un mito della musica e della vocalità radicate nella cultura e nei linguaggi del Sud Africa e dell’Africa intera\, di cui è stata bandiera e simbolo in un’epoca di emancipazione e lotte\, e infine di liberazione\,\ndi molti Paesi e di un intero continente.\n“Mama Africa” era il nome con cui veniva chiamata non solo per il suo impegno\, ma anche per il calore e l’affetto che sapeva trasmettere al suo popolo\, da sempre segnato — e ancora oggi ferito — da colonialismi e sfruttamenti.\nMiriam Makeba ha dato voce al Sud del mondo rivelandone l’inesauribile dignità e ricchezza umana.\nValerio Marchi\, come in altre produzioni analoghe dedicate a John Coltrane o a Nina Simone\, ne narra mirabilmente la vicenda umana ed artistica in un intreccio stretto con le canzoni più note del repertorio di Makeba\, arrangiate e interpretate da Nicoletta Taricani e dalla band composta da ottimi musicisti della nostra scena jazz. \nCompra il tuo biglietto su Vivaticket
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SUMMARY:Se te ne vai
DESCRIPTION:nelle scuole o in altri spazi \ndai 13 ai 16 anni – scuola secondaria di I e II grado \ndi Kelly Rivière\ntraduzione Francesca Ritrovato\nregia Andrea Collavino\ncon Francesca Ritrovato e Kevin Di Sole\nuna produzione Bam Teatro – Cagliari in collaborazione con Teatro del Grillo – Soverato (CS) / Bonawentura – Trieste Teatro di Anghiari \ndurata: 55 minuti\nteatro d’attore \nSe te ne vai è uno spettacolo\, che parla del difficile tema dell’abbandono scolastico\, specialmente tra le e gli adolescenti.\nNathan\, un quindicenne che vuole abbandonare il liceo\, scrive una lettera alla sua prof di lettere\, in cui spiega i motivi di questa decisione ma\, prima di andarsene\, decide di incontrarla\, alla fine delle lezioni\, per avere un confronto con lei e ribadire la sua posizione. Ne nasce un acceso dialogo nel quale la prof cerca di distogliere Nathan dal suo intento\, portando a galla le reciproche fragilità\, grazie a una sincerità che rompe lo schematismo dei ruoli di docente e discente. Data la sua grande sensibilità\, l’autrice riesce a rendere empatici entrambi i protagonisti e a stimolare riflessioni e sentimenti contrastanti in chi assiste alla pièce\, come il buon teatro deve fare. \n“Un dialogo tra un’insegnante e un allievo\, questo è quello che racconta il testo di Rivière\, niente di più e niente di meno. Però è un dialogo senza esclusione di colpi\, privo di toni paternalistici e con due personaggi tridimensionali\, che dicono cose spiazzanti.  La volontà di Nathan di abbandonare la scuola è quella di un ragazzo totalmente immerso nella realtà digitale\, dove trova modo di guadagnare e appagare la sua ribellione alle regole e agli insegnamenti degli adulti. Mme Ogier è una prof di oggi\, alle prese con un mondo adolescenziale che cambia a una velocità sempre più grande. Sono due solitudini che cercano di dare un senso all’esistenza.”\nAndrea Collavino \n 
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SUMMARY:GIULIO REGENI TUTTO IL MALE DEL MONDO
DESCRIPTION:sab 28 febbraio ore 18 e 20.30\ndom 1 marzo ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nGIULIO REGENI TUTTO IL MALE DEL MONDO\nProd.: Italia\, 2026\nDurata: 101′\nRegia: Simone Manetti\nInterpreti: Claudio Regeni\, Paola Deffendi\, Alessandra Ballerini \nImmortalando le udienze dei processi ai presunti assassini di Giulio Regeni e raccogliendo le testimonianze di chi ancora si batte per dare giustizia al giovane\, Simone Manetti realizza con Giulio Regeni — Tutto il male del mondo un documentario di raro rigore e di notevole coraggio\, che scava in profondità nei misteri della vicenda. \nGiulio Regeni – Tutto il male del mondo è il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro\, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016. A raccontare la storia di Giulio\, per la prima volta\, sono i suoi genitori\, Claudio Regeni e Paola Deffendi.\nUn padre e una madre che per arrivare alla verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi.\nAccanto a loro\, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini\, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023\, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio\, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana.\nIniziato nella primavera del 2024\, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026. \n 
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SUMMARY:Tutto cambia!Il bruco e la farfalla e altri racconti
DESCRIPTION:dai 4 agli 8 anni – scuola dell’infanzia e primaria \nregia e drammaturgia Marco Ferro\ncon Deniz Azhar Azari\ndisegni e scene Nicoletta Garioni\nsagome Nicoletta Garioni e Federica Ferrari\ndisegno luci Anna Adorno\nluci e fonica Cesare Lavezzoli\ncostruzione scene Erilù Ghidotti e Giovanni Mutti\nmusiche Paolo Codognola\nideazione ombre Marco Ferro e Nicoletta Garioni\ncura dei movimenti e dell’animazione Valeria Sacco\ncostumi Tania Fedeli\nproduzione Teatro Gioco Vita – Piacenza \ndurata: 50 minuti\nteatro d’ombre e d’attore \nTre piccole storie che intrecciano affabulazione e scienza ci mostrano come tutto ciò che ci circonda\, compresa la nostra stessa vita\, sia un lungo e\ncostante cambiamento.\nTraendo ispirazione sia da racconti classici sia da opere moderne e scientifiche\, lo spettacolo intreccia mito e realtà conducendo i giovani spettatori nello stupefacente mondo della metamorfosi. Grazie a un linguaggio semplice e poetico\, seguiamo le vicende di un piccolo essere attraverso i suoi continui mutamenti che si rivelano ora naturali\, ora fantastici.\nCosì come il seme si trasforma in albero e il bruco in farfalla\, una giovane ragazza può mutarsi\, grazie all’immaginazione\, in un’intera foresta. \nSeguendo un percorso a tappe\, il racconto si rivela un viaggio attorno al tema del cambiamento – così presente nella vita quotidiana del bambino – e affronta con delicatezza quel naturale sentimento di paura che gli è connesso\, mostrando come ogni “metamorfosi” porti con sé una nuova\, grande\, opportunità.
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SUMMARY:MARTY SUPREME
DESCRIPTION:sab 21 febbraio ore 17.30 e 20.30\ndom 22 febbraio ore 17\nINGRESSO: Intero 7\,00 euro Ridotto 5\,00 \nMARTY SUPREME\ndi Josh Safdie\n(US\, 2025\, 149′) con Timothée Chalamet\, Gwyneth Paltrow\, Odessa A’zion\, Abel Ferrara\, Tyler the Creator \nForte dell’interpretazione multiforme di Timothée Chalamet\, Marty Supreme del regista newyorkese Josh Safdie propone un travolgente viaggio nella New York degli anni 50 che si barcamena con efficacia fra commedia\, film sportivo e dramma\, non a caso fra i film più quotati della stagione dei premi. \nMarty Mauser (Timothée Chalamet) ha pochi soldi in tasca\, un’irrefrenabile ossessione per il ping pong e la certezza di essere destinato alla grandezza. Dalla New York degli anni ’50 al Cairo\, da Tokyo a Parigi\, insegue i suoi sogni senza mai fermarsi fra truffe\, scommesse\, passioni proibite e sogni di gloria. Un’esistenza rocambolesca per un personaggio larger than life\, eccentrico e ambiziosissimo\, smodato e leggendario.\nFrenetico e travolgente\, MARTY SUPREME di Josh Safdie è un’esplosione visiva e narrativa che oscilla fra adrenalina\, ironia e tensione emotiva\, diretto con ritmo sfrenato e interpretato magistralmente da un Timothée Chalamet da Oscar. Al suo fianco\, un cast stellare che include Gwyneth Paltrow\, Odessa A’zion e Tyler “The Creator” Okonma. \n 
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