lunedì 19 gennaio 2015 ore 21:00

Il visitatore

Prosa

testo Éric-Emmanuel Schmitt
regia Valerio Binasco
con Alessandro Haber e Alessio Boni
e con Francesco Bonomo e Nicoletta Robello Bracciforti
scene Carlo De Marino
musiche Arturo Annecchino
costumi Sandra Cardini
fotografie Tommaso Le Pera

Aprile 1938. L’ Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggstrasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Sigmund Freud (interpretato da Alessandro Haber), il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, prelevata da un ufficiale della Gestapo. Ma la sua angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore (Alessio Boni) che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell’inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell’importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l’esistenza. O è un pazzo che si crede Dio?

ve lo consigliamo perché…
La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare.
Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché permette tutto ciò?
Il visitatore è una commedia di Eric-Emmanuel Schmitt, rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1993 e subito pluripremiata. E’ infatti un testo coraggioso, che non ha timore di portare in primo piano temi di discussione importanti come la Religione, la Storia, il Senso della Vita che il suo autore tratta in maniera diretta e senza enfasi filosofica, accompagnando dolcemente gli spettatori al cuore di queste grandi questioni. Il visitatore ci fa scoprire un autore che sembra ancora coltivare la speranza che quando gli uomini si incontrano e si parlano possono, forse, cambiare il mondo.