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SUMMARY:L'ereditiera
DESCRIPTION:21 marzo 2005 ore 21 \ndi Annibale Ruccello e Lello Guida\nregia Arturo Cirillo\ncon Monica Piseddu\, Giovanni Ludeno\, Arturo Cirillo\, Rosario Giglio\, Michelangelo Dalisi\, Antonella Romano\, Salvatore Caruso\nscene Massimo Bellando Randone\ncostumi Gianluca Falasch\nmusica Francesco De Melis\nluci Marcello Falco\nuna produzione Nuovo Teatro Nuovo \nPrendi un romanzo dell’Ottocento e trasformalo in una farsa in salsa napoletana\, un po’ sceneggiata\, un po’ siparietto da avanspettacolo\, un po’ telenovela. Arturo Cirillo\, talento della nuova scena registica partenopea\, ci riesce trasferendo la vicenda di “Washington Square” di Henry James da New York al Golfo di Sorrento\, tingendo di farsa (con tanto di comparsata del candido Pulcinella)\, il dramma borghese della poco avvenente ereditiera sedotta per interesse del romanzo americano. Sette attori camaleontici per otto e più personaggi di natura ondivaga\, ci accompagnano in una storia che inizia nell’Ottocento e arriva fino a oggi; una storia con dentro altre storie\, di amore e disamore\, con tanta musica\, canzoni\, costumi e travestimenti\, in cui “ci si entra come fosse un giallo e se ne esce senza né l’assassino né il cadavere\, con il maschile che scivola nel femminile e viceversa”\, in una rivisitazione travolgente\, colta e divertente dei generi del teatro popolare.
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SUMMARY:Il misantropo
DESCRIPTION:2 marzo 2005 ore 21 \ndi Molière\ntraduzione e adattamento Roberto Guicciardini\ncon Mariano Rigillo\, Martino Duane\, Nicola d’Eramo\, Anna Teresa Rossini\, Liliana Massari\, Mirella Mazzeranghi\, Luciano D’Amico\, Francesco Frangipane\, Francesco Cutrupi\, Luca Lamberti\nscene Piero Guicciardini\ncostumi Versace/Manola Romagnoli\nluci Luigi Ascione\nmusiche Nicola Piovani\nregia Roberto Guicciardini\nuna produzione Doppiaeffe sas – Compagnia di Prosa Mariano Rigillo \nIl 4 giugno 1666\, gli attori della Troupe du Roi\, tra i quali lo stesso Molière\, portavano in scena al Théâtre du Palais-Royal Il Misantropo\, un testo che criticava violentemente la società contemporanea\, la sua ipocrisia e il suo finto perbenismo. Da allora la storia di Alceste\, uomo dalla rigida morale\, abituato a rifuggire ogni forma di convenzione sociale\, ha attraversato i secoli ed è stata raccontata sui palcoscenici di tutto il mondo. Ponendo oggi l’accento sui punti di attualità del testo\, in cui più si trovano riflessi i disagi dell’uomo contemporaneo\, il regista Roberto Guicciardini ambienta la vicenda in uno spazio moderno\, durante un’elegante serata mondana\, al centro della quale c’è Célimène\, una giovane vedova contesa da molti corteggiatori. Uno di questi\, il misantropo Alceste (nell’interpretazione raffinata e ironica Mariano Rigillo)\, vorrebbe che\, per amore\, la donna rinunciasse alle lusinghe della vita in società. Ragione e sentimento si scontrano\, Alceste e Célimène si incontrano\, senza però riuscire a trovare un compromesso. La loro unione si spezza\, anche se quel party\, iniziato una sera d’estate del 1666\, «sembra – dice il regista – essere ancora oggi in pieno svolgimento».
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SUMMARY:Le baruffe chiozzotte
DESCRIPTION:16 febbraio 2005 ore 21 \ndi Carlo Goldoni\nregia Pierluca Donin\ncon Luca Altavilla\, Rosanna Bubola\, Enrico Cavallero\, Serena Finatti\, Aristide Genovese\, Bruno Nacinovich\, Elvia Nacinovich\, Piergiorgio Piccoli\, Toni Plesic\, Viola Pornaro\, Maria Laura Rioda\, Raffaele Spina\, Angelo Zampieri\nscene Milli\ncostumi Toni Plesic\nmusiche Massimiliano Pace\ncoreografie Ester Mennato\nluci Enrico Berardi\nuna produzione a.ArtistiAssociati di Gorizia / Atlantide Teatro di Verona – Teatri S.p. A di Treviso/Hrvatsko Narodno Kazaliste I. Zajka di Rijeka-Compagnia del Dramma Italiano\n\nBaruffa è un termine usato in molti dialetti con sempre lo stesso significato: è una mischia\, un gran azzuffamento di uomini o di donne\, che gridano e si scontrano a suon di parole. Di questo avvenimento\, molto teatrale e molto caratteristico di un mondo\, quello popolare\, Carlo Goldoni ha fatto il pretesto per un gigantesco e vivacissimo affresco di storia minuta che\, con tratti fulminei\, ci catapulta al centro di un quartiere popolare di Chioggia. Il regista Pierluca Donin rinfresca questo perfetto congegno comico anche grazie al coinvolgimento di un cast misto di attori veneti\, giuliani\, fiumani e istriani che\, nel legame linguistico fra le loro terre\, rievocano una memoria e un’identità storica e culturale comune.
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SUMMARY:Voti a perdere
DESCRIPTION:30 gennaio 2005 ore 21 \nscritto da Fabio Bonifacci con Enrico Bertolino e Andrea Zalone\nregia Gabriele Vacis\ncon Enrico Bertolino \nIn Italia\, quando non si sa cosa fare\, si vota. Per poche settimane il Bel Paese si desta dal telecomando e scopre passioni\, scontri\, persino idee. Enrico Bertolino\, lingua affilata della satira televisiva di trasmissioni cult come Mai dire gol\, Convenscion e Le Iene –  racconta una di queste “elezioni all’OK Korral”\, e si sdoppia: diventa Luigi Berto e Pietro Lino\, candidati sindaci dei due Poli\, in una città di fantasia che forse potrebbe anche assomigliare a quella in cui va scena lo spettacolo. Due candidati con la stessa faccia\, ma diversi in tutto. Com’è allora che i loro due programmi elettorali si assomigliano come due gocce d’acqua? E che dire dei loro tic? Gli stessi: ossessione dell’immagine\, fissazione di conquistare gli indecisi\, psicosi da sondaggio. Bertolino segue a ritmo battente una  campagna elettorale che procede con la suspense di una partita di calcio\, con proiezioni che registrano vantaggi\, pareggi\, impennate e perdite di consensi. Ma non chiedetevi ora chi vincerà tra Berto e Lino\, perché sarete voi a deciderlo. Infatti all’uscita del teatro troverete una scatola che vi sembrerà di aver già visto. Signori\, si vota!
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SUMMARY:Così è (se vi pare)
DESCRIPTION:10 gennaio 2005 ore 21 \ndi Luigi Pirandello\ncon Giulio Bosetti\, Marina Bonfigli\, Luciano Roman\nregia Giulio Bosetti\nscene Nicola Rubertelli\ncostumi Carla Ricotti\nmovimenti mimici Marise Flach\nmusiche Giancarlo Chiaramello\nuna produzione Teatro Carcano \nCosì è (se vi pare)\, uno dei capolavori assoluti del teatro dell’autore siciliano\, ha avuto ogni genere di messa in scena: verista\, espressionista\, psicanalitica\, borghese. Giulio Bosetti\, da profondo conoscitore del teatro pirandelliano\, trasforma la vicenda narrata in una parabola drammatica sulla fragilità dei rapporti umani\, nella forma di un racconto polifonico dove i punti di vista si giustappongono\, si completano\, a volte si contraddicono. Tre personaggi – i coniugi Ponza e la signora Frola\, la suocera – spiegano allora\, uno alla volta\, le proprie verità ai loro vicini\, incuriositi dagli strani comportamenti della signora Ponza che comunica con la madre solo per mezzo di bigliettini calati dalla finestra. Quale sarà la verità? E’ il signor Ponza a impedire il dialogo fra madre e figlia? O ha ragione lui a dare la colpa di tutto alla follia della suocera? E se il pazzo fosse proprio Ponza? Pazzo di gelosia al punto da chiudere la moglie al manicomio? Il trio tragico dei Ponza-Frola\, chiuso nel proprio mondo delirante e alonato di mistero si specchia così nell’immagine che se ne fa di loro un’intera società\, una folla di curiosi in una cittadina di provincia composta da figure ritratte spesso farsescamente. Fra loro un personaggio\, Lamberto Laudisi (lo stesso Bosetti)\, non solo spettatore\, ma anche commentatore e raisonneur\, che inserendosi tra la coppia Frola-Ponza e i vicini\, diviene il demiurgo dell’intera vicenda.
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SUMMARY:Tra (tre)
DESCRIPTION:15 dicembre 2004 ore 21 \nCompagnia Arearea\ncoreografi e danzatori Marta Bevilacqua\, Davide Sportelli\, Luca Zampar\nscenografie Claudio Mezzelani\ncostumi Margherita Mattotti\ndisegno luci Maurizio Tell\nuna produzione Corpi Sensibili/Arearea \n\nA volte\, e ogni volta all’improvviso\, si manifesta in mezzo alle sensazioni un sottile equilibrio di visioni\, di sguardi\, di forme corporee\, di respiri\, che hanno la forza\, nella fulminante rapidità di quell’improvviso\, di farci stare semplicemente… bene. A quel punto\, come bambini che si mascherano da re con carta di giornale\, è possibile giocare con diverse individualità e sentire la bellezza che si distribuisce sulle loro superfici. Con questa forza\, un uomo\, una donna\, e ancora un uomo\, prima pesanti\, torti\, scomodi\, si liberano in una danza fatta di sfrenate disposizioni d’immagini\, ritmando una successione di relazioni che oscillano tra l’ironico e il poetico. Ciò che conta è trovare un appoggio\, un contatto\, un riposo per… stare bene. Arearea\, la compagnia di danza che riunisce attorno a Roberto Cocconi  alcuni dei migliori danzatori della nostra regione\, continua la sua danza ispirata alle sollecitazioni del nostro vivere quotidiano\, fatto di piccole illuminazioni\, di continue ricerche\, di improvvisi tesori che si scoprono vicini alle cose più semplici.
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SUMMARY:La neve e l'arte di scioglierla senza farla bollire
DESCRIPTION:3 dicembre 2004 ore 21 \ndi Francesco Freyrie e Eugenio Ghiozzi\nregia Margherita Mireira\ncon Gene Gnocchi \nTra continui impegni catodici e l’impegno editoriale con cui moltiplica i suoi pamphlet non-sense\, Gene Gnocchi non trascura di tenersi allenato sulle dure tavole del palcoscenico per l’appuntamento con le platee dal vivo. Nei panni di Balthasar Guardacci\, lo sorprenderemo nel  tentativo estremo di arrivare ad un concetto di esistenza che comprenda non solo le linee maestre del pensiero occidentale ma anche le linee maldestre di un uomo che in tutto il suo percorso umano ha fatto solo dei gran casini. E con lui cercheremo di capire come evitare di sognare\, come non sentire la mancanza di una persona cara\, come sentire la mancanza di una persona non cara\, come gabbare i medium\, come comportarsi quando ti investe la macchina della Cisl\, o quali posture sono le più indicate dentro una bara… Questi sono solo alcuni degli argomenti che Balthasar Guardacci\, propone nel suo irresistibile corso destinato a cambiarci la vostra vita!
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SUMMARY:Novecento
DESCRIPTION:27 novembre 2004 ore 21 \ndi Alessandro Baricco\nregia Gabriele Vacis\ncon Arnoldo Foà\nscenografia e luci Roberto Tarasco\nun progetto di Aldo Grompone e Monique Vaute\n\nIn una cabina\, seduto sopra a un pianoforte\, in compagnia solo di qualche foto ingiallita\, un uomo ormai vecchio racconta la propria vita. Una vita vissuta in mare\, in cui però c’è qualcosa di più forte dell’impressione lasciata dal viaggio. C’è un ricordo indelebile con cui questo uomo ha deciso di invecchiare\, il ricordo di un altro uomo con il nome di un secolo. Non si cancella facilmente uno come Novecento. La sua musica gli risuona ancora nelle orecchie\, mescolandosi al suono del mare. Perché come lui anche Novecento ha trascorso la sua vita sempre in mare\, dalla nascita alla morte\, senza mai abbandonare la tastiera del suo pianoforte nella sala concerti  del transatlantico Virginia.  Il romanzo di Alessandro Baricco\, travasato dalle pagine al grande schermo da Giuseppe Tornatore (La leggenda del pianista sull’Oceano) arriva ora sul palcoscenico per la seconda volta sotto la guida esperta di Gabriele Vacis. Con Arnoldo Foà in scena\, “la voce del teatro italiano” oggi forte dei suoi eccezionali ottantasette anni\, lo spettacolo è un tuffo emozionante e pieno di risonanze\, fatti e memorie nel secolo appena trascorso.
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SUMMARY:Il mio nome è Caino
DESCRIPTION:24 aprile 2004 ore 21 \ndi Claudio Fava\nregia Ninni Bruschetta\ncon Giovanni Moschella\, Totò Onnis\, Maurizio Puglisi\nuna produzione Nutrimenti terrestri\n\nCaino è un mafioso\, un killer spietato. La sua storia è una serie infinita di esecuzioni fredde\, quiete e implacabili\, senza odio\, da professionista. Poi un giorno il dubbio\, quello di essere solo uno strumento\, un piccolo ingranaggio di una macchina più complessa\, gli cambia la vita.  Incomincia a sospettare di non essere più il signore del destino altrui. Caino allora si ferma e attraversa fino in fondo quel dubbio. Ninni Bruschetta traduce in tragedia dal vivo il libro-verità di Claudio Fava\, giornalista e “uomo contro” che ha saputo raccontare la mafia nella sua “umanità”\, nei riti di una civiltà in declino.
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SUMMARY:Isokeappunti per una storia d’amore fra un meccanico friulano e una prostituta nigeriana
DESCRIPTION:15 aprile 2004 ore 21 \ndi e con Fabiano Fantini\, Claudio Moretti\, Elvio Scruzzi\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Teatro Incerto \nrassegna Terra di temporali e primule\n\nIn un ufficio di polizia tre uomini cercano di far luce su un caso di violenza e prostituzione in cui è coinvolta Isoke\, una ragazza nigeriana\, e un suo cliente\, un meccanico friulano di 50 anni. L’ispettore e il suo assistente sono faccia a faccia con l’uomo per dipanare l’intricata vicenda attorno alla quale aleggiano i teneri pensieri di Isoke\, ma anche i pregiudizi di un paese che giudica solo dalle apparenze. Dopo l’esperienza di adattamento drammaturgico del libro-documento sull’emigrazione italiana di Gian Antonio Stella “L’orda”\, il Teatro Incerto prosegue la sua indagine raccontando\, oggi che i ruoli si sono ribaltati\, il traffico infame delle donne extracomunitarie nel nostro paese. Una denuncia ma anche la storia di un amore contrastato e oppresso che\, nonostante tutto\, lotta per affermare la sua autenticità.
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SUMMARY:La morte di Danton
DESCRIPTION:14 marzo 2004 ore 21 \ndi Georg Büchner\nregia Aleksandar Popovski\ncon Cristian Maria Giammarini\, Roberto Latini\, Alessandro Riceci\, Fabrizia Sacchi\,  Lorenza Sorino\, Filippo Timi\ne con Franz Cantalupo\, Luca Carboni\, Guido Feruglio\, Alan Malusà\, Chiara Tomarelli\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\ncon il sostegno di Theorem Associazione sostenuta dal Programma Cultura 2000 dell’Unione Europea – Parigi / Intercult – Stoccolma / Goethe Institut di Milano / Fondazione CRUP \nIl nostro è un tempo in cui le parole Libertà\, Uguaglianza e Fraternità\,  sono cariche di inquietudine e i confini dei loro significati diventano sempre più labili\, piegati alle più diverse interpretazioni. Aleksandar Popovski\, il regista macedone alla guida di una produzione di respiro internazionale\, riattraversa affidandosi alla modernità del capolavoro di Büchner i concetti e il senso di queste parole che sono l’eredità preziosa della Rivoluzione francese e il fondamento delle democrazie occidentali. Una compagnia che riunisce alcuni fra i migliori giovani attori italiani ne incarna tutte le contraddizioni e gli interrogativi più attuali: chi agisce in nome della libertà? Chi impugna un fucile o chi si ritrova sotto tiro? Siamo davvero tutti uguali? Com’è possibile che un’idea meravigliosa come l’Uguaglianza sia diventata l’idea più violenta al mondo?
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SUMMARY:Pro-memoriavillotta musicale per Concetta Bertoli
DESCRIPTION:5 marzo 2004 ore 21 \nregia Massimo Furlano\ncon Laura Menegazzi\, Chiara Michelin\, Michele Muradore\, Simona Persello\, Manfred Rinaldi\, Ivana Zamparini\, Michele Zamparini\nuna produzione Teatrolaltro con il sostegno del Progetto integrato cultura del Medio Friuli \nrassegna Terra di temporali e primule\n\nUna sperimentazione della forma lirica popolare della villotta\, manifestazione poetica e musicale del sentimento\, forma schietta e ingenua per raccontare i pensieri\, le emozioni\, le opinioni più consueti e comuni. Su un pavimento di vecchie assi di legno logore e dismesse\, attorno a un cubo chiaro opalescente che è sorgente di luce\, colore e suono\, quindici scene costruite attorno a quindici gesti interpretati o semplicemente detti da quattro corpi di donne e tre corpi di uomini. Un pro-memoria in forma di via Crucis per raccontare la vita di Concetta  Bertoli  la “crocifissa di Mereto di Tomba”\, la giovane donna che trasformò il calvario della sua malattia in una proposta di vita “alternativa”\, il suo letto di immobilità in un luogo d’incontro forte per un’intera comunità e la sua cultura.
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SUMMARY:Il rompiballe
DESCRIPTION:20 febbraio 2004 ore 21 \ndi Francis Veber\nregia Andrea Brambilla\ncon Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando\ne con Renato Marchetti\, Fausto Sciarappa\, Guia Zapponi\nuna produzione Fox&Gould \nPignon è in piena crisi: sua moglie lo ha appena lasciato. Senza arrendersi\, affitta una stanza in un piccolo hotel e la controlla a vista. Per un equivoco però la stanza è stata affittata contemporaneamente a un killer assoldato per eliminare un politico. La disperazione di Pignon\, che non perde però mai la capacità di rappresentare comicamente il migliore di tutti i rompiballe\, e la determinazione ceca dell’assassino provocheranno un vero sisma all’interno dell’hotel. Dalla penna di Francis Veber\, acclamato autore teatrale e sceneggiatore di commedie brillanti\, torna a teatro la pièce immortalata sul grande schermo da Jack Lemmon e Walther Matthau. Con la regia di Andrea Brambilla\, meglio noto con il nome d’arte di Zuzzurro\, e un faccia a faccia di attori beniamini del pubblico: Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando.
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SUMMARY:Genova 01
DESCRIPTION:13 febbraio 2004 ore 21 \ndi Fausto Paravidino\nregia Filippo Dini\ncon Filippo Dini\, Simone Gandolfo\, Antonia Truppo\nuna produzione Associazione Teatrale Pistoiese/Teatro del Tempo Presente \nDalla penna del ventisettenne genovese Fausto Paravidino\, autentico talento della giovane drammaturgia italiana del nostro presente\, una coraggiosa riflessione\, quasi un’orazione civile\, sui tragici fatti di Genova  durante il G8 del 2001: dagli entusiasmi del “Movimento” al vertice dei potenti\, dalla morte di Carlo Giuliani al terrore della Diaz e alla brutalità di Bolzaneto.  Come una tragedia in cinque atti\, Genova 01 si assume la responsabilità di ricordare quel black out di democrazia\, quello sprofondare in uno stato di repressione\, con l’unico imperativo di raccontare i fatti\, di difendere la dignità\, di rispettare chi sogna un altro mondo\, diverso\, migliore\, possibile.
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SUMMARY:Fottuti (‘fanculo!)
DESCRIPTION:6 febbraio 2004 ore 21 \ndi e con Giorgio Monte e Manuel Buttus\nregia Giorgio Monte\nuna produzione Teatrino del Rifo/Prospettiva T \nrassegna Terra di temporali e primule\n\nNon ci si lasci ingannare dal titolo: il titolo sulla locandina era un altro\, ma qualcuno è passato e lo ha strappato sostituendolo con Fottuti scritto con la bomboletta spray\, forse ispirato dalla foto sottostante dei due attori. E qualcun altro vi ha aggiunto con il gesso ‘fanculo!’. Giusto!\nMa il titolo originale\, avrebbe dovuto essere “Gli angeli asessuati” o “P38: corpo del teatro?” o “Lo sciopero più laborioso del mondo” o  “Il palcoscenico è il mondo” o\, infine\, “Il palcoscenico è rotondo”. Titoli pretenziosi: quindi gli attori – autori comprendono la rabbia di quei “qualcuno” che li hanno così meravigliosamente resi comprensibili. Grazie. Compagni di rabbia. In quei titoli strappati stavano e stanno i contenuti del nuovo lavoro del Rifo. Fottuti (‘fanculo!) sono quindi le uniche due parole televisive dello spettacolo.
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SUMMARY:Ti amo ma il tuo braccio destro mi fa schifo\, tagliatelo
DESCRIPTION:28 gennaio 2004 ore 21 \ndi e con Jacopo Fo\nuna produzione I fiori di Maggio e CTFR \nDopo aver svelato alle platee di tutto il mondo i misteri del sesso e del tantra dolce\, Jacopo Fo si occupa ora dell’altro grande mistero della vita: perché siamo così stupidi? Ma questa volta il giovane Fo non si limiterà a raccontare gli esilaranti episodi della sua personale idiozia: ambisce piuttosto a disegnare una mappa storico-etnica dell’imbecillità umana\, fino a svelarci come sia possibile addirittura sfruttarla clamorosamente a proprio vantaggio! E Jacopo Fo garantisce: “questo non è il solito spettacolo di cabaret: questo è il più grande evento sciamanico dopo l’apertura delle acque del Mar Rosso!”
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SUMMARY:Tre sorelle
DESCRIPTION:16 gennaio 2004 ore 21 \ndi Anton Cechov\nregia Maurizio Panici\ncon Pamela Villoresi\, Antonella Attili\, Renato Campese\, Valeria Ciangottini\ne con Sergio Basile\, Silvia Budri\, Fabio Bussotti\, Manrico Gammarota\, Giorgio Barlotti\, Maurizio Panici\, Sandro Querci\, Lucia Ricalzone\nuna produzione Argot\n\nTre sorelle\, tre corteggiatori\, tre insoddisfatti e un dedalo di triangoli e appuntamenti mancati. Maurizio Panici mette in scena per un cast di ottimi interpreti il capolavoro cechoviano che più di tutti ha saputo raccontare le mille occasioni perdute della vita: i mancati appuntamenti con gli ideali\, con il lavoro\, con l’amore\, con il desiderio di un mondo migliore. Una folla di personaggi per squarciare il velo della formalità\, ridere delle vuote cornici\, delle tristi consuetudini\, dei buoni propositi mai portati a compimento. Una goffa umanità da guardare da vicino\, ma senza cattiveria\, quasi con affetto\, colta nelle sue debolezze con profonda conoscenza dell’animo umano\, con ricchezza e colore.
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SUMMARY:I bambini di via della Scalacinque storie scellerate
DESCRIPTION:18 dicembre 2003 ore 21 \nscritto e diretto da Ugo Chiti\ncon Massimo Salvianti\, Dimitri Frosali\, Lucia Socci\, Giuliana Colzi\, Andrea Costagli \ne con Maurizio Lombardi\, Teresa Fallai\, Alessio Venturini\, Daniel Dwerryhouse\, Francesco Mancini\nuna produzione  Teatro Metastasio Stabile della Toscana – Arca Azzurra Teatro\n\nAnni Cinquanta. Cinque bambini si riuniscono ogni giorno nel grande androne di un palazzo di periferia per raccontarsi “storie di paura”; il pianerottolo e il vano delle scale si trasformano in un luogo magico\, dove il fantastico e il ricco immaginario infantile s’intrecciano al quotidiano\, al presente famigliare\, ai conflitti del mondo dei grandi\, per esorcizzare paure\, angosce e smarrimenti di quell’età.  Ugo Chiti\, autore vincitore con I bambini di via della Scala del Premio Candoni 2002 per la nuova drammaturgia\, riattraversa fiabe e leggende della tradizione popolare orale – la parabola di San Giuliano\, la leggenda di Jacopo da Varagine\, le fiabe del “Re porco” e “La bella e la bestia” – e ci racconta con rara delicatezza il mondo dell’infanzia e l’età indifesa di ogni uomo.
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SUMMARY:Tre piccoli Shaxpeares: Minimacbeth / Sonnellino di Mezz’estate / Amleto all’osso
DESCRIPTION:7 dicembre 2003 ore 21 \nregia Andrea Taddei\ncon Emanuela Villagrossi\, Bruno Viola\, Federica Fabiani\nuna produzione Teatro Litta\n\nUn tributo al genio di Shakespeare scritto come un divertissement sul tema di tre opere celeberrime. Un teatro da guinness dei primati con due tragedie e una commedia “cronometrate” in poco più di un’ora. Ecco allora il destino dell’ambizioso Macbeth diventare  Minimacbeth\, acido battibecco fra moglie e marito\, il materiale magico del Sogno di una notte di mezza estate moltiplicarsi in irresistibili sketch e numeri di cabaret come Sonnellino di mezz’estate\, con  l’immancabile finale sui versi dell’ “essere o non essere”\, ma che sarà però un Amleto all’osso\, una clownerie su Amleto\, quasi uno sfogo del principe di Danimarca solo e incompreso\, a concludere questa umile scommessa leggera\, un vero corpo a corpo con la grandezza del Bardo.
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SUMMARY:Tutto per bene
DESCRIPTION:23 novembre 2003 ore 21\n\ndi Luigi Pirandello\nregia Jurij Ferrini\ncon Gianrico Tedeschi\, Marianella Laszlo e Aldo Alori\ne con Sarah Biacchi\, Gianfranco Candia\, Fabrizio Matteini\, Sveva Tedeschi\, Angelo Zampieri\nuna produzione A.Artisti Associati – Compagnia di prosa Gianrico Tedeschi\n\nTratto dall’omonima novella del 1906\, Tutto per bene si trasforma in testo teatrale nel 1920 per opera dello stesso Pirandello che lo adatta alle corde di un grande attore\, Ruggero Ruggeri. Oggi il dramma grottesco di Martino Loi che scopre solo dopo la morte della moglie la sua infedeltà e le sue surreali conseguenze\, è affidato all’interpretazione di un grande interprete del nostro tempo\, Gianrico Tedeschi. Prigioniero di un copione reso immutabile dal lutto\, Loi è l’emblema dell’uomo pirandelliano eroe e vittima delle sue contraddizioni\, delle sue molte maschere\, clown del suo circo personale\, con la faccia tinta di candida vergogna e livido furore.
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SUMMARY:Il signor Rossi\, il Re e la Costituzione
DESCRIPTION:3 maggio 2003 ore 21 \ndi e con Paolo Rossi\nuna produzione AGIDI \nGran finale di stagione con il nuovissimo spettacolo di uno dei più travolgenti protagonisti del teatro comico e satirico\, Paolo Rossi\, che sarà a Cervignano a pochi giorni dal debutto assoluto in Italia. Il giullare Rossi si scatenerà in un “nuovo delirio organizzato”\, un teatro aperto e popolare dove il pubblico viene spesso coinvolto anche in prima persona. Nuovo pretesto per un’incursione nell’attualità più scottante del nostro tempo\, non più un testo del  teatro classico\, come nei suoi spettacoli precedenti ispirati alle opere di Shakespeare\, Racine o Molière\, ma un testo che tutti noi conosciamo ma in pochi abbiamo letto realmente: La Costituzione italiana. Il signor Rossi\, il Re e la Costituzione un “parlamento basso” in cui il pubblico interpreterà ancora una volta un ruolo\, quello del popolo\, e assieme a Rossi si troverà a legge\, riscrive\, approvare gli articoli del testo cardine del nostro ordinamento democratico. In un succedersi irrefrenabile di storie\, aneddoti\, improvvisazioni e rock’n roll…
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SUMMARY:Le ultime lune
DESCRIPTION:15 aprile 2003 ore 21\n\ndi Furio Bordon\nregia Furio Bordon\ncon Gianrico Tedeschi\, Marinella Laszlo\, Walter Mramor\nuna produzione Artisti Associati \nUn uomo molto vecchio aspetta nella sua stanza che il figlio torni dall’ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo per anziani. Ascolta Bach e parla con la moglie. Anzi\, con il suo ricordo\, visto che lei è morta molti anni prima. Parlano della vita\, della morte\, dell’amore che li ha uniti. Le ultime lune è un testo toccante sulla solitudine della vecchiaia\, sugli interrogativi più profondi e cruciali sul senso dell’esistenza\, ma soprattutto è un testo “fortunato”: scritto da Furio Bordon nel 1992\, ha vinto il Premio Idi nel 1993\, ma soprattutto è diventato fra i classici più amati del teatro contemporaneo grazie all’interpretazione di Marcello Mastroianni che ne fece il suo indimenticabile spettacolo di congedo dalle scene nel 1996.  E’ ora la genialità interpretativa di un altro grande interprete\, il grande Gianrico Tedeschi\, a riportarlo sul palcoscenico per la prima volta nella sua versione integrale e sotto la direzione registica del suo stesso autore.
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SUMMARY:Lachrymae (semper dolens!)
DESCRIPTION:4 aprile 2003 ore 21\n\nscritto\, diretto e interpretato da Rita Maffei e Fabiano Fantini\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\n\nrassegna Terra di temporali e primule \nLachrymae (semper dolens!) è un racconto profano di cose sacre.  Sacre come le lacrime della statua di una piccola Madonna custodita da un vecchio sacrestano di una chiesetta sperduta nella campagna del Nordest\, che all’improvviso inizia a parlare. E le sue parole danno voce a mille confidenze\, speranze\, sofferenze di donne di tutto il mondo che a lei\, Madre delle madri\, si rivolgono\, in cerca di risposte e consolazioni. Testimonianze che si intrecciano in un dialogo surreale\, a volte anche grottesco\, con l’ingenua semplicità del più devoto fedele della Madonnina\, Cosimo\, capofila di un insolito pellegrinaggio\, di una processione popolare di storie e racconti originali o raccolti fra le pagine di Alda Merini\, di Dacia Maraini\, dell’esule Carmen Yañez\, fra le testimonianze dalla Bosnia di Nedzad Maksumic\, incastonate su tessuto sonoro ricchissimo quanto eterogeneo\, dalla musica colta di Benjamin Britten\, allo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi\, fino alla musica popolare delle processioni mariane rivisitate dalla Banda Ionica.
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SUMMARY:Glace - una storia vera
DESCRIPTION:21 marzo 2003 ore 21 \ntraduzione in friulano e adattamento Luca Zoratti\nregia Giuliano Bonanni\ncon Luca Zoratti e Nicoletta Oscuro\nuna produzione Academia de gli Sventati \nrassegna Terra di temporali e primule\n\nPuò la realtà superare la fantasia? Si può sfondare la barriera che divide il vivere dell’uomo dalla realtà virtuale? La storia di Joseph Paul Jernigan sì. La storia del primo uomo che\, dopo morto\, è stato “seppellito” dentro ad un computer. E questo perché Paul\, cittadino americano condannato a morte per omicidio\, ha deciso di donare il suo corpo alla scienza. E la scienza del suo corpo ne ha fatto la prima versione digitale e computerizzata\, un grande e perfetto atlante dell’anatomia umana. Una storia vera\, dai risvolti inquietanti\, sul senso del progresso e del nostro futuro raccontata in uno spettacolo “high-tech”\, diretto\, immediato\, che suggestiona lo spettatore e lo porta lontano\, trasportato da una colonna sonora rock-blues e da immagini video dai mille colori.
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SUMMARY:Il Che: vita e morte di Ernesto Guevara
DESCRIPTION:12 marzo 2003 ore 21 \ndi Michela Marelli\nregia Serena Sinigaglia\ncon Maria Pilar Perz Aspa\, Maria Spazzi\, Riccardo Tordoni\, Sandra Zoccolan\nuna produzione Associazione Teatro Indipendente per la Ricerca in collaborazione con Teatro del Buratto \nErnesto Guevara detto il Che resta uno dei volti più famosi e conosciuti del ‘900. Chi fra i 20 e i 90 anni non conosce quel viso? In quanti non hanno esibito o indossato almeno una volta la sua icona\, su manifesti\, gadget o magliette? Michela Marelli\, una giovane autrice trentenne si confronta con la biografia di questo eroe della sua e della nostra adolescenza e senza farsi intimidire dal suo mito ce ne racconta la vita avventurosa\, la nascita\, gli studi\, i viaggi\, l’excursus del suo spirito rivoluzionario\, con i tratti di un romanzo picaresco. Le è di aiuto nell’intento la regia leggera\, antiretorica\, anche scanzonata di Serena Sinigaglia che guida i tre attori della compagnia milanese dell’Atir in un continuo cambio di ruoli\, di registri e linguaggi scenici\, fra narrazione\, illustrazione e tante canzoni\, dagli intramontabili Hasta siempre e Guantanamera\, a brani di Gardel e di Vecchioni.
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SUMMARY:Bellissima Maria
DESCRIPTION:19 febbraio 2003 ore 21 \ndi Roberto Cavosi\nregia Sergio Fantoni\ncon Ottavia Piccolo\nuna produzione La Contemporanea 83 \nRocco è un investigatore privato che ha passato la vita a spiare il prossimo con la macchina fotografica in mano. Gli basta anche un piccolo gesto e il suo occhio  esperto cattura il segreto nascosto nei rapporti umani. L’occhio della sua camera ha letto passioni\, tradimenti\, tragedie. Da una foto scattata a un uomo che cade in un burrone parte una delle sue indagini che procederà con lo stesso ritmo della passione fatale di Maria e Patrizio. Bellissima Maria è un noir sensuale e misterioso dove corpi e passioni si intrecciano tra l’odore di canfora di una palestra di kick-boxing e i passi di un ballo profano. Un racconto circolare che torna ineluttabile da dove è partito: da quello spazio immutato e immutabile\, dove tutto torna a svolgersi come un vecchio film\, già visto\, e dove si consuma\, per l’eternità\, sempre uguale\, la scena di un primo incontro\, il principio di tutto\, dove Maria e Rocco continuano a ballare lo stesso mambo “cannibale”\, a ripetere  le stesse parole\, e a porsi\, sempre\, la stessa domanda: perché?
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SUMMARY:Canto della Rosa Bianca
DESCRIPTION:1 febbraio 2003 ore 21 \nscritto e narrato da Maurizio Donadoni\ncollaborazione artistica Miae Kim\nmusiche originali eseguite da Nicola Alesini\nuna produzione Associazione Teatrale Pistoiese\n\nDall’estate 1942 al febbraio 1943 un gruppo di cinque amici di diversa estrazione sociale\, culturale e religiosa\, studenti dell’Università di Monaco\, assieme al loro insegnante di filosofia\, danno vita a un movimento di opposizione noto col nome di Rosa Bianca che cercò di risvegliare le coscienze sopite dei giovani tedeschi. Una resistenza che finì male\, con il loro arresto e la loro condanna a morte.\nL’attore Maurizio Donadoni\, anche autore del testo\, ci racconta in questo “documentario teatrale” la storia di questi giovani antinazisti che\, in tempi d’apocalisse\, seppe inventare e mantenere una rotta diversa dalla maggioranza urlante o muta in nome di una coscienza critica\, come in una  “via crucis”  metropolitana\, scandita in quattordici stazioni di un viaggio “ underground” che parte dall’oggi\, si tuffa in “full immersion”  nell’epoca hitleriana attraverso documenti filmati e sonori\, per ritornare alla realtà odierna\, magari  più consapevoli del fatto che essere liberi oggi è un’eredità di bene costata milioni di vite umane.
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SUMMARY:Dante - Inferno
DESCRIPTION:21 gennaio 2003 ore 21 \ncon Davide Riondino e Sandro Lombardi\nregia Federico Tiezzi\nuna produzione Compagnia Lombardi – Tiezzi\n\nPeriodicamente è necessario tornare a sfogliare il più grande libro della nostra letteratura\, il suo capolavoro più sperimentale e meno accademico\, la Divina Commedia. Il regista Federico Tiezzi torna alla cantica delle passioni più violente e brucianti\, la cantica dei personaggi e degli episodi danteschi più indimenticabili\, dallo smarrimento nella “selva oscura”\, all’amore di Paolo e Francesca\, al viaggio di conoscenza di Ulisse\, attraverso le storie di Ciacco\, Ugolino\, Pier delle Vigne. La sfida è sempre la stessa: superare la distanza fra il poema sacro e la sua concreta rappresentazione sulla scena teatrale. Qui\, due attori –  Sandro Lombardi e Davide Riondino – isolati nella luce si fanno narratori lirici e comici di questo intenso viaggio\, in cui\, accanto al volgare dantesco\, affiorano anche le parole dell’oggi\, i versi di poeti a noi contemporanei: le riflessioni furenti della Divina Mimesis di Pasolini\, le parole visionarie dei Cantos di Ezra Pound\, le terzine ironiche e divertite dello stesso Riondino.
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SUMMARY:Anche la sogliola finge l’orgasmo\, figuriamoci il resto
DESCRIPTION:5 dicembre 2002 ore 21 \ndi e con Jacopo Fo\nregia Jacopo Fo e Eleonora Albanese\n\nIl mondo è un posto meraviglioso\, dove succedono cose impossibili. E ci sono dei giovedì in cui tutto sembra essere stato creato da una divinità crudele al solo scopo di procurarci livelli esagerati di sofferenza fisica e morale. C’è un piano globale che tende ad annientarci personalmente e a questo complotto collaborano burocrati\, generali\, presidenti\, vicini di casa\, terroristi e fabbricanti di slip superaderenti.\nJacopo Fo\, figlio di Franca Rame e del Premio Nobel Dario Fo\, ogni sera\, va in scena proprio per questo: per raccontarci\, naturalmente con imbattibile ironia\, la sua verità. Sulla vita\, sull’amore\, soprattutto sul sesso\, sul “come si fa” dalla A alla Z\, sui luoghi comuni e i tabù e le inibizioni che più ci attanagliano\, fino alle vette erotiche suggerite dalla  pratica dello yoga tantrico. Per convincerci che forse siamo tutti vittime di allucinazioni e suggestioni\, visto che se fossimo nati per soffrire le donne invece dei seni morbidi avrebbero due rubinetti…
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SUMMARY:Nero pro domo suaLa satira romana da Marziale a Petrolini
DESCRIPTION:26 novembre 2002 ore 21 \ndi e con Giorgio Monte\, Manuel Buttus e Gigi Del Ponte\nregia Giorgio Monte\nuna produzione Teatrino del Rifo/prospettiva T\n\nrassegna Terra di temporali e primule \nBrandiscono la satira come un’arma di autodifesa\, come una terapia di sopravvivenza. Miscelano ironia e distacco\, ma di quelle che graffiano. La satira è il teatro più naturale\, una seconda pelle per un gruppo come il Teatrino del Rifo. Che\, dopo i fendenti contro il progetto di omologazione della cultura friulana e l’inquietante spettacolo su Peteano\, una fiaba nera con cui ha ridisegnato gli anni della strategia della tensione\, prende ora a bersaglio un soggetto solo apparentemente lontano\, l’imperatore Nerone\, tiranno spietato e maestro dell’arbitrio più folle e bizzarro. Si tratta\, neanche a dirlo\, solo di un pretesto per una riflessione al vetriolo a 360 gradi sull’abuso di potere\, in un excursus ricco di citazioni e rivisitazioni degli autori della satira romana Marziale e Giovenale\, per arrivare a scoccate più recenti\, da Trilussa al grande Petrolini e alla sua indimenticabile parodia di Nerone\, a cui si mescono\, ad un ritmo incalzante e spassoso\, le gag e battute originali del gruppo destinate ai Neronissimi del nostro Paese…
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